Il Premio Sakharov ed «il diritto al terrorismo»

Huber Matos (sinistra), Guillermo Fariñas e Luis Posada Carriles (destra)Diamo spazio qui di seguito alla lettera aperta di Vincenzo Basile (Capítulo Cubano) al Parlamento Europeo sul caso del premio Sakharov assegnato al cosiddetto “dissidente” Guillermo Fariñas, nella foto qui a lato con Huber Matos (sulla sinistra) e Luis Posada Carriles (destra).
 
Stimati deputati e deputate del Parlamento Europeo,
 
mi dirigo a tutti voi per esprimervi la mia più profonda costernazione circa un fatto che si è verificato recentemente nell’assemblea della quale tutti voi siete membri; un’assemblea di una comunità forgiata e fortificata nel corso degli anni sulle ceneri dei fascismi e di due guerre fratricide; un’assemblea parte di una Unione che si ispira ai valori della pace tra i popoli.
Permettetemi di fare una breve ma necessaria introduzione, per poi esporre la ragione puntuale che mi ha spinto a dirigermi a tutti voi con questa missiva.
 
Lo scorso 6 ottobre 2013, il popolo della Repubblica di Cuba ha ricordato il trentasettesimo anniversario di un attentato, noto nella repubblica caraibica come Crimine di Barbados, contro un aereo civile della compagnia Cubana de Aviación, che costò la vita a 73 persone innocenti.
 
Questo ignobile atto di terrore – che tutti voi, membri di una Unione creata per promuovere la pace e la fratellanza, sicuramente ripudierete con veemenza – fu solo uno di una lista di feroci attacchi che nel corso dei decenni sono stati realizzati, con l’assurda giustificazione della libertà e della democrazia, contro il popolo della Repubblica di Cuba, e che hanno causato migliaia di morti e mutilati.
 
Uno dei più tristemente noti organizzatori di questi attentati è sicuramente Luis Posada Carriles, conosciuto come il Bin Laden delle Americhe, terrorista internazionale di origine cubano ed ex-agente della CIA – oggi considerato eroe patriottico dai membri più estremisti dalla potente lobby cubano-americana radicata nel sud della Florida (Stati Uniti d’America) – che grazie alla protezione del governo statunitense gode di assoluta libertà e impunità, nonostante gli innumerevoli crimini commessi durante gli ultimi sei decenni.
 
Tra i vari aberranti crimini commessi, documenti declassificati dell’intelligence statunitense confermano che Luis Posada Carriles fu l’organizzatore, insieme a Orlando Bosch, del citato attentato contro il volo della Cubana de Aviación ed è stato inoltre dimostrato che promosse una serie di esplosioni che si produssero all’Avana (Cuba) tra l’agosto e il settembre del 1997, in una dei quali, il 4 settembre, perse la vita il giovane italiano Fabio Di Celmo.
 
Fatta questa breve precisazione, voglio ricordarvi che lo scorso 4 luglio 2013, tutti voi -in nome del Parlamento Europeo, e in questo modo anche in nome dei cittadini dell’Unione europea, vale a dire anche in mio nome- avete conferito il Premio Sakharov per la libertà di pensiero al cosiddetto dissidente cubano Guillermo Fariñas. E in quella occasione, il Vice Presidente del Parlamento Europeo, Gianni Pittella, nel consegnare il premio a Farinas concluse con queste parole il suo discorso: «Signor Fariñas ( … ) lei fa la storia del diritto inalienabile al rispetto della dignità e delle libertà».
Guillermo Fariñas è conosciuto in tutto il mondo occidentale grazie ai suoi numerosi scioperi della fame per chiedere alle autorità di Cuba la liberazione di alcuni detenuti cubani, che alcuni consideravano prigionieri di coscienza, sui quali preferisco non esprimere la mia opinione. Ma qualcosa che forse è meno noto di questo pacifico combattente per la libertà, di questo Gandhi dell’emisfero occidentale, è che alcuni mesi prima di ritirare il prestigioso premio, viaggiò negli Stati Uniti e lì, tra molti altri, incontrò e fu immortalato in una fotografia con lo stesso terrorista Luis Posada Carriles, e rese omaggio alla tomba di un altro terrorista, Jorge Mas Canosa, fondatore della Fondazione Nazionale Cubano Americana, un’organizzazione che per anni ha sostenuto e promosso le azioni violente di Carriles per tutta l’America Latina.
 
Alla luce di tutto ciò, come cittadino europeo e italiano, mi sono sorte alcune preoccupazioni e domande che ora vi esporrò, con l’assoluta convinzione che sono preoccupazioni che assalirebbero qualunque altro cittadino adeguatamente informato sui fatti, a prescindere dalla particolare ideologia politica che ogni individuo può professare.
 
Considerando che lo scopo del riconoscimento del Premio Sakharov per la libertà di pensiero è «riconoscere l’impegno di personalità di spicco distintesi nella lotta contro l’intolleranza, il fanatismo e l’oppressione» e che sono «simboli del coraggio necessario per difendere i diritti dell’uomo e la libertà di espressione», facendo cenno al quinto paragrafo dell’articolo 3 del Trattato sull’Unione Europea (TUE) il quale sancisce testualmente che l’Unione «contribuisce alla pace, alla sicurezza, (…) alla solidarietà e al rispetto reciproco tra i popoli, (…) alla tutela dei diritti umani (…) e alla rigorosa osservanza e allo sviluppo del diritto internazionale, in particolare al rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite», e al primo paragrafo dell’articolo 21 dello stesso Trattato il quale stabilisce che «l’azione dell’Unione sulla scena internazionale si fonda sui principi che ne hanno informato la creazione, lo sviluppo e l’allargamento e che essa si prefigge di promuovere nel resto del mondo: democrazia, Stato di diritto, universalità e indivisibilità dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, rispetto della dignità umana, principi di uguaglianza e di solidarietà e rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale», e ricordando in generale i più alti valori e principi che ispirarono i nostri padri fondatori quando diedero vita a quella comunità che oggi è un’Unione, vi chiedo:
 
Sostenere moralmente o difendere l’azione terroristica e rendere omaggio ai suoi promotori ed esecutori, può e deve essere considerato parte essenziale delle libertà fondamentali di espressione e di coscienza difese dal premio Sakharov? Vale a dire, il Premio Sakharov riconosce e sostiene il diritto di essere coscientemente a favore del terrorismo?
 
Può esistere coerenza tra tutti i citati nobili propositi dell’Unione Europea e il sostegno, anche se solo morale, all’azione terroristica e ai suoi patrocinatori?
 
Nel caso di una più che probabile risposta negativa alle precedenti domande, dovremmo quindi giungere alla conclusione, riconoscendo questo premio a un simile individuo, che i valori in cui crediamo e i principi sui quali si fonda l’Unione, e il Diritto internazionale nella sua generalità, sono liberamente derogabili e utilizzabili per portare avanti determinate e ben definite strategie politiche?
 
Non nutro false aspettative circa un possibile annullamento della consegna del Premio Sakharov a Guillermo Fariñas, anche se sarebbe un atto di coerenza -giuridica, morale e umana- che questa assemblea dovrebbe almeno prendere in considerazione. In ogni caso, pur consapevole del fatto che questa lettera non può avere alcun effetto reale sugli eventi futuri, come cittadino europeo e italiano, ho avvertito la necessità di esprimere ai miei rappresentanti all’Unione la mia più profonda preoccupazione per questa inumana aberrazione, e dichiarare quindi la mia completa dissociazione.
 
I miei rispetti,
Vincenzo Basile 
Un cittadino estremamente preoccupato per l’uso politico di una così prestigiosa istituzione
 
P.S. A titolo puramente informativo vorrei, in quanto italiano, ricordare all’onorevole Vice Presidente Gianni Pittella -che tante parole di elogio spese per Fariñas- che la storia di Luis Posada Carriles non è del tutto sconosciuta nel mondo politico italiano, dato che nel 2007 il Parlamento del nostro paese -nel totale silenzio mediatico- approvò un ordine del giorno con il quale chiedeva al governo di prendere i provvedimenti necessari per sollecitare l’estradizione in Italia di Luis Posada Carriles, nel caso in cui il procedimento penale in corso presso la Procura della Repubblica di Roma avesse portato ad un’incriminazione nei suoi confronti per l’attentato terroristico a L’Avana in cui perse la vita Fabio Di Celmo.
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