(VIDEO) “C’era una volta” non deve chiudere!

Continuiamo la campagna “C’era una volta non deve chiudere!”

Carissimi/e, 

abbiamo appena ricevuto questo messaggio di Silvestro Montanaro che Vi inoltriamo con grande piacere:
QUOTA 10.000!!!
Mi avevano detto che 10.000 firme facevano di una petizione un successo. Le abbiamo superate in soli 4 giorni e senza alcun appoggio dei media, tranne il Manifesto. Grazie di tutto cuore a chi ha firmato e a chi ha lanciato questa iniziativa.
Le vostre firme attestano chiaramente l’affetto e la stima di cui gode C’era una volta tra il pubblico italiano che non intende privarsene. 
Mostrano, ed è la cosa più importante, che cresce la critica ad una Rai che stenta sempre più a far servizio pubblico.
Tra la nostra gente diventa sempre più impellente il bisogno di un’informazione onesta e competente su quanto accade intorno a noi.
Il mondo cambia velocemente, tante crisi lo affliggono, e solo un’informazione critica e corretta che ne mostri e ne scavi i meccanismi di fondo, che non si gingilli nelle scaramucce di palazzi del potere sempre più vuoti di senso, può permettere l’unica cittadinanza possibile e necessaria oggi, cittadini del mondo.
Di questo vostro straordinario appoggio, prometto di far l’unico uso consentibile. Portare avanti insieme a voi questa battaglia di democrazia.
Vi chiedo di impegnarvi ancora, di raggiungere amici e conoscenti, di parlar con loro di questo.
10.000 firme danno un segnale. 20.000, uno più forte. Oltre, il segno di un paese che vuol cambiare. Un paese che vuole una Rai di servizio pubblico. Libera da lobby e partiti.
Silvestro Montanaro 
IO HO FIRMATO… E TU? RICORDIAMO IN VENEZUELA IL DOCUMENTARIO MOLTO BUONO  ”Caracas – Sull’orlo di una crisi di nervi”

La Rai costringe il giornalista Silvestro Montanaro ad andar via e chiude C’era una volta.

Per oltre 10 anni i documentari ed i reportages di C’era una volta hanno dato voce agli ultimi del mondo e coscienza a tutti noi.
On line è reperibile una petizione per chiedere alla Rai di ripensarci.
Chiediamo che la Rai ritorni sulle sue decisioni, mantenga viva C’era una volta ed anzi la fornisca di mezzi e risorse perché possa meglio svolgere la sua importante funzione.
Chiediamo alla Rai di onorare il contratto di servizio pubblico, la sua missione di pubblica utilità facendo -dell’informazione critica e globale, di qualità, parte rilevante della sua offerta televisiva.

Primi firmatari:
Stefano Rodotà (costituzionalista), Gino Strada (fondatore di Emergency), don Luigi Ciotti (presidente e fondatore di Gruppo Abele e Libera), Cecilia Strada (Presidente di Emergency), Fiorella Mannoia (cantante), Maurizio Landini (Segr. Naz. Fiom-Cgil),ARCI, Norma Rangeri, (giornalista), Tommaso di Francesco (giornalista), Il Manifesto (quotidiano), SINALTRAINAL (Sindicato Nacional de Trabajadores del Sistema Agroalimentario – Colombia), Sandra Amurri (giornalista), Tonio dell’Olio (Libera International),Odile Sankara (attrice, sorella di Thomas Sankara), don Renato Sacco (coordinatore nazionale di Pax Christi), Michele Placido(attore e regista), Giobbe Covatta (attore), Lina Sastri (attrice), Gianni Minà (giornalista e scrittore), Nigrizia (rivista dei missionari comboniani), Lucio Caracciolo (giornalista, saggista e docente. Direttore di Limes), Cecilia Brighi (Associazione Italia-Birmania),Comitato Sankara XXBruno Jaffré (biografo di Thomas Sankara), Aziz Fall (coordinatore CIJS – The International Campaign for Justice for Sankara), Marinella Correggia (giornalista), Mauro Biani (disegnatore), Vauro Senesi (disegnatore), Marco Scarpati (docente universitario, presidente di ECPAT), Pier Giuseppe Murgia (regista ed autore cinematografico e televisivo), Mosaico di pace (rivista), Maso Notarianni (giornalista), Antonio Lozano (scrittore),Sams’K Le Jah (musicista e cantante burkinabé), AfricAvenir InternationalJoshua Evangelista (direttore di Frontiere News), Per A Pace (Association Humanitaire Ajaccio – Corse), Diagne Fodé Roland (Collectif Afrique)

L’Iran sollecita gli USA a rispettare le risoluzioni dell’Onu su Cuba

90122120131030081804517laradiodelsur.com.- Il vice rappresentante dell’Iran presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), Qolam Dehqani Hussein ha chiesto martedì al governo degli Stati Uniti di rispettare le risoluzioni adottate per quanto riguarda la revoca delle sanzioni economiche contro Cuba.

Dehqani, che ha parlato come rappresentante del Movimento dei Paesi Non Allineati (NAM) in seno all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ha dichiarato che le sanzioni economiche e commerciali imposte da Washington contro Cuba da mezzo secolo violano i diritti umani e la sovranità nazionale del paese caraibico.

Il dirigente iraniano ha fatto queste dichiarazioni mentre l’Assemblea Generale dell’ONU ha approvato martedì, per il 22esimo anno consecutivo, una risoluzione chiedendo la fine dell’embargo commerciale (bloqueo) che gli Stati Uniti applicano contro Cuba con 188 voti a favore, lo stesso numero registrato l’anno scorso.

Evidenziando come la risoluzione abbia ottenuto lo stesso sostegno ricevuto nel 2012, Dehqani ha dichiarato che il forte sostegno mostrato dalla maggior parte dei paesi membri delle Nazioni Unite per la risoluzione mostra che la comunità internazionale è contro la continuazione dell’embargo statunitense contro Cuba.

Ha ricordato, inoltre, che i leader dei paesi NAM (Movimento dei Paesi Non Allineati) hanno chiesto lo scorso agosto a Teheran – capitale iraniana – la fine delle sanzioni unilaterali che contraddicono le norme internazionali ed i principi stabiliti nello Statuto delle Nazioni Unite.

Dal 1982, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato diverse risoluzioni che chiedono la fine dell’embargo imposto nel 1962 dall’allora presidente degli Stati Uniti, John F. Kennedy contro la nazione cubana.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Nasce a Berlino la Rete di Solidarietà con l’America latina ed i Caraibi

Il 27 ottobre 2013 l’Associazione Nazionale delle Reti e delle Organizzazioni Sociali – Italia ha partecipato all’incontro internazionale che ha costituito la Rete di Solidarietà con l’America latina ed i Caraibi. L’incontro si è tenuto presso l’Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Berlino. 

Si sono raccolti nel Salone principale dell’Ambasciata venezuelana in Germania, per esprimere la propria solidarietà e sostegno attivisti dei movimenti sociali in appoggio al processo bolivariano, migranti venezuelani in Germania, tedeschi solidali e provenienti da altri paesi, oltre che dall’Italia, dalla Svizzera, Spagna, Svezia, Cile, Colombia, Perù, Honduras, Iraq, Iran, Kazakistan, in collegamento anche con la Bolivia, Cuba, Argentina, Brasile e Francia.
 
Per l’ANROS Italia hanno partecipato il Presidente Emilio Lambiase (Associazione SurAmericAlba), i consiglieri Ciro Brescia (Associazione ALBA), Alvaro Uzcategui Pereda (Circolo Bolivariano Simón Rodríguez di Napoli) ed in video-collegamento Indira Pineda Daudinot (sociologa cubana attiva nella solidarietà ed amicizia tra Cuba e Italia).
 
L’incontro si è concluso dopo una intensa giornata di dialogo e reciproca conoscenza ed ha prodotto la seguente 
Más de 40 asistentes representantes de Movimientos políticos y sociales de Alemania, Europa y Asia

Dichiarazione di Solidarietà con il Popolo dell’Ecuador, vittima della Chevron e con il Popolo Venezuelano

Manifestiamo la nostra solidarietà con il governo nazionale dell’Ecuador ed il Fronte Amazzonico, lo stesso che richiede l’indennizzo per i danni ambientali storici causati dalla Chevron-Texaco nella selva Ecuatoriana.

Chevron deve riconoscere l’indennizzo di 19 miliardi di dollari, secondo la sentenza di una corte ecuatoriana del 2011. La multinazionale statunitense spende milioni di dollari in ricorsi e campagne sporche contro lo Stato ecuadoriano, invece di attenersi alla sentenza. L’Ecuador non è più il patio trasero degli USA. Il governo, quindi, informa il mondo sull’attualità di questo caso.

Per tanto, come rete di reti di solidarietà tanto con la Revolución Bolivariana come con la Revolución Ciudadana e gli altri popoli latinoamericani e caraibici, membri o meno della Alianza Bolivariana para los Pueblos de Nuestra América (ALBA), ci impegniamo a diffondere le informazioni sul caso della Chevron e l’esempio da seguire che costituisce l’ALBA per i popoli della Unione Europea.

La prossima occasione di incontro sarà per la serie di eventi che organizzerà la sezione distrettuale della Die Linke a partire dalla fine del 2013. In questo modo, ci impegniamo a cooperare con questa serie di eventi e presentare i nostri suggerimenti ed iniziative, nell’ambito dell’incontro che si terrà il 22 novembre 2013 nella galleria Freies Museum, Berlino-Schöneberg (evento sull’ALBA vs. UE, organizzato dalla Fondazione Rosa Luxemburg).

Dichiariamo la nostra solidarietà con il Popolo della Repubblica Bolivariana del Venezuela di fronte alla guerra mediatica ed economica da parte dei settori antidemocratici appoggiati dall’imperialismo che si sono intensificati alla vigilia delle elezioni municipali dell’8 Dicembre 2013.

Compagne e compagni, siamo al vostro fianco e vi appoggiamo in questa lotta di resistenza!!

Ci dichiariamo solidali con i Cinque Eroi Antiterroristi Cubani che sono stati imprigionati negli USA per la loro instancabile lotta contro il terrorismo imperialista degli USA. Manifestiamo la nostra solidarietà con Julián Conrado, Ilich Ramírez Sánchez, Asier Guridi Zaloña e sollecitiamo il Governo Rivoluzionario del Venezuela, il Presidente Operaio e Chavista Nicolás Maduro affinché intraprenda tutte le azioni necessarie a che possano essi recuperare presto la propria libertà.

Rete di Solidarietà con l’America latina ed i Caraibi

Berlino, 27 ottobre 2013

Sono convenuti ed intervenuti alla giornata del 27:

CADHO, Cadena de Derechos,  Venezuela Avanza, Germania, SoliRedNetz, Patria Grande, Iran, JPSUV-GPP, Venezuela – Germania, Resolver Svezia, JPSUV – Germania, FBR Peumayén, PSUV – Svizzera Venezolanos Patriotas Org. Bolivarianos en Europa, JPSUV – Germania, Portal Amerika 21/Prensa Latina, SoliRedNetz Patria Grande, Freundschaftsgesellshaft Salvador Allende e V/SoliredNetz Patria Grande,  JPSUV – Kazakistan, JPSUV/Fundayacucho, JPSUV Germania, FBR – Peumayén, SoliRedNetz, Die Linke Tempelhof-Schӧneberg, Librepensadores, Berlino, SoliRedNetz Patria Grande Perù, SoliRedNetz Patria Grande, Solidaridad, Spagna, Venezuela Avanza, Germania, Interbrigadas, Germania, GALBAE (Amburgo, Germania), Emilio Lambiase (ANROS Italia), Ciro Brescia (ANROS Italia), Álvaro José Uzcategui (ANROS Italia),Solidaridad, Spagna, Deutscher Friedensrat, Circulos Bolivarianos, Ambasciata del Venezuela a Baghdad, Iraq, Germán Ferrer (ANROS Venezuela), Circulos Bolivarianos 

Il Venezuela e l’orchestra delle Piagge

di Antonello Farulli

scuolamusicafiesole.it.- Dal 2010 è nato in Italia un Sistema delle Orchestre e dei Cori Giovanili e Infantili. Alla base della concezione di questo Sistema vi è la musica in quanto efficace strumento di integrazione culturale e sociale e come modalità per lo sviluppo delle intelligenze dell’essere umano.

Insieme a Federculture, la Scuola di Musica di Fiesole, ne è promotrice. Volto ad offrire a livello nazionale l’opportunità di accesso gratuito all’educazione musicale per un numero sempre maggiore di bambini e ragazzi italiani –in particolare tra coloro che vivono in situazioni di disagio economico, fisico e sociale– il Sistema attiva, riconosce e sostiene le orchestre e i cori i cui scopi e le cui modalità didattiche si ispirino agli alti valori etici che hanno mosso quello venezuelano. Sono già 8500 i bambini e i ragazzi italiani, dai 4 ai 16 anni, che partecipano alla crescita di questo importante progetto sociale, riuniti in 44 Nuclei distribuiti in 14 Regioni italiane: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Veneto e Toscana.

Il Nucleo Orchestra delle Piagge, nato all’interno della Scuola primaria Duca D’Aosta, accoglie quest’anno cinquanta bambini tra strumenti ad arco e a fiato, offrendo loro gratuitamente una istruzione musicale di alta qualità, ispirata dalla disciplina della musica d’insieme impartita da insegnanti altamente qualificati.

La creazione del Nucleo Orchestrale presso il Quartiere delle Piagge appartiene al DNA della Scuola di Fiesole in modo inestricabile. Viene da pensare che, come spesso succede nell’esistenza degli esseri umani, che la Scuola sia riuscita ad essere anche in questa occasione ciò che è sempre stata: soggetto attivo della diffusione della educazione musicale anche nelle zone dove questo appare meno agevole, e centro per la ricerca per una didattica innovativa e sperimentale. La didattica impiegata alle Piagge è il risultato di un processo di codificazione di quaranta anni di esperienza svolta sul campo dalla Scuola, e insieme di ripensamento dell’esperienza stessa.

Lavorare con questi bambini significa spogliarsi di ogni certezza. Il sapere accademico e le certezze dell’esperienza devono essere dimenticate. Sono solo un pre-requisito. Di fronte ad un bambino che viene da una etnia diversa dalla tua devi rimettere in discussione tutto ciò che credi di sapere.

La storia del Quartiere sembra riassumere quella del nostro Paese. Nel lontano 1966, quando il quartiere prende forma, Pasolini stava completando le riprese di Uccellacci uccellini, Celentano cantava Il ragazzo della via Gluck. Le Piagge, il cui piano regolatore avrebbe dovuto farne quartiere modello, venivano erose, zolla su zolla, dalle benne delle ruspe, lasciando al suo posto una landa desolata dall’aspetto vagamente lunare. La disposizione degli edifici e delle strade assomigliava più ad un’opera neo-dadà che ad un luogo destinato ad esseri umani. Don Lorenzo Milani era stato assolto in primo grado dall’accusa di vilipendio dei cappellani militari. Lo avrebbero condannato con sentenza definitiva da morto, ma lui, intanto stava preparando, con i suoi ragazzi, “Lettera ad una professoressa” e il mondo non sarebbe stato più lo stesso. Sulla collina Fiesolana, si riunivano alcuni degli intellettuali più vicini al mondo della musica. Anche per loro il vento di quell’anno profuma di voglia di cambiare, di portare la musica e l’educazione musicale a tutta la popolazione del Paese. È Piero Farulli che richiama gli intellettuali italiani al dovere di tornare ad includere la musica nel novero delle forme di cultura con piena dignità. Massimo Mila, critico musicale e partigiano di Giustizia e Libertà, affermava, parlando della musica, che «il terreno più adatto di tutti a promuovere lo sviluppo della cultura, di qualunque forma di cultura, è la scuola».

Non sono bastati i danni dell’alluvione, la morte di Pasolini e di Don Milani, a spazzare via queste idee che hanno continuato a crescere. Sulla collina Fiesolana la Scuola ha cercato di proseguire la sua lotta per una educazione musicale rinsaldando l’impegno per la musica come parte integrante della cultura; ma non solo: della musica come centro essenziale della vita, come ragione di vita.

Le condizioni di vita di chi vive nei quartieri come le Piagge non sono così dure come lo erano cinquanta anni fa. La gente che vi abita è aperta e interessata, come e forse più che in altri luoghi. I problemi dell’integrazione delle varie etnie hanno sviluppato paradossalmente anche maggior tolleranza e attenzione per la soluzione di questi problemi, più di quanto non si riscontri altrove. La Comunità delle Piagge è molto attiva e sviluppa una serie di iniziative di alto valore sociale e spirituale. Vi sono positivi segni di apertura anche in comunità etniche non sempre molto aperte, come quella cinese. Rimangono, come sempre, due problemi di fondo. Uno è quello dell’accessibilità all’educazione musicale come educazione alle intelligenze e alla socialità. Non è un problema delle Piagge. Se così fosse non ci sarebbero così tanti nuclei di orchestre infantili in tutta Italia. L’altro aspetto riguarda lo svuotamento del significato stesso della Musica come di tutto un sistema complesso di valori. Il vero disagio economico ha lasciato il passo a qualcosa di più sottile e di difficile soluzione. I quartieri degradati delle metropoli, le loro architetture perverse, sono vere e proprie Società dove, a partire dalla più tenera età, i bambini che vi nascono e vi crescono vi leggono un inconsapevole piano formativo. In questi spazi vige dunque una latente forma di educazione che, paradossalmente, fa proprio di noi, della nostra cultura e delle nostre certezze, i veri marginali. 

Anche la musica soffre di questo processo di rimozione del contenuto. Se il 25 Aprile è la festa di tutti, se Allevi è come Mozart quale è il significato e il senso e i valori del mondo cui apparteniamo? Don Milani aveva coniato il motto I care. Era l’opposto del celeberrimo e famigerato me ne frego dei fascisti. Questa è la risposta, l’unica. We care. Noi ce ne facciamo carico. L’avventura alle Piagge nasce dai semi portati dal vento di quegli anni.

Venendo qui abbiamo dunque dovuto dimenticare tutto ciò che siamo, la Scuola di Fiesole, l’alto livello della nostra preparazione, l’Eccellenza e tutte le nostre sicurezze, per ricominciare da capo. Da capo in termini di cosa insegnare, ma soprattutto come insegnare. Diceva Paulo Freire «nessuno educa nessuno, e neppure se stesso: gli esseri umani si educano in comunione». Non so se siamo stati noi od i nostri allievi ad aver appreso di più qui alle Piagge.

Tentare un approccio educativo a questo vero e proprio mondo significa aprirsi ad una modalità operativa originale, priva di pregiudizi e di condizionamenti accademici. Significa spogliarsi, finalmente, e sarebbe ora, del nostro ruolo sacrale di musicisti, delle nostre ambizioni e presunzioni, della nostra infelice abitudine a chiuderci in una casta. Significa anche e soprattutto fare una riflessione attenta più sul come che sul cosa insegnare.

Il criterio che ha ordinato le idee ispiratrici del percorso formativo è stato che la deprivazione ancor prima del disagio e della marginalità è la causa della maggior parte dei problemi di sviluppo intellettuale dell’individuo. Suono-Movimento-Mente. È il percorso dell’essere umano: dalla voce della madre, attraverso il movimento, nasce la mente, il pensiero. Il nostro lavoro è quello di far ripercorrere all’essere umano il cammino inverso. Dalla mente attraverso il movimento arriviamo al suono. Cerchiamo in tal modo di sollecitare nei bambini tutte quelle percezioni che in qualche modo l’ambiente non aveva sollecitato in loro. Se volete una frase forte, studiare la musica, significa veramente rinascere da un punto di vista tanto educativo che percettivo.

Il fatto di rivolgersi ai settori meno fortunati della società non potrebbe mai giustificare l’offerta di una didattica di seconda scelta. Una didattica aggiornata e appassionata deve conoscere i gap che possono derivare da una deprivazione ambientale, o da una maturità personale più lenta, e deve conoscerne i rimedi. Per far questo deve conoscere i processi della formazione, nella mente, delle caratteristiche di ciò che noi chiamiamo, alla fine, talento. 

Conoscere i talenti obbliga a credere fermamente che essi siano riproducibili e ricostruibili a posteriori. Il modello venezuelano è stato senz’altro fonte di grande ispirazione, anche se abbiamo ritenuto necessario, nel tessuto sociale italiano, pensare modalità didattiche elastiche che tengano conto delle caratteristiche e delle variabili territoriali. Una ulteriore fonte di ispirazione è stata la didattica per la disabilità. 

Quello che si apre è sicuramente il secolo della musica. Improvvisamente per una incredibile accelerazione avvenuta negli ultimi anni, noi musicisti ci troviamo catapultati da archeologi che eravamo, sulle barricate dell’educazione. 

Qui alle Piagge come a Ramallah, in Palestina, in Venezuela, ma anche a Medellin nella Colombia dei Narcos, o in Messico, piuttosto che a Brooklyn, la musica indica il percorso che porta l’essere umano dalla paura verso la libertà. 

Ringraziamenti 

In questa impresa siamo affiancati da un gran numero di amici: i liutai Sorgentone e Mecatti che con immensa pazienza hanno prima prestato e poi riparato gli strumenti dei primi allievi che ne erano sprovvisti, Cristiano Onerati che ha messo a disposizione un gran numero di strumenti a titolo gratuito oltre che una serie infinita di suggerimenti. L’Unicoop Firenze ha offerto una sede per i fiati inaugurando il progetto specifico che li riguarda da loro intitolato significativamente Mammamù, Mamma Musica, gli Amici della Scuola di Musica di Fiesole per il loro sostegno indispensabile e affettuoso, la Regione Toscana e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze per l’attenzione e il supporto, l’Università degli Studi di Firenze che ha inaugurato un Master per creare nuovi operatori destinati ad esportare ovunque il vento della musica come esercizio civile.

A tutti loro e a coloro che vorranno affiancarci regaleremo la certezza che questi bambini matureranno come esseri umani la convinzione e la capacità di stare insieme, uniti per raggiungere un obiettivo comune tanto più importante in una società costruita sui principi della disgregazione.

[Si ringrazia Maria Vittoria Tirinato per la segnalazione]

Elías Jaua: la destra proverà a causare violenze a Caracas

da avn.info.ve

Caracas, 28 ottobre AVN – Il presidente dell’Ente di Sviluppo della Conca del Fiume Tuy Francisco Miranda (Corpomiranda), Elías Jaua, ha avvertito che la destra proverà a causare violenze e “incendiare” il centro di Caracas, nel contesto della manifestazione convocata dal governatore dello stato di Miranda, Henrique Capriles Radonski, per questo martedì.

Durante un porta a porta realizzato questo lunedì nella circoscrizione Petare del municipio Sucre, Jaua ha invitato il popolo a stare all’erta rispetto alle intenzioni dell’opposizione.

Ha denunciato il fatto che i lavoratori dello stato di Miranda sono stati costretti a partecipare alla mobilitazione, convocata da Capriles, il quale sostiene che non siano state assegnate risorse sufficienti allo stato.

«Il governatore di Miranda si dà alla menzogna e alla cospirazione. Per domani (martedì) ha indetto un’altra manifestazione con intenzioni violente, lo sappiamo, per sabotare e incendiare il centro di Caracas. Facciamo un appello di responsabilità ai lavoratori che vengono obbligati: non lasciatevi costringere a diventare carne da macello domani nel centro di Caracas!» ha affermato Jaua in trasmissione su Venezolana de Televisión.

Ha ribadito che il governo rivoluzionario impedirà che si generi violenza nel paese, sottolineando allo stesso tempo la determinazione del Presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, a mantenere la pace e la tranquillità.

«Mettiamo in guardia tutto il popolo di Miranda, specialmente i suoi lavoratori che vengono obbligati a partecipare domani a un nuovo tentativo di destabilizzazione e violenza nel centro di Caracas» ha aggiunto Jaua, che è anche Ministro degli Esteri.

Capriles non paga i lavoratori

Precedentemente il primo vicepresidente del Partido Socialista Unido de Venezuela (PSUV), Diosdado Cabello, aveva confermato che il governatore dello stato Miranda, sconfitto nelle due ultime elezioni presidenziali, Henrique Capriles Radonsky, è venuto meno al pagamento dei crediti dei suoi lavoratori, tra cui maestri e professori, pur avendo ricevuto quasi 20.000 milioni di bolívares negli ultimi cinque anni.

Cabello ha informato che lo Stato ha compiuto ampiamente il suo dovere di erogare risorse per il Governatorato di Miranda, per cancellare i debiti con il personale.

«C’è un capitolo di spesa (il 401) relativo al pagamento dei lavoratori e quel denaro è intoccabile, va rispettato» ha detto Cabello, il quale ha sottolineato che Capriles non ha scuse per dire al popolo di non avere soldi per il salario dei lavoratori.

Ha precisato che nell’anno 2009, il budget per Miranda è stato di 2.700 milioni di bolívares, oltre i 622 milioni che furono assegnati come credito aggiuntivo, per un totale di 3.346 milioni.

Per il 2010 lo Stato gli ha assegnato 2.539 milioni di bolívares, e in aggiunta fu approvato un ulteriore finanziamento di 817 milioni, per una somma complessiva di 3.357 milioni di bolívares.

Il bilancio di Miranda per il 2011 è salito a 2.922 milioni. Successivamente gli è stato assegato un supplemento di 1.414 milioni.

Nel 2012 il Governo Nazionale ha approvato un capitolo di spesa per 3.682 milioni di bolívares, e altri 790 milioni, arrivando così a 4.473 milioni di bolívares.

Cabello ha specificato che per il 2013 l’esecutivo ha erogato 4.346 milioni di bolívares allo stato di Miranda.

[Trad. dal castigliano per Albainformazione d Pier Paolo Palermo]

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