25 verità sulle manifestazioni in Venezuela

Immagine

Come nel 2002, l’opposizione ‘radicale’, incapace di arrivare al potere attraverso le urne, moltiplica le azioni con l’obiettivo di rompere l’ordine costituzionale.

Telesur – di Salim Lamrani*

1. Nicolas Maduro, legittimo presidente del Venezuela dall’aprile del 2013, affronta una poderosa opposizione, sostenuta dagli Stati Uniti, che mira a riconquistare il potere perduto nel 1998.

2. Sconfitta alle elezioni presidenziali di aprile 2013 con un margine del 1,59%, l’opposizione rifiutò di riconoscere i risultati elettorali, nonostante fossero stati avallati dalle più importanti istituzioni internazionali, dall’Unione Europea all’Organizzazione degli Stati Americani, passando per il Carter Center, ed espresse tutta la sua rabbia in atti violenti che costarono la vita a undici militanti chavisti.

3. Tuttavia, il margine debole che separava il candidato dell’opposizione Henrique Capriles dal vincitore Nicolás Maduro, galvanizzò la destra, motivata dalla prospettiva di riconquistare il potere. Così, fece delle elezioni comunali del dicembre 2013, un obiettivo strategico.

4. Contro ogni previsione, le elezioni municipali si trasformarono in un plebiscito a favore del potere chavista, che vinse nel 76% dei comuni (256) contro il 23% (76) per la MUD, coalizione che raggruppava tutta l’opposizione.

5. Demoralizzata da questa grave battuta d’arresto, vedendo la prospettiva della conquista del potere per via democratica allontanarsi un’altra volta – le prossime elezioni legislative sono previste a dicembre del 2015 – l’opposizione ha deciso di riprodurre il medesimo schema dell’aprile 2002, che sfociò in un colpo di Stato mediatico-militare contro il presidente Hugo Chávez.

6. Da gennaio 2014, l’ala più estrema dell’opposizione ha deciso di agire. Leopoldo López, leader del partito Voluntad Popular, che ha partecipato al colpo di Stato dell’aprile 2002, ha lanciato un appello all’insurrezione il 2 gennaio 2014:  «Vogliamo lanciare un appello ai venezuelani. Chiamiamo il popolo venezuelano a dire ‘adesso basta’. […] Con un obiettivo da raggiungere: ‘la salida’. Qual è il modo per uscire da questo disastro?».

7. Il 2 febbraio 2014, durante una manifestazione, Leopoldo López ha accusato il governo di essere responsabile di tutti i mali: «Le carenze di cui soffriamo hanno un colpevole. Questo colpevole è il potere nazionale».

8. Il 2 febbraio 2014, Antonio Ledezma, esponente dell’opposizione e sindaco della capitale Caracas, ha anche lui lanciato un appello al cambiamento: «Questo regime, che oggi compie quindici anni, continua a promuovere lo scontro continuo. Oggi comincia l’unità nelle strade di tutto il Venezuela».

9. María Corina Machado, deputato per l’opposizione, ha lanciato un appello per porre fine alla «tirannia»: «Il popolo del Venezuela ha una risposta: ‘Ribellione, ribellione’. Ci sono alcuni che dicono che dovremmo aspettare le elezioni in pochi anni. Possono aspettare quanti non riescono a reperire alimenti per i propri figli? Possono aspettare i dipendenti pubblici, i contadini, i commercianti, privati del loro diritto al lavoro e alla proprietà? Il Venezuela non può aspettare».

10. Il 6 febbraio 2014, dopo una manifestazione dell’opposizione, un gruppo composto da un centinaio di studenti incappucciati ha attaccato la residenza del governatore dello Stato di Táchira, ferendo una dozzina di poliziotti.

11. La stessa settimana, diverse manifestazioni dell’opposizione si verificano in diversi stati e tutte degenerano in violenza.

12. Il 12 febbraio 2014 un’altra manifestazione, organizzata dall’opposizione all’esterno del Ministerio Público, composta da studenti provenienti da università private organizzati in «grupos de choque» (provocatori) è stata di una violenza inaudita, con tre morti, un centinaio di feriti e innumerevoli danni materiali.

13. Come durante il colpo di stato dell’aprile 2002, le tre persone morte sono state ammazzate con una pallottola in testa.

14. Tra loro vi erano un militante chavista, Juan Montoya, e un oppositore di nome Basil Da Acosta. Secondo l’indagine balistica entrambi furono uccisi dalla stessa arma.

15. Nei giorni seguenti i manifestanti, ufficialmente mobilitati «contro il carovita e l’insicurezza», si sono insediati in Piazza Altamira, situata in un quartiere ricco di Caracas.

16. Da diversi mesi a questa parte, il Venezuela soffre di una guerra economica orchestrata dall’opposizione che controlla ancora ampi settori, con l’organizzazione artificiale della scarsità, l’accaparramento dei prodotti di prima necessità e la moltiplicazione delle azioni speculative.

17. Così, il 5 di Febbraio del 2014, le autorità hanno requisito nello stato di Táchira tonnellate di alimenti di prima necessità (riso, zucchero, olio, caffè, ecc. ) nascosti nei magazzini. Dal gennaio 2013, le autorità hanno requisito più di 50.000 tonnellate di cibo.

18. Il governo bolivariano ha deciso di agire e punire accaparratori e speculatori. Nel novembre 2013, la catena di prodotti elettrodomestici Daka è stato sequestrata e le autorità hanno deciso di regolamentare i prezzi. La società vendeva i suoi prodotti con un profitto di oltre il 1.000%, quindi era inaccessibile alla maggioranza dei venezuelani.

19. Ora il margine massimo delle imprese non può superare il 30%.

20. Il presidente Nicolás Maduro ha denunciato un tentativo di colpo di Stato e ha invitato i cittadini a far fronte al «fascismo». «Niente ci separerà dal sentiero della Patria e dalla via della democrazia», ha dichiarato.

21. Il 17 Febbraio, 2014, tre diplomatici statunitensi sono stati espulsi per il loro coinvolgimento negli accadimenti sanguinosi. Secondo le autorità venezuelane, si erano incontrati con gli studenti delle università private per coordinare le manifestazioni.

22. Il 18 febbraio 2014, Leopoldo López è stato arrestato per la sua responsabilità politica nelle manifestazioni violente ed è stato consegnato alla giustizia.

23. L’amministrazione Obama ha condannato il governo di Caracas per le violenze, senza però segnalare la responsabilità dell’opposizione intenta a portare a termine un colpo di stato. Al contrario, il Dipartimento di Stato ha richiesto l’immediato rilascio di Leopoldo López, il principale istigatore dei drammatici eventi.

24. I media occidentali nascondevano la violenza delle fazioni armate (saccheggio di metropolitane ed edifici pubblici, l’incendio dei negozi MERCAL, dove le persone si riforniscono di cibo) così come il fatto che la televisione pubblica Venezolana de Televisión è stata attaccata con armi fuoco.

25. I media occidentali, lungi dal presentare i drammatici avvenimenti venezuelani in maniera imparziale, si sono schierati a favore dell’opposizione golpista e contro il governo democratico e legittimo di Nicolás Maduro. Non esitando a manipolare l’opinione pubblica e presentare la situazione come una massiccia rivolta popolare contro il potere. In realtà, Maduro ha il massiccio sostegno della maggioranza dei venezuelani, come mostrato dalle grandi manifestazioni a favore della Rivoluzione Bolivariana.

*Salim Lamrani è Dottore in Studi Iberici e Latino-Americani presso l’Università Paris Sorbonne-Paris IV, e presso l’Università di La Reunion, giornalista ed esperto delle relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti. Il suo ultimo libro si intitola: Cuba. Les médias face au defi de l’impartialité, Paris, Editions Estrella, 2013, con prefazione di Eduardo Galeano. 

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Lascia un commento

6 commenti

  1. Como revolucionario, lamento mucho las muertes de personas de ambos bandos en los sucesos de los últimos días. Geraldine Moreno llevaba varios días en una clínica resistiendo luego de que, según la prensa, un efectivo de la Guardia Nacional le disparara con perdigones en la cara a quemarropa, haciendo que perdiera un ojo y tuviera daño cerebral. Los hechos ocurrieron en el sector Tazajal del municipio Naguanagua el pasado miércoles 19 de febrero. Luego de tres días luchando por su vida, Geraldine lamentablemente falleció este sábado 22.

    De ser las cosas tal y como la describen la prensa, es un hecho repudiable y aborrecible. Y la persona responsable del disparo a quemarropa, sea quien sea, tendrá que ser juzgada y sentenciada a prisión por muchos años, sin ninguna excusa. Y, de ser falsa la información, es una lástima que nadie haya salido a desmentirla en tres días. Pero hay varias cosas sobre el tema de la Guardia Nacional de las que he sido testigo directo, y tengo cosas que quiero decir desde hace días; tal vez este sea el mejor momento para decirlo.

    El principal canal del Estado, Venezolana de Televisión (VTV), está enclavado en medio de una zona residencial de clase media, en Los Ruices (este de Caracas), donde viven miles de personas en edificios de 12 a 18 pisos de alto. La mayoría de quienes viven allí no son muy adinerados, pero partidos de derecha como Copei, Primero Justicia (el partido de Henrique Capriles) y Voluntad Popular (el partido de Leopoldo López) han hecho un importante trabajo político en el sector, y cierta cantidad de militantes opositores son muy agresivos y violentos.

    Este canal de televisión ha sido fuertemente asediado desde el 12 de febrero en la noche por estos militantes agresivos de la oposición, lo que forzó al gobierno a colocar pelotones de la Guardia Nacional Bolivariana custodiándolo permanentemente.

    He podido ver como personas de Los Ruices se paran a 3 o 4 metros de distancia de los pelotones que custodian a VTV, y comienzan a gritarles improperios que nadie aceptaría en su sano juicio. He sido testigo de cómo hombres de 35 ó 40 años se paran frente a efectivos de la GNB a plena luz del día, a 3 ó 4 metros de distancia, en momentos en los que no hay manifestaciones y todo el mundo está en la calle caminando y trabajando, y les gritan cosas como:

    – Malditos hijos de puta, cubanos de mierda, váyanse de mi país. – ¡Malditos chavistas de mierda, los mataremos a todos! – ¡Asesinos! ¡Cobardes! ¡Jalabolas de Maduro!

    Y palabras semejantes que también emiten otras personas desde sus carros o desde balcones de los edificios. Varias de estas expresiones las escuché mientras redactaba este artículo, por gente que pasaba en carro o a pie frente a los guardias luego de venir de una marcha opositora en el Unicentro El Marqués.

    ¿Cuál cree usted que es la reacción de estos Guardias? Ninguna. Se quedan allí, haciendo los que no escuchan nada. Eso debe ser difícil de creer para un español, un chileno o un estadounidense, pero esa es la verdad: el guardia nacional venezolano está formado y tiene órdenes estrictas de ignorar cualquier ataque verbal proferido por civiles, por muy desagradable que sea. Sólo responderán si se les hace algo físicamente (golpes, lanzarles piedras, cohetones, etcétera). Y, en caso de actuar, ellos solamente usan armamento no letal (bastones, lacrimógenas y perdigones plásticos), aunque el caso de Geraldine demuestra tristemente que este tipo de armas pueden ser letales a veces.

    He podido ver en los streamings , cómo los opositores tienden barricadas en la calle B de Los Ruices, frente al canal 8, y cuando los efectivos de la GNB se acercan para apagar las barricadas, les lanzan botellas y vasos desde los edificios a lo largo de la Calle B , mientras les gritan “malditos” y “asesinos”. El propio chamo que narraba desde el streamingde la calle B, a pesar de ser opositor, admitía las agresiones contra la GNB y las rechazaba.

    Calle B de Los Ruices. Al fondo a la derecha queda VTV También pude ver por mí mismo cómo guarimberos encapuchados provocaban a los guardias, lanzándoles cohetones y fuegos artificiales en momentos en los que éstos simplemente custodiaban las instalaciones del canal o sus accesos.

    Y también he visto cómo a aquellos vecinos que intentan conversar con los Guardias, ser amigables con ellos, ofrecerles una bebida o pedirles información, sus propios vecinos les gritan “sapo” (delator), “jalabola” y “chavista de mierda” desde los edificios.

    Trabajadora de un centro de salud o CDI que ha sido asediado por opositores en Los Dos Caminos, le ofrece bebidas a soldados de la GNB. Estomuy difícilmente podremos verlo en las zonas residenciales. Hasta donde sé, ni la Guardia Civil española, ni los Carabineros chilenos, ni la Policía de Nueva York, ni la Scotland Yard de Londres ni ninguno de los cuerpos de seguridad más respetados del mundo permiten que sus efectivos sean tratados de esta manera: me parece que eso es una falla legal en nuestras leyes que esperemos que los parlamentarios venezolanos solventen en algún momento. Cabe destacar que ninguna persona ha muerto en Los Ruices en más de diez días de asedio y protestas violentas en las calles adyacentes a VTV.

    En esta zona hay numerosos chavistas; no somos mayoría, pero sí el 20 ó 30 por ciento de la población, una cantidad importante. Sin embargo, tememos por nuestra vida y nuestra seguridad por parte de algunos de nuestros vecinos. No nos identificamos con símbolos del chavismo por temor de que nos agredan a nosotros o a nuestros familiares, como ya ha ocurrido con varios casos puntuales. Somos nosotros los que no tenemos la libertad por la que otros protestan.

    Quienes viven en el exterior deben tener en cuenta la composición social de quienes están manifestando, y de quienes intentan mantener el control.
    La mayoría de los efectivos de la Guardia Nacional Bolivariana provienen de barrios, de sectores populares, de pueblos pequeños o zonas humildes de otras partes del país.
    Quienes protestan, son en su mayoría personas de clase media y media-alta de las 4 ciudades con más habitantes del país. No: no son “pequeñoburgueses” ni muchísimo menos son dueños de medios de producción. Son en su gran mayoría universitarios que trabajan por un salario quincenal, o profesionales que trabajan por su cuenta, o estudiantes universitarios, o pequeños comerciantes. En ocasiones, ganan el mismo salario que puede ganar alguien que vive en un barrio. Pero alguien les hizo creer a algunos de ellos, que son de una “clase superior”, sólo porque unos viven en edificios del este del Caracas y tienen ascendencia europea, mientras que los otros viven en una casita humilde.
    Esto lo escribo en particular para que nuestros lectores de países como Chile, que viven circunstancias totalmente diferentes, puedan comprendernos. Hugo Chávez hablaba constantemente de las Fuerzas Armadas Bolivarianas como “el pueblo en armas”, y lo decía de una forma muy literal.

    Algunas se lo toman en broma. Ojalá y siempre fuera así. De allí que usted tiene que ponerse en las botas del GNB moreno de 24 años, con ojos achinados y que proviene de un barrio humilde de Zulia, de una zona campesina de Apure o de un pueblo pesquero de Sucre, que tiene que soportar los insultos de un joven caraqueño de 28 años, descendiente de españoles, italianos o portugueses, que desde un vehículo comprado hace un par de años le dice cosas como “¡Maldito cubano de mierda, asesino, jalabolas de Maduro!”. ¿Es esto una lucha de clases? Lo dejo para la discusión.

    Pero lo que ocurre en nuestras calles es un trabajo coordinado: mientras un opositor profiere esos insultos, otros cuantos están grabando la escena con sus celulares o cámaras desde los edificios. Se comunican mediante mensajes de texto, Whatsapp, Blackberry o Zello. Todos están esperando que el GNB pierda los estribos, saque su bastón y golpeé al manifestante, o le dispare con su rifle de perdigones. Si el Guardia se equivoca y reprime a quien le está insultado, en cuestión de minutos el video estará rodando en Youtube, será visto por millones de personas y formará parte del material multimedia que llega a cadenas internacionales como CNN, NTN24 Caracol y similares, para decir que en Venezuela se “reprime” y ayudar a justificar una intervención.

    Han ocurrido casos sin justificación alguna, que merecen ser castigados.Pero hay un contexto que debe denunciarse. ¿Por qué les cuento todo esto? Porque la oposición está jugando con fuego, y lo sabe. Hay miles de Guardias Nacionales en varias ciudades de Venezuela, en particular en aquellas donde hay más violencia, como el este de Caracas o los sectores más adinerados de Valencia, Maracaibo o el Táchira, todos sometidos a este acoso, a esta ola de insultos, ataques verbales, faltas de respeto y ataques violentos.

    Al insultar y tratar de esa manera a cientos de GNBs todas las noches, al lanzarles objetos contundentes, cohetones y causarles graves heridas a algunos, es estadísticamente inevitable que alguno de estos efectivos pierda los estribos y cometa desmanes, a menudo contra personas inocentes como Geraldine. Aún si me dicen que 999 de cada mil guardias nacionales están muy bien entrenados, el guardia número mil podría cometer desmanes que podrían ser usados para justificar cualquier cosa contra el país. Desmanes totalmente repudiables y aborrecibles, desmanes que jamás vamos a defender ni apoyar. Pero con un contexto que nadie explica, y una finalidad única: causar actos violentos que justifiquen la salida de la presidencia a Nicolás Maduro.

    Esta situación de desgaste lleva 11 días ocurriendo en todo el país, contra miles de Guardias Nacionales. Es cierto que los GNB son profesionales, los entrenan para aguantar estos insultos, las guardias se rotan cada pocas horas y ellos tienen una responsabilidad al tener un arma en su poder (sea letal o no). Pero también es cierto que ninguno de estos jóvenes que insultan a la guardia, aguantaría que alguien les dijera “¡maldito italiano de mierda, vete para tu país!”; todos responderían el ataque verbal con violencia y golpes.

    Es algo que debe estar escrito en los manuales de golpes de Estado del gobierno estadounidense: lo que se está realizando en este momento es una operación de desgaste contra las Fuerzas Armadas, usando a la población civil, muy probablemente apoyada por elementos entrenados en el extranjero, para causar que cometan errores que, al grabarse y difundirse, justifiquen intervenciones. Y los líderes opositores lo saben. ¿Lo sabrá también el padre o la madre que permite que sus hijos e hijas de 18 años salgan a provocar a la GNB, a lanzarle cohetones o que permite que les lancen botellas y vasos desde su casa?

    ¿Están conscientes de que, en 1989, el haber hecho eso hubiera causado que la Guardia entrara a sus apartamentos, los sacara arrastrados de sus casas por la fuerza, los golpearan y los desaparecieran, como ocurrió efectivamente en 23 de Enero y El Valle durante febrero de aquel año?

    ¿Saben estos panas que en El Valle y 23 de Enero aún quedan las marcas en las paredes de los disparos que hicieron los soldados contra los edificios, usando fusiles de guerra y balas reales? Bien haría el gobierno en recordar esto el próximo jueves, cuando se cumplen 25 años de tan terribles hechos.

    De allí, que los guardias nacionales deben conversar y ser aconsejados constantemente por sus superiores, para que, por ninguna razón, pierdan los estribos. Las órdenes estrictas del Presidente Maduro es no ceder a la violencia, y todos tienen que tenerlo claro. Tienen que rotar las guardias constantemente en las zonas más conflictivas. Tienen que advertirle a los guardias que, desde los edificios, todo el mundo tiene cámaras y teléfonos celulares, que grabarán cualquier error que ellos cometan, lo subirán a Internet y, al ocurrir eso, dichos guardias tendrán que ser arrestados y pasados a la Fiscalía. Mucho menos se debe caer en el error de tratar de quitarle el teléfono o la cámara a alguien, porque es una violación a sus derechos que también será grabada por otros, y las consecuencias serán peores para ellos y para nuestro país. Los comandantes de la Guardia no deben descartar el uso de psicólogos y mecanismos de relajación para estos panas, que están resistiendo y soportando agresiones que ninguno de nosotros soportaría. Bajo ninguna circunstancia podemos permitir que algo como lo ocurrido a Geraldine Moreno se repita (suponiendo que sea la GNB la culpable).

    Tienen que explicarles todo lo que están en riesgo en este momento: todos los avances que el proceso revolucionario ha logrado. Estamos en un intento de golpe de Estado, en circunstancias muy similares a las de diciembre de 2002, pero ahora ellos tienen más dinero, experiencia y asesoría extranjera. Es una batalla que tal vez durará un tiempo muy largo, y tenemos que prepararnos para resistir.

    "Mi piace"

    Rispondi
  2. sandro

     /  marzo 10, 2014

    Buscando opiniones objetivas sobre lo que pasa en Venezuela, lei tu comentario. De hecho, me meti en varios social networks , facebook, periodicos, etc.. Es difcil!! Encontre’ mucha violencia verbal, tanto de parte de los chavistas como de los “escualidos”.Esperaba encontrar opiniones mas lucidas, halle’ un resentimiento profundo,que por no ser venezolano, no puedo entender. Yo vivo en uno de esos paises inspirados al socialismo y ,de alguna forma, a Bolivar. Por suerte los niveles de violencia estan entre los mas bajos de America Latina y de hecho esta’ en un periodo de bonanza economica. Me siento a gusto, no soy rico, ni tengo privilegios. Admire Chavez y tuve muchas esperanzas en el. Pero hay cosas que es natural preguntar. Yo no me quede mas de 7 dias alla’,era el 2002. Atravese’ el pais en bus desde la frontera amazonica hasta Caracas, yo a Venezuela no lo vi’ ni desde la ventanilla, lo espie’ entre las cortinas porque era prohibido recogerlas, una medida para disuadir los atracos o talvez el panico de los pasajeros en caso de. Caracas, bueno, ud sabra’ mejor que yo, peligrosa…Era carisimo, estaba contento porque Chavez pudo revertir ese intento de golpe, con muchisimo exito . La pregunta es: porque’ esta proliferacion de criminalidad todavia mayor que en esa epoca? Mas alla’ de la usual manipulacion mediatica, las cifras de la criminalidad venezolana ,oficiales y no, son escabrosas. Estos datos tienen mucho efecto en el exterior, sobretodo si se enfocan despliegues policiacos y supuestas milicias populares en defensa del pueblo, es facil pensar , y porque’ no reprimen a los delincuentes?

    Saludos

    "Mi piace"

    Rispondi
    • Me imagino cuanta tension tenia la Venezuela bolivariana en el 2002… en el pleno del enfrantamiento del golpe de Estado contra el Comandante.

      Los hampones, come dicen en Venezuela estan “guapos y apoyados” por la contrarevolucion, nacional e internacionalmente. La infiltracion paramilitar de mercenarios desde Colombia, pero no solo de alla, es una constante. Como olvidar la finca Daktari de propriedad de Robert Alonso?

      El imperialismo no quire ninguna Revolucion Socialista y siempre hara todo lo que pueda, para derrocar la mismisima idea de que sì se puede construir una sociedad socialista.

      Como nos acuerda Dario Azzellini en esta entrevista en VTV: http://www.aporrea.org/tiburon/n108669.html

      De que pais bolivariano eres tu?

      Salud y Revolucion!

      "Mi piace"

      Rispondi
  3. sandro

     /  marzo 11, 2014

    Vivo en Bolivia hace varios años, aqui las tensiones sociales no alcanzaron nunca ciertos niveles desde la sublevacion popular que condujo a la fuga de Sanchez de Lozada en 2003 tras muchos muertos y heridos de bala. En Bolivia el proceso de cambio procede bien y encuentra apoyo, ultimamente ,hasta en los ambientes de los grandes capitalistas. Hay menos pobreza y se nota. Talvez sea el pais mas seguro de america latina todavia. Hasta hace pocos años ,para quien llevara un apellido indigena era bastante dificil ocupar cargos elevados, por ejemplo, en las FF.AA, no pasaban de sub oficial, La discriminacion era bien visible y acentuada por marcadas diferencias etnico culturales entre los pueblos altiplanicos, los amazonicos y la poblacion mestiza y blanca. A parte episodios obscuros facilmente controlados por el gobierno, no percibo una oposicion con ideas constructivas, solo una oposicion critica y desarticulada que no convencera’. Hasta los detractores mas reacios admiten que esta gestion ha creado obras y oportunidades para todos, mucho mas que gobiernos anteriores, rompiendo el tradicional abandono de las areas rurales. Creo que este pais sea menos expuesto a los apetitos norteamericanos, talvez por su mas modesta reserva de hidrocarburos, y talvez me equivoque, por el muy bajo nivel de consumismo , por fuertes identidades culturales y territoriales, y tambien por cierta inclinacion a la solidariedad de este, diria, estos pueblos.No se trata de un paraiso, aqui tambien los hechos violentos y de degradacion social se incrementan, pero no es un terreno social tan fertil como puede serlo Venezuela o Centroamerica, eso es un aspecto que considero muy determinante para repeler el caos, el miedo y el divisionismo tan preciado por el imperio mercantilista.

    Saludos muy cordiales….y ¡ adelante!!

    "Mi piace"

    Rispondi
    • Gracias companero por tu apreciacion. Estamos en contacto pues.

      Un saludo solidario desde este rincon de la Italia antimperialista por toda la redaccion de “ALBAinfomazione – per l’amicizia e la solidarietà tra i popoli”!

      "Mi piace"

      Rispondi
  1. Siria, Bosnia, Libia, Ucraina, Venezuela, Russia / BARCELLONA15M – BRUXELLES16M – WASHINGTON30M | L'angolo dei cittadini

Spam e commenti che non apportano alcuna informazione utile non sono ammessi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

"En Tiempos de Guarimba"

Conoce a quienes te quieren dirigir

La Covacha Roja

Donde encontramos ideas avanzadas

Pensamiento Nuestro Americano

Articulando Luchas, Cultivando Resistencias

RE-EVOLUCIÓN

Combatiendo al neofascismo internacional

Comitè Antiimperialista

Contra les agressions imperialistes i amb la lluita dels pobles per la seva sobirania

SLAVYANGRAD.es

Nuestra ira no tiene limites. (c) V. M. Molotov

Gli Appunti del Paz83

Internet non accende le rivoluzioni, ma aiuta a vincerle - Il Blog di Matteo Castellani Tarabini

Sociología crítica

Articulos y textos para debate y análisis de la realidad social

Hugo Chavez Front - Canada

Get to know what's really going on in Venezuela

Revista Nuestra América

Análisis, política y cultura

Avanzada Popular

Colectivo Avanzada Popular

Leonardo Boff

O site recolhe artigos e a obra do teólogo, filósofo, escritor e professor Leonardo Boff

Vientos del Este

Actualidad, cultura, historia y curiosidades sobre Europa del Este

My Blog

Just another WordPress.com site

Festival delle idee politiche

Rassegna annuale di teorie politiche e pratiche della partecipazione civile

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Miradas desde Nuestra América

Otro Mundo es Posible, Necesario, Urgente. Desde la provincia chilena

Como te iba contando

Bla bla bla bla...

Coordinadora Simón Bolívar

¡Bolívar vive la lucha sigue!

LaDu

Laboratorio di Degustazione Urbana

il Blog di Daniele Barbieri & altr*

"Per conquistare un futuro bisogna prima sognarlo" (Marge Piercy)

KFA Italia - notizie e attività

notizie dalla Corea Popolare e dalla Korean Friendship Association

KFA Euskal Herria

Korearekiko Laguntasun Elkartea | Korean Friendship Association

ULTIMOTEATRO.PRODUZIONIINCIVILI

Nuova Drammaturgia del Contemporaneo

Sociales en PDF

Libro de sociales en formato digital.

matricola7047

Notes de lectura i altres informacions del seminari sobre el Quaderns de la Presó d'Antonio Gramsci ( Associació Cultural Espai Marx)

Centro Cultural Tina Modotti Caracas

Promoción de la cultura y arte Hispanoamericana e Italiana. Enseñanza y educaciòn.

Racconti di quasi amore

a costo di apparire ridicolo

Ex UAGDC

Documentazioni "Un altro genere di comunicazione"

Esercizi spirituali per signorine

per un'educazione di sani principi e insane fini

JoséPulido

La página del escritor venezolano

Donne in rosso

foglio dell'ADoC (Assemblea delle donne comuniste)

Conferenza Mondiale delle Donne - Caracas 2011

Just another WordPress.com site

críticaypunto

expresamos la verdad

NapoliNoWar

(sito momentaneamente inattivo)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: