Washington: l’unica città dove i ‘guarimberos’ raccolgono ampio sostegno

di Mark Weisbrot – The Guardian/AVN

Caracas, 22mar2014.- La verità sul Venezuela: una rivolta dei ricchi, non una «campagna di terrore».

Le immagini forgiano la realtà, ciò che danno alla televisione, i video e perfino le fotografie un potere con il quale possono scavare profondamente nella mente delle persone, senza che nemmeno esse se ne rendano conto. Pensavo di essere immune ai ripetitivi ritratti del Venezuela come Stato fallito nel mezzo di una ribellione popolare. Ma non ero preparato per quello che ho visto a Caracas questo mese: perché poco della vita quotidiana sembrava essere coinvolto nelle proteste, la normalità che regna nella grande maggioranza della città. Anche io ero stato ingannato dall’immagine mediatica.

Grandi media hanno riportato che i poveri in Venezuela non si sono uniti alle proteste della opposizione di destra, ma questo è un eufemismo: non si tratta solo del fatto che i poveri non si sono uniti alle manifestazioni di protesta – a Caracas, sono quasi tutti a non essersi uniti, eccetto in poche aree come Altamira, dove piccoli gruppi di manifestanti scatenano in battaglie notturne con le forze della sicurezza, lanciano pietre e bombe molotov e scappano dal gas lacrimogeno.

Camminando dal quartiere della classe lavoratrice Sabana Grande fino al centro della città, non ci sono segnali che il Venezuela sia sul bordo di una “crisi” che richieda l’intervento della Organizzazione degli Stati Americani (OSA), nonostante ciò che afferma John Kerry. Anche la Metro lavora molto bene, pur se non ho potuto scendere alla stazione di Altamira, dove i ‘ribelli’ avevano organizzato la propria base di operazioni fino a quando questa settimana non sono stati sgomberati.

Sono riuscito a vedere le barricate la prima volta a Los Palos Grandes, un’area di classe alta dove i manifestanti, qui sì, hanno sostegno ed i vicini inveiscono contro chiunque cerchi di rimuovere le barricate – cosa rischiosa da fare (almeno quattro persone probabilmente sono morte per colpi di arma da fuoco per averci provato). Ma anche qui, sulle barricate, la vita era piuttosto normale, se non fosse per il traffico intenso. Il fine settimana, Parque del Este era pieno di famiglie e di gente impegnata a fare jogging sudando per il gran caldo, 32 gradi centigradi – prima di Chávez, si pagava per entrare e gli abitanti, secondo quello che mi è stato riferito, erano piuttosto infastiditi perché ai più poveri era permesso entrare gratis. I ristoranti la notte continuano ad essere pieni.

Viaggiare aiuta a verificare la realtà un po’ di più, ovviamente, ed io ho visitato Caracas principalmente per recuperare informazioni sulle questioni economiche. Sono venuto piuttosto scettico rispetto a quanto si racconta, di ciò che quotidianamente viene riportato nei media, relativamente al fatto che la mancanza di approvvigionamento dei prodotti fondamentali fosse la causa delle proteste. La gente alla quale la mancanza di reperibilità dei prodotti alimentari crea maggiori problemi, ovviamente, sono i più poveri e le classi lavoratrici. Ma gli abitanti di Los Palos Grandes e Altamira, dove ho visto vere proteste, hanno la servitù che fa la fila per loro allo scopo di rimediare quello di cui hanno bisogno ed hanno introiti e spazi per accumulare alcuni stock.

Questa gente non sta certo soffrendo – le cose per loro vanno molto bene. I loro guadagni sono non poco aumentati da quando il governo di Chávez ha preso il controllo dell’industria petrolifera un decennio fa. Hanno persino un notevole appoggio da parte del governo: chiunque abbia carte di credito (non certo i poveri ed i milioni di lavoratori) ha diritto a 3.000 dollari l’anno, ad un tasso di cambio sussidiato. Dopodiché, possono vendere i dollari sei volte più cari di quanto li hanno pagati, la qual cosa significa un sussidio annuale multimilionario in dollari per i privilegiati – nonostante ciò costoro sono proprio quelli che ingrossano le truppe di base della sedizione.

La natura di classe di questa lotta è sempre stata cruda ed irrefutabile, oggi più che mai. Camminando tra le masse che hanno partecipato alle cerimonie per il primo anniversario della morte di Chávez, il 5 marzo, si vedeva un mare di venezuelani lavoratori, decine di migliaia. Non avevano vestiti di lusso né scarpe da 300 dollari. Palese contrasto con gli scontenti di Los Palos Grandes, che vanno in giro con fuoristrada Grand Cherokee da 40 mila dollari con su scritto sui parabrezza lo slogan del momento: SOS VENEZUELA.

Per quanto si riferisce al Venezuela, John Kerry sa bene da che lato della guerra di classe stare. La settimana scorsa, proprio quando ero in partenza, il Segretario di Stato degli USA ha incrementato la sua scarica di retorica contro il governo, accusando il presidente Nicolás Maduro di fomentare una “campagna di terrore contro il suo popolo”. Kerry ha anche minacciato di appellarsi alla Carta Democratica Interamericana dell’OSA contra il Venezuela, e ha minacciato di applicare sanzioni.

Farsi forza sulla Carta Democratica contro il Venezuela equivale quasi a minacciare Vladimir Putin con un voto dell’ONU sulla secessione della Crimea. Forse Kerry non se n’è reso conto, ma solo pochi giorni prima della sua minaccia, la OSA ha votato una risoluzione che Washington ha avanzato contro il Venezuela e gli ha voltato le spalle, esprimendo la “solidarietà” dell’organismo regionale al governo di Maduro. Ventinove paesi hanno approvato e solo i governi di destra di Panamá e Canadá hanno sostenuto gli USA.

L’articolo 21 della Carta Democratica dell’OSA applica di fronte «all’interruzione incostituzionale dell’ordine democratico di uno Stato membro» (come il golpe militare del 2009 in Honduras, il quale Washington ha aiutato a legittimare, o il golpe militare del 2002 in Venezuela, che ha contato con l’appoggio anche maggiore del governo USA). Dopo questo recente voto, la OSA potrebbe invocare la Carta Democratica a maggior ragione contro il governo degli USA, per la morti di cui sono responsabili i suoi droni ai danni di cittadini statunitensi senza alcun processo, invece che contro il Venezuela.

La retorica della «campagna del terrore» di Kerry è allo stesso modo separata dalla realtà  e come era da aspettarsi ha provocato una risposta equivalente del Cancelliere del Venezuela, che ha definito Kerry un “assassino”. Questa è la verità sulle accuse mosse da Kerry: da quando sono iniziate le proteste in Venezuela, risulta che ci sono stati più vittime a causa dei manifestanti che per mano delle forze di sicurezza. Secondo i dati riportati dal CEPR (Centro de Investigación en Economía y Política) durante gli ultimi mesi, oltre a coloro che sono stati assassinati nel tentativo di rimuovere le barricate approntate dai manifestanti, si sospetta che almeno sette persone sono morte a causa degli ostacoli frapposti dai manifestanti – includendo in questa lista un motociclista decapitato con un filo d’acciaio collocato di traverso sulla strada  – e cinque ufficiali della Guardia Nacional sono stati assassinati.

Rispetto alla violenza esercitata da parte di corpi di sicurezza, si presume che tre persone potrebbero essere morte a causa dell’intervento della Guardia Nacional o altre forze di sicurezza – inclusi due manifestanti ed un attivista che appoggiava il governo. Alcuni accusano il governo per altri tre morti per mano di civili armati; in un paese con una media di oltre 65 omicidi al giorno* è probabile che questa gente agisca per proprio conto.

Un totale di 21 membri delle forze di sicurezza sono in stato di arresto per presunti abusi, incluso per alcuni degli omicidi. Questa non è una «campagna di terrore».

Allo stesso tempo, è difficile trovare una denuncia seria sulla violenza tra i più importanti leaders della opposizione. Secondo i dati dei sondaggi, le proteste sono rigettate in gran misura in Venezuela, anche se dall’estero sono più accettate quando sono presentate come “proteste pacifiche” da gente come Kerry. I sondaggi suggeriscono persino che la maggioranza dei venezuelani vedono queste proteste per quello che sono: un intento di far cadere un governo eletto.

La politica interna della posizione di Kerry è piuttosto semplice. Da un lato, ha la lobby cubano-americana della destra in Florida ed il suoi alleati neo-conservatori gridano a favore dell’abbattimento del governo. A sinistra dell’estrema destra, bhé, non c’è nulla. A questa Casa Bianca le importa molto poco dell’America Latina e non ci sono conseguenze elettorali per far sì che la maggioranza dei governi dell’emisfero provi molestia per Washington.

Forse Kerry pensa che l’economia del Venezuela collasserà e che ciò porterà a che alcuni Venezuelani non ricchi contro il governo nelle strade. Ma la situazione economica in realtà si sta stabilizzando – l’inflazione mensile si è abbassata a febbraio ed il dollaro del mercato parallelo è drasticamente diminuito di fronte alle notizie che il governo sta introducendo un nuovo tasso di cambio funzionale al mercato. I buoni sovrani del Venezuela hanno registrato un rendimento del 11,5% dall’11 febbraio (il giorno che sono iniziate le proteste) al 13 marzo, il più alto rendimento secondo l’indice dei buoni dei mercati emergenti di Bloomberg. Verosimilmente le difficoltà di approvvigionamento si ridurranno via via nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.

Come è ovvio, questo è esattamente il principale problema dell’opposizione: le prossime elezioni ci saranno tra un anno e mezzo e per quella data, i problemi economici e l’inflazione che sono aumenti tanto negli ultimi 15 mesi si saranno alleviati. In tal senso, è probabile che l’opposizione perderà le elezioni legislative, così come ha perso quasi tutte le elezione negli ultimi 15 anni. La loro attuale strategia insurrezionale, però, non sta aiutando la loro causa: sembra che le proteste abbiano avuto come risultato la divisione dell’opposizione ed hanno favorito l’unità dei chavisti.

L’unico posto dove l’opposizione ha raccolto un ampio sostengo pare essere Washington.

* Secondo l’articolo di Luis Britto García, “La violencia en Venezuela”, le cifre sulla questione sicurezza provengono dalla Encuesta Nacional de Victimización y Percepción de Seguridad Ciudadana 2009, (Caracas, mayo 2010) realizzata dall’INE, che tra altre incongruenze “ha percepito” che quell’anno 21.132 omicidi sono stati causa solo di 19.113 vittime, cosa che ha portato ad un esorbitante tasso “percepito” di 75,08 omicidi ogni 100.000 abitanti. Il Ministro del Potere Popolare per la Giustizia e la Pace, Rodríguez Torres ha dichiarato che al 28 dicembre 2013 il tasso reale era di 39 ogni 100.000 abitanti (AFP). Per un miglior approfondimento del fenomeno si consiglia anche Dario Azzellini: http://www.aporrea.org/actualidad/a183626.html
http://www.azzellini.net/es/node/235

[Si ringrazia il Circolo Bolivariano “Antonio Gramsci” di Caracas per la segnalazione. Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Ciro Brescia – testo tradotto dall’inglese a cura di AVN]

Lascia un commento

Spam e commenti che non apportano alcuna informazione utile non sono ammessi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

"En Tiempos de Guarimba"

Conoce a quienes te quieren dirigir

La Covacha Roja

Donde encontramos ideas avanzadas

Pensamiento Nuestro Americano

Articulando Luchas, Cultivando Resistencias

RE-EVOLUCIÓN

Combatiendo al neofascismo internacional

Comitè Antiimperialista

Contra les agressions imperialistes i amb la lluita dels pobles per la seva sobirania

SLAVYANGRAD.es

Nuestra ira no tiene limites. (c) V. M. Molotov

Gli Appunti del Paz83

Internet non accende le rivoluzioni, ma aiuta a vincerle - Il Blog di Matteo Castellani Tarabini

Sociología crítica

Articulos y textos para debate y análisis de la realidad social

Hugo Chavez Front - Canada

Get to know what's really going on in Venezuela

Revista Nuestra América

Análisis, política y cultura

Avanzada Popular

Colectivo Avanzada Popular

Leonardo Boff

O site recolhe artigos e a obra do teólogo, filósofo, escritor e professor Leonardo Boff

Vientos del Este

Actualidad, cultura, historia y curiosidades sobre Europa del Este

My Blog

Just another WordPress.com site

Festival delle idee politiche

Rassegna annuale di teorie politiche e pratiche della partecipazione civile

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Miradas desde Nuestra América

Otro Mundo es Posible, Necesario, Urgente. Desde la provincia chilena

Como te iba contando

Bla bla bla bla...

Coordinadora Simón Bolívar

¡Bolívar vive la lucha sigue!

LaDu

Laboratorio di Degustazione Urbana

il Blog di Daniele Barbieri & altr*

"Per conquistare un futuro bisogna prima sognarlo" (Marge Piercy)

KFA Italia - notizie e attività

notizie dalla Corea Popolare e dalla Korean Friendship Association

KFA Euskal Herria

Korearekiko Laguntasun Elkartea | Korean Friendship Association

ULTIMOTEATRO.PRODUZIONIINCIVILI

Nuova Drammaturgia del Contemporaneo

Sociales en PDF

Libro de sociales en formato digital.

matricola7047

Notes de lectura i altres informacions del seminari sobre el Quaderns de la Presó d'Antonio Gramsci ( Associació Cultural Espai Marx)

Centro Cultural Tina Modotti Caracas

Promoción de la cultura y arte Hispanoamericana e Italiana. Enseñanza y educaciòn.

Racconti di quasi amore

a costo di apparire ridicolo

Ex UAGDC

Documentazioni "Un altro genere di comunicazione"

JoséPulido

La página del escritor venezolano

Donne in rosso

foglio dell'ADoC (Assemblea delle donne comuniste)

Conferenza Mondiale delle Donne - Caracas 2011

Just another WordPress.com site

tarot Co_creador

donde las líneas de la vida y el alma convergen

NapoliNoWar

(sito momentaneamente inattivo)

Sonia Serravalli - Opere, biografia e altro

Se non vedi i miracoli, non significa che non esistano

rivoluzionando

La Rivoluzione del Popolo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: