Il fascismo deve essere sconfitto prima che sia troppo tardi!

23/03/2014

di James Petras

Introduzione

Il capitano José Guillén Araque, della Guardia Nazionale Venezuelana, ha recentemente regalato al Presidente Maduro un libro sull’ascesa del Nazismo, avvertendo che “il fascismo deve essere sconfitto prima che sia troppo tardi!” In rappresaglia per il suo avvertimento profetico, il giovane e patriottico capitano è stato ucciso da un sicario sostenuto dagli U.S.A. per le strade di Maracay, stato di Aragua, il 16 marzo 2014.

Questo episodio ha aumentato il numero di soldati venezuelani e poliziotti uccisi, da quando è iniziata la sollevazione fascista, a 6. Il numero totale degli uccisi è di 33. L’uccisione di una prominente figura di ufficiale-patriota su di una strada principale in un capoluogo di provincia è un’ulteriore indicazione che i fascisti venezuelani si danno da fare, sicuri del loro sostegno da parte di Washington e da una vasta fascia di classe superiore e media venezuelana. Essi costituiscono una minoranza dell’elettorato e non si fanno molte illusioni sul riuscire a prendere il potere attraverso mezzi costituzionali e democratici.

Il capitano Araque Guillén si era fatto avanti per ricordare al Presidente Maduro che la strada al potere per i gruppi totalitari nazisti e fascisti è stata disseminata nel corso della storia contemporanea dai cadaveri di democratici e social-democratici ben-intenzionati, a causa della loro incapacità di utilizzare i propri poteri costituzionali per schiacciare i nemici della democrazia.

La storia della nascita del fascismo sotto le democrazie

Il termine “fascista” in Venezuela viene adeguatamente applicato ai gruppi politici organizzati e violenti, attualmente impegnati nel terrore di massa, in una campagna per destabilizzare e rovesciare il governo bolivariano democraticamente eletto. Qualche accademico purista potrebbe argomentare che i fascisti venezuelani non hanno l’ideologia razzista e nazionalista dei loro predecessori tedeschi, italiani, spagnoli e portoghesi.

Ammesso che ciò sia vero, risulta anche irrilevante. Il marchio venezuelano del fascismo è fortemente dipendente, e funge da proxy per l’imperialismo degli Stati Uniti e dei loro alleati, i signori della guerra colombiani. In un certo senso, tuttavia, il razzismo del fascismo venezuelano è diretto contro le sue classi operaie e contadine multi-razziali, Afro – amerindie e venezuelane – come dimostrato dal loro razzismo al vetriolo contro il compianto Presidente Hugo Chávez.

Il collegamento essenziale con i precedenti movimenti fascisti va ricercato: (1) nella loro profonda ostilità di classe verso la maggioranza popolare; (2) nel loro odio viscerale per il Partito Socialista Chavista, vincitore di 18 delle ultime 19 elezioni; (3) nel loro ricorso alla presa armata del potere da parte di una minoranza, che agisce per conto delle classi dirigenti, nazionali e imperiali, legate agli Stati Uniti; (4) nella loro intenzione di distruggere le istituzioni e le procedure democratiche che pure sfruttano per guadagnare spazio politico; (5) nel loro prendere di mira le istituzioni della classe operaia- consigli comunali, associazioni di quartiere, strutture di salute pubblica e cliniche dentali, scuole pubbliche, trasporti, negozi di alimentari sovvenzionati, luoghi di incontro politico, cooperative di credito pubbliche, organizzazioni sindacali e cooperative contadine; (6) nella loro difesa delle banche capitaliste, degli enormi patrimoni immobiliari e commerciali e delle imprese manifatturiere.

In Germania, Italia, Spagna, Francia e Cile, i movimenti fascisti cominciarono anche come piccoli gruppi terroristici, che guadagnarono il sostegno finanziario delle élites capitaliste, a causa della loro violenza contro le organizzazioni della classe operaia e le istituzioni democratiche e che reclutavano soprattutto tra gli studenti universitari della classe media, tra i professionisti delle élites (soprattutto medici), gli ufficiali militari attivi e in pensione di più alto grado, uniti nella loro ostilità verso l’ordine democratico.

Tragicamente e troppo spesso, i leaders democratici che operavano all’interno di un governo costituzionale, hanno inclinato a considerare i fascisti come “solo un altro partito “, si sono rifiutati o non hanno voluto schiacciare i teppisti armati, che univano il terrore per le strade con le elezioni per conquistare il potere dello stato. I democratici costituzionalisti non sono riusciti o non hanno voluto vedere il braccio politico e civile dei Nazisti come parte integrante di un nemico totalitario organico; così, hanno negoziato e discusso all’infinito con le élites fasciste che, nel frattempo, distruggevano l’economia, mentre i terroristi abbattevano le fondamenta politiche e sociali dello Stato democratico.

I democratici rifiutarono di inviare i loro milioni di sostenitori di massa ad affrontare le orde fasciste. Peggio ancora, si sono anche vantati di mandare in carcere i propri sostenitori, poliziotti e soldati, che erano stati accusati di usare una ‘forza eccessiva ‘ nei confronti dei teppisti di strada fascisti. Così, i fascisti facilmente si spostarono dalle strade al potere statale. I democratici eletti erano così preoccupati per le critiche da parte dei media internazionali e capitalisti, dai critici d’élite e dalle organizzazioni sedicenti dei “diritti umani”, che facilitarono il decollo dei fascisti.

Il diritto popolare alla difesa armata della democrazia era stato subordinato al pretesto di sostenere le “norme democratiche” – norme che ogni stato borghese sotto attacco avrebbe rifiutato! I democratici costituzionali non erano riusciti a riconoscere come la politica fosse cambiata drasticamente. Non avevano più a che fare con un’opposizione parlamentare che si preparava per le prossime elezioni; avevano di fronte terroristi armati e sabotatori, impegnati nella lotta armata e nella presa del potere politico con qualsiasi mezzo – tra cui violenti colpi di stato.

Nel lessico del fascismo, la conciliazione democratica è una debolezza, una vulnerabilità e un invito aperto a fare aumentare la violenza; gli slogan “peace and love” e “diritti umani” devono essere sfruttati; i richiami ai “negoziati” sono i preamboli per la resa; e gli “accordi”, preludi alla capitolazione.

Per i terroristi, i politici democratici che mettono in guardia su di una “minaccia del fascismo “, mentre agiscono come se fossero impegnati in “schermaglie parlamentari”, diventano un obiettivo aperto per attacchi violenti.

Ecco come i fascisti arrivarono al potere, in Germania, Italia e Cile, mentre i democratici costituzionalisti, fino all’ultimo, si sono rifiutati di armare i milioni di lavoratori organizzati, che avrebbero potuto strozzare i fascisti e salvare la democrazia, salvando le loro stesse vite.

Il fascismo in Venezuela: una minaccia mortale di oggi

L’ammonimento del capitano ed eroe martirizzato Guillen Araque riguardo un imminente pericolo fascista in Venezuela ha un forte fondamento sostanziale. Mentre la palese violenza terroristica fluisce e rifluisce, la sottostante base strutturale del fascismo nell’economia e nella società rimane intatta. Le organizzazioni sotterranee, finanziando e organizzando il flusso di armi ai fascisti in attesa, restano in vigore.

I leaders politici dell’opposizione stanno giocando un gioco ambiguo, costantemente passando da forme legali di protesta a sub-rosa complicità con i terroristi armati. Non c’è alcun dubbio che in ogni putsch fascista, gli oligarchi politici emergeranno come i veri governanti – e condivideranno il potere con i leaders delle organizzazioni fasciste. Nel frattempo, la loro “ rispettabilità” fornisce copertura politica; le loro campagne per i “diritti umani”, volte a liberare teppisti di strada e piromani incarcerati guadagnano “il supporto dei media internazionali”, mentre essi prestano servizio come “intermediari” tra le riconosciute agenzie di finanziamento degli Stati Uniti , e il sottobosco terroristico clandestino.

Nel misurare la portata e la profondità del pericolo fascista, è un errore contare semplicemente il numero di attentatori, cecchini e incendiari, senza includere i gruppi di logistica, spalleggiamento e sostegno periferico, come anche i sostenitori istituzionali che coprono gli attori in prima fila. Per “sconfiggere il fascismo prima che sia troppo tardi”, il governo deve valutare realisticamente le risorse, l’organizzazione e il codice operativo del comando fascista e rifiutare le troppo sanguigne e “ottimiste” dichiarazioni provenienti da alcuni ministri, consiglieri e legislatori.

In primo luogo, i fascisti non sono semplicemente limitati ad un piccolo gruppo martellante su pentole e attaccante i lavoratori municipali nei quartieri della classe medio-alta di Caracas a beneficio dei media internazionali e delle corporations. I fascisti sono organizzati su base nazionale: i loro membri sono attivi in tutto il paese.

Prendono di mira istituzioni vitali e infrastrutture in numerose località strategiche. La loro strategia è controllata centralmente, ma decentralizzata nelle operazioni.

I fascisti sono una forza organizzata; il loro finanziamento, armamento e le loro azioni sono pianificate. Le loro dimostrazioni non sono azioni “spontanee”, organizzate a livello locale, rispondenti alla “repressione” del governo, come vengono rappresentate dai media borghesi e imperiali.

I fascisti riuniscono diverse correnti trasversali di gruppi violenti, frequentemente combinando professionisti di destra ideologicamente orientati, bande dedite al contrabbando e al traffico di droga (soprattutto nelle regioni di frontiera), gruppi paramilitari, mercenari e noti furfanti. Questi sono i “fascisti della prima linea”, finanziati da grandi speculatori valutari, protetti da rappresentanti politici eletti, forniti di salvacondotti da parte di investitori in beni immobili e da burocrati universitari di alto livello.

I fascisti sono sia “connazionali” che internazionali: essi comprendono teppisti pagati a livello locale e studenti provenienti da famiglie alto-borghesi; soldati paramilitari colombiani, mercenari professionisti di tutti i tipi, ” sicari a contratto” dai reparti “sicurezza” U.S.A. e clandestini delle Forze Operative Speciali U.S.A.; e fascisti “internazionalisti”, reclutati da Miami, dall’America Centrale, dall’America Latina e dall’Europa.

I terroristi organizzati hanno due santuari strategici da cui lanciare le loro operazioni violente – Bogotà e Miami, dove leaders politici di spicco, come l’ex Presidente Alvaro Uribe e i leaders del Congresso statunitense, forniscono loro sostegno politico.

La convergenza di attività economiche criminali altamente redditizie e del terrorismo politico rappresenta una tremenda doppia minaccia per la stabilità dell’economia venezuelana e la sicurezza dello Stato . Criminali e terroristi trovano una casa comune sotto la tenda della politica statunitense, progettata per rovesciare il governo democratico del Venezuela e schiacciare la rivoluzione bolivariana del popolo venezuelano.

Le interconnessioni in avanti e all’indietro tra criminali e terroristi dentro e fuori il paese, tra gli alti responsabili politici di Washington, gli spacciatori da strada e i “cammelli” del contrabbando, forniscono i portavoce dell’élite internazionale come anche la leva muscolare per i combattenti e i cecchini da strada.

Gli obiettivi terroristici non sono scelti “a caso”; essi non sono la risultante di una cittadinanza inferocita, che protesta contro le diseguaglianze sociali ed economiche. Gli obiettivi scelti con cura dal terrorismo sono i programmi strategici che sostengono l’amministrazione democratica; in primo luogo e per lo più, le istituzioni sociali di massa che costituiscono la base del governo. Questo spiega perché i terroristi attaccano con l’esplosivo le cliniche di salute per i poveri, le scuole pubbliche e i centri di educazione degli adulti nei quartieri popolari, i negozi di alimentari sovvenzionati dallo stato e il sistema di trasporto pubblico. Questi sono parte del vasto sistema di welfare popolare, istituito dal governo bolivariano.

Essi sono elementi fondamentali nel garantire il sostegno di massa degli elettori in 18 delle ultime 19 elezioni e il potere popolare nelle strade e nelle comunità. Distruggendo le infrastrutture del welfare sociale, i terroristi sperano di rompere i vincoli sociali tra il popolo e il governo.

I terroristi prendono a bersaglio il sistema di sicurezza nazionale legittimo: vale a dire la polizia, la Guardia Nazionale, i giudici, i pubblici ministeri e le altre autorità responsabili della tutela dei cittadini. Gli omicidi, gli attacchi violenti e le minacce nei confronti di funzionari pubblici, l’attacco con bombe degli edifici pubblici e dei mezzi di trasporto pubblico sono progettati per creare un clima di paura e per dimostrare che lo Stato è debole e incapace di proteggere la vita quotidiana dei suoi cittadini. I terroristi vogliono proiettare un’immagine di “doppio potere”, occupando gli spazi pubblici, bloccando il normale commercio e “governando le strade con le armi da fuoco”. Soprattutto, i terroristi vogliono smobilitare e ostacolare le contro-manifestazioni popolari, bloccando strade e sparando agli attivisti impegnati in attività politica nei quartieri oggetto di contesa.

I terroristi sanno di poter contare sui loro alleati politici dell’opposizione “legale” per fornire loro una base di massa nelle pubbliche dimostrazioni, il che può servire da scudo per gli assalti violenti e da pretesto per una maggiore azione di sabotaggio.

Conclusione

Il fascismo, vale a dire il terrorismo volto a rovesciare violentemente un governo democratico, è una reale e immediata minaccia in Venezuela. Il giorno per giorno, gli alti e bassi dei combattimenti di strada e degli incendi non danno un’idea adeguata della minaccia. Come abbiamo fatto notare, il profondo sostegno strutturale e organizzativo sottostante la nascita e la crescita del fascismo è di gran lunga più importante. La sfida in Venezuela è quella di recidere le basi economiche e politiche del fascismo. Purtroppo, fino a poco tempo fa, il governo è stato fin troppo sensibile alle critiche ostili dall’estero e dalle élites nazionali che sono pronte a difendere i fascisti – in nome della “libertà democratica”.

Il governo del Venezuela ha enormi risorse a sua disposizione per sradicare la minaccia fascista. Anche se una ferma azione provoca una levata di scudi da parte degli amici liberali d’oltremare, la maggior parte dei sostenitori della democrazia credono che spetti al governo di agire contro quei funzionari dell’opposizione, che continuano ad incitare la ribellione armata.

Più di recente, ci sono stati chiari segni che il governo venezuelano, con il suo potente mandato democratico e costituzionale, si muove con la consapevolezza del pericolo fascista e agirà con determinazione per estirparlo dalle strade e dalle suites.

L’Assemblea nazionale ha votato per spogliare la Rappresentante al Congresso Corina Machado della sua immunità come deputata all’Assemblea Nazionale, in modo che possa essere perseguita per incitamento alla violenza. Il Presidente dell’Assemblea Nazionale Diosdado Cabello ha presentato dettagliate prove documentarie del suo ruolo nell’organizzazione e nella promozione della ribellione armata. Diversi sindaci dell’opposizione, attivamente coinvolti nel promuovere e proteggere cecchini, teppisti di strada e incendiari, sono stati accusati e arrestati.

La maggioranza dei Venezuelani, di fronte alla crescente ondata di violenza fascista, sostiene la punizione di questi alti funzionari impegnati o fiancheggiatori delle pratiche di sabotaggio. Senza un’azione decisa, le agenzie di intelligence venezuelane, così come il cittadino medio, concordano sul fatto che questi politicanti dell’”opposizione” continueranno a promuovere la violenza e a offrire rifugio agli assassini paramilitari.

Il governo ha capito che sono impegnati in una guerra vera e propria, programmata da una leadership centralizzata ed eseguita da operativi decentrati. I leaders legislativi sono alle prese con la psicologia politica del fascismo, che interpreta le offerte presidenziali di conciliazione politica e di clemenza giudiziaria come debolezza da sfruttare per ulteriori violenze. Il progresso più significativo nel fermare la minaccia fascista sta nel riconoscimento da parte del governo dei legami tra le élites politiche ed economiche e i terroristi fascisti: gli speculatori finanziari, i contrabbandieri e gli accaparratori di cibo e altri beni essenziali a tempo pieno sono tutti parte integrante della stessa unità di potere fascista, insieme con i terroristi che fanno esplodere i mercati alimentari pubblici e i camion che trasportano derrate alimentari verso i quartieri poveri. Un operaio rivoluzionario mi disse dopo una scaramuccia di strada: “Con la ragione e la forza non passeranno!” (“Por la razón y la fuerza no pasaran”) …

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Marco Nieli]

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