(FOTO) “Caracas ChiAma”, Napoli risponde: ¡Nunca más volverán!

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Esprimiamo solidarietà militante e la nostra massima vicinanza al legittimo governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela e al popolo venezuelano, nuovamente nel mirino dell’imperialismo che attraverso i suoi agenti fascisti nel paese vuole cancellare la Rivoluzione e le sue conquiste attraverso la strategia golpista.

L’allerta è stata lanciata dalla seconda carica della Repubblica bolivariana, il Presidente dell’Assemblea Nazionale Diosdado Cabello, il quale ha avvisato che nei prossimi giorni e mesi si verificheranno atti di violenza da parte dell’estrema destra foraggiata dalla borghesia imperialista. Torneranno in scena le tristemente note guarimbas, che nel 2014 hanno lasciato sul selciato oltre 80 vittime innocenti. Tra cui il capo della Guardia Nazionale Bolivariana Ramso Ernesto Bracho Bravo, e Gisella Rubilar Figueroa, cilena, figlia di un perseguitato dal regime fascista di Augusto Pinochet: la donna fu uccisa nel tentativo di rimuovere uno dei blocchi stradali dell’opposizione telecomandata da Washington.

Condanniamo la vile violenza fascista e ci opponiamo a tutti i tentativi di voler riportare indietro le lancette della storia quando il Venezuela era un paese senza sovranità. Al contempo vogliamo inoltre affermare con forza il nostro appoggio al «Comité de Familiares de las Victímas de las Guarimbas y del Golpe Continuado» che si pone l’obiettivo di ottenere giustizia per i Venezuelani uccisi durante le violenze scatenate dall’ultradestra e che intende far emergere la verità nascosta dal circuito dei media mainstream: le guarimbas, descritte come proteste spontanee erano – e sono – in realtà ben organizzate e dirette dall’ala oltranzista delle destra venezuelana, che constatato il forte consenso di cui gode il Governo Bolivariano, percorre la strada golpista, quella tracciata dai suoi padrini in quel di Washington.

Il Governo Bolivariano, inoltre, si trova a combattere una dura guerra economica interna ed esterna:

all’interno del paese contro chi attraverso l’accaparramento e il contrabbando di materie prime e beni di prima necessità si pone l’obiettivo di creare penuria, malcontento e caos;

all’esterno contro chi, con la repentina caduta del prezzo del petrolio, vuole mettere in ginocchio quei paesi come il Venezuela e la Russia, i quali ricevono importanti entrate dall’esportazione dell’oro nero, e soprattutto si oppongono ai disegni imperialisti degli USA.

Duri attacchi rivolti contro il Venezuela che il Governo Bolivariano ha rintuzzato attraverso quella che il Presidente Maduro ha definito «Ofensiva Habilitante», una serie di misure volte a fermare fenomeni come il contrabbando, la corruzione, la speculazione e l’accaparramento che tanto danno arrecano al popolo venezuelano.

Inoltre il Governo Bolivariano ha rinsaldato la propria alleanza con i governi progressisti e integrazionisti dell’America Latina, nonché la cooperazione strategica e multilaterale, «Sur-Sur», seguendo la strategia tracciata dal Comandante Hugo Chávez, con la Cina. Per la prima volta nella storia del paese, il Venezuela, stringe accordi di alto livello con una potenza non coloniale e non imperialista.

Oggi più convintamente di ieri è necessario sostenere la Rivoluzione bolivariana e accelerare la transizione alla società socialista con il protagonismo operaio e popolare delle masse venezuelane.

¡Nunca más volverán!

¡Victorioso 2015!

Napoli 12 1 2015 

ALBAinformazione – per l’amicizia e la solidarietà tra i popoli – pubblicazione di ANROS Italia – Associazione Nazionale di Reti ed Organizzazioni Sociali 

aderente alla
Rete di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana “Caracas ChiAma”

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Verso il II Incontro in Italia di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana! 

Napoli – 10-12 Aprile 2015

Banmujer: Uno schiaffo alla femminilizzazione della Povertà

altdi Maddalena Celano

ilsudest.it.- Una delle più importanti istituzioni pubbliche del Venezuela, fu creata per assistere le donne impoverite attraverso il micro-credito: Banmujer.

Banmujer nacque il 21 settembre 2001 come una banca con una specifica “mision”: procurare occasioni di sviluppo e crescita socio-produttiva per donne in condizioni economiche disagiate come ragazze-madri, vedove e donne nate in aree rurali particolarmente povere ed ostili ad ogni forma di progresso ed indipendenza femminile. Dal 2001 Banmujer annovera più di 138mila micro-crediti concessi e risulta che abbia salvato dalla miseria e dal degrado più di 3000 famiglie del paese. Banmujer è presieduta da una nota economista in America-Latina: la signora Nora Castañeda. La povertà ha il viso di una donna: gran parte degli 1,5 miliardi di persone che vivono con 1 $ al giorno, o meno, sono donne (onuitalia.it/calendar/women2000b.html).

Secondo il presidente della banca, l’istituzione è attualmente attiva in circa 335 municipi dei Caraibi e 90% dei clienti di Banmujer è costituita da donne. Attualmente più di 20.000 nuovi lavori sono stati creati attraverso le iniziative della banca, mentre nel 2011 sono stati concessi più di 6,000 micro-prestiti a gruppi ed individui per progetti produttivi. Molti interventi non si limitano soltanto ai prestiti, ma piuttosto includono un programma olistico per addestrare ed assistere le donne che aspirano ad aprire una micro-impresa o una piccola attività commerciale. La Banca delle Donne non offre solo forme di micro-credito ma anche numerosi servizi gratuiti non-finanziari: come istruzione e tirocini, forme di assistenza tecnica prima, durante e dopo l’approvazione del credito.

L’obiettivo primario è garantire che le donne possano pagare il credito ed eseguire il loro progetto. Riguardo al ruolo delle donne nella società, il servizio pubblico è nato anche per correggere un equivoco comune in Venezuela: l’equivoco è associare la lotta per i diritti delle donne con la presunta volontà di supremazia femminile. Non è così. Ad esempio, le faccende domestiche dovrebbero essere svolte sia dall’uomo che dalla donna, anche se tutt’ora in Venezuela (come nella stragrande maggioranza del mondo) sono prevalentemente le donne a farsene carico e senza riconoscimento alcuno. Così come la partecipazione alla vita comunitaria ed ad un lavoro socio-produttivo dovrebbe essere un dovere-diritto di entrambi i sessi. Ma tutt’ora, sia in Venezuela che altrove, la vita pubblica e produttiva è occupata prevalentemente dagli uomini e solo residualmente dalle donne. Le donne venezuelane non tentando di sostituirsi agli uomini. Bensì cercano di creare una società più democratica dove uomini e donne vivano in condizioni di eguaglianza e parità, cosa che purtroppo, nonostante innumerevoli sforzi, raramente succede.  Gli sforzi del vecchio governo di Hugo Chávez erano indirizzati a dare priorità al problema: sostenere economicamente le donne è un modo per combattere la femminilizzazione della povertà.

Il governo nazionale venezuelano tutt’ora facilita l’autorganizzazione produttiva delle persone affinché diventino, attraverso lo sviluppo di attività sociali ed economiche, protagoniste attive dello sviluppo locale nonché protagoniste attive della rivoluzione. Marcos Parra, Coordinatore del programma Agricolo Urbano e Semi-urbano di Banmujer, informa che molti dei crediti sono stati approvati per la coltura di frutta ed ortaggi nelle aree che circondano i grandi centri metropolitani come Caracas. Vegetali come le cipolle primaverili, le carote e le lattughe comprendono il grosso della produzione agricola della comunità locale, mentre in altre aree si sta tentando di promuovere la pastorizia.

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