Saif al-Islam Gheddafi sarebbe stato liberato segretamente a Zintan

Di Allain Jules

Mentre i media libici non parlano d’altro che delle nuove rotte della società Libyan Airlines, tra cui quella tra Zintan e Tobruk a est, indiscrezioni annunciano il rilascio di Seif al-Islam Gheddafi. Vero o falso? possiamo confermare né smentire.

Quello che è certo, il primo Airbus A320 a partire da Tobruk è atterrato a Zintan poco prima delle 11:30 di questa mattina. L’aeroporto si trova a circa 20 chilometri a sud della città ed era stato ristrutturato per accogliere l’aereo. Presente anche il sindaco di Zintan, Mustafa Barouni, che ha accolto il volo inaugurale.

Sempre a Zintan, quindi, è stato riferito che Saif al-Islam Gheddafi è stato segretamente liberato dai suoi rapitori. Avevano rifiutato di consegnarlo a Tripoli, 19 Novembre 2011, il giorno della sua cattura nelle sabbie dei dintorni di Obari (South West). Il figlio di Gheddafi nelle mani delle tribù di Zintan è stato spostato più volte. Le tribù non si sono messe d’accordo, e considerando che molti non hanno tagliato i legami con Gheddafi, è possibile che sia stato rilasciato.
Secondo quanto riferito, sarebbe stato portato in un posto sicuro in Libia o all’estero.

[Trad. dal francese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

RPG, il gruppo della resistenza siriana che vuole liberare il Golan

da al manar

Un gruppo siriano, ancora sconosciuto, denominato “Resistenza popolare nel Golan siriano occupato” (RPG) si è rivolto al Segretario Generale di Hezbollah per annunciare la sua volontà di unirsi alla resistenza per la liberazione del Golan.

Conquistato da Israele dopo la guerra del 1967, la parte occidentale delle alture del Golan fu annessa nel 1981. Secondo il diritto internazionale, si tratta di una terra occupata.

«Noi, giovani del RPG, la cui terra è bagnata con il sangue dei martiri eroi, tra cui il nostro leader Abu Issa e altri, diciamo a Sua Eminenza, Segretario generale di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, che la terra del Golan occupato trema sotto i nostri piedi, insieme ai nostri fratelli della resistenza islamica in Libano, lavoreremo a scalzare i troni dei sionisti», è scritto nel comunicato diffuso dal gruppo.

Abu Isa non è altro che Mohammad Issa, il comandante della resistenza caduto martire insieme ad altri cinque dirigenti di Hezbollah e di un generale delle Guardie Rivoluzionarie iraniane nel raid israeliano a Quneitra di domenica scorsa.

Secondo il sito web di notizie libanese al-Hadath News, RPG è un gruppo formatosi sulla scia dei primi raid israeliani aerei contro la Siria, è intenzionato ad affrontare l’aggressione israeliana e liberare il Golan. È stato proprio questo gruppo che ha rivendicato, dopo un anno e mezzo, i bombardamenti ad una postazione lancia razzi israeliana nella Jabal al-Sheikh (Monte Hermon) in risposta al raid perpetrato a Qassioune vicino Damasco, a maggio 2013.

«Il sangue dei martiri non sarà versato invano. La risposta è in arrivo, si spera che la gioventù combattente di RPG vada sul Golan», si legge ancora nella dichiarazione.

Il nuovo gruppo della Resistenza ha così concluso il suo messaggio: «Con la benedizione del sangue puro dei martiri di Quneitra e in compagnia dei mujahideen Hezbollah, entreremo nella città santa di Al quds, sotto la bandiera della promessa di Dio, che celebra la vittoria finale, come ha promesso Sayed Nasrallah».

[Trad. dal francese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Yemen. Rivoluzione, non colpo di Stato

di Talal KhraisSpondaSud.it

I recenti avvenimenti nello Yemen, malgrado la loro specificità che riguardano la partecipazione degli esclusi dalla società, favoriscono un’alleanza che coinvolge Iran, Iraq, Siria e Libano. Questi eventi favoriscono inoltre una presenza massiccia della Federazione Russa che, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, aveva perso il controllo strategico su quell’area. Non sono servite le sanzioni e il ribasso del prezzo del gas per indebolire Tehran e Mosca. La caduta di San’a nelle mani degli Huti (o Houthi) ha imbarazzato la Casa Bianca perché impossibilitata ad andare contro un movimento che da sempre è in prima linea contro al Qaedah nello Yemen.

Questo scenario è in grado di far tremare anche la monarchia saudita dove tre milioni di sciiti vivono sotto la soglia della povertà. L’Esercito Regolare Yemenita e il Potere Centrale hanno lasciato gli Houthi a combattere da soli contro i Jihadisti di Aymen al Zawahri che, in un appello, ha invocato l’unificazione tra al Qaida yemenita e lo Stato islamico (Isis) per combattere gli alleati di Tehran: “Che Allah illumini gli emiri di al Qaida nello Yemen per l’elezione del califfo (ndr. Abu Bakr al Baghdadi) per evitare il male in arrivo per la loro gente”.

Da quando gli Houthi, una ramificazione zaidita, della regione settentrionale di Saada,organizzata sotto la guida di Abdel-Malek Al Houthi, è insorta avanzando attraverso gli altopiani dello Yemen, e facendo sempre più pressione sulla fazione politica più importante e potente, Al Islah, il Paese ha assistito al passaggio di potere in loro favore.

Pochi sanno chi sono gli Houthi, malgrado la loro storia e la loro cultura. Gli Houthi sono i principali emarginati della politica yemenita, hanno patito molte umiliazioni e sconfitte perpetrate dal regime dell’ex presidente Ali Abdullah Saleh. Costretti a sopportare una repressione secondo criteri religiosi e un isolamento politico a causa della loro presunta amicizia con l’Iran.

Contro le oppressioni e l’ingiustizia, e di fronte all’estensione di al Qaedah principale nemico dei sciiti, hanno organizzato una milizia reazionaria sotto la spinta dello sceicco Hussein Baddreddin Al Houthi.

Nonostante gli Houthi siano riusciti con successo a incassare il sostegno pubblico, anche da parte della società civile delusa della corruzione e dall’incapacità dello Stato di fare fronte al fenomeno qaedista, e si siano presentati come una vera alternativa alla vecchia guardia nell’Arabia Felice, chiamando tutti a far parte della vita politica, si sono trovati tra due fuochi: da una parte al Qaedah e dall’altra un potere colluso con le forze più radicali e i movimenti terroristici.

Malgrado il successo, gli Houthi si sono trovati nell’occhio del ciclone della propaganda occidentale, accusati di qualunque nefandezza, compresa la corruzione. Abdel-Malek al-Houthi ha respinto ogni accusa: “L’ipotesi di un colpo di Stato è falsa, è il presidente Hadi ad aver protetto i corrotti”. Un presidente che, secondo i rivoluzionari, è in combutta con al Qaedah e, nella migliore delle ipotesi, non fa nulla per ostacolarla.

Gli Houthi da settembre controllano ampie zone di San’a, grazie a un attacco sferrato un istante dopo la firma di un accordo di pace con il governo, raggiunto grazie alla mediazione delle Nazioni Unite, che prevedeva la nascita di un nuovo esecutivo non ostile a loro.

 BREVE ACCENNO SUGLI HOUTHI

La fazione zaidita– branca dell’Islam sciita  -era nata inizialmente in reazione alla propensione della capitale Sana’a verso l’Islam sciita,nel 1994. Una volta crollato il regime di Saleh, gli Houthi rinacquero come nuovi protagonisti della scena politica dello Yemen. Prima dell’arrivo del gruppo a Sana’a, gli Houthi sono passati attraverso lo Yemen meridionale, contestando e rimuovendo, ovunque, la principale forza politica dello Yemen, Al Islah – fazione che agisce da ombrello politico per parecchi gruppi, fra cui i Fratelli musulmani e i salafiti. Potenti con un programma socio economico guidati da Abdel-Malek Al Houthi sono diventati l’emblema del malcontento degli yemeniti, portavoce dei deboli e dei poveri e salvatore dello Yemen.

Il Paese è stato per decenni diviso in due Stati, con lo Yemen del nord dominato dal governo assolutista di Ali Abdullah Saleh,mentre nella parte sud vigeva il governo delle Repubblica Democratica popolare dello Yemen. Poi nel maggio 1990 è arrivata l’unificazione. In questo quadro si inseriscono gli Houthi, anche detti “Ansar Allah” (Partigiani di Dio), che rappresentano la minoranza sciita del Paese (circa il 40% dello Yemen).” Chiedendo della natura del suo movimento, il leader ha detto: “Siamo nati nei primi anni ’90 nella regione di Sadaa, nel nord-ovest del Paese, e apparteniamo ad una variante minoritaria dello sciismo, gli Zaydi, nome che discende da Zayd bin Ali, pronipote di Maometto, a cui riconoscono il titolo di quinto Imam. Dopo un decennio di prevalente attività religiosa e culturale, noi gli Houthi siamo passati all’attivismo politico schierandosi contro il governo centrale,ancora dominato da Saleh”.

Houthi deriva dal nome del leader Hussein al-Houthi, ucciso nel 2004. Una morte che ha dato vita a una lunga fase di conflitto con il governo centrale, causando decine di migliaia di morti e oltre 340mila sfollati. La successione di Hussein come leader del gruppo cadde sul fratello Abdulmalik al-Houthi. Oggi la loro guida è Abdul Malik al-Houthi.

Nápoles: Reunión de Solidaridad “Venezuela somos todos” Italia

Prensa Consulado General. Nápoles

16 de enero de 2015.- La Red Italiana de Solidaridad “Caracas ChiAma” convocó en Nápoles la reunión nacional de trabajo “Venezuela somos todos”.

El encuentro, que se realizó en el Comedor Universitario Ocupado de la Universidad Federico II, tuvo como objetivo la preparación del II Encuentro Italiano de Solidaridad con la Revolución Bolivariana.

Estuvieron presentes Alfredo Viloria, Primer Secretario de la Embajada de Venezuela en Italia, junto a Marcela Khan, Ministra Consejera. Del Consulado General en Nápoles, asistieron Amarilis Gutiérrez Graffe, Cónsul General y Marnoglia Hernández Groeneveledt, Cónsul de Segunda, junto a todo el personal consular.

Durante la iniciativa, miembros de la red, representantes de diversas realidades políticas y sociales del territorrio, manifestaron las ideas principales desarrolladas hasta el momento, para realizar el encuentro.

Quedó definido que la cita se realizará a partir del 10 de abril, en conmemoración al 12° Aniversario del golpe de estado, que en el 2002 pretendió derrocar al Presidente Chávez. Política continuada, como expusiera Rangel recientemente, al explicar que son los mismos objetivos que se tienen con el presidente Maduro.

Los grupos pretenden impulsar un evento que atraiga la atención nacional e internacional sobre la nación venezolana y el continente latinoamericano, exponiendo temas de actualidad interna, mostrando los resultados del proceso bolivariano, los proyectos culturales, los ejemplos de poder y participación popular, a través de muestras fotográficas, conferencias, conciertos y asambleas.

Las mesas de trabajo se desarrollarán en dos áreas principales: Organización de la Red y Comunicación–Información, teniendo en cuenta dos nudos políticos: Poder – Representación y Rol de la Historia en el Presente. Otros temas de interès que fueron sugeridos y que serán incluidos, son los relacionados con: modelos de integración, la cooperación Sur – Sur, el rol de la mujer en los procesos revolucionarios, el papel de los jóvenes en los procesos de transformación y el deporte popular en Venezuela.

Por la importancia de la lucha que lleva adelante la clase obrera al interior de las fábricas, y la experiencia de autogestión de las mismas, se propuso contar con una representación de trabajadores venezolanos, para exponer su experiencia. Igualmente se planteó la necesidad de contar con la presencia de los nuevos intelectuales, estudiosos y protagonistas directos del proceso bolivariano.

Khan y Viloria, luego de trasladar el saludo del Embajador Julián Isaías, agradeció a los presentes por el trabajo de solidaridad que realiza la Red con Venezuela, más en un momento donde el país viene atacado económica y mediáticamente.

Marnoglia Hernández explicó sobre la disponibilidad de utilizo de todas las herramientas posibles, tomando como base la cultura, con el objetivo de involucrar la mayor cantidad de personas posibles, no conocedoras del tema.

Geraldina Colotti, periodista de El Manifesto, dió a conocer el Apelo de Solidaridad con Venezuela donde expresa el derecho del pueblo a escoger su propio camino sin intervenciones, denuncia el sabotaje de las grandes empresas y el reconocimiento de los resultados alcanzados por el gobierno bolivariano.

La Cónsul General durante las conclusiones, explicó la iniciativa lanzada por otros grupos solidarios de multiplicar la cita en varios países, en el mismo momento, a través de otras redes y grupos de solidaridad con Venezuela y con América Latina.

El objetivo sería el de crear a nivel internacional, momentos de intercambio, en modo simultáneo.

La console del Venezuela a Napoli, Amarilis Gutiérrez in visita a Ravello

Il neo console del Venezuela a Napoli, Amarilis Gutiérrez Graffe, in visita a Ravello - ph Nicola Mansida ravellomagazine.com

“La storia del vostro paese è un punto di riferimento e di ispirazione anche per il Venezuela.”

Giornata a Ravello per la neo console della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli, Amarilis Gutiérrez Graffe. Nonostante il maltempo e la pioggia che sta caratterizzando questi ultimi giorni di gennaio, la console non ha voluto perdere l’occasione di visitare Villa Rufolo, informarsi sulle attività della Fondazione Ravello e sul Ravello Festival. Incantata dai giardini, dal chiostro e dall’atmosfera che si respira nei viali del monumento simbolo della Città della Musica, la console è stata accompagnata dai suoi collaboratori più stretti e dai suoi due figli. A fare da cicerone la dott.ssa Monia Belloro della direzione di Villa Rufolo. Un rapporto forte quello tra Ravello e il Venezuela che si rinsalda dopo l’indimenticabile due giorni del 2012 che vide esibirsi, all’Auditorium Oscar Niemeyer, per il suo debutto italiano, l’Orchestra Giovanile di Caracas diretta da Dietrich Paredes, accompagnata da José Antonio Abreu, insignito proprio in quella occasione dal Comune di Ravello, del Premio “Città di Ravello ai valori sociali della Cultura”, inventore di quel “Sistema” che ha unito nella musica e nella cultura tutta l’America del sud e che ha tolto dalla strada migliaia di ragazzi. Dopo le foto di rito sul Belvedere e dopo essere stata omaggiata con un piccolo cadeau offerto dal segretario generale della Fondazione, Secondo Amalfitano, Amarilis Gutiérrez Graffe si è intrattenuta con l’addetto stampa della Fondazione per una chiacchierata partita inevitabilmente da quel concerto e da “El Sistema”.

Il neo console del Venezuela a Napoli, Amarilis Gutiérrez Graffe, in visita a Ravello - ph Nicola MansiQuesta mia politica segue il filo di quanto avviato dal nostro governo già da diversi anni. – ha esordito la console – Fondamentalmente il governo bolivariano ha sviluppato, a partire dalla presidenza di Chavez ed, a seguire, con il suo successore Maduro, un interesse per il riscatto di valori culturali fondamentali puntando in particolare sui giovani. Abbiamo scoperto, grazie all’esperienza maturata nel tempo, che la musica, attraverso il sistema di orchestre nazionali, fa sì che i bambini entrino in contatto con la propria parte migliore. Al tempo stesso si è puntato sulla forte connessione spirituale e culturale tra Venezuela e Italia. Nel nostro paese c’è una grande ammirazione per tutto ciò che l’Italia rappresenta dal punto di vista storico e politico, ma anche e soprattutto dal punto di vista culturale. C’è un enorme rispetto per la vostra ricchezza architettonica, storica (cita Garibaldi), letteraria (cita l’Odissea)…. La storia del vostro paese, in ogni sua sfaccettatura, è stata ed è un punto di riferimento e di ispirazione anche per il Venezuela.

In Venezuela e in tutta l’America latina si sta puntando in maniera decisa sulla cultura e sulla musica. In America Latina stiamo sviluppando e promuovendo El Alba Cultural, un’iniziativa che, attraverso vari progetti ed azioni, mira a facilitare l’integrazione tra i diversi popoli latinoamericani e non solo, promuovendo la conoscenza, oltre che degli aspetti politici e commerciali di ogni paese, anche di quelli culturali. L’intento è incoraggiare l’incontro delle persone, farle entrare in contatto attraverso la propria cultura, che è ciò che più di ogni altra cosa rappresenta ogni essere umano, fornisce elementi comuni di condivisione, favorisce l’integrazione.

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Inaugurado ciclo de lectura latinoamericanas en Nápoles

por VTV

Caracas, 22 de enero de 2015. Como parte del taller de narrativa organizado por el Consulado General de la República Bolivariana de Venezuela en Nápoles, se inauguró el nuevo ciclo de lectura Latinoamericanas: figuras femeninas y literatura, cuyo tema principal es la presencia depersonajes femeninos en la literatura latinoamericana.

Con este nuevo ciclo de lectura, se rinde homenaje a las mujeresa través de un análisis en profundidad sobre sus vivencias, amores, desamores y luchas.

Durante la actividad se realizó la presentación de los temas que serán discutidos a lo largo de todo el ciclo. Se destacó la importancia de escritoras latinoamericanas como Sor Juana Inés de la Cruz, Delmira Agustini, Gabriela Mistral, Isabel Allende, Laura Esquivel y Stefania Mosca; ésta última recordada como una de las escritoras venezolanas más importante tanto por su trabajo intelectual como por su contribución social.

También, se realizó un breve análisis sobre las principales figuras femeninas de la literatura: Doña Bárbara y Marisela del clásico del escritor venezolano Rómulo Gallegos Doña Bárbara; así como las mujeres de la familia Buendía en Cien Años de Soledad de García Márquez; la Maga enRayuela de Julio Cortázar, hasta la familia de mujeres protagonista del clásico de Laura Esquivel Como agua para chocolate.

En el encuentro se recordó el papel protagónico de la mujer venezolana, tanto en las gestas emancipadoras de la independencia en el siglo XIX, como en el actual proceso revolucionario.

Otra muestra del nuevo rol de las mujeres ha sido el papel desempeñado en las instituciones del Estado y sobre todo en los consejos comunales. Se destacó que en la actualidad las relaciones internacionales están siendo ejecutadas por la canciller Delcy Rodríguez Gómez.

Este nuevo ciclo finalizará en junio del corriente año y en cada encuentro se analizará una protagonista de la literatura latinoamericana.

(FOTO) Italia: Apoyo de Cava de Tirreni al gobierno bolivariano

Italia. 22 de enero de 2015 (Prensa Consulado General. Nápoles).

Las muestras de apoyo al gobierno de la República Bolivariana de Venezuela, continúan a nivel internacional, el mismo día en que el presidente Maduro realiza su Memoria y Cuenta del 2014 al pueblo venezolano.

La alcaldía de Cava de Tirreni, ubicada en la provincia de Salerno, Italia, viene desarrollando en el último período una serie de iniciativas y de proyectos de colaboración con el Consulado General en Nápoles, que han permitido un acercamiento entre ambas realidades.

En el día de ayer el alcalde y abogado Marco Galdi recibió a la Cónsul General Amarilis Gutiérrez Graffe, en la sede central de la Alcaldía. La ocasión fue propicia para entregarle la “Declaración de Apoyo del 21 de enero de 2015”, documento oficial que expresa solidaridad al gobierno bolivariano y al presidente Nicolás Maduro.

La declaración manifiesta además el derecho de Venezuela, como país libre y soberano, a decidir sobre sus asuntos internos sin necesidad de ingerencia, sobre la base del respeto a la democracia, y a través del diálogo. Sobre este aspecto, envió el apoyo al “Comité de Familiares de las Víctimas de las Guarimbas”, haciendo un llamado a la no violencia y a la continuidad de los diálogos de paz.

Reconoció que Venezuela en los últimos quince años ha alcanzado importantes índices de desarrollo a nivel humano, educativo, en el campo de la salud y la cultura, que demuestran concretamente el beneficio de las políticas sociales aplicadas.

Galdi agregó que Venezuela a nivel económico, cuenta con todas las fortalezas y herramientas para salir adelante, ante la actual crisi económica que enfrenta con la caída del petróleo.

Gutiérrez agradeció la solidaridad a nombre del gobierno bolivariano, y explicó sobre las bases humanas del socialismo del siglo XXI. Enfatizó además que el gobierno del presidente Maduro, a diferencia de como muestran los medios de comunicación en occidente, está tomando medidas concretas para tutelar los derechos del pueblo, diversificar la economía y llevar adelante los principios del Plan de la Patria.

La Cónsul General ofreció además una entrevista a la radio y la prensa local, explicando sobre la importancia de contrarrestar la campaña mediática que actualmente vive el país, principalmente sobre temas económicos.

Estuvo presente además Emilio Lambiase, presidente de la Asociación Nacional de Redes y Organizaciones Sociales ANROS – Italia, quien apoyó dicha declaración y explicó sobre el trabajo que Italia viene realizando con los grupos de solidaridad y apoyo al proceso, con el objetivo de hacer conocer la realidad venezolana.

Cava de Tirreni desde el año 2014, está desarrollando un proyecto para inaugurar la primera “Casa de los Pueblos” en Italia. Una iniciativa fruto de esta alcaldía, que pone a disposición una estructura física para que las representaciones diplomáticas puedan utilizarlala como espacio para intercambiar sobre la cultura, la identidad y los derechos de los pueblos.

Sección Prensa y Relaciones Públicas
Consulado General
República Bolivariana de Venezuela en Nápoles
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Inaugurato il ciclo di letture latinoamericane a Napoli

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Il tema principale è la presenza di personaggi femminili nella letteratura latinoamericana

Nell’ambito del worshop di narrativa organizzato dal Consolato Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli, è stato inaugurato il nuovo ciclo di lettura latinoamericana: figure femminili e letteratura, il cui tema principale è la presenza di personaggi femminili nella letteratura latinoamericana.

Con questo nuovo ciclo di lettura, si vuole rendere omaggio alla donna attraverso un’appronfondita analisi sulle sue esperienze, sugli amori, le angosce e sulle lotte.

Nel corso dell’evento d’apertura sono state illustrate le tematiche che saranno toccate durante l’intero ciclo. È stata sottolineata l’importanza di scrittrici latinoamericane quali Sor Juana Inés de la Cruz, Delmira Agustini, Gabriela Mistral, Isabel Allende, Laura Esquivel e Stefania Mosca; quest’ultima ricordata come una delle scrittrici più importanti per il Venezuela tanto per il suo lavoro intelletuale così come per il contributo sociale.

Inoltre, vi è stata una breve analisi sulle figure femminili della letteratura: Doña Barbara e Marisela un classico dello scrittore venezuelano Rómulo Gallegos intitolato appunto Doña Bárbara; le donne della famiglia Buendía in Cent’anni di Solitudine di García Márquez; la Maga in Rayuela di Julio Cortázar, fino alla famiglia di donne protagonista del classico di Laura Esquivel Como agua para chocolate.

Nell’incontro è stato rimarcato il ruolo di primo piano rivestito dalla donna venezuelana, nelle gesta emancipatrici dell’indipendenza nel XIX secolo, come nel processo rivoluzionario attualmente in corso.

Un altro segno del nuovo ruolo delle donne è quello che le vede protagoniste nelle istituzioni statali e in particolare nei consigli comunali. È stato sottolineato, infine, come le relazioni internazionali siano attualmente portate avanti da una donna, la ministra degli Esteri Delcy Rodríguez Gómez.

Questo nuovo ciclo si concluderà a giugno di quest’anno e in occasione di ogni incontro verrà analizzata una protagonista della letteratura latinoamericana.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Le esecuzioni in Arabia Saudita e nello “Stato Islamico”

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Il sito Middle East Eye ha effettuato una comparazione tra il codice penale jihadista reso pubblico dallo Stato Islamico e il sistema penale dell’Arabia Saudita, un paese dove recentemente è stata giustiziata la decima persona in appena due settimane

Il codice penale, appena presentato dallo Stato Islamico, ha permesso al portale Middle East Eye di effettuare analisi e comparazione delle pene previste per i vari reati nell’autoproclamato califfato e nel paese saudita, secondo quanto riferisce il quotidiano ‘The Washington Post’.

Alcuni esperti sostengono che l’Islam fondamentalista praticato tanto dagli jihadisti dello Stato Islamico così come a Riad possiede dei legami teologici.

Una differenza chiave tra lo Stato Islamico e l’Arabia Saudita, ovviamente, è che quest’ultima è un alleato fondamentale degli Stati Uniti nella regione e un membro della coalizione contro il Califfato terrorista guidata dal paese nordamericano, ha osservato il quotidiano.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

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Immagine: Russia Today

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