I temi principali affrontati nel vertice Celac

III cumbre Celacda Telesur

I capi di stato e i rappresentanti dei paesi CELAC si sono impegnati a ridurre la povertà e contrastare il problema mondiale delle droghe. Inoltre, hanno ratificato il loro sostegno affinché si concretizzi la normalizzazione delle relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti e il processo di pace in Colombia.

Questa settimana ha avuto luogo in Costa Rica il terzo vertice della Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC), dove l’Ecuador ha ricevuto la presidenza pro tempore.

I partecipanti hanno focalizzato il lavoro su temi quali la riduzione della povertà estrema e della disuguaglianza; potenziare l’educazione, la scienza, la tecnologia e l’innovazione, la tutela ambientale, il finanziamento dell’architettura regionale; e il rafforzamento del blocco.

Si è inoltre riflettuto sulle sfide che attendono la regione per approdare a una società giusta, equa e con una nuova realtà culturale che elimini i contenuti ereditati dal capitalismo e che prosegua nella costruzione del nuovo mondo multicentrico e multipolare.

La panoramica di Telesur sulle questione più importanti:

Relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti

Il tema principale in agenda è stato quello riguardante la normalizzazione delle relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti. I Capi di Stato hanno chiesto la fine blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba.

La pace in Colombia

Ribadito il sostegno ai colloqui di pace in corso tra il governo colombiano e le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia-Esercito Popolare(FARC-EP). Il presidente colombiano, Juan Manuel Santos, ha dichiarato che il processo di pace è in corso ed è stato raggiunto un accordo per quanto riguarda lo sviluppo rurale, la partecipazione politica e le coltivazioni illecite.

Santos ha spiegato che adesso si lavora per “i diritti delle vittime e la fine del conflitto, il che comporta la definizione del come avverrà la consegna delle armi e il reinserimento nella vita civile”.

Condanna della guerra economica in Venezuela

Durante il vertice è stata condannata la guerra economica che la destra sta conducendo contro il popolo venezuelano e ribadito il sostegno al governo del presidente Nicolás Maduro. Prodotta una dichiarazione di ripudio delle sanzioni unilaterali imposte dal governo degli Stati Uniti contro il paese latinoamericano.

Isole Malvinas e debito sovrano dell’Argentina

I leader e i rappresentanti dei paesi della CELAC hanno inoltre espresso sostegno all’Argentina per la ristrutturazione del suo debito sovrano e nel reclamo per le isole Malvinas. Gesto apprezzato dal ministro degli Esteri argentino Héctor Timerman, che ha segnalato come il Regno Unito occupi l’arcipelago dal 1833, senza aver mai mostrato alcuna volontà di dialogo per giungere a una soluzione.

Solidarietà con Haiti

Ribadità la solidarietà verso Haiti per l’instabilità politica e sociale. Il presidente del paese, Michel Martelly, ha assicurato che “sono state prese dal governo tutte le misure necessarie affinché si svolgano elezioni libere e trasparenti”.

Salvaguardia beni culturali e patrimonio

I capi di stato si sono espressi in favore della tutela e della conservazione dei beni culturali e del patrimonio dei paesi membri della CELAC.

Armi illecite e droga

Si è stabilita la creazione del programma di sviluppo post 2015 volto a respingere il traffico illecito di armi convenzionali e il problema mondiale della droga. I leader si sono dichiarati a favore dell’educazione per lo sviluppo sostenibile, alla costruzione di una nuova architettura finanziaria internazionale, per la lotta alla corruzione, al terrorismo e al cambiamento climatico.

Proteggere i paesi dalle multinazionali

Si è stabilito il rafforzamento del Sistema Interamericano dei Diritti Umani; la difesa degli stati colpiti dalle imprese multinazionali; la lotta per un mondo libero dalle armi nucleari.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

(VIDEO) Podemos: «La Spagna è assetata di democrazia»

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«L’Europa e la Spagna devono affrontare il totalitarismo finanziario (…) Possiamo sognare, possiamo vincere» ha dichiarato Pablo Iglesias

Il leader del partito spagnolo Podemos, Pablo Iglesias, ha affermato durante la mobilitazione di massa tenutasi a Madrid per la trasformazione sociale e politica del paese europeo, che «la Spagna è assetata di democrazia» e per questo «dobbiamo lavorare per vincere le elezioni del 2015».

Nell’emblematica cornice della piazza di Puerta del Sol nella capitale spagnola, Iglesias ha spiegato che con il partito «sogna un paese migliore (…) Vogliamo un paese dove nessuno sia lasciato fuori, e dove tutti possano godere degli stessi diritti».

Il portavoce ha poi sottolineato la necessità di un «piano di soccorso per i cittadini, in cui venga tesa la mano ai settori più vulnerabili ed esclusi», e che al contempo si adotti l’economia verde «cancellando il modello precario e instabile basato sul mattone che ha portato solo perdite».

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

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Maduro: «ABC attacca Cabello perché è un leader fondamentale»

diosdado-cabello-hugo-chavezdi Fabrizio Verde

Il presidente del Venezuela ha inoltre assicurato che questo ulteriore attacco ha rinsaldato ancora di più le fila della Rivoluzione

Il Venezuela è sotto attacco: mediatico, psicologico, economico. Una strategia concentrica chiaramente volta a fermare la Rivoluzione, a far ritornare indietro le lancette della storia quando la patria di Bolivar e del Comandante Chávez era un paese senza sovranità.

Una delle strategie utilizzate è quella di gettare fango sulle figure più rappresentative del chavismo. Insinuare che il Venezuela sia una sorta di stato canaglia, una nazione governata da un pugno di narcotrafficanti corrotti. Un’operazione propedeutica e necessaria a giustificare l’applicazione di sanzioni più dure; finanche attacchi diretti a rovesciare il legittimo governo di Nicolás Maduro.

Questesono le lenti giuste da inforcare per inquadrare l’infamante attacco lanciato dal quotidiano spagnolo ‘ABC’, nei confronti di Diosdado Cabello, presidente dell’Assemblea Nazionale venezuelana, già stretto collaboratore di Chávez e dirigente di primo piano del PSUV.

Il foglio spagnolo riporta le accuse lanciate contro Cabello dal suo ex caposcorta Leamsy Salazar, che indica il dirigente venezuelano addirittura come capo del cartello ‘Los Soles’, dedito al narcotraffico. Accusa rigettata da Cabello, che su Twitter ha così replicato: «Minacce, infamie, intrighi, abbiamo visto di tutto in questi anni di Rivoluzione. Impariamo a navigare in questo mare in tempesta con il morale alto. Ogni attacco aumenta l’impegno, ringrazio infinitamente il nostro popolo per la solidarietà».

Da Miraflores arriva anche la condanna del Presidente Maduro, che serra le fila della Rivoluzione Bolivariana: «ABC attacca Diosdado Cabello perché è uno dei leader fondamentali per la Rivoluzione Bolivariana, siamo i figli di Chávez e restiamo uniti».

Il successore di Chávez ha poi assicurato ogni atto ostile diretto contro il Venezuela ha l’effetto di unire maggiormente la Rivoluzione Bolivariana: «Ogni attacco che noi subiamo, che colpisce il popolo e la Forza Armata Nazionale Bolivariana – ha spiegato Maduro – ci unisce sempre più perché stiamo difendendo qualcosa di sacro; l’indipendenza, la stabilità, la pace e il diritto al futuro, questi sono elementi sacri della vita del nostro paese».

Maduro ha poi sottolineato la provenienza del vile attacco: ossia un foglio spagnolo dichiaratamente hitleriano e franchista. «L’attacco a Diosdado viene portato da un quotidiano che prese le difese dell’orripilante nazismo di Hitler, che difese Franco e Mussolini…».

Il Presidente venezuelano, in ultima analisi, ha collocato l’atto diffamatorio nel campo della guerra psicologica volta a fomentare un colpo di stato violento. Una campagna d’attacco globale dove i mandanti sono facilmente reperibili in quel di Washington.

Cabello riceve una delegazione del Partito Comunista Cinese

chinavenezuelada Correo del Orinoco

Il viceministro del Dipartimento Internazionale, Zhou Li, ha consegnato un documento con le principali disposizioni adottate nell’ultima riunione del Comitato Centrale

Il Presidente dell’Assemblea Nazionale, Diosdado Cabello, ha ricevuto questo venerdì una delegazione del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese, guidata dal viceministro del Dipartimento Internazionale, Zhou Li, recatasi in Venezuela al fine di trasmettere informazioni sulla IV Sessione Plenaria del 18° Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese, che ha avuto luogo lo scorso novembre nella nazione asiatica.

Il viceministro del Dipartimento Internazionale, Zhou Li, ha consegnato un documento con le principali disposizioni adottate nell’ultima riunione del Comitato Centrale, svoltasi in Cina lo scorso novembre.

Presenti per il Dipartimento Internazionale del Partito Comunista Cinese, la Direttrice Generale Fu Jie; la Direttrice del Bureau V Zeng Xiangwei; il Primo Segretario Qui Meng; Feng Yue Terzo Segretario dell’Ufficio Generale e Wang Xiaocui membro della delegazione.

Il Presidente dell’Assemblea Nazionale, Diosdado Cabello, ha ricevuto le disposizioni adottate in quest’importante Sessione Plenaria, e ringraziato il viceministro del Dipartimento Internazionale del Comitato del PC-cinese, Zhou Li, per i contributi contenuti nel documento che gli è stato consegnato.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

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