Assad: La Siria lotta contro il terrorismo e difende i civili

da sana.sy

Il presidente Bashar al-Assad, nel corso di un’intervista rilasciata, ieri, alla BBC News, ha dichiarato che la Siria ha preso, fin dall’inizio, la decisione di lottare contro il terrorismo e di condurre il dialogo a livello nazionale, il che indica che queste politiche erano corrette, ma gli errori sono stati commessi contro i civili, questo è avvenuto di volta in volta e alcune persone sono state punite per questi errori.

Assad ha ribadito che la Siria non farà parte di una coalizione con i paesi che sostengono il terrorismo. «Quello che è importante per noi è essere indipendenti e non burattini che funzionano contro i nostri stessi interessi».

Sulla crisi umanitaria in Siria, definita la più pericolosa dalla seconda guerra mondiale e se la Siria sia fallita come Stato, il presidente siriano ha spiegato che fino a quando il governo, le istituzioni e lo Stato sono in grado di adempiere al loro dovere verso il popolo siriano, non si può parlare di Stato fallito. «Parlare di perdere il controllo è qualcosa di molto diverso. C’è stata un’ invasione di terroristi dall’estero e il governo ha fatto il suo dovere nel combatterli e nel difendere il suo paese», ha aggiunto al-Assad.

 Assad ha precisato che ogni guerra è un male e in ogni guerra ci sono vittime tra i civili. «Ecco perché ogni guerra è una guerra cattiva. Quindi non si può parlare di una guerra benigna senza vittime… Quando si parla di governi, si parla di politica. Combattiamo contro il terrorismo e difendiamo i civili».

Ad una domanda se il governo ha ucciso civili, al-Assad ha risposto: «Come avremmo potuto resistere per quattro anni, se la gente, l’Occidente e i  paesi la regione fossero stati contro di noi. Come potevo restare per quattro anni nella mia posizione con il governo, l’esercito e le istituzioni senza il sostegno popolare? È impossibile. È sgradevole mentalmente».

 Sull’unità della cosiddetta opposizione moderata, ma questa volta per combattere l’Isis, al-Assad ha definito questa ipotesi “fantasiosa”. «Sappiamo tutti che si tratta di una fantasia. Anche nei media occidentali, si parla di gruppi e organizzazioni come Isis al-Nosra, affiliata ad Al Qaeda. Questo non accade all’improvviso. È illogico e irrealistico passare improvvisamente dalla moderazione all’estremismo. Tutte queste organizzazioni hanno la stessa base», ha aggiunto.

 Sul rapporto di Human Rights Watch, secondo il quale, i civili sarebbero stati ferocemente attaccati dalle forze partigiane di Assad nelle zone controllate dall’opposizione, Assad ha nuovamente puntualizzato: «Perché? Ancora una volta, qualcuno che attacca il suo popolo avendo contro le potenze regionali, le grandi potenze l’Occidente, nonostante tutto resiste? Come può avvenire? Se uccidi il popolo siriano, non ti sosterrà e sarà contro di te. Finché si ha il sostegno popolare, significa che difendi il popolo. Se uccidi la gente, sarà contro di te».

Circa le dure critiche dell’Arabia Saudita che, attualmente, teme l’Isis-Daech e vuole distruggerlo, Assad ha dichiarato che le fonti dell’ideologica dell’Isis e di altre organizzazioni affiliate ad al Qaeda sono wahabite, supportati dalla famiglia reale in Arabia Saudita. Quindi, ciò che è importante è l’azione per dimostrare che quello che dicono sia vero.

Assad ha anche affermato che la Siria non è contro la cooperazione con un paese e non lo sarà mai. «Non abbiamo iniziato questo conflitto, gli altri, che hanno avviato e sostenuto i terroristi, gli hanno dato copertura. Non si tratta di isolare la Siria, c’è un embargo sulla popolazione siriana e i cittadini siriani. Questo è diverso dall’isolamento. È completamente diverso».

Rispondendo a una domanda sull’accusa mossa alla Siria di imporre restrizioni all’accesso ai farmaci nelle zone controllate da gruppi armati, il Presidente siriano ha evidenziato che finora, il governo siriano invia alla città settentrionale di Raqqa, dominata in primo luogo dal Fronte al-Nusra e poi da Daech, cibo e medicine.

In merito all’area di al-Ghouta al-Sharqiya, vicino a Damasco, dove è stato negato l’accesso a 12 convogli umanitari, al-Assad ha replicato che quelle zone quotidianamente bombardano Damasco, allora come si potrebbe evitare l’arrivo di cibo, mentre non si è in grado di impedire l’arrivo di armi? «Voglio dire, se possiamo impedire al cibo di entrare in queste aree, potremmo anche evitare l’invio di  armi alle stesse aree. Come possiamo permettere l’accesso alle armi?». Si è chiesto al-Assad.

Alla domanda se al-Assad sia il grande sopravvissuto tra i leader del Medio Oriente, dal momento che il presidente Obama lo aveva invitato a dimettersi nel 2011, al-Assad ha detto che il problema non è la sopravvivenza di sé stesso ma della Siria, si tratta di terrorismo, di cambiare lo stato e il presidente, perché a loro non piace lo Stato o il Presidente e non piacciono loro politiche. Questa non è una questione personale ma è comodo personalizzare per collegare tutto al presidente».

Su cosa pensa delle vittime e se sente o comprende il dolore delle loro famiglie e di quelli uccisi o feriti, il presidente al-Assad ha sottolineato: «Siamo esseri umani, affrontando il problema della morte ogni giorno. Ci sono famiglie che hanno perso i loro cari. Io ho perso, personalmente, i membri della mia famiglia, ho perso amici e persone con cui lavoro. Questo è qualcosa che viviamo ogni giorno nel dolore».

[Trad. dal francese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

 

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