“Emendamento Maduro” o la frode costituzionale

La “enmienda Maduro” o el fraude constitucional (Por Alejandro Fierro)di Alejandro Fierro

5feb2016.- La destra venezuelana ha già presentato un progetto di modifica costituzionale per abbreviare il mandato presidenziale da sei a quattro anni. L’obiettivo, hanno ribadito molti leaders dell’opposizione, a partire dal Presidente dell’Assemblea Nazionale, Henry Ramos Allup, è sfrattare Maduro dalla presidenza della Repubblica.

L’opposizione ha optato per questo meccanismo, piuttosto che ricorrere al referendum revocatorio, poiché la ritiene una procedura più efficiente e con meno complicazioni burocratiche. Basterebbe che un terzo dei deputati presentasse la modifica. Questa sarebbe discussa come una legge normale: due discussioni con la votazione, con successiva approvazione da parte di una maggioranza semplice. La modifica sarebbe poi trasmessa al Consiglio Nazionale Elettorale, che nei successivi trenta giorni dal ricevimento dovrebbe tenere un referendum. Con la eventuale approvazione del referendum popolare, Nicolás Maduro vedrebbe ridotto il suo mandato fino ad aprile del 2017.

Tuttavia, il ricorso alla modifica costituzionale per estromettere Maduro è notoriamente una frode legale. La Costituzione venezuelana, all’articolo 72, chiarisce che il referendum è l’unico meccanismo legittimo per revocare una carica pubblica, tra cui quella del presidente (si noti che il Venezuela è l’unico paese al mondo dove si può respingere il capo dello Stato con un referendum popolare, un esempio di iper-democrazia che confuta qualsiasi accusa di autoritarismo). Tutto lo spirito che permea questo articolo è che ciò che il popolo ha eletto, solo il popolo lo può respingere.

Le modifiche non possono essere utilizzate per le congiunture, i casi specifici o persone fisiche. Non ci può essere un “emendamento Maduro” esplicitamente progettato per estromettere l’attuale Presidente in carica. L’opposizione non può negare che la sua iniziativa si rivolge specificamente a Maduro. L’emeroteca è piena di dichiarazioni dei suoi leaders a questo proposito, alcuni di loro lo hanno dichiarato anche in Parlamento.

Persino lo stesso testo del progetto, anche se non cita esplicitamente il capo dello Stato, fa riferimento alla situazione: “L’attuale mandato presidenziale di sei anni con possibilità di rielezione è un periodo troppo lungo per un regime presidenziale con carenze istituzionali come quello del Venezuela e minaccia di ritardare pericolosamente le modifiche necessarie per ri-legittimare il potere politico, per questo è indispensabile ridurre il periodo a quattro anni anche per rendere possibile una soluzione democratica ed elettorale alla crisi attuale”.

La Camera costituzionale della Corte Suprema di Giustizia dovrebbe rifiutare la proposta di realizzare una evidente manipolazione della figura della modifica. Potrebbe anche accettare la riduzione del mandato presidenziale, ma dalla prossima elezione, lasciando che Maduro termini il suo mandato. Quindi in questo modo, qualsiasi tipo di sospetto si eviterebbe sul vero intento della modifica e, soprattutto, il mantenimento della condizione temporale – sei anni di Presidenza – per il quale il popolo è andato a votare nel mese di aprile 2013, verrà garantito.

Ci sono molti altri elementi che supportano la tesi dell’incostituzionalità del disegno di legge. Nel 1999 nei dibattiti costituzionali è stato stabilito che il modo per risolvere la crisi politica in Venezuela sarebbe passato attraverso il referendum. Ciò si riscontra nei resoconti delle sessioni. L’opposizione ha affermato in molte occasioni che il Venezuela è impantanato in una crisi politica. Pertanto, se si vuole essere coerenti con ciò che si afferma si dovrebbe ricorrere ad un referendum revocatorio per correggere quello che l’opposizione considera una crisi politica.


Inoltre, il progetto di modifica propone una riduzione a quattro anni invece dei cinque che stabiliva la vecchia costituzione del 1961 e che la nuova costituzione elevò a sei. Nel progetto di modifica non si argomenta questa preferenza per i quattro anni, non se ne discute, così si può ben dedurre che è motivata dal desiderio di allontanare Maduro il più presto possibile.
 
L’adozione della modifica sarebbe un pericoloso precedente che lascerebbe il governo del paese nelle mani della attuale maggioranza parlamentare. Un’Assemblea dello stesso colore politico della Presidenza porterebbe avanti un emendamento per estenderne il mandato, mentre quando è contrario lo ridurrebbe e così via. La volontà popolare ne rimarrebbe in questo modo violata.


Le pretese dell’opposizione parlamentare ricordano il colpo di stato istituzionale perpetrato dalla destra del Paraguay contro Fernando Lugo nel 2012. In quell’occasione, i deputati dell’opposizione piegarono al massimo la legge per estromettere dalla Presidenza Lugo attraverso la manipolazione della figura giuridica dell’impeachment. A tale stratagemma è stato risposto con la sospensione del paese guaranì dall’Unasur e dal Mercosur, ma quando aveva già violato la decisione del popolo sovrano a che Fernando Lugo fosse il suo presidente fino al 2013.

I media agirono legittimando tale frode. I giornali sostituirono i carri armati in quello che viene chiamato un colpo di stato 2.0. In Venezuela potremmo assistere ad una versione migliorata di tale modalità. L’artiglieria comincia a prendere posizione. La notizia pubblicata questo venerdì, 5 febbraio, sul quotidiano spagnolo El Pais sotto il titolo “L’opposizione in Parlamento spingerà per la fine anticipata del governo di Maduro”, ne è un buon esempio. In un testo pieno di aggettivi qualificativi e giudizi di valore senza argomenti, il giornale cerca di legittimare la defenestrazione del presidente Maduro come nel 2002 giustificò il colpo di stato contro il presidente eletto Chávez con un editoriale di sostegno che presentava un titolo davvero illuminante: “Golpe a un caudillo”.

 
[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Ciro Brescia]

Roma 11feb2016: Cuba, geografia del desiderio

La solidarietà in Italia difende la diplomazia di pace bolivariana!

di Rete “Caracas ChiAma” *

Comunicato di denuncia contro le diffamazioni a danno della Console Generale di Prima della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli, Amarilis Gutiérrez Graffe.

Il suo esempio e il suo duro lavoro hanno causato disagio ai nemici della Rivoluzione bolivariana ed è per questo che la stanno attaccando.

Noi, gruppi di solidarietà che svolgono le proprie attività sul territorio italiano, denunciamo fortemente la vile campagna denigratoria che stanno cercando di montare sui social network contro la combattente e diplomatica Amarilis Gutiérrez Graffe.

Ribadiamo il nostro sostegno alla diplomazia di pace bolivariana e al lavoro svolto dalla Console Generale. Fin dal suo arrivo a Napoli, alla fine del 2014, il consolato non aveva mai svolto un lavoro tanto intenso, implacabile in tutti gli ambiti di azione, sia lavorando con gruppi di solidarietà sia con i gruppi di opposizione.

Si tratta di una donna che rappresenta degnamente ciò che il comandante Chávez ha chiesto ai rappresentanti diplomatici di un progetto rivoluzionario bolivariano.

Amarilis Gutiérrez Graffe è una figlia del Comandante e del popolo venezuelano; dimostra una preparazione politica impressionante, con esperienza diretta di lavoro nella costruzione del potere popolare nei porti venezuelani, nell’autogestione operaia, è stata agente di polizia, insegnante, avvocato, una persona che conta con tutte le qualità accademiche, intellettuali e professionali per svolgere al meglio le proprie responsabilità.

Ma ribadiamo che la condizione che più la accredita per svolgere le proprie funzioni, e di essere una degna diplomatica del processo rivoluzionario, è la sua qualità umana. Lavora a stretto contatto con la linea politica del governo, senza mai perdere di vista la prospettiva della sua responsabilità.

La gestione da lei realizzata ed il gruppo di lavoro che ha creato con la sua missione diplomatica, ci ha rafforzato, come gruppi di solidarietà, e sono ormai un punto di appoggio prezioso per il nostro lavoro.

La compagna Amarilis Gutiérrez non ha orario, non ha fine settimana liberi, è stata in grado di portare il consolato come mai prima nelle regioni del Sud Italia e della Campania, Basilicata, Puglia, Sicilia e Calabria. Il suo lavoro va dalla cura delle relazioni con il corpo diplomatico accreditato nel Sud, con le istituzioni, i sindaci, i consiglieri, le associazioni culturali, sportive, ecologiche, a lavorare a stretto contatto con i lavoratori, gli studenti, gli artisti, gli intellettuali, etc.

Con la compagna Amarilis, sosteniamo, come gruppi di Solidarietà della Rivoluzione bolivariana in Italia, con forza il lavoro del nostro ambasciatore a Roma Julián Isaías Rodríguez, del ministro Delcy Rodríguez e del presidente Nicolás Maduro.

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Comunicado de denuncia de difamación en contra de la Cónsul General de Primera de la República Bolivariana de Venezuela en Nápoles, Amarilis Gutiérrez Graffe.

Su ejemplo y trabajo constante ha causado molestias al enemigo y por eso la están atacando.

Nosotros, grupos de solidaridad radicados en el territorio italiano, denunciamos firmemente la vil campaña de difamación que están intentando montar en las redes sociales contra la combatiente y diplomática Amarilis Gutiérrez Graffe.

Ratificamos nuestro apoyo a la diplomacia bolivariana de paz y al trabajo que la Cónsul General viene realizando. Desde su llegada a Nápoles a finales del 2014, nunca el consulado había realizado un trabajo tan intenso, incansable y en todos los ámbitos de acción sea con los grupos de solidaridad que con los grupos de la oposición.

Se trata de una Mujer digna representante de lo que el Comandante Chávez pedía a los representantes diplomáticos de un proyecto bolivariano y revolucionario.

Amarilis Gutiérrez Graffe es una hija de El Comandante y del pueblo venezolano; con una impressionante preparación política, con una experiencia directa de trabajo en la construcción del poder popular en los puertos venezolanos, en la autoigestión obrera, fue agente policial, profesora, abogado, una persona que le sobran las condiciones académicas, intelectuales y profesionales para desempeñar su cargo.

Pero reiteramos que la condición que más la acredita para sus funciones, y para ser una digna diplomática del proceso revolucionario, es su calidad humana. Trabaja codo a codo con la línea polítuca del gobierno, sin perder jamás la perspectiva de su responsabilidad.

La gestión que ha realizado, y el grupo de trabajo que ha logrado crear con su misión diplomática, nos ha reforzado como grupos solidarios, constituyen hoy un punto de apoyo invaluable para nuestro trabajo. La compañera Amarilis Gutiérrez no tiene horario, ni fin de semana, ha sido capáz de llevar el consulado como nunca antes a las regiones del Sur de Italia como la Campania, Basilicata, Puglia, Sicilia y Calabria. El trabajo que desempeña va desde el intercambio con el cuerpo diplomático acreditado en el Sur, con instituciones, alcaldes, consejales, asociaciones culturales, deportivas, ecológicas, hasta el trabajo estrecho con los obreros, estudiantes, artistas, intelectuales, etc.

Apoyamos firmemente, juntos con nuestra compañera Amarilis, el trabajo de nuestro embajador en Roma Julián Isaías Rodríguez, la ministra Delcy Rodríguez y el Presidente Nicolás Maduro.

__

* Qui di seguito la lista dei comitati, delle associazioni, delle reti sociali, delle organizzazioni popolari ed operaie, sociali e politiche, che il 29 giugno 2014, presso lo SCUP, a Roma, hanno dato vita alla Rete Italiana di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana che prenderà il nome di “Caracas ChiAma”: Albassociazione/AlianzaPaís-Italia/Amig@s MST-Italia/ANROS/Areaglobale/Associazione di Amicizia Italia-Cuba (Roma-Ravenna-Parma)/Associazione Italia-Nicaragua (Circolo Leonel Rugama)/Associazione LiberaRete/Associazione Nazionale Nuova Colombia/P-CARC/Casa dei Popoli/Casa del Popolo di Torpignattara/Centro Sociale Spartaco/Centro di Iniziativa Popolare Alessandrino/Centro Sociale La Talpa e l’orologio-Imperia/Centro Studi Antonio Gramsci/CESTES centro studi USB/CIRCinternazionale/Circolo Bolivariano “Alessio Martelli”/Circolo Bolivariano “Hugo C
hávez”/Circolo Bolivariano “José Carlos Mariátegui” -Napoli/Associazione dei Giuristi Democratici/CORTOCIRCUITO/CSPAAAL/Fronte della Gioventù Comunista/J-PSUV-Italia/Marx XXI/MAS-Bolivia en Roma/Militant/Partito Comunista(Italia)/PDCI/Piattaforma Comunista/Rete dei Comunisti/Rete in Difesa dell’Umanità/Rete No War/Rifondazione Comunista/SuramericAlba/(n)PCI

International Migrants Alliance/Lega Immigrati albanesi “Iliaria”/Misil (movimento integrazione sviluppo italo latinoamericano/Associazione “I Blu”/Fronte di liberazione del popolo.JVP (Sri Lanka)/Associazione Umangat-Migrante/Comitato Immigrati in Italia/Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia

Contropiano/Il Manifesto/Le Monde Diplomatique/LiberaTV/Radio Città Aperta/Rivista Nuestra America/Web Sibia-Liria

Associazione Sportiva Quartograd

Associazione di Amicizia San Marino-Cuba/Asociación Civil Canción Bolivariana/Asociación Euskadi-Cuba/Associazione Galego-Bolivariana Hugo Chávez/Comando Electoral Hugo Chávez–España/Coordinadora Estatal Solidaridad con Cuba-España/COSAL-Asturias/CUBADEBATE/ Guachirongo 98,5FM/Iniciativa Comunista-España/Movimiento América Libre y Socialista para Europa/Círculo Bolivariano “La Puebla” de Euskal Herria/Peña del Aljibe/Plataforma Bolivariana de Madrid/Plataforma Comunicacional Somos Sin Banderas/RESOLVER-Red de Solidaridad con Venezuela Revolucionaria-Suecia

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