Venezuela e COVID-19

L'immagine può contenere: fiore e spazio all'aperto, il seguente testo "Se lo cojo prestado a otro perfil (pq no pude compartir) pero es que La imagen es brutal... el texto era: "Saldrías de casa si pudieras verlo...? ?)"di Luis Matute

La Repubblica Bolivariana del Venezuela continua la sua lotta contro il coronavirus, la pandemia mortale.

Il presidente venezuelano Nicolas Maduro, in un suo intervento televisivo ha criticato quei paesi che non distribuiscono alla popolazione i necessari strumenti di difesa come le mascherine. In Venezuela l’uso della mascherina è obbligatorio, per uscire per le strade e usare i mezzi pubblici; il dibattito sull’uso della mascherina in altri paesi è spesso legato ai costi economici, qui abbiamo messo tutti a fare mascherine, compresi i generali della FANB (Forze Armate Bolivariane), per darle alla popolazione.

Perché se i governanti di altri paesi si battono per la salute dei loro cittadini, preferiscono l’economia alla salute della loro popolazione?

Nel suo discorso ha detto che oggi, il 15 aprile 2020, si celebra nel Paese il 31° giorno della quarantena. Oggi abbiamo 197 casi, ci sono 4 nuovi casi, 2 nelle pianure del Venezuela, una donna che è arrivata dalla Colombia e ha contaminato il marito, un altro ragazzo di 16 anni, figlio della coppia citata, il terzo caso un uomo di 51 anni nello Stato di Vargas, appartenente ad una compagnia di sicurezza dove lavora come scorta di una compagnia privata, una donna di 46 anni che viaggia frequentemente nella città di Cúcuta-Colombia, lavora come mercante nelle Ande venezuelane.

Lo Stato con il maggior numero di persone infette è lo Stato bolivariano di Miranda doveil 56%, sono guariti, Maduro ha anche accennato a come negli Stati Uniti sia critico lo stato della popolazione che vive in quel Paese; il presidente ha anche ringraziato le cliniche private venezuelane.

Il vicepresidente Delcy Rodriguez ha detto che nello stato di Táchira hanno ricevuto più di 6.000 venezuelani in fuga dalla xenofobia colombiana verso i nostri connazionali, così come stanno tornando dal Brasile.

Intanto, nei diversi stati del Paese, gli “Astronauti” bianchi e gialli vanno di casa in casa distribuendo il piano alimentare, abbellendo gli spazi e disinfettando con ipoclorito di calcio i mezzi pubblici, le aziende, i magazzini e le strade. Nella parte occidentale della parrocchia di Sucre, con quasi 600.000 abitanti, la più grande della capitale, Caracas ha ricevuto anche la disinfezione delle aree comuni, in particolare il mercato comunale dove c’è la più grande concentrazione di negozi della zona, dove i cittadini di diversi stati vicini vengono ad acquistare prodotti alimentari all’ingrosso e al dettaglio. Sempre a Miranda, il Governatore si è recato a Petare, la seconda città dello stato dove si trova la più grande favela dell’America Latina, e ha organizzato la giornata di disinfezione, che si terrà ogni mercoledì dalle 06:00 alle 18:00. Dobbiamo menzionare lo stato di Táchira al confine con la Colombia, dove si tiene la giornata di disinfezione per i cittadini che entrano dalla Repubblica sorella della Colombia attraverso il ponte internazionale Simon Bolivar.

Il presidente ha approvato le Brigate di produzione e lavoro, una forza del potere popolare nelle sue comunità, 500 brigate di lavoro e produzione e guidate da donne, che saranno integrate da 10 persone, in questo modo si attivano ancora di più le comunas socialiste.

A partire dal 15 aprile, si va verso un milione di test contro COVID-19 e da qui poter proteggere la cittadinanza venezuelana. Vale la pena di notare la solidarietà e l’attaccamento alla quarantena che la popolazione ha avuto.

Nel frattempo, il governo degli Stati Uniti, nella voce del vice segretario di Stato Carrie Filipetti, continua ad attaccare il Venezuela e Cuba, parlando in un discorso “di un piano per una transizione democratica in Venezuela” ha detto che uno dei punti più importanti è l’esigenza di essere trasparenti verso il popolo all’interno di possibili negoziati, e tutte le forze straniere devono essere rimosse dal Paese sudamericano, comprese quelle di Cuba”.

¡CUIDATE… NO SALGAS DE TU CASA! EL COVID-19 ES MORTAL

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Adriano Ascoli]

Luís Sepulveda vecchio cuore guerrigliero!

L'immagine può contenere: 1 personadi Roberto Vallepiano

Conobbi Luís Sepulveda a Sanremo, dove arrivò invitato dalla CGIL, e lo rividi anni dopo in incognito alla Fiera Internazionale del Libro dell’Avana.

In entrambi i casi mi avvicinai, con una certa cautela, per stringergli la mano e scambiarci due parole.
Avevo letto tutti i suoi libri e lo stimavo moltissimo come scrittore e come uomo, ma dava l’impressione di essere un tipo burbero e non volevo che mi vedesse come un cacciatore di selfie o di autografi.

Con mia estrema sorpresa mi squadrò attentamente e disse: “Andiamo a berci un caffè!”.
Passarono credo una ventina di minuti ma mi sembrò di averci passato assieme una settimana. Mi abbeveravo avidamente delle sue parole – pronunciate con quella inconfondibile voce cavernosa da tabagista – parlammo di Hugo Chavez e del Venezuela, dei suoi libri, della sua vita avventurosa…
E comunque la copia de “Il Vecchio che leggeva romanzi d’amore” che avevo sottomano alla fine me la sono fatta firmare eccome!

Sepulveda veniva da una famiglia di anarchici spagnoli.
Suo nonno fu condannato a morte come sovversivo e costretto a cercare rifugio in America Latina.

Crebbe tra idee libertarie di rivoluzione, gatti e romanzi d’avventura di Cervantes, Conrad e Salgari.
A 15 anni si iscrisse alla Gioventù Comunista.

Nel 1969 a Cuba vinse l’ambito premio letterario “Casa de las Americas” che gli spalancò la possibilità di viaggiare in Unione Sovietica e studiare alla prestigiosa Università Lomonosov di Mosca.
Da cui tuttavia fu espulso dopo pochi mesi per aver sedotto la propria Professoressa, che tra parentesi era pure la moglie del temutissimo Direttore dell’Istituto di Ricerche Marxiste.

Tornò in Cile con una pesante nota disciplinare, accusato di “Atteggiamenti contrari alla morale proletaria”.
A causa di ciò venne espulso dalla Gioventù Comunista, litigò pesantemente col padre e decise di raggiungere la Bolivia per unirsi alla guerriglia dell’Esercito di Liberazione Nazionale.

In seguito ai cambiamenti sociali scatenati dalla vittoria elettorale di Salvador Allende, decide di tornare in Cile.
Si iscrive al Partito Socialista e in breve, grazie alla preziosa esperienza accumulata in Bolivia negli anni della Guerriglia, diventerà la Guardia del Corpo personale del Presidente Allende.

Dopo il Golpe della CIA che spalancherà le porte alla sanguinaria dittatura di Pinochet, sarà arrestato, torturato e condannato all’ergastolo.
Riuscirà a fuggire dal Cile grazie alle pressioni internazionali e girerà diversi paesi del Latinoamerica vivendo a contatto con gli indios.

Nel 1978 raggiungerà il Nicaragua per combattere al fianco del Frente Sandinista di Liberacion Nacional.
Dopo la vittoria della Rivoluzione entrerà nell’equipaggio di Greenpeace solcando gli oceani a bordo della loro nave.

Trascorrerà il resto della sua vita tra Spagna e America Latina – con frequenti incursioni in Italia, paese che amava visceralmente – componendo poesie, scrivendo alcuni dei libri più amati al mondo e cantando insieme ai Modena City Ramblers.

Oggi Luis Sepulveda, l’uomo che era sopravvissuto ai torturatori di Pinochet, alla CIA, agli squadroni della morte e ai Contras; ci è stato portato via da un maledetto Virus chiamato Covid.

Ogni volta che cercheremo il suo sguardo determinato, colto e ribelle lo ritroveremo nelle pagine tumultuose dei suoi libri.

Ciao Luis,
Ciao vecchio cuore guerrigliero!

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