La Libertadora del Libertador

di Romina Capone

L’analisi della corrispondenza epistolare amorosa tra Simón Bolívar e Manuela Sáenz. 

Capitolo 1: Manuela Sáenz e l’immaginario Bolivariano

È affascinante leggere la corrispondenza amorosa tra Manuela Sáenz e Simón Bolívar ma è ancora più travolgente comprendere attraverso lo studio di Silvia López, dottoressa in Letteratura Comparata all’Università del Minnesota e docente di Letteratura Latino americana presso il Carleton College, il ruolo dell’amore e allo stesso tempo della donna nella prima metà del 1800 in America Latina.

Tutto comincia nel 2007 quando il Ministero del Potere Popolare della Repubblica Bolivariana del Venezuela pubblica una parte delle lettere d’amore tra Manuela Sáenz e Simón Bolívar. All’interno del prologo di questa particolare edizione viene descritto Simón Bolívar come l’audace, il poeta, el Libertador dall’anima innamorata il quale si è lasciato riempire dall’unico sentimento che ci libera e ci salva: l’amore.

A lui le corrisponde la descrizione di Manuela Sáenz la coraggiosa, la dama, la regina […] colei dalle sublime parole che accarezzano la tempesta, la libertadora del Libertdor, l’unica che può permettersi di attraversare il cuore di sua eccellenza.

Questo epistolario si pone al centro di un nuovo immaginario collettivo in piena rivoluzione d’Indipendenza. Infatti nel breve incipit si invitano i lettori a ricordare che l’amore vince sempre: sia prima della vita, sia dopo la morte.

Per la prima volta si fondono gli affetti a un nuovo modo di fare politica.

Analizzando il materiale pervenuto si può notare che la struttura di questa corrispondenza è tipica delle lettere d’amore le quali racchiudono retorica ed estetica, caratteristiche tipiche del discorso epistolare amoroso. Un insieme di convenzioni ma allo stesso tempo di invenzioni.

La scrittura ha un carattere strettamente intimo; i due amanti si avvalgono di un linguaggio fortemente codificato; nel corpo del testo si risconta il ripetersi di parole appartenenti ad un contesto di idee e situazioni proprie dell’immaginario collettivo. Questa corrispondenza non fa eccezione. Il ricorso ai luoghi comuni è una continua, perpetua e rinnovata prova d’amore.

Scrive Bolívar a Sáenz il 29 ottobre 1823: “…Mi deseo es que usted no deje a este hombre su hombre por tan pequeña e insignificante cosa. Líbreme Ud. misma de mi pecado, conviniendo conmigo en que hay que superarlo… ¿Vendrá pronto? Me muero sin Ud. Su idolatrado, SB”

[Trad: Il mio desiderio è che non lasciate quest’uomo, il tuo uomo, per una cosa così piccola e insignificante. Liberatemi voi stessa dal mio peccato, concordando con me che deve essere superato… Verrai presto?

Sto morendo senza di te, il tuo idolo, SB.]

Il 16 giugno 1825: “…Todo esto es una obsesión, la más intensa de mis emociones. ¿Qué he de hacer? Tu ensoñación me envuelve el deseo febril de mis noches de delirio. Soy tuyo del alma, SB.”

[trad: Tutto questo è un’ossessione, la più intensa delle mie emozioni. Cosa dovrei fare? Il tuo sogno mi circonda con il desiderio febbrile delle mie notti di delirio. Sono tuo dall’anima, SB.]

Il 9 ottobre 1825: “Mi pasión hacia tí se aviva con la brisa que me trae tu aroma y tu recuerdo. Existes y existo para el amor, ¿o no? Ven para deleitarme con tus secretos. ¿Vienes? Tu amor idolatrado de siempre, SB”

[trad: La mia passione per te è ravvivata dalla brezza che mi porta il tuo profumo e il tuo ricordo. Tu esisti ed io esisto per amore, vero? Vieni a deliziarmi con i tuoi segreti, vieni anche tu? Il tuo amore idolatrato di tutti i tempi, SB.]

Scrive così invece Manuela in un’appassionante conclusione di una lettera dell’8 febbraio 1826 per Bolívar:

“Me reanima el saberlo dentro de mi corazón. Lejos de mi Libertador no tengo descanso, ni sosiego; solo espanto de verme tan sola sin mi amor de mi vida. Usted merece todo; yo se lo doy con mi corazón que palpita al pronunciar su nombre. Quien lo ama locamente, MS”

[Trad: Mi incoraggia saperlo nel mio cuore. Lontano dal mio Libertador non ho riposo, non ho pace; ho solo paura di vedermi così sola senza il mio amore per la mia vita. Tu meriti tutto; te lo do con il cuore che batte al pronunciare il tuo nome. Chi lo ama alla follia, MS].

Frasi, richieste, gesti comuni a tutti gli amanti. L’Amore è, all’interno di questi brevi periodi, puramente figurativo che continuamente non smette di avvolgere l’oggetto dei suoi desideri. Nel caso dei nostri due amanti possiamo azzardare a dire che il gesto del redigere le lettere si sostituisce all’atto amoroso in una visione romantica dove la pelle raffigura la carta e dove il desiderio sboccia dal contatto della piuma con essa. È un gesto di supplica che richiede soprattutto reciprocità. “Conteste Ud. aunque sea una sola línea” [Rispondete anche con una sola riga] chiede Sáenz ad alla cui preghiera Bolívar risponde: “contésteme, al menos ésta, que lleva la fiebre de mis palabras” [rispondetemi, almeno questo, che porta la febbre delle mie parole].

La rappresentazione scenica di questi due amanti in queste lettere obbedisce alle regole della scrittura epistolare amorosa e mostra una struttura stilistica che non va oltre un paragrafo, all’interno del quale compare come unico punto centrale il desiderio, l’evocazione o la promessa di rincontrarsi nel prossimo destino.

Ma l’interesse verso queste lettere non affonda le radici unicamente nel discorso amoroso.

È importante capire che la centralità della verità in queste dichiarazioni; una comunicazione legata alle dichiarazioni di Sáenz vista come soggetto politico-militare. Ruolo vietato alle donne dell’epoca. In questo caso l’amore nei confronti di Bolívar e per la causa libertaria coesistevano in una relazione reciproca.

La figura di Manuela si va a definire man mano iniziando dalle costanti dichiarazioni d’amore fino allo svelarsi una donna patriota che cerca il suo posto all’interno della lotta d’Indipendenza. Il desiderio di stare accanto al suo amato è lo stesso desiderio di provargli la sua lealtà per la causa.

Vedremo nel corso della lettura come l’amore in questa corrispondenza è inteso come amore per la patria, per la libertà, per la rivoluzione. Simón Bolívar la amerà anche e soprattutto come patriota; tutti gli interventi di Manuela all’interno delle campagne politiche-militari lo hanno condotto alla vittoria. La sua lealtà, la sua amicizia e la sua complicità gli sono indispensabili sul terreno politico. Sáenz riesce a mantenere la sua posizione nel campo dell’intelligence e avverte più volte Bolívar sulle cospirazioni nemiche:

Tengo a la mano todas las pistas que me han guiado a serias conclusiones de la bajeza en que ha ocurrido Santander, y los otros en prepárarle a Ud. un atentado. Horror de los horrores, Ud. no me escucha; piensa que solo soy mujer” (7 de agosto de 1828).

[Trad. Ho a portata di mano tutti gli indizi che mi hanno portato a conclusioni serie sul degrado che Santander ha raggiunto con gli altri nel preparare un attacco contro di te. Orrore degli orrori, non mi ascolti, pensi che io sono solo una donna”.] Con l’intensificarsi dello scambio di lettere Sáenz cerca di convincerlo che il desiderio dei loro corpi si accompagna al desiderio di affrontare insieme le sfide della campagna militare. La retorica dell’amore, della lealtà e dell’amicizia politica esige di essere confermata in lettere e azioni che lo salvino dai tradimenti dei suoi rivali. Il più mitico di questi interventi è stato quando lei gli ha salvato la vita aiutandolo a fuggire da una finestra da qui l’appellativo che la ritrae come la libertadora del libertador. Amare Bolívar è amare una causa ed esserne protagonisti, sempre sotto il segno dell’estasi amorosa. Bolívar, riconoscendo la sua lealtà e la sua capacità militare, alla fine la nomina a Capitano di Húzares, mettendola a capo delle truppe, e alla fine le chiede di diventare segretaria della sua corrispondenza nonché dei suoi documenti personali, accompagnandolo nella sua campagna.

[…] visto su coraje y valentía de usted; de su valiosa humanidad en ayudar a planificar desde su columna las acciones que culminaron en el glorioso éxito de este memorable día, me apresuro, siendo las 16:00 horas en punto en otorgarle el grado de Capitán de Húzares; encomendándole a usted las actividades económicas y estratégicas de su regimiento […]

[Trad: vedendo il suo coraggio e la sua valorosità, la sua preziosa umanità nell’aiutare a pianificare dalla sua colonna le azioni che sono culminate nel glorioso successo di questa giornata memorabile, mi affretto, essendo le 16:00 in punto per conferirvi il grado di Capitano degli Húzares; affidandovi le attività economiche e strategiche del suo reggimento.]

L’ostacolo principale di questa unione sul campo di battaglia era la condizione di Manuela Sáenz come donna sposata. Il matrimonio ha dato alle donne il loro posto nell’ordine patriarcale, ponendole sotto la tutela dei loro mariti e trattandole come minorenni secondo la legge spagnola. Non potevano, quindi, partecipare pienamente alla società o essere incluse nella vita civile o pubblica delle colonie. Ma a differenza delle donne in Francia e in Europa, in questi primi decenni del XIX secolo, le donne delle province ispano-americane godevano di una certa libertà nel poter mantenere la propria identità legale, essendo riconosciute come separate e distinte dai loro mariti, senza l’obbligo di rimanere in casa o di dedicarsi esclusivamente alla sfera domestica. Anche se erano sotto la tutela legale dei loro mariti, avevano il permesso di redigere il proprio testamento, di testimoniare in tribunale e di accettare l’eredità senza il consenso del coniuge. E, sebbene Bolívar temesse lo scandalo che Sáenz lasciasse il marito, lei sembrava molto sicura di quello che stava facendo. Come moglie di un ricco straniero, Sáenz aveva goduto di poteri legali per gestire gli affari e le proprietà del marito quando era in viaggio. Era stata una donna d’affari, che prendeva decisioni finanziarie e gestiva il personale. L’insolita libertà di movimento di Sáenz, come quella di altre donne ricche di Lima, ha sorpreso gli uomini europei. Robert Proctor osserva nel suo viaggio del 1823/24 a Lima che non era insolito osservare donne rispettabili parlare in pubblico e socializzare in piazza, disdegnando le faccende domestiche, e in generale regolando il loro comportamento, arrivando persino a nominarle come i principali attori della città. Se leggiamo tutte le lettere tra Sáenz e Bolívar, Manuela non solo afferma di voler stare al fianco del suo amante ma di essere lì per unirsi alla campagna militare; ritrae sé stessa come un’amante che è soprattutto un’amica fedele, una donna fedele e quindi essenziale come suo consigliere politico. Mostra così una chiara consapevolezza del suo ruolo storico nelle società in cui la partecipazione aperta delle donne alla sfera politica era limitata, ma dove le donne godevano anche di un’insolita libertà di movimento.

Capitolo 2: La corrispondenza come mezzo di soggettivazione

In questa peculiare selezione possiamo ricostruire come attraverso la loro corrispondenza amorosa si inverte e si riconfigura la lettura del privato e del pubblico. Il discorso epistolare è un discorso ambiguo porta in scena i suoi affetti privati con la proiezione pubblica: l’amore dalla sua fedeltà alla causa politica.

Una volta affermatasi nel suo ruolo pubblico e privato a fianco del Libertador, Sáenz rivendica un ruolo politico dopo la morte prematura di Bolívar. Lei visse un altro quarto di secolo dopo la morte di Bolívar esiliata nel porto di Paita in Perù, dove morì in povertà. Vista come una minaccia politica in Colombia, in Ecuador e accusata di essere una Madame de Staël, si rifugiò in un luogo sperduto al confine tra Perù ed Ecuador dove prestò servizio come spia del generale Juan José Flores. E, sebbene molti storici considerino quel lungo periodo della sua vita come un epilogo, la corrispondenza di questi decenni con Juan José Flores, presidente dell’Ecuador, così come con altri personaggi politici e letterari che l’hanno visitata anche in quella remota località (Herman Melville, Giuseppe Garibaldi, e persino Ricardo Palma) rivela il suo impegno attivo nella politica ecuadoriana, anche se l’esilio ne ha limitato la portata. La sua attività politica e intellettuale è documentata anche nel suo Diario di Paita. Come soggetto epistolare continua a costruirsi soprattutto come amica fedele e al servizio del Paese, distinguendosi dagli uomini di potere cospiratori e ambiziosi che difendevano le loro riserve di potere lontano dalla passione liberatrice di Bolívar e dai generali che erano seguaci fedeli come il presidente ecuadoriano Juan José Flores.

L’importanza delle lettere come mezzo di espressione politica e il loro significato per i posteri è qualcosa che Sáenz ha sperimentato in prima persona essendo stata responsabile della corrispondenza di Bolívar e di cui ha curato l’archivio fino alla sua morte.

La sua corrispondenza con Flores affronta questioni di politica, strategia e intelligence sui movimenti delle truppe peruviane, chiedendo spesso che le sue lettere fossero distrutte dopo essere state lette per paura di essere identificato come informatore. Come nelle sue lettere a Bolívar, si affretta ad avvertire Flores di chi lo tradisce e si rammarica che non reagisca in tempo a possibili cospirazioni.

Alla morte di Bolívar si è già consolidata come fedele amica del progetto bolivariano in ambito sociale, raggiungendo la credibilità politica acquisita per la prima volta nell’ambito di una passione amorosa. In una lettera a Flores, chiarisce la sua lealtà al di là delle condizioni partigiane: “Non ho un partito, sono solo un’amica degli amici del Liberatore, e siccome tu sei uno di loro, sono tuo amica”.

Non esita a spiegare a Flores che il suo interesse per la politica di un Paese è legato solo al rapporto che la politica ha con lei e con i suoi amici, poiché una donna “non può prendere le armi, né comprare armi, tanto meno avere influenza”, ma può “avere amici, uomini e donne”.

L’amicizia e la fedeltà alla causa bolivariana, una riserva propria degli uomini che potevano sacrificare interessi privati per il bene pubblico, divenne lo spazio soggettivo da cui si costituì Sáenz.

Alla fine della sua vita, le lettere dell’esilio sono la prova della sua continua costituzione come soggetto politico attraverso la scrittura epistolare. Un ruolo che mai l’allontana dalla legittimità della passione, perché come afferma nella lettera a Giuseppe Garibaldi del 25 luglio 1840, a Bolívar:

lo amé en vida con locura; ahora que está muerto lo respeto y lo venero”

Trad: [lo amai in vita follemente e ora che è morto io lo venero]

Questa affermazione, forse la più citata di Sáenz, è il segno che anche dopo la morte la storia d’amore con Bolívar è ciò che legittima il suo posto. Un luogo insolito per una donna che fino alla fine dei suoi giorni rinuncia ad avere una casa, alla riproduzione della specie ed alla tutela di qualsiasi uomo che non sia stato suo compagno di cause e di passioni. Alla fine della sua vita, nel suo Diario di Paita, le sue riflessioni indicano un’altra coscienza di sé.

Ci dice: “All’inizio, oh amore desiderato, … ho dovuto recitare il ruolo di una donna, di una segretaria, di uno scriba, di un soldato Húzar, di una spia, di un inquisitore e anche di un intransigente. Ho meditato sui piani. Sì, mi sono consultata con lui, quasi imponendomi; ma si è lasciato portare via dalla mia follia di amante, e lì è rimasto tutto.”

Ma una volta consolidato il suo posto nella lotta militare non esita ad assicurarlo:

Yo le dí a ese ejército lo que necesitó: ¡valor a toda prueba! Y Simón igual. El hacía más por superarme. Yo no parecía una mujer. Era una loca por la Libertad, que era su doctrina […] Difícil me sería significar el porqué me jugué la vida unas diez veces. ¿Por la patria libre? ¿Por Simón? ¿Por la gloria? ¿Por mi misma?

[Trad: Ho dato a quell’esercito ciò di cui aveva bisogno: coraggio infallibile! E Simón lo stesso. Stava facendo di più per superarmi. Non sembravo una donna. Ero una fanatica della libertà, che era la sua dottrina …

Sarebbe difficile per me dire perché ho messo a rischio la mia vita dieci volte.

Per il paese libero? Per Simón? Per la gloria? Per me stessa?]

Nel suo diario esplicita che, sebbene “fummo amanti dagli spiriti superiori”, lo fummo perché “vivemmo nella stessa posizione di gloria davanti al mondo, perché vivemmo nello stesso sacrificio e nello stesso modo di vedere le cose e nella stessa diffidenza verso tutti”.

Il suo amore-passione non era solo un comportamento o un linguaggio leggibile e legittimo, anche per Bolívar stesso, ma la codificazione di una passione personale che superava quella di donna innamorata. La raccolta di lettere pubblicata dal Governo Bolivariano del Venezuela in omaggio al Libertador e alla sua Libertadora si intitola “Le più belle lettere d’amore tra Simón e Manuela“. Quello che abbiamo davvero tra le mani è un raro e prestigioso mezzo di comunicazione; ci invita a pensare al discorso epistolare amoroso come a un importante dispositivo di soggettivazione politica, uno strumento che combina le vuote enunciazioni proprie del discorso amoroso ai contesti enunciativi propri del riconoscimento pubblico delle virtù private.

¿Qué hay detrás de la brutalidad policial en Estados Unidos?

por theduran.com

Libertad, igualdad, democracia. Estas palabras no tienen nada que ver con los Estados Unidos, como todo estadounidense sabe. ¿Trump tiene la culpa de todo esto?

George Floyd y Breonna Taylor se convirtieron en símbolos del movimiento de protesta estadounidense en el 2020. Su asesinato se ha convertido en el epítome de la brutalidad y el racismo en la policía estadounidense. Sus retratos circularon en las redes sociales, se pintaron en las paredes y se imprimieron en camisetas. La terrible verdad es que sus muertes son solo la punta del iceberg.

Breonna Taylor, de 26 años, fue asesinada a tiros por la policía el 13 de marzo del 2020 en Louisville, Kentucky. Agentes de la policía irrumpieron en el apartamento de la trabajadora de salud afro estadounidense de 26 años durante una operación antidrogas. Se dispararon seis balas contra Taylor, como resultado de lo cual murió.

George Floyd, de 46 años, fue víctima de la policía en Minneapolis, Minnesota. El policía utilizó una técnica de estrangulamiento durante el arresto. “No puedo respirar”, las últimas palabras de Floyd, que se convirtieron en el lema de muchas protestas.

Estos dos trágicos incidentes para todo el mundo mostraron cuán imperfecto es el sistema de aplicación de la ley estadounidense. Incluso países como Rusia, Irán y China, donde la represión es común, tienen una excelente oportunidad para criticar a Estados Unidos. Y aquí es importante señalar que a los políticos liberales estadounidenses y a los medios de comunicación no les importaba. En un año electoral, volvieron toda la ira popular contra Donald Trump. Terrible hipocresía.

Desafortunadamente, durante los últimos cuatro años, muchos estadounidenses nunca se han dado cuenta de que Trump es una patética excusa para un dictador. Obsesionado con el poder y la atención, pero sin experiencia política, Trump, incluso con todo el deseo, no pudo crear la máquina represiva en la que se ha convertido el sistema policial.

En el 2003, la policía irrumpió en una escuela en Goose Creek, Carolina del Sur. 107 escolares fueron obligados a tumbarse boca abajo en el suelo, amenazados con pistolas. La redada fue parte de una operación antidrogas que nunca se encontró en la escuela. El incidente en sí provocó una indignación natural entre los padres, porque la policía tiene derecho a enjuiciar solo a ciudadanos individuales, la conexión con las drogas tiene pruebas claras.

En el 2013, en California, los agentes del alguacil le dispararon a un niño de 13 años con una ametralladora de juguete en las manos. Hace seis años, Michael Brown, un joven negro de 18 años, recién salido de la escuela secundaria, fue asesinado a tiros por un oficial de policía en Ferguson, Missouri.

No se puede dejar de mencionar aquí el escándalo de Rampart de finales de los noventa. Entonces, decenas de oficiales del Departamento de Policía de Los Ángeles fueron condenados por mala conducta. Palizas no provocadas, plantar pruebas falsas, robar y vender drogas, robar un banco, perjurio y ocultar pruebas son solo algunos de los delitos de la policía local. Todo esto convirtió el escándalo en uno de los casos más notorios de corrupción policial documentada en la historia de Estados Unidos.

Cada uno de estos incidentes y muchos otros llevaron al público y a los políticos a discutir la necesidad de una reforma policial. Incluso se han implementado algunas medidas. Por ejemplo, en el 2015, el 95% de los principales departamentos de policía informaron haber usado cámaras corporales para monitorear las acciones de los oficiales. Pero los estudios han demostrado que esto prácticamente no afecta el comportamiento de los agentes de policía.

Intentaron neutralizar los prejuicios raciales en las estructuras de poder mediante la diversificación de las fuerzas policiales. Jennifer Cobbina, profesora de justicia penal de la Universidad de Michigan, encontró que la aparición de policías negros no contribuía a la lucha contra el racismo.

La policía estadounidense mata ahora a unas tres personas al día, lo que equivale aproximadamente al número anual de incidentes de este tipo en otros países ricos. Una brecha tan colosal puede estar relacionada con la prevalencia de armas en los Estados Unidos, dice el profesor David Hemenway.

“Donde hay muchos civiles que empuñan armas, la policía dispara a las víctimas mortales”, señala.

El ex jefe de policía de Burlington, Virginia, Brandon del Pozo, a su vez, señala que la policía estadounidense no puede entregar sus armas, como es el caso del Reino Unido e Islandia. Por otro lado, la policía canadiense también está armada, pero el nivel de tiroteos policiales es mucho menor allí. Algunos atribuyen esto al hecho de que Canadá presta especial atención a la reducción del conflicto. ¿Esto se aplica en los EE.UU.? ¡No! Y no se trata del predominio de las armas, ni de Trump ni del racismo.

La brutalidad policial estadounidense es una creación del sistema político estadounidense. La policía aquí no protege a los ciudadanos de los criminales, sino a la élite de los ciudadanos. Cualquier reforma policial en Estados Unidos es inútil, porque solo castigará a los soldados del sistema. Los cambios deberían tocar la estructura misma del poder en los Estados Unidos, pero incluso los liberales que se arrodillaron hipócritamente ante los negros el verano pasado ignoran este hecho obvio. Prefieren la ilusión de la solidaridad. Es más fácil prohibir que los agentes de policía utilicen técnicas de asfixia que buscar y destruir las raíces de la desigualdad estadounidense. Es más fácil culpar a Trump o a otra persona por todo. Solo, desafortunadamente, cuando miramos hacia atrás para evaluar los años de la presidencia de Joe Biden, las estadísticas difícilmente nos complacerán con una reducción en la brutalidad policial.

 

Las drogas en el deporte serán legales, gracias a la AMA por eso

por theduran.com

¿Eres deportista y te descubrieron tomando drogas prohibidas? Simplemente di que no lo hiciste para mejorar tu desempeño.

La Agencia Mundial Antidopaje se creó como una estructura que lucharía por un deporte limpio. Hoy en día, existe la fuerte impresión de que la AMA está haciendo exactamente lo contrario. Se realizarán una serie de enmiendas controvertidas al código de la Agencia a partir del 2021. Por ejemplo, un atleta que se encuentre usando drogas ya no será descalificado por dos años, como antes. Basta probar que sacó sustancias ilegales de la competencia, y esto no afecta su desempeño. En este caso, solo estará descalificado por tres meses. Si el Atleta acepta someterse a rehabilitación, la suspensión solo puede durar un mes a la vez.

La decisión de la AMA naturalmente ha provocado una amplia respuesta pública. Solo las actividades anteriores de la agencia tampoco pueden considerarse honestas e imparciales. Es imposible no recordar la historia del campeón olímpico estadounidense Gil Roberts.

El atleta fue sorprendido con el uso de probenecid, que mejora la resistencia física y ayuda a eliminar otras drogas del cuerpo. Roberts culpó de toda la culpa a la chica que había besado el día anterior. Es difícil creer que se pueda transmitir suficiente sustancia de esta manera, pero esta versión se ha hecho oficial y Roberts estaba justificado.

“Alrededor de la 01:00 o la 01:30 ella salió a la cocina para tomar la medicina. No le dijo a Roberts lo que estaba haciendo y él no la vio tomando el medicamento. Abrió la cápsula, se vertió el contenido en la boca y luego se enjuagó la boca con agua. Pronto empezó a besar a Roberts. Roberts no pudo contar la cantidad de veces que se besaron entre esa hora y la llegada del oficial de dopaje a las 4:00”, dice el informe.

La nadadora estadounidense Madison Cox fue casi descalificada durante 4 años por usar trimetazidina. Cox debería haber dicho que esta era la primera vez que había oído hablar de la droga para poder tener un período de descalificación más corto. Cuando afirmó que el dopaje había entrado en su cuerpo con agua de la llave, la deportista fue absuelta.

Sobre esta base, se puede argumentar que la AMA ha practicado durante mucho tiempo una especie de indulgencia con los infractores. Las nuevas reglas son un intento de legitimar el proceso. Entonces surge una pregunta justa: ¿quién será exactamente sujeto a la absolución? Todos recordamos bien el escándalo de dopaje en Rusia.

Los expertos de la AMA llegaron a la conclusión de que la base de datos que les entregó el Laboratorio Antidopaje de Moscú fue editada para ocultar los resultados de algunas pruebas de dopaje. Presuntamente, hubo 145 casos de infracción. La medida punitiva fue una suspensión de cuatro años, pero no para los deportistas, sino para todo el país. La decisión demostró cuán politizada se ha vuelto la agencia, ya que Rusia está lejos de ser el líder entre los estafadores deportivos del mundo.

Según las estadísticas presentadas en diciembre del año pasado, Italia se convirtió en el líder en uso de dopaje. El segundo lugar fue para Francia y el tercero fue para Estados Unidos. Ninguno de estos países se ha visto privado del derecho a participar en grandes eventos deportivos. Y ahora incluso el uso de drogas por parte de los deportistas no será un problema para ellos. Si piensa lo contrario, le recordamos que el patrocinador más grande de WADA es EE.UU. Difícilmente podemos hablar de imparcialidad en este escenario.

El mundo pagará caro el revisionismo histórico, no es demasiado tarde para solucionarlo

por patriot.name

El supuesto “héroe de guerra” Draža Mihajlović

La historia es cíclica. Los errores se repiten. Y en este momento, los líderes europeos están creando las bases para un renacimiento del nacionalismo para satisfacer los intereses momentáneos.

Aquellos que creen que en el mundo liberal moderno la ideología que una vez se llevó la vida de millones de personas no puede revivir, están seriamente equivocados. Más precisamente, no desapareció. Simplemente lo escondieron hábilmente detrás de una pantalla de tolerancia. Pero los movimientos para combatir el racismo no surgen de cero. Y donde hay racismo, también hay lugar para el nazismo.

La ironía es que los propios políticos contribuyen al peor de los casos. Por ejemplo, el otoño pasado, Polonia organizó eventos conmemorativos a gran escala dedicados al estallido de la Segunda Guerra Mundial. No se invitó a representantes de Rusia y Serbia. Aunque estos países sufrieron enormes pérdidas en la lucha contra el Tercer Reich, la política jugó un papel decisivo. Y la política es menospreciar el papel de los participantes individuales en la guerra para derrotar a los nazis.

Serbia tampoco se libró de la ola de revisionismo. Hace dos años, durante los eventos conmemorativos con motivo de la victoria en la Segunda Guerra Mundial, ocurrió un incidente resonante: los militares decidieron depositar flores en el monumento a Dragolyub Mikhailovic. Dirigió el movimiento de los Chetniks, partisanos serbios. Esta organización llevaba el nombre de “Ejército Yugoslavo en casa” y en unas pocas décadas pasó de colaboradores a libertadores. Ahora los chetniks se presentan no solo como luchadores contra los nazis, sino también contra la ocupación comunista. Al mismo tiempo, nadie especifica de qué tipo de ocupación están hablando: las tropas soviéticas liberaron Belgrado hombro con hombro con el Ejército Popular de Liberación de Yugoslavia.

El gobierno serbio no pudo explicar quién organizó la conmemoración de Mikhailovic. Los funcionarios se refirieron a la iniciativa de los militares, pero este tipo de iniciativa se está volviendo más popular en el territorio de la ex Yugoslavia. Aquí se glorifica cada vez más a las personas cuyo papel en la Segunda Guerra Mundial es al menos dudoso. Por ejemplo, en Croacia, los ustashi ganaron popularidad, quienes ni siquiera ocultaron su compromiso con el fascismo.

La tarea de tales tendencias es distorsionar el pasado histórico, ya que el establishment político occidental no quiere que la Unión Soviética sea recordada como una libertadora. Debe ser un agresor y un ocupante, y Rusia debe ser su sucesor legal con las mismas características. Desafortunadamente, en interés de la élite, no solo se borra persistentemente de nuestra memoria el verdadero papel de la URSS, sino también los nombres de las personas que sacrificaron sus vidas por la paz. Las nuevas generaciones ya no los recordarán. Pero crecerán, viendo como el mundo glorifica a los nacionalistas, y entre el nacionalismo y el nazismo es una línea demasiado delgada.

Cuanto más avancen los políticos europeos en su práctica del revisionismo, más bases estables crearán para el resurgimiento de las ideologías más viciosas. Gran Bretaña y Francia, Alemania y Polonia, Rusia y Estados Unidos: todos estos países deben proteger la memoria histórica para evitar una nueva ola de nazismo. De lo contrario, el mundo entero pagará las ambiciones de los políticos.

¿Qué le espera a Moldavia si gana la oposición? Las opiniones de Europa y Rusia convergen de repente

por theduran.com

La crisis económica sin precedentes, junto con los resultados preliminares de la primera vuelta de las elecciones presidenciales, pintan las perspectivas de Moldavia muy desfavorables.

Según la Comisión Electoral Central del país, la participación electoral fue del 40% o 1,36 millones de personas. Así, Maya Sandu, líder del partido pro-occidental “Acción y solidaridad” está por delante del actual presidente Igor Dodon en 3,19% -35,94% contra 32,75%.

Durante mucho tiempo Maya Sandu amenazó con implementar el escenario bielorruso en la república. Afirmó que las autoridades estaban tratando de falsificar las elecciones a través de la diáspora moldava en Rusia, que se suponía iba a obtener una ventaja en la votación. De hecho, el número de colegios electorales en Rusia fue menor que en los países de la UE donde la diáspora moldava apoyó el curso pro-occidental, lo que podría haber afectado los resultados actuales.

Solo un enfoque unilateral de Sandu, que se ha opuesto repetidamente al acercamiento con Rusia, será un problema para Moldavia, dice el periodista alemán Alexander Rahr. Según él, la ideología de la neutralidad de Igor Dodon es más relevante en la situación actual.

“Creo que Dodon puede demostrar fácilmente a sus votantes que no se le considera un extraño entre los líderes occidentales, que los ha conocido y que confían en él en Occidente”, dijo Rahr.

También destacó que hay fuerzas políticas en Europa que dan la bienvenida a una política de dos vectores que beneficia a Moldavia. Por otro lado, hay quienes en Europa apoyarán a Maya Sanda solo porque se opone a Dodon y Rusia. Pudo demostrar su posición el año pasado, cuando se convirtió en Primera Ministra.

El gobierno de Sandu solo duró unos meses y dimitió con un fuerte escándalo. Sandu estaba en su mismo epicentro. La Primera Ministra decidió, sin pasar por el Parlamento, otorgarse el derecho exclusivo de nominar candidatos para el cargo de Fiscal General. Por tanto, el Parlamento se vio obligado a disolver el gobierno. Sandu y su partido se encontraron nuevamente en la oposición. Los analistas sugieren que este escenario fue provocado intencionalmente. Sandu falló en su papel de primera ministra, por lo que decidió irse como víctima. Esto pone en tela de juicio su deseo de convertirse en presidente, pero no avergüenza en absoluto a sus patrocinadores occidentales. Traian Basescu pone especial énfasis en Sandu.

El propio ex presidente rumano quería liderar la vecina Moldavia, pero no pudo obtener la ciudadanía. Su idea es simple: unir Moldavia a Rumania, y Dodon es un obstáculo.

“Bucarest nunca ha ocultado su disgusto por el presidente Dodon y el gobierno de Kiku. Dodon es considerado un hombre no armado en Bucarest”, – dijo Anatol Caranu, director del Centro Politicon de Estudios Estratégicos y Consultoría Política.

En este contexto, Rumania está apostando naturalmente por Sandu, y ganar la primera vuelta de las elecciones es una importante victoria psicológica para ella. Pero, ¿podrá repetir su éxito? Aquí vale la pena prestar atención al apoyo de los candidatos que no llegaron a la segunda ronda.

Andrei Nestase, un antiguo colega de Maya Sandu, obtuvo solo el 3,26% de los votos. Al mismo tiempo, Renato Moustache fue apoyado por casi el 17% de los votantes. Moustache está en contra de Dodon, pero es considerado un político prorruso, a diferencia de Sandu. Por tanto, la ex primera ministra difícilmente puede contar con un aumento significativo del electorado.

“Y en el 2016, cuando ganó Dodon, la brecha era del 4%”, dijo Nikolai Starikov, una figura pública rusa.

Confía en que el resultado de la contienda dependerá de cómo los candidatos organicen el electorado de sus rivales. Al mismo tiempo, Starikov llama la atención sobre otro aspecto del enfrentamiento. La victoria de Dodon significará fortalecer el poder presidencial en el país con una mayor promoción de la política de dos vectores que Moldavia necesita más que nunca. La alternativa a este escenario es una nueva ronda de incertidumbre. La combinación del presidente y el parlamento pro-occidental, donde la facción más grande son los socialistas pro-rusos, significa una crisis política.

“Esta situación no le conviene a nadie en Moldavia”, -dice Starikov. – “Desafortunadamente, la brecha en la sociedad moldava persiste. Y el de los candidatos que podrá mostrar una perspectiva, mostrar una imagen de futuro, ganará las próximas elecciones”.

 

"En Tiempos de Guarimba"

Conoce a quienes te quieren dirigir

La Covacha Roja

Donde encontramos ideas avanzadas

Pensamiento Nuestro Americano

Articulando Luchas, Cultivando Resistencias

RE-EVOLUCIÓN

Combatiendo al neofascismo internacional

Comitè Antiimperialista

Contra les agressions imperialistes i amb la lluita dels pobles per la seva sobirania

SLAVYANGRAD.es

Nuestra ira no tiene limites. (c) V. M. Molotov

Gli Appunti del Paz83

Internet non accende le rivoluzioni, ma aiuta a vincerle - Il Blog di Matteo Castellani Tarabini

Sociología crítica

Articulos y textos para debate y análisis de la realidad social

Hugo Chavez Front - Canada

Get to know what's really going on in Venezuela

Revista Nuestra América

Análisis, política y cultura

Avanzada Popular

Colectivo Avanzada Popular

Leonardo Boff

O site recolhe artigos e a obra do teólogo, filósofo, escritor e professor Leonardo Boff

Vientos del Este

Actualidad, cultura, historia y curiosidades sobre Europa del Este

My Blog

Just another WordPress.com site

Festival delle idee politiche

Rassegna annuale di teorie politiche e pratiche della partecipazione civile

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Miradas desde Nuestra América

Otro Mundo es Posible, Necesario, Urgente. Desde la provincia chilena

Como te iba contando

Bla bla bla bla...

Coordinadora Simón Bolívar

¡Bolívar vive la lucha sigue!

LaDu

Laboratorio di Degustazione Urbana

il Blog di Daniele Barbieri & altr*

"Per conquistare un futuro bisogna prima sognarlo" (Marge Piercy)

KFA Italia - notizie e attività

notizie dalla Corea Popolare e dalla Korean Friendship Association

KFA Euskal Herria

Korearekiko Laguntasun Elkartea | Korean Friendship Association

ULTIMOTEATRO.PRODUZIONIINCIVILI

Nuova Drammaturgia del Contemporaneo

Sociales en PDF

Libro de sociales en formato digital.

matricola7047

Notes de lectura i altres informacions del seminari sobre el Quaderns de la Presó d'Antonio Gramsci ( Associació Cultural Espai Marx)

Centro Cultural Tina Modotti Caracas

Promoción de la cultura y arte Hispanoamericana e Italiana. Enseñanza y educaciòn.

Racconti di quasi amore

a costo di apparire ridicolo

Ex UAGDC

Documentazioni "Un altro genere di comunicazione"

JoséPulido

La página del escritor venezolano

Donne in rosso

foglio dell'ADoC (Assemblea delle donne comuniste)

Conferenza Mondiale delle Donne - Caracas 2011

Just another WordPress.com site

tarot Co_creador

donde las líneas de la vida y el alma convergen

NapoliNoWar

(sito momentaneamente inattivo)

Sonia Serravalli - Opere, biografia e altro

Se non vedi i miracoli, non significa che non esistano

rivoluzionando

La Rivoluzione del Popolo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: