(VIDEO) Cile: la denuncia di Alejandro Navarro contro Piñera

Risultati immagini per Alejandro Navarro Denuncia Pineradi Virginia Pérez

Santiago, martedì 17 dicembre 2019

La denuncia penale contro il presidente Sebastian Piñera per violazione dei diritti umani è stata ammessa dal 7° Tribunale di garanzia.

Il 7° Tribunale di garanzia di Santiago, ha ammesso la denuncia per crimini contro l’umanità che il senatore Alejandro Navarro ha presentato contro il Presidente della Repubblica, per le dozzine di persone che dal 18 ottobre hanno perso uno o entrambi gli occhi a causa della repressione degli agenti statali.

“Sarà punito con la reclusione, il massimo grado è una pena che va da 15 anni e un giorno a 20 anni”, ha detto il senatore Alejandro Navarro in relazione alla denuncia di crimini per lesa umanità che ha intentato contro Sebastián Piñera, che è stata ammessa dalla corte di Santiago.
Secondo il presidente della Commissione per i diritti umani del Senato, “l’articolo 5 della Legge 20357, definisce CRIMINI DI Lesa UMANITÀ, GENOCIDIO E CRIMINI DI GUERRA: atti di violenza della polizia che hanno causato la perdita della vista a molte persone in Cile. Il presidente rischia la sanzione sopra descritta se sarà accertato di essere responsabile per: 1- mutilazione grave o 2- ferire persone, menomarle psicologicamente e/o fisicamente, renderle inabili al lavoro, disabili o gravemente deformate. “Il crimine contro l’umanità è confermato quando, è continuato, se 1- l’atto è stato commesso come parte di un attacco generalizzato o sistematico contro una popolazione civile o 2- l’attacco risponde a una politica statale o dei suoi agenti”.

Ha affermato Navarro: “Tutto ciò che è accaduto in Cile dal 18 ottobre, in cui decine di cittadini sono stati mutilati, feriti a vita, dopo essere stati repressi e attaccati sistematicamente da agenti statali, è ciò che caratterizza la legge sulla quale abbiamo basato questa denuncia per i crimini commessi e per i quali Piñera rischia fino a 20 anni di carcere”. 

Per il senatore della regione del Biobío, “l’abbiamo già ribadito, non permetteremo l’impunità, non lasceremo che accada come con Pinochet, che è morto senza aver pagato un giorno di prigione per le migliaia di morti, feriti, detenuti e scomparsi durante la dittatura”.

Continua il senatore cileno: “Gli ex presidenti del Perù, Egitto e Serbia, Alberto Fujimori, Hosni Mubarak e Slobodan Milosevic, hanno pagato con la prigione per la loro responsabilità nella violazione dei diritti umani della loro gente, e oggi in Cile continuano a essere violati i diritti umani dei cittadini, con l’utilizzo di soda caustica, proiettili, gas lacrimogeni, prodotti chimici e forza bruta.”

Questa è una denuncia che chiede giustizia, e la giustizia in questo caso per la violazione dei diritti umani è la prigione per Piñera.

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Chile: Observaciones al Acuerdo por la Paz Social y la Nueva Constitución

Risultati immagini per Chile Marchapor Virginia Pérez

Producto de la lectura del Acuerdo por la Paz Social y la Nueva Constitución he sentido una especie de ahogo intelectual que no podré superar sin antes dejar sentadas mis más sencillas observaciones en relación con la super estructura del mismo. Me desconcierta que el enunciado  no haga referencia a la justicia y equidad social que es el clamor de la sociedad al igual que una salida alejad de la institucionalidad, de allí el segundo desacierto del documento pues se acuerda una “salida institucional” para restablecer el orden público y el respeto a la institucionalidad que es en definitiva la que están rechazando los sectores populares.

Me asombra que se espere hasta abril del 2020 para impulsar el plebiscito, es decir la clase política necesita vacaciones de verano y pensar calmadamente en sus retiros mientras el Pueblo sigue sufriendo las calamidades económicas y sociales.

La segunda pregunta llama a la reflexión pues el episteme central que es la Asamblea Constituyente originaria, quedo como segunda opción en la segunda pregunta, dejando en el primer lugar una “comisión mixta integrada 50/50” entre miembros electos  y parlamentarios, estos últimos repudiados públicamente por ser sostenedores del actual sistema.

Es un hecho que el acuerdo permite que el Presidente a quien la mayoría ha solicitado la renuncia, termine cómodamente el periodo Presidencial, pues los integrantes de la comisión será en octubre del 2020 junto con las elecciones regionales para politizar las primeras hacer de una constituyente un vil instrumento partidista atado de manos toda vez que no podrá alterar el quorum ni los procedimientos de funcionamiento y adopción de acuerdos. Ni siquiera me voy a referir al reglamento de votación de 2/3 pues el populacho entiende mejor todos sus externalidades negativas.

Me complace que al menos se haya considerado  el sufragio universal obligatorios para la aprobación de la Carta Fundamental, sólo me queda la duda de porque no se estableció lo mismo para el plebiscito citado en el literal segundo del acuerdo.

Hubiese visto con buenos ojos que se integrara en la Comisión Técnica a personas de la sociedad civil y no conformarse con miembros de la oposición y el oficialismo que en definitiva no cuentan con el respaldo popular.

Calculando los plazos sería a mediados del 2022 que se estaría presentando un texto constitucional nuevo, no se comentan ni siquiera que se deben profundizar políticas sociales para apaciguar las aguas turbulentas que llevaron a tomar esta decisión; es decir la sociedad deberá seguir adelante con un régimen económico que les flagela  aún más desparpajo; ¿cuántos adultos mayores perderán la vida esperando que mejoren sus pensiones?.

Mi desconcierto llega a su máximo límite cuando con gran asombro observo que el poder originario de la constituyente debe ser aprobado por el poder constituido, el cual no sólo ha sido señalado como parte del problema, sino también rechazado socialmente; esto no es más que un verdadero exabrupto.

Cile: il senato e l’orchestra

Risultati immagini per marcha chiledi Alejandro Navarro*

2nov2019-. Cile è come il Titanic, i poveri muoiono con molti debiti; i ricchi bevono whisky; gli ufficiali guidati dal presidente cercano di salvare i privilegi dei ricchi; e il Senato suona il violino, discutendo progetti inutili. Mentre il paese sta affondando, i poveri muoiono e i ricchi vengono salvati.

Quando il Titanic, quella nave che che nemmeno Dio poteva affondare – come disse James Cameron – colpì un iceberg, l’acqua cominciò a filtrare dal basso verso l’alto. La prima classe subì lo shock dell’impatto, ma continuò a bere whisky e champagne, mentre i lavoratori e i passeggeri di terza classe nella parte inferiore iniziarono ad annegare.

L’acqua saliva gradualmente, molte persone muoiono annegate, fino a quando il caos raggiunse la prima classe. La reazione degli ufficiale della nave fu di salvare prima i più ricchi e lasciarono morire i più poveri. Che importanza ha un povero di più o un povero di meno?

Senza dubbio, una delle scene più indimenticabili del film è stata la reazione dei musicisti. Nel mezzo del caos assoluto, alla vigilia della loro morte, l’orchestra non ha fatto altro che continuare a suonare come se nulla fosse successo.

L’analogia è inevitabile, perché prima della profonda crisi sociale, il presidente Piñera ha deciso di promuovere un’agenda che non ha nulla di sociale, sono solo pannicelli caldi, in modo che possano continuare a fare affari a spese delle esigenze sociali dai cittadini. Per dare solo due esempi devo menzionare il progetto Universal Cuna Room, che commercializza l’istruzione iniziale; e il sussidio per lo stipendio minimo, che sarà pagato con lo stesso denaro dei lavoratori.

La reazione del Senato, quando accede alla discussione di questa ridicola agenda, di una disconnessione assoluta con la realtà, è una presa in giro e una buffonata, come quella dell’orchestra del Titanic: continua a fare lo stesso di sempre anche se è insignificante e poco sensato.

Ecco perché non smettiamo di urlare che il Congresso sta annegando. Smettiamo di suonare il violino per uscire dal pantano! L’unica soluzione che garantirà una via d’uscita da questa crisi sarà un’assemblea costituente. La situazione è chiara, il governo e il suo presidente hanno le  mani macchiate dal sangue dei proiettili, torture, stupri, ecc… La dirigenza politica non è in posizione di gestire la crisi perché non può o non vuole capire le richieste dei cittadini.
 
Le istituzioni politiche sono entrate nella fase terminale per la loro inefficacia. Se il Presidente non si fa da parte e il Senato non approva un’assemblea costituente, ci aspetta solo la violenza, che non è altro che la rabbia dei poveri di fronte alla miseria e all’assenza dei minimi diritti sociali.

Si richiedono le dimissioni di tutti noi, anche dei senatori, affinché il popolo decida del futuro del Cile che deve nascere, quando questo finisca di morire.

* Senatore cileno

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Virginia Pérez]

Milano 26ott2019: Presidio per il Cile

Carta abierta al presidente de Chile, Sebastián Piñera

L'immagine può contenere: una o più persone, folla e spazio all'apertopor Baltasar Garzón
infolibre.es

@fibgar_

¿Qué está pasando en Chile?

Señor Presidente:

Soy Baltasar Garzón, el juez español que ordenó la detención de Augusto Pinochet en Londres el 16 de octubre de 1998. No le conozco, ni he mostrado interés en hacerlo. Sí lo he hecho con todos los demás presidentes democráticos de su país, al que tanto quiero. Quizás por el cariño hacia el pueblo chileno y por la defensa que siempre he hecho de las víctimas, mi defensa de los pueblos originarios y de los más vulnerables, he decidido dirigirle esta misiva con profundo dolor e indignación por lo que está ocurriendo en Chile.

Señor Presidente, tal parece que chilenas y chilenos han dicho basta. Y lo están diciendo fuerte y claro. Se trata de un estallido social espontáneo que no está dirigido por partido político alguno. Una simple protesta estudiantil por el alza en el billete de metro, severamente reprimida por la policía, Carabineros de Chile, fue la mecha que encendió la rabia y la ira acumulada durante casi treinta años. Ellos han sido los ejecutores de una medida política ordenada por su gobierno.

Señor Presidente, convendrá conmigo que, debajo del pretendido milagro económico que muchos atribuyen a Pinochet, un modelo de desarrollo mantenido por la transición chilena y la posterior democracia, se esconde el triste récord de ser uno de los diez países más desiguales del mundo, al mismo nivel de Ruanda, según el índice Gini aplicado por el Banco Mundial. Es cierto que en el país existe desarrollo y mucha riqueza, pero sólo para una reducida élite política y empresarial. Así mismo, Chile posee también unas cifras macroeconómicas inmejorables, con un sostenido crecimiento durante décadas, pero con un paulatino y constante empobrecimiento y endeudamiento de la inmensa mayoría de la ciudadanía, que este año alcanzó su máximo histórico, según la prensa y el propio Banco Central. Su país, señor Presidente, también ingresó hace años en el selecto club de las naciones ricas, la Organización para la Cooperación y el Desarrollo Económico (OCDE), como flamante país desarrollado, con altos niveles de productividad y competitividad, pero, nuevamente, a costa de bajos salarios de los trabajadores y de una casi total desprotección social.

Como la máxima autoridad política, usted debe saber que la Constitución que rige actualmente en Chile fue adoptada en plena dictadura militar, mediante la celebración de un referéndum que tuvo lugar mientras los testaferros de Pinochet torturaban, asesinaban y desaparecían a los opositores políticos. Esa Constitución experimentó varias modificaciones para hacer posible la transición y luego la entrada en democracia, y ha sido reformada después en innumerables ocasiones, pero su espíritu y su orientación sigue siendo la misma. No hay un Estado “social” y democrático de Derecho, sino un Estado “liberal” o “neoliberal” o “subsidiario” de Derecho. Ello implica que, salvo excepciones, los servicios públicos del Estado son de mala calidad, pensados para personas de muy escasos recursos o indigentes, por lo que quien quiera acceder a ellos en condiciones adecuadas, debe contratarlos en el mercado. Así ocurre con la educación, con la sanidad, con las pensiones, con el transporte y con un largo etcétera. Realmente, pese a los esfuerzos de algunos gobiernos progresistas, no existe Estado de Bienestar. En la lógica neoliberal el Estado debe ser pequeño, lo más pequeño posible, por lo que si alguien quiere acceder a servicios de calidad, debe pagarlos con sus propios recursos, convirtiendo así a ciudadanas y ciudadanos en meros consumidores de servicios privados.

Es por ello, señor Presidente, que en los últimos años se han dejado ver las protestas de estudiantes secundarios y universitarios, de pensionistas, de trabajadores que reclaman un sueldo digno, sin que sus demandas hayan sido debidamente atendidas. Se ha hecho patente el descontento, la falta de expectativas, la indiferencia de las autoridades y sus promesas incumplidas, sumado a millonarios escándalos de corrupción de grandes empresas, de políticos, incluso del Ejército, del propio cuerpo de Carabineros de Chile y, cómo no, de usted mismo. Usted está acusado de enriquecerse presuntamente en forma ilícita en la dictadura y de evadir impuestos de bienes inmuebles durante treinta años. Todo ello hizo que una leve alza en el precio del metro fuera la gota que rebosó el vaso, unida a una descontrolada y brutal represión policial sobre estudiantes secundarios.

La violencia engendra violencia

Quizás no le guste oír esto, pero usted, como presidente, frente a una protesta social sin precedentes en democracia, y con los neoliberales herederos de Pinochet que gobiernan actualmente el país, no han encontrado mejor salida que implementar una estrategia que conocen muy bien: acudir al Ejército para que los militares nuevamente salgan a la calle a reprimir a la gente.

De más está decir que la violencia engendra más violencia, que no se puede combatir el fuego con gasolina, que con los militares en la calle tarde o temprano habrá heridos graves y más muertos. El ejército no está preparado para controlar el orden público, sino para hacer la guerra, para doblegar al enemigo o destruirlo. Siempre que los militares salen a la calle, incluso si es para “combatir” o “luchar” en una supuesta guerra a la delincuencia, las cosas no han hecho más que empeorar. La delincuencia, los saqueos y desmanes no cesan, sino que a ellos se suma la violencia estatal, que se ejerce de manera indiscriminada y que luego se oculta de la peor manera para garantizar su impunidad. Pero, señor Presidente, usted y el gobierno que dirige se equivocan de objetivo: El pueblo no es el enemigo sino la víctima, y al pueblo hay que protegerlo y no castigarlo con medidas de excepción.

“¡Hemos perdido el miedo!”, dicen chilenas y chilenos en redes sociales, “¡Chile despertó!”, es uno de los lemas de este movimiento social espontáneo que ya comienza a organizarse. “¡Esto no ha hecho más que empezar!”, aseguran otros. “¡Tenemos que seguir!”, afirma un campesino al ver cómo ante las protestas, aquel río seco ayer fluye hoy a caudales después de que una importante empresa liberase el agua injustamente arrebatada a quienes subsisten de la agricultura.

Por nuestra parte, seguimos y seguiremos muy atentos a lo que ocurre en Chile. Sepan que las violaciones de los derechos humanos que se están cometiendo y los crímenes perpetrados en contra de la población civil, esta vez no quedarán en la impunidad porque, además de la Fiscalía de Chile y del Instituto Nacional de Derechos Humanos, existe la Jurisdicción Universal, existe la Corte Penal Internacional, el Sistema Interamericano de Derechos Humanos y una comunidad internacional atenta y vigilante, que no permitirá que en Chile se vuelvan a repetir los horrores del pasado.

No le quepa duda, señor Presidente, que no somos de la opinión del secretario general de la OEA, que echa la culpa de todo lo que ocurre en Latinoamérica a Cuba, Venezuela, Rafael Correa, Lula da Silva, Cristina Fernández de Kirchner o Alberto Fernández y de quienes discrepan de la ola neoliberal que nuevamente con el patrocinio del norte, como aconteciera en los años 70, asola el continente. Esta vez no nos vamos a dejar engañar ni humillar por aquellos que de nuevo quieren avasallar y acabar con la resistencia y expresión democráticas del pueblo.

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Baltasar Garzón es jurista y miembro del Consejo latinoamericano de Justicia y Democracia.

Chile: Corte de Apelaciones suspende remate de Río Queuco en el Biobío

por Prensa Senador Alejandro Navarro

“Este es un triunfo no solo para los miles de Pehuenches del Alto Biobío cuya vida se iba a ver afectada por la venta de las aguas del Queuco, sino que para todo Chile, para los 17 millones, pues es claro que el agua debe volver a ser un bien de uso público y dejar de pertenecer a las empresas”, manifestó el senador Alejandro Navarro, tras acogerse el recurso de protección que presentó junto a Carmen Paine, Werkén de la Comunidad Indígena Butalelbun a fin de paralizar el remate del estero.

De acuerdo al senador progresista, “estamos muy contentos pues es un hito histórico; la corte acogió nuestro recurso judicial, la orden de no innovar, por lo que el polémico remate del Río Queuco en Alto Biobío se suspende”.

“El remate de estas aguas no va. Y es tremendamente importante lo que ha resuelto la Corte de Apelaciones de Concepción, pues nuestro principal argumento en el recurso fue que el remate no estaba tomando en consideración los derechos de los pueblos originarios y los tratados internacionales que Chile ha suscrito al respecto, como el Convenio 169 de la OIT y la consulta indígena”, señaló.

 

Navarro agregó que, “asimismo, argumentamos que se vulneraba el Artículo 19 de la Constitución respecto al principio de igualdad ante la ley, y el Derecho Humano al Agua, establecido en la Resolución 64/292 de las Naciones Unidas, todo lo cual fue entendido con alta sensibilidad por el pleno de la Corte”.

“Este remate fue un tremendo error por parte del Ministerio de Obras Públicas y de la Dirección General de Aguas. Ellos no pueden rematar agua, menos un río que es claramente público, de uso de comunidades indígenas, fundamental para la vida de los Pehuenches de Alto Biobío”, añadió.

Debate por el Código de Aguas y Carretera Hídrica

Navarro recordó que “la agricultura y la ganadería se han visto tremendamente afectadas por la sequía. No solo en el norte, en nuestra región también hay sectores que la requieren con urgencia, por lo que nos opondremos a cualquier proyecto de Carretera Hídrica que con el argumento de llevar ayuda, pretenda limitar los recursos hídricos del Biobío”.

“Asimismo, esperamos que el Código de Aguas que se debate en el Parlamento, sea la Ley que Chile necesita, con el regreso de la propiedad del agua a la gente, con el agua como Bien de Uso Público, y no como un elemento de consumo con el cual se puede presionar, transar, o especular en remates, como hoy estuvo a punto de ocurrir. El agua debe volver a ser para y de los chilenos y chilenas”, finalizó el senador por la Región del Biobío.

 

(VIDEO) Pablo Sepúlveda Allende responde al informe fake de Bachelet

Lo más importante de la visita Michelle Bachelet a Venezuela

Immagine correlatapor Gian Carlo Di Martino 

Por si al mundo no le han bastado las imágenes de Orlando Figuera prendido en fuego por la oposición, ni los terroristas llamando a que los gringos estrangulen económicamente al pueblo venezolano, ni los golpes de estado, ni los intentos de magnicidios, ni el robo que hace “Juanito Alimaña” Guaidó del dinero de hacerle el trasplantes de médula ósea a los niños enfermos en el exterior, entre otras tantas aberraciones y crímenes de lesa humanidad, ahí tienen las salvajes arremetidas en contra de Michelle Bachelet, Alta Comisionada para los Derechos Humanos de las Naciones Unidas.

¿Van a ignorar los representantes de la OEA, de la misma ONU, los presidentes de los países cuyos gobiernos se le arrodillan a Donald Trump, la manera inapropiada, indecente, descortés, como trataron a la señora Bachelet? Fue increíble como un grupo de usuarios de Twitter y demás redes sociales, actuando a imagen y semejantes de sus líderes desestabilizadores, emprendieron una brutal agresión en contra de la Alta Comisionada.

A Bachelet todos esos presidentes y representantes de organizaciones mundiales a las cuales hago referencia, le deben una disculpa pública, primero fueron los cabecillas de los grupos terroristas en Venezuela que, al no verse totalmente complacidos, emprendieron unas severas y destempladas críticas en su contra, luego en esa misma línea de violencia los adeptos de esa oposición golpista se desbordaron en insultos hacia ella, y la agredieron no solo como funcionaria de un organismo multilateral, sino en lo personal, en lo familiar.

No es mi intención absolver de esas acciones vandálicas a ninguna persona, pero si debo aclarar, que mucha gente actuó de esa forma porque es la enseñanza recibida, porque es lo que siempre ha tenido como marco de referencia de los cabecillas de la oposición venezolana, que desde que el presidente Hugo Chávez asumió el poder, lo único que han hecho es llamar a la insurrección, al desorden, a la anarquía, a cometer los crímenes más atroces, incluso, contra niños que son algo sagrado en la vida.

Michelle Bachelet debe saber, ya por experiencia propia, que el problema más grave que tiene Venezuela es que no cuenta con una oposición de verdad. Mejor dicho, en Venezuela no existe oposición, lo que hay es un grupo de terroristas, de criminales agitando a la población, para que participe en un golpe de estado, dar al traste con la revolución bolivariana, y poder concretar ese viejo anhelo de entregar el país al imperio gringo, sin embargo, aun así, el Gobierno revolucionario en su característica condición tolerante y condescendiente, la reconoce y le otorga esa honrosa y digna categoría de “oposición”.

Por eso han fracasado las decenas de diálogos que ha pedido públicamente el presidente Nicolás Maduro Moros. Ojalá y sigan adelante las conversaciones que por su iniciativa se llevan a cabo en Oslo, Noruega, en función de la paz, de la convivencia, eso es lo que quiere la mayoría de mis connacionales. Y cuando digo la mayoría, aunque no tengo cifras al respecto, lo digo basado en que, a pesar de toda la avanzada en contra de la revolución en Venezuela y el mundo, Maduro sigue en el poder, tiene un pueblo que lo apoya, que evidentemente rechaza la violencia y el terrorismo. Eso se puede percibir hasta en las colas para echar gasolina o comprar comida. La gente espera paciente, no quiere escándalos, disturbios; Venezuela, señora Bachelet, desea vivir tranquila, salir todas las mañanas a trabajar y a estudiar con esa normalidad y pacifismo que, lamentablemente, nos arrebata constantemente esa mal llamada oposición venezolana con sus aventuras sediciosas.

Usted, señora Michelle Bachelet vivió, en unos pocos días, el rigor de esa agresión mediática que minuto a minuto, segundo a segundo, ejecuta en contra nuestra, el terrorismo que pretende tomar el poder por asalto, con el apoyo de los medios de comunicación y del gobierno norteamericano. Hablamos de un grupo de delincuentes intolerante –aunque en realidad desconozco si se puede hablar de delincuentes tolerantes-, con los que es imposible hablar, llegar a acuerdos, para que sea posible una vida en sana paz, la vida que, repito, queremos y merece la mayoría de mis compatriotas.

Y me disculpa si le resulta de mal gusto lo que voy a concluir, pero creo que lo más importante – aparte de sus gestiones para que se sigan garantizando los derechos humanos en Venezuela, obviamente-, es que conoció in situ la injusta arremetida de esos bandoleros.

Ningún chavista se la contó, no la leyó en ningún medio de comunicación revolucionario, ni la vio por la televisión del estado, usted misma, lamentablemente, la vivió. Y no creo que le haya quedado alguna duda, de la condición belicosa y delincuencial de los cabecillas de esas organizaciones terroristas que hacen en Venezuela de partidos políticos, como Voluntad Popular, Primero Justicia, Un Nuevo Tiempo, Acción Democrática y otros grupúsculos que no vale la pena ni mencionar.

Sepa, y se lo digo muy respetuosamente señora Michelle Bachelet, que nosotros siempre hemos dicho la verdad sobre las acciones hamponiles de esos revoltosos, pero desafortunadamente, ha sido, sino silenciada, distorsionada por la canalla mediática nacional e internacional. Y, en el peor de los casos, llega con toda veracidad luego que logramos burlar el bloqueo comunicacional de la derecha y la ultraderecha mundial, pero entonces las debidas instancias internacionales se hacen los mudos, los ciegos y los sordos, cuando ven que detrás de todo el entramado golpista venezolano está el imperio gringo con sus países satélites.

Por eso me complace tanto, que usted haya venido a Venezuela atendiendo una invitación de nuestro presidente Nicolás Maduro Moros, quien siempre ha hecho una gestión tendente a fortalecer los derechos humanos de los venezolanos sin distingos de ideologías políticas ni colores partidistas.

Que usted se dé cuenta señora Bachelet, como en Venezuela hay oponentes que delinquen –y hablo de organizar golpes de estado, cometer o provocar repudiables asesinatos, crímenes de lesa humanidad, incluso, intentos de magnicidio-, y después pretenden evadir la justicia amparándose en la inmunidad parlamentaria, o haciéndose llamar descaradamente presos políticos con el apoyo de Donald Trump, como si Trump fuera el presidente de Venezuela y el dueño de los derechos humanos del resto de los seres vivos que habitamos este planeta.

Bachelet y los golpistas del “Opus dei”

por psuv.org.ve

Mensaje a Bachelet: los golpistas del Opus Dei que atentaron contra Allende son los mismos de Voluntad Popular que asedian al pueblo de Venezuela

El periodista Manuel Pérez Iturbe, del Movimiento Psicoperiodismo Necesario, que trabaja en Venezuela en la conformación de un Tribunal de Conciencia para lograr la condena moral contra los países que asedian al pueblo venezolano, en especial Estados Unidos, pudo entregar a la Alta Comisionada de Derechos Humanos de la ONU, Michel Bachelet, el siguiente mensaje:

Excelentísima Señora Michelle Bachelet
Jefa de la Oficina del Alto Comisionado de las Naciones Unidas para los Derechos Humanos.

Debemos empezar por un recuento histórico.
En el año 1969 El gobierno del presidente Rafael Caldera, miembro del Opus Dei, allanó la Universidad Central de Venezuela (UCV). Dicha Universidad fue cerrada, el Rector electo democráticamente fue destituido y remplazado por un opusdeísta quien clausuró, entre otras, la escuela de Periodismo donde yo estudiaba.

Allanaron la inmunidad parlamentaria a senadores y diputados, entre ellos al periodista senador Miguel Angel Capriles, editor de la cadena de medios mas importantes para esa época.

Allanaron la famosa Torre de la Prensa. Allí editábamos la Revista Reventón, medio humorista de esa época. Todos, jóvenes, fuimos acusados y enjuiciados por tribunales militares por vilipendio al Comandante en Jefe Presidente de la República Rafael Caldera.

De mi parte fui a Chile donde obtuve refugio político y tuve el honor de trabajar con el Presidente Salvador Allende, desde Chile Films como productor asociado hasta el 11 de septiembre del 1973 cuando fui capturado y ocultado en un cuartel de carabineros, luego torturado por un comisario enviado de Venezuela llamado Luis Posada Carriles, acompañado por el también comisario de la Disip Hermes Rojas Peralta y el preguntón, todo torturador tiene un preguntón. Milos Alcalay quien hoy funge como ministro de relaciones exteriores, en la sombra, de Juan Guaidó.

Así se llevó a cabo la operación Kissinger – Calvani (*) para derrocar al Doctor Allende.

A mis 70 años de vida le digo con toda responsabilidad que los mismos golpistas del Opus Dei, que atentaron contra el presidente mártir Doctor Salvador Allende, llamados “Patria y Libertad” que acompañaron al dictador Augusto Pinochet. Los mismos que asesinaron al general René Shneider y torturaron hasta causarle un paro cardíaco a su padre, General Alberto Arturo Miguel Bachelet Martínez el 13 de marzo de 1974, al General Carlos Prats y Sra, Eduardo “Coco” Paredes, Víctor Jara, José Toá, Bernardo Leighton y Sra. En Washington al canciller Orlando Letelier y miles de chilenos y chilenas que soñaban con una patria buena.

Ahora, esos mismos, aquí en Venezuela, cambiaron de nombre, “Voluntad Popular”, son los mismos golpistas del Opus Dei que prometen públicamente, cobrar, exterminar y asesinar al pueblo venezolano chavista, en nombre de Dios para restablecer la supuesta democracia representativa que el pueblo de la República Bolivariana de Venezuela abolió en elecciones libres, el mes de diciembre de1999 cuando se aprobó la Constitución que estableció la Democracia Participativa en la República Bolivariana de Venezuela.

Pretendieron dar un golpe el 11 de abril del año 2002 contra el Presidente Chávez, el 4 de agosto del 2018 atentaron contra el Presidente Nicolás Maduro con un ataque con drones y mas recientemente, el 30 de abril 2019, intentaron un nuevo golpe de Estado el cual fracasaron.

Exelentísima Señora Bachelet, estamos convocando al Tribunal Russell y a cantidad de organizaciones nacionales e internacionales de defensa de los Derechos Humanos, a Tribunales de Conciencia alertando que, lo que ocurre en Venezuela es una gran conspiración, financiada por grandes corporaciones internacionales dirigidas desde el gobierno de los Estados Unidos, por empresarios petroleros, numerarios del Opus Dei, el sionismo internacional que pretende adueñarse de las grandes riquezas que posee nuestro país, la República Bolivariana de Venezuela. Esas personas deben ser juzgadas por “crímenes de lesa humanidad” contra el pueblo de Venezuela, por bloquear financieramente al país para impedir la adquisición de medicinas y alimentos, así como productos de primera necesidad, el ciber-ataque al sistema eléctrico que colapsó todos los demás sistemas de comunicaciones, de agua. Aplicando la Doctrina Monroe, América para los americanos y declarar que Venezuela es una amenaza para los Estados Unidos.

Manuel Pérez Iturbe
Un venezolano capturado el 11 de septiembre de 1973 en Santiago de Chile, ocultado y torturado por las mismas fuerzas fascistas que hoy pretenden derrocar al legítimo gobierno de la República Bolivariana de Venezuela.

(*) Aristides Calvani, Canciller del gobierno del Presidente Rafael Caldera, numerario fundador del Opus Dei en Venezuela, autor de la doctrina Calvani que gue generó la guerra civil en Centro América para exterminar el “Comunismo” en nombre de la libertad.

(VIDEO) Il senatore cileno Navarro: «L’Enel avvelena la comunità di Coronel»

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è img_2543.jpgdi Romina Capone

Napoli, 12apr2019.- Mercurio, arsenico, piombo, nichel e altri metalli pesanti contaminano la comunità di Coronel. La centrale termoelettirica Endesa Bocamina di proprietà del gruppo Enel, alimentata a carbone, intossica gli abitanti inquinando l’aria, la terra e le acque del sud del Cile. A denunciare quanto sta accadendo è il senatore cileno Alejandro Navarro Brain il quale è accompagnato in Italia da Juana Hernandez (rappresentante delle famiglie vittime dell’inquinamento) e dal dottor Fredy Jelvez per incontrare l’amministratore delegato della multinazionale. La centrale termoelettrica è situata a soli dieci metri dal centro abitato e a cento metri da un edificio scolastico. Le analisi cliniche di sangue e urine hanno riscontrato che 17 alunni, 5 docenti e 2 genitori sono stati contaminati da metalli pesanti. Risulta elevato il numero di tumori e malattie neurologiche geneticamente trasmissibili. La popolazione è affetta da allergie croniche a seguito dell’inalazione dei fumi di scarico. Inquinata è anche l’acqua apportando ingenti danni alla loro economia che si basa in parte sulla pesca. I terreni sono incoltivabili.

 

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è img_2537.jpg«La centrale di proprietà italiana emette quotidianamente tonnellate di materiale tossico. Quando sono arrivato a Napoli mi hanno raccontato la triste realtà della Terra dei Fuochi. Capisco bene cosa vuol dire vivere in un territorio inquinato e contaminato. Stiamo sostenendo una dura lotta affinché vengano rispettati i diritti dell’ambiente e della salute. La causa contro in gigante Enel, portata in tribunale, l’abbiamo vinta una volta. Il giudice ha emanato, a 13 dirigenti dell’Enel, il divieto di lasciare il Paese» afferma Navarro e continua «Il nostro unico aiuto giunge dalle famiglie vittime dell’avvelenamento. Sono le mamme dei 17 alunni che lottano per avere giustizia. Solo grazie a loro abbiamo raccolto innumerevoli denunce. La mobilitazione popolare ci è di grande sostegno. Sarà una dura lotta contro la grande multinazionale capitalista che inizialmente chiedeva 138 dollari americani ogni megawatt/h ma siamo riusciti a far abbassare la cifra fino a 38 dollari MW/h. Inoltre l’azienda, dietro ricatto, non permette ai propri dipendenti di poter fare causa alcuna fino all’anno 2052. Ci ritroviamo in Cile a dover affrontare e risolvere un grave problema causato da una multinazionale italiana. Dopo aver appreso l’emergenza di Bagnoli, Acerra e tutta l’area della terra dei fuochi, ci siamo resi conto che la situazione ambientale è decisamente molto peggio della nostra. La politica deve responsabilizzarsi di fronte a questi disastri ambientali. Così come deve farlo il governo, i comuni e i cittadini. Se i politici non mettono in agenda il tema della salute ambientale e dell’uomo allora bisogna togliere di mezzo questi politici. Mi sento in colpa nei confronti delle nuove generazioni. La lotta per la vita è la prima lotta da vincere». Inoltre, il Senatore Navarro ha anche fatto riferimento allo scandaloso caso di Assange, un chiaro esempio oggi di prigioniero politico, per spiegare come funzione il sistema odierno di oppressione: «Vedete che chi come Assange mette a disposizione dei cittadini, gratuitamente, le informazioni delle grandi imprese multinazionali e di chi le comanda politicamente, viene perseguito ed arrestato, mentre chi invece consegna, dietro pagamento, le informazioni dei cittadini a quelle stesse grandi multinazionali, viene indicato ad esempio come uomo dell’anno», un lampante esempio di come funziona il mondo alla rovescia, per dirla con Eduardo Galeano.  

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è img_2539.jpgJuana Hernandez è la testimonianza diretta di quello che sta accadendo a Coronel: «Il servizio medico statale ci ha comunicato che un quarto dei bambini della scuola di cui io sono la preside sono malati. Sono affetti da allergie croniche permanenti. Da leucemia. Da cancro e da tumori mai visti prima. Hanno un elevato deficit di apprendimento» continua il suo racconto «il tema energetico ossia la corrente elettrica è senza dubbio indispensabile per poter vivere. Ma gli effetti collaterali nessuno li ha considerati. Lo stato cileno, il quale non si sente responsabile di quanto sta accadendo, ha deciso che il nostro vicino di casa doveva essere un mostro gigante che sbuffa cenere e carbone in una discarica a cielo aperto nel centro storico del paese. Noi ora ne stiamo pagando le conseguenze. Vogliamo che l’Enel ci dia ascolto. Il loro denaro non è quello che ci interessa. La comunità di Coronel ha bisogno di salute, di poter vivere in un ambiente libero dall’inquinamento. Vogliamo ricominciare a sognare insieme ai nostri figli su ciò che sarà il loro futuro ad oggi incerto».

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è img_2533.jpgDenunciare il danno ambientale è l’unica strada da intraprendere per il diritto alla salute dei popoli. Tramandare alle nuove generazioni l’importanza della qualità dell’ambiente, dei beni culturali per la salvaguardia dell’intero pianeta Terra spiega Maria Teresa Iervolino attivista politica, docente del liceo scientifico Labriola i cui studenti erano presenti all’incontro tenutosi a Palazzo San Giacomo.

«Ci siamo sentiti in dovere di ospitare a Napoli il senatore Navarro perché sono troppe le assonanze tra l’Italia e il Cile» sostiene Elena Coccia consigliera della città Metropolitana di Napoli e presidente della commissione cultura del Comune di Napoli affiancata da Laura Marmorale Assessore ai Diritti di cittadinanza ed alla Coesione sociale – relazioni internazionali, solidarietà popolare e cooperazione decentrata, da Ciro Borriello Assessore al verde urbano e allo sport, da Raffaele Del Giudice Assessore all’ambiente, da Amarilis Gutiérrez Graffe politologa ed esperta delle Relazioni internazionali, da Tommaso Sodano politico, agronomo e attivista per i diritti ambientali e da Gianmarco Pisa dei Corpi Civili di Pace.

“Se volete il lavoro dovete tenervi l’inquinamento” rimbomba in tutto l’universo questo slogan dai caratteri imperialisti. Rimbomba nella testa delle vittime dell’Italsider, nella testa delle vittime del termovalorizzatore di Acerra, rimbomba nella testa delle vittime all’Isochimica di Avellino, sul Formicoso dell’Irpinia. Rimbomba fino al sud del Cile, dove la centrale dell’Enel eroga energia per il Cile del Nord, dove di tutto lo stabilimento solamente quaranta operai sono cileni; il resto proviene dall’Italia. Sembra un film già visto con i sottotitoli in lingua italiana. L’Ilva di Taranto in Puglia, o l’Isochimica in Calabria, giusto per fare un esempio, tutte funzionali all’economia del nord Italia a dimostrazione che il liberismo non solo distrugge se stesso ma distrugge anche la Terra.


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Napoli 12apr2019: Diritti umani ed ambiente con il senatore cileno Navarro

L'immagine può contenere: cielo, nuvola e spazio all'apertodi Maite Iervolino 

Il senatore Alejandro Navarro è  in viaggio in Italia insieme alla dirigente scolastica cilena Juana Hernández e al dott. Fredy Jelvez per incontrare le istituzioni e rappresenti delle multinazionali con sedi centrali nel nostro Paese per denunciare chiaramente il danno ambientale e il rischio per la salute pubblica cilena, soprattutto dei bambini, che la Centrale Endesa Bocamina ha provocato e sta continuando a produrre.

Venerdì 12 aprile 2019
dalle ore 16:00 alle 19:00
Palazzo San Giacomo, Sala Giunta Comune di Napoli 

Come accertato dalla Procura, dal Ministero della Salute e dalla Polizia Investigativa del Cile le emissioni della centrale hanno implicato la presenza di metalli (come vanadio, mercurio, piombo o zinco) nell’ambiente e nelle persone, con una situazione estrema che colpisce migliaia di bambini, che hanno livelli pericolosi di mercurio, piombo, arsenico e altri metalli pesanti nel sangue. Davanti a queste questioni di interesse globale non si può rimanere indifferenti e in silenzio, perciò Napoli accoglie il Senatore Navarro con il suo staff organizzativo e sente la necessità di sostenere la denuncia contro i rischi gravissimi provocati dalla presenza delle multi-nazionali e, sull’esempio di Coronel, di segnare una strada per la collaborazione con gli altri popoli sostenendo incondizionatamente il diritto alla salute nel mondo.

Introduce e coordina:

Maria Teresa Iervolino detta Maite, attivista politica, scrittrice e docente alla scuola secondaria superiore.

intervengono:

Elena Coccia, consigliera della città Metropolitana di Napoli e presidente della commissione cultura del comune di Napoli.

Alejandro Navarro, Senatore della Repubblica Cilena

Laura Marmorale, Assessore ai Diritti di cittadinanza ed alla Coesione sociale – relazioni internazionali; solidarietà popolare; cooperazione decentrata –

Ciro Borriello, Assessore al verde urbano e allo sport

Raffaele del Giudice, Assessore all’ambiente

Amarilis Gutiérrez Graffe, politologa ed esperta delle Relazioni internazionali

Tommaso Sodano, politico, agronomo e attivista per i diritti ambientali

Gianmarco Pisa, Corpi Civili di Pace 

È stato invitato il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris.

Encendida crítica del nieto de Allende por Venezuela

por Pablo Sepúlveda Allende
politika.cl

Este domingo en el periódico mexicano La Jornada apareció una columna escrita por Pablo Sepúlveda Allende, nieto del expresidente Salvador Allende, en la cual levanta una sólida defensa del gobierno de Nicolás Maduro, repudia las presiones e injerencias de Estados Unidos y los gobiernos sudamericanos y repasa al Frente Amplio y a sus líderes por su alineamiento con las derechas latinoamericanas.

¿No son, acaso, exactamente los mismos poderes fácticos que desestabilizaron y provocaron el golpe de Estado contra Allende, los que han estado permanentemente desestabilizando y asediando a la Venezuela bolivariana?

Por eso resulta insultante la falta de ética, y la doble moral de figuras políticas visibles que aún se atreven a llamarse representantes de los ideales de izquierda –como, sólo por nombrar algunos, el presidente Pedro Sánchez, la senadora Isabel Allende, la ex candidata presidencial Beatriz Sánchez y sus falderos Giorgio Jackson y Gabriel Boric–, quienes reproducen exactamente el mismo discurso de la derecha mundial para criminalizar a la revolución bolivariana, pero son incapaces de señalar con vehemencia –como sí suelen hacerlo contra el venezolano– al gobierno de Estados Unidos como autor de los peores crímenes contra la humanidad en los pasados 70 años. Sólo en lo que va del siglo XXI sus intervenciones militares en Afganistán, Irak, Libia y Siria han dejado millones de muertos, millones de refugiados, países devastados e inmersos en el caos.

¿Es analfabetismo político? ¿Confusión ideológica? ¿Cobardía política? ¿Doble moral? ¿O es el oportunismo, lo que no les permite alzar su voz para denunciar y rechazar la anunciada intervención militar en Venezuela por Estados Unidos?

Existe un escenario prebélico muy claro en Venezuela y lo único que se les ocurre declarar en medios y redes sociales es que Maduro es un dictador, que viola de los derechos humanos, que hay una persecución política a quien opina diferente, etcétera. Todas ellas, gigantescas falacias del mismo tamaño de las corporaciones mediáticas que las fabrican. Poco o nada dicen sobre el sociópata Trump y la camarilla de criminales de guerra que lo rodea.

Con el mayor de los cinismos, vienen a decir que Venezuela o Nicaragua dañan a la izquierda ¡Vaya desfachatez! ¿Con que autoridad, a estas alturas, se autoproclaman de izquierda? Daño le hace a la noble lucha y al genuino ideal de izquierda la indefinición, la desideologización, el no asumirse anticapitalista, antineoliberal, el decir que el imperialismo es un concepto trasnochado, que con todo su poderío económico y militar sigue pretendiendo quitar y poner gobiernos afines a sus intereses, a punta de sangre y fuego, sin disimulo ni pudor alguno.

Daño le hacen a la izquierda si ya no luchan y si no se atreven a alzar su voz contra las terribles injusticias que son producto de ese sistema de despojo permanente.

Si ya no creen verdaderamente en la alternativa socialista para trascender este sistema criminal e inmoral, es mejor que no se llamen de izquierda.

Con todos los errores y problemas que pueda haber, ustedes no tienen autoridad moral para señalar a Venezuela, a Nicaragua o a Cuba como dictaduras que como política violan los derechos humanos. Sean consecuentes y leales a los anhelos de justicia de las mayorías. Groso daño hace a la política y a la izquierda, criticar irresponsablemente a los procesos políticos que deciden ser soberanos y que les toca, nada más y nada menos que enfrentar a los poderes fácticos de la plutocracia mundial.

Hoy por hoy, en Venezuela está en curso un golpe de Estado que pretende abrirle las puertas a una intervención militar. En esta ocasión, el gobierno estadunidense no está detrás –como sí lo estuvo solapadamente aquél fatídico 11 de septiembre de 1973–, hoy está adelante del golpe, anunciándolo, violando toda norma del derecho internacional y la Carta de la Naciones Unidas.

Recordemos que la excusa que hasta el día de hoy utiliza la derecha chilena para justificar el golpe de Estado es la honda crisis que atravesaba el país (palabras del propio tirano). Sabemos que esa crisis fue, en gran medida, provocada por la asfixia económica que decretó Nixon. Hoy, en Venezuela, la crisis económica es también, en gran medida, provocada por los poderes económicos nacionales y trasnacionales. Esa crisis, a la que convenientemente quieren catalogar de crisis humanitaria, es la excusa para justificar lo injustificable: la intervención militar.

Tal vez sea mucho pedir que apoyen abiertamente a la revolución bolivariana, pero si dicen ser demócratas, humanistas y de izquierda, sí me atrevo a exigirles que, en este momento histórico, no titubeen en tomar posición del lado correcto de la historia, del lado del respeto a la soberanía y la autodeterminación del pueblo venezolano y de todos los pueblos del mundo, del lado del respeto al derecho internacional, del lado de la paz. Debemos tener la audacia y el coraje de luchar decididamente contra los intentos injerencistas y golpistas, sin ambigüedades ni medias tintas. Es nuestro deber. El momento histórico lo exige. Están a tiempo de rectificar. La historia los juzgará.

Pablo Sepúlveda Allende: nieto de Salvador Allende; médico, coordinador del capítulo venezolano de la Red en Defensa de la Humanidad.

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