(VIDEO) Internazionalismo e lotta di classe ai tempi del Covid-19: L’attualità del socialismo

Il Partito dei CARC - Federazione... - Partito dei CARC ...Oggi giovedi 14 maggio, in diretta sulla pagina Partito dei CARC – Federazione Campania, Fabiola D’Aliesio conduce ResistenzaOnAir, ore 19.00.

Internazionalismo e lotta di classe ai tempi del Covid-19: L’attualità del socialismo.

In collegamento:

Indira Pineda Daudinot, Consolato Generale della Repubblica Boliviana del Venezuela a Napoli. Sull’esperienza sanitaria di Cuba e del Venezuela.

– (dalla Cina) Francesco Barchi, sinologo. Sulla Sanità della Repubblica Popolare Cinese.

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Mantova: PC condanna l’aggressione al Venezuela bolivariano

L'immagine può contenere: 1 persona, il seguente testo "QUIEN VENGA DISPUESTO A' MATARNOS TAMBIÉN DEBE VENIR DISPUESTO A MORIR"PARTITO COMUNISTA
MANTOVA

Condanniamo risolutamente l’attacco perpetrato alla Repubblica Bolivariana del Venezuela da parte di un commando di mercenari colombiani, avvenuto la mattina di domenica 3 maggio 2020.

Il popolo venezuelano deve essere rispettato così come il suo legittimo governo, va condannata l’arroganza degli Stati Uniti, i loro mezzi aggressivi sempre pericolosi che non vogliono accettare i popoli che decidono liberamente il loro destino e scelgono un modo di società ben diversa da quella capitalistica, ovvero una società socialista, basata su giustizia e uguaglianza.

Occorre quindi mantenere sempre viva la solidarietà col popolo venezuelano e il suo legittimo presidente, incentivare la solidarietà internazionale a favore di un popolo degno, esempio nella lotta di classe ed antimperialista.

Comunicado de las familias de Alfredo Chirinos y Aryenis Torrealba

por aryenisyalfredoinocentes

¡¡A 45 días de la privativa de libertad!!

Hoy 16/4/020 se cumplen los 45 días reglamentarios de la medida cautelar emitida por la jueza Karol Padilla, tribunal 1 de terrorismo, el día 2 de marzo a las 8pm en la audiencia de presentación de Alfredo Chirinos y Aryenis Torrealba.

Esto quiere decir, que a partir de mañana ese tribunal puede FIJAR fecha de la audiencia preliminar, a pesar que según Gaceta Oficial el TSJ mantiene sus servicios suspendidos por CUARENTENA. Por lo cual queremos resaltar lo siguiente:

1) A la fecha la defensora impuesta por el tribunal en la audiencia de presentación Dra. Hanoi Navarro Defensora 48, NO ha establecido comunicación alguna vía telefónica con ninguno de los familiares, aún teniendo los números de contacto. NO ha hecho la diligencia para obtener el expediente. La jueza Karol Padilla lo mantiene en su poder. No fue posible lo entregara el día 13/3/020 previo a la medida de cuarentena, a pesar que los familiares se apostaron en el TSJ desde las 8am hasta las 4pm y fueron desalojados por los alguaciles del TSJ, sin obtener respuesta alguna ni de la defensora publica ni de la jueza.

2) No se les ha permitido la juramentación de su abogado privado.

En la última llamada permitida a Aryenis nos informó que los detenidos del buque Negra Hipólita les permitieron la juramentación de su abogado privado. Está información la constatamos con las familias y es cierta. NADIE nos ha dado la información oficial de que el proceso continúa, tampoco de que puede nuestra defensa privada juramentarse, mucho menos que DGCIM este permitiendo el ingreso de documentos legales para tal fin, a pesar de las llamadas que a diario realizan las familias de Aryenis y Alfredo a este cuerpo de seguridad pidiendo información al respecto, solo informan: NO HAY ACCESO ALGUNO A DGCIM (Poseemos registro de llamadas diarias).

Desde el día 7 de marzo no tuvimos más contacto físico con los muchachos. Entendemos la situación de cuarentena, pero tampoco les han permitido comunicación regular vía telefónica a sus familiares. Tenemos conocimiento que a los demás reclusos les dejan llamar semanalmente a sus familias. En nuestro caso no ha sido así. A Aryenis le han dejado llamar un par de veces por 5min debido a su insistencia en saber de la salud de sus padres. En el caso particular de Alfredo NO le permitieron más llamadas a CELULARES, su familia no posee línea de telefonía fija. Asumimos entonces que no se comunicará más?

3) El DGCIM aún posee las llaves de la residencia de los muchachos, a pesar de que los familiares hicimos la denuncia en la Fiscalía 22, fue negada la entrega de las mismas, según porque debían estar en su poder durante los 45 días del proceso de investigación. Al día de hoy NO hemos recibido notificación alguna para la entrega de dichas llaves, desconocemos si este cuerpo de seguridad ha vuelto a ingresar a la vivienda. Cabe destacar que la orden de allanamiento era SOLO válida para el día 29/2/020 en la cuál sustrajeron los equipos electrónicos corporativos de PDVSA. Con esto queremos decir: NO HAY NADA MAS DE INTERÉS PARA LA INVESTIGACIÓN EN LA RESIDENCIA Porqué el interés de la Fiscalía 22 y el DGCIM en permanecer con las llaves de la vivienda??

Este comunicado, es, para una vez más denunciar la violación al debido proceso, a los DDHH contra este par de jóvenes contra los cuales ha habido un ensañamiento. Y alertar a la opinión pública general, al respecto, que si el tribunal fija audiencia preliminar a partir de este momento NO hay defensa para Alfredo y Aryenis.

No descansaremos hasta lograr sean respetados los derechos consagrados en la CRBV. 

Agradecemos el apoyo popular y manifestaciones permanentes de amor y solidaridad. SOLO EL PUEBLO SALVA AL PUEBLO

¡¡¡Aryenis y Alfredo son INOCENTES!!!

A los 16 días de Abril 2.020.

¡¡¡Sin justicia no hay revolución!!!

¡¡¡La línea justa es… luchar hasta vencer!!!

#AryenisYAlfredoInocentes

Más información del Comité por la Libertad y la Inocencia de Aryenis y Alfredo en:
https://aryenisyalfredoinocentes.wordpress.com/

 

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https://instagram.com/aryenisyalfredoinocentes?igshid=1w8c10ampen0c

Canal en Telegram:
@AlfredoyAryenis

Venezuela e COVID-19

L'immagine può contenere: fiore e spazio all'aperto, il seguente testo "Se lo cojo prestado a otro perfil (pq no pude compartir) pero es que La imagen es brutal... el texto era: "Saldrías de casa si pudieras verlo...? ?)"di Luis Matute

La Repubblica Bolivariana del Venezuela continua la sua lotta contro il coronavirus, la pandemia mortale.

Il presidente venezuelano Nicolas Maduro, in un suo intervento televisivo ha criticato quei paesi che non distribuiscono alla popolazione i necessari strumenti di difesa come le mascherine. In Venezuela l’uso della mascherina è obbligatorio, per uscire per le strade e usare i mezzi pubblici; il dibattito sull’uso della mascherina in altri paesi è spesso legato ai costi economici, qui abbiamo messo tutti a fare mascherine, compresi i generali della FANB (Forze Armate Bolivariane), per darle alla popolazione.

Perché se i governanti di altri paesi si battono per la salute dei loro cittadini, preferiscono l’economia alla salute della loro popolazione?

Nel suo discorso ha detto che oggi, il 15 aprile 2020, si celebra nel Paese il 31° giorno della quarantena. Oggi abbiamo 197 casi, ci sono 4 nuovi casi, 2 nelle pianure del Venezuela, una donna che è arrivata dalla Colombia e ha contaminato il marito, un altro ragazzo di 16 anni, figlio della coppia citata, il terzo caso un uomo di 51 anni nello Stato di Vargas, appartenente ad una compagnia di sicurezza dove lavora come scorta di una compagnia privata, una donna di 46 anni che viaggia frequentemente nella città di Cúcuta-Colombia, lavora come mercante nelle Ande venezuelane.

Lo Stato con il maggior numero di persone infette è lo Stato bolivariano di Miranda doveil 56%, sono guariti, Maduro ha anche accennato a come negli Stati Uniti sia critico lo stato della popolazione che vive in quel Paese; il presidente ha anche ringraziato le cliniche private venezuelane.

Il vicepresidente Delcy Rodriguez ha detto che nello stato di Táchira hanno ricevuto più di 6.000 venezuelani in fuga dalla xenofobia colombiana verso i nostri connazionali, così come stanno tornando dal Brasile.

Intanto, nei diversi stati del Paese, gli “Astronauti” bianchi e gialli vanno di casa in casa distribuendo il piano alimentare, abbellendo gli spazi e disinfettando con ipoclorito di calcio i mezzi pubblici, le aziende, i magazzini e le strade. Nella parte occidentale della parrocchia di Sucre, con quasi 600.000 abitanti, la più grande della capitale, Caracas ha ricevuto anche la disinfezione delle aree comuni, in particolare il mercato comunale dove c’è la più grande concentrazione di negozi della zona, dove i cittadini di diversi stati vicini vengono ad acquistare prodotti alimentari all’ingrosso e al dettaglio. Sempre a Miranda, il Governatore si è recato a Petare, la seconda città dello stato dove si trova la più grande favela dell’America Latina, e ha organizzato la giornata di disinfezione, che si terrà ogni mercoledì dalle 06:00 alle 18:00. Dobbiamo menzionare lo stato di Táchira al confine con la Colombia, dove si tiene la giornata di disinfezione per i cittadini che entrano dalla Repubblica sorella della Colombia attraverso il ponte internazionale Simon Bolivar.

Il presidente ha approvato le Brigate di produzione e lavoro, una forza del potere popolare nelle sue comunità, 500 brigate di lavoro e produzione e guidate da donne, che saranno integrate da 10 persone, in questo modo si attivano ancora di più le comunas socialiste.

A partire dal 15 aprile, si va verso un milione di test contro COVID-19 e da qui poter proteggere la cittadinanza venezuelana. Vale la pena di notare la solidarietà e l’attaccamento alla quarantena che la popolazione ha avuto.

Nel frattempo, il governo degli Stati Uniti, nella voce del vice segretario di Stato Carrie Filipetti, continua ad attaccare il Venezuela e Cuba, parlando in un discorso “di un piano per una transizione democratica in Venezuela” ha detto che uno dei punti più importanti è l’esigenza di essere trasparenti verso il popolo all’interno di possibili negoziati, e tutte le forze straniere devono essere rimosse dal Paese sudamericano, comprese quelle di Cuba”.

¡CUIDATE… NO SALGAS DE TU CASA! EL COVID-19 ES MORTAL

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Adriano Ascoli]

¡Honor y Gloria a Paúl del Río!

Al Pueblo De Venezuela,

Al Gobierno Bolivariano de Venezuela,

A los Pueblos y Gobiernos del Mundo,

A los Medios de Comunicación Nacionales e Internacionales,

A la Opinión Pública Nacional e Internacional,

Al Mundo entero,

Hermanos y Hermanas:

PROHIBIDO OLVIDAR
Aportando a Construir la Memoria Histórica

Este 05 de abril se cumplen cinco años de la siembra de un revolucionario, luchador social y artista plástico, Paúl del Río, también conocido en el Cuartel San Carlos como “Máximo Canales”.

Éste insurgente venezolano de la década de los 60, era descendiente de los españoles Jesús del Río y Dora Canales. Nació en La Habana en el año 1943, militó desde los 17 años en el Movimiento de Izquierda Revolucionaria (MIR), bajo la identidad clandestina de “Máximo Canales”.

Protagonizó la retención del ídolo futbolista de aquél momento, el hispano-argentino Alfredo Di Stéfano (del Real Madrid). Fue una manera de llamar la atención del mundo hacia la rebelión en curso en el país, contra uno de los gobiernos más represivos y violadores de los derechos humanos que tuvo la IV República; el de Rómulo Betancourt.

Además del Río, fue militante de las Fuerzas Armadas de Liberación Nacional (FALN) desde donde participó en la toma del buque mercante Anzoátegui el 12 de febrero de 1963 para denunciar el régimen de Rómulo Betancourt. También se involucró en los procesos revolucionarios de América Latina que marcaron su época, como la revolución nicaragüense.

Paúl del Río como presidente de la Fundación Capitán de Navío Manuel Ponte Rodríguez, la cual funciona en los espacios del antiguo Cuartel San Carlos, trabajó incansablemente hasta su último día por el rescate y justa conmemoración de los combatientes víctimas del “puntofijismo”.

Hoy rendimos ¡HONOR Y GLORIA! a Paul del Río “Máximo Canales”, el combatiente guerrillero…

Rescatando la Memoria Histórica Revolucionaria.

Desde la Coordinadora Simón Bolívar manifestamos en carta abierta que “La solidaridad es la ternura de los pueblos”.

Con Bolívar y Chávez, decimos ¡a la carga!

Desde Venezuela, Tierra de Libertadores, a 527 años del inicio de la Resistencia Antiimperialista en América, y a 209 años del inicio de Nuestra Independencia,

Suscribe:

La Coordinadora Simón Bolívar, una Organización de Base, Revolucionaria, Solidaria, Internacionalista, Indigenista, Popular y Socialista.

Pandemia

Coronavirus, minuto a minuto: Maduro ordena cuarentena en siete ...por Luis Matute

La angustia, el miedo, el sufrimiento y el terrible temor que tiene la población mundial de quedarse sin comida.

Esa es la emergencia que hay y podría ser peor que el coronavirus, ya vemos a diario por los medios de comunicación: televisivos, radio, vía WhatsApp, internet, la letalidad en el planeta es catastrófica a consecuencia de Covid-19, de ahí que la Organización Mundial de la Salud (OMS) decretara la Pandemia.

¿Pero qué significa Pandemia?En febrero del 2010 la OMG la definió de esta manera: Se llama pandemia a la propagación mundial de una nueva enfermedad.

“Se produce una pandemia de gripe cuando surge un nuevo virus gripal que se propaga por el mundo y la mayoría de las personas no tienen inmunidad contra él. Por lo común, los virus que han causado pandemias con anterioridad han provenido de virus gripales que infectan a los animales.

En algunos aspectos la gripe pandémica se parece a la estacional, pero en otros puede ser muy diferente. Por ejemplo, ambas pueden afectar a todos los grupos de edad y en la mayoría de los casos causan una afección que cede espontáneamente y va seguida de una recuperación completa sin tratamiento. Sin embargo, por lo general la mortalidad relacionada con la gripe estacional afecta sobre todo a los ancianos mientras que otros casos graves aquejan a personas que padecen una serie de enfermedades y trastornos subyacentes.

Por el contrario, los casos más graves o mortales de gripe pandémica se han observado en personas más jóvenes, tanto si estaban previamente sanas como si padecían enfermedades crónicas, y está gripe ha causado muchos más casos de neumonía vírica de lo que suele ocurrir con la gripe estacional”.

 

En el caso de Venezuela para el 04/04/2020 tomando en cuenta la cuarentena social y colectiva por orden presidencial, se han detectados 155 casos,52 recuperados y 7 fallecidos, cifra de la OMS.Hay mayor presión por parte del gobierno para que la población no salga de sus casas, solamente puede salir un integrante del núcleo familiar en horas de la mañana a comprar alimentos o medicamentos, siempre y cuando usen la protección requerida, tapabocas y guantes, después de las 14 horas deben resguardarse. Pero son muchas las personas en los sectores más populares que salen en busca del sustento, aunque muchos ciudadanos no acatan el uso de las mascarillas de protección, o simplemente no tiene para comprarlas; independientemente a ello, se ve por los grupos de WhatsApp como las venden a precios exorbitantes, tomando en cuenta que son productos de extrema necesidad, por su parte el gobierno debería de obsequiarlas a la población.

Mientras tanto en España, Francia y mucho más en Italia,uno de los países con mayor fatalidad en Europa los trabajadores de muchas empresas se han declarado en huelga, “primero la salud que el capital para los dueños de empresas” ya que las empresas capitalistas le dan mayor prioridad a su capital que a la salud de sus trabajadores. La UE decidió cerrar sus fronteras, dejando a los migrantes a su libre albedrio. Rusia también restringió su tráfico aéreo. Otros países como Jordania, “donde hay casi 10 millones de habitantes, pero casi la mitad de ellos son refugiados sirios, iraquíes, libios, yemenitas, sudaneses, somalíes, pakistaníes, egipcios y sirios, estos vienen siendo los que proporcionan la mano de obra más barata, desplazando a los egipcios, a pesar de ello, van más de 260 casos de contagiados.

En Latinoamérica, Brasil, donde su presidente no considera que el coronavirus sea una pandemia, sino una pequeña gripe, cada día van aumentando los infectados. En Ecuador hay más de 1.800 contaminados, sobre todo en Guayaquil se ven casos como los ocurridos en China, donde los infectados fallecían en las calles de la ciudad de Wuhan, donde empezó esta historia fatal, que no tiene que ver con ninguna película de ficción, pero ya han quitado la cuarentena.

“Wuhan es la capital de la provincia de Hubei y la ciudad más poblada en la zona central de la República Popular China. Está localizada en la confluencia de los ríos Yangtsé y Han. Tiene una población aproximada de 11 millones de habitantes en un área de 8467 km², si se incluye el área metropolitana”.

En Perú van ya 1.746 casos de contagio, al igual que en otros países la ciudadanía no acata la cuarentena, o toque de queda como lo han llamado. Por su parte en Chile, va en aumento los infectos, mientras en las cárceles se encuentran más de 2.000 jóvenes entre hombres y mujeres sin tener atención médica. México también decretó emergencia.

Países como  Estados Unidos, donde su gobierno ha estado más pendiente de seguir con el bloqueo económico contra Cuba y Venezuela, sigue atacando con intención de invadir y apresar a los gobernantes venezolanos apoyado por el gobierno colombiano donde sus habitantes cotidianamente se van infectando por el coronavirus, pero Estados Unidos se vio en la necesidaddedecretar emergencia nacional por el convid-19 dejando a la deriva a muchos niños, hijos de migrantes resguardados en prisiones y despojados de sus padres; también alegan quelos migrantes que se encuentran en ese país sin resguardo, deben abandonarlo.Estados Unidos pasó a ser el país mayor contaminado del mundo.

Sin embargo, en determinados países, sobre todo en Europa a pesar que muchas personas previeron abastecerse de alimentos, agua y medicamentos, están angustiados, desesperados, hayciudadanos que se encuentran solos en sus casas, separados de sus hijos y demás familiares, incluso distantes entre países y continentes; otros andan preocupados por la situación de las fábricas que elaboran los alimentos, ya que implica el trabajo de muchas empresas, como por ejemplo la elaboración de pastas, que conlleva no sólo a la elaboración del producto sino implica el empaque y todo lo relacionado a la producción de este renglón alimenticio.

A nivel mundial han llamado a estudiantes que cursan los últimos años de medicina, enfermería, paramédicos, así, como Bioanalistas que han retomado su especialidad para colaborar en las investigaciones y tratar de frenar la pandemia.

A pesar de los miles de muerte en el mundo, mencionamos algunospersonajes públicos que han fallecido hasta la fecha a consecuencia del coronavirus.

Manolis Glezos, político, periodista griego (97)

Yuri Bóndarev, político, escritor y guionista soviético (96)

Antonio Álvarez Solís, periodista español (90)

Krzysztof Penderecki, compositor y director de orquesta polaco (86)

Patrick Devedjian, político francés (75)

Esperemos que los ciudadanos del mundo acaten el llamado a resguardarse e impedir siga el contagio del Covid-19, a que mantengan el cuidado de sus pequeños hijos y ancianos en no salir a las áreas comunes de sus condominios y de esta manera evitar en lo posible mayores casos de contaminación. De igual manera, que los gobiernos del mundo procuren de abastecer alimentos, medicamentos y equipos de protección a los más necesitados.

No olvidemos el heroico apoyo de los médicos y enfermeros cubanos, chinos, albanos, rusos entre otros,quienes tratan de ayudar a los ciudadanos con coronavirus en el mundo.

¡QUÉDATE EN TU CASA… CUÍDATE Y CUIDA A LOS TUYOS!
¡LÁVATE LAS MANOS… NO TE TOQUES LA CARA, OJOS Y BOCA!
EL CORONAVIRUS SIGUE MATANDO

(VIDEO) Facciamo nascere la Scuola di comunicazione continentale Hugo Chávez a Caracas!

L'immagine può contenere: 6 persone, persone in piedi, spazio all'aperto e naturadi Thierry Deronne

Cari amici, nel mezzo di questa situazione inaudita, vi scrivo per chiedervi di appoggiare, donando online anche somme limitate, un progetto per il futuro: la Scuola di comunicazione internazionale Hugo Chávez a Caracas. Al quale in seguito si potrà partecipare direttamente in diversi modi! Grazie, Thierry

Un progetto per il futuro. Facciamo nascere con un contributo la Scuola di comunicazione continentale Hugo Chávez, a Caracas

I promotori sono quattro associazioni che da tempo lavorano per un’altra informazione: il canale televisivo comunitario AlbaTv (http://www.albatv.org) che da tredici anni dà volto e voce ai movimenti sociali in Venezuela e in America latina ma non solo; Terra Tv (http://www.terratv.ovh) è un canale scuola che trasmette le lotte e proposte del mondo contadino; La Escuela Popular y Latinoamericana de Cine, Teatro y Televisión (https://escuelapopularcineytv.wordpress.com/); e La Baleine Noire (produzione di documentari).

Ecco come i promotori spiegano l’iniziativa.

«Se i grandi mezzi di comunicazione cancellano la storia dei popoli e dividono le persone per indebolirne le lotte, basterà democratizzarne la proprietà? Il recupero di quegli spazi avrà senso solo se costruiremo un nuovo modo di informare, partecipativo. La Scuola di comunicazione continentale Hugo Chávez, con sede a Caracas, è un antico sogno dei movimenti sociali. La sua forza è radicata in molti anni di esperienza e in una infrastruttura concreta per la formazione, la produzione e la trasmissione televisiva. Sarà un passo importante per il ritorno del campo mediatico nelle mani dei cittadini e allargherà le braccia ad altri continenti. In particolare l’Africa.»

La scuola si rivolge «a chi cerca risposte concrete alla propria necessità di formazione nel campo audiovisivo, fotografico, teatrale, radiofonico, televisivo e multimediale: addetti e creativi, sindacati, movimenti di donne e giovani, organizzazioni contadine, di insegnanti, di studenti, collettivi di media alternativi e comunitari…».

Ogni anno la scuola organizzerà «30 seminari integrali, 4 seminari per formatori, 4 laboratori di creazione e 2 laboratori pratici internazionali. Saranno avviati anche anche corsi a distanza con Internet. La scuola sarà poi uno spazio di articolazione dei movimenti sociali di tutto il mondo e di incontro con le organizzazioni popolari».

Per sapere come partecipare ai corsi, proporre temi e collaborazioni, ricevere la newsletter, scrivere a: escuelaenred.comunicacion@gmail.com

Per sostenere il progetto con qualunque somma, cliccate qui e andate sulla voce faire un don: https://www.helloasso.com/associations/primitivi/collectes/pour-la-creation-de-l-ecole-de-communication-integrale-a-caracas-venezuela

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Honor y Gloria Eterna al camarada Jacinto Suárez Espinosa

por Coordinadora Simón Bolívar
Para la Memoria Histórica

Desde la Coordinadora Simón Bolívar enviamos nuestro más fuerte y caluroso abrazo a los familiares, compañeros, amigos y camaradas de Luchas de Jacinto Suárez Espinoza miembro del Frente Sandinista de Liberación Nacional.

Con profunda tristeza nos llega la información que hoy 2 de Abril, ha partido a otro plano de Vida, el Querido Compañero Jacinto Suárez Espinoza, Militante Histórico del FSLN y Diputado ante la Asamblea Nacional, donde ha sido Presidente de la Comisión de Relaciones Internacionales.

Hasta el día de hoy, ha sido fiel al Pueblo de Nicaragua, leal, con el Ideario y los Juramentos de los Militantes del Frente Sandinista de Liberación Nacional, y fiel en la Solidaria con todos los Pueblos, y Movimientos Revolucionarios del Mundo.

Vuela alto Jacinto, que nos deja un legado de compromiso, de valentía, de humildad, de gallardía, de moral, de ética, de prácticas revolucionarias.

Jacinto sufrió torturas, persecución, más de 7 años de cárcel, bajo la oprobiosa Dictadura Somocista hoy le decimos al Pueblo de Nicaragua 🇳🇮, al Pueblo Sandinista, que valió la pena el sacrificio y la lucha por la Emancipación, la Liberación Nacional y la Construcción del Socialismo, puedes descansar en paz hermano. 

Patria Libre o Morir!!!
Solo la lucha nos hará libres!!!
Coordinadora Simón Bolívar

Caracas – Venezuela 🇻🇪
2 Abril 2020

Carta del presidente Nicolás Maduro a los líderes del mundo

Caracas, 29 de marzo de 2020

Excelencia:

Al saludarle, con afecto, me permito dirigirme a Usted en ocasión de denunciar los graves acontecimientos que se producen contra la paz y la estabilidad de Venezuela, en momentos en que la preocupación de los Estados y Gobiernos debería estar centrada en la protección de la vida y la salud de sus habitantes, debido a la aceleración de la pandemia del COVID-19.

Como es de conocimiento público, el pasado 26 de marzo el Gobierno de Estados Unidos anunció una gravísima acción en contra de un grupo de altos funcionarios del Estado venezolano, incluyendo a mi persona, en tanto Presidente Constitucional de la República Bolivariana de Venezuela.

Dicha acción consistió en la presentación de una acusación formal ante el sistema judicial estadounidense, lo cual no sólo es de por sí ilegal, sino que además pretende sustentar una falaz acusación de narcotráfico y terrorismo, con el único objetivo de simular la supuesta judicialización de las autoridades venezolanas.

Esta pantomima estadounidense incluye el insólito ofrecimiento de una recompensa internacional a quien aporte información sobre el Presidente y los altos funcionarios venezolanos, conduciendo a un peligroso momento de tensión en el continente, por lo que considero necesario hacer un recuento de los hechos, que revelan la perversa trama detrás de las acusaciones del Departamento de Justicia.

Apenas un día antes, el 25 de marzo, la República Bolivariana de Venezuela denunció ante la opinión pública nacional e internacional, el desarrollo en territorio colombiano de una operación que tenía como fin atentar contra la vida del Presidente de la República, sus familiares y altos funcionarios del Estado; así como atacar objetivos civiles y militares en nuestro país; sindicando como jefe militar de dicha operación al señor Clíver Alcalá, general retirado de la fuerza armada venezolana.

Dicha denuncia fue realizada con toda responsabilidad, después de que el día 24 de marzo se diera a conocer una operación de control en la carretera al norte de Colombia, cercana a la frontera con Venezuela, en la que la policía de dicho país capturó un lote de armas de guerra en un vehículo civil.

Las investigaciones revelaron que se trataba de un sofisticado arsenal cuyo destinatario era un grupo de exmilitares y paramilitares venezolanos y colombianos, que se entrenan en campamentos ubicados en territorio de Colombia.

El día 26 de marzo, el señalado, Clíver Alcalá, ofreció una declaración ante un medio de comunicación colombiano –desde su residencia en la ciudad de Barranquilla, Colombia– en la que confirmaba su participación en los hechos denunciados, confesando ser el líder militar de la operación y revelando que las armas fueron adquiridas por orden del señor Juan Guaidó, diputado nacional, quien se hace llamar Presidente interino de Venezuela y funge como operador de Washington en el país. Asimismo, confirmó que el armamento tenía como objetivo realizar una operación militar para asesinar a altas personalidades del Estado y el Gobierno venezolano y producir un Golpe de Estado en Venezuela.

El señor Alcalá aclaró que las armas fueron adquiridas mediante un contrato firmado por su persona, el señor Juan Guaidó, asesores estadounidenses y el señor Juan José Rendón, asesor político del Presidente Iván Duque, y realizado con conocimiento de autoridades del gobierno colombiano.

Ante esta confesión, la insólita respuesta del gobierno estadunidense ha sido la publicación de las acusaciones mencionadas al comienzo de esta carta, con la extravagante inclusión del nombre del señor Alcalá, como si fuera parte de las autoridades de Venezuela y no un mercenario contratado por Estados Unidos para llevar a cabo una operación terrorista en contra del gobierno venezolano.

Como demostración de esta afirmación, no necesito más prueba que mencionar la supuesta captura del señor Alcalá por parte de las fuerzas de seguridad colombianas y su inmediata entrega a las autoridades de la DEA estadounidense, en un curioso acto en el cual el reo, sin esposas, se despedía estrechando las manos de sus captores, justo al pie de la escalerilla del avión que lo llevaría en vuelo especial VIP hacia Estados Unidos, lo que demuestra que en realidad todo ese montaje se trata del rescate de alguien a quien consideran un agente estadounidense.

Es preciso subrayar que la frustrada operación armada fue diseñada originalmente para ser ejecutada a finales del mes en curso, mientras toda Venezuela se encuentra luchando contra la pandemia del COVID-19. Y es que justamente, ésta es la principal batalla que preocupa actualmente a la humanidad.

Una lucha que nuestra nación se encuentra librando de manera exitosa, al haber logrado detener la curva de contagios, habiendo reforzado las previsiones sanitarias y manteniendo a la población en una cuarentena masiva, con un número bajo de casos positivos y fallecidos.

Por todo ello, el Gobierno de la República Bolivariana de Venezuela alerta a su distinguido Gobierno, sobre los temerarios y criminales pasos que está dando la administración de Donald Trump que, pese a la pavorosa aceleración del crecimiento del COVID-19 que afecta al pueblo estadounidense, parece decidido a profundizar su política de agresión contra Estados soberanos de la región, y en especial contra el pueblo venezolano.

Durante la pandemia, el gobierno de Estados Unidos, en lugar de enfocarse a las políticas de cooperación mundial en materia de salud y prevención, ha incrementado las medidas coercitivas unilaterales, ha rechazado las solicitudes de la comunidad internacional para que se levanten o flexibilicen las ilegales sanciones que impiden a Venezuela acceder a medicamentos, equipos médicos y alimentos.

Al mismo tiempo, ha prohibido la realización de vuelos humanitarios desde Estados Unidos hacia Venezuela para repatriar a centenas de venezolanos atrapados en la crisis económica y sanitaria que vive el país del norte.

Venezuela, al denunciar estos graves hechos, ratifica su voluntad inquebrantable de sostener una relación de respeto y cooperación con todas las naciones, tanto más en esta inédita circunstancia que obliga a los gobiernos responsables a trabajar unidos y deponer sus diferencias, como lo es la pandemia del COVID-19.

Ante tan graves circunstancias, solicito su invalorable apoyo ante esta insólita y arbitraria persecución, ejecutada mediante una refrescada versión de aquel rancio Macarthismo desatado tras la 2da Guerra Mundial. Entonces, etiquetaban a placer a sus adversarios de Comunistas para perseguirlos, hoy lo hacen mediante las antojadizas categorías de terroristas o narcotraficantes, sin contar para ello con elementos probatorios de ningún tipo.

Condenar y neutralizar hoy estos ataques injustificables contra Venezuela, será de gran utilidad para evitar que el día de mañana Washington emprenda campañas semejantes contra otros pueblos y gobiernos del mundo. Debemos apegarnos todos a los principios de la Carta de las Naciones Unidas, para evitar que el unilateralismo desmedido nos lleve al caos internacional.

Excelencia, tenga usted la absoluta certeza de que Venezuela se mantendrá firme en su lucha por la paz y que, ante cualquier circunstancia, prevalecerá. Ninguna agresión imperialista, por feroz que sea, nos desviará del camino soberano e independiente que desde hace 200 años hemos forjado, como tampoco nos alejará de la sagrada obligación de preservar la vida y la salud de nuestro pueblo ante la pavorosa pandemia mundial del COVID-19.

Agradezco de antemano la consideración que ha tenido al leer esta carta, y confío en que le será de utilidad para mantener correctamente informado a su respetado Gobierno, ocasión que aprovecho para reiterarle las seguridades de mi consideración más distinguida.

Atentamente,

Nicolás Maduro Moros

PRESIDENTE CONSTITUCIONAL DE LA REPÚBLICA BOLIVARIANA DE VENEZUELA

Ver en línea:
https://t.co/aRmp94rQDi

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Honor y gloria Txetxu Pakito Arriaran

por Coordinadora Simón Bolívar

Desde la Fundación Internacionalista Pakito Arriaran y la Coordinadora Simón Bolívar enviamos nuestro más fuerte y caluroso abrazo a la familia, amigxs y compañerxs de lucha de Jesús Ricardo Urteaga Repulles, a quien conocimos cariñosamente como Txetxu. Tras 40 años de vida alejado de su pueblo natal, Azkoitia, entre los años que se vio obligado a vivir en Iparralde y los años de deportación en la República Bolivariana de Venezuela, Txetxu murió hoy tras haber librado muchas luchas valientemente.

Txetxu murió en un país que se hizo suyo, que le supo dar cobijo, pero murió sin poder regresar a la tierra en la que nació y luchó y a la que él tanto amaba. Esto nos convoca a denunciar una vez más el castigo sufrido por Txetxu y tantos otros compañeros vascos que fueron víctimas de las políticas violatorias de los derechos humanos del Estado español, incluyendo la deportación. A saber, la deportación es una medida sin ninguna base jurídica ni legal impuesta por los Estados español y francés a decenas de militantes de Euskal Herria que fueron expulsados de su tierra mediante acuerdos gubernamentales con terceros países que los acogieron a cambio de beneficios económicos. Esta situación excepcional obligó a los y las deportadas a rehacer su vida en países “extraños” a los que llegaron, muchas veces con infinidad de dificultades debido a su condición “alegal”.

Está claro que la muerte de Txetxu nos obliga a denunciar la deportación y sus consecuencias en la actualidad. Denunciamos esta práctica, y pedimos la el derecho a volver a casa de todas y todos los que todavía viven condicionados por ella. Claro está que la deportación es una de tantas violaciones a los DDHH que se han aplicado en las últimas décadas por parte del Estado español, el cual continúa enseñándose con un pueblo que anhela decidir su propio destino: dispersión y alejamiento de los presos políticos, torturas por parte de todos los cuerpos de las Fuerzas de Seguridad del Estado, encubrimiento de estas por parte del poder judicial, asesinatos, guerra sucia parapolicial, uso de fondos reservados del Estado para pagar mercenarios, etc. Estas y muchas más han sido las medidas excepcionales que se han tomado contra la militancia vasca.

Txetxu, como tantos otros, superó injusticias y dificultades y se integró en la sociedad venezolana como mejor sabía, luchando por un mundo mejor. Así como hicieron millones de venezolanos, nuestro hermano de la vida participó desde su llegada en la construcción de una sociedad más justa. Piedra a piedra, consejo comunal a consejo comunal, comuna a comuna, Txetxu trabajó codo a codo con sus vecinas y vecinos, participando así en la construcción del sueño del Comandante Chávez: el Socialismo del siglo XXI.

Tanto la Coordinadora Simón Bolívar como la Fundación Pakito Arriaran hacemos nuestra la militancia y el compromiso de Txetxu para construir una Euskal Herria independiente y socialista. Sabemos también que la lucha que llevamos a cabo en defensa de la Revolución Bolivariana, a la que Txetxu se unió, es espejo e impulso para la lucha que se lleva a cabo en Euskal Herria, igual que la lucha del pueblo vasco nos inspira en Venezuela.

Parafraseando a Pakito Arriaran, los y las que tenemos dos, tres o cien pueblos a los que amar y un mundo por el que luchar, sabemos que el mejor homenaje a Txetxu es seguir luchando por lo que creemos.

Agur eta ohore, Txetxu!

Coordinadora Simon Bolivar

Fundación Pakito Arriaran

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Ai popoli del mondo e agli amici della Rivoluzione Bolivariana

COMUNICATO

Ai popoli del mondo e agli amici della Rivoluzione Bolivariana

Gli Stati Uniti danno vita ad una nuova fase di violenza e colpo di stato contro il Venezuela. Nello scenario dei più recenti attacchi degli Stati Uniti contro il Venezuela, oggi il governo di Donald Trump ha accusato il Presidente Nicolás Maduro come parte di una presunta struttura narco-terrorista e ha stabilito un prezzo per il suo arresto o assassinio, insieme ad altri leader del processo rivoluzionario venezuelano.

Senza alcun elemento o prova, Washington accusa il Venezuela di avere responsabilità nel narcotraffico, essendo in realtà vittime di questa piaga, poiché il loro stretto alleato e nostro vicino, la Repubblica della Colombia, è il principale produttore di droga al mondo, in particolare di cocaina, un fatto certificato dalle stesse Nazioni Unite e dalle stesse autorità statunitensi.

Ma contestualizziamo questa decisione:

1. Sotto la guida del presidente Maduro, il Venezuela sta conducendo un’efficace lotta contro il Coronavirus, riuscendo finora a contenere la propagazione del virus. Il nostro paese è stato il primo nella regione a decretare la quarantena e, grazie alla cooperazione con Cina, Russia e Cuba, abbiamo tutte le competenze mediche per fronteggiare questa pandemia. Tali decisioni hanno avuto il sostegno della maggioranza del popolo venezuelano, compresi ampi settori dell’opposizione.

2. Sono stati compiuti progressi nell’importante processo di dialogo con i settori democratici dell’opposizione, molti dei quali nel contesto della pandemia si sono espressi a favore della collaborazione con il governo e della richiesta di sospensione delle misure unilaterali coercitive (erroneamente definite sanzioni) che colpiscono la nostra economia ed il nostro popolo.

3. Da diverse parti del globo, ci sono sempre più voci che si uniscono contro il blocco subito dal Venezuela, tra cui segnaliamo le recenti dichiarazioni dell’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri, Josep Borrel; il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres e Michelle Bachelet, Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite.

4. Lo scorso 23 marzo, la polizia stradale in Colombia ha sequestrato un arsenale di armi da guerra che, grazie all’efficiente lavoro dei nostri servizi di intelligence, sapevamo avere per obiettivo finale quello di entrare in Venezuela per realizzare azioni terroristiche contro il Presidente Maduro e altre autorità. L’intera rete di questa cospirazione, che ha il sostegno degli Stati Uniti e della Colombia, è stata denunciata ieri con dettagli dal nostro Ministro della Comunicazione, Jorge Rodriguez.

A seguito della esigua adesione alle mobilitazioni dell’opposizione convocate dal sig. Juan Guaidó nel 2020, da Washington hanno deciso di optare per le vie violente per realizzare il loro tanto agognato “cambio di regime” in Venezuela.

È in questo contesto, in cui il Governo Bolivariano è rafforzato e in cui gli Stati Uniti sono in crisi per la pandemia che sta devastando la loro nazione, che si prende questa decisione pericolosa, irrazionale e criminale, annunciata oggi dall’amministrazione Trump.

Puntano chiaramente sulla violenza e sul terrorismo, come risulta evidente dalle dichiarazioni rilasciate oggi da un traditore, ex militare venezuelano, il generale Cliver Alcalá Cordones, che dalla Colombia ha confessato che le armi sequestrate erano effettivamente progettate per attentati in Venezuela, secondo un piano appoggiato dal sig. Juan Guaidó e dal governo degli Stati Uniti, attraverso funzionari e mercenari di appaltatori militari. Tra le altre cose, Alcalá sottolinea che l’acquisto di armi è stato istruito da Guaidó come dimostrato da un contratto in suo possesso.

È importante evidenziare che da diversi anni, in particolare dal 4 agosto 2018, quando c’è stato un tentativo di magnicidio a Caracas contro il Presidente Maduro mediante l’utilizzo di droni armati di esplosivo, sono stati frequentemente denunciati gruppi terroristici che operano dalla Colombia. Le informazioni, anche relative all’ubicazione dei centri di addestramento dei terroristi, sono state inviate alle rispettive autorità competenti, ma il governo di Iván Duque non si è mai pronunciato in merito. Pertanto, abbiamo proceduto a denunciare le circostanze di complicità del governo colombiano con i terroristi al Segretario Generale delle Nazioni Unite.

Viviamo quindi una fase molto pericolosa, soprattutto tenendo conto delle imminenti elezioni presidenziali negli Stati Uniti, contesto favorevole – come abbiamo visto storicamente – per la produzione di azioni che aiutino a garantire la rielezione del presidente di turno in carica.
Chiediamo pertanto la vostra solidarietà al popolo venezuelano ed esortiamo a rimanere vigili di fronte a questa nuova fase di aggressione.

#NosotrosVenceremos!
#Vinceremo!*
#LasSancionesSonUnCrimen
#LeSanzioniSonoUnCrimine
#MaduroValentíaYDignidad
#MaduroCoraggioEDignità

CARACAS, 26 marzo 2020

Piattaforma del popolo venezuelano contro il blocco

Sebastián Francisco de Miranda y Rodriguez Espinoza

por Coordinadora Simón Bolívar
Aportando a la Memoria Histórica
PROHIBIDO OLVIDAR

El 28 de marzo de 1750: Nace Sebastián Francisco de Miranda y Rodríguez Espinoza, mejor conocido como Francisco de Miranda, “el caraqueño más universal”. Fue actor y testigo en: la Revolución Francesa, la Independencia de EEUU y precursor de la independencia del continente americano. Creó las bases teóricas del proyecto geopolítico.

Solo las lucha nos hará libres!!!
Coordinadora Simón Bolívar

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