Maduro: «Grazie al popolo cubano»

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Il presidente venezuelano, Nicolás Maduro, ha ringraziato il 1º Maggio «l’imponente e gigantesca marcia del popolo cubano che si è mobilitato in solidarietà con il suo paese»

Il presidente venezuelano, Nicolás Maduro, ha ringraziato il 1º maggio «l’imponente e gigantesca marcia del popolo cubano» che si è mobilitato in solidarietà con il suo paese nel contesto della celebrazione del Giorno Internazionale dei Lavoratori.

Maduro ha presieduto con il suo omologo cubano, il Generale d’Esercito Raúl Castro, la concentrazione nell’Isola e quindi è tornato nel pomeriggio in Venezuela per partecipare alla manifestazione a Caracas. Parlando alle migliaia di venezuelani che hanno partecipato alla marcia anti imperialista nelle strade di Caracas, ha espresso il suo ringraziamento al popolo rivoluzionario di Cuba, a Raúl e a Fidel. Il primo operaio e sindacalista che presiede il Venezuela, ha mostrato un’opera che gli ha regalato un famoso artista cubano, Kacho, che raffigura la bandiera bolivariana con i volti i José Martí, Hugo Chávez, Fidel Castro.

«Si tratta di un regalo per il popolo venezuelano e l’ho portato qui», ha commentato Maduro, che ha ricordato la battaglia vittoriosa dei venezuelani di questo 2015, «un anno che è stato marcato dall’aggressione imperialista», ha segnalato.

«Quando un popolo si mantiene in piedi, unito, cosciente e mobilitato, è indistruttibile», ha assicurato Maduro, che ha ricevuto un documento nel quale la classe operaia esprime il suo impegno per la vittoria della guerra economica.

Al ritmo del joropo (genere musicale e danza tradizionale del paese), conghe e cartelloni, con il viso del leader bolivariano Hugo Chávez, i venezuelani hanno marciato questo 1º Maggio, in difesa di tutte le loro conquiste.

Nel suo discorso Maduro ha annunciato una serie di misure a beneficio dei lavoratori, che hanno compreso un aumento del salario minimo esteso ai pensionati.

(FOTO) Siria: 1 maggio 2015

di Francesco Guadagni

In Siria, le celebrazioni per la Giornata Internazionale dei lavoratori hanno avuto il loro epicentro ad Homs, città simbolo della voglia di rinascita dopo le distruzioni, i massacri inferti alla Siria dal marzo 2011, dalle bande terroriste finanziate, addestrate e armate da USA, NATO, Israele e Monarchie del Golfo.

Ieri, migliaia di lavoratori e lavoratrici, donne, studenti, esponenti dei partiti dei sindacate e delle istituzioni hanno attraversato le strade di Homs, passando per i luoghi dove i terroristi hanno seminato morte e distruzione e che ora, grazie alla volontà del popolo siriano, ritornano gradualmente verso la normalità.

I manifestanti hanno ribadito il loro appoggio al Presidente Bashar Al Assad e il sostegno all’esercito arabo siriano nella lotta al terrorismo.

Le celebrazioni del 1 Maggio in Siria proseguiranno con altre iniziative.

Un’ulteriore prova per ribadire la Fermezza e la Resistenza del popolo siriano di fronte all’attacco imperialista e sionista.

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Rafael Correa: «Questo è il governo dei lavoratori»

marchas1mayocorreamultitudpresidenciada Telesur

Il Presidente ha sottolineato le conquiste della Revolución Ciudadana in materia di lavoro, affermando che «staremo sempre dalla parte dei più poveri»

Il presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, ha preso parte alla massiccia mobilitazione per la Festa dei Lavoratori congratulandosi con i presenti, e ribadendo il proprio sostegno alla lotta per migliori condizioni di lavoro.

Il capo dello stato ha dichiarato che «la realtà lavorativa attuale è notevolmente migliorata» spiegando che l’Ecuador è riuscito a eliminare l’esternalizzazione e altre forme precarie di sfruttamento del lavoro, raddoppiare le iscrizioni alla previdenza sociale, e inoltre ha i salari reali più alti dell’intera regione.

«Questo è il governo dei lavoratori – ha sottolineato Correa – non è più il vecchio paese».

Dalla capitale Quito, dove è intervenuto, Correa ha dato risalto alla massiccia partecipazione: «La marcia si estende per chilometri e chilometri, sapete perché? Perché siamo di più, molti di più».

Durante il suo discorso, Correa ha inoltre dichiarato che quello ecuadoriano è il governo dei lavoratori, la rivoluzione del lavoro, e che non sarà permesso alla burocrazia di togliere ai lavoratori le conquiste raggiunte.

«Viva la Festa dei Lavoratori, viva la Rivoluzione dei Lavoratori», ha aggiunto il presidente.

Per poi spiegare che «la supremazia del lavoro umano sul capitale, è il presupposto su cui si basa il socialismo del XXI secolo, e la nostra Revolución Ciudadana segna una netta linea di demarcazione tra noi e il capitalismo».

A tal proposito, Correa ha chiarito che nel capitalismo viene data precedenza al capitale e al profitto, mentre nel socialismo e la Revolución Ciudadana viene privilegiata la persona e i suoi diritti.

«Staremo sempre dalla parte dei poveri e dei nostri compatrioti più deboli».

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

1° Maggio 2015, il Saluto del Pc Siriano Unito

da an-nour.com

Dichiarazione del Partito Comunista siriano unito in occasione del Primo Maggio, Festa Internazionale dei Lavoratori.

Gloria alla classe operaia siriana per il sacrificio e la costruzione di una progressiva e democratica Siria ostile ad ogni forma di sfruttamento di classe.

Oggi 1 maggio i lavoratori di tutto il mondo stanno per esprimere il loro apprezzamento ai martiri della rivolta operaia di Chicago, scoppiata nel 1886 e per ciascuno dei caduti nei campi della lotta contro le varie forme di sfruttamento e colonialismo, per la libertà, la dignità e la giustizia sociale e la pace nel mondo, e per confermare la determinazione dei lavoratori, del popolo e le forze Progressive nazionali nel continuare a lavorare e lottare per un futuro migliore dove si annulla ogni forma di dominio coloniale e l’aggressività delle guerre imperialiste sotto la bandiera della lotta con i maestri della classe operaia mondiale, Karl Marx e Friedrich Angeles:

 Proletari di tutto il mondo unitevi!

La Classe operaia siriana ha svolto un doppio ruolo storico, dal momento che ha condotto una campagna per migliorare i salari e la riduzione dell’orario di lavoro, la sicurezza sociale e la sanità, e difendere i suoi diritti attraverso la sua alleanza con i contadini e il resto dei proletari.

La classe operaia siriana ha sempre associato la sua lotta con la lotta nazionale e la difesa della patria di fronte all’imperialismo e al sionismo, ed ha contribuito con entusiasmo nella costruzione di base e delle infrastrutture economiche degli edifici in Siria, e ha costituito la base per un’economia nazionale indipendente.

Cari compagni

La Siria torna oggi torna ad essere, oggi,l’avanguardia del movimento di liberazione arabo e internazionale, mentre affronta l’invasione terrorista voluta dagli Stati Uniti e dall’entità sionista e dei loro partner europei e del Golfo e dai neo-ottomani per rovesciare lo stato siriano ostile ai loro piani, e tutte le conquiste del lavoro siriano in decenni, e le conquiste dei lavoratori per cui hanno lottato a lungo .Questa guerra ha inflitto al nostro popolo ed ai nostri lavoratori grandi disastri umanitari, hanno portato alla distruzione infrastrutture sociali ed economiche e minato gran parte di ciò che abbiamo realizzato con il sudore dei nostri lavoratori e gli sforzi del nostro personale e dei sacrifici del nostro popolo. La resistenza di fronte al terrorismo, ci porta a serrare i ranghi e restare uniti il doppio della fatica e il lavoro per guarire la ferita sanguinante della nazione e per riaffermare la correlazione tra lotta di classe e lotta nazionale.

Cari compagni

Il Partito Comunista Siriano unito è il partito della classe operaia e di tutti i proletari, è orgoglioso della lotta dei comunisti siriani che da più di novanta anni combatte  per gli interessi dei lavoratori siriani, saluta i lavoratori siriani e stringe le oro mani, e apprezza il loro ruolo di fronte alle molteplici forme di aggressione affrontate dal nostro Paese, e sta vicino alla nostra classe operaia, al fine di realizzare le loro legittime richieste: un salario equo, e una generale previdenza sociale,  lavoro e casa per tutti e per mantenere i loro diritti acquisiti, e la lotta contro la corruzione e contro l’ aumento dei prezzi, e promette il proseguimento della lotta a fianco della Federazione generale dei sindacati, al fine di:

  1. Identificare una chiara identità per l’economia nazionale e riuscire a raggiungere uno sviluppo economico e sociale globale equilibrato dove non c’è posto per le politiche neoliberiste o un’economia di libero mercato.

  2. mantenere il settore pubblico come simbolo di sovranità nazionale che si è rivelata essere un supporto per la Siria e l’immunità, soprattutto nei momenti difficili, e il processo per un Futuro migliore e lavorare sullo sviluppo e liberandolo dai risvolti negativi subiti.

    3.  lavorare per essere un progetto di ricostruzione e un progetto nazionale.

  1. La difesa dei lavoratori e dei loro diritti, in particolare, i lavoratori del settore privato, ci sia un ambiente legislativo a sostegno dell’autorità del potere giudiziario e stabilisca i controlli per i licenziamenti arbitrari, garantisca il diritto di contenzioso, tuteli e libertà e i diritti sindacali conservati organizzazione costituzionalmente indipendente, incluso il diritto di manifestazione pacifica in difesa dei loro diritti.

  2. Risolvere  la situazione dei lavoratori martiri, feriti, dei rapiti e di quelli licenziati dal servizio, al fine di garantire che non ci sia nessun spostamento delle loro famiglie e che mantengano i loro diritti acquisiti.

Noi del Partito comunista siriano unito affermiamo che stiamo con la classe operaia e il movimento sindacale unito, sotto la guida della Federazione Generale dei Sindacati, per organizzare le esigenze della classe operaia, rinnovando le nostre richieste di colpire con il pugno di ferro i commercianti che sfruttano le sofferenze delle masse popolari, approfittando dei bisogni della propria patria  per accumulare ricchezze. Un fatto altrettanto grave così come il terrorismo che uccide il nostro popolo e distrugge la nostra patria.

Gloria alla classe operaia siriana che ha sacrificato in passato ed ancora oggi si  sacrifica per una Siria patriottica, democratica, progressista anti -imperialista ed anti sionista contro tutte le forme di sfruttamento di classe. Un saluto alla resistenza del popolo siriano di fronte al terrorismo

Un saluto ai martiri della patria e della classe operaia.

Viva il primo maggio!

[Trad. dall’arabo per ALBAinformazione di Laila Mousa]

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