Vertice Antimperialista a Caracas: conversando con Adriano Ascoli

di Luis Matute

[Qui l’intervista in castigliano]

Conversazione con il compagno Adriano Ascoli, rappresentante italiano del Comitato per il Fronte Antimperialista (Pisa) al Vertice Antimperialista, Sovranità e Pace, tenutosi nella città di Caracas tra il 21 e il 24 gennaio 2020.

Adriano, quale organizzazione politica italiana rappresenti in questo Forum Antimperialista?

Appartengo al Comitato per il Fronte antimperialista che stiamo costruendo nella mia città, Pisa. Siamo in sintonia con il vostro piano di discussione, con i compagni qui a Caracas in questo incontro internazionale. L’idea e la proposta di costruire un Fronte da noi è nata localmente a partire da un’attività contro la base militare che si trova nel territorio tra Livorno e Pisa. Vicino alla mia città si trova la più grande base logistica militare degli USA, la base di Camp Darby.  Tale base – come quella di Aviano – non è sotto il controllo della Nato bensì direttamente sotto il controllo e le decisioni esclusive del governo e dell’esercito degli Stati Uniti d’America. Senza bisogno di autorizzazione, ad esempio, da parte del governo italiano, possono fare quello che vogliono indipendentemente dagli altri Paesi. Proprio da questa base militare provengono tutte le armi, le munizioni e le divise che l’esercito USA ha utilizzato e utilizza per ogni guerra che ha combattuto in Medio Oriente o in Siria, Iraq, Afghanistan, Jugoslavia, Libia. Per ogni guerra che hanno combattuto e per ogni aggressione ai Paesi limitrofi di questa parte del mondo, le armi e la parte logistica proviene da questa base militare. Allora un gruppo di compagni ha iniziato a lavorare anni fa denunciandone l’attività, ma la questione non è solo la base militare, o piuttosto, è ciò che sta dietro a tutto questo.

In cosa consiste la tua partecipazione qui a Caracas?

Qui ho trovato molti compagni, da tutto il mondo, che hanno la nostra stessa idea. In particolare abbiamo trovato compagni anche provenienti dallo Stato spagnolo, che hanno lo stesso nostro progetto e persino la medesima denominazione di fronte antimperialista; nasce così l’idea di arrivare a costruire un fronte mondiale che non sia caratterizzato in modo ideologico generale. Non è necessario che sia totalmente unito a livello politico-ideologico, ciò che è fondamentale è sostenere la lotta contro l’imperialismo. In questo modo si possono unire forze anche di diverso tipo. Stiamo parlando di forze chiaramente antimperialiste. E così, in pochi mesi, da una piccolissima idea, in un luogo altrettanto piccolo, stiamo ora discutendo quest’idea a livello internazionale.

Adriano, quante organizzazioni politiche sono presenti nel fronte antimperialista?

Nel comitato ci sono compagni che non appartengono a nessuna organizzazione ma si caratterizzano per essere comunisti marxisti-leninisti. Ci sono anche compagni della Gioventù del Partito Comunista, meglio conosciuto come Partito Comunista di Marco Rizzo, appartengono alla gioventù comunista e partecipano attivamente alla nostra comunità. Abbiamo compagni che provengono dall’esperienza del Partito della Rifondazione Comunista, che al momento si è perso come organizzazione nazionale. Abbiamo compagni che si avvicinano dal PCI, altri compagni iscritti ai CARC e all’Associazione di amicizia Italia-Cuba. Poi ci sono anche alcuni che non hanno una caratterizzazione ideologica ben definita e che si sono avvicinati a noi nell’attività di denuncia della presenza militare statunitense sul nostro territorio, qui nel cuore dell’impero. Non dobbiamo mai dimenticare che esiste un sistema imperialista all’interno del quale giocano un ruolo sia gli imperialisti statunitensi sia gli imperialisti UE. È così che abbiamo cominciato a parlare di imperialismo e a spiegare il problema generato dalla presenza yankee in Italia. Il problema non è solo una guerra o una base militare, ma un intero sistema di guerra e di oppressione ai danni dei popoli del mondo.

Questa è la tua prima volta in Venezuela, cosa pensi dell’incontro internazionalista che si è svolto (oggi è l’ultimo giorno) all’hotel Alba Caracas? Cosa pensi della marcia per celebrare il 62° anniversario della creazione dell’urbanizzazione del 23 de Enero, il quartiere più combattivo della città di Caracas?

Ebbene l’impressione, la sensazione di questo incontro, è molto intesa. È qualcosa che trasmette energia e forza. Ci sono movimenti, partiti, cittadini, forze diverse da luoghi diversi, posizioni politiche diverse e nonostante questo tutti si confrontano sulla lotta antimperialista e questo sta creando unità. Unità diversa da come poteva essere quella dell’Internazionale Comunista, dove c’era più strategia e coesione ideologica. Ma adesso dobbiamo unire le forze contro l’imperialismo fornendo ognuno il proprio contributo insieme agli altri. Si può affermare che l’elemento caratterizzante di questo incontro internazionale è che le forze antimperialiste non sono isolate, ma tutt’altro, sono pronte per sviluppare un movimento antimperialista a livello internazionale.

Esistono anche importanti organizzazioni sindacali antimperialiste. Per esempio, ascoltavo i delegati dall’Australia, non sapevo dell’esistenza di compagni marittimi australiani contro l’imperialismo (anche in Italia, a Genova, i lavoratori marittimi hanno bloccato navi che trasportavano armi in Arabia Saudita che sarebbero state impiegate contro la popolazione yemenita). Questo compito è molto importante per tutti i lavoratori del mondo. Se non conosci quello che succede intorno a te, non sai cosa accade e non ti muovi di conseguenza. La gente non si mobilita perché non conosce la situazione degli altri Paesi. Unirsi a livello globale è l’arma da impugnare contro la campagna mediatica che l’imperialismo scatena, una campagna che già comincia ad essere meno forte rispetto a prima. La gente ormai sempre meno crede a quello che i media mainstream propalano. Quando si ascolta una notizia, non si crede più tanto facilmente a tutto quello che viene detto.

Per quanto riguarda la marcia, l’incontro internazionale è una cosa e la marcia un’altra. Un piano è il vertice internazionale dove ci sono stati politici, sindacalisti, persone che occupano posizioni professionali o gente la cui occupazione principale è la politica e un altro è quello di incontrarsi nella marcia del popolo bolivariano. È stata un’iniezione di energia pura e voglio trasmetterla ai compagni del mio Paese, condividerla con loro. Si tratta di qualcosa di molto intenso: ascoltare e parlare alla gente e comprenderne i problemi (che non mancano mai). Un popolo che ti stringe la mano, gente che ringrazia noi internazionalisti di essere qui, in Venezuela. Esperienza indelebile per la solidarietà della gente, che è qualcosa di molto importante e rappresenta un valore per tutti, un valore molto sentito. La cosa principale che ho imparato in questi giorni su questa meravigliosa città che è Caracas, le sue case, la sua gente, camminando per le strade di un paese che vive normalmente e dove le persone si incontrano pacificamente, è che le cose sono all’opposto di tutto quello che i media internazionali raccontano di questo paese. Raccontano un sacco di bugie nel mio paese sul Venezuela. Poiché l’ho visto il Venezuela, posso dare la mia testimonianza. Ho conosciuto questa esperienza e questa realtà e posso condividerla con la gente del mio paese, in Italia.

Ringrazio i compagni che mi hanno accompagnato per farmi conoscere la realtà di un collettivo. Entrare in contatto con questo collettivo è stato come toccare con mano quello che è il Potere Popolare: come il popolo può organizzarsi, controllare il proprio territorio, organizzare l’attività economica e l’inclusione sociale, ma anche gestire la forza, esercitare il controllo. Esiste un potere del popolo organizzato secondo le proprie idee, la propria forza e pratica politica e sociale, ma anche politico-militare. Qui si può parlare con i compagni della base popolare che hanno le idee molto chiare sulla situazione generale del Venezuela. Questa è la forza di un popolo che nessuno può sconfiggere, perché non solo ha le Forze Armate a difenderlo, ma ha anche le forze armate popolari, e questo è qualcosa contro cui non si può vincere. Certo possono colpire il Paese con embarghi, con sanzioni criminali che arrivano fino al blocco delle medicine, con le difficoltà economiche che sta vivendo il Venezuela dovute all’aggressione imperialista. Nonostante questo non possono attaccare direttamente il Paese con facilità, perché il Venezuela è capace di resistere e ha la forza del popolo in armi e delle organizzazioni popolari. Questo è qualcosa che deve essere conosciuto, perché è un esempio per tutti, perché quando c’è bisogno di cambiare e di fare un cambiamento sociale, bisogna avere quella forza.

Qual è il tuo contributo al fronte antimperialista in Italia? Esiste una direzione? Avete dei capi del fronte?

No, in questo momento il fronte è più simile ad un collettivo di compagni che discutono, parlano e promuovono iniziative. Stanno parlando di un’attività iniziata meno di un anno fa, non prima. Proprio per questo non ha una struttura organizzata. Si tratta di qualcosa che si muove in un territorio limitato sebbene l’idea sia quella di lanciare il movimento in tutte le città d’Italia. Questo è l’obiettivo da centrare. La difficoltà, secondo me, è rappresentata dalla divisione tra partiti che, nonostante abbiano opinioni simili sulla questione dell’imperialismo, sono in competizione politica ed esiste anche una forte rivalità tra i gruppi dirigenti dei vari partiti. Ciò, a mio modo di vedere, impedisce l’unione. L’idea, il mio punto di vista, è quella di raggruppare i compagni della base, più che partire dai capi delle organizzazioni (che sono divisivi), ripeto, perché spesso sono in concorrenza elettorale tra loro. Questo ritengo essere oggi il principale nostro problema.

Il nostro obiettivo è quindi rendere chiara la lotta contro l’imperialismo, esprimere solidarietà ai popoli che ne sono vittima: come il popolo siriano o iraniano e in generale come tutti i popoli che sono sotto la minaccia dell’imperialismo e su questo che bisogna lanciare una battaglia politica. Nel mio paese la “sinistra” ufficiale quando non è direttamente filo imperialista, spesso si pone in maniera subalterna all’imperialismo medesimo, inoltre, sempre la “sinistra”, spesso si erge contro la Russia, la Cina, la Siria, l’Iran e sempre sostengono che in questi paesi non c’è democrazia. Alla fine spalleggiano le campagne mediatiche dell’imperialismo che poi sono quelle che preparano la guerra. Così è successo per la guerra in Libia, possibile perché l’Italia l’ha permessa, perché questa cosiddetta “sinistra” è stata complice di una campagna imperialista. Solo quando è iniziata la guerra alcuni hanno preso le distanze da quel disastro, però bisogna ricordare che sono gli stessi personaggi che appoggiarono tutta la campagna contro la Libia di Gheddafi fino a che non è successo quello che era evidente fin dall’inizio. Adesso stanno facendo lo stesso con l’Iran. Dicono: ”Siamo contro questa guerra, però lì c’è una dittatura che va sconfitta”. Oppure chiedono una missione militare in Iraq sotto l’egida dell’ONU (quando migliaia di cittadini iracheni marciano contro la presenza delle forze militari nel loro paese). Senza rendersene conto, alcuni sono complici dell’imperialismo. Ma se prima eravamo noi ad essere isolati, ora lo sono loro. Non hanno la forza per argomentare; negli ultimi 20 anni, dalla guerra criminale contro la Jugoslavia, la guerra del 1999, tutti hanno seguito questo schema sempre uguale: se lì non c’è democrazia, bisogna andare a bombardare e fare la guerra, colpirli e favorire con la forza un cambio di regime politico, salvo poi provocare un disastro per tutto il popolo. Dove vince l’imperialismo, quel posto si trasforma in un inferno. Questo discorso è diretto anche a tutti i venezuelani: potete vivere grandi problemi, così come ce ne sono in tutti i paesi, ma se si scatena una guerra e arrivano gli imperialisti statunitensi, sarà distrutto tutto quello che avete ottenuto fino ad ora e sarà una rovina per tutto il popolo.

Nel caso in cui si verificasse un’aggressione nordamericana contro il popolo venezuelano, cosa farebbe il Fronte Antimperialista Italiano?

Certamente i compagni sarebbero chiamati a fare tutto il possibile per mobilitarsi contro un’aggressione imperialista al Venezuela, per denunciarla. Se la domanda è diretta a me, allora ti dico che verrei a combattere con voi!

Parliamo della lettera di solidarietà che il Fronte ha inviato all’Ambasciata iraniana a Roma

È stato qualcosa di inusuale che ha aperto la porta a molti contatti, non solo locali ma anche nazionali e internazionali. Si è trattato di qualcosa molto d’impatto. Abbiamo fatto uscire un comunicato del Fronte Antimperialista e di altre piccole organizzazioni territoriali come la Rete Civica contro la Nuova Normalità della Guerra a Livorno e il Tavolo per la pace in Val di Cecina, circa 12 ore dopo l’attacco terroristico compiuto dagli imperialisti. Lo definisco così perché non c’è altro modo per definirlo: un attacco di terrorismo internazionale da parte degli yankee che ha provocato la morte del generale Soleimani: un generale di un Paese straniero in missione diplomatica… così, senza pensarci più di tanto, siamo usciti immediatamente con una lettera che condanna questo criminale atto terroristico e di solidarietà con il popolo iraniano. La lettera esprime il dolore, la nostra partecipazione al dolore del popolo iraniano e, naturalmente, la nostra solidarietà, oltre alla condanna dell’aggressione. Questa lettera ha girato molto in Italia, quasi in modo virale, credo per la sua vicinanza temporale all’attacco terroristico. È stata pubblicata in molti blog, su internet, su facebook, molte persone l’hanno letta e si sono trovate d’accordo con noi. È stata tradotta in spagnolo ed è circolata anche all’estero. Abbiamo saputo che la radio iraniana l’ha trasmessa e questo per noi rappresenta un canale che si apre e che vogliamo continuare a tenere aperto. Denunceremo sempre quello che gli imperialisti stanno facendo e aiuteremo la gente a riflettere su cosa accade ed a partecipare alle mobilitazioni.

Per concludere, dimmi, chi è Adriano Ascoli?

Sono un militante comunista dall’età di 16 anni e ho vissuto molte esperienze nella mia vita. Sono stato anche imprigionato a causa delle mie idee e dei miei contatti col movimento rivoluzionario degli anni passati. Continuo a lottare. Questa è la mia vita e niente mi farà cambiare.

Ringraziamo il nostro compagno Adriano Ascoli. Speriamo che questa sia solo la prima di molte occasioni per visitare il Venezuela. Ci auguriamo che la prossima volta conoscerà con ancora maggiore impegno e determinazione la realtà del popolo venezuelano. Grazie.

Salutiamo dunque il popolo venezuelano, il popolo bolivariano e i popoli del mondo, e continuiamo a lottare contro l’imperialismo.

Grazie, Adriano.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Alessio Decoro]

 

(FOTO) Cumbre Antiimperialista en Caracas: Conversando con Adriano Ascoli

0ddde419-d78a-488e-be9c-a48a6ee22aeepor Luis Matute

Conversación con el compañero Adriano Ascoli, representante italiano para el Comité por el Frente Antiimperialista (en la ciudad de Pisa) ante la Cumbre Antiimperialista, la Soberanía y la Paz, celebrada en la ciudad de Caracas entre los días 21 y 24 de enero del 2020. 

¿Adriano a que organización política italiana representas en este Foro Antiimperialista?

Pertenezco al Comité por el Frente Antiimperialista que estamos construyendo en mi país, nos encontramos en sintonía con el plan de discusión acá, con los compañeros aquí en Caracas en esta reunión internacional. La idea y la propuesta de construir un Frente, de nosotros nació localmente alrededor de una actividad contra la base militar que está en nuestro territorio entre Livorno y Pisa, cerca de mi ciudad está la base logística militar más grande de los norteamericanos, la base de Camp Darby  (y la de Aviano también), no está bajo control de la OTAN, es directamente bajo el control y las decisiones exclusivas del gobierno y del ejército norteamericano. Sin necesidad de autorización, por ejemplo, del gobierno italiano, ellos pueden hacer lo que quieran de manera independiente de los otros países, de acá se mueven todas las armas, municiones, uniformes del ejército norteamericano para todas las guerras que han hecho en el Medio Oriente, Siria, Irak, Afganistán, Yugoslavia, Libia: por todas las guerras que han pasado y las agresiones a todos los países vecinos de esta parte del mundo, las armas y la parte logística salió de esa base militar. Un grupo de compañeros comenzó a trabajar hace años haciendo las denuncias, pero el tema no es sólo la base militar sino es lo que está detrás de todo esto.

Esquina¿Cuál es la participación de ustedes en Caracas?

Acá encontré muchos compañeros del mundo que tienen la misma idea que nosotros, en particular encontramos compañeros también de España que tienen los mismos planes y también la misma denominación de frente antiimperialista; así es la idea de llegar a construir un frente de todo el mundo que no sea caracterizado de manera ideológica general, no tiene que ser una unidad total a nivel político ideológico, sino algo que sea claro en la lucha contra el imperialismo. De esta manera se pueden juntar fuerzas, se pueden juntar también fuerzas de diferente tipo, hablamos de fuerzas antiimperialistas claramente, y es así que, en pocos meses a partir de una idea muy chiquita, en un lugar muy chiquito, nos encontramos ahora discutiendo en un plano internacional.

psuv¿Adriano cuántas organizaciones políticas hay en el frente antiimperialista?

En este comité hay compañeros que no tienen organizaciones pero son caracterizados por una posición comunista marxista-leninista, hay también compañeros de la Juventud del Partido comunista, mejor conocido como el Partido comunista de Marco Rizzo, son de la juventud comunista y participan activamente en nuestra comunidad, hay compañeros que llegan de la experiencia del Partido de la refundación comunista, que al momento ya se perdió como organización nacional, hay compañeros que se están acercando del PCI, otros compañeros de los CARC y Asociación de Amistad Italia-Cuba, después hay también algunos que no tienen una caracterización ideológica bien definida y se acercaron en la actividad de denuncia por la presencia militar norteamericana en nuestro territorio, acá en el corazón del imperio porque nunca tenemos que olvidar que hay un sistema imperialista donde están los imperialistas norteamericanos como también los imperialistas de la UE. Así nos empezamos a hablar del imperialismo y a explicar el problema general de que genera la presencia yankee en nuestro país, que no es una sola guerra o una sola base militar sino, es todo un sistema de guerra y de opresión de los pueblos del mundo.

Es tu primera estancia acá en Venezuela, ¿qué te parece el encuentro internacionalista que se ha desarrollado (hoy es el último día) en el hotel Alba Caracas? ¿Qué te pareció la marcha por la celebración del 62 aniversario de la creación de la Urbanización 23 de enero, la cual es la Parroquia más combativa de la ciudad de Caracas?

Bueno la impresión, la sensación de esa reunión internacional es muy fuerte, es algo que te va filtrando energía y fuerza, hay movimientos, partidos, ciudadanos, fuerzas diferentes de lugares diferentes, diferente colocación, pero todos están haciendo frente a la lucha antiimperialista, eso está creando una unidad, diferente de cómo podía ser antes la unidad de la Internacional Comunista en donde hay más estrategia y una unidad ideológica general,  acá hay que juntar la fuerza contra el imperialismo dando su contribución con fuerzas diferentes y decimos la caracterización de esta reunión internacional es que no son fuerzas aisladas, son fuerzas también potentes para desarrollar un movimiento antimperialista a nivel internacional.

Hay también organizaciones sindicales importantes antiimperialistas; por ejemplo, escuchaba a los delegados de Australia, yo no sabía de compañeros marítimos de Australia que están en contra del imperialismo (también en Italia en Génova los trabajadores marítimos bloquearon naves que llevan armas a Arabia Saudí para matar al pueblo de Yemen), es muy importante esa tarea por todos los trabajadores del mundo, si uno no ve lo que pasa alrededor, no sabe y no se moviliza, no se mueve la gente, tampoco conoce la situación de los países, entonces conectarnos a nivel mundial, eso es un arma contra la campaña mediática qué tiene el imperialismo, que ya comienza  a ser menos fuerte, como era antes, ya la gente está pensando qué lo que están diciendo los medios de comunicación mainstream son mentiras, al escuchar noticias y bueno la gente ya no cree todo lo que se cuenta.

Con respecto a la marcha, una cosa es la reunión internacional y otra fue la marcha. Un plan es la cumbre internacional  donde hubo políticos, sindicalistas, personas que ocupan cargos profesionales y que su ocupación principal es la política y lo otro es encontrarse en la marcha del pueblo bolivariano; es como una inyección de energía pura, que yo quiero transmitirle a los compañeros de mi país, que quiero compartir con ellos, es algo muy fuerte, es algo que te transmite una energía escuchar al pueblo, hablar con la gente y entender también los problemas que nunca van a faltar, apretarte la mano, agradecerte por la presencia acá de los internacionalistas, por la solidaridad del pueblo y es algo muy importante, qué tiene un valor para todos y para nosotros muy fuerte; más lo que conocí en estos días de esta ciudad maravillosa que es Caracas, sus casas, su gente, caminando por las calles de un país que es normal y encontrando tranquilamente personas, qué es al revés de todo lo que los medios internacionales cuentan de este país, eso es muy particular, también porque cuentan mucha mentira de Venezuela, en mi país cuentan algo que es mentira, así, como yo lo vi, puedo dar mi testimonio, es conocer esta experiencia y esta realidad y compartirla con gente de mi país.

Sobre los colectivos puedo hablar, agradeciendo a los compañeros que me acompañaron a conocer la realidad de un colectivo y es como tocar con las manos lo que es el Poder Popular, como el pueblo se puede organizar, controlando su territorio, organizando actividad económica y de inclusión social para el pueblo y también manejando la fuerza, el control, acá hay un poder del pueblo organizado con sus ideas, su fuerza y su práctica política o social, y también político-militar. Acá se puede hablar con compañeros de la base popular que tienen ideas bien claritas sobre la situación general. Esa es la fuerza de un país que ninguno puede derrotar, porque no sólo tiene la Fuerza Armada sino tiene la Fuerza Armada del pueblo y eso es algo que no pueden ganar. Claro, pueden golpear al país con embargos, con sanciones criminales hasta el bloqueo en el sector de los medicamentos, con el problema económico qué está pasando, con el ataque del imperialismo, pero no pueden atacar directamente al país de manera tan fácil, porque el país es capaz de resistir, porque tiene fuerza del pueblo con sus armas y sus organizaciones populares y eso es algo que hay que conocer, porque es un ejemplo para todos, porque cuando hay que cambiar y hacer un cambio social, hay que tener esa fuerza.

marcha¿Cuál es tu aporte en el frente antiimperialista en Italia, hay una directiva, hay responsables del frente?

No, en este momento el frente es como un colectivo de compañeros que discuten, qué hablan y que toman iniciativas, están haciendo ahora una actividad que empezó hace menos de un año, no antes. En este sentido no tiene una estructura organizada a ese nivel, porque hablamos de algo que se mueve en un territorio limitado, ahora en estos momentos no es, pero la idea es de lanzar este movimiento en todas las ciudades de Italia, pero hay que lograr esto, porque el problema es la división entre partidos que tienen opiniones similares sobre el tema del imperialismo, pero hay competencia política y rivalidad entre los grupos dirigentes de estos partidos y no se van juntando, la idea es agrupar a todos estos compañeros a partir de la base y no de los jefes de las organizaciones que no se van uniendo, porque tienen competencia uno con el otro, ese es el problema.

Nuestro objetivo también es aclarar la lucha contra el imperialismo, la solidaridad con los pueblos que son víctimas del imperialismo, como el pueblo sirio, como el pueblo de Irán, como todos los pueblos que están amenazados por el imperialismo y  a eso también hay que hacerle una lucha política, porque en mi país la “izquierda” oficial cuando no es directamente filo imperialista, frecuente se pone subalterna al imperialismo mismo, entonces hablando de izquierda  después se ponen en contra de Rusia, en contra de China, contra Siria, contra Irán y siempre hablando de que no hay democracia, no hay perfección y todo eso y al final dando fuerza con la campaña mediática del imperialismo qué son los que preparan la guerra. Así pasó con Libia, la guerra en Libia fue posible porque Italia la permitió, porque la izquierda fue cómplice de la campaña imperialista, solo fue al final cuando comenzó la guerra que algunos tomaron distancia de este desastre, pero ellos apoyaron toda la campaña contra la Libia de Gadafi, hasta que pasó lo que era evidente, lo que iba a pasar era claro del comienzo, y ahora están intentando hacer igual con Irán diciendo “estamos en contra de la guerra, pero allá hay una dictadura que derrotar”, o pidiendo una misión militar bajo la ONU en Iraq (cuando miles de ciudadanos de Iraq marchan contra las presencia de las fuerzas militares en su país), son algunos, sin darse cuenta, cómplices del imperialismo. Antes nosotros estábamos aislados y ahora son ellos los aislados, no tienen la fuerza de argumentar, no tienen argumentos suficientes; en los últimos 20 años desde la guerra criminal contra Yugoslavia, la guerra de 1999, todos fueron con ese esquema siempre igual, si allá no hay democracia hay que ir a bombardear y hacer la guerra, golpearlos y hacer un cambio de régimen político a la fuerza y después lo que van a obtener es el desastre del pueblo y dónde van a ganar los imperialistas eso se va a convertir en un infierno.

Eso se lo digo a todos los venezolanos también: que pueden existir grandes problemas como en todos los países, pero si va a pasar una guerra y van a llegar los yankee, se va a destruir todo lo que hay acá bueno y va a ser una ruina para todo el pueblo.

En dado caso que haya una agresión norteamericana en contra del pueblo venezolano, ¿Qué haría el frente antiimperialista italiano?

Claramente los compañeros serían llamados a hacer todo lo posible para hacer una movilización contra una agresión imperialista a Venezuela, para denunciar esto, si la pregunta es personal: ¡yo voy a estar acá a vuestro lado combatiendo con vosotros!

Háblanos sobre la carta de condolencia que le enviaron al embajador de Irán en Roma

Esto fue una cosa muy original y que abrió la puerta a muchos contactos no solo a locales sino también nacionales y no solo nacionales, porque fue algo muy fuerte que nosotros salimos con un comunicado del frente antiimperialista y otras pequeñas organizaciones territoriales como la Red cívica contra la nueva normalidad de la guerra de Livorno y la Mesa por la paz de la Val di Cecina, de esta manera nosotros salimos como 12 horas después qué los imperialistas golpearon con este ataque terrorista, digo así porque no hay otra manera de definirlo, como un ataque de terrorismo internacional de los yankee matando al General Soleimani, un General de un país extranjero, además que era en misión diplomática y nosotros sin pensar salimos al toque con una carta de condena de esto acto criminal y de solidaridad con el pueblo de Irán, de dolor y participación al dolor de un pueblo por lo que pasó y solidaridad con ese pueblo y fue en contra de la agresión contra el pueblo de Irán, y esa carta círculo mucho en Italia de manera viral, porque salió al toque, al momento, un día después y qué fue publicada en un montón de blogs, por internet, por facebook, muchas personas las leyeron y se pusieron de acuerdo con nosotros, fue traducida al español, también circuló afuera del país hasta que tú me estás preguntando eso, tenemos información que la radio de Irán la transmitió y esto para nosotros es como que si se nos abriera una puerta y así queremos seguir, denunciando lo que hacen los imperialistas y hacer que mañana la gente piense lo que está pasando y que participe en estas movilizaciones.

Para terminar, dime ¿quien es Adriano Ascoli?

A esta pregunta me gustaría que contesten los otros, soy militante comunista de cuando tenía 16 años y pasé muchas experiencias en mi vida, estuve también preso por mis ideas y contactos en el movimiento revolucionario de los años atras, y sigo luchando, esa es mi vida y nadie me la va a cambiar.

Le damos las gracias a nuestro compañero Adriano Ascoli, esperamos que solo sea una primera oportunidad que venga a Venezuela en estas escasas horas que ha vivido aquí y en la próxima oportunidad ya conocerá con mayor esfuerzo y ahínco la realidad del pueblo venezolano. Gracias.

Bueno un saludo entonces al pueblo venezolano, al pueblo bolivariano, a los pueblos del mundo y siempre luchando contra el imperialismo.

Gracias Adriano.

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