Chi sono i mercenari nell’Est dell’ Ucraina?

da al manar

La presenza di combattenti provenienti da società private militari, americane, inglesi, polacche e italiane in Ucraina non è più un segreto da lungo tempo, scrive, oggi, il quotidiano Rossiyskaya Gazeta.

Tra 200 e 300 mercenari professionisti lottano oggi contro la popolazione della Nuova Russia. Sono pagati ma hanno tardato a raggiungere il fronte. Ci sono anche volontari “ideologici” provenienti dall’estero, che vengono accolti a braccia aperte dai “battaglioni di difesa territoriale” come “Azov” e “Aidar.” Essi vengono reclutati dai nazisti e criminali.

Combattono molto meno anche se si vantano sui social network, e talvolta diventano prigionieri inaspettati.

La più significativa “acquisizione” delle forze di autodifesa è stata la cattura di un cittadino svedese,  Michael Skilt, battaglione d’élite “Azov”, istruttore-tiratore. Secondo l’ “histographie” ufficiale del battaglione “Azov”,  Skilt neo-nazista e razzista, sostenitore della democrazia è giunto in Ucraina come un turista, si è innamorato dell’idea di Euromaïdan, “piena di sentimenti”, infine, ha aderito al Settore destro. É arrivato nel Donbass direttamente dal Maidan.

Egli è stato catturato dalle forze di autodifesa quando i suoi “fratelli” del battaglione hanno semplicemente abbandonato questo “Viking invincibile” in una lotta di retrovia, condotta in un modo disorganizzato e senza precauzioni.

Il capo di una concessionaria di auto in Italia, Francesco Falcone, 54 anni, fa anche lui parte del battaglione “Azov”. Si è scoperto che suo nonno era uno dei 130.000 italiani fascisti inviato da Mussolini a Stalingrado e ucciso durante l’offensiva “Tempesta Invernale”. Questo è il motivo per cui il “discendente del legionario” Francesco odia i”Russofili”, sostiene gli islamisti ed era anche disposto a convertirsi all’Islam nella sua giovinezza. “Ho sognato tutta la mia vita di un’esperienza  come questa. Non c’è spazio per i sentimenti. Questa è la guerra. Sono qui per uccidere”, ha testimoniato davanti ai giornalisti occidentali.

È molto più interessante sapere chi ha reclutato questo disoccupato italiano nel battaglione punitivo “Azov”. Secondo le informazioni della SDF, è il francese Gaston Besson, 47anni, capo della cosiddetta “legione straniera”, nell’ambito del battaglione.

Non è certo per romanticismo militare che un istruttore della vera Legione straniera francese, ferito tre volte, dopo averne  viste di tutti i colori durante la guerra in Jugoslavia, sia venuto in Ucraina. Le forze di autodifesa credono che questo “specialista”, sposato con una croata e residente finora in Croazia, sia il responsabile per il reclutamento di combattenti stranieri per partecipare alla guerra nel Donbass. Comunque, Besson è il primo ad aver diffuso sui social network l’ appello a mobilitarsi per la “guerra contro la Russia”, rivolgendosi ai suoi ex camerati. Inoltre, si lamentava su Facebook per essere oggi l’unico combattente francese accanto a tre svedesi, tre finlandesi, un canadese e un italiano.

[Trad. dal francese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Torna il fascismo e la minaccia della guerra nel cuore dell’Europa


di Gianmarco Pisa

In Ucraina è in atto un colpo di Stato ad opera di gruppi estremisti, dichiaratamente fascisti e neonazisti.

All’indomani della Giornata dei Lavoratori, lo scorso 2 Maggio, a Odessa, 112 vittime innocenti, in gran parte lavoratori, sindacalisti, comunisti, sono morti per mano di gruppi di estrema destra, che hanno messo a ferro e fuoco il Palazzo dei Sindacati.

Da una settimana, la giunta golpista amica degli Stati Uniti e dell’Unione Europea ha messo sotto assedio Slaviansk, nel Donetsk, inviando i carri armati contro il proprio popolo, che da settimane reclama diritti e autodeterminazione in un Paese sconvolto dalle violenze fasciste delle organizzazioni Pravj Sektor e Svoboda.

Come era già avvenuto nei casi della Libia e della Siria, anche nel caso della crisi ucraina, USA, UE e NATO usano il pretesto delle proteste popolari per rovesciare governi legittimi ed esercitare una diretta ingerenza negli affari di un Paese sovrano.

Violando palesemente il diritto e la giustizia internazionale, le cancellerie europee si sono affrettate a riconoscere e finanziare un governo imposto da rivoltosi, paramilitari di piazza Maidan, e composto da ministri che si richiamano apertamente all’ideologia nazista, sostenuti da settori reazionari ed oligarchi corrotti.

In nome della “sovranità ed integrità territoriale dell’Ucraina”, l’UE, in primis la Germania, gli USA e la NATO mirano a inglobare il Paese nella propria sfera di affari e stringere d’assedio la Russia, minacciata nel suo confine occidentale dall’espansionismo della NATO e provocata con i pogrom contro la popolazione russofona.

Il voto in Crimea e le manifestazioni nella regione orientale del Paese a maggioranza russofona hanno dimostrato che la popolazione ha paura di un ritorno alla passata occupazione nazista, la cui memoria è ben viva nel ricordo di tanti cittadini democratici.

Esprimiamo la nostra solidarietà ai popoli della Crimea, del Donetsk, di Slaviansk, di Lugansk, di Odessa e a tutti gli antifascisti ucraini, alle donne e ai giovani che resistono alle violenze dei golpisti e alle minacce dell’imperialismo!

Condanniamo le violenze in atto in Ucraina, denunciamo i crimini contro l’umanità della giunta di Kiev e invitiamo tutti i cittadini democratici e le istituzioni a non prestare il fianco alla campagna di sostegno a questo golpe, che rischia di far divampare ancora il fascismo e la guerra nel cuore dell’Europa!

Chiediamo al Parlamento Italiano di sottrarsi alla campagna in atto a sostegno della giunta di Kiev e contro la Russia e di lavorare ad un progetto politico di pace e cooperazione con i popoli dell’Est europeo!

Napoli 9 maggio 2014

ore 12,00 – 14,30 Centro Direzionale Napoli 

Via G. Porzio Isola B3

Presidio antifascista sotto il Consolato Ucraino

Nicolás Maduro: «La classe operaia è il grande intellettuale collettivo per la costruzione del socialismo»

Fonti: Aporrea, Circolo Bolivariano Antonio Gramsci – Caracas

15Giu2013.- Il presidente Nicolás Maduro ha iniziato questo venerdì le sue giornate di Governo di Strada nello Stato Falcón, dove ha fatto visita alle imprese socialiste della zona franca del Paraguaná, che ha dichiarato area di sviluppo economico speciale, ha spronato i lavoratori a portare alla sua massima espressione l’organizzazione e l’ottimizzazione delle risorse per la produzione per conquistare l’efficienza socialista.

«Il grande intellettuale collettivo per la costruzione del socialismo è la classe operaia», ha puntualizzato il presidente durante l’atto centrale trasmesso da Venezolana de Televisión (VTV).

Maduro ha evidenziato che l’obiettivo di una fabbrica socialista è quello di produrre con relazioni sociali di uguaglianza e di giustizia.

Il Presidente venezuelano ha dichiarato che «le nostre fabbriche devono essere correttamente dirette, gestite, amministrate con efficienza socialista; devono disporre della migliore tecnologia, la migliore organizzazione interna per la produzione, rispettando le condizioni di vita, di lavoro e di salute dei lavoratori, con condizioni socioeconomiche lavorative giuste e con il numero di lavoratori necessari per i processi produttivi in ogni unità».

Durante la sua visita alla fabbrica di lampadine a risparmio energetico Vietven Iluminaciones, ha sottolineato che la classe operaia venezuelana «è la colonna vertebrale per la nuova patria che stiamo costruendo».

Successivamente si è diretto verso la Unidad de Energía Renovable Venezuela, fabbrica di elettrogeneratori eolici e fotovoltaici realizzati in collaborazione con Cuba.

Gobierno de la Eficiencia en la Calle sigue en FalcónSuccessivamente ha sottolineato la necessità di evidenziare il carattere antifascista della Rivoluzione Bolivariana che è inoltre, socialista, democratica, antimperialista e chavista, definendo il Governo di strada come la maniera migliore per «gettare solide basi di contatto con il popolo». Tale strategia è una componente di un sistema di governo popolare in costruzione, verso il socialismo, che rompa con le strutture dello Stato borghese e generi un metodo di interazione e direzione collettiva.

Il presidente venezuelano ha infine reiterato l’importanza strategica della strutturazione delle milizie operaie bolivariane dichiarando che «la clase obrera unida jamás será vencida, la clase obrera armada jamás será aplastada!».

I giovani di Quarto (Napoli) omaggiano il ‘Comandante eterno’… e vincono il campionato!

 I giovani del comune di Quarto (Na) supporters della locale squadra di calcio giovanile, popolare e antifascista, Quartograd, recentemente promossa in Seconda categoria, hanno realizzato un murale in omaggio a Hugo Chávez, il ‘Comandante Eterno’ della Repubblica Bolivariana del Venezuela, proprio accanto al murale dedicato al loro compianto compagno Sergio. 

“Un altro mondo è possibile, se è socialista”, questo il titolo dell’opera che è visibile nei pressi del cavalcavia ferroviario che collega il Comune campano che, secondo recenti statistiche, è uno dei Comuni più giovani d’Europa, afferma Giorgio Rollin, Presidente della locale Consulta Giovani (nonché portiere del dinamico equipe calcistico), in lotta per evitare la minaccia di sgombero ventilata dalle politiche antipopolari della commissariata amministrazione

LA CONSULTA DEI GIOVANI DI QUARTO NON SI TOCCA!

RISPONDIAMO CON LA MOBILITAZIONE POPOLARE ALL’ENNESIMO ATTACCO DA PARTE DI FUNZIONARI E POLITICI CHE NON ASCOLTANO LE ESIGENZE DEI CITTADINI!

DIFENDIAMO E MOLTIPLICHIAMO GLI SPAZI DI AGGREGAZIONE E SOCIALITA’ PRESENTI SUL NOSTRO TERRITORIO!

L’assemblea chiamata dalla Consulta dei Giovani, tenutasi a Piazzale Europa il 22/05/2013, ha visto la partecipazione in massa di centinaia di singoli cittadini (giovani e non) oltre a partiti, associazioni e collettivi che con la propria presenza hanno dimostrato di tenere a cuore la vita sociale di Quarto oltre che riconoscere agli spazi di Piazzale Europa e agli organismi che vi risiedono un fondamentale ruolo sociale e aggregativo nel nostro Paese.

 Tutto ciò ci lascia solo più allibiti e ci fa chiedere come mai la sana aggregazione giovanile, volta al miglioramento dello status sociale della nostra cittadina è mal vista sul nostro territorio. Come mai le stesse istituzioni che si “dicono essere” contro la Camorra e per la Legalità, quelle stesse che “dicono”, attraverso i propri funzionari, di rappresentare lo Stato Italiano, mostrano impassibilità e “tolleranza zero” verso la parte sana di questo paese che con generosità e abnegazione ha dimostrato negli anni di essere sempre in prima linea nella lotta per un futuro migliore? Da Pianura al Castagnaro, passando per il Quartograd, piuttosto che per il Comitato per il Trasporto Pubblico, dal Presidio Permanete di Quarto contro Discariche ed Inceneritori al collettivo studenti medi, dai Cineforum di Piazza e al doposcuola per i bambini disagiati del Paese alle campagne informative sui metodi contraccettivi del Progetto Eva, questa scelta scellerata presa dai tre sceriffi di turno che nulla sanno di cosa vuol dire vivere in questa periferia degradata, dalla sera alla mattina e senza alternative, mette a repentaglio quanto fatto di buono finora in questo paese.

I Commissari Prefettizi rappresentano lo Stato Italiano, è vero, ma quale Stato? 

Di certo non quello che dovrebbe difendere i diritti dei cittadini e stare dalla parte dei più deboli. Piuttosto quello che licenzia e privatizza, quello che lascia fare a Marchionne l’aguzzino di turno e non interviene quando c’è da difendere i diritti di migliaia di operai, quello che invece interviene con il manganello e l’esercito quando una comunità in Val Susa insorge perché non vuole distruggere le proprie montagne, quello che senza scrupoli si ricorda della popolazione solo quando deve far pervenire le cartelle esattoriali di Equitalia. Ecco che Stato rappresentano i nostri Commissari Prefettizi, uno Stato ingiusto che vede una banda di criminali continuare a Governare un Paese allo sfacelo (quando non ci riescono con l’elezioni, ricorrono ad un vero e proprio Colpo di Stato, vedi cosa accaduto con la rinomina di Napolitano), nel bel mezzo di una crisi che non ha precedenti per drammaticità e conseguenze concrete sulla popolazione, nella storia.Non stiamo ancora qui a dirvi il perché difenderemo la nostra agibilità politica conquistata in anni e anni di sacrifici, ma invitiamo quanti ci hanno conosciuto e apprezzato per il lavoro portato avanti negli anni, a solidarizzare e a partecipare al presidio che terremo Martedì mattina in occasione del previsto sgombero.

Martedì mattina difendiamo la Consulta: giovani, anziani, famiglie, collettivi, raggiungete il presidio nei locali della consulta, presso piazzale Europa, a partire dalle ore 7.00.

DIFENDIAMO I LUOGHI DI AGGREGAZIONE SANA DEL NOSTRO TERRITORIO COME ABBIAMO DIFESO INSIEME IL CASTAGNARO O LE CAVE DI VIA SPINELLI!!

ADERISCONO:

Consulta dei giovani di Quarto, Progetto EVA, P.CARC sezione di Quarto,Comitato Disoccupati Quartesi, Comitato No alla discarica delCastagnaro, Collettivo ISIS di Quarto, A.S.D Quartograd, NostalgiaCanaglia, Torneo Antifascista e Antirazzista di calcio a 8.

Quartograd promosso in seconda
categoria: vince il «calcio popolare»

La «squadra antifascista» conclude una stagione straordinaria con centinaia di tifosi sugli spalti

di Alfonso Bianchi (dal Corriere del Mezzogiorno)

NAPOLI – Lo spettacolo che si è svolto sabato al comunale di Quarto è stato qualcosa di incredibile. Sulle gradinate centinaia di persone per un match di Terza Categoria, roba che nemmeno nelle serie superiori. Quando all’ingresso dei giocatori in campo sulla gradinate è stata srotolata un’enorme maglietta coi colori e il simbolo della squadra, sono state accese le torce e il pubblico ha cominciato a cantare “Devi vincere!”, sembrava di stare in una piccola “Bombonera” di periferia.

Quartograd, vince la squadra antifascista

Per uno strano scherzo del destino la capolista Quartograd, la squadra ‘antifascista’ di calcio popolare, si giocava, all’ultima partita di campionato, la promozione nello scontro diretto con la seconda in classifica, il Fulgor Marano. Tra le due un solo punto di differenza. Imbattuta la prima, una sola sconfitta per la seconda. Miglior attacco la prima, con 65 gol, miglior difesa la seconda, soltanto 10 reti subite in tutta la stagione. Sulle gradinate giovani, anziani e intere famiglie erano venute a sostenere questi ragazzi, i loro ragazzi, i loro compagni, amici e fratelli. Ma per 90 minuti per tutti loro, dentro e fuori dal campo, c’è stato da soffrire. Soffrire e stringere i denti, anche se bastava un solo punto per ottenere la tanto agognata promozione.

A neanche un minuto dal fischio d’inizio, infatti, il Marano è andato subito in vantaggio, il pareggio a opera di Daniele Gelotto è arrivato solo nel secondo tempo, ma i padroni di casa sono andati di nuovo sotto dopo pochi minuti. Il pubblico continuava a incitare, ma con l’avvicinarsi del 90esimo minuti a molti ormai si strozzava la voce in gola. «Ogni partita che abbiamo giocato in questo campionato ci ho sempre creduto fino all’ultimo secondo – spiega il mister Fabio Amazzini – Ma questa volta confesso che non ce l’ho fatta, all’ultimo minuto ho ceduto e mi ero rassegnato alla sconfitta. Ma i miei ragazzi no, non hanno mollato fino all’ultimo respiro e ci hanno regalato questa gioia immensa. Sono stati straordinari». La rabbia e la sete di vittoria non sono venute meno in campo neanche quando tutto sembrava perduto e così sugli sviluppi di un calcio d’angolo al 94esimo, il difensore Gennaro De Vivo, novello Renato Cesarini, l’ha insaccata facendo esplodere lo stadio. Le gradinate sono ‘franate’ e la festa è iniziata con l’invasione di campo per concludersi solo a tarda notte, con una serata di musica organizzata da società e tifosi all’esterno della consulta giovanile. Per capire come sia possibile un tale entusiasmo e una tale partecipazione per una squadra di Terza categoria, l’ultima dei campionati ufficiali della Fgci, bisogna ripercorrere le tappe che hanno portato alla nascita di questa esperienza.

Il club è stato fondato lo scorso ottobre con i migliori giocatori del “Torneo antifascista”, una competizione inaugurata tre anni prima su iniziativa della sezione locale dei Carc e che era arrivata ad avere 40 squadre partecipanti, con molti calciatori di buon livello. Da lì l’idea di creare una sorta di azionariato popolare per mettere in piedi una società in cui giocatori, dirigenti e tifosi lavorassero insieme per gli stessi ideali: la riscoperta del calcio come forma di aggregazione pulita e lontana dalle logiche del mercato, e l’antifascismo, come principio fondante di ogni convivenza. «Vedere quelle centinaia di tifosi sugli spalti per la finale, vedere i ragazzi sostenerci anche in trasferte ‘scomode’ come quella a Procida, ci ha dato per tutto l’anno una marcia in più – afferma Amazzini – Ma sapete qual è la soddisfazione più bella? Vedere i tifosi agli allenamenti, una cosa che non succede neanche in serie C. E poi finta la preparazione andare a bere una birra tutti insieme».

È questa la vera vittoria del progetto Quartograd, aver creato una aggregazione vera e basata su principi nobili. «Nella squadra ci sono ragazzi dalle più diverse estrazioni sociali, dal giovane che proviene da una famiglia più fortunata, al disoccupato, dal lavoratore del mercato ortofrutticolo fino all’operaio». Tutti giovani spinti solo dalla passione e disposti al sacrificio per il proprio sogno. Come Paolo Rinforzi, detto ‘o gemell’, centrocampista da 5 gol a stagione, che ogni mattina si alza alle 6 per andare in cantiere «e non manca mai agli allenamenti, a costo di addormentarsi alla fine negli spogliatoi distrutto da una giornata di fatica. Non è da tutti» racconta con orgoglio il mister. E così lontano dai riflettori della serie A, dai blasoni della Champions league, dai milioni del calcio moderno, in un piccolo campo di periferia è possibile riscoprire la passione autentica per questo sport meraviglioso. Una passione che si è rivelata vincente, fuori e dentro dal campo. E ora conquistata la prima vittoria non resta che guardare al futuro. E ancora un volta che dire: Avanti Quartograd!

(VIDEO) ALBAinFormazione intervista Alexander Höbel (Ass. MarxXXI)

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