Kirchner: «Gli argentini sanno perché i greci hanno votato no»

Argentine President Cristina Fernandez de Kirchnerda Russia Today

Dopo l’esito del referendum in Grecia, il Presidente dell’Argentina Cristina Fernández de Kirchner, ha celebrato il rifiuto opposto dai cittadini greci al programma dei creditori

«Una rotonda vittoria di democrazia e dignità. Il popolo greco ha detto no alle impossibili e umilianti condizioni che volevano imporre per la ristrutturazione del suo debito estero», queste le parole espresse tramite il proprio account Twitter dal Presidente dell’Argentina Cristina Fernández de Kirchner, dopo la schiacciante vittoria del ‘no’ nel referendum greco.

«Noi argentini sappiamo di cosa si tratta. Speriamo che l’Europa e i suoi leader comprendano il messaggio arrivato dalle urne», ha dichiarato il Presidente. «Non si può chiedere a nessuno di firmare il proprio atto di morte».

Il ‘no’ ha ottenuto una vittoria travolgente raggiungendo il 61,3% dei voti. Così, i cittadini del paese ellenico hanno respinto le nuove misure di austerità proposte dalla Troika dei creditori ad Atene in cambio dell’erogazione di nuovi fondi.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

La campagna sionista contro l’Argentina

da al manar

Un articolo di Eli Clifton recentemente apparso sul sito web del politologo statunitense Jim Lobe (lobelog.com) fornisce dati interessanti circa la campagna sionista contro l’Argentina, architettata principalmente dai circoli della lobby sionista negli Stati Uniti.

Ai primi di maggio Jim e Charles Davis hanno pubblicato un articolo sul Washington Post su una campagna contro l’Argentina e il suo presidente Cristina Fernandez de Kirchner, accusando quest’ultima di promuovere una “teoria della cospirazione anti-semita”, e ha suggerito che sia cl’AIPAC ( la più grande organizzazione della lobby sionista negli Stati Uniti) che la Fondazione per la Difesa delle Democrazie (FDD) « a coordinare i loro sforzi per presentare il governo argentino di Fernandez come un alleato del terrorismo promosso dall’Iran».

In questo contesto, ci sarebbero gli sforzi anche del sionista Paul Singer, il capo miliardario di un fondo avvoltoio che sta cercando di costringere l’Argentina a pagare l’intero debito che porta la sua firma. Questa sarebbe sia una punizione politica contro l’Argentina per non sottomettersi alle esigenze dei gruppi sionisti e di Israele che tentata di approfittare della situazione economica per saccheggiare la ricchezza dell’Argentina.

Singer è anche un membro, insieme con il miliardario sionista Sheldon Adelson, della Coalizione ebraica repubblicana. Entrambi restano politicamente attivi nel sostenere vari candidati repubblicani. Entrambi erano presenti al Metropolitan Club di Manhattan in un incontro, avvenuto questo mese con il candidato Jeb Bush, che ha appena annunciato che suo fratello, l’ex presidente George W, è stato il suo consigliere per la politica su Israele.

Paul Singer ha contribuito con 3,6 milioni dollari alla “American Israel Education Foundation”, entità di cui si serve l’AIPAC per raccogliere fondi.

AIPAC e la FDD hanno appoggiato il controverso procuratore speciale Alberto Nisman, noto per aver lanciato accuse gratuite contro l’Iran e il governo argentino. Nisman cercò, senza provarlo, di  accusare l’Iran per l’attentato al palazzo del Argentina Israelita Mutual Association (AMIA), nel 1994 e, in Argentina,  ha accusato il presidente di cercare di coprire la questione in cambio di favori commerciali per il paese sudamericano, una richiesta che è stata respinta in seguito da un tribunale argentino. Uno degli aspetti più criticati del lavoro di Nisman era quello di accettare la testimonianza dei membri del gruppo terroristico di opposizione iraniano Mujahedin e Khalq, il quale è comparato ad una setta secondo gli esperti ed è riconosciuta come un’organizzazione terroristica internazionale.

Nisman alla conferenza AIPAC

Nel 2010, Nisman ha partecipato alla conferenza AIPAC, qualcosa di insolito se si considera che la partecipazione ad un evento pro-Israele e anti-iraniana, lascia intendere una netta polarizzazione e una credibilità pari a zero nelle loro azioni. «ÉE ‘stato trattato al congresso come un “eroe”», ha affermato Clipton.

Ai primi di maggio il senatore Sionista degli Stati Uniti, Marco Rubio, originario della Florida, famoso per la sua feroce opposizione l’accordo nucleare con l’Iran ed ha persino minacciato di un attacco nucleare l’Iran, ha presentato una risoluzione al Senato in cui ha chiesto «un’indagine sulla morte di Nisman» che è stato trovato morto nella sua casa. Rubio ha anche accusato Fernandez di aver cospirato per «coprire il coinvolgimento dell’Iran nell’attacco terroristico del 1994».

Va notato, secondo Clipton, che il promotore degli hedge fund, Elliot Management, sono stati i secondi fondi più grandi di finanziamento per la campagna di Rubio tra il 2009 e il 2014, fornendo circa 122.620 dollari per il candidato repubblicano secondo il Center for Responsive Politics.

Singer ha anche contribuito con fondi per il Progetto Israele (TIP), che ora è guidato dall’ex capo di dell’AIPAC Josh Block. Singer ha donato 500.000 dollari per il gruppo nel 2007 e 1 milione di dollari nel 2012. Il TIP ha, tra l’altro, continuamente pubblicato articoli critici nei confronti del governo argentino.

La rivista Tower, sul TIP, a ha pubblicato 28 articoli citando Nisman e il caso dell’AMIA, facendo una ricerca sul suo sito web. Ben Cohen, redattore-collaboratore, ha scritto due articoli contro Fernandez.

La furia di questo sionista è diretta anche contro il giornalista ebreo argentino Jorge Elbaum, accusato di essere “un tribunale ebraico”, di fatto cita una dichiarazione di Nisman, nella quale ha assicurato gli altri leader della comunità ebraica Argentina, che «Paul Singer ci aiuterà a invertire l’approccio dell’Argentina sull’Iran», una dichiarazione degna di un leader politico e non di un pubblico ministero che indaga un caso.

Le ragioni di Singer

Come detto, le ragioni per le azioni di Singer contro l’Argentina e il suo governo non sono solo ideologiche, ma rispondono anche ad a un chiaro interesse economico per realizzare un profitto a spese del popolo argentino. Ha portato l’Argentina in tribunale per ottenere il pagamento integrale del debito che ha contratto a sua firma, in contrasto con il 93% di tutti gli altri creditori che hanno accettato un accordo con il governo argentino sul rimborso dello stesso. Il fondo avvoltoio Singer ha acquistato bond argentini molto economici in difetto e ora pretende dall’Argentina il pagamento integrale del valore delle attività, che consentirebbero di guadagnare 2 miliardi di dollari. E usa il TIP per fare pressione sul governo argentino per difendere i suoi interessi.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Argentina e Russia firmano nuovi accordi strategici

putincristina_0da Telesur

I leader dei due paesi riuniti in un incontro ufficiale a Mosca per discutere meccanismi di integrazione e cooperazione.

Il presidente russo Vladimir Putin incontra la sua omologo argentina, Cristina Fernández, per firmare 20 nuovi accordi di cooperazione bilaterale in vari settori di interesse comune.

Tra i temi in agenda vi sono la crisi in Ucraina, la cooperazione reciproca in organismi internazionali quali il G20 e le Nazioni Unite, così come la situazione attuale delle isole Malvinas, e l’ampliamento della cooperazione in ambito economico ed energetico.

Altro punto incluso nella discussione è la cooperazione attraverso organismi come l’Unione Economica Eurasiatica e il Mercato Comune del Sud (Mercosur).

Argentina e Russia firmeranno 20 accordi di cooperazione strategica globale, al fine di promuovere le relazioni bilaterali, insieme ad un memorandum tra la società petrolifera russa Gazprom e l’azienda di Stato argentina per la costruzione di una centrale nucleare in territorio albiceleste.

Durante la sua visita in territorio russo il Capo dello Stato e la delegazione diplomatica hanno preso parte alla cerimonia di chiusura del Forum Imprenditoriale Bilaterale e insieme ai dirigenti di aziende russe, hanno inaugurato una mostra dedicata all’ex first lady argentina Eva Peron, organizzata presso il Museo Storico.

Per Cristina Fernández si tratta della terza visita ufficiale in Russia; mentre i due paesi celebrano quest’anno i 130 anni dall’inizio delle relazioni diplomatiche.

argentina-rusia-acuerdos.jpg_1788674825

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

(VIDEO) Cristina asume en Caracas la presidencia pro témpore de MERCOSUR

46ª Cumbre de Jefes y Jefas de Estado del MERCOSUR.

por cfkargentina.com

46ª Cumbre de Jefes y Jefas de Estado del Mercosur Palabras de la Presidenta Cristina Kirchner en la sesión plenaria del Mercosur y ceremonia de traspaso de la presidencia pro témpore a la República Argentina. Caracas, Venezuela. Martes, 29 de Julio de 2014.

Muy buenas tardes a todos y a todas, en realidad voy a tener que dar dos discursos en el día de la fecha: uno, en este momento como representante de la República Argentina y luego, en nombre del bloque regional, al asumir como presidenta pro témpore, una vez que Nicolás me traspase con un martillazo, por supuesto, en la mesa, no en ninguno otro lugar, el mandato.

En principio, quiero hablar de dos alegrías de hoy aquí en Caracas, es la primera vez que estoy en una sesión del Mercosur en Caracas, en la República Bolivariana de Venezuela. Me hubiera gustado también que estuviera Hugo, pero siento, como lo decíamos hoy, en privado, que él está aquí.

46ª Cumbre de Jefes y Jefas de Estado del MERCOSUR.

Darle la bienvenida a Paraguay, al Presidente Horacio Cartes, la segunda alegría del día, y la idea además fantástica de representar a nuestros fundadores en esa imagen del Mercosur.

Y yo quiero empezar como argentina, por la figura del Mariscal Francisco Solano López, que es el último que está allí, porque ese hombre simboliza las posibilidades de lo que podemos ser y de lo que pudimos ser.

46ª Cumbre de Jefes y Jefas de Estado del MERCOSUR

Paraguay fue el primer país de toda América latina que tuvo trenes, que tuvo hornos de alta fundición, fue el primer país, durante el siglo XIX, en ser un país industrial. Todos sabemos históricamente lo que sucedió: la Guerra de la Triple Infamia, como le decíamos hoy, la Guerra de la Triple Vergüenza, que arrasó con ese proyecto de autonomía, con ese proyecto de soberanía nacional, que constituyó un verdadero ejemplo de nuestra historia y que terminó también arrasando con la vida, porque los últimos que terminaron peleando fueron las mujeres y los niños, luego de haber sido masacrados todos los hombres.

Por eso las cosas que hoy pasan en el mundo no son nuevas, se repiten con distintas formas y distintos protagonistas, pero quiero rendir un homenaje especial al retorno de Paraguay, a la presencia de su Presidente aquí en este lugar, y quiero hacerlo no solamente desde la presencia de hoy del Paraguay de él, sino también desde el Paraguay histórico del Mariscal Francisco Solano López, y de la autocrítica que los países que formamos la Triple Alianza deberíamos y debemos hacernos; siempre lo hago, por eso me critican mucho desde los medios en mi país.

Estas son las dos grandes alegrías: estar aquí, en Caracas y estar aquí, hoy, con Horacio Cartes.

Luego tenemos lo que mencionaba recién Nicolás: el drama de la Franja de Gaza, porque lo primero es lo primero. Yo agradezco la solidaridad y voy a hablar en último término de la Argentina, pero me parecería muy egoísta y muy mal no hablar en un momento en que está sucediendo lo que está pasando, en Palestina, en la Franja de Gaza, donde han sido asesinados civiles, niños, mujeres, bombardeados hospitales, en definitiva donde está en juego la vida, no ya el patrimonio y los recursos sino la vida de todo un pueblo, y creo que estamos elaborando una declaración al respecto, pero la primera cuestión es solicitar un cese inmediato del fuego.

Y decir también, más allá de los matices que podamos tener los distintos mandatarios y mandatarias que están aquí hoy presentes, la necesidad -y esta ha sido una postura histórica de la República Argentina- de reconocer el Estado de Palestina, el derecho a existir de Palestina.

Argentina tiene representación diplomática en Ramallah y lo decimos desde la autoridad también de haber sido nuestro país, la República Argentina, uno de los primeros países en el mundo en reconocer la existencia del Estado de Israel, allá por 1948, si la memoria no me falla, y reconocer también el derecho al Estado de Israel a vivir en paz, dentro de sus fronteras establecidas en 1967. Pero no basta con esto, porque tener una postura como si estuviéramos sopesando y analizando dos situaciones similares no sería -por lo menos de parte de quien habla-  ni sincero ni honesto.

Recién le pregunté a mi canciller la cantidad -y no es que, ¡por Dios! Nadie piense que se trata de realizar un inventario de sangre para poder medir y analizar un conflicto, pero-  creo que la situación también para tener un análisis correcto de lo que está pasando es ver cuáles, porque estamos evidentemente en una guerra, si estamos pidiendo un cese del fuego es porque todos estamos admitiendo que estamos en una guerra, si no nadie estaría pidiendo un cese del fuego.

Admitir entonces cuáles son o qué cantidad de caídos hay de un lado y del otro, mi Canciller me habla de más de 1.230 muertos en total, de los cuales más de 1.000 son palestinos y cuántos israelíes… 35 soldados y 3 civiles, que fue los que habían sido secuestrados previo al conflicto. En definitiva, las cifras hablan por sí solas, no significa hacer un inventario pero significa medir exactamente el drama que se está viviendo precisamente en población civil donde hay, inclusive nos tocó a nosotros -como miembros de Naciones Unidas- escuchar a Ban Ki-moon cuando fuera bombardeado un hospital de Naciones Unidas y falleció personal de la Organización de Naciones Unidas, que es la institución madre, que nos representa y agrupa a todos los que estamos aquí. Así que, más allá de los matices, vuelvo a repetir, el llamado a la paz, el llamado al cese del fuego, el llamado al derecho a existir por parte del Estado Palestino, el derecho del Estado de Israel a vivir también en paz dentro en sus fronteras, que tiene que ser también merituado con total exactitud en el marco de lo que se está viviendo, sino será en todo caso una declaración que será como al pasar, pero tengamos en cuenta la cantidad de niños, niños, niños. Los soldados mueren en la guerra, por eso son soldados, lo que no se entiende cuando hay una guerra es que mueran niños, que mueran mujeres, que mueran médicos, que mueran ancianos, que sean bombardeados hospitales, que sean bombardeadas mezquitas, como recién señalaba el Presidente Nicolás. Así que lo primero es lo primero: la vida.

46ª Cumbre de Jefes y Jefas de Estado del MERCOSUR.

Lo segundo, agradecer profundamente a todos y cada uno de los integrantes de este espacio del Mercosur su solidaridad, su acompañamiento, del momento que está viviendo no solo la Argentina, porque esta situación de la agresión hacía la Argentina por parte de los fondos buitres podría vivirse como una cuestión de la Argentina y un grupo de acreedores, holdouts, que quedaron afuera del canje de deuda que hiciéramos en el 2005 y en el 2010, y que alcanzó (en 2001 déjenme recordar que no era nuestro gobierno, pero obviamente hay una continuidad del Estado) en un 7,6 % que no ingresó en ninguno de los dos canjes. Habían ingresado a ambos canjes el 92,4 % del total de los acreedores de la República Argentina.

En el año 2005, Argentina venía pagando religiosa y rigurosamente cada uno de los vencimientos, más de 190.000 millones de dólares, con una salvedad: que lo estamos haciendo sin acceder al mercado de capitales. O sea, Argentina ha pagado esos 190.000 millones de dólares con recursos propios, producto de un modelo de crecimiento con inclusión social, que permitió con saldo de balanza comercial hacer frente a sus compromisos. No recurrimos a nuevos endeudamientos, a lo que era la bicicleta financiera para saldar nuestras deudas del 2005 a la fecha. Esto nos llevó a que la ratio de deuda argentina sea una de las más bajas del mundo. Argentina, hoy, en moneda extranjera, debe a tenedores privados solamente el 8 %de su Producto Interno Bruto. PBI que, por cierto, es infinitamente superior al Producto Bruto Interno que tenía mi país cuando Néstor Kirchner accedió a la Presidencia el 25 de mayo del año 2003.

También saldó la deuda con el Fondo Monetario Internacional, que nos dio autonomía para que nuestro país pudiera decidir las políticas económicas y comerciales que llevábamos adelante, y que fue también parte del círculo virtuoso que nos permitió crecer. Por si todo fuera poco, en el día de ayer, la Argentina pagó 650 millones de dólares, que es la primera cuota del arreglo, del acuerdo con el cual llegamos al Club de París, una deuda que comenzó a originarse en nuestro país en 1956, yo tenía 3 años y el ministro de Economía no había nacido. Este ministro de Economía, en París, con más de veintipico de ministros de Economía de los distintos países de Europa y con un representante de ellos llegó a un acuerdo donde la primera obligación para el año 2014 era, precisamente, una cuota de 650 millones de dólares que fue abonada en el día de ayer. Con lo cual también comenzamos a saldar esa deuda que databa de 1956, que pasó no sé qué cantidad de presidentes y muchos más ministros de Economía que nunca la pudieron solucionar.

Todo esto se ha hecho, además, con la incorporación de millones de argentinos que estaban bajo la línea de pobreza o indigencia, allá por el año 2003, 54 de pobreza, 27 de indigencia, con una cobertura previsional que es la más alta de América latina, con los salarios también más altos de América latina, con la generación de puestos de trabajo de más de 6 millones, con la reindustrialización del país.

Y además, con la sorpresa, tal vez eso tenga algo que ver, del descubrimiento que se ha efectuado en los últimos tiempos de que Argentina es la segunda reserva a nivel mundial de gas shale, de gas no convencional, y la cuarta en petróleo del mundo. Lo cual nos convierte en un país para que en el corto plazo llegaremos al autoabastecimiento de energía. En un país que, como todos ustedes saben, es el octavo en superficie del planeta, con una superficie, además, habitable, y prácticamente rentable económicamente desde el Norte hasta el Sur y desde la Cordillera hasta el mar.

46ª Cumbre de Jefes y Jefas de Estado del MERCOSUR.

Surge entonces esta verdadera agresión por parte de los fondos especulativos cuando el día 30, que nosotros depositamos en el Banco de Nueva York, que era el fiduciario de la deuda reestructurada argentina, de ambas deudas, un juez decide, no les digo embargar porque no embargó los fondos, tampoco lo retuvo bajo ninguna figura legal, o sea, no hay una figura legal jurídica. Ustedes saben sin ser abogados que para que alguien retenga fondos de terceros tiene que haber una figura legal o embargo o hago algo con los fondos, bueno, los fondos están inmovilizados sin que nadie decida sobre ellos y sin que se puedan llevar a sus legítimos dueños que son los tenedores de bonos reestructurados en los años 2005 y 2010.

Yo creo que lo que intentan decirnos, y agitar el default, no tiene sentido. Default es cuando uno no paga y la Argentina ha pagado. También intentan, desde afuera y desde adentro, asustarnos con que si no hacemos lo que nos dicen ellos que tenemos que hacer, se van a venir las 10 plagas de Egipto. Bueno, miren, las 10 plagas de Egipto ya las vivimos en el año 2001 cuando, precisamente, otro gobierno hizo exactamente lo que le dictaban desde afuera.

Y creemos que también hay responsabilidad desde afuera. Porque si Argentina se endeudó por encima de sus posibilidades, con un régimen de convertibilidad durante la década neoliberal de los años 90, tomando dinero prestado a tasas que no existían en ninguna parte del mundo, del 13, del 14 por ciento, ¿dónde estaba el gran auditor global, que es el Fondo Monetario Internacional, luego del Tratado de Bretton Wood, para decir que esto no sucediera?Porque así como dicen y recorren los países del mundo diciendo “no se pueden pagar tantas pensiones, no se puede pagar tanto salario, no se puede pagar tanta jubilación, no se puede hacer tal cosa porque…”, porque no recorren el mundo también cuando los países se endeudan diciendo “no, señor, usted no puede tomar esa deuda porque no tiene capacidad de repago para hacerse cargo de esa deuda”. Porque esta fue la verdadera finalidad de la constitución del Fondo Monetario Internacional en 1946 luego de la Segunda Guerra Mundial.

Hay que leer la carta del Fondo Monetario completa como también completa la carta de la Organización de Naciones Unidas como también completa la carta de la Organización de Estados Americanos, OEA, para ver las obligaciones y los derechos que cada uno de los Estados miembros tienen. Parece ser que algunos leen únicamente la parte de los derechos y se olvidan de las obligaciones propias y leen las obligaciones de los otros pero no leen los derechos que tienen los otros.

Creo que este no es un caso, entonces, solo de la República Argentina. Se está intentando impedir que los legítimos dueños de los recursos que la Argentina deposita y que va a seguir pagando, tengan en su poder esos recursos, con, además, resoluciones sumamente contradictorias por parte del juez. Y esto no lo digo yo, esto me ha tocado leerlo en la columna de, por ejemplo, el New York Times.

Es muy triste muchas veces como Presidenta de un país, tener que leer en un periódico extranjero y no en un periódico nacional, las críticas o las observaciones, porque ni siquiera eran críticas, era simplemente la descripción que un cronista periodístico, había observado sobre la conducta del juez durante la audiencia, diciendo que no alcanzaba a entender el juez sobre las cosas que estaban sucediendo.

Y los invito a ustedes a leer la versión taquigráfica donde, no solamente parece ser que no se entiende, sino lo que es peor aún, que no se es juez. Porque, ¿qué idea tenemos todos acerca de un juez? De alguien que es imparcial entre dos partes y es neutral frente a las partes y decide de acuerdo a Derecho. Esto no es lo que está sucediendo, a punto tal que autorizó a un banco a pagar, a un banco norteamericano, al Citi Bank, no así al Euroclear, al Eurobank o al Banco de Nueva York, luego lo desautorizó a pagar pero ya el banco había efectivizado el pago y ahora en el día de ayer, volvió a autorizarlo a pagar pero solamente por esta vez.

¿Cómo se llama el proceso jurídico donde un juez autoriza a pagar a unos sí y a otros no? Una de las claves del Derecho occidental, o por lo menos así lo hemos escuchado permanentemente, es que ante igual situación, igual Derecho y tratamiento igualitario entre las partes y entre los demandantes cuando las situaciones son exactamente iguales. Esto no sucede y fue lo que permitió escribir a un columnista del New York Times, son palabras de él, que decisiones y actuaciones de esta naturaleza ponen en duda o desprestigian, no me acuerdo el término exacto que utilizó, el sistema legal estadounidense.

Por eso, la Argentina reafirma una vez más, no solamente su voluntad, sino su convicción, su decisión y sus acciones que van a estar encaminadas cada una de ellas a dar pago al 100 % de sus acreedores pero en forma justa, equitativa, legal y sustentable. Porque va de suyo que un 1 por ciento, que es el que está demandando, un 1 por ciento que compró bonos cuando ya estaban defaulteados, cuando ya se había efectivizado inclusive el canje en el año 2005, compró bonos por 48 millones de dólares y obtuvo una sentencia de 1.600 millones dólares, con una ganancia de 1.680 por ciento en dólares, frente a los derechos del 92,4 por ciento de los tenedores de buena fe, algo central en el Derecho Internacional, en las relaciones internacionales, de quienes ingresaron a los canjes.

Cristina en Mercosur

Lo cuento con tanto detalle porque es necesario entender que esto no afecta, entonces, solamente a la Argentina, sino que afecta al sistema global financiero internacional. Con un agravante: en cada uno de los prospectos o contratos que firmamos con cada uno de los 92,4 por ciento de los acreedores de los canjes de los años 2005 y 2010, figura la cláusula denominada Rufo.

Estaba diciéndole a un amigo mío, medio en broma medio en serio, que al próximo perro macho que tenga, le voy a poner “Rufo”, porque me gusta el nombre.

Pero, ¿qué esto de la cláusula Rufo? Los incentivos, que son normales en todo proceso de reestructuración de deuda soberana, de incluir en cada uno de los prospectos que todos los que entren en ese primer canje van a tener mejores condiciones que otros que ingresen con posterioridad, porque es el incentivo para que ingrese mayor cantidad de gente pero, además, porque hace a la justicia y a la buena fe. Bueno, cada uno de esos prospectos, tiene esta cláusula Rufo que impide legalmente a la Argentina pagarle a los que no entraron al canje 2005-2010, más de lo que le paga a los tenedores de buena fe.

Esta cláusula ha sido ignorada también olímpicamente por el juez. Pero no puede ser ignorada por los argentinos, primero, porque fue un contrato que pasó por la SEC, el organismo de mayor regulación y mayor control en materia de bonos y acciones que es el organismo de control y regulatorio nada menos ni nada más que la Bolsa de Nueva York. O sea, no solamente hemos pasado en ley americana, sino también que hemos pasado por la SEC y esta cláusula no fue observada y se notificó por parte de la SEC la totalidad del prospecto.

Pero también tenemos ley argentina que nos impide, ustedes saben que en mi país por la Constitución de la Nación la competencia originaria y excluyente para decidir en materia de deuda externa es el Congreso de la Nación. Cada una de las reestructuraciones que hemos hecho han sido facultades delegadas por el Congreso de la Nación y hemos remitido al Congreso de la Nación los acuerdos para su aprobación. Y hoy está abierto nuevamente el canje para ofrecerle a ese 7,6 por ciento que no ingresó al canje que ingrese al canje.

Si ese 7,6 ingresara hoy al canje, tendría una tasa de retorno de casi el 300 por ciento en dólares. No estamos negándole ni pidiendo que nadie nos regale nada, simplemente queremos, definitivamente, terminar con esto, que no fue culpa nuestra que no ingresaran al canje, porque hubo rondas y negociaciones del año 2002, 2003 en adelante, prácticamente por todo el mundo. En el último canje, en el 2010, ingresaron bonistas italianos, que no habían ingresado, sobre todo pequeños ahorristas, al primer canje; también japoneses, alemanes que no habían ingresado.

Porque muchos bancos europeos, que tenían posiciones en bonos argentinos de la época del neoliberalismo, como sabían que estaba próximo al default del año 2001, los ofrecieron a sus pequeños ahorristas, llámese jubilados y otras yerbas, que fueron, digamos, seducidos, yo les diría otra palabra, para que invirtieran en lo que ya eran bonos que los bancos sabían de antemano que iban a ser defaulteados. Esta es la breve historia de la deuda externa argentina.

46ª Cumbre de Jefes y Jefas de Estado del MERCOSUR.

Y justo ahora, cuando Argentina está totalmente -prácticamente- desendeudada, donde Argentina tiene la certeza del autoabastecimiento energético no más allá del 2017, 2018, 2019 es precisamente que intentan, como contaba y para finalizar, por lo menos con un poco de poesía latinoamericana, colombiana para ser más exacta, con el cuento de “La cándida Eréndira y su abuela desalmada”, de García Márquez. No sé si todos conocen el cuento, pero era un maravilloso cuento donde la nieta era prostituida por su abuela para pagar una deuda que siempre se multiplicaba y, entonces, cada vez era obligada a prostituirse más para pagar esa deuda que nunca acababa.

García Márquez, no está más físicamente entre nosotros, pero nos ha legado su maravillosa literatura, quiso reflejar en ese cuento de “La cándida Eréndira y su abuela desalmada”, lo que fue el drama de la deuda externa y la falta de crecimiento de los países de la América del Sur.

Bueno, quiero decirles que soy abuela, pero soy abuela de Néstor Iván Kirchner y no de la cándida Eréndira.

Muchas gracias a todos.

___

 

(VIDEO) UNASUR: interviene la Presidenta argentina Cristina Fernández

"En Tiempos de Guarimba"

Conoce a quienes te quieren dirigir

La Covacha Roja

Donde encontramos ideas avanzadas

Pensamiento Nuestro Americano

Articulando Luchas, Cultivando Resistencias

RE-EVOLUCIÓN

Combatiendo al neofascismo internacional

Comitè Antiimperialista

Contra les agressions imperialistes i amb la lluita dels pobles per la seva sobirania

SLAVYANGRAD.es

Nuestra ira no tiene limites. (c) V. M. Molotov

Gli Appunti del Paz83

Internet non accende le rivoluzioni, ma aiuta a vincerle - Il Blog di Matteo Castellani Tarabini

Sociología crítica

Articulos y textos para debate y análisis de la realidad social

Hugo Chavez Front - Canada

Get to know what's really going on in Venezuela

Revista Nuestra América

Análisis, política y cultura

Avanzada Popular

Colectivo Avanzada Popular

Leonardo Boff

O site recolhe artigos e a obra do teólogo, filósofo, escritor e professor Leonardo Boff

Vientos del Este

Actualidad, cultura, historia y curiosidades sobre Europa del Este

My Blog

Just another WordPress.com site

Festival delle idee politiche

Rassegna annuale di teorie politiche e pratiche della partecipazione civile

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Miradas desde Nuestra América

Otro Mundo es Posible, Necesario, Urgente. Desde la provincia chilena

Como te iba contando

Bla bla bla bla...

Coordinadora Simón Bolívar

¡Bolívar vive la lucha sigue!

LaDu

Laboratorio di Degustazione Urbana

il Blog di Daniele Barbieri & altr*

"Per conquistare un futuro bisogna prima sognarlo" (Marge Piercy)

KFA Italia - notizie e attività

notizie dalla Corea Popolare e dalla Korean Friendship Association

KFA Euskal Herria

Korearekiko Laguntasun Elkartea | Korean Friendship Association

ULTIMOTEATRO.PRODUZIONIINCIVILI

Nuova Drammaturgia del Contemporaneo

Sociales en PDF

Libro de sociales en formato digital.

matricola7047

Notes de lectura i altres informacions del seminari sobre el Quaderns de la Presó d'Antonio Gramsci ( Associació Cultural Espai Marx)

Centro Cultural Tina Modotti Caracas

Promoción de la cultura y arte Hispanoamericana e Italiana. Enseñanza y educaciòn.

Racconti di quasi amore

a costo di apparire ridicolo

Ex UAGDC

Documentazioni "Un altro genere di comunicazione"

JoséPulido

La página del escritor venezolano

Donne in rosso

foglio dell'ADoC (Assemblea delle donne comuniste)

Conferenza Mondiale delle Donne - Caracas 2011

Just another WordPress.com site

tarot Co_creador

donde las líneas de la vida y el alma convergen

NapoliNoWar

(sito momentaneamente inattivo)

Sonia Serravalli - Opere, biografia e altro

Se non vedi i miracoli, non significa che non esistano

rivoluzionando

La Rivoluzione del Popolo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: