(VIDEO) Lupi, agnelli, tori, asini, leoni, gatti, tigri, orsi, colombe, pantere e… vacche

Nessuna descrizione della foto disponibile.di Ciro Brescia 

Lo zoo circense degli imperialisti USA & co.


Arcinote e straconosciute sono le ingerenze degli imperialisti USA in ogni angolo del mondo. Solo in Italia continuano ad occupare militarmente oltre cento siti, e forse più, direttamente o indirettamente, come se nulla fosse, il territorio del nostro paese, alla faccia della indipendenza, della sovranità, e dell’autodeterminazione. Con armi nucleari incluse, come se queste fossero meno pericolose del nucleare civile. I media filo-imperialisti su questo glissano e tacciono.

Gli imperialisti USA, in combutta con i sionisti e con la UE, sono decisi a fare il bello e cattivo tempo: assassinano impunemente, rivendicandolo persino, i capi politici e militari degli altri paesi, come fecero, indirettamente e per procura, la Clinton ed Obama con Gheddafi e come ha fatto recentemente il criminale troglodita della casa bianca Trump con il generale iraniano Soleimani, persino in paesi terzi facendo fare un altro passo avanti all’umanità verso un terzo conflitto mondiale. Sono lupi che provano goffamente a travestirsi da agnelli. Sono lupi che non si fanno scrupoli, disposti ad accampare ogni scusa, persino la più illogica e taroccata, per provare ad apparire nel giusto e dell’agnello farsene un sol boccone.

Nessuna descrizione della foto disponibile.Gli imperialisti USA seminano ovunque vento e fanno finta di meravigliarsi se poi raccolgono tempesta in casa propria. La responsabilità non ce l’hanno mica loro, i signori che si credono i padroni del mondo, per loro la responsabilità è sempre di qualcun altro. Se centinaia di migliaia di persone, milioni di quelli che dovrebbero essere i loro concittadini si riversano nelle strade ricordando che senza giustizia non ci potrà mai essere pace, la responsabilità è sempre altrove, che sia in Iran, che sia in Cina, che sia a Cuba o in Venezuela o in Russia. Paesi strozzati da decenni di sabotaggi, boicottaggi, sanzioni e blocchi economici, misure che spesso per il diritto internazionale corrispondono a vere e proprie dichiarazioni di guerra.


Nessuna descrizione della foto disponibile.Sono dei tori che danno puntualmente del cornuto agli asini: se in Italia c’è qualche forza politica che non obbedisce del tutto supinamente ai diktat della casa bianca di Washington e che sta cominciano ad acquisire troppa iniziativa, ed in maniera troppo autonoma, allora non va più bene e deve essere fermata. La colpa deve ricadere su Maduro! Una volta si diceva “la colpa è di Fidel!”, ci hanno fatto anche un film con questo titolo.

Famoso è l’aneddoto di Fidel che durante una ispezione ad una fattoria chiedeva conto ad un tecnico zoologo come mai quella precisa razza di vacca non facesse latte a sufficienza come previsto, il tecnico cominciò a farfugliare provando a scaricarsi delle proprie responsabilità, allora Fidel risposte: “ah capisco, la colpa quindi è della vacca!”. Così fanno gli imperialisti USA: la colpa è sempre di qualche vacca, mai delle loro vaccate, mentre adesso altre pantere è a loro che mordono il sedere.


Hanno fatto della politica un circo, con pagliacci ed animali di ogni specie ed hanno messo il capo dei pagliacci a dirigerlo perché i presunti domatori dei leoni non hanno fatto una buona riuscita, si sono dovuti accontentare di quello che gli rimaneva in quel momento sotto mano.

Nessuna descrizione della foto disponibile.Per quanto si atteggino a superman, non sono onnipotenti e nemmeno onniscienti, non vedono tutto, non sanno tutto, non controllano tutto, non ne sono capaci, nonostante possano avere le più alte tecnologie del mondo a loro disposizione, per quanto sofisticate esse siano. La loro natura di classe e la concezione del mondo che li guida non gli consente di andare oltre i loro limiti intrinsechi. Sono come gatti che si credono tigri, ma continuano ad essere di carta. A Napoli diremmo che sono “guappi di cartone”.

Il periodico ABC dello stato spagnolo è un giornale filo-franchista e al servizio degli USA, da sempre. Ogni due o tre anni fa qualche nuovo falso scoop per continuare la sua campagna di discredito contro la Rivoluzione Bolivariana, cose che puntualmente si rivelano delle fake news in piena regola. L’ultima in ordine di tempo sarebbe quella dei 3,5 milioni di euro consegnati in gran segreto a Gianroberto Casaleggio nel 2010 per finanziare un “partito rivoluzionario e anti-capitalista in Italia”, cosa che tra l’altro il M5S non ha mai avuto la pretesa di essere. Di certo l’obiettivo del M5S non è quello di edificare il socialismo in Italia, come invece è dichiaratamente l’obiettivo della dirigenza politica bolivariana e rivoluzionaria al governo in Venezuela e della coalizione di forze politiche e popolari che la sostengono dal dicembre del 1998. Il proposito, almeno quello dichiarato, del M5S si ferma allo sviluppo della partecipazione democratica attraverso il protagonismo diretto rivendicando quella sovranità che per Costituzione appartiene al popolo.    
 

L'immagine può contenere: testoNel 2010 non erano in molti a conoscere l’esistenza del M5S, che era una forza politica che appena nasceva e forse non arrivava nemmeno all’1% dei consensi elettorali. Qualcosa posso ricordarmi essendo stato con ogni probabilità il primo candidato M5S – se non l’unico – che si è presentato in maniera esplicita, già nel video ufficiale di candidatura, come solidale con la Rivoluzione Bolivariana del Venezuela, cosa di cui mi sono costantemente occupato negli ultimi 15 anni, non per fede, semmai per cosciente consapevolezza della necessità storica che tutto un mondo stava per finire e che un’altro mondo inevitabilmente deve nascere, e sta già nascendo.

Individuare quelli che in questi ultimi decenni nel mondo si sono vergognosamente e spudoratamente arricchiti sempre più e chi no, non dovrebbe essere molto difficile: chi specula e vive sfruttando il lavoro degli altri, non questi ultimi. I primi rappresentano il campo dei nostri nemici, i secondi il campo dei nostri compagni, amici ed alleati.

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Los demócratas no lograron destituir a Trump, pero lograron sus objetivos

screenshot_2020-02-03-10-46-09por СОВИНФОРМБЮРО OFICINA DE LA INFORMACIÓN SOVIÉTICA

Los representantes del partido estadounidense más antiguo pueden estar orgullosos de sí mismos. Sí, tuvieron que sumergirse en el barro de los juegos políticos con la cabeza, pero valió la pena. Por supuesto, aquí puede hacer una pregunta justa: ¿qué lograron exactamente los demócratas? Al final, Trump todavía está sentado en la silla presidencial. Quizás, otra pregunta debería hacerse aquí: ¿fue la destitución de Trump un objetivo real?

Para entenderlo, deberíamos regresar al pasado cuando la escandalosa investigación de la supuesta interferencia rusa en las elecciones todavía no parecía tan absurda. ¿Qué podría realmente obligar a los que están en el poder a declarar que Rusia, el competidor estratégico de EE.UU. en el ámbito internacional, es lo suficientemente poderoso como para intervenir en los procesos políticos internos estadounidenses?

Ahora no es ningún secreto que Hillary Clinton utilizó activamente los servicios de las autoridades ucranianas durante la carrera electoral del 2016. No es costumbre hablar de esto en los círculos de los demócratas estadounidenses, pero el hecho permanece. Fue la administración del demócrata Barack Obama quien apoyó la “Revolución de la Dignidad” en Ucrania, lo que aseguró la llegada al poder de Petro Poroshenko. Es lógico que Kiev buscara devolver la «deuda», aunque las élites ucranianas claramente no entendían en qué tipo de aventura se estaban metiendo.

Cuando Trump ganó, el aparato estatal de Ucrania quedó paralizado durante varios días. Los funcionarios que criticaron con vehemencia al republicano ya anticipaban problemas. Hubo quienes trataron de arrojar luz sobre lo que estaba sucediendo en el 2017. Por ejemplo, el diputado Andrei Derkach exigió que el Fiscal General iniciara un proceso penal contra los empleados de la Oficina Nacional Anticorrupción sobre el hecho de la interferencia en las elecciones presidenciales de Estados Unidos.

Trump comenzó la campaña con la muerte de cabecilla terrorista

Trump, Washington, USA - 02 Oct 2019

por Oficina de Información Sovietica

Menos de un año antes de las próximas elecciones presidenciales de Estados Unidos, Donald Trump anuncia la eliminación del líder del grupo terrorista del Estado Islámico, Abu Bakr al-Baghdadi, que se escondía en el norte de Siria. Sin embargo, esto no parece más que una manipulación táctica con la que el presidente estadounidense está tratando de ganar puntos políticos y elevar la calificación.

Según el jefe republicano, los numerosos guardias de al-Baghdadi intentaron evitar la eliminación del líder del  grupo terrorista del Estado Islámico, pero tras los resultados de la operación especial del ejército estadounidense, todos los guardias del líder fueron eliminados y el líder de la organización terrorista se hizo estallar en un túnel con tres de sus hijos. Sin embargo, llama la atención sobre el hecho de que una declaración tan detallada y, lo más importante, repentina, sobre la eliminación del extremista se hizo pública en medio del intento de los demócratas de acusar a Trump. Recordemos que estamos hablando de un juicio debido a la presunta presión sobre las autoridades ucranianas y el presidente ucraniano Vladimir Zelensky para avanzar en el caso contra el hijo de Biden, quien, a su vez, es el principal competidor del actual presidente de Estados Unidos en las próximas elecciones. Además, la eliminación del líder del grupo terrorista del Estado Islámico en el contexto del “Ucraniagate” no cancela el hecho de que los cargos de interferencia en las elecciones estadounidenses aún no han sido retirados de la Federación Rusa.

Resulta que se está desarrollando un interesante sistema de eventos.

En Ucrania, se inició el caso contra el hijo de Biden, que representa una gran amenaza para Trump en las elecciones, como resultado de lo cual la Cámara de Representantes del Congreso de los Estados Unidos está tratando de destituir a Trump. Rusia sigue siendo acusada de interferir en las elecciones estadounidenses, lo que encaja perfectamente con la histeria general antirrusa, pero contradice el sentido común, en las mejores tradiciones de Occidente. Al mismo tiempo, Trump anuncia el éxito de la operación para eliminar al líder de los terroristas. Es decir, por un lado, la seguridad y la impecabilidad de la sociedad estadounidense están en duda, pero por otro lado, Trump está siendo rápidamente rehabilitado y nuevamente todos los que están hablando solo de él, solo ahora bajo una luz diferente, como un salvador. Tal caso no es la primera vez en la política estadounidense.

Solo hay una pregunta, ¿y qué impidió la captura del líder del ISIS antes? Como en el caso de la eliminación del líder de al-Qaeda, los medios de comunicación ya han encontrado declaraciones de que Abu Bakra al-Baghdadi ha sido eliminado.

Trump vs. Obama: ¿quién tiene el mejor movimiento de relaciones públicas?

La “coincidencia” anterior no es la única, la historia se repite incluso en pequeñeces. Se informa que Donald Trump supervisó personalmente la operación en la Sala de Situación, rodeada de altos funcionarios, en la que el 44.o presidente de Estados Unidos, Barack Obama, supervisó la operación para eliminar al líder de Al Qaeda, Osama bin Laden, en el 2011.

El país que dio origen al terrorismo está luchando contra él, organizando campañas electorales. Esta no es la primera vez que el presidente de los Estados Unidos, tratando de quedarse por un segundo mandato, comenzó a elevar sus calificaciones al eliminar al próximo líder del grupo terrorista. Sin embargo, el cuerpo del terrorista fue arrojado en el mar, las fotos y videos de las operaciones realizadas solo prometen hacerse públicos, y después de eso se olvidan de sus promesas.

Nuevamente, se culpó repetidamente a Rusia de la “culpa” de los Estados Unidos de que su presencia en el Medio Oriente se justificaba por la concentración de terroristas allí. Los medios de comunicación han revelado en repetidas ocasiones la exposición de los verdaderos objetivos de encontrar representantes militares de los “socios” estadounidenses en Siria: campos petroleros ricos y el comercio de armas. Además, las maniobras constantes entre la “retirada de las tropas” y el fortalecimiento de las posiciones llevan a la idea de que, en realidad, Occidente persigue sus intereses en la guerra en el Medio Oriente.

Al mismo tiempo, no es un secreto para nadie en el mundo quien realmente lucha contra el terrorismo en Siria y ayuda a establecer la vida en la región, Rusia, mientras que los Estados Unidos solo están preocupados por su enriquecimiento. Por lo tanto, Trump tiene otro motivo para anunciar la eliminación de al-Baghdadi: ocultar la vergonzosa derrota del valiente ejército estadounidense, que vigila la seguridad internacional.

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