Elias Jaua: media amplificano le notizie negative sul Venezuela

Immaginedi Magdalena Valdez – YVKE Radio Mundial

Il ministro degli Esteri, Elias Jaua Milano ha partecipato lunedi 3 Marzo alla 25° sessione della Commissione per i Diritti Umani tenutasi a Ginevra, in Svizzera.

Il Ministro degli Esteri ha denunciato la guerra psicologica realizzata dai potenti media nazionali e internazionali al fine di amplificare le notizie negative sul Venezuela e «presentare l’immagine di un paese sprofondato nel caos e nella guerra civile».

Ha sottolineato come questi media abbiano cercato di rappresentare un Venezuela in preda al caos generalizzato, dove le autorità attuano una repressione indiscriminata e sproporzionata nei confronti del popolo, «al fine di giustificare l’intervento straniero negli affari interni, e promuovere condanne e sanzioni ingiuste».

Di fronte alle violente proteste poste in essere da gruppi estremisti in diverse città del paese, il Ministro degli Esteri ha sostenuto che per la Rivoluzione Bolivariana la protesta pacifica costituisce una delle forme di partecipazione diretta del popolo «che promuove la necessaria pluralità e il dissenso che dev’essere presente in un sistema politico e democratico», ma ha sottolineato che nell’ultimo mese «il popolo venezuelano è stato sottoposto a un continuo assedio da parte dei militanti di destra».

«Gruppi addestrati, in nome del legittimo diritto a manifestare, hanno in maniera violenta chiuso strade pubbliche, impedendo così il libero transito necessario per esercitare il diritto al lavoro, all’istruzione, agli acquisti di prodotti alimentari, al trasporto dei pazienti presso i centri di assistenza sanitaria» ha spiegato il Ministro.

Ha inoltre affermato che durante le manifestazioni violente, i sostenitori dell’opposizione hanno bruciato camion di cibo, distrutto gli uffici governativi, le ambulanze, hanno attaccato i mezzi di trasporto pubblico e i suoi utenti.

L’inviato speciale di Telesur a Ginevra, Julio Cesar Mejias, ha riferito che Jaua si è riunito lunedi con una delegazione del Vietnam, mentre martedì incontrerà Ban Ki -moon e i rappresentanti di Cuba, Bolivia e Unione Europea per esporre la situazione reale che si vive in Venezuela.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Elías Jaua: la destra proverà a causare violenze a Caracas

da avn.info.ve

Caracas, 28 ottobre AVN – Il presidente dell’Ente di Sviluppo della Conca del Fiume Tuy Francisco Miranda (Corpomiranda), Elías Jaua, ha avvertito che la destra proverà a causare violenze e “incendiare” il centro di Caracas, nel contesto della manifestazione convocata dal governatore dello stato di Miranda, Henrique Capriles Radonski, per questo martedì.

Durante un porta a porta realizzato questo lunedì nella circoscrizione Petare del municipio Sucre, Jaua ha invitato il popolo a stare all’erta rispetto alle intenzioni dell’opposizione.

Ha denunciato il fatto che i lavoratori dello stato di Miranda sono stati costretti a partecipare alla mobilitazione, convocata da Capriles, il quale sostiene che non siano state assegnate risorse sufficienti allo stato.

«Il governatore di Miranda si dà alla menzogna e alla cospirazione. Per domani (martedì) ha indetto un’altra manifestazione con intenzioni violente, lo sappiamo, per sabotare e incendiare il centro di Caracas. Facciamo un appello di responsabilità ai lavoratori che vengono obbligati: non lasciatevi costringere a diventare carne da macello domani nel centro di Caracas!» ha affermato Jaua in trasmissione su Venezolana de Televisión.

Ha ribadito che il governo rivoluzionario impedirà che si generi violenza nel paese, sottolineando allo stesso tempo la determinazione del Presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, a mantenere la pace e la tranquillità.

«Mettiamo in guardia tutto il popolo di Miranda, specialmente i suoi lavoratori che vengono obbligati a partecipare domani a un nuovo tentativo di destabilizzazione e violenza nel centro di Caracas» ha aggiunto Jaua, che è anche Ministro degli Esteri.

Capriles non paga i lavoratori

Precedentemente il primo vicepresidente del Partido Socialista Unido de Venezuela (PSUV), Diosdado Cabello, aveva confermato che il governatore dello stato Miranda, sconfitto nelle due ultime elezioni presidenziali, Henrique Capriles Radonsky, è venuto meno al pagamento dei crediti dei suoi lavoratori, tra cui maestri e professori, pur avendo ricevuto quasi 20.000 milioni di bolívares negli ultimi cinque anni.

Cabello ha informato che lo Stato ha compiuto ampiamente il suo dovere di erogare risorse per il Governatorato di Miranda, per cancellare i debiti con il personale.

«C’è un capitolo di spesa (il 401) relativo al pagamento dei lavoratori e quel denaro è intoccabile, va rispettato» ha detto Cabello, il quale ha sottolineato che Capriles non ha scuse per dire al popolo di non avere soldi per il salario dei lavoratori.

Ha precisato che nell’anno 2009, il budget per Miranda è stato di 2.700 milioni di bolívares, oltre i 622 milioni che furono assegnati come credito aggiuntivo, per un totale di 3.346 milioni.

Per il 2010 lo Stato gli ha assegnato 2.539 milioni di bolívares, e in aggiunta fu approvato un ulteriore finanziamento di 817 milioni, per una somma complessiva di 3.357 milioni di bolívares.

Il bilancio di Miranda per il 2011 è salito a 2.922 milioni. Successivamente gli è stato assegato un supplemento di 1.414 milioni.

Nel 2012 il Governo Nazionale ha approvato un capitolo di spesa per 3.682 milioni di bolívares, e altri 790 milioni, arrivando così a 4.473 milioni di bolívares.

Cabello ha specificato che per il 2013 l’esecutivo ha erogato 4.346 milioni di bolívares allo stato di Miranda.

[Trad. dal castigliano per Albainformazione d Pier Paolo Palermo]

Il presidente del Venezuela espelle tre funzionari dell’ambasciata USA

da Telesur

Il capo dello Stato ha denunciato che i funzionari hanno tenuto riunioni con esponenti della destra venezuelana. Ha inoltre incitato i venezuelani a non lasciarsi guidare «dalle strategie avventurose spesso criminali della destra fascista venezuelana»

Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha annunciato questo lunedì l’espulsione di tre funzionari dalla sede diplomatica situata nel capitale venezuelana perché incorsi in atti di destabilizzazione contro il paese.

I dipendenti dell’ambasciata sono Elizabeth Hunderland, David Mutt e Kelly Keiderlinh, e, come ha annunciato il presidente Maduro, i funzionari americani hanno 48 ore per abbandonare il paese, ha informato dallo Stato di Falcòn nell’area occidentale della nazione sudamericana, nel quadro della consegna del Plan de la Patria 2013-2019 all’assemblea nazionale.

«Ho incaricato il ministro degli esteri Elias Jaua di espellere i tre funzionari dell’ambasciata degli Stati Uniti. Hanno 48 ore per lasciare il paese. Fuori! Vengano espulsi. Non m’interessa delle azioni che intraprenderà il governo di Barack Obama» ha affermato Maduro.

Il presidente ha riferito che sono stati individuati e rintracciati «un gruppo di funzionari dell’ambasciata degli Stati Uniti a Caracas (la capitale), dediti a riunirsi con l’estrema destra venezuelana per finanziare le azioni di sabotaggio del sistema elettrico ed economico».

A tal proposito ha dichiarato che chiederà agli organi di giustizia di agire, un atto doveroso visto che questo «gruppo» è molto attivo in Guayana e si è riunito con dirigenti sindacali e politici della destra. «Si riuniscono anche con altri che si mettono il basco rosso per pugnalare la patria alle spalle» ha denunciato il presidente.

Che ha qualificato come un atteggiamento ostile e illegale, quello dei funzionari che hanno violato le leggi internazionali.

«Questo non può essere accettato, me ne assumo la responsabilità come capo di stato, non ho intenzione di accettare. Nel nome della dignità di questo popolo che si è levato in piedi io chiedo l’appoggio completo in questa lotta contro le ingerenze e per preservare la pace della Repubblica» ha sottolineato.

Inoltre ha annunciato la creazione del Centro Strategico di Sicurezza e Protezione della Patria (CEPA) con lo scopo di articolare e organizzare piani per sconfiggere e neutralizzare qualsiasi complotto contro il paese. Per fare questo, ha designato, il generale Gustavo González López, che nel 2010 comandava la Milizia Nazionale Bolivariana, come capo dell’agenzia.

Ha anche esortato i venezuelani a non lasciarsi guidare «dalle strategie avventurose spesso criminali della destra fascista venezuelana». Un settore dell’opposizione che pianifica attacchi violenti contro la pace del paese.

Ha denunciato che la «destra fascista vuole applicare il modello siriano».

Il governo venezuelano in diverse occasioni ha condannato le ingerenze degli Stati Uniti sia con il Venezuela che con altri paesi come la Siria. In questo contesto, sono stati diversi gli incidenti che si sono verificati.

Ai primi di settembre di quest’anno , il presidente del Venezuela , Nicolas Maduro ha interrogato gli Stati Uniti sulla mancata concessione dei visti a diversi membri del seguito presidenziale che dovevano assistere al forum di cooperazione America del Sud-Africa, come parte della Assemblea Generale Nazioni Unite (ONU) a New York, al nord-est degli Stati Uniti.

Nello stesso mese, il ministri degli Esteri del Venezuela, Elias Jaua, ha riferito che il governo degli Stati Uniti ha negato il permesso di sorvolo all’aereo presidenziale venezuelano nel suo territorio, segnatamente nello spazio aereo di Puerto Rico.

Nel marzo di quest’anno, il Venezuela sospeso i canali di dialogo con gli Stati Uniti, a seguito delle dichiarazioni del Segretario di Stato aggiunto per l’America Latina, Roberta Jacobson, che ha criticato la trasparenza elettorale del Venezuela e l’espulsione dei suoi diplomatici.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

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