Erdogan molesto cada vez más a su socio más paciente: ¿puede Rusia pacificar a Turquía?

por Krasnaya Zvezda

Las ambiciones de Recep Tayyip Erdogan han dado lugar a muchos problemas para la Unión Europea y los Estados Unidos últimamente. El presidente turco chantajeó a Europa con inmigrantes. Molesta a Washington al comprar sistemas de defensa aérea rusos, lo que debilita el sistema de seguridad de la OTAN. Sin embargo, Erdogan es igualmente problemático para Moscú.

Las negociaciones entre los presidentes de Rusia y Turquía siempre se desarrollan en un ambiente cálido y amistoso, pero detrás de esta pantalla hay un enfrentamiento tenso. Es cierto que no se puede dejar de notar que en el caso de Rusia, Erdogan todavía se adhiere a las normas diplomáticas. Ankara escupe directamente a la cara de sus socios occidentales.

Sin embargo, Turquía todavía se niega a reconocer a Crimea como parte de Rusia. Ya ha estado marcado por una serie de operaciones militares en Siria, que claramente no se correspondían con los intereses del Kremlin. Erdogan incluso hizo reclamos al Cáucaso cuando desempeñó el papel de provocador en el conflicto entre Armenia y Azerbaiyán.

La situación con el “Turkish Stream” también es notable. Este gasoducto ruso se lanzó oficialmente el 8 de enero. Corre a lo largo del fondo del Mar Negro desde el territorio de Rusia hasta la costa de Turquía. Además, existe una línea de tránsito terrestre hasta la frontera con los países vecinos, desde donde se exporta gas a Grecia, Bulgaria y Macedonia del Norte.

“Turkish Stream” brinda a Rusia y Turquía ciertas ventajas, incluida la capacidad del gigante de gas ruso “Gazprom” para ingresar al mercado turco directamente sin tener que lidiar con intermediarios, dice Dimitar Bechev, investigador de la Universidad de Carolina del Norte.

Sin embargo, hubo algunas dificultades. Desde el 2018, Turquía ha estado aumentando sus importaciones de gas natural licuado. Llegó al punto de que en marzo Ankara redujo 7 veces el volumen de suministro de gas ruso a través del “Turkish Stream” y “Blue Stream”. En lugar de 1.500 millones de metros cúbicos, solo se compraron 210 millones, como resultado de lo cual Turquía cayó del segundo lugar por debajo de Lituania en la lista de clientes de “Gazprom”.

“Turkish Stream” se está convirtiendo en un claro ejemplo de cómo Turquía está dispuesta a sacrificar sus obligaciones internacionales en aras de ganancias a corto plazo, si las hay. Las relaciones ruso-turcas han pasado por muchas pruebas, pero por alguna razón Erdogan cree que pueden sobrevivir más.

En este sentido, la paciencia de Vladimir Putin puede ser envidiada. Tan pronto como Turquía comenzó a comprar sistemas de misiles rusos S-400, Estados Unidos excluyó inmediatamente a un socio de la OTAN del programa de combate F-35. Y el que piensa que el Kremlin simplemente no tiene influencia sobre Ankara está profundamente equivocado.

La economía turca se vio muy afectada cuando Rusia impuso sanciones por la destrucción de un bombardero Su-24 en los cielos de Siria el 24 de noviembre del 2015. Ahora, la central nuclear de “Akkuyu” en construcción en Turquía se puede llamar palanca de presión.

El proyecto de la primera central nuclear de la república se está ejecutando en el marco del acuerdo intergubernamental ruso-turco. Si Ankara no se esfuerza por cumplir con sus obligaciones, Moscú no está obligada a cumplir las suyas, aseguró el economista Mikhail Delyagin.

“No tenemos motivos para acusaciones comerciales, lo que significa que nunca habrá una central nuclear de “Akkuyu”, lo cual no es rentable para nosotros, y se lo prometimos. Por lo tanto, aseguraremos una demanda estable de gas de parte de Turquía”, dijo.

En todos los juegos políticos, Erdogan se mueve por motivos egoístas. La autoridad de Turquía en la arena internacional se ve afectada por este enfoque. Durante mucho tiempo, Ankara maniobró entre la OTAN y Rusia, irritando a ambos bandos. Ella usó abiertamente lo que es un pase al Mar Negro para la alianza, comprando simultáneamente armas rusas. Esto también funciona en la dirección opuesta: Ankara compró armas a Rusia, pero le dio inconvenientes cuando abrió el acceso al Mar Negro para la flota estadounidense.

Esta táctica está llevando a Turquía a un callejón sin salida. Los países occidentales ya están criticando muy activamente a Erdogan. Las sanciones son cuestión de tiempo. Si la paciencia de Rusia llega a su fin, Turquía se enfrentará a graves problemas. Puede parecer que en este caso Estados Unidos tomará la iniciativa y querrá volver a aceptar al hijo pródigo en la familia. Pero primero, exigirán concesiones serias, que se convertirán en la rendición de Turquía con sus ambiciones imperiales.




Mosca smentisce che Putin abbia definito Erdogan «dittatore»

Moscow denies Putin called Erdogan 'dictator'da nationalturk.com

Il portavoce del presidente russo ha smentito le notizie di stampa secondo cui Putin avrebbe convocato l’ambasciatore turco e chiamato il presidente turco Erdogan un ‘dittatore’.

Il Cremlino ha negato la notizia che il presidente russo Vladimir Putin ha chiamato il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan un «dittatore». «Le notizie pubblicate su alcuni siti web, che affermano che Putin ha convocato l’ambasciatore turco Umit Yardim, e chiamato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan con l’appellativo di dittatore non sono vere», ha detto Mercoledì 5 Agosto il portavoce di Putin Dmitry Peskov ai giornalisti, durante una teleconferenza.

Peskov ha anche negato la notizia che il presidente siriano Bashar al-Assad ha chiesto a Putin di inviare truppe russe in Siria, aggiungendo che un tale dislocamento non è nella loro agenda. (Anadolu Agency)

Turchia-Israele legami commerciali sempre più fiorenti

da press.tv

Nuovi dati dimostrano che la Turchia ha rafforzato i suoi legami commerciali con Israele negli ultimi anni, nonostante la dura retorica anti-israeliana usata dal presidente Recep Tayyip Erdogan.

 I dati dell’Istituto turco di Statistica, TurkStat, ha dimostrato che il volume degli scambi reciproci tra la Turchia e Israele ha superato i 5,6 miliardi di dollari nel 2014, con un incremento di quasi il 50% dal 2009.

Secondo TurkStat, la Turchia ha esportato più di 2,9 miliardi di dollari, il valore dei beni in Israele nel 2014, mentre le importazioni sono state 2,7 miliardi di dollari nello stesso anno.

Il volume degli scambi tra Ankara e Tel Aviv si è attestato a 2,6 miliardi di dollari nel 2009.

 Mentre i rapporti commerciali bilaterale si rafforzano, Erdogan attacca duramente  Israele e lo critica per le sue politiche brutali e repressive contro i palestinesi a Gaza.

 La Turchia ha declassato i suoi legami con Israele, quando il regime di Tel Aviv ha ucciso nove turchi attivisti filo-palestinesi in una flottiglia che si stava dirigendo verso Gaza nel 2010. Un altro attivista turco morì in seguito per le ferite dall’attacco. Ankara ha reagito duramente e, mentre gli israeliani in seguito hanno chiesto scusa per le uccisioni, i legami degli ex alleati devono ancora essere normalizzati.

Dal momento dell’attacco alla flottiglia 2010, i funzionari turchi hanno preso una retorica più esplicita su crimini di Israele contro i Palestinesi.

Ora l’opposizione turca accusa Erdogan e il suo Partito al governo, l’ AKP, di populismo e ipocrisia. Faruk Logoglu, membro storico dell’opposizione del Partito, CHP, ha criticato il governo che persegue una politica di “basso profilo e disonesta” rispetto a Israele e l’Occidente.

«Il Partito AK agisce pragmaticamente con Israele, Stati Uniti e l’Unione europea», ha affermato Logoglu.

Durante la guerra israeliana dell’estate scorsa sulla Striscia di Gaza, che ha lasciato più di 2.140 Palestinesi morti, i gruppi di opposizione turca hanno esortato il governo di Ankara a riconsiderare i legami commerciali con Israele per esprimere solidarietà con gli abitanti di Gaza, una richiesta ignorata da Ankara.

[Trad. dall’inglese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Giornale turco pubblica le prove del sostegno di Erdogan all’Isis

da al manar

Il giornale turco Bir Gün ha rivelato nuove informazioni che dimostrano il coinvolgimento del governo turco nel sostegno al gruppo terroristico Isis. Nell’articolo si sottolinea che il Partito della Giustizia e dello Sviluppo (AKP) è coinvolto in queste attività e ha rapporti con questo gruppo terroristico. Inoltre, osserva che «elementi dell’organizzazione continuano a viaggiare liberamente tra la Turchia e la Siria, senza che il governo turco del Primo Ministro Ahmet Davutoglu prenda misure per fermarli».

Il giornale rivela che «un leader dell’Isis, Y. Dursun, arrivato dalla Siria, ha soggiornato per diversi giorni, la settimana scorsa, nel quartiere di Haji Bayram ad Ankara e poi è tornato in Siria senza le che agenzie di sicurezza turche abbiano fatto nulla per fermarlo».

Il giornale ha aggiunto che il comportamento del governo turco ha infastidito l’Ufficio dell’ Europol, che «accusa il governo di Ankara di chiudere deliberatamente un occhio di fronte alle attività dell’Isis in Turchia, dove i cittadini di questo paese continuano ad aderire all’organizzazione, e si permette un flusso continuo di combattenti tra la Turchia e la Siria».

Bir Gün accusa, infine, il governo turco di aver prodotto una “trasformazione culturale del Paese” che favorisce la radicalizzazione di molti giovani turchi e l’adesione di alcuni di loro alle organizzazioni terroristiche.

Questa settimana, la Turchia ha promesso al primo ministro britannico, David Cameron, in visita nel paese, che avrebbe preso misure per impedire il flusso di membri dell’Isis dal suo territorio verso Siria e Iraq.

[Trad dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Bahar Kimyongür in Turchia: «Difendo la mia libertà d’espressione»

da rtbf.be

Dopo il rilascio di un’autorizzazione a comparire liberamente per il periodo che va dal 24 ottobre al 24 gennaio 2015, il compagno e giornalista, turco-belga, Bahar Kimyongür, ha comunicato la sua decisione di assistere di persona, dinanzi alla Corte d’Assise di Ankara, alla prossima udienza prevista per il 12 dicembre. Deniz Kimyongür, sua moglie, ha ricevuto il beneficio di un non luogo a procedere, il 16 luglio scorso, per prescrizione.

Alla base del procedimento penale nei confronti della coppia si trova la richiesta congiunta del ministro degli esteri turco Ismail Cem al Parlamento europeo del 28 novembre 2000. «Io difendo la mia libertà di espressione», ha premesso Bahar. « È la mia militanza nel periodo 2000-2007 ad essere incriminata. È la mia partecipazione alla campagna per i prigionieri politici in sciopero della fame, 122 dei quali sono morti. Ho giocato un ruolo di mediazione tra i politici europei e turchi».

Bahar Kimyongür è stato arrestato 28 Aprile 2006 nei Paesi Bassi e rilasciato il 4 luglio, dopo 68 giorni di prigionia. Poi è stato arrestato 17 giugno 2013 in Spagna e rilasciato su cauzione il 20 giugno. L’Audiencia Nacional di Madrid ha rifiutato l’estradizione il 2 luglio. Il 21 novembre 2013, è stato arrestato di nuovo in Italia. Il 21 febbraio 2014 l’ Interpol ha bloccato temporaneamente la segnalazione e l’11 marzo, la Corte d’Appello di Brescia ha ordinato il suo rilascio. Il 22 agosto l’Interpol lo ha rimosso definitivamente dai suoi archivi.

Come promemoria, Bahar è stato anche condannato a 4 anni di carcere il 28 febbraio 2006 dal Tribunale di primo grado di Bruges per l’adesione al DHKP-C, sulla base della traduzione in francese per una testata giornalistica. È stato assolto in via definitiva il 23 dicembre 2009 dalla Corte d’appello di Bruxelles.

L’odissea giudiziaria di Bahar, una vera e propria persecuzione, si è inasprita con l’inizio dell’attacco terroristico alla Siria. Il compagno Bahar ha sempre denunciato, dall’inizio del conflitto e tuttora, il ruolo della Turchia nella complicità con i terroristi che infestano la Siria, evidenziando i supporti finanziari, militari e logistici che il regime di Erdogan offre all’Isis.

[Trad. dal francese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

"En Tiempos de Guarimba"

Conoce a quienes te quieren dirigir

La Covacha Roja

Donde encontramos ideas avanzadas

Pensamiento Nuestro Americano

Articulando Luchas, Cultivando Resistencias

RE-EVOLUCIÓN

Combatiendo al neofascismo internacional

Comitè Antiimperialista

Contra les agressions imperialistes i amb la lluita dels pobles per la seva sobirania

SLAVYANGRAD.es

Nuestra ira no tiene limites. (c) V. M. Molotov

Gli Appunti del Paz83

Internet non accende le rivoluzioni, ma aiuta a vincerle - Il Blog di Matteo Castellani Tarabini

Sociología crítica

Articulos y textos para debate y análisis de la realidad social

Hugo Chavez Front - Canada

Get to know what's really going on in Venezuela

Revista Nuestra América

Análisis, política y cultura

Avanzada Popular

Colectivo Avanzada Popular

Leonardo Boff

O site recolhe artigos e a obra do teólogo, filósofo, escritor e professor Leonardo Boff

Vientos del Este

Actualidad, cultura, historia y curiosidades sobre Europa del Este

My Blog

Just another WordPress.com site

Festival delle idee politiche

Rassegna annuale di teorie politiche e pratiche della partecipazione civile

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Miradas desde Nuestra América

Otro Mundo es Posible, Necesario, Urgente. Desde la provincia chilena

Como te iba contando

Bla bla bla bla...

Coordinadora Simón Bolívar

¡Bolívar vive la lucha sigue!

LaDu

Laboratorio di Degustazione Urbana

il Blog di Daniele Barbieri & altr*

"Per conquistare un futuro bisogna prima sognarlo" (Marge Piercy)

KFA Italia - notizie e attività

notizie dalla Corea Popolare e dalla Korean Friendship Association

KFA Euskal Herria

Korearekiko Laguntasun Elkartea | Korean Friendship Association

ULTIMOTEATRO.PRODUZIONIINCIVILI

Nuova Drammaturgia del Contemporaneo

Sociales en PDF

Libro de sociales en formato digital.

matricola7047

Notes de lectura i altres informacions del seminari sobre el Quaderns de la Presó d'Antonio Gramsci ( Associació Cultural Espai Marx)

Centro Cultural Tina Modotti Caracas

Promoción de la cultura y arte Hispanoamericana e Italiana. Enseñanza y educaciòn.

Racconti di quasi amore

a costo di apparire ridicolo

Ex UAGDC

Documentazioni "Un altro genere di comunicazione"

JoséPulido

La página del escritor venezolano

Donne in rosso

foglio dell'ADoC (Assemblea delle donne comuniste)

Conferenza Mondiale delle Donne - Caracas 2011

Just another WordPress.com site

tarot Co_creador

donde las líneas de la vida y el alma convergen

NapoliNoWar

(sito momentaneamente inattivo)

Sonia Serravalli - Opere, biografia e altro

Se non vedi i miracoli, non significa che non esistano

rivoluzionando

La Rivoluzione del Popolo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: