Isaías Rodríguez: «Internazionalismo questione di classe»

da EmbajadaVenezolanaEnItalia

Una lettera che, per il suo essere esemplare, merita una traduzione in italiano. Una lettere che si rivolge al prof. Vasapollo, ma non solo.

Si tratta di una lettera pubblica che ben si adatta a tutti coloro che, in una maniera o in un’altra, mettono in campo comportamenti simili a quelli qui magistralmente descritti dall’Ambasciatore Julián Isaías Rodríguez Díaz.
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Prof. Luciano Vasapollo
vasapollo.luciano@virgilio.it

Prof. Vasapollo,

Lei ha creato una distanza che non ci fa piacere. Nuovamente un’attitudine personale della sua condotta ha incrinato le relazioni tra lei ed il Venezuela. Il suo individualismo è davvero insopportabile. Nessuna diplomazia può farlo passare inosservato.

Soprattutto quando ha posto in pericolo la realizzazione dell’atto più importante che si sia portato a termine a Roma in solidarietà con il nostro paese.

In una prima opportunità lei è riuscito a far posticipare l’atto. In una seconda, ha avuto la presunzione di esercitare la leadership sullo stesso. In una terza non ha occultato le ferite del suo “ego” perché la scelta del luogo è stata realizzata senza la sua partecipazione. In una quarta, la scusa della morte di un funzionario consolare d’Italia in Venezuela, è quasi riuscita ad abortire l’atto pubblico.

Siamo stati rispettosi delle sue ragioni che l’hanno fatta desistere dal partecipare. Comprendiamo quella relativa all’Università che lei rappresenta e delle altre organizzazioni che lei guida. Ha dato argomenti istituzionali che ammettiamo come validi. Ciò che mai condivideremo con lei è un comunicato di dissociazione, dove testualmente ha dichiarato: “sospesa per lutto la partecipazione alla manifestazione per il Venezuela”.

Anche se non fosse stata sua intenzione, i movimenti sociali hanno interpretato la sua decisione di non partecipare come un appello che invita gli altri a non prendere parte all’evento. Confusi, sono stati sul punto di non presentarsi all’attività. Ci scusi i termini, ma non è possibile non parlare della solidarietà come un valore. Essa si contrappone all’ansia di apparire, di stare in primo piano e, soprattutto, al debordante e primitivo individualismo privo di qualsiasi pensiero socialista.

Nell’ambito politico, solidarietà significa accompagnare e servire. Assumere con convinzione il successo di una causa condivisa collettivamente. La solidarietà contrasta con la superbia ed il malinteso orgoglio. In sé, la solidarietà è un valore rivoluzionario che promuove l’unione.

I poteri forti mondiali avevano scatenato la loro ferocia contro il Venezuela. In quanto obiettivo fondamentale dell’imperialismo. La situazione che si è voluta affrontare era drammatica. Nessun egoismo, con o senza scuse, avrebbe dovuto osare smantellare un atto di solidarietà, che per di più, per gli altri è stato il frutto di uno sforzo immenso per mettere da parte tra voi gli odi reciproci, i rancori personali, le vuote contraddizioni, le vanità e i personalismi portati all’estremo.

Utilizzo le sue stesse parole: “non è un favore che vogliamo fare al Venezuela…”. Professore, l’internazionalismo è una questione di classe, non di filantropia. I reciproci interessi a lungo termine sono più importanti di quelli individuali. Non è questione di buone intenzioni, è impegno e lealtà cosciente. Non è retorica, ma è la decisione di trionfare insieme per una società giusta e di uguali.

La solidarietà è un dovere internazionalista. Tale prospettiva di classe si traduce nella difesa ad ogni costo del socialismo. Con essa ciò che si difende non è un nazionalismo, nemmeno una nazionalità, né una cultura specifica, ma il socialismo come patria.

Professore, ci dispiace, non sarà più invitato ai nostri atti fintanto che lei non porgerà pubblicamente le sue scuse, non a questa Missione Diplomatica, ma ai compagni, suoi e nostri, ai quali lei ha mancato di rispetto con un comportamento poco solidale.
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Capitales del mundo celebrarán Día de Solidaridad con Venezuela

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El domingo 19 de abril se celebrará en las principales capitales del mundo el Día de Acción Mundial de Solidaridad con la Revolución Bolivariana, propuesta presentada ayer lunes por el Partido Comunista de Venezuela.

El anuncio fue hecho por Carlos Aquino, miembro del Buró Político del Partido Comunista de Venezuela (PCV), en rueda de prensa, quien señaló que durante este día se celebrarán actividades de masas en respuesta a la agresiva arremetida imperialista, reseña La Radio del Sur.

La jornada ha sido acogida por los movimientos revolucionarios y progresistas nacionales e internacionales, que manifestaron su rechazo a la Orden Ejecutiva firmada por el presidente estadounidense, Barack Obama, “con el objetivo de dar un mensaje claro y contundente al imperialismo, para que se dé cuenta de que Venezuela no está sola”.

Aquino destacó la solidaridad de decenas de Partidos Comunistas y Obreros de todos los continentes, así como las manifestaciones de apoyo del Consejo Mundial de la Paz (CMP), Federación Democrática Internacional de Mujeres (FDIM), Federación Sindical Mundial (FSM), Federación Mundial de Juventudes Democráticas (FMJD), Organización Continental Latinoamericana y Caribeña de Estudiantes (OCLAE) y Movimiento Continental Bolivariano (MCB).

Por último, el PCV calificó la declaratoria contra Venezuela como una respuesta soberbia, agresiva, belicista, guerrerista y provocadora del imperialismo en defensa de sus lacayos en Venezuela.

L’impero vuole detonare l’arma più potente: la solidarietà

di Davide Angelilli – caracaschiama.noblogs.org

In questi suoi primi dieci anni, l’ALBA –un’alleanza politica promossa da Cuba, Venezuela, Nicaragua, Bolivia, Ecuador e altre isole caraibiche-  ha creato una rete solidale di relazioni politiche ed economiche che rompe con il sistema egemonico di Cooperazione Internazionale: un importante tassello del sistema neocoloniale di relazioni Nord-Sud.

Il sistema tradizionale di Cooperazione per lo Sviluppo rappresenta un significativo, anche se ristretto quantitativamente, settore di trasferimento e circolazione di capitale. Perché si basa sulla costruzione teorica che l’arretratezza dei paesi del Sud sia dovuta a problemi interni al loro sistema economico e politico nazionale (corruzione, neopatrimonialismo) -e non alle strutture diseguali e imperiali del Sistema Mondo e alle alleanze tra oligarchie-, evidenziando la falsa retorica liberale della “comunità internazionale”.

In ogni caso, possiamo definire la Cooperazione Internazionale capitalista e imperialista (sia Nord-Sud che Sud-Sud) come quel sistema di relazioni internazionali tra governi che, sì, cercano un mutuo beneficio per migliorare le condizioni socio-economiche dei paesi attraverso lo sviluppo del sistema capitalista, ma con l’obiettivo di preservare le gerarchie mondiali. Il che rende questo sistema di relazioni internazionali un “labirinto dorato” in cui circola il capitale. Al contrario, la cooperazione tra i paesi dell’ALBA cerca il beneficio mutuo tra gli Stati dentro la cornice di un progetto storico completamente opposto: la trasformazione dell’ordine mondiale imperialista.

Attorno a questa causa comune antimperialista, si è costruito un progetto politico condiviso alimentato dalla grande tensione popolare verso la solidarietà internazionalista, lasciata in eredità dal pensiero dei grandi ribelli del passato come Simón Bolívar e José Martí. Come spiega il magico Galeano, a differenza della carità – su cui si basa la Cooperazione Internazionale neocoloniale-  che s ipratica dall’alto verso il basso, umilia chi la riceve e non modifica mai, nemmeno un pizzico, le relazioni di podere tra aiutante e aiutato, la solidarietà è orizzontale e si realizza tra uguali. Per questo la Cooperazione tra i paesi dell’ALBA si distanzia nettamente dal concetto di “aiuto”. E’ la solidarietà la moneta di valore che guida le relazioni tra i paesi nell’Alleanza Bolivariana, spazzando via la “competizione” e aprendo la strada a nuovi e creativi modelli di relazioni internazionali antimperialisti e anticapitalisti.

La costruzione della solidarietà come elemento portante della coscienza popolare, e quindi l’abbattimento dell’individualismo, non è il risultato di un’evoluzione naturale, ma si costruisce attorno a progetti sociali inclusivi erivoluzionari, come quelli messi in piedi in America Latina negli ultimi 15 anni. Nel progetto comune di rompere l’ordine imperiale per costruire autodeterminazione prende forza la solidarietà come strumento di politica internazionale.

Nelle nuove costituzioni di Venezuela, Ecuador e Bolivia, la parola solidarietà compare rispettivamente 13, 13 e 14 volte. Se prendiamo la costituzione degli Stati Uniti, come esempio di Stato mosso da un fondamentalismo imperialista e capitalista, la solidarietà “brilla per la sua assenza”, non comparendo nemmeno una volta.

Grazie alla solidarietà, Cuba ha contribuito all’alfabetizzazione in 28 paesi di 8 milioni di persone “scomparse dalla stampa internazionali”. Per solidarietà, il Venezuela Bolivariano ha fatto della maledizione del petrolio una ricchezza contro la povertà estrema di un’intera regione.

Forse è proprio la solidarietà: l’arma più potente di qualsiasi ordigno bellico, che l’impero vuol detonare per impedire l’esplosione di nuove rivoluzioni. In quel continente ribelle che non è più il cortile di nessuno.

(Foto e testo) Manifesto per una Rete di Solidarietà con il ‘Proceso Bolivariano’

Manifesto per la fondazione di una Rete di Solidarietà con il ‘Proceso Bolivariano’

Villamaina (Av)

02-IX-2012

Mentre il capitalismo stringe la cinghia intorno alla vita di chi è già stato spremuto, da Cuba al Venezuela, dalla Bolivia all’Ecuador, al Nicaragua, i popoli dell’America Latina indicano un’altra strada: mettendo in causa i rapporti di proprietà, imponendo una nuova sovranità antimperialista, costruendo nuove alleanze e blocchi regionali (ALBA, Unasur, Mercosur, CELAC) basati su un’idea non asimmetrica delle relazioni. Nuove vie per costruire il socialismo nel XXI secolo fidando su una straordinaria partecipazione politica delle classi popolari che interroga la realtà asfittica delle democrazie borghesi di casa nostra.

Un contesto che richiede una nuova coscienza internazionalista basata sulla rimessa in discussione dei rapporti neocoloniali nel mondo occidentale e sulla solidarietà tra i popoli, avversa a ogni ingerenza.

Per questa ragione sentiamo nostra la necessità di sostenere la rivoluzione bolivariana e tutti i movimenti rivoluzionari e progressisti dell’America Latina.

Noi, compagne e compagni che nei cinque giorni di confronto al Campo Nazionale di Formazione Politica “Rise Up!” abbiamo condiviso questi contenuti, proponiamo la creazione di una rete di solidarietà che si impegni:

a sostenere la Rivoluzione Venezuelana e tutti gli altri processi americani di transizione al socialismo;

ad appoggiare i movimenti rivoluzionari e progressisti dell’America Latina;

a contrastare la guerra mediatica che serve gli interessi dei monopoli;

a ritrovare le ragioni storiche del movimento rivoluzionario internazionale e la memoria delle lotte radicali che hanno costruito il nostro percorso odierno;

a favorire il coinvolgimento politico delle comunità latinoamericane in Italia;

a promuovere pensiero critico e formazione;

a rafforzare la rete di contatti in maniera ampia e inclusiva;

a costruire scambi proficui di esperienze, anche all’interno delle nostre comunità.

Fin da subito ci impegniamo in alcune azioni concrete:

diffondere le numerose attestazioni di solidarietà di note personalità mondiali al Gran Polo Patriótico che sostiene Chávez in occasione delle elezioni presidenziali venezuelane del 7 ottobre 2012;

avviare i lavori di rete raccogliendo contatti di persone e soggetti interessati, cominciando l’analisi collettiva sui temi della sovranità, della proprietà privata, della memoria storica, del lavoro, delle donne, delle comunità indigene e diffondendo materiali informativi multimediatici;

dotare la Rete di Solidarietà con il ‘Proceso Bolivariano’ di un’organizzazione interna provvisoria immediatamente efficace.

Villamaina (Av), 02-IX-2012

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Manifiesto para la Creación de una RED DE SOLIDARIDAD CON EL PROCESO BOLIVARIANO

Mientras el capitalismo “aprieta el cinturón” de quienes ya sufren las consecuencias de la crisis del modelo neoliberal; de Cuba a Venezuela; de Bolivia a Ecuador, pasando por Nicaragua, los pueblos de Latinoamérica nos muestran otra ruta: poniendo en discusión las relaciones de propiedad, imponiendo una nueva soberanía antiimperialista y construyendo nuevas alianzas y bloques regionales (ALBA, Unasur, Mercosur, CELAC) sobre la base de un concepto no asimétrico de las relaciones.

Nuevas vías para construir el Socialismo del Siglo XXI confiando en la extraordinaria participación política de las clases populares que cuestiona la realidad asfixiante de la democracia burguesa de este continente.

Un contexto que exige una nueva conciencia internacionalista basada en la puesta en discusión de las relaciones neocoloniales del mundo occidental y sobre la solidaridad entre los pueblos, contra toda desviación neofascista.

Por esta razón hacemos nuestra la necesidad de apoyar la Revolución Bolivariana y todos los movimientos revolucionarios y progresistas de América Latina.

Nosotros, compañeras y compañeros que, en cinco días de debate en el Campamento Nacional de Formación Política RISE UP, hemos compartido estos contenidos, proponemos la creación de una Red de Solidaridad, destinada a:

Apoyar la Revolución Bolivariana y todos los otros proceso americanos de transición al Socialismo; e, igualmente, a los movimientos revolucionarios y progresistas de América Latina;

Contrarrestar la guerra mediatica que sirve a los intereses de los monopolios;

Rescatar las razones históricas del movimiento revolucionario internacional y la memoria de las luchas radicales que han construido nuestro transcurrir cotidiano;

Favorecer el involucramiento político de las comunidades latinoamericanas en Italia;

Promover el pensamiento crítico y la formación;

Reforzar la red de contactos de manera amplia e inclusiva;

 

Construir un intercambio productivo de experiencias, también al interior de nuestras comunidades.

De manera inmediata nos proponemos:

 

Difundir las numerosas declaraciones de solidaridad de diferentes personalidades del planeta, al Gran Polo Patriótico que apoyan al Presidente Chávez en ocasión de las elecciones del próximo 07 de octubre de 2012;

Implementar tareas de recolección de contactos de personas y sujetos particulares para el análisis colectivo sobre los temas de soberanía, propiedad privada, memoria histórica, trabajo, del rol de la mujer, de la incorporación de las comunidades indígenas por medio de la difusión a través de canales tradicionales y alternativos;

Dotar a la Red de Solidaridad con el Proceso Bolivariano de una organización interna provisional que le de eficacia y eficiencia inmediatas.

Villamaina (Av), 02-IX-2012

VIVIREMOS Y VENCEREMOS!

Pistoia con la Rivoluzione venezuelana!

Pistoia, 16-08-2012

Sabato 28 luglio, presso la libera officina 1° Maggio a Pistoia, si è svolta l’assemblea pubblica “un altro mondo è possibile! L’esperienza latinoamericana e il socialismo nel XXI° secolo”.

Al termine del dibattito tutti i partecipanti sono stati concordi nel volere dare un contributo alla rivoluzione Venezuelana e nel ribadire l’importanza che essa ricopre a livello mondiale.

Avvicinandosi la data di domenica 7 ottobre anche per noi compagni che abitiamo a migliaia di chilometri dal Venezuela aumenta l’attesa e l’impazienza per quello che potrà essere l’esito delle votazioni.

Il 7 ottobre le masse popolari venezuelane saranno chiamate a decidere che cosa vogliono fare del proprio futuro, quindi noi ci auspichiamo che tutti gli strati popolari che da sempre sostengono la rivoluzione venezuelana comprendano l’importanza di questa scadenza e si rechino in massa a votare, dando modo a Chávez e al suo partito di poter continuare a svolgere il proprio ruolo, non soltanto in patria (avanzando nel percorso iniziato) ma anche a livello mondiale.

La presenza di una base rossa come quella venezuelana è fondamentale per tutto il movimento rivoluzionario internazionale, in quanto si riflette negli occhi di tutti coloro che lottano (da qualsiasi parte del mondo essi si trovino), come un esempio positivo e vincente.

La rivoluzione venezuelana incute fiducia, ottimismo, speranza, fa vedere quello che le masse popolari organizzate e dirette da un grande partito possono fare, conferma che un altro mondo oltre ad essere necessario è anche possibile.

Dal canto nostro noi compagni italiani se vogliamo veramente dare un contributo utile e concreto ai fratelli venezuelani non possiamo limitarci soltanto ad esprimere loro la nostra solidarietà e a dichiarargli il pieno sostegno, ma dobbiamo anche usare tutte le nostre energie e le nostre capacità affinché si riesca a portare a termine un compito che finora nessuno è mai stato all’altezza di svolgere, ovvero quello di portare a termine la rivoluzione a casa nostra, in Italia.

Oggi più che mai il carattere sempre più globalizzato dei sistemi produttivi di ogni nazione impone che – per far si che paesi come Cuba e Venezuela facciano ulteriori progressi e passi in avanti verso la costruzione del socialismo – anche nei paesi imperialisti vengano instaurati governi d’emergenza in contrapposizione con il sistema capitalista, che affidino la produzione di beni e servizi ad agenzie pubbliche secondo un piano socialmente approvato e che inizino a stabilire relazioni di solidarietà, collaborazione e scambio tra loro oltre a fare fronte comune nei confronti degli attacchi che inevitabilmente vengono sferrati dagli stati nemici.

W la Rivoluzione Venezuelana!

W Chávez!

W la rivoluzione nei paesi imperialisti!

W la rinascita del movimento comunista internazionale!

Collettivo collaboratori del P.CARC
Sezione Pistoia/Prato del P.CARC

(FOTO) Giornata mondiale di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana!

Nota de prensa
El 24 de julio del 2012, centenares de compañeras y compañeros participaron en el contexto de las actividades de la “Fiesta de la Revancha Popular”, Parque Robinson, en Nápoles, Italia, http://festapopolare.altervista.org/.

La Asociación Art@GoNista que se hizo cargo de la organización del día, conjuntamente con la Red de las Organizaciones Sociales (ANROS de Venezuela, Circulos Bolivarianos de Italia y el Circulo Antonio Gramsci de Caracas, Red NoWar, P-CARC, SLL, ASP, PRC, ALBAinFormazione, entre otros) celebró de esta manera, con mesas redondas y con un concierto al final dedicado al internacionalismo proletario, el Día de la Solidaridad con la Revolución Bolivariana y
el Comandante Chávez, 229° aniversario del nacimiento del Libertador Simón Bolívar.

Fueron recopiladas firmas en solidaridad con el proceso revolucionario bolivariano y el evento vio la participación además de mujeres, hombres, jovenes, niños y niñas de Italia y Venezuela, también de Cuba y Siria, en el marco de la amistad y la solidaridad entre los pueblos en contra del imperialismo y sus guerras.

Galería de fotos del acto en Napoles, Italia

Galería de fotos del acto en Napoles, Italia

Il trionfo della Rivoluzione venezuelana è responsabilità dei popoli

Le sue conquiste sono conquiste di tutti… tutti a difenderla!

http://www.chavez.org.ve/temas/noticias/mensaje-urgente-venezuela/

di Fernando Buen Abad Domínguez*
buenabad@gmail.com

Bisogna creare una rete di comunicazione mondiale. Nessuno me l’ha chiesto ma io suggerisco che in maniera massiccia si inviino piccole note, messaggi urgenti al popolo rivoluzionario del Venezuela. Non sarebbe sbagliato dire cose all’orecchio, cose da fratelli, da amore fraterno, di necessità e di urgenza. Frasi come ad esempio: “Venezuelani, compagni! il vostro voto è anche il nostro voto, in Bolivia, a Cuba, in Ecuador, in Nicaragua, in Colombia, in Messico… uscite e votate per tutti noi, andate e abbiate successo ancora una volta, con la vostra forza morale, con la vostra rivoluzione al galoppo, andate sempre più decisi e trionfate come si deve. Esprimere la solidarietà internazionale non significa annullare o ignorare le discussioni interne che possono avere un valore sostanziale, ma non devono impedire di moltiplicare i nostri sforzi sostenuti anche dalla mobilitazione dei paesi fratelli. Che nessuno se ne resti a casa sua, che nessuno si sottragga alle proprie responsabilità di votare, fatelo per tutti noi. Non è certo chiedere troppo!

Nessuno me l’ha chiesto, ma sento la necessità e l’urgenza (forse per non poter fare di più) di chiamare chi può e come può di trascinare tutti a connettersi con la patria venezuelana.

Trascinare per conoscerla e per ascoltarla, capirla ed andare a sostenerla in ogni modo e come si deve. Invitare, insomma, a far conoscere alla rivoluzione venezuelana quanto ci teniamo e di quanto abbiamo bisogno di un suo netto trionfo. Cosa certamente opportuna.

Il Venezuela ha portato la lotta di classe ad un livello più avanzato, cosa che è stata censurata in mille modi. Sarebbe quasi il caso di ringraziare i golpisti per i numerosi trucchi sporchi messi in campo, per la rapidità e per l’abiezione investita al fine di organizzare i loro attacchi perché ci semplifica, ci fa risparmiare sforzi e ci dà la comprensione del cammino della rivoluzione. Oggi è estremamente chiaro che la rivoluzione venezuelana beneficia tutti (tutti i proletari che ricercano l’unità) per ridurre la distanza tra la realtà che ci travolge e la coscienza di cui abbiamo bisogno per agire in modo corretto. Il popolo rivoluzionario del Venezuela si è proposto di distruggere la borghesia, grande esempio, fonte di ispirazione e risultato magnifico. Abbiamo bisogno che quest’esempio si espanda e si approfondisca. Per questo è necessario che votino tutti.

Le conquiste della rivoluzione venezuelana in materia di salute, alloggi, istruzione e lavoro… sono, tra mille cose, anche un dono e una scuola, nonostante la giovane storia della rivoluzione, cosa che ha prodotto benefici diretti e indiretti per molte compagne e molti compagni americani (e non solo). La lista è enorme, se solo si prende in considerazione il contributo delle “missioni” che aprono gli occhi sconfiggendo le malattie, aprendo gli occhi dell’anima e del pensiero.

Vediamo che il Venezuela con la sua rivoluzione socialista ci ha dato la certezza definitiva che la lotta per la dignità conduce al trionfo delle aspirazioni democratiche più profonde e sincere dei popoli. La parola di questo Venezuela rivoluzionario nel mondo di oggi è la parola della speranza e dell’impegno che ispira e risveglia. Dobbiamo riconoscere al Venezuela rivoluzionario questa forza simbolica, la sua ricca storia, i valori e la morale combattiva e guerriera che, nonostante tutte le contraddizioni, interne ed esterne, non perde la sua strada e non perdere la calma.

Vediamo le cifre; il Venezuela, anche al momento della peggiore crisi economica globale (causata dal capitalismo e dalle sue perversioni) mantiene il suo tasso di crescita reale e dei suoi principali programmi di sviluppo rivoluzionario. Nessun paese europeo, che si arroga il diritto di fregiarsi del titolo di “primo mondo”, è in grado (in questo momento) di vantare gli stessi risultati. Il Venezuela ha adottato misure energiche con la pianificazione economica subordinata al bene collettivo e subordinando la politica alla volontà democratica e alla giustizia sociale. Le cifre sono più che positive. Pochissimi possono vantare qualcosa di simile.

Per questo e molto altro, propongo che ci si assuma il compito di far sapere al popolo venezuelano quanto ci teniamo e quanto sia vitale per tutti noi una vittoria fortemente democratica nelle loro prossime elezioni. Far sapere loro, in mille modi, quello che abbiamo imparato e quali benefici abbiamo ottenuto grazie allo sforzo rivoluzionario del popolo venezuelano e al suo talento esemplare. Fate loro sapere che il loro trionfo è necessario nella misura in cui fanno ciò che molti altri non possono fare. Por ahora.

Si tratta di farlo sapere per incoraggiare i convinti, i dubbiosi ma anche i non convinti. Per mobilitare una contagiosa corrente mondiale di speranza affinché tutte e tutti vadano a votare alle prossime elezioni. Affinché si raggiungano cifre e numeri da record, affinché l’affluenza sia inedita. Che vadano a votare e che siano accompagnate e accompagnati dalla solidarietà di centinaia di popoli fratelli che sanno di essere beneficiati e corresponsabili per l’ascesa della rivoluzione e la sua proliferazione mondiale. Dobbiamo raggiungere ogni venezuelana e venezuelano parlando al suo cuore e al suo pensiero, ogni venezuelana e venezuelano che ha sulle spalle il compito di estendere ed approfondire, amplificare e radicalizzare la rivoluzione perché sappia quanto vale per noi all’estero, e quanto ci sta a cuore la sua opera collettiva e socialista. Che senta, pertanto, nelle sue mani (nel momento del voto), la storica responsabilità e il privilegio di avere la spinta fraterna e solidale di milioni di anime in tutto il mondo.

Si tratta di aprire uno spazio per una campagna internazionalista che racconti al Venezuela l’importanza del suo voto e quanto ci preme, in ogni paese, il suo successo esemplare alle prossime elezioni. Chiedere con tutti i mezzi di inviare messaggi al popolo rivoluzionario del Venezuela, per comunicare perché il loro voto sia così prezioso e perché la rivoluzione venezuelana ha una responsabilità internazionale. Dobbiamo trovare mille modi per far arrivare i messaggi… e poi replicarli per visualizzarli su tutti i media alternativi, comunitari e sociali, sulla stampa operaia, sulla stampa dei movimenti, delle università… blog, pagine twitter… L’idea è di generare un mobilitazione nell’ambito della comunicazione che raggiunga tutte e tutti (compresi gli indecisi) affinché votino, per accompagnare internazionalmente le elezioni poiché il trionfo del popolo venezuelano è il trionfo di tutti i popoli. Aiutiamoci.

* filosofo della comunicazione, Universidad de la Filosofía, Messico.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Ciro Brescia]

Nasce il sito della rivista

Mercoledi 14 settembre 2011 alle ore 10,oo, si è tenuto a Napoli l’incontro di Coordinamento dei Circoli Bolivariani e dei Comitati di Sostegno in Italia a Napoli, con l’obiettivo di rilanciare l’azione di solidarietà in Italia, anche con l’appoggio della nuova rivista ALBAinFormazione ed i comitati, i circoli e le realtà di sostegno in Venezuela.

All’incontro, ospitato presso la sede diplomatica del Consolato della RBV in Napoli, sono stati invitati ed hanno preso parte i rappresentanti dei Circoli Bolivariani “Antonio Gramsci” di Caracas, “Simon Rodriguez” e “José Carlos Mariategui”  di Napoli, rappresentanti del Progetto Scec, moneta complementare, del Progetto Tesla per le energie rinnovabili, la cooperativa di turismo responsabile “La pequena Venecia” e realtà di Roma e di altre città del sud Italia, così come delle Associazioni “Masaniello”, “ALBA” e del Popolo Viola di Napoli che hanno così espresso la loro solidarietà alla missione diplomatica bolivariana a Napoli e al Console Generale, Bernardo Borges.

Maria Vittoria Tirinato, direttrice della rivista ALBAinFormazione – per l’amicizia e la solidarietà tra i popoli, ha evidenziato l’importanza del periodico che si pone come connettore di Reti ed Organizzazioni Sociali tanto sul piano locale, come nazionale ed internazionale. La rivista stessa si assume la responsabilità di dare spazio e voce a tutte quelle realtà associative, popolari, sociali e culturali, che sono presenti sui territori ed agire affinchè si facilitino i contatti e si allaccino relazioni sempre più solidali.

I presenti hanno ribadito che la maniera più concreta di esprimere solidarietà conla Rivoluzione Bolivarianaè essere conseguenti con i principi bolivariani partendo dai propri stessi territori.

Sono inoltre intervenuti, tra gli altri, Fabiola D’Aliesio, l’ex cadidata al Comune della lista civica Napoli è TUA e segretaria del P-CARC ed il professore di Diritto Costituzionale Carlo Amirante.

ALBAinFormazione si ripropone di mantenere alta la attenzione e la mobilitazione in questa delicata fase per le sorti dei popoli del mondo.

Ciro Brescia,

per il Circolo Bolivariano “José Carlos Mariátegui” – Napoli

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