Stédile (MST) a Napoli: dalla parte degli ultimi e dei beni comuni

di Antonio Cipolletta 

Nell’ambito dell’evento intitolato “Verso i nuovi modelli di controllo sociale sui beni pubblici: dalla parte degli Ultimi” organizzato presso il dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Federico II di Napoli, il 7 novembre 2016, abbiamo avuto il piacere di ascoltare due ospiti molto speciali: Alex Zanotelli e João Pedro Stédile.

Nella nostra città, il primo è noto per essere stato un missionario comboniano, difensore dei diritti umani e delle strenue lotte sul diritto all’acqua, bene comune per eccellenza che – ricordiamo – è ad oggi rispettato qui a Napoli grazie alla reale applicazione del risultato referendario del 2011.

Il secondo, invece, è ben conosciuto in America Latina – terra di pace, dignità, inclusione e cooperazione – oltreché nel mondo intero per essere il leader del MST (Movimento dos trabalhadores rurais sem terra), movimento popolare e progressista nato in Brasile nel lontano 1984 sulla spinta delle lotte condotte da decine di migliaia di contadini provenienti dalle aree meridionali più degradate e martoriate del paese che, all’epoca, stava cominciando a vedere l’uscita dalla terribile dittatura militare (1964-1984).

Ad oggi, il Movimento è presente in 24 stati del paese e coinvolge un milione e mezzo di persone. Grazie alle sue lotte, 350.000 famiglie hanno conquistato la terra, mentre 150.000 stanno ancora lottando nei campamentos disseminati in tutto il paese carioca; l’obiettivo da sempre chiaro e definito dell’organizzazione è l’ottenimento di una riforma agraria, di redistribuzione equa della terra su scala nazionale, che restituisca potere e dignità alle masse contadine; al momento, giusto per citare alcune cifre statistiche significative, l’1,6% dei proprietari con immobili al di sopra dei mille ettari possiedono il 46,8% dell’area totale esistente nel paese, il 51,4% degli immobili classificati come grandi proprietà è improduttivo, ossia più di 133 milioni di ettari di terre non rispondono alle esigenze di produttività e potrebbero essere espropriate per la riforma agraria, secondo il dettato costituzionale.

Nel corso del suo duplice intervento (in apertura ed in chiusura dell’evento), João Pedro, in forma semplice e sempre efficace, ci ha descritto lo stato attuale in cui versa il Brasile golpista presieduto da Michel Temer (presidente incostituzionale, tra i principali fautori dell’impeachment ai danni della legittima Presidente Dilma Rousseff nell’agosto di quest’anno) connettendo la condizione del paese più esteso del Latinoamerica a quella dei suoi vicini (Venezuela, Ecuador, Bolivia, Uruguay e Argentina, principalmente), muovendo il discorso dalla difesa delle classi popolari, degli umili, di quelli che Frantz Fanon definiva “i dannati della terra” in un’ottica post-coloniale e terzomondista.

Con il suo tono colloquiale ed amichevole (è stato spontaneo rivolgerci a lui come “compagno”, nonostante il clima accademico-formale, quando gli abbiamo posto una domanda sulla criminalizzazione dei movimenti di massa in difesa della democrazia partecipativa e protagonistica nel paese, tra cui lo stesso MST) ci ha espresso le sue profondissime preoccupazioni sul ritorno della “larga noche neoliberal” in alcuni paesi dell’emisfero occidentale che sinora si erano distinti per avanzamento nella realizzazione di politiche sociali, di crescita eco-sostenibile, di innalzamento della matricola universitaria, di costruzione di case popolari per migliaia di cittadini, sanità gratuita o semigratuita, aumento delle speranze di vita media ed assottigliamento progressivo dell’indice di povertà (assoluta e relativa); tra questi, ha citato il caso del suo Brasile che negli ultimi mesi non riconosce, dominato com’è dal potere enorme dell’oligarchia finanziaria, politica e mediatica che per tredici anni circa (primo governo Lula, primo e secondo governo Dilma, interrotto bruscamente come abbiamo visto) è stato moderatamente arginato ma non ancora azzerato e, successivamente, del Cile (“Il popolo cileno sta vivendo realmente in una democrazia o è una pura, illusoria rappresentazione della realtà?”) ed infine dell’Argentina governata dal “imprenditore” Mauricio Macri (“Il paese sta ritornando di fatto alle pratiche neoliberiste tanto rigettate e bandite durante la decada ganada dei Kirchner).

Al termine del suo primo intervento realizzato interamente in portoghese così come il secondo e reso magistralmente in italiano da Serena Romagnoli, membro del Comitato MST Italia, il coordinatore del tavolo prof. Sergio Moccia ha concesso del tempo alle domande degli studenti presenti in aula, i quali ne hanno approfittato per conoscere attentamente la situazione particolare del Brasile, chiedendo a Stédile essenzialmente quale fosse il miglior modello di gestione dei beni comuni (da lui differenziate dalle risorse naturali, generalmente mercificate e svilite); di tutta risposta, il nostro ospite ribadisce ancora una volta che l’alleanza tra il pubblico (leggasi amministrazione statale) e le comunità di base autorganizzate in una prospettiva di liberazione economica, sociale e culturale è l’uscita dal dilemma, la forma più efficiente, maggioritaria ed accettata dalla stragrande maggioranza della popolazione, non solo in Sudamerica ma in tutto il pianeta.

In conclusione, gli abbiamo chiesto, consapevoli della pesante difficoltà nel risponderci, quale possa essere l’alternativa al modo di produzione capitalistico entrato nella sua fase ultraliberista, predatoria, parassitaria e, quindi, alle sue evidenti contraddizioni intrinseche che, oggi più che mai, mostrano il loro volto disumano; convinti di una risposta contundente e puntuale, siamo stati soddisfatti quando immediatamente ha reagito con un “Serve autorganizzazione popolare di massa, unità e soprattutto una concezione del mondo fondata su Libertà con Giustizia sociale, protezione dell’ambiente e del diritto alla vita, all’acqua, alla salute, alla sanità ed all’istruzione gratuite, solidarietà internazionalista con tutti i popoli in lotta per un futuro migliore dove venga abolito lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, ma soprattutto più socialismo, riferimento ideologico che attualmente la sinistra su scala mondiale sta smarrendo e rigettando ogni giorno che passa”.

João Pedro Stédile: «Per i lavoratori è necessario che vinca Dilma»

di Geraldina Colotti – il manifesto

15ott2014.- Se la bor­ghe­sia batte la sini­stra, si aprirà un periodo di scon­tro per­ma­nente», dice al mani­fe­sto Joao Pedro Ste­dile, coor­di­na­tore del Movi­mento dei senza terra (ma lui pre­fe­ri­sce pre­sen­tarsi solo come uno dei com­po­nenti la Dire­zione nazio­nale). La par­tita è quella per le pre­si­den­ziali del 26 otto­bre, decise al secondo turno tra l’attuale capo di stato Dilma Rous­seff e il con­ser­va­tore Aecio Neves

Per­ché il Mst appog­gia Dilma?

Il Mst non prende deci­sioni elet­to­rali. Man­tiene la sua salu­tare auto­no­mia nei con­fronti dei par­titi, dei governi, dello stato, della chiesa. Tut­ta­via i suoi mili­tanti, la sua base sociale e i suoi diri­genti devono pren­dere posi­zione come cit­ta­dini di fronte alle sfide poli­ti­che che si pre­sen­tano con le ele­zioni. Il popolo chiede sì un cam­bia­mento, ma che porti a con­di­zioni di vita migliori. E per que­sto sarà neces­sa­rio fare una serie di riforme strut­tu­rali, a comin­ciare dalla riforma poli­tica, quella tri­bu­ta­ria, la riforma agra­ria, dell’educazione.… Di fronte a que­sta situa­zione, Aecio rap­pre­senta gli inte­ressi della classe domi­nante che chiede il ritorno ai tempi duri del neo­li­be­ri­smo, durante i quali, come Mst, abbiamo subito due mas­sa­cri, quello de Eldo­rado dos Cara­jas e la strage di Corum­biara. E le forze che stanno con Dilma scom­met­tono sulla con­ti­nuità del suo pro­gramma però spin­gendo più avanti il cam­bia­mento nel senso delle riforme sociali neces­sa­rie. Non è dif­fi­cile capire per­ché per i lavo­ra­tori sia neces­sa­rio che Dilma scon­figga Aecio.

Marina Silva ha subor­di­nato il suo appog­gio a Neves all’assunzione di riven­di­ca­zioni che riguar­dano Mst e gli indi­geni. Che pensa della sua cam­pa­gna e del suo personaggio?

È una tro­vata elet­to­rale, un atteg­gia­mento pro­prio della sua per­so­na­lità poli­tica ondi­vaga. In realtà lei non rap­pre­senta classi sociali o forze popo­lari che abbiano un pro­getto pro­prio per dia­lo­gare con altre forze.

Quale sarà lo sce­na­rio in Bra­sile sul piano eco­no­mico, poli­tico e sociale in caso di vit­to­ria dell’una o dell’altro candidato?

Il Bra­sile ha esau­rito il suo pro­gramma neo­svi­lup­pi­sta. La dipen­denza della nostra eco­no­mia dal capi­tale inter­na­zio­nale ci ha messo in ginoc­chio. I pro­blemi sociali neces­si­tano di cam­bia­menti strut­tu­rali. E la poli­tica è un pan­tano, per­ché c’è una crisi di rap­pre­sen­tanza, per­ché la demo­cra­zia è stata seque­strata da 117 imprese che finan­ziano ed eleg­gono chi vogliono con il loro denaro e i loro tenu­tari. Così, entre­remo in un periodo sto­rico di neces­sità di cam­bia­menti. Se la bor­ghe­sia ci scon­figge e ci imprime un pro­gramma neo­li­be­ri­sta, sarà un periodo di scon­tri per­ma­nenti. Se vince Dilma, dovrà fare un governo più di cen­tro­si­ni­stra, abban­do­nare alcune alleanze con­ser­va­trici che man­tiene, e avvi­ci­narsi di più al popolo. E noi dei movi­menti sociali, chiun­que sia a vin­cere, abbiamo sem­pre lo stesso com­pito: aumen­tare la coscienza del popolo, orga­niz­zarlo e fare lotta sociale, per migliori con­di­zioni di vita. E spe­riamo che nel pros­simo periodo oltre a con­qui­stare un’Assemblea costi­tuente, otter­remo un nuovo periodo di avan­zata del movi­mento di massa, nel quale il popolo assuma il suo ruolo, nelle piazze.

Il Mst pone il tema di un’Assemblea costi­tuente, che è una richie­sta avan­zata da tutti i movi­menti di sini­stra in Ame­rica latina nei paesi in cui non c’è un cam­bia­mento, come in Colom­bia, o dove sta cer­cando di farsi strada, come in Cile. Come imma­gina le tappe di que­sto pro­cesso in Brasile?

Il pros­simo passo sarebbe l’approvazione di un decreto da parte del Con­gresso, l’unico abi­li­tato a farlo, per con­vo­care un refe­ren­dum legale, obbli­ga­to­rio, in cui ogni let­tore decida se vuolo o no un’Assemblea costi­tuente. Se vince il sì, il Con­gresso dovrà con­vo­care le ele­zioni dei depu­tati costi­tuenti in forma indi­pen­dente dallo stesso Con­gresso in carica, e dovrà sta­bi­lire un tempo — per esem­pio di un anno -, per­ché vi siano nuove leggi di tutto il sistema poli­tico bra­si­liano. I movi­menti cre­dono che sia pos­si­bile nel 2015 fare il refe­ren­dum e con­vo­care l’assemblea affin­ché diventi ope­rante nel 2016, in modo che le pros­sime ele­zioni pos­sano svol­gersi già con nuove regole. Se non otte­niamo que­sto, con­ti­nue­remo con la lotta sociale, nelle piazze e con sem­pre più forza, per­ché la gente non si rico­no­sce nei poli­tici eletti.

Poco tempo fa, il Mst si è riu­nito a Cara­cas con altri movi­menti sociali. Che cosa è stato deciso? E che ne è dei movi­menti sociali «alter­mon­dia­li­sti» di Porto Ale­gre? Molte di quelle istanze sono parte della «demo­cra­zia par­te­ci­pa­tiva» del Vene­zuela e di altri governi socialisti.

Come parte di que­sto pro­cesso dei Forum sociali mon­diali, e della loro arti­co­la­zione, posso dirti che attual­mente ci tro­viamo in una tappa supe­riore in Ame­rica Latina, e stiamo cer­cando di costruire un’articolazione con­ti­nen­tale dei movi­menti sociali all’interno dell’Alba (l’Alleanza boli­va­riana per il popoli della nostra Ame­rica, ndr). Alba intesa come un pro­getto di inte­gra­zione popo­lare di tutti i popoli del con­ti­nente, dal Canada al Cile. Men­tre i governi e gli stati fanno le loro arti­co­la­zioni, con Una­sur, Celac, ecc, noi stiamo costruendo la nostra. Abbiamo già oltre mille movi­menti in rete, abbiamo orga­niz­za­zioni nazio­nali, e un coor­di­na­mento con­ti­nen­tale for­mato da due diri­genti per paese, di tutto il con­ti­nente. E con­ti­nuiamo a riu­nirci e ad arti­co­lare le atti­vità e le lotte comuni nel con­ti­nente. Chia­ra­mente, il tema della soli­da­rietà tra le lotte dei popoli è sem­pre pre­sente, così siamo in cam­pa­gna per la par­tenza delle truppe stra­niere da Haiti, o per la soli­da­rietà con il Vene­zuela in un momento in cui l’impero e la destra interna cer­cano di fare un golpe con­tro Maduro. Così come siamo soli­dali con l’Argentina con­tro il ten­ta­tivo di rapi­narle il capi­tale da parte degli Stati uniti che chie­dono il paga­mento di un debito impagabile…

In tema d’ambiente, i movi­menti sociali han fatto pro­po­ste su un cam­bia­mento di modello pro­dut­tivo. Qual è lo spa­zio del Mst?

Su que­sto tema, vi sono molte riu­nioni, dibat­titi, assem­blee che si sono svolte a Rio, nell’ambito della Rio+ 20, poi ci sono state riu­nioni in Boli­via, più di recente in Perù: que­sto è un tema molto pre­sente nelle lotte sociali del con­ti­nente, soprat­tutto di fronte all’aggressione delle imprese mul­ti­na­zio­nali per le risorse natu­rali dei nostri paesi, siano esse mine­ra­rie o ener­ge­ti­chem petro­li­fero, o di bio­di­ver­sità, così come c’è un’offensiva per appro­priarsi delle fore­ste dei nativi, tra­sfor­marle in valori di cre­dito di car­bo­nio e nego­ziare con le imprese inqui­na­trici dell’Europa. Una ver­go­gna. Nel movi­mento Sem Terra e nei movi­menti con­ta­dini del con­ti­nente della Via Cam­pe­sina abbiamo accom­pa­gnato e lot­tato inten­sa­mente con­tro il domi­nio del capi­tale sui beni naturali.

Uno dei «demoni» per la destra in Bra­sile e a livello inter­na­zio­nale è il peri­colo del «cha­vi­smo». Che pensa di quel che suc­cede in Vene­zuela, paese in cui il Mst è molto ascoltato?

Cha­vi­smo, intanto, è un ter­mine poco appro­priato. Cha­vez è stato un lea­der popo­lare geniale, con una chia­rezza poli­tica e un corag­gio e un impe­gno con il popolo vene­zue­lano e lati­noa­me­ri­cano che mai potremo dimen­ti­care. Però quel che è in corso in Vene­zuela fa parte di un pro­getto di pro­spet­tiva più ampia. C’è una crisi del domi­nio capi­ta­li­sta in tutto il con­ti­nente, eppure non riu­sciamo ancora ad avan­zare verso un pro­getto di mag­gior inte­gra­zione popo­lare, per­ché que­sto dipende dalla con­giun­tura di ogni paese. Per que­sto le dif­fi­coltà dei cam­bia­menti in Vene­zuela sono così grandi, per­ché è molto dif­fi­cile fare una tran­si­zione, affron­tare l’imperialismo a par­tire da un solo paese.

In que­sti giorni la Fao orga­nizza gli incon­tri per la gior­nata mon­diale dell’alimentazione, che fa il Mst?

La Fao è un orga­ni­smo dei governi, e vive le con­trad­di­zioni che al suo interno hanno i diversi tipi di governi, dalle dit­ta­ture, a quelli neo­li­be­ri­sti, fino ai governi di sini­stra. Il nuovo diret­tore, che è bra­si­liano, è nostro amico. Però il pro­blema non è di ami­ci­zia, riguarda la natura dell’organismo. Per que­sto la Via cam­pe­sina man­tiene sì delle rela­zioni, appog­gia ogni tipo di dibat­tito, però noi sap­piamo che i cam­bia­menti sostan­ziali dipen­dono dall’organizzazione e dalla lotta dei con­ta­dini, e que­sto è il nostro com­pito principale.

João Pedro Stédile: «Para los trabajadores es necesario que Dilma derrote a Aecio»

por Geraldina Colotti

1) Por qué el MST ha decidido respaldar Dilma?

El Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra nunca toma deliberaciones electorales. Mantiene su saludable autonomía frente a partidos, gobiernos, estado e iglesia. Sin embargo sus militantes, su base social y sus dirigentes, sí deben posicionarse como ciudadanos frente a los retos políticos que se presenten en las elecciones. El pueblo quiere cambios, pero cambios que representen mejores condiciones de vida. Y para eso será necesario hacer una serie de reformas estructurales, empezando por la reforma política, la reforma tributaria, la reforma agraria, la reforma en la educación, etc. Frente a esa situación, Aecio representa los intereses de la clase dominante que quiere regresar a los duros tiempos del neoliberalismo, donde como MST tuvimos dos masacres, la de Carajas y la de Corumbiara. 

Y las fuerzas sociales que están con Dilma, apuestan a la continuidad de ese programa pero haciendo cambios hacia adelante, con las reformas necesarias. Por eso no es difícil entender que para los trabajadores es una necesidad que Dilma derrote a Aecio. 

2) Marina Silva ha dicho que va a apoyar al candidato Aecio, ahora que él incluye reivindicaciones del  MST y de los indígenas. Qué piensa de eso, de su campaña y del personaje? 

Creo que es una trampa que ella inventó. Es propio de su personalidad política de inestabilidad, porque en realidad ella no representa a las clases sociales o fuerzas populares que tuviesen un proyecto para dialogar con las otras fuerzas. 

3) Cuál va ser el escenario en Brasil en relación al plan económico, político y social si gana una o el otro?

Brasil agotó el programa neodesarrollista. Los problemas de la dependencia económica de nuestra economía frente al capital internacional nos pusieron de rodillas. Los problemas sociales necesitan de cambios estructurales. Y la política, es una mierda, porque hay una crisis política real de representación, porque la democracia fue secuestrada por 117 empresas que financian y eligen a quien quieren con su dinero y sus mercaderes. Así, entramos en un período histórico de necesidad de cambios. Si la burguesía nos derrota y nos impone un programa neoliberal, será un período de enfrentamientos permanentes. Si gana Dilma, ella tiene que hacer un gobierno mas de centro-izquierda, abandonar algunas alianzas conservadoras que tenía, y aproximarse mas al pueblo. Y nosotros, los de los movimientos sociales, gane quien gane, nuestra tarea sigue siendo la misma: concientizar al pueblo, organizar al pueblo y hacer lucha social, por mejores condiciones de vida. Y esperamos que el próximo período ademas de conquistar una asamblea constituyente, logremos un período de reascenso del movimiento de masas, para que el pueblo asuma su rol, en las calles…

4) El MST pone el tema de una Asamblea costituyente, que es un tema difundido por todos los movimientos de izquierda en América Latina donde no hay cambio (como Colombia). Cómo imaginas tu las etapas de ese proceso en Brasil?

Bueno, por la ley, el próximo paso… el congreso tiene que aprobar un decreto ley, y solo él puede, convocar un plebiscito legal, obligatorio, para que cada elector decida si quiere o no una asamblea constituyente. Si gana el sí, el congreso entonces convocaría las elecciones de los diputados constituyentes de forma independiente al congreso, y daría un plazo por ejemplo de un año, para que ellos hagan las nuevas leyes de todo el sistema político brasileño. En eso estamos, los movimientos creen que sería posible en 2015 hacer el plebiscito y convocar la asamblea, para que ya funcionara en 2016, y así las elecciones ya serían con las nuevas reglas. Si eso no se logra, seguirá la lucha social, en las calles, cada vez con más fuerza, porque la gente no se reconoce en los políticos electos.

5) Los movimientos sociales se reunieron en Caracas hace poco. Que pasó? Y que pasó para los movimientos sociales después de Porto Alegre? Podemos decir que en Venezuela hay muchísimo de “Porto Alegre” cumplido…

Bueno, como parte de ese proceso de foros sociales mundiales, y de articulación, ahora estamos en una etapa superior en Latinoamérica, y logramos construir una Articulación Continental de Movimientos Sociales hacia el ALBA. El Alba entendido como un proyecto de integración popular de todos los pueblos del continente desde Canadá hasta Chile. Mientras los gobiernos y estados hacen sus articulaciones, con Unasur, Celac, nosotros vamos construyendo la nuestra. Ya tenemos mas de mil movimientos articulados, tenemos capítulos nacionales, y una coordinación continental conformada por dos dirigentes por país, de todo el continente. Y seguimos reuniéndonos y articulando actividades y luchas comunes en el continente. Y claro, siempre el tema de solidaridad entre las luchas de los pueblos está presente, como ahora estamos en campaña por la salida de las tropas extranjeras de Haití, o en solidaridad hacia Venezuela, cuando el imperio y la derecha interna intentaron un golpe contra Maduro. Así como estamos solidarios con Argentina, por el intento del capital rapiña de Estados Unidos que quieren cobrar su deuda, impagable. 

6) Los movimientos sociales han hecho propuestas sobre un cambio de modelo productivo por el tema ambiental. Cual es el plazo del MST?

Sobre ese tema hay muchas reuniones, discusiones, hicimos diversos debates y asambleas en Río, en la Río+ 20, luego hubo reuniones en Bolivia, mas recientemente en Perú, o sea, es un tema presente en las luchas sociales del continente, sobretodo frente a la agresión de las empresas transnacionales por los recursos naturales de nuestros países, sea minería, energía eléctrica, petróleo y la biodiversidad… así como hay una ofensiva de ellos para apropiarse de las florestas nativas, transformar en valores de crédito de carbono y negociar con las empresas contaminantes de Europa. Una vergüenza. Bueno, el MST y los movimientos campesinos del continente de la Vía campesina hemos acompañado y luchado intensamente contra el dominio del capital, sobre los bienes naturales.

7) Uno de los “demonios” para la derecha en Brasil y a nivel internacional es el peligro del “chavismo”. Qué piensas tú de lo que pasa en Venezuela donde el MST es muy escuchado?

Chavismo ya es un apodo poco apropiado. Chávez fue un líder popular genial, con clareza política y coraje y compromiso con el pueblo venezolano y latinoamericano, que jamás olvidaremos. Pero lo que está en curso en Venezuela, es parte de un proyecto mayor. Hay una crisis de la dominación capitalista en todo el continente, sin embargo, no logramos avanzar para un proyecto de mayor integración popular, porque depende de la coyuntura de cada país. Por eso las dificultades de los cambios en Venezuela también son grandes, porque es muy difícil hacer una transición, enfrentar al imperialismo, a partir de un solo país.  

8) Ahorita aquí hay convenio con la Fao, que hace el MST?

La FAO es un organismo de Gobiernos, y vive las contradicciones que dentro de ella tiene todo tipo de gobierno, desde dictaduras y regímenes neoliberales, hasta gobiernos de izquierda.

El nuevo director, que es brasileño es nuestro amigo. Pero el problema no es de amistad, es de naturaleza del organismo. Por eso la Vía campesina, mantiene relaciones, apoya todo tipo de debate, pero sabemos que los verdaderos cambios, dependen de la organización y lucha de los campesinos, y esa es nuestra tarea principal. 

"En Tiempos de Guarimba"

Conoce a quienes te quieren dirigir

La Covacha Roja

Donde encontramos ideas avanzadas

Pensamiento Nuestro Americano

Articulando Luchas, Cultivando Resistencias

RE-EVOLUCIÓN

Combatiendo al neofascismo internacional

Comitè Antiimperialista

Contra les agressions imperialistes i amb la lluita dels pobles per la seva sobirania

SLAVYANGRAD.es

Nuestra ira no tiene limites. (c) V. M. Molotov

Gli Appunti del Paz83

Internet non accende le rivoluzioni, ma aiuta a vincerle - Il Blog di Matteo Castellani Tarabini

Sociología crítica

Articulos y textos para debate y análisis de la realidad social

Hugo Chavez Front - Canada

Get to know what's really going on in Venezuela

Revista Nuestra América

Análisis, política y cultura

Avanzada Popular

Colectivo Avanzada Popular

Leonardo Boff

O site recolhe os artigos que escrevo semanalmente e de alguns outros que considero notáveis.Os temas são ética,ecologia,política e espiritualidade.

Vientos del Este

Actualidad, cultura, historia y curiosidades sobre Europa del Este

My Blog

Just another WordPress.com site

Festival delle idee politiche

Rassegna annuale di teorie politiche e pratiche della partecipazione civile

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Miradas desde Nuestra América

Otro Mundo es Posible, Necesario, Urgente. Desde la provincia chilena

Como te iba contando

Bla bla bla bla...

Coordinadora Simón Bolívar

¡Bolívar vive la lucha sigue!

LaDu

Laboratorio di Degustazione Urbana

il Blog di Daniele Barbieri & altr*

"Per conquistare un futuro bisogna prima sognarlo" (Marge Piercy)

KFA Italia - notizie e attività

notizie dalla Corea Popolare e dalla Korean Friendship Association

KFA Euskal Herria

Korearekiko Laguntasun Elkartea | Korean Friendship Association

ULTIMOTEATRO.PRODUZIONIINCIVILI

Nuova Drammaturgia del Contemporaneo

Sociales en PDF

Libro de sociales en formato digital.

matricola7047

Notes de lectura i altres informacions del seminari sobre el Quaderns de la Presó d'Antonio Gramsci ( Associació Cultural Espai Marx)

Centro Cultural Tina Modotti Caracas

Promoción de la cultura y arte Hispanoamericana e Italiana. Enseñanza y educaciòn.

Racconti di quasi amore

a costo di apparire ridicolo

Ex UAGDC

Documentazioni "Un altro genere di comunicazione"

Esercizi spirituali per signorine

per un'educazione di sani principi e insane fini

JoséPulido

La página del escritor venezolano

Donne in rosso

foglio dell'ADoC (Assemblea delle donne comuniste)

Conferenza Mondiale delle Donne - Caracas 2011

Just another WordPress.com site

críticaypunto

expresamos la verdad

NapoliNoWar

(sito momentaneamente inattivo)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: