Il Venezuela sostiene il diritto all’autodeterminazione di Porto Rico

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«Porto Rico è stata sottomessa a un quadro spregevole di dominazione coloniale che dura da più di un secolo, negando a questo popolo fratello di poter sfruttare i propri diritti umani» ha denunciato il rappresentante permanente del Venezuela alle Nazioni Unite

In occasione della sessione del Comitato per la Decolonizzazione delle Nazioni Unite su Porto Rico, il rappresentante permanente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Rafael Ramirez, ha condannato la condizione coloniale in cui si trova la nazione latinoamericana e caraibica che viola il diritto all’autodeterminazione, definendola come un «affronto e vergogna per l’umanità».

Su proposta della delegazione di Cuba è stata approvata una risoluzione dove viene riaffermato il diritto inalienabile di Porto Rico alla sua indipendenza e autodeterminazione.

«Porto Rico è stata sottomessa a un quadro spregevole di dominazione coloniale che dura da più di un secolo, negando a questo popolo fratello di poter sfruttare i propri diritti umani, compreso il diritto all’autodeterminazione», ha affermato Ramirez.

Il rappresentante della Repubblica Bolivariana presso le Nazioni Unite ha poi sottolineato che la lotta per l’indipendeza di Porto Rico è una causa storica difesa già dal Libertador, Simón Bolívar, oltre duecento anni fa. «Dobbiamo ricordare che il Libertador, Simón Bolívar, dichiarò nel Congresso di Panama del 1826 l’indipendenza di Porto Rico come uno dei punti fondamentali del programma di emancipazione. La questione è ancora oggi in sospeso».

Ha inoltre spiegato che la situazione in cui si trova Porto Rico ha influenzato negativamente sull’economia della nazione, che si trova in recessione dal 2006.

Durante il suo discorso, Ramírez, ha chiesto la liberazione di Óscar López Rivera, che a livello internazionale è il prigioniero politico con più anni di detenzione; attualmente si trova in stato di detenzione negli Stati Uniti a causa della sua lotta per l’indipendenza dell’isola natale.

«Il colonialismo ha anche avuto un impatto negativo sui diritti umani del popolo portoricano. I leader indipendendisti sono stati repressi e privati della libertà, il caso di Óscar López Rivera è solo il più emblematico. Questo nazionalista portoricano è ingiustamente imprigionato da 34 anni per l’instancabile lotta condotta per l’indipendenza della sua patria; essendo attualmente il prigioniero politico detenuto dal maggior numero di anni a livello internazionale, esigiamo la sua pronta liberazione».

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Il Venezuela rende onore ai popoli che sconfissero il fascismo

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In occasione della commemorazione del 70° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, l’ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela presso le Nazioni Unite, Rafael Ramirez, ha affermato che l’umanità ha la responsabilità morale e politica di evitare che il risorgere di ideologie intolleranti come il fascismo, e l’odio per ragioni religiose, etniche e politiche, scateni un nuovo conflitto mondiale.

La Sessione Solenne, guidata dal Presidente dell’Assemblea Generale, Sam Kutesa, è il risultato di una risoluzione promossa dalla Federazione Russa nel mese di febbraio, e ha visto la partecipazione di 34 paesi.

Ramirez ha dichiarato che «a settant’anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, tuttavia, notiamo con profondo dolore e preoccupazione come in vaste aree del pianeta si riproducono ideologie intolleranti e aggressive, risorge il fascismo, così come l’estremismo e l’odio motivato da ragioni religiose, etniche, politiche, nazionali o storiche. Ideologie miranti a infiammare gli spiriti e giustificare la guerra per imporre un sistema economico globalizzato ed egemonico che risulta ingiusto, predatorio e insostenibile».

Ha poi aggiunto che la regione latinoamericana e caraibica è una «Zona di Pace», libera da armi nucleari dal 1967, dove si promuove il dialogo, la solidarietà e l’unità tra popoli fratelli. Dove si promuovono sviluppo sociale e lottà contro la povertà.

Il diplomatico venezuelano ha inoltre sottolineato che «la guerra che devasta importanti regioni del pianeta, il colonialismo, l’interventismo, il sostegno e il finanziamento al terrorismo come strumento per destabilizzare paesi e creare il caos con finalità economiche e geopolitiche, sono la prova tangibile che abbiamo ancora molto da fare nell’azione internazionale per superare questi problemi e raggiungere una pace sostenibile».

La seconda guerra mondiale è stata combattuta tra il 1939 e il 1945 e ha causato la morte di quasi 60 milioni di persone, coinvolgendo quasi tutti i paesi del mondo, dove si affrontarono la coalizione formata dalla Germania nazista, l’Italia fascista e il Giappone imperiale, contro l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, Regno Unito e Stati Uniti, come principali paesi contendenti.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Roma: il G77+Cina rigetta le sanzioni Usa contro il Venezuela

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I paesi membri del G77 e Cina accreditati presso la FAO e le altre organizzazioni delle Nazioni Unite con sede a Roma, riuniti in sessione pleanaria, lo scorso venerdì hanno approvato il comunicato emesso dal G77+Cina – capitolo New york, dove si rigetta la decisione del governo degli Stati Uniti d’America di estendere le sanzioni unilaterali contro il Venezuela.

Il comunicato invita il governo degli Stati Uniti ad abrogare le sanzioni imposte alla Repubblica Bolivariana del Venezuela, sottolineando che vanno contro la Carta delle Nazioni Unite e i principi che regolano il diritto internazionale.

Alla testa del gruppo di supporto al Venezuela il presidente del G77+Cina, l’ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran, Majid Dehghan Shoar, seguito dai presidenti dei gruppi regionali che compongono il G-77: Africa, Asia, America Latina e Caraibi, e il Medio Oriente.

L’ambasciatrice della Repubblica Bolivariana del Venezuela presso la FAO, Gladys Urbaneja Durán, ha ringraziato a nome del governo bolivariano e del popolo venezuelano, tutte le missioni diplomatiche indicando che questo appoggio totale ricevuto a Roma costituisce una dimostrazione di unità e coerenza del G77+Cina alle Nazioni Unite, e una prova della solidarietà che la comunità internazionale ha dato alla Rivoluzione Bolivariana.

Il G77+Cina è l’organizzazione intergovernativa dei paesi in via di sviluppo più grande in seno alle Nazioni Unite, sin dalla sua fondazione nel 1964 ha esortato ad adottare azioni efficaci e urgenti per eliminare l’uso di misure economiche coercitive unilaterali nei confronti di qualsiasi Stato, in particolare verso i paesi in via di sviluppo.

In questa sessione plenaria, è stato anche evidenziato il contributo della Repubblica Bolivariana del Venezuela a rafforzare la cooperazione Sud-Sud, la solidarietà e le relazioni di amicizia tra i popoli, in particolare attraverso l’attuazione dei programmi di cooperazione per l’eradicazione della fame.

A questo proposito, l’ambasciatrice Urbaneja, ha evidenziato che grazie a uno stanziamento iniziale di 12 milioni di dollari messi a disposizione dal governo venezuelano, si darà inizio al Programma di Cooperazione Triangolare di Sicurezza e Sovranità Alimentare e Nutrizionale per l’America Latina e i Caraibi (SANA), rivolto ai ventuno paesi aderenti l’accordo Petrocaribe e l’Alleanza Bolivariana per i Popoli di Nuestra America – ALBA.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

La Siria evidenzia l’isolamento degli Usa sull’embargo a Cuba

da al manar

La stampa siriana ha sottolineato oggi il rifiuto dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite per il blocco degli Stati Uniti a Cuba e la solidarietà della comunità internazionale all’isola.

Insieme a Washington, Israele è stato l’unico paese che ha sostenuto la continuazione di questa politica punitiva in una votazione tenutasi ieri.

Durante l’incontro, i vari interventi hanno sostenuti il popolo cubano e sollecitato l’attuazione delle risoluzioni dell’Assemblea Generale per sollevare il blocco ingiusto, si legge sui media siriani.

A questo proposito, sono state sottolineate le parole del rappresentante della Siria alle Nazioni Unite, Bashar Jaafari, che ha condannato le misure coercitive unilaterali perché costituiscono una flagrante violazione dei principi del diritto internazionale.

Inoltre, Jaafari, ha dichiarato che il «voto contrario di Israele, evidenzia il suo disprezzo del diritto intenazionale», ribadendo la solidarietà della Siria al popolo cubano e al suo Governo.

Il sostegno di 188 paesi al progetto di risoluzione è una conferma, ancora una volta, all’illegittimità del blocco contro Cuba e la necessità di porre fine a tutto questo, ha spiegato il diplomatico siriano.

Nel frattempo, la televisione siriana ha trasmesso integralmente l’intervento del ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez, che ha denunciato che le sanzioni degli Stati Uniti sono state un danno pari a 112.534.000 miliardi di dollari.

I media siriani, tra l’altro, hanno evidenziato come diversi orgaiismi regionali quali il gruppo africano, la Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi, la Comunità dei Caraibi e del Mercato Comune del Sud abbiano aderito al rifiuto dell’embargo a Cuba attuato da 10 Presidenti degli Stati Uniti.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

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