Nemer: «I comunisti siriani vogliono la pace, ma non depongono le armi»

da lantidiplomatico

Per Hunein Nemer, segretario generale del Partito comunista unificato della Siria (PCU), in questa fase la cosa più importante è tenere le armi in una mano e una soluzione politica nell’altra, per difendere il paese e liberarlo del terrorismo.

Approfittando di questi giorni nei quali si svolge il XII Congresso del PCUS, Nemer ha rilasciato un’intervista a Prensa Latina dove ha parlato della situazione in Siria e del ruolo dei comunisti siriani nella battaglia per annientare il terrorismo.

«La posizione del nostro partito a riguardo – ha spiegato – e la sua priorità principale è quella di difendere la Siria e liberarsi del terrorismo, ma anche di sostenere tutti gli sforzi politici che giocano Iran e Russia per risolvere la crisi».

«Noi siamo al governo, e il partito al governo (al-Baath Arabo Socialista) supporta questa posizione: prima difendiamo il paese e poi troviamo una soluzione alla crisi».

Nemer è fiducioso che, dopo più di quattro anni di guerra, il popolo siriano non abbandonerà le armi per distruggere le ultime vestigia del terrorismo e dell’estremismo imposto da grandi circoli di potere occidentali.

«Questa è la strategia del nostro partito in questa fase, e poi ci sbarazzeremo del terrorismo, ci sono molte battaglie interne da affrontare», ha affermato Nemer.

Il leader comunista ha detto che i costi economici e sociali di questa guerra di aggressione sono troppo elevati, le perdite dell’economia siriana è stimata a circa 230 miliardi di dollari, ci sono circa quattro milioni di rifugiati in altre nazioni «noi vogliamo che tornino nel paese e che si garantiscano per loro le abitazioni».

«Dobbiamo recuperare più di 1200 fabbriche e le industrie che sono state completamente distrutte e alcune che sono state spostate da Aleppo alla Turchia, rubate dai turchi. Dovremo recuperarle o costruirle», ha sottolineato.

«Abbiamo scoperto che nel popolo siriano è stato seminato l’estremismo religioso e che una parte dei giovani si sono uniti ai gruppi terroristici, in futuro toccherà a noi riabilitarli ideologicamente».

Un altro problema scottante è quello degli ospedali, molti dei quali sono devastati e distrutti, oltre all’agricoltura e alle infrastrutture che sono gravemente colpite, e circa mezzo milione di bambini siriani che non possono andare a scuola perché gli edifici sono stati distrutti o perché glielo hanno impedito i terroristi.

«Stiamo valutando alcune idee per la ricostruzione del paese, quando la guerra sarà finita, lo Stato siriano resterà forte e deciso, nonostante tutto ciò che è accaduto».

«Avremo tutti una grande responsabilità nella ricostruzione e dobbiamo trovare finanziamenti e sostegno dagli Amici della Siria, tra i quali l’Iran e la Russia».

Perché la Siria è stata attaccata?

Il segretario generale del Partito comunista unificato ha spiegato che da quando c’è questo sistema di governo in Siria, da oltre 40 anni, il paese ha sempre lottato contro l’egemonia internazionale e l’imperialismo.

«Dopo l’invasione militare statunitense dell’Iraq nel 2003, l’ex segretario di Stato USA Colin Powell disse al presidente Bashar al-Assad che gli statunitensi “erano ormai suoi vicini” ed era palesemente a rischio il governo siriano se non avesse soddisfatto le richieste di un gruppo di Washington».

«Tra queste richieste c’erano quelle di smettere di sostenere la resistenza in Iraq, smettere di sostenere la causa palestinese, tagliare i legami con le forze patriottiche in Libano, e pretendeva che la Siria avrebbe dovuto sostenere la posizione di Washington in tutti i summit internazionali».

Inoltre, «Powell chiese che il settore pubblico fosse eliminato e inserito in una libera economia di mercato, che il governo della Siria non interferisse nei sistemi internazionali del mercato del grano e che la distribuzione dell’elettricità, dell’acqua e delle comunicazioni fossero privatizzate».

«Queste richieste statunitensi costituivano una flagrante interferenza negli affari interni siriani ed era ovvio che la Siria le rifiutò, quindi, Washington non ha mai tollerato questo governo per aver rifiutato di seguire i suoi ordini», ha affermato Nemer.

Lo storico leader comunista siriano ha precisato che a partire dalla metà 1950, la Casa Bianca ha cominciato a ordire trame, progetti, contratti segreti firmati con i governi perché seguissero le sue linee guida, la Siria è stato l’unico paese della regione che ha respinto tali accordi.

«Da allora hanno cominciato a cospirare contro la Siria, come l’unico paese divenuto una barriera contro l’espansione nordamericana in Medio Oriente. Sarebbe troppo lungo raccontare i molti piani da parte degli Stati Uniti contro il nostro popolo», ha sottolineato.

«Il piano degli USA prevedeva di dividere la Siria in quattro parti, facendo leva sui fattori di natura etnica e religiosa, con uno Stato governato da sciiti, un altro dai sunniti, uno per i curdi e infine un altro ancora per gli alawiti e così avrebbero frammentato e indebolito il nostro territorio».

Nemer ha evidenziato che «in questo momento, gli Stati Uniti sono convinti della loro incapacità di rovesciare il governo siriano e che la Russia ha preso una posizione molto forte dalla parte nostra, ed è intervenuta in modo politico e militare, in un modo tale che Washington non può ignorare il ruolo di russi in questo conflitto».

«Ecco perché insisto a non abbandonare le armi, anche se sosteniamo le opzioni pacifiche, dobbiamo garantire nel contempo la nostra indipendenza e la sovranità nazionale».

Siria, XII Congresso del PCU: «Difesa della patria e lotta al terrorismo»

da lantidiplomatico

Il Partito Comunista Unificato siriano (PCU) ha inaugurato, oggi, i lavori per il XII Congresso ribadendo il proseguimento della lotta con il popolo, l’esercito e il Governo guidato dal presidente Bashar al-Assad.

Il segretario generale del PCU, Hunein Nemer, ha sottolineato a tutti i membri del partito e agli ospiti del Congresso, che il compito principale ora è quello di difendere la patria e continuare a lottare per eliminare i gruppi terroristici che operano in Siria dal 2011.
 
Ha sottolineato che i comunisti siriani difendono da un lato la ricerca di soluzioni politiche e pacifiche alla crisi, ma dall’altro ribadiscono l’appoggio alla resistenza e alla lotta contro il terrorismo, per ripristinare la sicurezza in tutti i territori.
 
Nel suo discorso, Nemer ha reso omaggio ai martiri della guerra siriana imposta al Paese arabo, e alle decine di militanti comunisti uccisi nella difesa della patria.
 
Egli ha inoltre sottolineato l’importanza del XII Congresso in questo momento storico, e ha evidenziato l’importanza delle sfide che i comunisti siriani si troveranno ad affrontare in futuro.
 
Nemer ha anche menzionato la solidarietà internazionale, in particolare, l’aiuto decisivo della Russia in tutti i campi, l’Iran, il partito libanese di Hezbollah, così come Cuba, Venezuela, Brasile, Corea del Nord e Sud Africa nei diverse contesti del panorama internazionale.
 
Al Tavolo della Presidenza del congresso comunista erano presenti Chaaban Azuz, membro della direzione regionale del Partito arabo socialista Baath e segretario dell’Unione dei lavoratori siriani, così come i segretari generali e i leader dei partiti che compongono il Fronte Nazionale Progressista.
 
Presenti numerose delegazioni dei partiti comunisti arabi, i rappresentanti dei partiti e delle organizzazioni palestinesi in Siria, personalità della politica e della vita sociale del paese arabo, così come esponenti del corpo diplomatico accreditato a Damasco.
 
Gassan Abdelaziz Othman, segretario generale del partito al-Ahed, ha parlato a nome dei partiti del Fronte Nazionale Progressista, mentre Abu Ahmed Fouad, come segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, è intervenuto a nome delle organizzazioni palestinesi presenti.
 
Il delegato del Partito Comunista della Federazione Russa nell’incontro con i partiti comunisti arabi, ha letto un messaggio di congratulazioni del Segretario Generale, Gennadi Zyuganov.
 
Lo slogan del XII Congresso del PCU è “difesa della patria e lotta al terrorismo”. Il congresso durerà due giorni, si discuterà di problematiche politiche, economiche, sociali e si eleggeranno i nuovi dirigenti del partito.

Pc siriano unito: Daremo il sangue per la difesa della patria

da an-nour.com

Il Partito comunista siriano unito in preparazione del suo prossimo congresso ha riunito il Comitato centrale a Damasco. Nel corso della riunione è stata letta una relazione sugli sviluppi politici, economici e sociali in Siria e nel Mediterraneo orientale.

Hunein Nemer Segretario generale del Partito ha sottolineato la gravità della situazione a seguito della prosecuzione della guerra condotta dalla coalizione coloniale terrorista, reazionaria in Siria, Iraq, Libia e Yemen, evidenziando che questa alleanza ha approfittato delle rivendicazioni dei popoli per essere liberi e raggiungere un più alto sviluppo economico e sociale, per imporre un conflitto dottrinale, settario e nazionalista. Nemer ha denunciato che gli Stati Uniti hanno contribuito a questa frode per sfruttare la strumentalizzazione politica dell’Islam, e ha usato le organizzazioni terroristiche che ha reclutato i suoi membri da organizzazioni estremiste religiose. La relazione ha evidenziato la fermezza del valoroso esercito arabo siriano, sostenuto dalle masse popolari siriane, che si batte contro il terrorismo takfirista, nonostante l’assedio e la sofferenza.

Il compagno Nemer ha affermato che dopo l’accordo sul nucleare iraniano, l’Iran, membro principale dell’asse della resistenza, porterà il suo contributo decisivo per risolvere la crisi siriana.

Nella sua relazione Nemer ha parlato dell’importanza dei principi concordati a Mosca 2 tra i rappresentanti del governo siriano e l’opposizione, che ha creato il clima per il ritorno ai colloqui tra le due parti, sottolineando che la recente iniziativa di de Mistura a Ginevra è una cosa positiva, se attuati i principi concordati di Mosca 2.

Inoltre, è stato sottolineato la leggendaria fermezza delle masse popolari siriane, che hanno sopportato e sopportano ancora gli oneri e i dolori della guerra, costati un duro prezzo con migliaia di martiri, alla luce delle condizioni di vita economiche e difficili.

Infine, il Partito Comunista siriano unito ha ribadito che è e sarà sempre pronto a dare il sangue per la Siria in difesa dell’indipendenza del paese, per l’integrità territoriale, e per un futuro laico, democratico, anti-imperialismo e anti-sionista.

[Trad. dall’arabo per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

1° Maggio 2015, il Saluto del Pc Siriano Unito

da an-nour.com

Dichiarazione del Partito Comunista siriano unito in occasione del Primo Maggio, Festa Internazionale dei Lavoratori.

Gloria alla classe operaia siriana per il sacrificio e la costruzione di una progressiva e democratica Siria ostile ad ogni forma di sfruttamento di classe.

Oggi 1 maggio i lavoratori di tutto il mondo stanno per esprimere il loro apprezzamento ai martiri della rivolta operaia di Chicago, scoppiata nel 1886 e per ciascuno dei caduti nei campi della lotta contro le varie forme di sfruttamento e colonialismo, per la libertà, la dignità e la giustizia sociale e la pace nel mondo, e per confermare la determinazione dei lavoratori, del popolo e le forze Progressive nazionali nel continuare a lavorare e lottare per un futuro migliore dove si annulla ogni forma di dominio coloniale e l’aggressività delle guerre imperialiste sotto la bandiera della lotta con i maestri della classe operaia mondiale, Karl Marx e Friedrich Angeles:

 Proletari di tutto il mondo unitevi!

La Classe operaia siriana ha svolto un doppio ruolo storico, dal momento che ha condotto una campagna per migliorare i salari e la riduzione dell’orario di lavoro, la sicurezza sociale e la sanità, e difendere i suoi diritti attraverso la sua alleanza con i contadini e il resto dei proletari.

La classe operaia siriana ha sempre associato la sua lotta con la lotta nazionale e la difesa della patria di fronte all’imperialismo e al sionismo, ed ha contribuito con entusiasmo nella costruzione di base e delle infrastrutture economiche degli edifici in Siria, e ha costituito la base per un’economia nazionale indipendente.

Cari compagni

La Siria torna oggi torna ad essere, oggi,l’avanguardia del movimento di liberazione arabo e internazionale, mentre affronta l’invasione terrorista voluta dagli Stati Uniti e dall’entità sionista e dei loro partner europei e del Golfo e dai neo-ottomani per rovesciare lo stato siriano ostile ai loro piani, e tutte le conquiste del lavoro siriano in decenni, e le conquiste dei lavoratori per cui hanno lottato a lungo .Questa guerra ha inflitto al nostro popolo ed ai nostri lavoratori grandi disastri umanitari, hanno portato alla distruzione infrastrutture sociali ed economiche e minato gran parte di ciò che abbiamo realizzato con il sudore dei nostri lavoratori e gli sforzi del nostro personale e dei sacrifici del nostro popolo. La resistenza di fronte al terrorismo, ci porta a serrare i ranghi e restare uniti il doppio della fatica e il lavoro per guarire la ferita sanguinante della nazione e per riaffermare la correlazione tra lotta di classe e lotta nazionale.

Cari compagni

Il Partito Comunista Siriano unito è il partito della classe operaia e di tutti i proletari, è orgoglioso della lotta dei comunisti siriani che da più di novanta anni combatte  per gli interessi dei lavoratori siriani, saluta i lavoratori siriani e stringe le oro mani, e apprezza il loro ruolo di fronte alle molteplici forme di aggressione affrontate dal nostro Paese, e sta vicino alla nostra classe operaia, al fine di realizzare le loro legittime richieste: un salario equo, e una generale previdenza sociale,  lavoro e casa per tutti e per mantenere i loro diritti acquisiti, e la lotta contro la corruzione e contro l’ aumento dei prezzi, e promette il proseguimento della lotta a fianco della Federazione generale dei sindacati, al fine di:

  1. Identificare una chiara identità per l’economia nazionale e riuscire a raggiungere uno sviluppo economico e sociale globale equilibrato dove non c’è posto per le politiche neoliberiste o un’economia di libero mercato.

  2. mantenere il settore pubblico come simbolo di sovranità nazionale che si è rivelata essere un supporto per la Siria e l’immunità, soprattutto nei momenti difficili, e il processo per un Futuro migliore e lavorare sullo sviluppo e liberandolo dai risvolti negativi subiti.

    3.  lavorare per essere un progetto di ricostruzione e un progetto nazionale.

  1. La difesa dei lavoratori e dei loro diritti, in particolare, i lavoratori del settore privato, ci sia un ambiente legislativo a sostegno dell’autorità del potere giudiziario e stabilisca i controlli per i licenziamenti arbitrari, garantisca il diritto di contenzioso, tuteli e libertà e i diritti sindacali conservati organizzazione costituzionalmente indipendente, incluso il diritto di manifestazione pacifica in difesa dei loro diritti.

  2. Risolvere  la situazione dei lavoratori martiri, feriti, dei rapiti e di quelli licenziati dal servizio, al fine di garantire che non ci sia nessun spostamento delle loro famiglie e che mantengano i loro diritti acquisiti.

Noi del Partito comunista siriano unito affermiamo che stiamo con la classe operaia e il movimento sindacale unito, sotto la guida della Federazione Generale dei Sindacati, per organizzare le esigenze della classe operaia, rinnovando le nostre richieste di colpire con il pugno di ferro i commercianti che sfruttano le sofferenze delle masse popolari, approfittando dei bisogni della propria patria  per accumulare ricchezze. Un fatto altrettanto grave così come il terrorismo che uccide il nostro popolo e distrugge la nostra patria.

Gloria alla classe operaia siriana che ha sacrificato in passato ed ancora oggi si  sacrifica per una Siria patriottica, democratica, progressista anti -imperialista ed anti sionista contro tutte le forme di sfruttamento di classe. Un saluto alla resistenza del popolo siriano di fronte al terrorismo

Un saluto ai martiri della patria e della classe operaia.

Viva il primo maggio!

[Trad. dall’arabo per ALBAinformazione di Laila Mousa]

Pc siriano unito: «La Siria è pronta ad una nuova Liberazione»

da an-nour.com

Comunicato del Partito Comunista siriano unito in occasione del 69esimo anniversario dell’Indipendenza della Siria dall’occupazione francese.

Popolo siriano,

Oggi, 17 aprile la Siria celebra la sua liberazione dall’occupazione dell’esercito francese che aveva colonizzato la nostra terra, dopo anni di oppressione.

I siriani hanno pagato un prezzo pesante in passato per ottenere la libertà e l’ indipendenza del loro paese, e ora stanno pagando per tutelare questa indipendenza a fronte della più feroce offensiva terrorista che abbia mai conosciuto l’umanità.
Il nostro popolo ha dovuto affrontare in passato l’occupazione francese, ma la resistenza popolare ha combattuto in ogni città e villaggio mentre gli occupanti per ritorsione alle perdite subite si vendicavano sulla popolazione, sui civili inermi e sulle nostre strutture.

Oggi, i nuovi oppressori sono rappresentati dal terrorismo sostenuto dagli USA e dai suoi alleati, le monarchie Golfo e i turchi criminali che usano gli stessi mezzi brutali di un tempo contro i civili, distruggendo le nostre case, le nostre fabbriche, cercando di demolire i pilastri dello Stato siriano.

Oggi, di fronte alle “rivoluzioni” guidate dall’estero, ci troviamo ad affrontare una nuova guerra di liberazione, ma la Siria non si arrenderà e non declinerà mai al suo ruolo anti colonialista, democratico e progressista nel mondo arabo. La Siria è proiettata verso un futuro attraverso un accordo tra le forze sociali, politiche e religiose.

Siriani,

Il nostro Partito  è orgoglioso del contributo dei comunisti siriani in tutte le battaglie nazionali contro gli occupanti francesi, e nelle battaglie per il miglioramento delle condizioni economiche e sociali negli anni successivi all’Indipendenza.

Invitiamo tutte le persone e le forze politiche nazionali, a continuare a stare uniti per realizzare una seconda Liberazione e ripulire il nostro paese dal terrorismo e dalla reazione.

Viva la giornata dell’Indipendenza!

La Siria sarà sempre ferma di fronte al terrorismo!

Il nostro popolo lotterà sempre per la sua Indipendenza e Sovranità!

[Trad. dall’arabo per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

 

PC siriano unito chiede condanna del terrorismo

da sana.sy

Il Partito comunista unificato ha lanciato un appello ai partiti comunisti, ai sindacati, alla sinistra per condannare i crimini dei terroristi e per manifestare la solidarietà al popolo siriano che lotta con fermezza contro il terrorismo, nonostante le sofferenze causate da un ingiusto blocco economico.

Il partito ha aggiunto che la Siria e il suo popolo si trovano ad affrontare da anni la peggiore invasione delle organizzazioni terroristiche, al fine di distruggere lo Stato siriano, le sue istituzioni, scuole, università e i settori economici, oltre a commettere massacri contro il popolo siriano.

Il partito comunista siriano unificato ha concluso la sua dichiarazione ribadendo che i siriani, nonostante le stragi terroristiche, vogliono un futuro di carattere democratico e laico attraverso il dialogo nazionale che coinvolga tutte le forze politiche, sociali e religiose del paese.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Siria: Aleppo celebra i 90 anni del Partito comunista siriano unito

da an-nour.com

Nella sala del sindacato dei medici, adornata di bandiere rosse con falce e martello e quelle della Siria, fra slogan di partito, canti rivoluzionari e patriottici, Aleppo ha celebrato i 90 anni della fondazione del Partito comunista.

Alle celebrazioni hanno partecipato una grande folla di compagni, donne e giovani provenienti da diversi quartieri e dalle zone rurali della provincia e della città di Aleppo, rappresentanti del governatorato, una delegazione del Partito arabo socialista Baath e di altri partiti del Fronte nazionale progressista, così come una delegazione dell’altro Partito comunista presente in Siria. Inoltre, hanno preso parte all’evento numerosi dignitari religiosi musulmani e cristiani, così come delegazioni di varie fazioni palestinesi, sindacati, associazioni di categoria e le ONG di soccorso.

Il compagno Abdul Latif Mohammed del Partito Comunista Siriano unito di Aleppo ha ribadito che la Siria sta combattendo questa guerra in difesa della libertà e della sovranità di tutti i popoli del mondo, ma paga un caro prezzo per impedire i propositi per ridisegnare la mappa della regione, secondo una linea etnica, settaria e confessionale per raggiungere gli obiettivi nemici sionisti, al fine di proteggere la resistenza libanese e palestinese.

[Trad. dall’arabo per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]
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Pc siriano unificato: «Lotta al terrorismo causa degli onesti»

da an-nour.com

Nel corso del sedicesimo incontro internazionale dei partiti comunisti e operai che si è svolto il 17 novembre 2014, in Ecuador, Husein Nemer, segretario generale del Partito Comunista Siriano Unificato, è intervenuto per ribadire che combattere il terrorismo in Siria è la causa di tutte le persone oneste del mondo. Inoltre, ha posto la necessità di rinnovare i metodi di lotta per affrontare l’imperialismo. Ecco il testo del suo intervento:

Compagni,

a nome del Partito Comunista Siriano Unificato, che ha celebrato giorni fa il novantesimo anniversario della sua fondazione, rendo omaggio a tutti i partiti comunisti e operai per la partecipazione a questo incontro Internazionalista e ringrazio il Partito Comunista dell’Ecuador per aver ospitato il nostro sedicesimo incontro e per i suoi sforzi al fine di renderlo un successo.

I nostri incontri riflettono l’unità dei nostri comuni orientamenti ideologici e politici, contro l’imperialismo e tutte le forme di dominio e sfruttamento, il colonialismo e il fascismo.

Compagni,

Marx disse nel 1848: «Dobbiamo sviluppare nuovi concetti per il mondo da antiche credenze».

Questa è l’essenza del marxismo, secondo quello che crediamo, e questo è ciò che dobbiamo fare; l’imperialismo elabora nuove forme per aumentare lo sfruttamento della classe operaia e dei paesi in via di sviluppo, il dominio del colonialismo non è più l’unica forma, ma ha anche inventato nuovi strumenti che hanno sfinito la classe operaia americana, dei popoli in Asia, Africa e America Latina e nei paesi in via di sviluppo.

Dipende oggi dai grandi monopoli e multinazionali, e alcune grandi banche e istituzioni internazionali come la Banca Mondiale e l’Organizzazione mondiale del commercio che orienta le sue politiche, imponendo suggerimenti e aiuti economici e finanziari, l’imperialismo americano e i suoi strumenti esportano i propri programmi economici ai paesi in via di sviluppo, per legarli al sistema dell’economia mondiale che impone il Polo americano.

Questa è l’essenza del Washington Consensus che gli Stati Uniti hanno elaborato in collaborazione con le istituzioni finanziarie internazionali dirette verso i paesi in via di sviluppo.

500 imprese multinazionali controllano oggi due terzi del commercio mondiale, utilizzano le grandi banche americane e i mercati dei capitali, società di intermediazione per aumentare i loro profitti a scapito dei popoli del mondo, gestiscono il commercio nei mercati globali a rendita pari a quattro volte la produzione mondiale annuale per 55.000 miliardi di dollari.

Ciò non significa che gli imperialisti abbandonano gli strumenti militari, il sinodo militare-industriale USA è finanziato da grandi monopoli e interviene spesso per servire l’obiettivo finale, che è quello di dominare e imporre dipendenza.

Così noi, compagni, dobbiamo sviluppare nuove forme per affrontare le politiche imperialiste da un lato, e le sue pressioni economiche e militari da l’altro lato, soprattutto dopo che grandi paesi in via di sviluppo, la Cina e la Russia hanno costituito un importante gruppo politico-economico, i BRICS che contribuiscono a circa un terzo della produzione mondiale, e che sta lavorando per disarmare il polo unico americano in direzione della politica e dell’economia globale.

Compagni,

C’è sempre di più la necessità con la presenza di partiti comunisti e operai della lotta… è vero che l’imperialismo subisce grandi crisi economiche, la più recente crisi economica nell’autunno del 2008, ma, proprio per questo, sta cercando di coinvolgere i popoli del mondo nella sua crisi, e spingerli sull’orlo del collasso economico, e spingerlo verso nuove guerre in cui i popoli pagano il prezzo delle terribili conseguenze.

Vediamo che la necessità della nostra presenza è associata alla necessità di rinnovare la nostra eredità intellettuale derivante dal marxismo-leninismo e svilupparla, di armonizzare questa eredità, che gli eventi dimostrano di essere ancora l’unica in grado di interpretare i fenomeni sociali, di trovare modi per stabilire un governo socialista.

Noi siamo sempre con la ricerca e lo studio per lo sviluppo del marxismo-leninismo, come imposto dalla vita e la realtà di ciascun paese, lontano dalla situazione di stallo ideologico, senza la rigidità del piombo intellettuale di aderire a formule già pronte, senza l’estremismo nella direzione opposta.

Le discussioni sono in corso tra i comunisti sulla politica di alleanze con i partiti nazionali che non adottano il socialismo scientifico. Noi vediamo che nei paesi del terzo mondo in fase di liberazione, in cui il problema dell’occupazione e del controllo dell’imperialismo non è ancora risolto, è necessaria la collaborazione dei comunisti con le forze nazionali, e costituire fronti.

Perché attraverso la lotta nazionale si sono raggiunte le maggiori conquiste della lotta di classe.

La battaglia di liberazione nazionale è essenzialmente una battaglia di classe, la lotta contro l’imperialismo, il colonialismo, sta spianando la strada verso il socialismo.

Le alleanze nazionali dello stesso orizzonte sociale ed economico progressista, in particolare quelle che aiutano a prendere su di sé lo stato centrale per favorire lo sviluppo economico e sociale, sono uno degli elementi più importanti per lo sviluppo, per la trasformazione sociale verso le prospettive del socialismo.

Naturalmente, non tutte le alleanze sono in grado di realizzare tutti questi compiti; deve essere presente in queste alleanze il carattere democratico, che aiuta ad evitare la corruzione, la burocrazia, la penetrazione di molteplici forme di influenza imperialista, reclutare una massa più ampia per proteggere i cambiamenti progressivi. Ovvio che la crescente forza dei comunisti nella coalizione è una potente garanzia per accelerare questa trasformazione e proteggerla.

Compagni,

veniamo dalla Siria, il paese arabo che affronta oggi una feroce invasione terrorista, finanziariamente, militarmente e logisticamente sostenuta dagli Stati Uniti, e da alcuni tra i principali paesi europei che hanno nostalgia per la loro storia coloniale, dai regimi reazionari dell’Arabia Saudita e di altri stati del Golfo, guidati da Erdogan, che sogna un impero islamico estremista sulle rovine dell’impero ottomano estinto.

Altri fattori fondamentali per questa invasione sono l’appoggio che fortemente la Siria ha dato alla resistenza nazionale palestinese e libanese. E non solo, anche per il suo appoggio al popolo palestinese e al suo diritto a creare uno Stato nazionale indipendente con Gerusalemme come sua capitale.

L’imperialismo americano e i suoi alleati hanno approfittato, in collaborazione con le forze reazionarie locali, delle manifestazioni pacifiche che sono venute fuori sotto lo slogan di riforma, per il raggiungimento di rivendicazioni politiche e sociali legittime. I reclami pacifici si sono sbiaditi, e sono entrate nel paese organizzazioni armate appoggiate e sostenute dalla Turchia e gli Stati del Golfo, ed hanno impegnato terroristi provenienti da ottanta paesi, in particolare i terroristi di Al-Qaeda, estremisti che non credono in nessun religione ed hanno iniziato la demolizione di tutto ciò che ha costruito la classe operaia siriana: impianti e infrastrutture, parchi industriali e agricoli, ed hanno seminato bombe, ordigni esplosivi improvvisati nelle strade, che hanno tolto la vita a molti siriani, hanno sfollato le famiglie, finché il numero delle vittime ha superato i 100 mila cittadini, civili e militari.

L’opposizione armata e le organizzazioni terroristiche come Daeesh e Al-Nusra hanno provocato danni enormi alle infrastrutture, ospedali, settori industriali e produttivi, e alle attività agricole, hanno bruciato le fabbriche, alcune vendute da loro alla Turchia, demolito aree industriali, bruciato coltivazioni, occupato alcuni pozzi petroliferi siriani e hanno commerciato nei mercati gestiti da società americane ed europee, hanno ucciso gli operai delle fabbriche e delle strutture biomediche con competenze ingegneristiche e mediche prestigiose.

Secondo calcoli provvisori, le perdite per l’economia siriana a causa degli attacchi terroristici ammontano a circa 300 miliardi di dollari, e crediamo che questa cifra aumenterà, è difficile contare oggi tutti i danni.

Abbiamo sostenuto all’inizio le richieste di riforme politiche e sociali, abbiamo chiesto la riforma del sistema politico verso il pluralismo e la democrazia, per risolvere i problemi dei poveri e dei ceti medi, ma dopo che la crisi siriana si è trasformata in una crisi regionale e internazionale a causa dell’invasione del terrorismo globale. A quel punto, abbiamo sostenuto l’esercito arabo siriano. Il popolo siriano, combatte il terrorismo e allo stesso tempo sostiene gli sforzi internazionali e interni per trovare una soluzione politica alla crisi.

Abbiamo sostenuto i principi delle riunioni di Ginevra 1 e abbiamo chiesto di rispondere agli inviti a partecipare a Ginevra 2, ma l’opposizione esterna associata con i terroristi ha interrotto i tentativi di trovare una soluzione pacifica.

Invitiamo oggi tutte le nazioni e i popoli del mondo e i movimenti di liberazione mondiale ad unirsi agli sforzi internazionali per risolvere la crisi siriana con mezzi politici, e invito allo stesso tempo ad aiutare i Siriani ad affrontare il terrorismo internazionale rappresentato da (Daash) e (Al-Nusra),  sostenuto dall’imperialismo USA e dai suoi alleati.

Crediamo che la vittoria della Siria e del suo popolo in questo confronto è una vittoria globale per i movimenti di liberazione nazionale.

L’unità dei Siriani attraverso il dialogo nazionale che comprende le forze nazionali politiche e i rappresentanti della società siriana, le diverse fedi religiose e i gruppi etnici, il consenso del futuro democratico e laico della Siria, anti-imperialista, anti-sionista e anti-reazionaria, è la chiave politica per risolvere la crisi siriana, e questo è ciò che chiediamo e cerchiamo nella nostra lotta oggi.

Il popolo siriano ha versato molto sangue ed è giunta l’ora che le fonti di sostegno al terrorismo si fermino e che la Comunità internazionale intervenga tutta per sconfiggerlo, piuttosto che la coalizione guidata dagli Stati Uniti, sponsor del terrorismo globale, che utilizzano come uno strumento per la distruzione di entità che si oppongono all’egemonia e all’arroganza di Israele.

La nostra gente ha bisogno di solidarietà di fronte al terrorismo!

Viva i partiti comunisti e operai!

Viva la solidarietà internazionalista tra i nostri partiti e popoli!

Evviva il comunismo!

[Trad. dall’arabo per ALBAinformazione di Laila Mousa]

PC siriano Unito: «Lottiamo contro ingiustizie, oppressione e per la patria»

da an-nour

Il saluto del Primo Segretario del Partito Comunista Siriano Unificato, Husein Nemer, in occasione dei 90 anni della sua fondazione:

A nome del Comitato Centrale del Partito Comunista siriano Unito, vi saluto ringraziandovi per la vostra generosità, in occasione della celebrazione del novantesimo anniversario della fondazione del nostro Partito, il Partito Comunista della Siria, che è nato e continuerà a restare in vita per lottare contro l’ingiustizia, l’oppressione di classe e fino a quando la patria sarà minacciata.

Ogni anno, come da 90 anni, accendiamo una nuova candela per simboleggiare il rinnovamento e la speranza. È stato un cammino laborioso, coperto di sangue e bagnato di lacrime.

Il Partito è stato fondato nel bel mezzo di una lotta per liberare il paese dal colonialismo francese in un collegamento tra la lotta patriottica e la lotta di classe. Centinaia di compagni di partito hanno conosciuto la prigione e provato il dolore della tortura, senza rinnegare i loro principi, il Partito è diventato un modello di coerenza e aderenza ai principi del socialismo, e nonostante i duri colpi che gli sono stati inferti, ha recuperato vitalità in un breve periodo di tempo.

La Scuola di Partito ha organizzato tre generazioni successive di compagni che illuminano e risvegliano la consapevolezza socialista tra le masse lavoratrici.

Il legame tra lotta patriottica e internazionalismo ha sostenuto l’unità araba sulla base di validi motivi, per combattere con Nasser per la causa palestinese contro il sionismo con i membri volontari del Partito che hanno combattuto nell’organizzazione della guerriglia.

Il Partito ha avuto stretti legami con l’Unione Sovietica e il movimento comunista internazionale. Con il crollo dell’Unione Sovietica non è crollato il principio socialista e abbiamo ricostruito i rapporti con i partiti comunisti in varie parti del mondo.

Questo è il nostro partito che ha raggiunto i novanta anni, ancora vivo e rinnovato, con le sue rosse radici sempre più radicate nelle profondità della terra.

Mi fa male davvero tanto che in questo anniversario la nostra Patria vive e soffre delle tragedie causate dal terrorismo reazionario che ha ucciso migliaia di figli del popolo siriano, distruggendo, bruciando e facendo saltare in aria le nostre strutture, le scuole dei nostri figli, e ha rubato il sorriso dagli occhi dei nostri bambini.

Si tratta di un nuovo attacco sionista travestito con falsi abiti religiosi, sostenuto dall’Occidente coloniale e guidato dagli Stati Uniti. Stiamo subendo la peggiore barbara invasione della storia moderna, con l’obiettivo di subordinarci all’imperialismo, e annullare la nostra sovranità nazionale indipendente, ci uccidono perché noi sosteniamo la resistenza in Palestina e in Libano. Ma la Siria è unita, la sua gente, il suo valoroso esercito, sotto la guida del presidente Bashar al-Asad, la cooperazione con i paesi amici come la Russia, Iran e Cina, sarà in grado di trovare la sua strada verso la creazione di una società democratica pluralista, la creazione di una civiltà progressista e laica, risolvendo i problemi di vita che affliggono i cittadini e camminando per la via della creazione dell’economia nazionale progressista.

Gloria eterna ai martiri della Patria e del Partito!

Viva il Partito comunista siriano!

Viva la Siria libera e fiera. La pace sia su di voi!

[Trad. dall’arabo per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

PC Siriano Unito: Il coordinamento con il governo è la base contro il terrorismo

da an-nour.com

L’Ufficio Politico del Partito Comunista siriano unito ha discusso gli ultimi sviluppi politici in merito alla la risoluzione 2170 del Consiglio di Sicurezza contro i terroristi dell’Isis-Daech e Al Nosrra. In particolare,sono state espresse perplessità riguardo agli sforzi in questa lotta degli Stati Uniti e dei suoi alleati europei e nella regione, i quali hanno dichiarato di combattere i terroristi senza coordinamento con il governo siriano, dimostrando le loro intenzioni nascoste, che sono una minaccia per la sicurezza della Siria e della sua indipendenza e sovranità, tanto più che gli Stati Uniti hanno annunciato l’intenzione di coordinarsi i ribelli “moderati” che non hanno nessun credito, dal momento che hanno già commesso massacri contro la Siria e i siriani.

 L’incontro ha sottolineato l’importanza della partecipazione della comunità internazionale negli sforzi per combattere il terrorismo, sulla base del pieno coordinamento con il governo siriano, per combattere queste organizzazioni terroristiche e impedire che questo pericolo  minacci la pace e la sicurezza internazionale.

 L’Ufficio Politico del PC siriano unito ha fatto appello sulla necessità di fare attenzione agli ambigui comportamenti americani, invitando tutte le forze politiche, gli organismi nazionali e sociali, le agenzie governative per creare gli elementi necessari a garantire la continua fermezza del popolo siriano e dell’esercito nazionale in caso di qualsiasi avventura militare americana.

[Traduzione dall’arabo per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

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