Robert Serra vive!

di Renzo Amenta

Nella notte del primo di ottobre del 2014, Robert Serra Aguirre, giovane venezuelano, deputato ventisettenne dell’Assemblea Nazionale del suo paese, fu assassinato assieme alla sua compagna Maria Herrera, con decine di coltellate.

Robert e Maria vivevano a Caracas, in un appartamento nel quartiere La Pastora.

Fu un delitto su commissione, ordinato e finanziato dall’opposizione al governo chavista.

La banda, di almeno dodici persone, preparò il piano criminale con molta cura e mesi d’anticipo, cosa che l’opposizione cercò in tutti i modi di occultare, tentando di addossare il delitto alla delinquenza comune.

Robert, come deputato, aveva una scorta per la sua protezione personale e aveva installato nel suo appartamento un sistema di allarme e di video-sorveglianza, ma, nonostante queste precauzioni, i criminali non ebbero nessuna difficoltà a introdursi nottetempo nell’appartamento, poco prima della mezzanotte di quel primo d’ottobre, e sorprendere nel sonno i due giovani, legarli, imbavagliarli e finirli sadicamente a coltellate, lentamente, gustando ogni piccolo particolare del loro feroce e macabro crimine.

Ma come fecero a superare il sistema di allarme? La banda aveva semplicemente comprato la complicità del capo del servizio di scorta di Robert, il quale fornì dettagliate informazioni sulla planimetria dell’appartamento, sulle abitudini dei due giovani e sui codici di disattivazione del sistema d’allarme. Fu lui in persona a disattivare il sistema quella notte, aprire il portone d’ingresso e fare entrare gli assassini. Mentre loro si occupavano di eliminare le loro vittime, egli scollegava il computer che registrava le immagini delle telecamere. Compiuto il misfatto, uscirono con calma, soddisfatti del loro lavoro. Alcuni risalirono sulle loro moto, altri si allontanarono a piedi, portandosi via il computer. Saranno andati sicuramente a festeggiare.

Però… già, c’è sempre un però!

Non avevano fatto i conti con la prudenza e con la conoscenza dell’ambiente in cui viveva, del giovane Robert. Infatti, egli aveva installato un sistema di mirror, di doppia registrazione delle videocamere, senza avvertire la sua scorta.

Furono queste seconde registrazioni che inchiodarono gli assassini e i loro complici.

Non voglio soffermarmi oltre sull’atto delittuoso, perché di questo troverete sufficienti informazioni in rete, anche se molti dati sono stati eliminati o “non più accessibili”.

In quei giorni ero in Venezuela, vivevo in Caraballeda, Stato Vargas, e ho potuto constatare personalmente le contrastanti emozioni e reazioni all’evento.

Chi era questo ragazzo e soprattutto, perché l’hanno ucciso?

Potrete leggere un’estesa biografia di Robert nel sito del PSUV del Venezuela.

Robert Serra si laureò all’Università Cattolica Andrés Bello di Caracas, con specializzazione in Criminologia, a soli 23 anni. Nonostante la giovane età aveva accumulato una notevole esperienza politica. Rivoluzionario instancabile affrontava la vita e la politica con l’entusiasmo proprio della sua età e con la serietà scrupolosa di un leader cosciente e responsabile. La sua presenza si faceva notare e le sue parole erano trascinanti.

Non gli mancava una certa aggressività verbale, soprattutto quando doveva difendere le sue idee. Non si adeguava facilmente all’andazzo acquiescente, ma dimostrava spirito combattivo e volontà di azione impareggiabili. Non credo che fossero in molti, all’interno del partito, ad avere quel particolare tipo di carisma. Si era sempre ispirato a Chávez, ma senza scimmiottarlo. Aveva una forte personalità e per questo si era guadagnato la stima di molti e l’invidia di qualcuno (o viceversa?).

Durante il suo mandato come deputato dell’Assemblea Nazionale per il PSUV, fu uno dei più dinamici, partecipando attivamente alla vita politica dentro e fuori le istituzioni.

Nell’anno 2014, le guarimbas incominciarono a essere più frequenti e pericolose, causando altre vittime innocenti e proiettando all’estero l’immagine di un regime dittatoriale che reprimeva con violenza le nobili, “pacifiche” proteste del popolo oppresso. L’escalation delle violenze, ben programmate, organizzate e finanziate dall’opposizione, creò un’ondata di brutalità che non accennava a diminuire. Queste bande di piccoli delinquenti, diretti e finanziati dai grandi delinquenti, ricevevano le benedizioni divine da sacerdoti “democratici” schierati, all’ombra della bandiera a stelle e strisce, contro l’oppressione del tiranno.

Per capire le motivazioni che portarono alla morte di Robert, bisogna immergersi nel clima politico e sociale del Venezuela e sugli avvenimenti, anche tragici, accaduti in quell’anno, che peraltro avranno conseguenze terribili negli anni successivi.

Nei mesi precedenti all’assassinio di Robert, accaddero due eventi che secondo me sono strettamente connessi con la sua morte.

Eliézer Otaiza fu uno stretto collaboratore di Chávez fin dal principio, ancora prima che si formasse il MVR. Per darvi l’idea del suo coinvolgimento nelle vicende politiche, pare che fu proprio lui a inventarsi il nome di “Repubblica Bolivariana”. Fu direttore della DISIP (ora SEBIN) e pertanto molto addentro nell’intelligence venezuelana. Mentre transitava, con la sua auto, nel quartiere di Baruta, Caracas, fu fermato dalla polizia di quella alcaldia, storicamente in mano all’opposizione come lo sono tutti i quartieri ricchi. Fu sequestrato e torturato, poi lo consegnarono a una banda che opera nella zona di El Hatillo che lo uccisero con quattro colpi di pistola e lo buttarono in un burrone.

Scoperto il corpo, immediatamente tutti i media riportarono la notizia come di un delitto di mafia, una resa dei conti tra malavitosi e un governo di stampo narco-comunista. Secondo me, anche alla luce dei fatti che sono accaduti in questi primi cinque mesi del 2019, è più che lecito pensare a un primo tentativo di portarlo al tradimento, da parte di membri della CIA. Qualche politico di rilievo si sarà esposto più del necessario e temendo ritorsioni, si fece sparire un testimone scomodo.

Pochi giorni dopo il ritrovamento del corpo di Otaiza, esattamente il cinque maggio, fu ucciso Marco Cortez, un tenente di 29 anni, agente addetto alla protezione del Presidente del Venezuela Nicolás Maduro. Ancora una volta i media montarono le immancabili fake news, asserendo che fu ucciso durante un tentativo di furto della sua macchina. Invece si trattò di un altro delitto premeditato, in perfetto stile mafioso: un’auto affianca l’auto del Cortez che viene raggiunto da vari colpi d’arma da fuoco, sparati dai sicari quasi a bruciapelo.

La concomitanza tra i due delitti non passò inosservata, ma forse non gli si diede tutta l’importanza che meritava. Nei mesi successivi, nell’aula dell’Assemblea Nazionale, i toni delle discussioni diventarono sempre più violenti, con minacce più o meno esplicite da parte dell’opposizione. In una seduta dell’assemblea, Diosdado Cabello, l’allora presidente di detta assemblea, ebbe uno scontro verbale con l’opposizione. Un deputato oppositore, gridò esasperato, con più arroganza del solito, verso Diosdado, queste parole: “… tanto avete i giorni contati”. Si riferiva alle prossime elezioni o a un altro golpe violento?

Certo è che i media oppositori alzarono i toni e il veleno della disinformazione fu sparso a piene mani.

Nei mesi precedenti la sua morte, l’opposizione cominciò a buttare fango su Robert Serra, criticando ferocemente ogni sua azione, definendolo persino pedofilo. Questa matrice odiosa fu sottostimata, soprattutto considerando il clima complessivo. L’intelligence avrebbe dovuto indagare più attentamente per cercare di capire il perché di questi attacchi verso un giovane che si occupava soprattutto delle organizzazioni giovanili. Invece il tutto s’inquadrò tra le attitudini consuete di dissenso costante.

Le informazioni sull’assassinio che apparvero sui media oppositori (quasi tutti quelli esistenti in Venezuela), infatti, come di consueto, sfruttando proprio quanto si “vociferava”, qualificarono il delitto come una vendetta dei familiari dei minori abusati dall’orco. Tutto programmato, tutto predisposto.

Il giorno 3 di ottobre, il governo allestì la camera ardente in Miraflores. Quel giorno mi trovavo a Caracas, con un mio collaboratore e verso le ore 13.30 entravamo in un ristorante, di cui non ricordo il nome, sull’Avenida Solano, una parallela del Bulevar di Sabana Grande.

C’erano pochi avventori e nel centro del locale, a un grande tavolo, stavano sedute tre persone, di cui uno, come scoprimmo in seguito, era il proprietario del locale. Quelle persone stavano seguendo, sullo schermo di un televisore, un servizio su Robert Serra. Un cameriere prese le nostre ordinazioni e mentre aspettavamo, io e il mio amico, ci scambiamo a voce bassa, qualche commento sul programma.

Quando il conduttore della trasmissione passò le immagini di Miraflores, dal tavolo al centro del locale si alzò un mormorio stizzito, seguito da un pesante commento su Robert Serra, per bocca del proprietario del ristorante. Seguendo lo schema già tracciato dai media, vomitò tutto il suo disprezzo su quel volgare chavista, concludendo che avevano fatto bene a eliminare “aquel violador de niños”.

Il mio collaboratore, venezuelano, lo apostrofò dicendo che non avrebbe dovuto parlare in quei termini di un ragazzo assassinato, che se fosse stato suo (del proprietario) figlio non avrebbe certo gradito che si parlasse in quel modo. Il signore (si fa per dire) scattò in piedi gridando a squarciagola che il locale era il suo e parlava come gli pareva, che potevamo anche toglierci dai piedi. Rimasi sbalordito, a bocca aperta, per quell’esagerata forma di violenza, mentre assistevo alla farsa degli amici di quell’Orlando furioso, che si prodigavano per calmarlo, con sorrisetti ironici.

Finimmo in fretta di mangiare e mentre aspettavamo il conto, arrivarono altre cinque persone, di cui tre donne, che portavano delle buste di plastica piene e due sacchetti di carta, con dentro bottiglie di whisky, che furono estratte e depositate sul tavolo, mentre i camerieri portavano bicchieri e ghiaccio. Si sedettero tutti attorno a quel tavolo, tra abbracci e pacche sulle spalle, predisponendosi a passare una bellissima serata brindando alla morte di Robert.

Robert Serra aveva ventisette anni, aveva tutta la vita davanti a se e fu stroncato dall’odio irrazionale di un’opposizione che conosce solo il linguaggio della violenza e della menzogna.

Credo che non esista e non potrà esistere forma di dialogo con quest’opposizione. La psicologia spicciola insegna che, quando un bullo non ha più argomenti, sceglie l’uso della violenza, vale a dire, un campo dove ha qualche chance di successo, almeno è quello che credono.

(FOTO) Robert Serra homenajeado en el jardín Chávez de Nápoles

041016MPPREnMW1por mre.gov.ve

Italia, 30 de septiembre de 2016 (MPPRE).- El jardín urbano Hugo Chávez, ubicado en la zona universitaria del centro histórico de Nápoles fue el escenario para recordar el segundo aniversario del asesinato del joven mártir venezolano, Robert Serra.

Representantes de los grupos de solidaridad, estudiantes de la Universidad L’Orientale y miembros de la comunidad asistieron al homenaje convocado por la Cooperativa Mare Mare Per, la Asociación Nacional de Redes y Organizaciones Sociales ANROS – Italia y el Consulado General de Venezuela en Nápoles.

Los participantes reafirmaron su solidaridad con el proyecto bolivariano y con el ideario del Comandante Eterno. Recordaron a Robert Serra como ejemplo del rol protagónico que el socialismo del siglo XXI da a los jóvenes, constructores del futuro.

La Cónsul General de Primera Amarilis Gutiérrez Graffe, recordó que Serra fue el diputado más joven electo en la historia de Venezuela, formó parte de la Comisión Presidencial del Poder Popular Estudiantil y se desempeñó como responsable de la juventud del Partido Socialista Unido de Venezuela (PSUV) en Caracas para 2007. Agregó que hoy su ejemplo se multiplica en la juventud bolivariana.

La ocasión fue propicia para informar a los jóvenes universitarios italianos sobre cómo se practica en el país el derecho a la educación, a la cultura y al deporte a través de las políticas establecidas por el Ministerio del Poder Popular para la Juventud y el Deporte.

Francesco Primerano, presidente de la Cooperativa “Mare Mare Per” explicó que actualmente la solidaridad con Venezuela y con los países de gobiernos progresistas latinoamericanos (Ecuador, Bolivia, Nicaragua), tiene que consolidarse, visto el fuerte y constante ataque del imperialismo.

El jardín Hugo Chávez es un espacio autogestionado por la comunidad y sirve como punto de encuentro para discutir y difundir la realidad venezolana, y latinoamericana en general. /Consulado.
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Maduro: «Un deputato è coinvolto nell’omicidio di Robert Serra»

lainfo.es-35181-maduro_hoyda Telesur

Il presidente del Venezuela ha chiesto il sostegno del sistema giudiziario e degli organi di polizia, per ottenere quante più informazioni possibile

Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha reso noto che dalle investigazioni riguardanti l’omicidio del deputato Robert Serra, è emerso il coinvolgimento nella pianificazione del delitto di un deputato dell’opposizione appartenente alla Mesa de la Unidad Democrática (MUD).

«Ho chiesto un’indagine che sia la più obiettiva possibile», ha spiegato il capo dello stato.

Nelle prime ore del mattino di mercoledì, la giustizia venezuelana ha catturato Julio Vélez, uno dei responsabili dell’assassinio del deputato Robert Serra. Il motivo principale che ha portato all’arresto di Velez è l’accusa di aver coordinato, diretto e finanziato l’assassinio del valente deputato venezuelano.

Dopo la cattura, il presidente venezuelano ha inoltre sottolineato che le indagini proseguono con la ricerca dei complici con i quali il detenuto si trovava in Venezuela.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

(VIDEO) Venezuela: arrestato Vélez, mandante omicidio di Robert Serra

resizeda lantidiplomatico.it

«E’ stato un caso di ‘sicariato’ politico, solo in apparenza un atto di delinquenza comune, ma è stato un delitto politico».

Il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha annunciato ieri l’arresto di Julio Vélez, ex consigliere della città colombiana di Cucuta, con l’accusa di essere la mente dell’omicidio del più giovane deputato nella storia del Venezuela, Robert Serra, assassinato il primo ottobre scorso. Vélez è stato catturato nello stato Lara (ovest del paese) mentre viaggiava in taxi, al momento dell’arresto aveva due carte d’identità. Telesur ha pubblicato in esclusiva le immagini della cattura.

Vélez era stato inserito in una lista di ricercati internazionali dall’organizzazione internazionale Interpol anche per l’assasinio di sua moglie, María Claudia Castaño, il 16 aprile del 2010 nella sua residenza a Cúcuta.

Maduro ieri aveva accusato esplicitamente l’ex presidente della Colombia Alvaro Uribe di aver mantenuto legami chiari con Velez in questo periodo di latitanza. Vélez è stato per anni consigliere comunale di Cucuta nel partito di Uribe. «E’ stato il suo braccio destro sul confine colombiano-venezuelano ed è stato difeso e tutelato dall’avvocato dell’ex presidente colombiano Jaime Granados», ha dichiarato Maduro. E ancora: «Le autorità giudiziarie del Venezuela hanno il potere di giudicare i crimini commessi da Vélez non solo contro Roberto Serra, ma contro molti venezuelani», Maduro ha aggiunto, invitando i colombiani a «serrare i ranghi per sostenere la pace in Venezuela e continuare con noi a difendere il diritto alla felicità sociale; difendere il diritto alla pace di cui godiamo sul territorio venezuelano».

In un’intervista telefonica al programma Conexión Global di teleSUR, il presidente Nicolás Maduro ha assicurato che l’assassinio del deputato dell’Assemblea Nazionale del Venezuela, Robert Serra, è stato un caso di «omicidio politico, solo in apparenza un atto di delinquenza comune, ma è stato un delitto politico».

Il presidente ha poi proseguito: «Si tratta di abbattere questa violenza politica che l’estrema destra ha portato in Venezuela e ricordare moralmente le vittime di questi sicari politici». Serra era un leader emerso dal basso e si era guadagnato il rispetto e l’ammirazione di molti cittadini venezuelani. Per questo Maduro ha chiesto ai giovani del suo paese di non dimenticarlo. «Teniamolo sempre nei nostri cuori e la sua esperienza nella vita quotidiana. La sua morte non sia vana, la giustizia si sta realizzando per garantire il diritto alla pace per noi tutti venezuelani».

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Jóvenes de Venezuela a las calles de Caracas para repudiar al terrorismo fascista

005_FS_9009_Wpor AVN/Prensa Presidencial

Miles de jóvenes abarrotaron las calles caraqueñas este sábado en rechazo al terrorismo y la incursión paramilitar que asesinó al diputado Robert Serra y a María Herrera. El presidente Nicolás Maduro acompañó a la juventud venezolana y señaló que es la Generación de Chávez es la que se forma para preservar la Patria de Bolívar. Ni siquiera la lluvia acompañada de fuertes truenos pudo aminorar el colorido de este evento. “La obra más grande de Hugo Chávez, no es el puente sobre el Orinoco, no son las 60.000 viviendas entregadas. Es haber formado la generación de oro que hoy dirige esta Patria”, expresó el mandatario bolivariano.

El presidente de la República, Nicolás Maduro, manifestó este sábado que la obra más grande realizada por el líder de la Revolución Bolivariana, Hugo Chávez, fue haber formado, durante todos sus años de Gobierno, a la generación de oro encarnada en la juventud revolucionaria venezolana.

“La obra más grande de Hugo Chávez, no es el puente sobre el Orinoco, no son las 60.000 viviendas entregadas. Es haber formado la generación de oro que hoy dirige esta Patria”, expresó el mandatario bolivariano durante la marcha de la juventud revolucionaria a favor de la paz, en contra del terrorismo y en honor al diputado socialista Robert Serra, que se realizó en Caracas.

Desde la avenida Universidad de la ciudad capital, Maduro les dijo a los jóvenes: “Ustedes son la generación Chávez, que hará la revolución el resto del siglo XXI en Venezuela”. El mandatario resaltó la conciencia nacional y patriótica promovida en el país por el líder de la Revolución Bolivariana, y resaltó cómo los jóvenes pudieron enfrentar el asesinato de Serra con conciencia, paz, dignidad, valentía y coraje.

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(FOTO+VIDEO) Caracas: Robert Serra VIVE!

di ALBAinformazione

Qui di seguito riportiamo le foto della manifestazione svoltasi sabato 18 ottobre a Caracas in risposta al terrorismo fascista e all’assassinio del deputato del PSUV Robert Serra e della sua compagna Maria Herrera. 

Si ringraziano i compagni del Circolo Bolivariano Antonio Gramsci di Caracas per la collaborazione.

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ANROS Italia se une a la condena internacional del asesinato de Robert Serra

Nápoles, 8 de octubre de 2014.– Comunicado de Solidaridad de ALBAinformación y la Asociación Nacional de Redes y Organizaciones Sociales en Italia (ANROS Italia).

ANROS – Italia se une al llamado internacional de condena al asesinato del jóven diputado Robert Serra y su compañera María Herrera.

Conideramos que se trata de una nueva fase dentro de la escala de agresiones que se están planificando en contra del gobierno democráticamente elegido del Presidente Nicolás Maduro.

Hacemos un llamado a la comunidad internacional y a los grupos de solidaridad, para que divulgen este hecho y además las constantes agresiones que se cometen contra el proyecto bolivariano.

Sostenemos que la República Bolivariana de Venezuela tiene que ser libre de escoger su camino y se le tiene que ser respetada, como Estado soberano que es.

Nos comprometemos a consolidar nuestro trabajo de contrainformación cotidiano y crear un espacio de debate sobre la ingerencia y los ataques violentos a Venezuela, durante el mandato del Presidente Maduro, en el marco de nuestra 1er reunión nacional en diciembre 2014.

El asesinato a líderes políticos y el sabotaje a centros de interés económicos, son tácticas ya utilizadas por el imperialismo en otros momentos de la historia latinoamericana. Hoy Venezuela necesita nuestro apoyo y nuestra denuncia.

ANROS-ITALIA

Nunca más


por Carola Chávez
 
Habíamos visto los videos, sabíamos lo que tramaban, los llamaban “muñecos”, objetivos sin nombres ni caras hasta el miércoles pasado.
 
Robert Serra fue asesinado junto a María, su pareja. “Fue una macabra encomienda”, explicó el ministro Rodríguez Torres mientras los videos de Lorent Gómez me golpeaban el alma. Lorent, pequeña bisagra, insignificante bisagra de un plan que pretende una Venezuela bañada en sangre.
 
El miércoles en la noche, mientras asesinaban a Robert y a María, algunos esperaban noticias del hecho, algunos que sabían, algunos que habían pagado para que esos dos muchachos murieran, para que se nos partiera el corazón y de él brotara la rabia, otra vez la rabia que quieren desbordada y que la conciencia del pueblo represa.
 
El jueves en la mañana, las redes sociales supuraban odio y burla y uno se preguntaba qué clase de gente es esa sin rostro, sin nombre, que es capaz de escupir tan miserables miserias. Miserias sospechosamente uniformes, repetitivas que podrían tomarse como un consenso general, o tal vez, y perdonen la suspicacia, como parte de un plan de unos pocos miserables, esos mismos pocos que necesitan nuestra rabia y que por ella mataron a Robert y a María.
 
La vida real queda en la calle y ahí respiré otra cosa. Amigos, vecinos, gente que uno se encuentra en el mercado, en la panadería, expresaban su angustia, su rechazo por la muerte de dos muchachos. No había burla, ni odio, tal vez había miedo, dudas, pero no había miserias. Entonces vi a otra oposición: gente normal y corriente, con sus prejuicios sí, con su visión distinta a la mía, pero angustiadas por lo que plantea la violencia política que nos sacudió esa mañana.
 
Los mismos que han sido arrastrados a mil aventuras suicidas, ahora sin su dosis televisada de odio, tal vez desintoxicados, víctimas de la violencia guarimbera que al principio apoyaron solo para que esta terminara arrollándolos, huérfanos de un liderazgo cuerdo que los represente, que sea antichavista, sí, capitalista, también, que crea que nuestro norte es el Norte, no importa, porque eso creen ellos, pero que como ellos, estén lejos de pretender importar la violencia política al país donde vivimos, donde crecen nuestros hijos, donde, con un “nunca más”, quedarán sembrados nuestros otros hijos: Robert y María.

(VIDEO) German Ferrer de ANROS rechaza asesinado de Robert Serra

por Venevisión

El diputado de la Asamblea Nacional por el Psuv, German Ferrer, tambien coordinador nacional de ANROS, durante su participación en Entrevista Venevisión, conversó con Fernando Girón, sobre las declaraciones del presidente Nicolás Maduro acerca de la muerte de Robert Serra, además de dar su opinión de las investigaciones. 
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(FOTO) Venezuela: L’estremo omaggio ai compagni Robert Serra e María Herrera

por Ernesto Villegas Poljak

4oct2014.- Una marea revolucionaria acompañó el complejo fúnebre que partió desde la Asamblea Nacional para realizar la siembra de Robert Serra y María Herrera en el Cementerio General del Sur, donde ambos pasaron a la eternidad.

Pueblo, gobierno y Fuerza Armada Nacional Bolivariana rindieron honores a estos luchadores revolucionarios.

¡Robert vive, la patria sigue!
¡Paz con justicia!

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Caracas ChiAma: Robert Serra Vive!

da Rete di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana 

La Rete di solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana “Caracas Chiama” esprime sentite condoglianze all’ambasciatore della Repubblica del Venezuela in Italia, Isaías Rodríguez, e a tutto il personale diplomatico per il vile assassinio del deputato Robert Serra e della sua compagna Maria Herrera.

La nostra preoccupazione e il nostro sdegno si trasformano in solidarietà internazionalista: oggi più che mai sentiamo la necessità e il dovere morale di difendere e appoggiare la lotta del PSUV per una nuova e più giusta società.

Per un compagno che cade, mille altri si chinano a raccogliere la sua bandiera.  Noi continueremo con rinnovato impegno nella lotta per il socialismo ricordando il loro cammino; continueremo a denunciare le aggressioni contro il processo bolivariano e a difendere le conquiste sociali e politiche della Rivoluzione.

 

Roma, 3 Ottobre 2014

(VIDEO) In Venezuela il fascismo alza il tiro: assassinato Robert Serra del PSUV

di Attilio Folliero

Aggiornamento: In una conferenza stampa del Ministro degli Interni venezuelano si rivela che l’omicidio è stato pianificato

Ieri notte a Caracas è stato brutalmente assassinato il giovane deputato socialista Robert Serra; con lui assassinata anche la giovane sposa, María Herrera. Il deputato socialista, di soli 27 anni, viveva in una casa nel popolare quartiere “La Pastora” di Caracas. Il cadavere della signora giaceva al piano terra, mentre il corpo del deputato è stato ritrovato al piano superiore, secondo quanto comunicato dal Ministro degli Interni.

Il giovane deputato, laureato in legge e specializzato in criminalistica era emerso sulla scena politica venezuelana a soli 20 anni, quando il 7 giugno del 2007 partecipa nel parlamento venezuelano a un dibattito con gli studenti di opposizione.

Le autorità stanno investigando sui motivi dell’omicido ed ovviamente non hanno dato nessuna spiegazione. Per la modalità in cui sono stati ritrovati i corpi, uno al piano terra e l’altro al piano superiore, sembra quasi che i responsabili di questo omicidio fossero entrati con un obiettivo ben preciso: assassinare! Francamente sarei tentato ad escludere che il delitto sia opera della delinquenza comune; delinquenti che entrano in casa per rubare e ci scappa il morto; un delinquente comune dopo aver commesso un delitto scappa, qui invece sembra che dopo essere entrati in casa ed aver assassinato la donna al piano terra, vanno alla ricerca del deputato e lo uccidono al piano superiore. E’ presto per avanzare ipotesi, ma a me sembra un omicidio su commissione. Asserisco questo anche per una’altra ragione.

Recentemente, all’inizio di settembre le autorità colombiane hanno fermato a Bogotà lo studente venezuelano, Lorent Saleh, riconosciuto membro di organizzazioni di estrema destra. Il giovane venezuelano stava svolgendo in Colombia attività di proselitismo per il rovesciamento del governo costituzionale del Venezuela. Dopo il fermo, le autorità colombiane hanno espulso e consegnato il giovane alle autorità venezuelane.

Secondo dichiarazioni del Ministro degli Interni, Miguel Rodríguez Torres, Loren Saleh aveva creato un movimento chiamato “Operazione Libertà”, in pratica una organizzazione terroristica tendente a rovesciare il governo del Venezuela.

Saleh stava cercando contatti e finanziamenti sia all’interno del Venezuela che all’estero; all’interno godeva dell’appoggio e dei finanziamenti dell’oligarca Salas Romer, di Maria Corina Machado, di Leopoldo Lopez ed altri importanti esponenti dell’estrema destra. Riceveva appoggi e finanziamenti anche dall’estero: in Colombia era in stretto contatto con l’ex presidente Alvaro Uribe, suo principale finanziatore; in Costa Rica riceveva appoggi da vari profughi della giustizia venezuelana, come l’ex generale Néstor González González e l’ex commissario Henry López Sisco, coinvolti nel colpo di stato contro Chávez nell’aprile del 2002.

Alvaro Uribe e Lorent Saleh

Recentemente, il Ministro degli Interni ha rivelato vari video in cui si mostra uno psicopatico Loren Saleh parlando delle attività in corso di pianificazione, vere e proprie attività terroristiche; in un passaggio parla dell’eliminazione fisica di 20 “pupazzi” (muñecos in spagnolo).

Robert Serra aveva denuciato il paramilitarismo e la natura terroristica di Lorent Saleh e Alvaro Uribe. Nel seguente video, la denuncia (in spagnolo) di Robert Serra, a partire del minuto 53 di questo video.

Con l’omicidio di Robert Serra, il più giovane deputato nella storia del Parlamento venezuelano, i seguaci di Saleh hanno iniziato l’attuazione di questo piano criminale e fascista di eliminare selettivamente quelli che considerano i principali avversari politici?

Con l’arrivo al Governo di Hugo Chávez nel 1999, l’oligarchia venezuelana non ha mai rinunciato all’idea di riprendersi il potere e di riprendersi la gestione e la spartizione delle immense ricchezze naturali del Venezuela. Non riuscendo a riprendersi il potere con le elezioni democratiche, l’oligarchia ha cercato altre vie: Colpi di stato, tentativi di omicidio del presidente, serrate patronali, guerra economica e facendo scarseggiare i beni nel mercato, destabilizzazione di ogni genere. Adesso tenta la via del terrorismo e dell’omicidio selettivo dei principali membri della rivoluzione bolivariana. Ha cominciato dal più giovane e probabilmente il più indifeso.

Nei seguenti video le rivelazioni dei piani terroristici di Lorent Saleh

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