Napoli 24lug2015: Viva la Resistenza del Venezuela e dell’ALBA!

Alla Festa della Riscossa Popolare

Con questo dibattito vogliamo rafforzare il legame tra il Venezuela bolivariano e i paesi dell’ALBA con tutti quelli che nel nostro paese hanno la bandiera rossa nel cuore, con gli operai avanzati e gli elementi avanzati delle masse popolari che lottano per il lavoro e per una vita dignitosa, e con tutti quei collettivi ed individui che aspirano alla costruzione di una società diversa, il socialismo.

Partiamo da questo perché vogliamo costruire un dibattito che esprima solidarietà concreta andando a tradurre in pratica il fatto che “la più alta forma di solidarietà alla rivoluzione bolivariana è costruire la rivoluzione in Italia”.

È nell’ottica dell’aggregazione sana e del protagonismo senza deleghe, che caratterizza anche quest’anno la nostra Festa, che ci stiamo impegnando per rendere costruttori di questo dibattito tutti quelli che hanno a cuore la causa del socialismo nel nostro paese ed in America Latina.

Questo dibattito può essere una tappa per alimentare la costruzione del III Incontro di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana che si terrà il 9, 10, 11 ottobre a Ravenna, e può servire per lo sviluppo della Rete di solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana al Nord Italia.

Organizzarsi e coordinarsi per partecipare al dibattito nella Festa Nazionale delle Riscossa Popolare e per contribuire alla sua costruzione è appunto occasione per costruire il Terzo Incontro e per coordinarsi nel Nord Italia.

Per alimentare ed estendere la solidarietà al Venezuela bolivariano ed ai paesi dell’ALBA è necessario mettere in luce quegli aspetti che possono servire alla classe operaia ed alle masse popolari del nostro paese perché conquistino fiducia nelle proprie forze, la consapevolezza che possono fare a meno della borghesia, che classe operaia e masse popolari non sono solo capace di demolire ciò che è vecchio, ma anche di edificare il nuovo, di edificare il socialismo.

Le esperienze di Cuba, del Venezuela, del Donbass e della Bolivia forniscono molti insegnamenti a riguardo per chi come noi sta costruendo la rivoluzione socialista in un paese imperialista.

Invitiamo a questa iniziativa esponenti della rivoluzione bolivariana in Venezuela e degli altri paesi impegnati nella resistenza contro l’imperialismo perché la loro esperienza è ricca di insegnamenti ed è spinta morale, esempio per le masse popolari dei paesi imperialisti e per i popoli di tutto il mondo.

Invitiamo esponenti della resistenza popolare in Donnbass che lotta contro gli imperialisti e per la difesa dell’eredità dei primi paesi socialisti, perché noi consideriamo principalmente positiva l’esperienza di quei paesi, e determinante il loro contributo nella prima ondata della rivoluzione socialista e nella vittoria contro il nazifascismo nella Seconda Guerra Mondiale.

L’esperienza della rivoluzione bolivariana e quella dei primi paesi socialisti sono legate dall’obiettivo comune: la costruzione del socialismo.

Sono distinte perché nessuna rivoluzione può essere “calco” o “copia” di un’altra, come disse il rivoluzionario cubano Josè Martì, nè quella del Venezuela può essere riproduzione di quella dei primi paesi socialisti, né quella che si costruisce nei paesi imperialisti, e quindi nemmeno quella che costruiamo in Italia, può essere riproduzione o ripetizione della rivoluzione boliviariana di oggi o delle rivoluzioni del secolo scorso che hanno portato alla fondazione dei primi paesi socialisti.

L’unità verso l’obiettivo comune, verso il socialismo, e il modo differente per costruirlo in ogni differente paese è il tema dell’iniziativa, e lo scopo è mostrare agli operai e alle masse popolari del nostro paese che la rivoluzione è possibile, e fare riconquistare loro la fiducia che possono essere i dirigenti della nuova società, vedendo all’opera gli operai e le masse popolari di altri luoghi del mondo che lottano per la costruzione del socialismo.

Questa fiducia è il fondamento su cui costruire un governo del paese che darà una spinta enorme alla lotta dei popoli in Venezuela, in Donbass e in ogni parte del mondo.

Invitiamo quindi collettivi, organizzazioni, associazioni solidali al processo di costruzione della Patria Grande, e tutti gli operai e gli elementi avanzati delle masse popolari ad essere costruttori del dibattito del 24 luglio, alle ore 17,00, coordinandosi tra di loro e con noi, costruendo una rampa di lancio per le altre iniziative in direzione del III Incontro e per il III Incontro stesso.

Napoli 18giu2015: Le guerre che non ci sono

Comunicato di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana

11354863_10206279521779174_993623405_nSolidarietà al Venezuela Bolivariano e al presidente dell’Assemblea Nazionale Diosdado Cabello vittime di un’aberrante campagna mediatica

La redazione di ALBAinformazione, pubblicazione dell’ANROS-Italia, l’associazione Assadakha Napoli e l’associazione “Russkoe Pole” esprimono piena solidarietà al governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela, guidato dal Presidente Obrero Nicolás Maduro, che si trova a dover fronteggiare l’ennesima campagna mediatica internazionale volta a destabilizzare la patria di Simón Bolívar e Hugo Chávez.

Risultati immagini per ANROSRibadiamo il nostro sostegno al Presidente dell’Assemblea Nazionale venezuelana, nonché dirigente «fondamentale per la Rivoluzione Bolivariana», Diosdado Cabello, vittima di accuse infamanti che non trovano alcun fondamento nella realtà e di intimidazioni dal sapore mafioso, come testimonia la squallida copertina di Newsweek che lo ritrae sotto tiro di un mirino telescopico.

aszzxNiente di nuovo per la Rivoluzione Bolivariana che sin da quando mosse i primi passi ha dovuto imparare, serrando le fila, a tener testa alla tracotanza imperialista. «Ogni attacco che noi subiamo, che colpisce il popolo e la Forza Armata Nazionale Bolivariana – ha spiegato Maduro – ci unisce sempre più perché stiamo difendendo qualcosa di sacro; l’indipendenza, la stabilità, la pace e il diritto al futuro, questi sono elementi sacri della vita del nostro paese».

La canea mediatica in Italia è stata alimentata da quel prodotto del mainstream imperialista, contrabbandato come giornalista e scrittore d’inchiesta, che risponde al nome di Roberto Saviano, il quale su ‘L’Espresso’ aveva spiegato bene i meccanismi della cosiddetta macchina del fango: «Io credo che la macchina del fango comincia là dove finisce l’inchiesta. L’inchiesta fornisce una serie di fatti che permettono al lettore di farsi un’idea generale, anche se sono elementi scelti dal giornalista. La macchina del fango invece ne prende uno solo di questi elementi e su questo, isolato dal contesto, costruisce una realtà». Parole che facciamo nostre, chiedendoci al contempo, perché Saviano prende in considerazione un elemento – le notizie false diffuse da ABC – e vi costruisce sopra una realtà fittizia?

11262959_694367180709888_1458916106_nCi chiediamo inoltre: se il dirigente bolivariano è realmente il capo di questa organizzazione composta da alti ufficiali venezuelani, perché sino a questo momento nemmeno un narcotrafficante ha lanciato accuse contro Cabello? Perché non vi sono evidenze, fotografie, intercettazioni, riguardanti questo fantomatico cartello? Qualcuno sta aspettando che siano forse fabbricate per bene? Come mai questa indagine è l’unica nel suo genere a basarsi esclusivamente su ‘rivelazioni’ fornite da due latitanti venezuelani – Rafael Isea e Leasmy Salazar – dapprima spariti e poi riapparsi negli Stati Uniti per sottrarsi al corso della giustizia venezuelana? Infine, perché gli Stati Uniti non hanno mai preso alcun provvedimento contro l’ex presidente colombiano Uribe che in una lista della DEA, risalente ai primi anni ’90, figurava tra i narcotrafficanti più pericolosi al mondo (n.82) dietro al celebre Pablo Escobar (n.79)?

La risposta è semplice: siamo di fronte all’ennesima montatura mediatica, una sporca campagna propagandistica senza alcun fondamento, che riesce a passare in occidente esclusivamente grazie ad un’informazione che invece di fare il proprio mestiere, lavora al servizio della reazione, di chi vorrebbe far tornare indietro le lancette della storia quando il Venezuela si trovava in uno stato semi-coloniale ed era privato della propria sovranità.

Stampa asservita e personaggi quali Roberto Saviano diverranno credibili solo quando, come scrive la redazione de L’Antidiplomatico – che ha pubblicato una completa controinchiesta – si libereranno dalle catene della dittatura mediatica e cominceranno ad occuparsi della Mafia di Caracas Est o della Mafia di Bruxelles, Berlino e Francoforte, che ha imposto all’Italia la povertà diffusa, la disoccupazione di massa e l’eliminazione di diritti sociali acquisiti, per tener legato il paese alla trappola dell’euro, dell’austerità e delle ‘riforme strutturali’.

Nonostante mistificazioni, menzogne, aberranti campagne mediatiche, tentativi di destabilizzazione violenta e guerra economica, il Venezuela Bolivariano gode di forza e prestigio internazionale. Può contare sul sostegno di grandi paesi quali Russia e Cina con cui è in fase di costruzione il nuovo mondo multipolare. Il Venezuela socialista è forte perché il popolo è protagonista e ha in mano il proprio destino. È forte perché grazie alla Rivoluzione Bolivariana il reddito dei lavoratori è in continuo rialzo dal 1999, perché entro il 2019 il 40% dei venezuelani vivrà in una degna casa costruita per il benessere del popolo, perché sono state sconfitte fame e povertà con ampio anticipo rispetto al cosiddetto ‘Obiettivo del Millennio’ nonostante la pesante eredità lasciata dai governi neoliberali.

Ribadiamo il nostro sostegno militante e incondizionato verso il Venezuela Bolivariano impegnato nella costruzione del Socialismo del XXI secolo seguendo il percorso tracciato dal Comandante Invitto Hugo Chávez.

ALBAInformazione/ANROS-Italia – Assadakah Napoli – Russkoe Pole

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