(FOTO+VIDEO) Napoli, 19giu2021: La sanità pubblica al servizio del popolo e l’esempio di Cuba

LA SANITÀ PUBBLICA AL SERVIZIO DEL POPOLO: L’ESEMPIO DI CUBA

Arte, scienza e protagonismo popolare sono l’esempio che in questa pandemia paesi come Cuba ci hanno dato.

 

L’avanzato sistema sanitario territoriale cubano e le brigate mediche internazionaliste “Henry Reeve” sono un esempio chiaro e inequivocabile di quanto un modello sanitario e sociale che mette al centro il popolo, la sua salute e i suoi bisogni non è solo più giusto ma è anche più efficace.

La pandemia da Covid-19 ci mostra in negativo che il mondo oggettivamente è sempre più interconnesso ed interdipendente. Ci dimostra che l’individualismo è sempre più dannoso. Ci dimostra che nessuno si salva da solo e che per salvarsi occorre organizzarsi, lottare e partecipare. Occorre costruire un’alternativa politica, culturale e sociale che vada in controtendenza rispetto alla morte e alla devastazione causate dalla logica del profitto e dagli interessi di quei pochi che governano il mondo.

Oggi più che mai appare chiaro che abbiamo bisogno di una nuova concezione del mondo, una concezione che rivoluzioni la Scienza con la Scienza della Rivoluzione, del cambiamento. Tutti gli organismi promotori dell’iniziativa hanno a cuore l’apertura di un dibattito serio e di un’azione comune conseguente a tali principi.

In occasione del 75° compleanno del compianto Francesco Ruotolo, Galleri@rt,
Consulta Popolare Salute e Sanità del Comune di Napoli, l’Associazione Resistenza, il Comitato San Gennaro, Medicina Democratica, con la Reti e le Brigate di solidarietà attive sul nostro territorio, con coloro che sono impegnati sul fronte artistico e dello sviluppo generale della creatività invitano tutte le altre realtà politiche, sindacali e popolari della città a connettere le migliori esperienze e fare fronte contro chi della vita e della salute della maggioranza della popolazione non solo non si cura ma ne è il principale nemico.

La cura e la prevenzione siamo noi!

Uniti si vince!

Interverranno:
– Fabrizio Chiodo, Ricercatore
– Indira Pineda, Sociologa cubana
– Jorit, Artista muralista
– Davide Secone, Brigate Mediche Quarto
– Daniele Maffione, Rete di solidarietà Cuba-Napoli
– Vincenzo Caporale, Consulta Popolare Salute e Sanità di Napoli
– Luca Mandara, Brigate “Francesco Ruotolo”
– Danilo Della Valle, ALBAinformazione
– Francesca Menna, Assessore alle politiche sociali Napoli

Moderano:
– Ciro Brescia, GAlleЯi@rt
– Marco Coppola, Associazione Resistenza

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A seguire aperitivo musicale con: Il Sole e la Luna

A GRANDE RICHIESTA DIRETTA FACEBOOK DELL’EVENTO!

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A Cuba l’acqua si beve…

da cubainformazione.it

Il sistema sanitario cubano è uno dei migliori al mondo e per i cubani è completamente gratuito. Si fonda sul principio per cui la salute è un diritto sociale inalienabile e tutti i Cubani hanno diritto all’assistenza sanitaria completa senza distinzioni. I servizi sono finanziati quasi interamente tramite risorse pubbliche. Il Ministero della Salute è l’organismo regolatore del sistema, concentra e distribuisce le risorse destinate ai servizi sanitari e opera a tutti i livelli.

Complessivamente l’assistenza si sviluppa attraverso una rete di circa 220 ospedali, 15 istituti di ricerca, 500 policlinici e una copertura diffusa in tutta l’isola di personale sanitario, per un totale di circa 600.000 lavoratori (9% della popolazione in età lavorativa), di cui circa 30.000 medici di famiglia. I medici sono passati da 5,2 medici ogni 1000 abitanti nel 1995 a circa 6,7 nel 2009; nello stesso periodo gli infermieri sono passati da 7 ogni 1000 abitanti a 9,5.

Prima della rivoluzione cubana del 1959, il sistema sanitario cubano era basato su ospedali gratuiti statali, cliniche mutualistiche e ambulatori privati; gli ospedali gratuiti erano presenti solo in un terzo dei municipi ed erano di scarsa qualità. Esisteva un solo ospedale universitario, un’unica scuola di medicina e le prestazioni erano erogate per la maggior parte privatamente da medici residenti per i 2/3 a L’Havana. Solo il 10-20% circa della popolazione rurale poteva fruire di una qualche forma di assistenza medica. L’aspettativa di vita era inferiore ai 60 anni. La mortalità infantile era del 70 per mille nati vivi e la mortalità materna era 120 per 100 mila nati vivi. L’analfabetismo arrivava nelle zone rurali al 40%; solo l’11,2% delle famiglie dei lavoratori agricoli beveva latte e solo il 2% mangiavano uova.

Dopo la rivoluzione la metà dei 6.000 medici al momento presenti sull’isola espatriò. A Cuba rimasero solo 16 professori di medicina. Il Ministero della Salute iniziò quindi un programma di nazionalizzazione e regionalizzazione dei servizi sanitari: furono realizzati 50 nuovi ospedali rurali e 160 policlinici in aree urbane, fu iniziato un programma di vaccinazione dei bambini e fu istruito nuovo personale. Vennero, inoltre, assunti 750 medici e studenti di medicina per trascorrere un periodo della loro carriera professionale nelle campagne, sulle montagne e nelle comunità costiere. L’obiettivo del servicio médico rural era quello di garantire “la prevenzione delle malattie e di rivitalizzare i servizi sanitari per i più bisognosi, perché poveri o in precarie condizioni di salute o perché residenti lontano dai centri urbani”.

Nel 1986 venne introdotto il Programma del Medico di Famiglia, che mise a disposizione dei pazienti un team costituito da medico e infermiera e garantì, a partire dai primi anni ‘90, l’assistenza primaria al 95% delle famiglie cubane direttamente nel proprio quartiere di residenza. Erano attive 21 scuole mediche in tutto il territorio nazionale. Il sistema sanitario cubano cominciò a essere preso dall’OMS, dall’Unicef e da altre agenzie internazionali come esempio per un servizio sanitario nei Paesi in via di sviluppo. Ottimi risultati sono stati ottenuti grazie a ripetute campagne vaccinali, grazie alle quali per alcune malattie non si verificano casi da diversi anni: Poliomielite, 1962; Tetano neonatale; 1972; Difterite, 1979; Meningoencefalite post-parotidite, 1989; Sindrome rosolia congenita, 1989; Morbillo, 1993; Pertosse, 1994; Rosolia e parotite, 1995; Febbre Gialla, 2005.

Molti tra i migliori medici cubani sono mandati dal governo a lavorare in altri paesi dell’America latina: con il programma Barrio Adentro, letteralmente “nel quartiere”, a partire dal 2002 il governo venezuelano vuole garantire cure mediche di base per tutti, anche per le fasce di popolazione più miserevoli, adottando il modello cubano. Cuba, nella fase iniziale di Barrio Adentro, ha inviato circa 18.000 medici in Venezuela; da parte sua il Venezuela invia forniture di petrolio. Nel 2008 i medici cubani che lavoravano in paesi esteri erano circa 37.000, sparsi in più di 70 paesi. I medici che decidono di lavorare all’estero ricevono compensi maggiorati.

Quando guadagna invece un medico cubano che rimane a Cuba? Tutti i medici sono dipendenti del governo e mediamente un medico di famiglia guadagna 20 dollari al mese e ha a disposizione benefit come la casa e generi di prima necessità. La sanità assorbe il 8.7% del PIL nazionale, ma se negli ultimi anni le risorse dedicate alla salute sono aumentate considerevolmente.

Cuba può vantare il tasso di mortalità infantile più basso del continente (che si attesta intorno al 26 per mille nati vivi, un risultato straordinario se si pensa che si sale su scala mondiale fino al 52 per mille), persino inferiore agli Stati Uniti, che continuano ad assediare il Paese confermando il criminale blocco economico più volte dichiarato illegale dalle Nazioni Unite.

Anche per quanto riguarda la ricerca medica e farmaceutica Cuba è all’avanguardia: a testimonianza dell’alto livello raggiunto vi è l’unico vaccino al mondo contro la malattia causata dal meningococco di tipo B e dal 1990 è nel programma nazionale di vaccinazione infantile a Cuba. I laboratori di ricerca a Cuba hanno anche prodotto vaccini e sieri contro la meningite A e C, la leptospirosi, la difterite, il tetano, la febbre tifoide e la pertosse. Nel maggio 2012 il direttore del Centro de Ingeniería Genética y Biotecnología, Gerardo Guillén, ha reso pubblica la scoperta di un farmaco (HeBerprot) che permette di evitare l’amputazione degli arti inferiori nei pazienti diabetici. La ricerca a Cuba è in piena attività e sono stati fatti grandi passi avanti contro Aids ed il cancro; per esempio vengono sperimentati due farmaci: uno denominato Vidatox, studiato sulla base del veleno di uno scorpione, ed il secondo denominato CimaVax che dovrebbe combattere il cancro al polmone. Per quanto riguarda Aids entro il 2012 inizierà al fase di sperimentazione di una terapia innovativa.

L’Ozono (O3), derivato dell’Ossigeno (O2) è il più potente ossidante in natura ed il più efficace nel distruggere batteri, virus, funghi, pesticidi e metalli pesanti… è utile per diverse patologie ortopediche e vascolari, nella demenza senile, Sla e Sclerosi multipla. Indovinate un po’ quale paese è all’avanguardia nell’utilizzo dell’O3 a scopi medici? Indovinato! La patria dell’ozono terapia è Cuba. La ricerca medica nell’isola caraibica è cosi avanzata che i più ricchi e i più potenti del mondo – tra quelli che solitamente sostengono la tesi del fallimento del socialismo – vanno a curarsi lì. 

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