La Siria evidenzia l’isolamento degli Usa sull’embargo a Cuba

da al manar

La stampa siriana ha sottolineato oggi il rifiuto dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite per il blocco degli Stati Uniti a Cuba e la solidarietà della comunità internazionale all’isola.

Insieme a Washington, Israele è stato l’unico paese che ha sostenuto la continuazione di questa politica punitiva in una votazione tenutasi ieri.

Durante l’incontro, i vari interventi hanno sostenuti il popolo cubano e sollecitato l’attuazione delle risoluzioni dell’Assemblea Generale per sollevare il blocco ingiusto, si legge sui media siriani.

A questo proposito, sono state sottolineate le parole del rappresentante della Siria alle Nazioni Unite, Bashar Jaafari, che ha condannato le misure coercitive unilaterali perché costituiscono una flagrante violazione dei principi del diritto internazionale.

Inoltre, Jaafari, ha dichiarato che il «voto contrario di Israele, evidenzia il suo disprezzo del diritto intenazionale», ribadendo la solidarietà della Siria al popolo cubano e al suo Governo.

Il sostegno di 188 paesi al progetto di risoluzione è una conferma, ancora una volta, all’illegittimità del blocco contro Cuba e la necessità di porre fine a tutto questo, ha spiegato il diplomatico siriano.

Nel frattempo, la televisione siriana ha trasmesso integralmente l’intervento del ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez, che ha denunciato che le sanzioni degli Stati Uniti sono state un danno pari a 112.534.000 miliardi di dollari.

I media siriani, tra l’altro, hanno evidenziato come diversi orgaiismi regionali quali il gruppo africano, la Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi, la Comunità dei Caraibi e del Mercato Comune del Sud abbiano aderito al rifiuto dell’embargo a Cuba attuato da 10 Presidenti degli Stati Uniti.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Le carte truccate non servono più

di Sara Rosemberg

Si tratta di un tragico gioco in due campi distinti. Due campi che non usano le stesse regole, due scacchiere. In una di esse le parole che si dichiarano entrano in contraddizione con le azioni. E questo nella nostra lingua si chiama ‘cinismo’, si chiama trappola.

Quando le regole del gioco si infrangono il gioco smette di essere possibile. Se un giocatore non rispetta le regole del gioco anche se dichiara di rispettarle, questo giocatore è definito ‘baro’ ed immediatamente escluso dal gioco.

Ogni volta che i portavoce degli USA e della UE si pronunciano, recitano instancabilmente due parole chiave: “libertà” e “democrazia”, sono le loro carte truccate. E giocano con queste carte truccate mentre esercitano il terrorismo ed il crimine, finanziano la violenza e mettono sotto i piedi tutta la legalità internazionale vigente.

Un coro enorme -(che va dalla sinistra-né-né con i suoi dubbi metafisici sulla purezza rivoluzionaria, la genetica dittatoriale ed il colorito dei mercenari, fino alla destra più recalcitrante con le pratiche del terrore fascista, passando per un’ampia gamma di pavidi ‘democratici’ che sanno solo piangersi addosso e rendere incomprensibili i fatti)- ripete le parole “libertà” e “democrazia”, come se fossimo degli imbecilli che non sanno cosa significhi dittatura capitalista. Come se non sapessimo che stiamo vivendo un’epoca di enorme acutizzazione della lotta di classe internazionale, sopportando e resistendo al saccheggio dei diritti sociali di base, tanto negli USA como nella UE.

Da tempo si afferma che l’Impero è una tigre di carta e che i suoi colpi di coda sarebbero stati terribili. Ed è qui che stiamo vivendo questi terribili colpi di coda. Colpi che si traducono nel pervertire il senso delle parole così chiare come ‘libertà’ e ‘democrazia’. Colpi di coda che rompono qualsiasi legalità, ogni rispetto per le norme internazionali, patti o accordi legali. Gli organismi internazionali ereditati dopo la guerra mondiale patiscono la paralisi o la cecità da diverso tempo. E nel campo dell’Impero le carte sono truccate perché non hanno mai rispettato quello che i popoli scelgono a maggioranza in libertà e democrazia.

La tigre di carta è indebolita, spacca il mazzo di carte usando metodi terroristi. Questo è ciò che sta accadendo armando le bande che finanziano per assassinare i propri stessi popoli. Metodi che sono stati testati in molte piazze, e che sono chiaramente identificati dal tempo di quel crimine di guerra contro la Jugoslavia, che è stato il laboratorio dove si è testata questa metodologia con la creazione di OTPOR, e che è terminato con gli atroci bombardamenti della NATO “liberatrice” che ha distrutto la vita della gente e del paese.

La fraudolenta tecnica è molto chiara. Il presidente Maduro l’ha sintetizzata così: quando l’opposizione vince qualche elezione si rispetta e non c’è alcuna frode; ma se perdono, danno fuoco alla terra con tutta la sua gente e si dedicano al terrorismo. Rompono il patto democratico e costituzionale, mettono in scena le ‘guarimbas’, danno fuoco agli edifici, ai parlamenti, alle persone, alle fabbriche, agli ospedali e alle scuole.

Generano violenza grazie ai milioni di dollari che la USAID investe in gruppi addestrati per generare il caos. Stanno compiendo la funzione per la quale sono state create: rompere il gioco democratico, far saltare l’ambito costituzionale, assassinare il popolo mediante lo strangolamento economico o con la distruzione di spazi pubblici, proiettili e sabotaggi terroristi. 

Mentre ciò accade, è ripugnante vedere l’uomo dalla mandibola penzolante, mi riferisco a Kerry, degno rappresentante del quaternario, dichiarare che appoggia gli assassini di Maidan e minacciare il Venezuela sovrano con sanzioni, senza nemmeno riconoscere che sono loro e le loro ambizioni sul petrolio che hanno finanziato e generato questa violenza, perché non possono vincere in maniera costituzionale, democratica e pacifica. Il violento Kerry disconosce la legge e disconosce in questo modo le risoluzioni dell’ALBA e della UNASUR, l’appello al dialogo lanciato dal presidente del Venezuela ed il costante richiamo alla PACE contro la violenza fascista. Kerry torna a giocare con le carte truccate ripetendo in maniera cinica le due parole chiave – libertà e democrazia – mentre finanzia l’uso della armi e le bombe criminali che pretendono di distruggere le enormi conquiste sociali della Rivoluzione bolivariana.

Sì, stanno dando gli ultimi colpi di coda, stanno spendendo milioni di dollari per creare il caos, stanno addestrando assassini che poi non potranno più controllare, tutto questo senza che la loro contorta bocca faccia a meno di pronunciare le parole “libertà” e “democrazia”. Lo hanno fatto in Iraq, in Afganistan, in Libia, in Siria, in Ucraina, e hanno causato la distruzione di questi paesi, sia con i colpi di Stato (durante 150 anni in America Latina), sia con criminali bombardamenti come in Libia. E molto prima in Vietnam, dove ancora si aspetta la condanna per i crimini di guerra che hanno commesso. Ma dal Vietnam ne sono usciti sconfitti e usciranno sconfitti dall’America Latina.

Il potere dell’Impero ha sbagliato era. O è talmente grande la sua incapacità che non riesce a comprendere che gli abbiamo già sottratto queste due parole essenziali per caricarle di un altro contenuto: libertà nell’uguaglianza e democrazia partecipativa verso il socialismo. E che queste parole sono sostenute dall’azione quotidiana di milioni di persone, disposte a difenderle.

Non hanno compreso che questo è un altro mazzo di carte e che qui non abbiamo carte segnate. Bisogna affrontarli e fermare la loro violenza, ma il cammino è irreversibile, poiché le democrazie latinoamericani si sono consolidate. Abbiamo una Costituzione, c’è molto da difendere e abbiamo conquistato molto in questa lunga marcia verso il socialismo. La lotta sarà ancora di lunga durata, ma non c’è alcun dubbio che non si può tornare indietro poiché abbiamo sperimentato cosa significa la vera democrazia, non quella dei cinici discorsi dell’impero. Non ci sono carte truccate in difesa della democrazia, socialista e rivoluzionaria. Che mettano tutti i dollari che vogliono per sostenere las guarimbas incendiaria, e i loro portavoce mediatici, fra questi in giornale El País di Spagna ha vinto il suo premio.

Non si può uccidere un popolo quando è padrone della propria volontà e dei suoi diritti civili e politici, non ci sono riusciti con Cuba, non ci sono riusciti in Vietnam, non ci riusciranno in Venezuela.

L’unità latinoamericana è un desiderio antico, ma oggi più che mai «questa umanità ha detto basta ed ha iniziato a camminare» su un territorio immenso e con una buona parte del cammino già conquistato in libertà e democrazia, in direzione del socialismo.

La tigre di carta è sul punto della disfatta, imputridita dall’interno, e la paura la porta all’irrazionalità più assoluta, non ascolta ed è stordita: sono i sintomi della sua sconfitta. Confusa, diventa sempre più sanguinaria. Ma ha già perso.

Come sosteneva Bertolt Brecht, «un fascista è un borghese spaventato», e potremmo aggiungere: un borghese spaventato che già non ha più spazio per continuare a giocare con le carte truccate.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Ciro Brescia – Si ringrazia Alfredo Viloria per la segnalazione]

Ucraina e Russia: aggressione degli Stati Uniti in stile jugoslavo

Immaginedi Miguel Angel Ferrer – Telesur

Convenzionalmente sono otto i paesi che possono essere considerati potenze: Stati Uniti, Germania, Inghilterra, Francia, Canada, Italia, Giappone e Russia. Sono quelle nazioni che formano il noto gruppo del G8, cioè i paesi più industrializzati del mondo.

Ma se si vuol parlare di potenze vere, a questa lista di otto dobbiamo aggiungere la Cina ed eliminare Giappone, Italia, Canada, Inghilterra, Germania e Francia. Quindi, parlando seriamente di potenze, restano solo tre nazioni: Stati Uniti, Russia e Cina.

E questo perché la caratteristica essenziale di una potenza è quella non essere subordinata a qualsiasi altro potere, nessun’altra nazione, o qualsiasi altra entità. E questo non è il caso di Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Giappone e Canada.

Questi sei paesi non possono essere considerati potenze in quanto subordinati agli Stati Uniti. Dobbiamo ricordare che, ad eccezione della Francia, i rimanenti cinque sono occupati da militari degli Stati Uniti? E quanto alla Francia, che di certo non ha truppe statunitensi sul proprio territorio, già dalla lontana epoca del generale Charles de Gaulle, non ha dato alcuna prova concreta di essere libera dalla tutela degli Stati Uniti. Anche durante i mandati del falso socialista Francois Mitterrand e del suo attuale omonimo Hollande.

La questione è molto chiara nel conflitto in corso in Ucraina. Gli Stati Uniti hanno provocato la caduta del presidente Viktor Yanukovich a loro non gradito, al fine di circondare la Russia militarmente. Con la Russia che risponde ospitando lo spodestato Yanukovich, indurendo il suo discorso antistatunitense e spostando truppe nella penisola ucraina, ma russofona, di Crimea, dove è di stanza la Flotta russa del Mar Nero.

Si tratta, come è evidente, di un conflitto che ricorda i tempi della Guerra Fredda tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica. Dove la potenza americana viene accompagnata dalle sue semipotenze vassalle dell’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord (NATO) e da Francia e Giappone schierate dalla sua parte nonostante non siano interessate dalla controversia russo – americana.

E sebbene la Russia adesso non sia più comunista (o socialista), venendo così meno il pretesto della lotta contro il comunismo per aggredirla militarmente e sottometterla al vassallaggio, nella memoria collettiva del popolo russo (e anche del suo governo) vi sono le immagini e i fatti della precedente aggressione imperialista del 1941-1945, da parte della Germania nazista.

Il suo popolo e il suo governo sanno, o si aspettano o temono che prima o poi questa aggressione possa ripetersi. Il rovesciamento di Yanukovych e il successivo sequestro dell’Ucraina (la zona occidentale) da parte degli Stati Uniti è stato il primo e più importante segnale che la temuta aggressione è in fase preparatoria.

Aggressione, in linea di principio, non necessariamente militare. Ma piuttosto un assalto in stile ucraino o simile al modello jugoslavo utilizzato per abbattere e assassinare Slobodan Milosevic e occupare militarmente l’ex Jugoslavia. Accerchiare, domare ed eliminare Vladimir Putin e i leader russi che si oppongono o si opporranno alla dominazione della Russia da parte degli Stati Uniti è il proposito di Washington nel medio termine.

Se le cose stanno così, vedremo presto in Ucraina – almeno per ora solo nella sua parte occidentale – l’installazione di basi militari, di armi atomiche e il dispiegamento di molte truppe statunitensi. E non sarà fatto, ovviamente, con finalità amichevoli, ma come sempre per dominare e sottomettere. La palla è ora dalla parte russa. E la Russia, che ha già iniziato, dovrà pianificare le sue prossime mosse. Dapprima difensive, poi vedremo.

http://www.miguelangelferrer-mentor.com.mx

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

William Blum, la CIA e Chávez

 HispanTV -Patria Grande

L’ex diplomatico USA, William Blum, ha rilasciato questo venerdì dichiarazioni sul possibile ruolo ricoperto dalla CIA nel caso del decesso del presidente Hugo Chávez.

William Blum, con dichiarazioni diffuse attraverso la pubblicazione digitale canadese Global Research, riferendosi al disimpegno della CIA rispetto a persone come Chávez ha affermato che questa possibilità esiste, anche se non può provarlo, dovuto al fatto che il presidente venezuelano sarebbe stato nella lista dei leaders stranieri che la Agenzia ha tentato di assassinare.

L’ex diplomatico notando che anche altri leaders latinoamericani hanno presentato quadri clinici simili ha qualificato come “strana” la natura di questa malattia ed ha sottolineato che non si può scartare l’ipotesi di un piano di assassinio da parte della CIA.

Il presidente incaricato del Venezuela, Nicolás Maduro, allo stesso modo in alcune dichiarazioni rilasciate poco prima della morte di Chávez, ha paragonato il caso del presidente venezuelano con la morte del presidente della Autorità Nazionale Palestinese (ANP) Yasser Arafat ed ha accusato i nemici storici del Venezuela di aver causato la malattia del presidente di questo paese.

Maduro ha sottolineato la necessità di nominare una commissione scientifica per accertare le cause di quanto accaduto.

All’oggi, tra i presidenti latinoamericani, la presidente Cristina Fernández de Kirchner, dell’Argentina; Dilma Rousseff, del Brasile; Fernando Lugo, del Paraguay, e l’ex capo di Stato brasiliano, Luis Inacio Lula da Silva, soffrono di cancro.

Stando alle denunce esistenti, la CIA ha tentato di assassinare più di 50 leaders politici stranieri ed ha avuto successo almeno nella metà dei casi.

[trad. dal castigliano a cura di Ciro Brescia]

"En Tiempos de Guarimba"

Conoce a quienes te quieren dirigir

La Covacha Roja

Donde encontramos ideas avanzadas

Pensamiento Nuestro Americano

Articulando Luchas, Cultivando Resistencias

RE-EVOLUCIÓN

Combatiendo al neofascismo internacional

Comitè Antiimperialista

Contra les agressions imperialistes i amb la lluita dels pobles per la seva sobirania

SLAVYANGRAD.es

Nuestra ira no tiene limites. (c) V. M. Molotov

Gli Appunti del Paz83

Internet non accende le rivoluzioni, ma aiuta a vincerle - Il Blog di Matteo Castellani Tarabini

Sociología crítica

Articulos y textos para debate y análisis de la realidad social

Hugo Chavez Front - Canada

Get to know what's really going on in Venezuela

Revista Nuestra América

Análisis, política y cultura

Avanzada Popular

Colectivo Avanzada Popular

Leonardo Boff

O site recolhe os artigos que escrevo semanalmente e de alguns outros que considero notáveis.Os temas são ética,ecologia,política e espiritualidade.

Vientos del Este

Actualidad, cultura, historia y curiosidades sobre Europa del Este

My Blog

Just another WordPress.com site

Festival delle idee politiche

Rassegna annuale di teorie politiche e pratiche della partecipazione civile

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Miradas desde Nuestra América

Otro Mundo es Posible, Necesario, Urgente. Desde la provincia chilena

Como te iba contando

Bla bla bla bla...

Coordinadora Simón Bolívar

¡Bolívar vive la lucha sigue!

LaDu

Laboratorio di Degustazione Urbana

il Blog di Daniele Barbieri & altr*

"Per conquistare un futuro bisogna prima sognarlo" (Marge Piercy)

KFA Italia - notizie e attività

notizie dalla Corea Popolare e dalla Korean Friendship Association

KFA Euskal Herria

Korearekiko Laguntasun Elkartea | Korean Friendship Association

ULTIMOTEATRO.PRODUZIONIINCIVILI

Nuova Drammaturgia del Contemporaneo

Sociales en PDF

Libro de sociales en formato digital.

matricola7047

Notes de lectura i altres informacions del seminari sobre el Quaderns de la Presó d'Antonio Gramsci ( Associació Cultural Espai Marx)

Centro Cultural Tina Modotti Caracas

Promoción de la cultura y arte Hispanoamericana e Italiana. Enseñanza y educaciòn.

Racconti di quasi amore

a costo di apparire ridicolo

Ex UAGDC

Documentazioni "Un altro genere di comunicazione"

Esercizi spirituali per signorine

per un'educazione di sani principi e insane fini

JoséPulido

La página del escritor venezolano

Donne in rosso

foglio dell'ADoC (Assemblea delle donne comuniste)

Conferenza Mondiale delle Donne - Caracas 2011

Just another WordPress.com site

críticaypunto

expresamos la verdad

NapoliNoWar

(sito momentaneamente inattivo)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: