Napoli 21dic2019: Cosa sta succedendo in America latina?

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Cosa sta succedendo in America Latina? – L’intervista

Sabato 21 dicembre alle ore 15:00 presso la Galleria Principe di Napoli (ingresso lato via Pessina) l’Agenzia Stampa del Partito dei CARC “la Staffetta Rossa” e ALBAinformazione presentano
un momento importante per confrontarsi sulla situazione internazionale e alimentare la costruzione della rivoluzione socialista nel nostro paese, che resta ed è la più alta forma di solidarietà che i comunisti italiani possono dare a tutti i paesi del mondo oppressi dall’imperialismo:

Intervista pubblica al compagno messicano Isaac Montoya Márquez della Segreteria Nazionale dei Giovani di MORENA (Movimento di Rigenerazione Nazionale).

Napoli 19dic2019: Cosa sta accadendo in sud America?

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Fanno sempre più notizia gli ampi sommovimenti popolari che stanno scuotendo l’America latina negli ultimi mesi, tanti sono i fronti di questo sommovimento: le ampie mobilitazioni in Ecuador e in Cile, la rielezione di Evo Morales in Bolivia e i recenti sviluppi della resistenza antimperialista venezuelana, un paese che sempre più si pone alla testa dei popoli non allineati a Washington in sud America.

Ma cosa sta accadendo davvero in sud America? Qual è il contributo che noi possiamo dare a quei popoli per sostenerli nella lotta che stanno conducendo?

Ne parliamo con Antonio Sparano e il Partito dei CARC – Campania il 19 dicembre in Galleria Principe di Napoli a partire dalle ore 18:00.A seguire aperitivo di autofinanziamento.

(VIDEO) Napoli 14dic2019: “Start Up a War – Psicologia di un conflitto”

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(VIDEO) Paolo Conte: «La canzone napoletana patrimonio da venerare e conservare»

di Romina Capone

Vestito di blu, elegante ma allo stesso tempo comodo, è atterrato all’aeroporto di Capodichino puntuale accompagnato da sua moglie. Da lì fino al conservatorio di Napoli San Pietro a Majella una vera e propria gincana tra la folla. Lo attende una fittissima platea. Sale sul palco, si siede e inizia a parlare. Solo la sua voce risuona in sala Scarlatti, stracolma, anche in balconata. Tutti in silenzio per ascoltare Paolo Conte.

Una  “conversazione spassiunata”. L’evento organizzato da Scabec lo scorso primo dicembre, come introduzione al concerto tenutosi presso il Teatro San Carlo (sold out) di ieri 2 dicembre. Ha quasi 83 anni Paolo Conte e non manca d’ironia: “è la prima volta al conservatorio di Napoli; io sono un dilettante, mi tengo lontano da certi posti”.

La sua voce roca ben distinta ha svelato il suo amore non solo per Napoli bensì per tutto il patrimonio della canzone napoletana. Dopo i saluti del direttore del conservatorio Carmine Santaniello, alla presenza del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, una full immersion in compagnia di Giorgio Verdelli regista e Pasquale Scialò musicologo.

La prima di una serie di domande rivolte al maestro Conte lo interroga sul perché un musicista astigiano approda alla cultura partenopea. Ci sono due motivi – risponde Paolo Conte – il primo emozionale; un amore per la produzione storica della canzone napoletana, patrimonio da conservare e venerare perché capolavori infiniti, che mi ha concesso di dire la mia con l’uso di questa lingua spiritosa. Il secondo motivo è tecnico: il napoletano oltre ad essere una vera e propria lingua è un dialetto e ciò permette di muoversi meglio dal punto di vista ritmico. Si alternano con le domande Verdelli e Scialò e rivolgendosi al maestro chiedono: nella sua formazione musicale il mescolare l’italiano con la canzone napoletana quanto ha influenzato la sua creatività? Ho sempre cercato un po’ di timbro antico – afferma Paolo Conte –  perché sostengo che l’arcaico contiene anche l’arcano. Ma Paolo Conte non è il solo protagonista di questa conversazione. Ad omaggiarlo e ad omaggiare la canzone napoletana insieme a lui tra gli ospiti sono presenti: Peppe Servillo, insieme hanno lavorato ad un progetto discografico; il maestro Guido Harari che porterà uno scatto di Paolo conte con i suoi “kazoo” oltre oceano, negli Stati Uniti, in una mostra fotografica. Valentina Stella e M’Barka Ben Taleb voci profonde che uniscono i popoli mediterranei; Enzo Gragnaniello il quale sul palco parla di Paolo sostenendo che esso riesce in tre parole a chiudere questioni universali; parla del suo modo di cantare, elegante, senza vanità; non ha tempo da perdere Paolo, canta l’essenzialismo: è un artista, un poeta normale – scherza Enzo – anche se a guardarlo sembra di gomma; Eugenio Bennato padre della Nuova Compagnia di Canto Popolare, colonna della canzone napoletana. Come non parlare di E.A Mario e della sua “Tammurriata nera”. Da lontano, perché in tournée, arriva un audio-messaggio da parte di Isa Danieli; è lei che canta, reinterpreta per Paolo Conte “Sant’America” ricordando episodi di vita trascorsi insieme.
È la franchezza che ha reso Paolo Conte un disegnatore di canzoni. Ammette che “l’azzurro” gli piace perché è una parola che sa di mercato. Un uomo che non ama i giri di parole, sintetico.

Si sofferma su “Naufragio a Milano” canzone del 1975, brano sull’emigrazione, spiega che è una canzone fissata sull’approdo. «Da piemontese ho sempre guardato con occhio critico Milano e i milanesi i quali più che lavorare parlano molto di lavorare. Questa tendenza al ragionamento dei milanesi; assurdo, sono tutti ragionieri; da li ho messo insieme questa famiglia del Sud, immigrati con nostalgie e tenerezze lontane, lasciate a casa poiché non sono riusciti a portarsi fino a Milano. Famiglia che si scontra con questa realtà strana, che fa i conti con questi “ragionieri”».

Confida che tra le sue canzoni preferite napoletane compare  “O’ surdato ‘nnammurato”:  «O’ surdato ‘nnammurato è una canzone che è appartenuta ai nostri nonni e deve obbligatoriamente appartenere anche a noi e alle giovani generazioni.  È una canzone collettiva nella quale non compare mai la parola “guerra”». Paolo Conte cita Gabriella Ferri e Roberto Murolo il quale in piena occupazione tedesca a Napoli nel 1945 riesce a comporre poesia e a scrivere di quegli anni amari della Seconda Guerra mondiale. Infine rivolgendosi agli studenti e agli insegnanti del conservatorio, il maestro Paolo Conte, suggerisce di studiare ed insegnare severamente, ricordando che la musica proviene dalla gente del popolo; pertanto aprire le porte ad esempio a vecchi pescatori, anziani posteggiatori, donne che cantano in cucina: sono loro i veri grandi maestri, ricorda.

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[Ricordando come all’America latina Paolo Conte ha dedicato anche una famosa canzone]

Luminita Irimia e la sua personale “Estinzione”

di Romina Capone

Sette dipinti e un’istallazione  a raffigurare tre grandi concetti temporali: passato, presente e futuro; Luminita Irimia, (Lumi) nella sua personale “Estinzione”. In mostra presso gli spazi di Galleri@rt in Galleria Principe di Napoli fino al 2 dicembre, ci immerge nei quattro elementi naturali. Terra, acqua, fuoco e aria.

Ogni dipinto di tutta l’esposizione è contraddistinto da un animale totem: lumache per la sezione terra, i pesci per le acque, le lucertole per il fuco e le api nell’aria. In fine, il “Quinto elemento” conclude il percorso cognitivo dell’intera esposizione.

Luminita Irimia. Una donna dall’animo sensibile, coraggiosa, che dalla sua piccola città a cinquanta chilometri dalla Transilvania, in Romania, decide di lasciare il suo lavoro di ragioniera per cambiare vita; ecco che si trasferisce, 15 anni fa, a Napoli per seguire la sua vocazione: vivere di arte.

Racconta che ancora conserva immacolato il suo primo disegno, realizzato quando aveva soli quattro anni.

Condivide i suoi ricordi e spiega di aver ritratto un volto umano di profilo, roba insolita per una bambina in tenera età. Con il passare del tempo Luminita si conferma un’artista poliedrica.

Dopo il diploma alle Belle Arti in Romania vince numerosi concorsi dedicati alla grafica ed alla caricatura. Lavora a svariate mostre sia collettive che personali. In particolare si sente attratta ed ispirata dal sufismo e dalle teoria di Georges Ivanovič Gurdjieff.

“Estinzione” è composta da tre grandi macro aree: Presente, passato e futuro.

Lumi era in viaggio a Maiorca ed è lì che ha avuto l’ispirazione nel guardare la morte di una lumaca. Le ritroveremo nel dipinto che rappresenta l’elemento Terra.

Gli elementi Acqua, Fuoco e Aria sono caratterizzati, come lo stesso Terra, prima da una raffigurazione dettagliata dell’animale totem che poi si assottiglia in un disegno semplice e stilizzato fatto di sole linee.  

Dai quattro elementi passiamo in rapida successione ai quadri che raffigurano passato, presente e futuro.

Il passato: ritrae in bianco e nero l’evoluzione delle specie viventi lungo un segmento intrecciato di DNA che va ad immergersi nel buio del nulla.

Il presente: cento api giganti realizzate a mano tessono le celle di un alveare legato ad un segmento di DNA che sta per decomporsi. Api che ci tengono in vita, senza di esse il nostro pianeta cesserebbe di vivere. Una sottile e flebile speranza è rappresentata da un filo di rame, sotto forma di battito cardiaco dell’ECG, il quale va a fondersi in un sole altresì ramato, simbolo di energia. Il qui e ora. Il tempo in cui stiamo vivendo.

Il futuro: ritroviamo l’umanità, in bianco e nero, divenire automi, la scomposizione del genere umano. Uomini-macchine in un tempo senza più DNA. Un futuro tecnologico, distruttivo. L’annullamento del tempo.

Il Quinto elemento o Quinta Essenza: la concezione spazio-tempo, Matrix, dove tutto è invisibilmente collegato.

Una matrice che sta per sgretolarsi ed è allo stesso tempo attraversata dal ramo di un albero simbolo di rinascita. Quindi la rigenerazione continua del cerchio della vita.

È attraverso il simbolismo e la simbologia dell’astrazione che Lumi dipinge; con la sua pittura rende visibile l’immateriale.

All’EX-OPG “Je So’ Pazzo” Alessandra Riccio e i nuovi scenari in America Latina

di Romina Capone

Calma nel porsi, sicura nel ragionamento ed elegante nell’esprimersi: i tratti che la contraddistinguono. Alessandra Riccio, corrispondente esteri per il quotidiano L’Unità a Cuba (L’Avana dal 1976 al 1987), ispanista e condirettrice della rivista Latinoamerica insieme a Gianni Minà, ci ha portato con sé, attraverso i suoi racconti, in America Latina. Un incontro non a caso, organizzato a Napoli il 14 novembre 2019 presso l’Ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario (EX OPG- Je so’ Pazzo) proprio in questi giorni in cui emergono e giungono nuovi scenari geopolitici dall’America a sud degli USA. Un sub continente che si alza “En pie de lucha”.

Venezuela, Ecuador, Cuba e Bolivia uniti dal 2005 sotto il segno dell’ALBA, insieme ai popoli del Cile, dell’Argentina, del Brasile, dell’Honduras (tra gli altri) riuniti in altri organismi regionali come UNASUR e CELAC,  in lotta nel 2019 per questioni interne anche molto diverse da paese a paese ma con un unico comune ostacolo: l’imperialismo degli Stati Uniti d’America. Ed è proprio con l’intento di fare chiarezza su quanto lì sta accadendo e su quanto i media mondiali riportano che – spiega Giuliano Granato dell’ EX-OPG- abbiamo voluto che a parlarcene fosse Alessandra Riccio per evitare confusione nell’opinione pubblica.  Ed è con un excursus storico-politico e geografico che Alessandra spiega che l’America Latina in effetti cerca “altro”.  

Sei focolai che non sono affatto accomunati da uguali fatti di politica interna ma che a maggior ragione meritano attenzioni poiché a rischio di strumentalizzazioni mediatiche mondiali e vede riversarsi in strada la popolazione sul piede di lotta.

Cile: il presidente Piñera aumenta il prezzo dei biglietti del trasporto pubblico.

Bolivia: il presidente Evo Morales si è dimesso a seguito di un Golpe da parte delle Forze Armate e del Comandante Generale della Polizia. Ora Morales è rifugiato politico in Messico. 

Brasile: la scarcerazione dell’ex presidente Lula fa vacillare i piani del neo eletto Bolsonaro con la sua politica di estrema destra ai confini col nazifascismo.

Argentina:  il presidente Alberto Fernandez tenta di ristabilire gli equilibri economici dopo che l’ex presidente Mauricio Macrì ha portato sull’orlo della bancarotta il Paese; l’inflazione lievita e l’economia è in caduta libera.

Venezuela:  l’autoproclamatosi presidente Guaidó filo-usa tenta di spodestare il Presidente Maduro. Il petrolio e le mille ricchezze che il Venezuela possiede attirano l’attenzione degli Stati Uniti i quali applicano condizioni subdole di guerra psicologica ai danni della popolazione sperando in una rivolta sovversiva popolare. Manca l’energia elettrica, la grande distribuzione non mette in vendita i medicinali (favorendo il mercato nero e l’accaparramento) creandone una scarsità di beni strategica; Stati Uniti che costruiscono “casus belli” per invadere il Paese sostenuti dalla politica di estrema destra, dalle multinazionali e dai grandi imprenditori.   

Ecuador:  il presidente Lenin Moreno aumenta il costo del carburante; una delle manovre contenute nel “Paquetazo” ossia una serie di misure di austerity per rilanciare l’economia a scapito della popolazione poiché prevede il taglio dei salari e l’aumento delle imposte.

Questo il quadro completo, in sintesi. Decine di morti, vittime della violenza  dei “carabineros” tentando di reprimere le proteste antigovernative. Nelle piazze cilene appare un enorme striscione con su scritto a caratteri cubitali: NO ESTAMOS EN GUERRA! La popolazione resiste alla repressione disumana perpetrata dai militari degni eredi di quelli pinochettisti;  sparano, colpiscono, perseguono, rapiscono e torturano la gente. Piñera è in guerra, il popolo no. Il popolo balla, danza, canta, suona in faccia ai gorilla e non si spaventa. L’America Latina è territorio di Pace. In ognuno di questi Paesi, Stati, ci sono storie e vite a sé. La tenacia, la forza e la resistenza che sta dimostrando l’intero popolo bolivariano non ha eguali; nonostante le pressioni psicologiche, nonostante i disagi, nonostante i soprusi, nonostante l’ombra nera di Trump che aleggia nei cieli azzurri della Nuestra América.  La dignità di un popolo che dagli albori della storia ha sempre lottato e lo ha tramandato da generazioni in generazioni. Simón Bolívar, Hugo Chávez, Fidel Castro. Simboli di un unico fronte comune per l’autodeterminazione dei popoli. Perché il popolo latino americano non è mai stato spettatore passivo della propria vita bensì l’ha costruita secondo il principio della democrazia partecipativa.

(VIDEO) VI Incontro della Rete “CaracasChiAma”

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Qui di seguito i video dei principali interventi del Sesto Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana “CaracasChiAma” – Napoli, 28, 29, 30 giugno 2019.

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L’intervento di Ciro Brescia (ringraziamenti di apertura) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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Il primo intervento di Mimmo Di Dato (Combattente Internazionalista) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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Il primo intervento di Annita Benassi (Nodo Lazio) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”.

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Il primo intervento di Svetlana Mazur (Associazione NIKA – Nodo Campania) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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L’intervento di Antonio Campisi (Nodo Calabria) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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L’intervento di Elisabetta Weglik (lavoratrice polacca a Napoli, Collettivo Politico-Culturale Galleriart – Nodo Campania) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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I saluti di Kumara Tewaratantrege (militante JVP, Sri Lanka – comunità srilankese a Napoli) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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I saluti di Tatiana Pumpuleva (comunità Bielorussia a Napoli – Associazione “Bellarus”) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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I saluti di Amarilis Gutiérrez Graffe (“soldada” venezuelana della Rivoluzione Bolivariana) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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L’intervento di Antonio Cipolletta (P-CARC) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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L’intervento di Marco Nieli (ALBAinformazione) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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L’intervento di Iader Polveri (Associazione ALMA Rebelde – Nodo Emilia Romagna) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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L’introduzione di Eleonora Bonetti alla lotta del popolo Mapuche (Nodo Emilia Romagna – Associazione “ALMA Rebelde” Ravenna) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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L’intervento telefonico di Sebastian Antonio Sepulveda (attivista del Popolo Mapuche) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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L’intervento telefonico da Caracas di Juan Contreras (Coordinadora Simón Bolívar) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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L’intervento del “Negro Cheo” José Cheo Sánchez (Red RESOLER – Campagna Internazionale per la Liberazione del Comandante Carlos Ilich Ramírez Sánchez) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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L’intervento di Mimmo Di Dato (Combattente Internazionalista) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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L’intervento di Andrés Masciangioli (venezuelano in Italia – Nodo Abruzzo) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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L’intervento di Alvaro Jose Uzcategui (musicista venezuelano a Napoli) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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L’intervento di Carlo Amirante (già docente di Diritto Costituzionale presso l’Università “Federico II” di Napoli) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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L’intervento di Annita Benassi (Nodo Lazio) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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Intervento di candidatura di Monica Perugini per Mantova – sede del VII Incontro (Nodo Lombardia – PC di Mantova) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

 

(FOTO) VI Encuentro Red “CaracasChiAma”: Declaración de Nápoles

L'immagine può contenere: testopor Red “CaracasChiAma”

El VI Encuentro Italiano de Solidaridad con la Revolución Bolivariana organizado por la Red “CaracasChiAma” se celebró en Nápoles los días 28, 29 y 30 de junio de 2019, en la “Galleria del Popolo”, que vio el protagonismo de los activistas sociales, militantes políticos, además de los artistas que viven en el área, de las fuerzas sociales de los trabajadores locales y de los demás países del mundo que eligieron Nápoles como ciudad para vivir y trabajar. Un encuentro que tuvo como tema rector el Poder Popular Constituyente en Acción; un encuentro que vio abrirse camino al protagonismo popular y veraz, desde la perspectiva de la amistad, la fraternidad y la solidaridad entre los pueblos, un paso adicional de gran importancia para la coordinación de las actividades de diferentes colectivos, grupos, asociaciones, nacionales e internacionales que tejen incansablemente su propia red de relaciones y colaboraciones.

Consideramos muy positivamente el momento de conexión que este VI Encuentro representó con un grupo memorable de la militancia revolucionaria venezolana, como lo es la Coordinadora Simón Bolívar del Barrio 23 de Enero de Caracas, el corazón vivo y palpitante de la Revolución proletaria en Venezuela, un centro obrero y popular imprescindible para la Revolución Bolivariana, donde vive la memoria histórica de las luchas populares venezolanas e internacionalistas. Valoramos muy positivamente la adhesión a la campaña internacional para la repatriación de Ilich Ramírez Sánchez, el Comandante Carlos, militante y luchador internacionalista por la causa del pueblo palestino y los pueblos árabes que luchan contra el imperialismo y su propia autodeterminación, soberanía popular y nacional, así como pudo reconocerlo el mismo Comandante Chávez que se comprometió en apoyarlo y liberarlo de las cárceles imperialistas francesas. La Revolución Bolivariana demuestra así su carácter internacionalista que todas y todos debemos subrayar y fomentar.
A la luz de lo que se ha descrito hasta ahora, nosotras y nosotros las y los participantes en el VI Encuentro hemos elaborado la presente Declaración de Nápoles.

Dado que:

– la posición del gobierno italiano con respecto a la situación política, económica y social de Venezuela se ha alejado tímidamente, en parte y de manera contradictoria de los líderes de la Unión Europea que apoyan las sanciones económicas y el bloqueo financiero para Venezuela que buscan los imperialistas Estados Unidos y sionistas

Hemos decidido:

1. desarrollar y difundir un documento que se enviará a las instituciones italianas para resaltar los efectos negativos e inhumanos causados ​​a la población venezolana debido a las sanciones imperialistas;

2. alimentar y organizar la movilización más amplia para obligar al gobierno italiano a distanciarse de las injerencias de la línea de la política exterior europea en los asuntos internos de la Venezuela bolivariana.

Dado que:

– La prensa y todos los medios de comunicación italianos difunden información parcial, confusa, engañosa y, en su mayoría, falsa

Hemos decidido:

3. continuar difundiendo informaciones y datos verificables deliberadamente ocultados o, de toda forma, negados y nunca trasmitidos por los medios italianos e internacionales.

Dado que:

– El camino de Venezuela hacia la construcción de la sociedad socialista se ve ferozmente e inevitablemente obstaculizada por las políticas del imperialismo

Hemos decidido:

4. comprometer todas nuestras energías para contrarrestar la influencia del imperialismo en nuestro país, en Italia. Avanzar en la construcción del socialismo en nuestra propia casa, nuestro país, es el mejor aporte que podemos hacer a la causa de la Revolución Bolivariana para la autodeterminación del pueblo venezolano, latinoamericano y la causa de la liberación de los pueblos, más en general.

Dado que:

– El camino socialista de la República Bolivariana de Venezuela está constantemente oculto y el presidente Nicolás Maduro es sistemáticamente difamado

Hemos decidido:

5. organizar periódicamente presidios en las diferentes plazas de las ciudades con la distribución de folletos que aclaren con la debida profundidad los asuntos políticos y económicos socialistas.

Los resultados de la actividad para el cumplimiento de los compromisos asumidos con la presente “Declaración de Nápoles” se destacarán durante el próximo VII Encuentro Italiano de Solidaridad con la Revolución Bolivariana que se celebrará en Mantua, conforme a lo propuesto previamente por el nudo de Lombardía para el mes de abril de 2020.

¡Chávez vive!
¡Maduro sigue!
¡Que viva la solidaridad internacionalista!
¡Que viva la diplomacia popular para la amistad y la solidaridad entre los pueblos!
¡Que viva el socialismo!

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Napoli 28/29/30giu2019: Sesto Incontro di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana!

Rete Italiana di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana - Sesto Incontro 28-29-30 giugno 2019

Il protagonismo della classe operaia e delle masse popolari, come ci insegna la Rivoluzione bolivariana, passa per l’attivazione determinata dei loro elementi più coscienti ed avanzati, dal loro attivismo e dal loro esempio. Collettivi, associazioni, comitati, gruppi di mutuo soccorso, consigli di fabbrica e di quartiere, organismi operai e popolari devono essere il motore del movimento di solidarietà con la Rivoluzione bolivariana in Italia. Lottare per fare dell’Italia un nuovo paese socialista è il migliore contributo che possiamo dare al popolo venezuelano: infatti, seguire il loro esempio, fare come in Venezuela, non significa copiare passivamente ed importare la Rivoluzione bolivariana in Italia. Significa, invece, lottare per il trionfo della rivoluzione proletaria e questo è possibile soltanto partendo dalle condizioni date nel nostro paese, tessendo e rafforzando instancabilmente la rete di nuova governabilità dal basso degli organismi operai e popolari vivi e presenti sul territorio e che contendono potere alla borghesia imperialista. Dobbiamo e possiamo dare un governo autenticamente popolare al nostro paese, un governo che garantisca le migliori condizioni per avanzare nella costruzione della società socialista, la società del futuro. Anche per questo è importante riprendere il discorso dal punto in cui ci siamo fermati nel 2017 (Quinto incontro di solidarietà con la Rivoluzione bolivariana) avanzando verso il Sesto Incontro che si terrà a Napoli il 28-30 giugno 2019. ¡CHÁVEZ VIVE, LA LUCHA SIGUE! ¡INDEPENDENCIA Y PATRIA SOCIALISTA! ¡VIVIREMOS Y VENCEREMOS!

>>>Vai all’evento!<<<

 

(FOTO+VIDEO) Napoli 9mag2019: Venezuela presente al Reggimento Immortale!

Risultati immagini per reggimento immortale logo9 maggio 2019.- 74simo anniversario della Giornata della Vittoria della Grande Guerra Patriottica sul nazifascismo a Napoli. ¡Venezuela Bolivariana presente!

Il filo rosso che unisce le resistenze popolari contro il nazifascismo ed il capitalismo che lo alimenta, di ieri e di oggi, dal 1945 al 2019: dal Donbass al Venezuela passando per Napoli – Reggimento immortale 2019.

Nulla e nessuno sarà dimenticato!
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II Foro Internacional: Venezuela Líder Mundial en Derecho a la Vivienda

por Emilio Lambiase

-Caracas, 29 aprile-2 de mayo 2019

Organizado por elGobierno Bolivariano para celebrar el octavo aniversario de la Gran Misión Vivienda Venezuela

El rol de los Espacio publicos para los movimientos de solidaridad de defensa de los derecho – La experiencia de la ciudad metropolitana de Nápoles en el sur de Italia –

Señor Presidente, Delegados, Compañeras y Compañeros:

Gracias por invitarme y por la oportunidad de intervenir en esta asamblea de Alta Cultura.

Traigo el saludo del Presidente de la Sociedad Cultural José Martí, Abel Prieto Jiménez;

y os traigo el saludo revolucionario y solidario de la compañera Amarilis Gutiérrez Graffe, del Consulado de Nápoles.

El tema de los espacios públicos se recoge en la “Carta de los espacios públicos”, un documento que constituye la contribución de la Bienal de Espacio Público del Instituto Nacional de Planificación Urbana en Italia (INU) adoptada en Roma, sesión final de la II Bienal de Espacio Público, el 18 de mayo de 2013, a un proceso de estudio en profundidad sobre este tema realizado a nivel mundial en colaboración con el Programa de las Naciones Unidas para los Asentamientos Humanos del Año 2016.

La “sociedad del cuidado” y el valor político de los pequeños gestos cotidianos

Un análisis de la relación de “cuidado” que se establece entre los ciudadanos activos y el bien común al desarrollar las reflexiones esclarecedoras contenidas en un hermoso libro de Annalisa Marinelli titulado “La ciudad del cuidado”, que propone eliminar el “cuidado” de dimensión únicamente doméstica y privada en la que ha sido relegado hasta ahora para reconocerla como un papel como un nuevo paradigma cultural.

Siempre en el centro de nuestra reflexión sobre la subsidiariedad están los ciudadanos activos y el bien común, porque cuando la Constitución italiana establece que los sujetos públicos deben favorecer “las iniciativas autónomas de los ciudadanos para llevar a cabo actividades de interés general” (art. 118 , último párrafo) interpretamos esta disposición en el sentido de que, entre las actividades de interés general, también incluye el cuidado de bienes comunes.

Hay un deseo de cuidar los bienes comunes

Nuestra experiencia, especialmente en los últimos años, demuestra que tal posibilidad es posible, desde la presentación en Bolonia en febrero de 2014 hasta el presente del Reglamento para la administración compartida de bienes comunes. El éxito que ha tenido este instrumento parece demostrar que en Italia existe el deseo, quizás incluso la necesidad, de recuperar los espacios públicos, no de privatizarlos, sino de mejorar su calidad en beneficio de ellos mismos y de todos los demás habitantes. Para mejorar la calidad de los bienes comunes, debemos cuidarlos. Y esto implica dejar salir la actividad de cuidado, en general, del entorno familiar cercano para que se convierta en una actividad colectiva y compartida. Colectivo porque se realiza junto con otros, compartido porque los ciudadanos activos no solocolaboransino que comparten recursos y responsabilidades para el cuidado de los bienes compartidos, los bienes comunes, entre ellos y con la administración.

El cuidado en el espacio público adquiere valor político

El cuidado suele considerarse como una actividad puramente familiar, que se realiza principalmente en el espacio privado, cuyos efectos beneficiosos se agotan en el entorno doméstico. Nuestra experiencia muestra, en primer lugar, que también puede llevarse a cabo en el espacio público, y que puede adquirir un valor político, convirtiéndose en una de las formas en que los ciudadanos cada vez más alejados de la política y las instituciones llenan y hacen que el espacio público viva, gracias a las actividades. El cuidado de los bienes de todos se realiza con la misma atención y la misma pasión con la que normalmente se cuida de los bienes propios.

Bienes públicos urbanos en la perspectiva de los bienes comunes

Gracias al Reglamento, el vínculo entre la ciudadanía y los espacios públicos urbanos se potencia en todo su potencial.Las calles, plazas, parques y jardines urbanos siempre han sido espacios que permiten a quienes viven en realidades urbanas estar en comunicación, ya que permiten la libre circulación de un lado a otro en la ciudad, y porque hacen que la Parada para ocio y recreación, reunión, comunicación social y cultural, reunión y comunicación. El sistema legal reconoce el papel fundamental que desempeñan esos espacios al proporcionar que en los instrumentos de planificación urbana se respeten las relaciones máximas entre los espacios destinados a los asentamientos residenciales y productivos y los espacios públicos y atribuir al Municipio la tarea de crear y administrar activos públicos para su uso. Directo de todos los que viven y frecuentan la ciudad (bienes públicos urbanos de uso colectivo). Las dificultades presupuestarias de las autoridades locales han reducido la capacidad de los municipios para crear, mantener y controlar los bienes públicos urbanos para uso colectivo, que, por un lado, están cada vez más sujetos a riesgos de degradación y destrucción como otros bienes abiertos. en uso común (tragedia de bienes comunes), por otro lado, tienden a ser reemplazados por bienes privados.

En el contexto legal y fáctico actual frente a los actos generales de regulación de los usos o la gestión de bienes públicos para uso colectivo por parte del organismo propietario, los destinatarios de los mismos bienes pueden proteger sus intereses correspondientes ante el juez solo en la medida de que puede presumir de una conexión estable con el territorio en el que se encuentran los activos (criterio de vicinitas). Además, dada la amplia discreción del Municipio como propietario de las funciones administrativas de la planificación del uso del suelo y como propietario de los bienes, el juez de legitimidad solo interviene en caso de falta de razonabilidad, falta de lógica o tergiversación de los hechos.

Las regulaciones estatales y locales recientes son relevantes que, en aplicación del principio de subsidiariedad horizontal, promueven la participación activa de individuos, individuos y asociados, en la regeneración, mantenimiento y gestión de activos urbanos para uso colectivo, público y privado. Entre ellos, en particular, surgen el Reglamento sobre la colaboración entre los ciudadanos y la administración para el cuidado y la regeneración de bienes comunes urbanos aprobado por el Municipio de Bolonia y los reglamentos similares adoptados por numerosos otros Municipios. Estas regulaciones, de hecho, describen un sistema real que con el acuerdo de colaboración abre la gestión de los activos que constituyen los espacios públicos a la participación activa de aquellos que pretenden contribuir directamente a su cuidado, regeneración y, al mismo tiempo, a la participación “procesal” de Todas las demás partes interesadas, en particular las que utilizan los productos. De esta manera, el vínculo existente entre la ciudadanía y los espacios públicos urbanos, resaltado por estudios sociológicos, se potencia en todo su potencial y, al mismo tiempo, hay un cambio significativo en la forma en que pretendemos (y administramos) los bienes públicos para uso general: no solo los bienes de propiedad del Municipio de los cuales todos son usuarios, sino cuyo destino está confiado al poder exclusivo del cuerpo propietario, sino los bienes comunes, fundamentales para la vida individual y colectiva de quienes viven en realidades urbanas en cuya gestión y mejora funcional, todos pueden participar de forma diferente y de acuerdo con diferentes modalidades de forma libre y responsable, afectando así el destino relativo.

 

La experiencia de la Ciudad Metropolitana de Nápoles: “ARRENDETEVI SIAMO PAZZI”, o más simplemente “JE SO ‘PAZZO” los eslóganes de la ex-OPG -Hospital psiquiátrico judicial

Donde había una prisión, hicimos libertad: bienvenido al Ex Opg “Je so ‘pazzo” de Nápoles. Esta estructura en el Vientre de Nápoles ha sido muchas cosas: primero un convento, luego un hospital psiquiátrico judicial cerrado en 2008 y hoy es un espacio devuelto a la ciudad por una red de colectivos napolitanos coordinados en una asamblea unitaria y abierta que ha decidido ocupar este lugar abandonado por años. Era el año 2015 cuando entraron para dejar de salir, a pesar de las amenazas de desalojo, y la solidaridad de todo el vecindario donde se encuentra la Ex Opg fue inmediata.Hoy ese lugar es un bien común que crece junto con la participación popular. En la entrada hay color, hay colores por todos lados, murales creados al final de los cursos de pintura: este es el testimonio más fuerte, el signo de algo que comienza de nuevo, de celdas abiertas, de estructuras liberadas: el Ex Opg se encuentra entre los espacios considerados capaces de generar capital social, de promover la ciudadanía activa.En conjunto, generar sistemas de autogobierno inspirados en la libertad de acceso y responder a ese sistema de valores sancionados y protegidos por la Constitución de la República Italiana. Se abren las puertas y, al doblar la esquina, se encuentra inmediatamente el popular mostrador médico, en el que varios médicos voluntarios realizan visitas y actividades de información y prevención, en particular sobre la anticoncepción y la interrupción voluntaria del embarazo. Dentro de la clínica hay dos escáneres de ultrasonido que han sido donados a la instalación. El principio es que la vida de un ser humano vale, siempre y con seguridad, más que todo el oro del mundo, especialmente en Campania, donde el sistema de salud ahora es casi inaccesible, formado por largas listas de espera y hacinamiento de hospitales. El de la Ex Opg es una respuesta para aquellos que no tienen dinero para recurrir a estructura privadas. Muchas personas aprovechan este servicio, desde las personas del vecindario hasta los migrantes, para visitas generales y especializadas.

Cruzamos los maestros de escalada que realizan sus lecciones semanalmente, un largo pasillo y descubrimos que el aula reservada para entrevistas entre familias e internos hoy en día se ha convertido en una biblioteca. y una sala de estudio, para compensar otra carencia: la ausencia de espacios para estudiar. A la izquierda hay una pared pintada por artistas japoneses que visitaron Nápoles y que querían dejar su contribución personal después de haber pasado por este lugar: “Todo para todos, nada para nosotros” se puede leer entre los cuerpos de hombres y mujeres que se apiñan en lo que parece un baile. En el patio, el campo de fútbol se mantuvo, pero se reorganizó, con un mensaje contra el racismo. El fútbol se entiende como un deporte que te hace sentir parte de un todo, sin límites territoriales y culturales, un juego sano y limpio que se basa en los valores y las emociones.Regresemos y hablemos, estamos frente a la Cámara Popular del Trabajo, que apoya a los trabajadores italianos y migrantes, ofrece apoyo y capacitación, luchando todos los días contra el flagelo del trabajo ilegal. Esta es una de las actividades itinerantes de la Ex Opg presente en diferentes zonas de la ciudad para recopilar testimonios sobre la explotación.Pasamos por el espacio de juegos auto gestionados y el jardín de infancia compartido por un grupo de madres del vecindario que se organizan para que sus hijos crezcan y jueguen juntos. Está el centro social después de la escuela, el Castillo Loco, donde los educadores voluntarios ayudan a los jóvenes con sus tareas, inician pequeños talleres creativos y apoyan a las familias, tratando de poner un límite a la dispersión escolar a través de la ayuda diaria tanto en la burocracia como en el estudio. Pasamos por otro claustro, entramos en el popular gimnasio creado donde había viejas cocinas, hoy tenemos cursos de baile, boxeo, kung fu, todos organizados voluntariamente. En el mismo espacio, un poco más adelante está la cocina para ofrecer comidas a las personas sin hogar que se alojaron dentro del edificio durante la emergencia de frío, lo que convierte a la Ex OPG en un centro para combatir la pobreza, con la distribución de ropa y productos primarios. El teatro, siempre popular, está siendo renovado.

La administración mantiene un diálogo continuo con la guarnición de colectivos, reconoce el uso cívico del espacio y el trabajo político y social que se lleva a cabo, pero sigue existiendo la plena autonomía y auto organización del tiempo y el espacio. Las reuniones y jornadas son permanentes y abiertas.Aquí se realizan los ideales, se ejerce la democracia directa y participativa. Aquí el poder realmente pertenece a la gente. Sé loco porque en un mundo donde la normalidad está compuesta por desempleo, precariedad, discriminación racial y de género, cultural, religiosa, queremos declararnos locos también, y atrevernos a organizarnos para hablar de nuevo y construir una alternativa al mundo gris.Se han creado espacios para compartir, socializar y libertad: es Nápoles la que ha tomado valor y ahora sabe que las fuerzas unidas pueden hacerlo.

Para los eventos económicos, sociales, políticos y culturales, Nápoles fue la ciudad más europea entre las italianas. Basta pensar que, entre finales del siglo xvi y principios del xvn, Nápoles fue la segunda ciudad más poblada de Europa, después de París.

En Nápoles lo bueno es “común” es la campaña promovida por el Departamento del derecho a la ciudad, las políticas urbanas, el paisaje y los bienes comunes para contar y dar a conocer la experiencia de los Bienes Comunes realizada por la Administración de Magistris junto con la Diferentes realidades que animan la vida política de la ciudad.

Una historia que pasa por diferentes actos administrativos que extienden el horizonte de los objetivos perseguidos por la Administración, desde la noción de bien público hasta el reconocimiento de las demandas sociales definidas por la colectividad. El objetivo de la campaña es involucrar a más y más ciudadanos para ampliar la participación en la gestión colectiva de los espacios públicos y crear conciencia y promover una nueva forma de derecho público, que proteja y aumente los activos de pertenencia colectiva y social. La campaña describe los principales actos con los que la administración se ha comprometido a emprender un nuevo camino cultural, legal y social.

Los bienes comunes son agua, mano de obra, servicios públicos, escuelas, guarderías, universidades, patrimonio cultural y natural, el territorio, áreas verdes, playas y todos aquellos bienes y servicios que pertenecen a la comunidad de ciudadanos. y de los cuales no se puede eliminar ni el disfrute ni la posibilidad de participar en su gobierno y su administración. Son activos tangibles e intangibles de pertenencia colectiva que se eliminan de la lógica de uso exclusivo y se caracterizan por una gestión compartida y compartida. El Municipio de Nápoles garantiza el uso colectivo de los bienes comunes y su conservación para el beneficio de las generaciones futuras, a través de un gobierno público que permita un uso justo y sólido.

El Municipio de Nápoles es la primera ciudad en Italia que ha establecido un Departamento de Bienes Comunes para dar fuerza al tema de las formas de uso del patrimonio debido al interés colectivo prevaleciente. En 2011 se modificó el Estatuto Municipal y se introdujo la categoría legal del bien común entre los objetivos, objetivos y valores fundamentales de la ciudad de Nápoles.

El Municipio de Nápoles es uno de los pocos municipios italianos que han seguido los resultados de la campaña del referéndum de 2011 para la gestión pública del agua y, en general, de los bienes comunes. La ciudad de Nápoles afirma el principio del agua como un bien común y como tal de propiedad pública absoluta.

En 2012 se aprobaron los Reglamentos de los Consejos para la Disciplina de los bienes comunes, como activos de pertenencia colectiva, estableciendo los Principios para la gobernanza y la gestión de los activos comunes de la Ciudad de Nápoles, según los cuales, «cada ciudadano debe contribuir al progreso natural y espiritual de la ciudad».

En 2013, la Municipalidad de Nápoles adoptó la “Carta del Espacio Público”, aprobada al final de la II Bienal de Espacio Público, celebrada en Roma del 16 al 18 de mayo de 2013, como una contribución activa y concreta al proceso de valorización y de estudio de las formas de uso del espacio público urbano.

En 2014, el Municipio aprobó una nueva resolución sobre los procedimientos para la identificación y gestión colectiva de activos públicos, como los activos que pueden caer dentro del proceso completo para lograr usos cívicos y bienestar colectivo. Una resolución fundamental que provocó un debate en Italia y que coloca el interés público prevaleciente consagrado en la Constitución en el centro de la acción administrativa.

El Municipio reconoce el valor de las experiencias ya existentes en el área municipal, llevadas a cabo por grupos y / o comités de ciudadanos de acuerdo con la lógica del autogobierno y la experimentación de la gestión directa de los espacios públicos, demostrando, de esta manera, percibir esos activos como lugares susceptibles. de uso colectivo y en beneficio de la comunidad local.

El 10 de agosto de 2017, el Consejo promueve acciones para mejorar el patrimonio municipal con fines sociales.

 

Municipio de Nápoles: “adoptar la ciudad”, por la activa participación de los ciudadanos

Desde hace algún tiempo, el Municipio de Nápoles se ha equipado con instrumentos capaces de dar fuerza a la voluntad de los ciudadanos de ser sujetos activos, creando oportunidades para participar en el cuidado, mantenimiento y planificación de espacios públicos y servicios colectivos para la ciudad.

Aquí hay información para aprender cómo puede ayudar a adoptar una parte de su ciudad.

Adopte un camino: El Ayuntamiento de Nápoles ha aprobado el Reglamento “Adopte un camino” para la planificación participativa y el cuidado de los espacios urbanos.

Con este Reglamento se pretendía regular la planificación participativa, la recalificación, la asignación y el cuidado de áreas urbanas de propiedad pública, o sin embargo, en la disponibilidad de la Entidad, por parte de ciudadanos, condominios, empresas, asociaciones y otros sujetos privados o Público interesado, organizado en Comités Cívicos, para mantener, preservar y mejorar las áreas públicas del Municipio a través de proyectos de reurbanización, según los destinos urbanos existentes.

Las intervenciones propuestas pueden ser integradas por proyectos del Municipio. Una novedad introducida por este Reglamento se refiere a la posibilidad de otorgar concesiones fiscales a particulares para las intervenciones propuestas. Esta contribución, que no puede superar el 50% del valor de la intervención aprobada por el Concejo Municipal, también puede distribuirse a lo largo de varios años.

Esta propuesta surge de la conciencia de que la participación directa de los ciudadanos en el diseño, mantenimiento y cuidado de los espacios urbanos garantiza una mejora general de la calidad urbana.

 

Confiando áreas verdes públicas a asociaciones, instituciones o ciudadanos privados: En 2011, el Ayuntamiento aprobó el “Reglamento para la adjudicación sin fines de lucro de espacios públicos y privados para espacios verdes públicos”, para el cual las Asociaciones, Las instituciones o los ciudadanos privados podrán adoptar y cuidar una isla verde. La iniciativa surge de la necesidad de la Administración Municipal de mantener, preservar y mejorar el verde público también a través de la participación directa y sin fines de lucro de los ciudadanos, haciendo que la voluntad real mostrada por los sujetos privados y las asociaciones a participar en el mejoramiento de la ciudad. . Aceptando la iniciativa lanzada por el periódico “Il Mattino”, el Departamento de Medio Ambiente ha implementado el instrumento regulatorio que permite el mantenimiento de áreas verdes urbanas por parte de terceros para salvaguardar el territorio y activar la participación. ciudad.

Hoy en día, el arte callejero es una de las experiencias artísticas contemporáneas más interesantes, proyectos en todas partes que involucran asociaciones tanto públicas como privadas en la realización de intervenciones artísticas, quizás incluidas en el ámbito de proyectos más amplios para la remodelación de ciertas áreas o espacios. pública. El arte callejero es, sin duda, un poderoso portador para lanzar grandes mensajes de modernidad, situándose en el giro de la comunidad social y del mundo del arte. Precisamente en consideración a este inmenso potencial y para facilitar mejor los trabajos de creatividad urbana que pueden tener valor social y cultural, el Municipio de Nápoles ha establecido un pacto para el “Bien Común de Street Art” que regula el uso de espacios urbanos por Destinado a las obras de arte callejero.

Para un nuevo mapa de bienes comunes en autogobierno. ¡Uno, siete, ocho, cien mil! Julio 2016

Villa Medusa y el antiguo Lido Pola en Bagnoli, el Ex Opg (Ex Monasterio de S. Eframo Nuovo) y el Giardino Liberato (Ex Convento de los Teresianos) en Materdei, el Ex Conservatorio de Santa Fede (Liberata) y el Scugnizzo Liberato (ex carcere Filangieri ex Convento delle Cappuccinelle) en el centro histórico, junto con el ex Schipa en via Salvator Rosa, son reconocidos como “espacios que por su propia vocación (ubicación territorial, historia, características físicas) se han hecho de uso cívico y colectivo, por su valor de los bienes comunes”. Además de otros como el espacio GAlleЯi@rt en la Galleria Principe di Napoli. A partir de la falta histórica y generalizada de espacios disponibles para la socialidad y los lugares políticos colectivos y ante la gran cantidad de activos disponibles que se encuentran en un estado de abandono, degradación y subutilización, en nuestra ciudad se reconoció que las prácticas de conflicto social apuntaban a una reapropiación directa. y publica estos espacios que hoy llamamos “liberados”, están experimentando con modelos que son lo opuesto a la apropiación individual, privada y predatoria. El municipio de Nápoles reconoce que la necesidad de bienes comunes ya es practicada por las comunidades de habitantes que han generado experiencias de nueva vida social y auto-recuperación en espacios que de otra manera serían abandonados a la negligencia de diez años y carentes de planificación abierta a las necesidades de los habitantes. Por lo tanto, el momento genético de su ocupación /liberación no representa el intento de colectivos individuales por encontrar un lugar propio, en otros contextos legítimos, de socialidad o identidad política. Estos espacios se han reabierto a la vida cotidiana para devolverlos a la ciudad y protegerlos del peligro de ser vendidos. Por otro lado, esta es nuestra idea de bienes comunes, que esta y otras resoluciones anteriores reconocen “en el sentido eventual”, como bienes que no solo expresan utilidad funcional para el ejercicio de los derechos fundamentales, sino que también son comunes cuando se administran directamente. por comunidades / comunidades de referencia emergentes, en ausencia de una empresa privada con fines de lucro y con el exclusivo propósito de dirigirlos a la satisfacción de estos derechos.No hay regalos, por lo tanto, sobre todo porque no reconocemos en ningún director al propietario de estos activos, sino a los sujetos que tienen una responsabilidad pro tempore. Y por esta razón, incluso los habitantes de estos bienes comunes no sienten, ni ahora ni nunca, a sus dueños. Participamos activamente en su gestión y experimentamos otros modelos culturales, políticos, económicos y relacionales.

Hasta la fecha, de hecho, hay 8 sujetos colectivos que han presentado su propio “expediente”, para narrar su historia de “vivienda” y las prácticas colectivas implementadas con la firmeza de prevenir usos exclusivos de los espacios, garantizados por los principios de imparcialidad, inclusividad, usabilidad y accesibilidad.La mayor victoria política es, de hecho, el reconocimiento de que en estos lugares hay una gran cantidad de actividades llevadas a cabo durante años, presentadas y articuladas en forma de un expediente, en el que el valor social de la cooperación también hace que la gestión económica sea completamente redirigida a la recuperación de activos. , a la concesión de medios de producción, a mejoras y a una oferta social y cultural completamente fuera de la lógica del mercado. En primer lugar, es un reconocimiento de esta impresionante cantidad de actividades donadas sin ningún beneficio, interés, intercambio de ningún tipo a todos los ciudadanos e incluso a aquellos que están excluidos de la ciudadanía. Esta resolución, en una de las partes más importantes, establece que el reconocimiento que tuvo lugar «no tiene el carácter de integridad, se enmarca ex adverso en un proceso de escucha activa y monitoreo constante del territorio y sus demandas para detectar instancias sociales capaces de crear Capital social y relacional en términos de usos colectivos con el valor de bienes comunes». Trabajaremos para asegurar que muchos otros experimentos para bienes comunes puedan enriquecer el mapa de habitabilidad en nuestra ciudad, brindando legibilidad, contenido y formas urbanas a las experiencias, y el conocimiento original, múltiple y diferente de los habitantes que pueblan nuestra ciudad.

Presentación de ideas llamadas espacios para la innovación social

El Municipio VI (Barra, San Giovanni, Ponticelli), en colaboración con el Departamento de Trabajo, organizó una jornada para presentar la Convocatoria de Ideas publicada por el Municipio de Nápoles para el diseño y lanzamiento de un Área de Innovación Social. Representa la primera fase de realización de un proyecto financiado por el Plan Operativo Nacional (PON) de la Ciudad Metropolitana de Nápoles 2014-2020 y es uno de los proyectos más innovadores que la ciudad de Nápoles está activando. El espacio de innovación social es un lugar donde se fortalecen e integran los servicios de proximidad, con miras a la inclusión activa y la innovación social, y su diseño junto con el territorio es una de las respuestas más coherentes. El procedimiento participativo vinculado al Call of Ideas inicia, de hecho, un nuevo camino hacia la lectura de las necesidades de nuestra ciudad en términos de trabajo y desarrollo. El llamado a las ideas sigue el principio de la planificación participativa y “llama” a todos, ciudadanos, empresas, asociaciones, cooperativas, escuelas y organizaciones, a contribuir al desarrollo del primer espacio para la innovación social en el Municipio de Nápoles 6 (Barra, San Giovanni a Teduccio, Ponticelli). Las ideas del proyecto pueden referirse a: – definición e implementación de vías para trabajar; – definición y soporte para programas de puesta en marcha; – animación territorial (por ejemplo, actividades de regeneración urbana a través de caminos de recuperación de lugares no habitados y grupos de ciudadanos y empresas que de otra manera no participan en la vida cultural y económica de la ciudad); – Recuperación, refuerzo y transferencia de las actividades realizadas en las áreas objetivo, tales como:

1) actividades para combatir el desempleo y los fenómenos resultantes, tales como el recurso a la usura y la raqueta, a las BPA (juego patológico), en particular a los jóvenes;

2) incubadora de empresas innovadoras de Nápoles este;

3) acciones para combatir el desperdicio de alimentos;

4) prácticas para mujeres;

5) educación territorial;

6) actividades contra la educación de la pobreza infantil, etc; – promoción e implementación de dos cursos dirigidos a becas para tesis de dos grados (investigación sobre la nueva pobreza e investigación sobre los impactos de los sistemas de incentivos y créditos).

Espacios ocupados, regeneración urbana y la anomalía de Nápoles en 2017-

Mala tempora currunt para los espacios ocupados de nuestro país. Con la excepción de Nápoles, donde una serie de resoluciones municipales reconocen el destino para usos cívicos de algunas estructuras y permiten a los colectivos, asociaciones, ciudadanos y artistas tener espacios disponibles para iniciativas sociales, políticas y culturales, en el resto de la bota desde la que ayudamos Años de desalojo de laboratorios políticos históricos o más recientes, con el respaldo explícito o tácito de las administraciones municipales. Milán, Bolonia y Roma, sobre todo, han vivido y están experimentando un proceso de “normalización” urbana que se adapta mal a la actividad de los espacios ocupados que, con su trabajo, resaltan todas las contradicciones de las ciudades de exhibición que destruyen el tejido social y Expulsar a los sectores más pobres de la población a la periferia. Nápoles, por tanto, representa una anomalía en el panorama político nacional.La experiencia administrativa de la ciudad de Nápoles, importante en términos de imaginación y agilidad política de los movimientos, va en contra de la tendencia en comparación con lo que sucede en el resto del país. Sin embargo, la experiencia de Nápoles muestra todas sus contradicciones ante las dificultades financieras de la administración municipal. Si, por un lado, De Magistris proclama y reclama su perfil de discontinuidad con las políticas nacionales y su proximidad a las demandas de los movimientos, por el otro, se muestra incapaz de dar respuestas concretas al sufrimiento social y termina por continuar en la línea de cortes de servicios. Impuestos por las políticas centrales de austeridad.

Luigi de Magistris: “Los centros sociales hacen un gran trabajo de recalificación”

“Estamos felices de haber sido invitados a traer la experiencia napolitana, de cómo hemos valorado jurídicamente e institucionalmente las experiencias de abajo hacia arriba, con la democracia participativa, con autogobierno, autogestión, usos cívicos, propiedades democráticas colectivas”. Así lo aseguró el alcalde de Nápoles, Luigi de Magistris, en la conferencia “Espacios sociales autogestionados: los modelos para una solución” celebrada en el Leoncavallo en Milán. “Son activos abandonados que se regeneran gracias al activismo de lo que es reductivo para llamar centros sociales, agregó de Magistris, porque son movimientos sociales, son eventos de la gente, comunidades urbanas que se unen y hacen un gran trabajo de reurbanización”. “Nuestras resoluciones, concluyó, también fueron traducidas al francés, español y alemán. Fuimos el primer municipio italiano en dar valor legal a estos espacios autogestionados. No hay solo una tolerancia del alcalde de Nápoles que está en contra de los desalojos”.

Entrevista con LUIGI DE MAGISTRIS – Desobediencia que se convierte en obediencia, una rebelión que se convierte en un ejemplo

Nápoles es una “ciudad rebelde”, o el título del libro de Luigi De Magistris en colaboración con la periodista Sarah Ricca. Rebelde porque contra el sistema que solía domesticarlo como una enfermedad. Rebelde porque fue el escenario de una Revolución, como la llaman De Magistris & Co., pero sobre todo rebelde porque sabía cómo cambiar las perspectivas y su futuro al revés. En un país donde la desviación parece haberse convertido en la norma, Nápoles es una ciudad rebelde porque hizo de la excepción un ejemplo de la política admirada en todo el Mediterráneo y más allá. Y así, la desobediencia a los poderes fuertes se ha convertido en obediencia, ¿pero a qué? “A la Constitución, deberes, participación activa y civil, esperanza en el futuro”. Su simbolo Luigi De Magistris, alcalde de Nápoles.

Nápoles, ciudad de bienes comunes. Entrevista a Luigi de Magistris enero 2016

El bien común está en el centro del debate entre sociólogos, filósofos, juristas y ciudadanos. Con el reconocimiento oficial de la “Declaración de uso cívico y colectivo urbano” del Asilo, Nápoles es un candidato para un papel principal en la afirmación de estas prácticas. Discutimos cómo logramos estos resultados con el alcalde Luigi de Magistris.

El término “bien común” se presentó como un tema fundamental para un desarrollo sostenible, justo y participativo del planeta, en un sentido verdaderamente global. El bien común considerado como “potencialmente revolucionario”, se libera de la oposición clásica entre la propiedad pública y la privada, y se presenta como una alternativa para ambos. Es el caso del agua: cuando el Estado trata de privatizar su entrega, no tiene lo que es suyo. Más bien, resta un activo indispensable para la vida de la comunidad, exactamente como sucede con la expropiación a personas privadas, pero sin compensación.Un bien exquisitamente comunitario capaz de satisfacer las necesidades fundamentales de los ciudadanos, a las que pertenece igualmente por cuotas, por lo tanto, ni públicas ni privadas. Aquí radica el significado revolucionario del concepto: que se considera propiedad de todos, ya que el agua, la tierra y el suelo están intrínsecamente relacionados con la vida, los bienes comunes tienden naturalmente a una gestión compartida y sostenible que no puede ser explotada injustamente por aquellos que desean beneficiarse solo de ella. En la imaginación contemporánea, esta visión parece destinada a permanecer solo en el nivel teórico. Sin embargo, los ciudadanos de Nápoles se han embarcado en un proceso de institucionalización de los bienes comunes, un proceso único y sin precedentes.

Muchas gracias

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Con la contribución del: Instituto Nacional de Planificación Urbana (INU); Municipio de Nápoles; Labsus editorial por Paola Biondini; ANSA, 1000 Millas; Café Babel; Gregorio Arena; Annalisa Marinelli, Mario Sica, Giuseppe Micciarelli, Maria Fioretti.

Nápoles condena otro intento de golpe en Venezuela

L'immagine può contenere: 13 persone, tra cui Yasmín Faundez Gonzalez GavilánASAMBLEA DE SOLIDARIDAD CON VENEZUELA EN NÁPOLES CONDENA INTENTO DE GOLPE DE ESTADO CONTRA LA REPÚBLICA BOLIVARIANA DE VENEZUELA

El movimiento de solidaridad con la Revolución Bolivariana en la ciudad de Nápoles, así como todas las asociaciones, activistas e intelectuales que se reúnen en la Asamblea de Solidaridad, REPUDIAMOS el intento de golpe de estado perpetrado contra esta nación soberana e independiente, contra su legítimo Presidente Nicolás Maduro y contra las contínuas propuestas de diálogo y llamado a la Paz, que ha realizado el Pueblo.

Denunciamos la autoproclamación antidemocrática y anticonstitucional del parlamentario Juan Guaidó, quien ha encabezado estas manifestaciones violentas, bajo manipulación abierta y descarada del imperialismo norteamericano.

Exijimos que se respete la voluntad del pueblo de Venezuela y su libertad a decidir sobre su destino y la resolución de sus conflictos internos.

Basta injerencia en la Tierra de Bolívar – Respeto a la Carta Magna.

Condenamos el uso de la violencia, el llamado a las armas y el atentado contra la Democracia.

Denunciamos la manipulación mediática imperialista, y las mentiras difamatorias sobre la Fuerza Armada Bolivariana, quien ha dado sobradas muestras de apoyo al pueblo y al Presidente Nicolás Maduro.

Exigimos que la Unión Europea mantenga una posición de respeto y de no intervención ante la actual situación en la República Bolivariana.

Reafirmamos más que nunca nuestra solidaridad y el total apoyo al pueblo de Venezuela, al Presidente Nicolás Maduro y al legado del Comandante Chávez.

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