No alla guerra imperialista!

imagesper il Fronte Antimperialista – Pisa  

È davanti ai nostri  occhi il rapido precipitare della situazione in Medio Oriente ed nel Latinoamerica: dopo 8 anni di aggressione alla Siria, ecco il tentativo di aggredire l’Iran e scatenare una nuova grande guerra in Medio Oriente, si tratta anche di un confronto sempre più ravvicinato con Russia e Cina. La repressione contro le manifestazioni popolari in Cile, il golpe reazionario in Bolivia, le minacce e l’embargo al Venezuela e a Cuba hanno segnato gli ultimi mesi dello scorso anno.  

L’attacco terroristico delle forze USA che ha portato all’assassinio del generale Soleimani non ha visto condanne da parte delle istituzioni italiane. Tacciono pure i nostri parlamentari e amministratori locali, anche quelli che a parole si definiscono democratici, quasi interamente schierati al fianco dei golpisti razzisti in Bolivia, dei nazisti in Ucraina, dei militari in Cile e sempre supini alle violazioni USA del diritto internazionale. La nostra classe politica nel migliore dei casi balbetta di fronte alle aggressioni imperialiste, quando non dà concreto sostegno alla destabilizzazione di paesi sovrani come accaduto nella sanguinosa aggressione alla Siria. Né può essere considerato un buon argomento la richiesta di una “difesa comune” europea a segnare la formazione di un nuovo polo a difesa degli interessi imperialisti ad esempio di Francia e Germania.

La situazione è in rapidissima evoluzione, accompagnata da una crescente pressione sul versante Est in Europa e alla aggressione imperialista in Medio Oriente. Di fronte a questa realtà assistiamo ad un prevalente disorientamento anche ideologico, una sottovalutazione da parte di realtà e forze politiche incapaci di prendere una posizione chiara sulle questioni dell’imperialismo. Sempre più l’orientamento, anche nelle aree critiche, pare in balia dell’agenda e delle falsità dettate dal sistema mediatico dominante. Eppure non mancano i nessi che legano quanto avviene nel mondo con precisi interessi non lontani dai nostri territori. In Cile ENEL e altri gruppi capitalisti italiani hanno importanti investimenti, nella regione mediorientale l’Italia, con la sua politica subalterna, si sta giocando gli interessi legati alla estrazione di idrocarburi, con l’Eni in una posizione sempre più marginalizzata. Proprio a due passi da Pisa e Livorno è presente la più grande base logistica delle forze armate statunitensi che opera al di fuori di ogni controllo da parte delle autorità italiane, esattamente come farebbe qualunque forza di occupazione: le basi USA in Italia, il loro bagaglio logistico e di armamenti, risultano estranee perfino all’ambito del trattato NATO, risultando per questo illegali nelle azioni di guerra mosse dal nostro territorio. A Camp Darby, con pesanti ricadute sulla sicurezza della popolazione e sulla locale situazione economica (vedi il porto di Livorno sempre più militarizzato), sono presenti depositi di armamenti e munizioni, incluse probabilmente bombe nucleari. Da qui partono i materiali necessari per seminare morte e distruzione in mezzo mondo, da qui si muove la logistica sulla quale cammina la tendenza alla guerra, ma si tratta di una realtà che sembra non interessare la locale classe politica intenta più che altro a preparare le prossime scadenze elettorali.

La proposta della costruzione del Fronte Antimperialista nasce dall’esigenza di ricollocare al centro della analisi politica e dell’iniziativa la lotta all’imperialismo. Il nostro obiettivo è quello di costituire una linea condivisa da più forze politiche, organizzate e non, che apra un confronto nell’immediato sugli scenari della tendenza alla guerra e sulle aggressioni a governi legittimi che sono avvenute in questi anni in Nord Africa, Medio Oriente ed in America Latina.

Costruire insieme la mobilitazione contro la guerra e contro l’uso delle basi presenti nel nostro paese! Ritiro dei contingenti militari di occupazione all’estero! Non un uomo né una base per la guerra! Solidarietà con i popoli aggrediti e minacciati dall’imperialismo!

fronteantimperialista.pisa@gmail.com

 

I COMITATI POPOLARI DELLA TOSCANA PARTECIPANO

SABATO 25 GENNAIO ALLA GIORNATA GLOBALE DI PROTESTA

NO GUERRA ALL’IRAN

Ore 11 ricognizione a Camp Darby – ore 15 Assemblea al Circolo Arci La Vettola (Pi)

La Rete civica livornese Contro la Nuova Normalità della Guerra –  le Associazioni del Tavolo per la Pace della Val di Cecina – il Comitato pisano per un Fronte Antimperialista – l’Ass. Italia-Cuba di Livorno – il circolo Italia-Cuba di Poggibonsi (SI) – l’Ass. Italia-Nicaragua di Livorno – l’Ass. Per un Mondo senza Guerre – l’Ass. WILPF Italia (Women’s International League for Peace and Freedom – Lega Internazionale Donne per la Pace e la Libertà) – il circolo di Poggibonsi (SI) e la Federazione senese del Partito della Rifondazione Comunista (RC) – la Federazione livornese e il Comitato Regionale Toscano del Partito Comunista Italiano (PCI) – la Federazione Toscana del Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza – per il Comunismo (P-CARC) – il Partito Comunista di Pisa e Regionale Toscano (PC)

INVITANO A PARTECIPARE A

  • ricognizione dei lavori in corso per il potenziamento della base di Camp Darby, con appuntamento alle ore 11 al parcheggio della Gas and Heat spa di Via Livornese, 796
  • assemblea regionale al circolo Arci La Vettola con inizio alle ore 15

 

N.B. per prenotare il pranzo (costo euro 10) telefonare direttamente al Circolo La Vettola, al n° 338 425 1882 o n° 331 132 7944

VOGLIAMO

  • ritiro immediato dei soldati italiani dall’Iraq
  • via le basi USA dall’Italia, da subito non sia in alcun modo consentito un loro uso per fini diversi da quelli stabiliti dal Trattato per il quale sono qui da noi.

pace, solidarietà coi popoli fratelli, antimperialismo

Sia l’Italia neutrale, sovrana, ponte di pace sia verso Est sia verso Sud

La carta de condolencias de los Comités Populares italianos a Irán

L'immagine può contenere: 1 personaLa Red Cívica de Livorno contra la nueva normalidad de la guerra, el Comité pisano para un frente antiimperialista, la Mesa para la Paz de Val di Cecina, la Asociación Welcome de Riparbella (PI), la Federación de Livorno del Partido Comunista Italiano, el Partido Comunista Italiano – Toscana, el Partido Comunista de Pisa, la Sección de Pisa del Partido de los Comités de Apoyo a la Resistencia – para el Comunismo, ayer 5 de enero entregaron al Embajador de la República Islámica de Irán en Roma la siguiente carta.

“Excelencia,

la Red Cívica de Livorno contra la Nueva Normalidad de la Guerra, el Comité Pisano para un Frente Antiimperialista y la Mesa de la Paz de Val di Cecina y, junto con ellos, la Federación de Livorno del Partido Comunista Italiano, el Partido Comunista Italiano – Toscana, el Partido Comunista de Pisa, la Sección de Pisa del Partido de los Comités de Apoyo a la Resistencia: para el Comunismo, quieren expresar sus más profundas condolencias a usted y a todo el pueblo iraní, por el brutal asesinato del general Qasem Soleimani, víctima en Bagdad de un vil ataque terrorista por parte del ejército estadounidense.

Creemos que la devoción con la que el general Qasem Soleimani ha defendido los intereses de su país ante las consecuencias extremas encuentra el reconocimiento correcto en la enorme emoción que despertó su asesinato en el pueblo iraní, en la incredulidad, el dolor y la ira, expresado en todos los eventos que tuvieron lugar en muchas ciudades del país.

Por nuestra parte, estamos seguros que nuestra participación en el duelo es compartida por la mayoría de nuestros conciudadanos y por la mayoría de las italianas y los italianos, porque, si la descripción de los medios nos quire lejos, diferentes, entre sombras de miedo, somos conscientes que no solo la República Islámica de Irán nunca ha causado ningún daño a nuestra Italia, pero los intercambios culturales y comerciales de alto valor siempre han tenido lugar entre los dos países.

Nuestra participación también se hace más dolorosa por la conciencia de que el misil que mató al general Soleimani pudo haber sido tomado de la base estadounidense en Camp Darby, entre Livorno y Pisa, para ser montado en un avión no tripulado estacionado en la base de Sigonella en Sicilia y dirigida por la estación de Muos en Niscemi: todo esto porque nuestro supuesto “libertador” de 1945 pronto se convirtió en un ocupante y aquí en nuestro país organizó y puso en funcionamiento la red logística que implementa la guerra loca que desde 1990 ha incendiado y devastado el Irak, Yugoslavia, Afganistán, Libia, Siria…

Al renovar las condolencias de la Red Cívica de Livorno contra la Nueva Normalidad de la Guerra, del Comité Pisano para un Frente Antiimperialista, de la Mesa de la Paz del Val di Cecina, de la Federación Livornese del Partido Comunista Italiano, del Partido Comunista Italiano Regional – Toscana, del Partido Comunista de Pisa, de la Sección de Pisa del Partido de los Comités de Apoyo a la Resistencia: para el Comunismo, queremos recordar que nuestro compromiso contra las bases extranjeras en Italia es una lucha para que ni Estados Unidos ni otros puedan usar nuestro territorio para apoyar cualquier guerra, como la que ha desangrado a Oriente Medio durante treinta años, de la cual el general Qasem Soleimani es el último mártir heroico.

Queremos una Italia neutral y soberana, un puente de paz tanto al este como al sur”.

[Trad. del italiano para ALBAinformazione por Alba Colmenares de Red Sur Chile-Venezuela]

Toscana: la lettera di condoglianze dei comitati popolari all’Iran

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da Comitato pisano per un Fronte antimperialista

La Rete civica livornese Contro la Nuova Normalità della Guerra, il Comitato pisano per un Fronte Antimperialista, il Tavolo per la Pace della Val di Cecina, l’Associazione Welcome di Riparbella (PI), la Federazione livornese del Partito Comunista Italiano, il Partito Comunista Italiano – Toscana, il Partito Comunista Pisa, la Sezione di Pisa del Partito dei comitati di appoggio alla resistenza – per il comunismo hanno nella giornata di ieri 5 gennaio fatto avere a S.E. l’Ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran a Roma la seguente lettera.

“Eccellenza,

la Rete civica livornese contro la Nuova Normalità della Guerra, il Comitato pisano per un Fronte Antimperialista e il Tavolo per la Pace della Val di Cecina e, insieme con loro, la Federazione livornese del Partito Comunista Italiano, il Partito Comunista Italiano – Toscana, il Partito Comunista di Pisa, la Sezione di Pisa del Partito dei comitati di appoggio alla resistenza – per il comunismo, vogliono esprimere le loro più sentite condoglianze a Lei e all’intero Popolo Iraniano, per la barbara uccisione del Generale Qasem Soleimani, vittima a Bagdad di un vile attacco terroristico delle forze armate statunitensi.Riteniamo che la devozione con la quale il Generale Qasem Soleimani ha difeso gli interessi del proprio Paese fino alle estreme conseguenze trovi il giusto riconoscimento nell’enorme commozione che il suo assassinio ha suscitato nel Popolo Iraniano, nell’incredulità, nel dolore e nella rabbia bene espresse in tutte le manifestazioni che si sono svolte in molte città del Paese.

Da parte nostra siamo sicuri che la nostra partecipazione al lutto sia condivisa da gran parte dei nostri concittadini e da gran parte degli italiani, perché, se la descrizione dei media ci vuole lontani, diversi, fra ombre di paura, siamo ben consapevoli non solo che la Repubblica Islamica dell’Iran non ha mai arrecato nessun danno alla nostra Italia, ma che fra i due Paesi sono sempre intercorsi scambi culturali e commerciali di alto valore.

La nostra partecipazione è fatta altresì più dolorosa dalla consapevolezza del fatto che il missile che ha ucciso il generale Soleimani potrebbe essere stato prelevato dalla base statunitense di Camp Darby, fra Livorno e Pisa, per essere montato su un drone di stanza nella base di Sigonella in Sicilia e guidato dalla stazione Muos di Niscemi: tutto questo perché il nostro presunto “liberatore” del 1945 è presto divenuto occupante e qui nel nostro Paese ha organizzato e resa operativa la rete logistica che implementa la folle guerra che dal 1990 ha incendiato e devastato l’Iraq, la Jugoslavia, l’Afghanistan, la Libia, la Siria…

Nel rinnovare il cordoglio della Rete civica livornese contro la Nuova Normalità della Guerra, del Comitato pisano per un Fronte Antimperialista, del Tavolo per la Pace della Val di Cecina, della Federazione livornese del Partito Comunista Italiano, del regionale Partito Comunista Italiano – Toscana, del Partito Comunista di Pisa, della Sezione di Pisa del Partito dei comitati di appoggio alla resistenza – per il comunismo, vogliamo ricordare che il nostro impegno contro le basi straniere in Italia è una lotta affinché né gli Stati Uniti né altri possano più utilizzare il nostro territorio per supportare alcuna guerra, come quella che da trenta anni insanguina il Medio Oriente, della quale il Generale Qasem Soleimani è l’ultimo eroico martire.

Vogliamo un’Italia neutrale, sovrana, ponte di pace sia verso Est sia verso Sud.”

Aderiscono anche il Circolo di Poggibonsi della Associazione Nazionale di Amicizia Italia Cuba e il Circolo di Poggibonsi del Partito della Rifondazione Comunista

Napoli 21dic2019: Cosa sta succedendo in America latina?

L'immagine può contenere: 1 persona, in piedi e spazio all'aperto

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Cosa sta succedendo in America Latina? – L’intervista

Sabato 21 dicembre alle ore 15:00 presso la Galleria Principe di Napoli (ingresso lato via Pessina) l’Agenzia Stampa del Partito dei CARC “la Staffetta Rossa” e ALBAinformazione presentano
un momento importante per confrontarsi sulla situazione internazionale e alimentare la costruzione della rivoluzione socialista nel nostro paese, che resta ed è la più alta forma di solidarietà che i comunisti italiani possono dare a tutti i paesi del mondo oppressi dall’imperialismo:

Intervista pubblica al compagno messicano Isaac Montoya Márquez della Segreteria Nazionale dei Giovani di MORENA (Movimento di Rigenerazione Nazionale).

Modena 12-14-18-31dic2019: Il colore dei passaporti

 

Napoli 12 dic2019: Guerra come smascherare le FakeNews

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(VIDEO) Napoli 14dic2019: “Start Up a War – Psicologia di un conflitto”

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(VIDEO) Chi è Américo De Grazia e cosa fa in Italia?

da cambiailmondo.org

Lunedì scorso, l’ On. Ferdinando Casini è atterrato a Roma con un volo dal Venezuela, da dove ha riportato in Italia due parlamentari venezuelani (con doppio passaporto) che si erano rifugiati nell’Ambasciata italiana a Caracas circa 7 mesi fa, dopo che era stata loro sospesa l’immunità parlamentare [Andrés Velásquez e Américo De Grazia, che lo stesso presidente Maduro ha ribatezzato Américo Desgracia, NdR].

L’iniziativa umanitaria di Casini, sostenuta dalle autorità Maeci, si è resa possibile grazie alla disponibilità del governo Venezuelano e del suo presidente Nicolás Maduro, con il quale l’On. Casini si è incontrato ed ha potuto colloquiare in un clima di rispetto e di disponibilità, come si è appreso dalle dichiarazioni dello stesso Casini riportate da diversi organi di stampa.

L’On. Casini si è incontrato anche con il Ministro degli Esteri Venezuelano, Jorge Arreaza, oltre che che con Jaun Guaidó, leader dell’opposizione radicale al governo Maduro e con esponenti dell’opposizione moderata che partecipa al tavolo di negoziazione mirante a ristabilire una normale dialettica politica nel paese sudamericano. L’On. Casini ha anche incontrato rappresentanti della comunità italo-venezuelana a Caracas e a Maracaibo. (FonteIl Messaggero)

Non appena giunto in Italia, il De Grazia si è subito prodigato a rilasciare proclami contro la “dittatura castro-comunista” che governerebbe il Venezuela. È presumibile che questa opera di disinformazione costituirà l’obiettivo principale della sua permanenza in Italia, grazie anche alla penna e alla rete di Marinellys Tremamunno, le cui opinioni generali e sull’America Latina in particolare, possono essere lette QUI. (Fonte: LanuovaBussolaQuotidiana)

È dunque interessante sapere cosa ne pensa l’altra campana, cioè il governo venezuelano, e perché a De Grazia fosse stata ritirata l’immunità parlamentare, cosa che lo aveva fatto optare per il rifugio presso l’Ambasciata italiana a Caracas.

Riportiamo di seguito l’intervento di Nicolás Maduro ripreso dalla rivista Aporrea, in cui vengono illustrati alcuni dettagli utili.

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>>>continua su cambiailmondo.org >>>

 

(VIDEO) Paolo Conte: «La canzone napoletana patrimonio da venerare e conservare»

di Romina Capone

Vestito di blu, elegante ma allo stesso tempo comodo, è atterrato all’aeroporto di Capodichino puntuale accompagnato da sua moglie. Da lì fino al conservatorio di Napoli San Pietro a Majella una vera e propria gincana tra la folla. Lo attende una fittissima platea. Sale sul palco, si siede e inizia a parlare. Solo la sua voce risuona in sala Scarlatti, stracolma, anche in balconata. Tutti in silenzio per ascoltare Paolo Conte.

Una  “conversazione spassiunata”. L’evento organizzato da Scabec lo scorso primo dicembre, come introduzione al concerto tenutosi presso il Teatro San Carlo (sold out) di ieri 2 dicembre. Ha quasi 83 anni Paolo Conte e non manca d’ironia: “è la prima volta al conservatorio di Napoli; io sono un dilettante, mi tengo lontano da certi posti”.

La sua voce roca ben distinta ha svelato il suo amore non solo per Napoli bensì per tutto il patrimonio della canzone napoletana. Dopo i saluti del direttore del conservatorio Carmine Santaniello, alla presenza del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, una full immersion in compagnia di Giorgio Verdelli regista e Pasquale Scialò musicologo.

La prima di una serie di domande rivolte al maestro Conte lo interroga sul perché un musicista astigiano approda alla cultura partenopea. Ci sono due motivi – risponde Paolo Conte – il primo emozionale; un amore per la produzione storica della canzone napoletana, patrimonio da conservare e venerare perché capolavori infiniti, che mi ha concesso di dire la mia con l’uso di questa lingua spiritosa. Il secondo motivo è tecnico: il napoletano oltre ad essere una vera e propria lingua è un dialetto e ciò permette di muoversi meglio dal punto di vista ritmico. Si alternano con le domande Verdelli e Scialò e rivolgendosi al maestro chiedono: nella sua formazione musicale il mescolare l’italiano con la canzone napoletana quanto ha influenzato la sua creatività? Ho sempre cercato un po’ di timbro antico – afferma Paolo Conte –  perché sostengo che l’arcaico contiene anche l’arcano. Ma Paolo Conte non è il solo protagonista di questa conversazione. Ad omaggiarlo e ad omaggiare la canzone napoletana insieme a lui tra gli ospiti sono presenti: Peppe Servillo, insieme hanno lavorato ad un progetto discografico; il maestro Guido Harari che porterà uno scatto di Paolo conte con i suoi “kazoo” oltre oceano, negli Stati Uniti, in una mostra fotografica. Valentina Stella e M’Barka Ben Taleb voci profonde che uniscono i popoli mediterranei; Enzo Gragnaniello il quale sul palco parla di Paolo sostenendo che esso riesce in tre parole a chiudere questioni universali; parla del suo modo di cantare, elegante, senza vanità; non ha tempo da perdere Paolo, canta l’essenzialismo: è un artista, un poeta normale – scherza Enzo – anche se a guardarlo sembra di gomma; Eugenio Bennato padre della Nuova Compagnia di Canto Popolare, colonna della canzone napoletana. Come non parlare di E.A Mario e della sua “Tammurriata nera”. Da lontano, perché in tournée, arriva un audio-messaggio da parte di Isa Danieli; è lei che canta, reinterpreta per Paolo Conte “Sant’America” ricordando episodi di vita trascorsi insieme.
È la franchezza che ha reso Paolo Conte un disegnatore di canzoni. Ammette che “l’azzurro” gli piace perché è una parola che sa di mercato. Un uomo che non ama i giri di parole, sintetico.

Si sofferma su “Naufragio a Milano” canzone del 1975, brano sull’emigrazione, spiega che è una canzone fissata sull’approdo. «Da piemontese ho sempre guardato con occhio critico Milano e i milanesi i quali più che lavorare parlano molto di lavorare. Questa tendenza al ragionamento dei milanesi; assurdo, sono tutti ragionieri; da li ho messo insieme questa famiglia del Sud, immigrati con nostalgie e tenerezze lontane, lasciate a casa poiché non sono riusciti a portarsi fino a Milano. Famiglia che si scontra con questa realtà strana, che fa i conti con questi “ragionieri”».

Confida che tra le sue canzoni preferite napoletane compare  “O’ surdato ‘nnammurato”:  «O’ surdato ‘nnammurato è una canzone che è appartenuta ai nostri nonni e deve obbligatoriamente appartenere anche a noi e alle giovani generazioni.  È una canzone collettiva nella quale non compare mai la parola “guerra”». Paolo Conte cita Gabriella Ferri e Roberto Murolo il quale in piena occupazione tedesca a Napoli nel 1945 riesce a comporre poesia e a scrivere di quegli anni amari della Seconda Guerra mondiale. Infine rivolgendosi agli studenti e agli insegnanti del conservatorio, il maestro Paolo Conte, suggerisce di studiare ed insegnare severamente, ricordando che la musica proviene dalla gente del popolo; pertanto aprire le porte ad esempio a vecchi pescatori, anziani posteggiatori, donne che cantano in cucina: sono loro i veri grandi maestri, ricorda.

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[Ricordando come all’America latina Paolo Conte ha dedicato anche una famosa canzone]

Luminita Irimia e la sua personale “Estinzione”

di Romina Capone

Sette dipinti e un’istallazione  a raffigurare tre grandi concetti temporali: passato, presente e futuro; Luminita Irimia, (Lumi) nella sua personale “Estinzione”. In mostra presso gli spazi di Galleri@rt in Galleria Principe di Napoli fino al 2 dicembre, ci immerge nei quattro elementi naturali. Terra, acqua, fuoco e aria.

Ogni dipinto di tutta l’esposizione è contraddistinto da un animale totem: lumache per la sezione terra, i pesci per le acque, le lucertole per il fuco e le api nell’aria. In fine, il “Quinto elemento” conclude il percorso cognitivo dell’intera esposizione.

Luminita Irimia. Una donna dall’animo sensibile, coraggiosa, che dalla sua piccola città a cinquanta chilometri dalla Transilvania, in Romania, decide di lasciare il suo lavoro di ragioniera per cambiare vita; ecco che si trasferisce, 15 anni fa, a Napoli per seguire la sua vocazione: vivere di arte.

Racconta che ancora conserva immacolato il suo primo disegno, realizzato quando aveva soli quattro anni.

Condivide i suoi ricordi e spiega di aver ritratto un volto umano di profilo, roba insolita per una bambina in tenera età. Con il passare del tempo Luminita si conferma un’artista poliedrica.

Dopo il diploma alle Belle Arti in Romania vince numerosi concorsi dedicati alla grafica ed alla caricatura. Lavora a svariate mostre sia collettive che personali. In particolare si sente attratta ed ispirata dal sufismo e dalle teoria di Georges Ivanovič Gurdjieff.

“Estinzione” è composta da tre grandi macro aree: Presente, passato e futuro.

Lumi era in viaggio a Maiorca ed è lì che ha avuto l’ispirazione nel guardare la morte di una lumaca. Le ritroveremo nel dipinto che rappresenta l’elemento Terra.

Gli elementi Acqua, Fuoco e Aria sono caratterizzati, come lo stesso Terra, prima da una raffigurazione dettagliata dell’animale totem che poi si assottiglia in un disegno semplice e stilizzato fatto di sole linee.  

Dai quattro elementi passiamo in rapida successione ai quadri che raffigurano passato, presente e futuro.

Il passato: ritrae in bianco e nero l’evoluzione delle specie viventi lungo un segmento intrecciato di DNA che va ad immergersi nel buio del nulla.

Il presente: cento api giganti realizzate a mano tessono le celle di un alveare legato ad un segmento di DNA che sta per decomporsi. Api che ci tengono in vita, senza di esse il nostro pianeta cesserebbe di vivere. Una sottile e flebile speranza è rappresentata da un filo di rame, sotto forma di battito cardiaco dell’ECG, il quale va a fondersi in un sole altresì ramato, simbolo di energia. Il qui e ora. Il tempo in cui stiamo vivendo.

Il futuro: ritroviamo l’umanità, in bianco e nero, divenire automi, la scomposizione del genere umano. Uomini-macchine in un tempo senza più DNA. Un futuro tecnologico, distruttivo. L’annullamento del tempo.

Il Quinto elemento o Quinta Essenza: la concezione spazio-tempo, Matrix, dove tutto è invisibilmente collegato.

Una matrice che sta per sgretolarsi ed è allo stesso tempo attraversata dal ramo di un albero simbolo di rinascita. Quindi la rigenerazione continua del cerchio della vita.

È attraverso il simbolismo e la simbologia dell’astrazione che Lumi dipinge; con la sua pittura rende visibile l’immateriale.

Casalbruciato (Roma) 28nov2019: Che accade in America latina?

L'immagine può contenere: testodi Giuliano Granato

Le rivolte a Haiti, in Ecuador, Cile, il golpe in Bolivia, la lotta che continua da anni in Honduras, la novità delle minacce alla piccola Dominica. E la liberazione di Lula in Brasile. Le elezioni in Argentina e Uruguay. E il conflitto tra esecutivo e legislativo in Perù.

L’America Latina è un territorio in disputa. Mettere i fatti l’uno dietro l’altro può aiutare a fare una cronologia degli eventi, ma non permette la comprensione dei fatti né consente l’analisi degli scenari. La storia e la politica non sono aritmetica. Non basta sommare per avere la chiave di volta che ci permette di capire.

Eppure comprendere è così importante, non solo per studiosi e accademici, non tanto per avere consapevolezza, ma perché quanto sta avvenendo sull’altra sponda dell’Atlantico tocca anche noi.
L’esito degli scontri e dei conflitti in corso, dei quali occorre riuscire a riconoscere il movimento comune, ma anche le enormi differenze, per evitare equiparazioni che distorcono e offuscano anziché schiarire, darà impronta anche allo scontro qui, ne risentiremo le conseguenze, in termini di confezione dello Stato, del ruolo dei movimenti sociali, della possibilità di redistribuire la ricchezza, di rapporto pubblico/privato, del futuro dell’austerity, del ruolo della comunicazione e dei sicial.

La disputa ha mille terreni di scontro. Anche quello internazionale. Ne siamo chiamati in causa. Guardare oggi all’America Latina significa guardare a un pezzo del nostro futuro. E lo possiamo disegnare anche noi. Perché la distanza geografica non ci rende meri spettatori. Volenti o nolenti siamo pezzo in disputa anche noi.

Caravana de la Banda Bassotti hacia Siria

L'immagine può contenere: 9 persone, tra cui Simone KamoCOMUNICADO DE LA BANDA BASSOTTI

Nos dirigimos a nuestra gran Familia Antifascista, a los Antiimperialistas, a la Clase Obrera, a los Parados y a todos los explotados.
Dónde quiera que estén…

La guerra en Donbass continua matando. A pesar de las declaraciones que únicamente se vierten sobre la tregua y sobre los acuerdos de Minsk, el gobierno fascista de Kiev bombardea y asesina todos los dias. En el último periodo, la media de víctimas de la República Popular han sido de un asesinato al día, treinta al mes…

En las cercanías de la frontera con Ucrania, los civiles de Donbass sobreviven en sótanos soterrados viendo como cada día bombardean sus casas.

Sin embargo y a pesar de que la situación sea más confusa que nunca, continuaremos apoyando al Donbass Antifascista con acciones concretas.

Nosotros con todos aquellos que desde siempre apoyan, sostienen y colaboran con la lucha del pueblo de Donbass y la Caravana Antifascista.

En los próximos meses llevaremos material y donativos recibidos a dos orfanatos con los que llevamos colaborando unos años.

No olvidamos, nosotros no podemos olvidar a aquellos niños y la lucha de ese Pueblo que desde el corazón de Europa lucha contra el fascismo.

Al mismo tiempo queremos anunciar el nuevo destino de la Caravana Antifascista, Siria.

El bloque imperialista (Gobierno USA, UE, Gobierno de Israel, OTAN) se alimentan y enriquecen de esa guerra, saqueo y sometimiento de la soberanía del pueblo. Todo el Pueblo de Siria vive desde hace años bajo el dominio del imperialismo, por sus recursos, por su posición estratégica y sobre todo por ser un Pueblo que no se ha doblegado al chantaje.

Estos días se escuchaba la noticia de que las tropas estadounidenses permanecerían controlando los pozos petrolíferos Sirios. Así continuar robando impunemente el petróleo Sirio.

La Caravana Antifascista quiere llegar a Siria en mayo del 2020.

Visitaremos hospitales, orfanatos, escuelas, familiares de caídos, soldados. Sobre todo para encontrarnos con todo el pueblo Sirio.

Llevaremos medicamentos, material escolar, juguetes y sobre todo la Solidaridad Internacional a este pueblo que desde hace muchos años vive bajo continuos ataques.

Fuera las manos de Siria, de Venezuela, de Cuba, de Nicaragua, de Irán, de Corea del norte.

Denunciamos de nuevo una vez más a una comunidad internacional completamente ciega por lo que está sucediendo en Palestina, Yemen, Ecuador, Chile, Bolivia.

Decenas, centenares de muertos invisibles a los medios de comunicación. La decena de bombas israelis sobre Gaza quedan silenciados en todos las telenoticias.

Los Países imperialistas no tienen ningún otro interés que el de robar los recursos y las materias primas de aquellos pueblos que les interesan arremetiendo contra la población que no se alinean a su pensamiento único.

Ese es el verdadero objetivo de los imperialistas. Por ello lucharemos de todas las formas posibles para que les sea imposible a los imperialistas de que impongan su “modelo de paz”. Un ejemplo de ello lo podemos en Libia, reducida a la pobreza y donde ha regresado la trata de esclavos y donde el negocio más floreciente es el de la inmigración.

Solicitamos a todas y todos Antifascistas y Antiimperialistas a colaborar y sustentar la Caravana Antifascista en Siria.

¡NO PASARAN!

BANDA BASSOTTI – ROMA – PLANETA TIERRA – NOVIEMBRE 2019

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