(VIDEO) Lupi, agnelli, tori, asini, leoni, gatti, tigri, orsi, colombe, pantere e… vacche

Nessuna descrizione della foto disponibile.di Ciro Brescia 

Lo zoo circense degli imperialisti USA & co.


Arcinote e straconosciute sono le ingerenze degli imperialisti USA in ogni angolo del mondo. Solo in Italia continuano ad occupare militarmente oltre cento siti, e forse più, direttamente o indirettamente, come se nulla fosse, il territorio del nostro paese, alla faccia della indipendenza, della sovranità, e dell’autodeterminazione. Con armi nucleari incluse, come se queste fossero meno pericolose del nucleare civile. I media filo-imperialisti su questo glissano e tacciono.

Gli imperialisti USA, in combutta con i sionisti e con la UE, sono decisi a fare il bello e cattivo tempo: assassinano impunemente, rivendicandolo persino, i capi politici e militari degli altri paesi, come fecero, indirettamente e per procura, la Clinton ed Obama con Gheddafi e come ha fatto recentemente il criminale troglodita della casa bianca Trump con il generale iraniano Soleimani, persino in paesi terzi facendo fare un altro passo avanti all’umanità verso un terzo conflitto mondiale. Sono lupi che provano goffamente a travestirsi da agnelli. Sono lupi che non si fanno scrupoli, disposti ad accampare ogni scusa, persino la più illogica e taroccata, per provare ad apparire nel giusto e dell’agnello farsene un sol boccone.

Nessuna descrizione della foto disponibile.Gli imperialisti USA seminano ovunque vento e fanno finta di meravigliarsi se poi raccolgono tempesta in casa propria. La responsabilità non ce l’hanno mica loro, i signori che si credono i padroni del mondo, per loro la responsabilità è sempre di qualcun altro. Se centinaia di migliaia di persone, milioni di quelli che dovrebbero essere i loro concittadini si riversano nelle strade ricordando che senza giustizia non ci potrà mai essere pace, la responsabilità è sempre altrove, che sia in Iran, che sia in Cina, che sia a Cuba o in Venezuela o in Russia. Paesi strozzati da decenni di sabotaggi, boicottaggi, sanzioni e blocchi economici, misure che spesso per il diritto internazionale corrispondono a vere e proprie dichiarazioni di guerra.


Nessuna descrizione della foto disponibile.Sono dei tori che danno puntualmente del cornuto agli asini: se in Italia c’è qualche forza politica che non obbedisce del tutto supinamente ai diktat della casa bianca di Washington e che sta cominciano ad acquisire troppa iniziativa, ed in maniera troppo autonoma, allora non va più bene e deve essere fermata. La colpa deve ricadere su Maduro! Una volta si diceva “la colpa è di Fidel!”, ci hanno fatto anche un film con questo titolo.

Famoso è l’aneddoto di Fidel che durante una ispezione ad una fattoria chiedeva conto ad un tecnico zoologo come mai quella precisa razza di vacca non facesse latte a sufficienza come previsto, il tecnico cominciò a farfugliare provando a scaricarsi delle proprie responsabilità, allora Fidel risposte: “ah capisco, la colpa quindi è della vacca!”. Così fanno gli imperialisti USA: la colpa è sempre di qualche vacca, mai delle loro vaccate, mentre adesso altre pantere è a loro che mordono il sedere.


Hanno fatto della politica un circo, con pagliacci ed animali di ogni specie ed hanno messo il capo dei pagliacci a dirigerlo perché i presunti domatori dei leoni non hanno fatto una buona riuscita, si sono dovuti accontentare di quello che gli rimaneva in quel momento sotto mano.

Nessuna descrizione della foto disponibile.Per quanto si atteggino a superman, non sono onnipotenti e nemmeno onniscienti, non vedono tutto, non sanno tutto, non controllano tutto, non ne sono capaci, nonostante possano avere le più alte tecnologie del mondo a loro disposizione, per quanto sofisticate esse siano. La loro natura di classe e la concezione del mondo che li guida non gli consente di andare oltre i loro limiti intrinsechi. Sono come gatti che si credono tigri, ma continuano ad essere di carta. A Napoli diremmo che sono “guappi di cartone”.

Il periodico ABC dello stato spagnolo è un giornale filo-franchista e al servizio degli USA, da sempre. Ogni due o tre anni fa qualche nuovo falso scoop per continuare la sua campagna di discredito contro la Rivoluzione Bolivariana, cose che puntualmente si rivelano delle fake news in piena regola. L’ultima in ordine di tempo sarebbe quella dei 3,5 milioni di euro consegnati in gran segreto a Gianroberto Casaleggio nel 2010 per finanziare un “partito rivoluzionario e anti-capitalista in Italia”, cosa che tra l’altro il M5S non ha mai avuto la pretesa di essere. Di certo l’obiettivo del M5S non è quello di edificare il socialismo in Italia, come invece è dichiaratamente l’obiettivo della dirigenza politica bolivariana e rivoluzionaria al governo in Venezuela e della coalizione di forze politiche e popolari che la sostengono dal dicembre del 1998. Il proposito, almeno quello dichiarato, del M5S si ferma allo sviluppo della partecipazione democratica attraverso il protagonismo diretto rivendicando quella sovranità che per Costituzione appartiene al popolo.    
 

L'immagine può contenere: testoNel 2010 non erano in molti a conoscere l’esistenza del M5S, che era una forza politica che appena nasceva e forse non arrivava nemmeno all’1% dei consensi elettorali. Qualcosa posso ricordarmi essendo stato con ogni probabilità il primo candidato M5S – se non l’unico – che si è presentato in maniera esplicita, già nel video ufficiale di candidatura, come solidale con la Rivoluzione Bolivariana del Venezuela, cosa di cui mi sono costantemente occupato negli ultimi 15 anni, non per fede, semmai per cosciente consapevolezza della necessità storica che tutto un mondo stava per finire e che un’altro mondo inevitabilmente deve nascere, e sta già nascendo.

Individuare quelli che in questi ultimi decenni nel mondo si sono vergognosamente e spudoratamente arricchiti sempre più e chi no, non dovrebbe essere molto difficile: chi specula e vive sfruttando il lavoro degli altri, non questi ultimi. I primi rappresentano il campo dei nostri nemici, i secondi il campo dei nostri compagni, amici ed alleati.

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Centro de Estudios Martianos propone premio Nobel de la Paz a la Brigada Médica Cubana

Radio Habana Cuba | Centro de Estudios Martianos celebra el Día de ...por Emilio Lambiase

Nuestro Centro de Estudios Martiano (CEM) ha propuesto otorgar el Premio Nobel de la Paz a la Brigada Médica Cubana Henry Leeve. Por favor, difunda nuestra apelación adjunta. Con cordialidad.

SE SUMA EL CONSEJO MUNDIAL DEL PROYECTO JOSÉ MARTÍ DE SOLIDARIDAD INTERNACIONAL A LA INICIATIVA DE NOMINAR PARA EL PREMIO NOBEL DE LA PAZ A LA BRIGADA MÉDICA CUBANA HENRY REEVE

 

DECLARACIÓN DEL CONSEJO MUNDIAL DEL PROYECTO JOSÉ MARTÍ DE SOLIDARIDAD INTERNACIONAL

 

Los abajo firmantes, miembros del Consejo Mundial del Proyecto José Martí de Solidaridad Internacional, que cuenta con el apoyo de la UNESCO, la Organización de Estados Iberoamericanos para la Educación, la Ciencia y la Cultura, y otras  instituciones internacionales y académicas, expresamos nuestro total apoyo a la iniciativa de que se nomine para el Premio Nobel de la Paz a la brigada médica cubana Henry Reeve, por sus esfuerzos para erradicar la pandemia de la COVID-19 y su larga y hermosa trayectoria de solidaridad con diversos pueblos del mundo.

La iniciativa que partió de diferentes organizaciones en Estados Unidos, Francia y Bélgica se ha extendido rápidamente en diversas latitudes, puesto que, en efecto, la contribución de la Brigada Henry Reeve a la defensa de la salud humana es extraordinaria y ha despertado la admiración de muchísima gente en el planeta. Debe recordarse que en el año 2015 los sindicatos de Noruega hicieron la misma propuesta en el contexto de la presencia solidaria de ese contingente médico cubano en África Occidental para enfrentar la epidemia del Ébola.

La Brigada Internacional de Médicos Especializados en Situaciones de Desastres y Graves Epidemias Henry Reeve fue creada originalmente en el año 2005 por el líder histórico de la Revolución Cubana Fidel Castro Ruz, con la intención de asistir a los damnificados del huracán Katrina en Estados Unidos. Y aunque la ayuda médica cubana no pudo llegar, pues el gobierno norteamericano no dio su permiso, sirvió de plataforma para las páginas de solidaridad en el campo de la salud que desde entonces ha escrito ese contingente, el cual está integrado por médicos, enfermeras y técnicos que de manera voluntaria han expresado su disposición de participar.

Entre las acciones de cooperación en diversos países que registra la Brigada Henry Reeve se destacan la ayuda brindada en ocasión de casos de terremotos en Paquistán, 2005; Indonesia, 2006; Perú, 2007, China, 2008; Haití, 2010; Chile, 2010; Nepal, 2015; Ecuador, 2016; de lluvias intensas y catastróficas en Guatemala, 2005; Bolivia, 2006; México, 2007; El Salvador, 2009; Chile, 2015; Venezuela, 2015, y de emergencias médicas por epidemias de cólera en Haití, 2010; ébola en Sierra Leona, Guinea Conakry, Liberia, 2014; y  huracanes en Dominicana, 2015; Islas Fiji, 2016; Haití, 2016..

Su trabajo ha sido reconocido por varios gobiernos y por organismos internacionales. En mayo de 2017, la Organización Mundial de la Salud (OMS) otorgó al contingente médico cubano el Premio de Salud Pública en Memoria al Dr. Lee Jong-wook, en reconocimiento a los 250 especialistas que lucharon contra el ébola en África.

Actualmente la Brigada Henry Reeve presta servicios para ayudar a detener la pandemia del COVID-19  en 24 países: entre ellos Italia, Andorra, Catar, Togo, Angola, México, Belice, Cabo Verde, Jamaica, Haití, Honduras, Venezuela, Nicaragua, Surinam, Granada, San Vicente y las Granadinas, Antigua  y Barbudas, Dominica, Santa Lucia, Trinidad y Tobago, San Cristóbal y Nieves, Barbados y Sudáfrica.

Está claro que ese colectivo –valiente y solidario- es muy merecedor del Premio Nobel de la Paz. Con sus acciones de ayuda a otros pueblos en momentos de gran peligro, ha hecho honor al concepto martiano de que Patria es Humanidad. Por esas razones nosotros nos sumamos con todo el corazón a la solicitud que vienen haciendo al Comité Noruego del Nobel numerosas organizaciones y personalidades internacionales de que se nomine a la Brigada Henry Reeve para dicho Premio, lo cual enaltecerá y honrará al mismo.

Llamamos igualmente a organizaciones no gubernamentales, a los Estados miembros de las Naciones Unidas, a los centros relacionados con las Ciencias Sociales y Humanas, y a las organizaciones sociales de todo tipo a respaldar ese movimiento que, con toda razón y justicia, viene creciendo a escala mundial.

2 de junio del  2020, en diversas ciudades, firman:

Dr. Federico Mayor Zaragoza, exDirector General de la UNESCO, Presidente de la Fundación Cultura de Paz, España.

 

Adolfo Pérez Esquivel, Premio Nobel de la Paz, miembro del Consejo Directivo, del Instituto Espacio para la Memoria, Argentina.

 

Dr. Carlos E. Bojórquez Urzaiz, Presidente del Consejo Académicos de la Universidad José Martí de Latinoamérica, Campus Mérida, Yucatán, México.

 

Frei Betto, teólogo y escritor, Premio Internacional José Martí de la UNESCO, Brasil.

 

Ignacio Ramonet, periodista y analista internacional, ex Director de Le Monde Diplomatique en español, Francia.

 

 

Dr. Atilio Borón, sociólogo y analista internacional, Director del Programa Latinoamericano de Educación a Distancia en Ciencias Sociales, Argentina.

 

Dr. Mario Alberto Nájera Espinoza

Profesor del Departamento de Estudios sobre Movimientos sociales, Universidad de Guadalajara, México.

Coordinador de la Red Internacional de Cátedras Martianas.

 

Dr. Kyung Won Chung, profesor de la Universidad de Hankuk de Estudios Internacionales, Corea del Sur; y presidente del Club Martiano de Seúl.

 

Dr. Vittorio Di Cagno, Presidente de Honor de la Comisión de Cooperación de la Unión Internacional del Notariado Latino, Italia.

Dr. Miguel Antel Candenedo, filósofo, Decano de la Facultad de Filosofía de la Universidad de Panamá.

 

Dr. Paul Estrade, Profesor Emérito de la Universidad de París VIII, Expresidente del Centro de Historia de las Antillas Hispánicas, Francia.

 

Dr. Pablo González Casanova, ex Rector de la Universidad Nacional Autónoma de México, Premio Internacional José Martí de la UNESCO.

 

Dr. Eduardo Torres Cuevas, Director de la Oficina del Programa Martiano y Presidente de la Sociedad Cultural José Martí, de Cuba.

 

Dr. Guillermo Castro Herrera, profesor  universitario, exVicepresidente de Investigación y Formación de la Fundación Ciudad del Saber, Panamá.

 

Dr. Jean Lamore, profesor consultante de la Universidad de Burdeos, Francia.

 

Dr. Luigi Lombarda Vallauri, jurista y profesor de Filosofía de la Universidad de Florencia, Italia.

 

Dr. Juan Marchena Fernández, profesor de la Universidad Pablo de Olavide, y vicecoordinador de su Centro de Estudios Avanzados para América Latina y el Caribe, España.

 

Raúl Pérez Torres, escritor, Ecuador.

 

Max Puig, intelectual y político de República Dominicana.

 

Dr. Pedro Pablo Rodríguez, Investigador de la obra martiana, Director de la Edición Crítica de las Obras Completas de José Martí, Premio Nacional de Ciencias Sociales de Cuba.

 

Tony Raful, poeta e historiador de República Dominicana.

 

Luis Gomes Soromenho, profesor, economista y político portugués.

 

Emilio Lambiase, activista social, Italia.

 

Francisco Galindo, profesor universitario y promotor cultural, España.

 

Alicia Kirchner, política argentina, expresidenta del Comité Intergubernamental del Programa MOST de la UNESCO.

 

Ing. José Antonio Ruz Hernández, Rector de la Universidad Autónoma de Ciudad del Carmen, México.

 

Dra. Vivian Auffant, Catedrática de Español en la Facultad de Estudios General, Universidad de Puerto Rico.

 

Dr. Jorge Cuellar Montoya, Rector de la Universidad José Martí de Latinoamérica, Monterrey, México.

 

Dr. Francisco Beltrán LLoris, profesor y Vicerrector de Cooperación Internacional de la Universidad de Zaragoza, España.

 

Guilalermo Daniel Ortega Reyes, Secretario de la Comisión de Relaciones Internacionales del Parlamento Centroamericano, Nicaragua.

 

Dra. Marjorie Jiménez Castro, Profesora de la Universidad de Costa Rica.

 

Dr. Héctor Hernández Pardo, Subdirector General de la Oficina del Programa Martiano de Cuba y  Coordinador Ejecutivo del Proyecto José Martí de Solidaridad Internacional.

(VIDEO) Internazionalismo e lotta di classe ai tempi del Covid-19: L’attualità del socialismo

Il Partito dei CARC - Federazione... - Partito dei CARC ...Oggi giovedi 14 maggio, in diretta sulla pagina Partito dei CARC – Federazione Campania, Fabiola D’Aliesio conduce ResistenzaOnAir, ore 19.00.

Internazionalismo e lotta di classe ai tempi del Covid-19: L’attualità del socialismo.

In collegamento:

Indira Pineda Daudinot, Consolato Generale della Repubblica Boliviana del Venezuela a Napoli. Sull’esperienza sanitaria di Cuba e del Venezuela.

– (dalla Cina) Francesco Barchi, sinologo. Sulla Sanità della Repubblica Popolare Cinese.

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Mantova: PC condanna l’aggressione al Venezuela bolivariano

L'immagine può contenere: 1 persona, il seguente testo "QUIEN VENGA DISPUESTO A' MATARNOS TAMBIÉN DEBE VENIR DISPUESTO A MORIR"PARTITO COMUNISTA
MANTOVA

Condanniamo risolutamente l’attacco perpetrato alla Repubblica Bolivariana del Venezuela da parte di un commando di mercenari colombiani, avvenuto la mattina di domenica 3 maggio 2020.

Il popolo venezuelano deve essere rispettato così come il suo legittimo governo, va condannata l’arroganza degli Stati Uniti, i loro mezzi aggressivi sempre pericolosi che non vogliono accettare i popoli che decidono liberamente il loro destino e scelgono un modo di società ben diversa da quella capitalistica, ovvero una società socialista, basata su giustizia e uguaglianza.

Occorre quindi mantenere sempre viva la solidarietà col popolo venezuelano e il suo legittimo presidente, incentivare la solidarietà internazionale a favore di un popolo degno, esempio nella lotta di classe ed antimperialista.

¿Cuál es la diferencia entre el bien y el dinero?

china-gty-aa-200407_hpMain_16x9_992por theduran.com

Europa no ha aprendido las lecciones de la crisis del coronavirus

A veces parece que una suma con una larga cola de ceros puede resolver todos los problemas o hacer que cualquiera sea su amigo. Es una pena que los políticos europeos piensen lo mismo. Estaban equivocados y ahora están pagando. Veamos un buen ejemplo.

Ahora, en medio de la pandemia del coronavirus, hay mucho trabajo de desinfección en las ciudades de Serbia. Sin embargo, no son los especialistas europeos los que realizan un trabajo tan minucioso e importante. Pronto pasará un mes mientras los rusos trabajan allí: militares, expertos en protección biológica y médicos. Han sido trasladados a Serbia en 11 aviones, junto con equipos especiales, medicamentos y equipos. Los militares desinfectaron 19 ciudades en Serbia, y los médicos ayudaron a tratar a 500 pacientes infectados con el COVID-19.

La profesora asociada Ksenia Božović, especialista en enfermedades infecciosas del Centro Clínico de Enfermedades Infecciosas de Serbia, señala que, desde el punto de vista médico, fue extremadamente útil intercambiar experiencias con los colegas rusos.

“Nos enfrentamos a numerosos dilemas clínicos todos los días, ya que hasta ahora no se ha confirmado ningún protocolo clínico como el único correcto y absolutamente confiable. Para los médicos, todos los días surge un dilema: si estamos haciendo lo correcto o incorrecto, y tal vez alguien más sepa más que nosotros. La oportunidad de compartir experiencias ha ayudado a combatir esta infección con éxito”, dijo la profesora asociada Ksenia Božović.

“Ayudar en el sentido epidemiológico, así como ayudar a desinfectar numerosos sitios, es muy importante para nosotros. Los equipos de expertos rusos han desinfectado medio millón de metros cuadrados en nuestro país en los 18 días desde que están en Serbia”, dijo el general Dragan Dincic.

¿Cuán extensa es esta asistencia? ¿Cuánto dinero se ha gastado en ello? Apenas cientos de millones de euros. ¿Pero por qué los serbios están tan agradecidos con Moscú ahora? ¿Por qué el presidente Aleksandar Vucic admira su amistad con su colega ruso una y otra vez?

“La decisión del presidente Putin es un signo de solidaridad, así como una confirmación de la relación estratégica excepcional entre los dos países”, dijo Vucic el sábado pasado.

Recordemos lo que dijo sobre la Unión Europea: “No existe una gran solidaridad internacional. No hay solidaridad europea. Todo esto resultó ser un libro de cuento de hadas”, – dijo el presidente. -Cuando estas personas necesitaban dinero serbio, se veían obligadas a comerciar en sus términos para que las empresas europeas obtuvieran nuestro dinero. Cuando llegaron los tiempos difíciles, no se necesitaba el dinero serbio. ¿Por qué se dijo eso? Porque la Unión Europea literalmente estaba invirtiendo dinero en Serbia en el proceso de integración europea. Estamos hablando de 2 mil millones de euros en total. En particular, en los últimos años, se han asignado 450 millones de fondos de crédito para la atención médica de Serbia. Solo todo ese dinero ha sido absolutamente inútil frente a un virus mortal. ¿Cuál es el punto en millones si Serbia ni siquiera pudiera comprar medicamentos de países europeos? Es irónico que los propios países de la UE mostraron el precio real de su dinero cuando prohibieron la exportación de productos médicos. Resulta que era más importante que incluso las conexiones políticas, por no mencionar las finanzas, y fueron sus socios europeos a los que Belgrado se dirigió en primer lugar, no Rusia o China. Lo mejor que Vucic escuchó entonces fueron las palabras “apoyo moral” de Emmanuel Macron. Este resultado no es sorprendente después del precedente italiano. Pero ahora Europa se ve obligada a ver otro triunfo para Putin en una región tan importante como los Balcanes. “Nuestros amigos no nos traicionaron en el momento más importante para nosotros, y también trataremos de agradecerles por eso“, dijo el sociólogo serbio Ilya Kaitez, hablando sobre la ayuda del Kremlin. Estas palabras tienen mucho sentido. Como sabes, los amigos se conocen en problemas. Y ahora las relaciones ruso-serbias solo se fortalecerán, y los serbios mirarán a la UE con decepción. Según diversas encuestas, el año pasado el número de serbios que estaban a favor de la membresía en la UE fue del 35 al 53%. Incluso la tasa más alta es una mayoría muy débil, que puede no existir en el 2020.

Muchos ahora intentan presentar el apoyo de Rusia como un movimiento político. Si es o no, ya no es importante. Nadie ha impedido que Alemania haga lo mismo. Pero no sucedió. Por eso tenemos que corregir la situación. ¿Cómo? Con dinero de nuevo! Todos insisten en ignorar el hecho de que la pandemia no es una crisis financiera. Las consecuencias económicas son masivas, pero siguen siendo un efecto secundario. Va a llevar mucho tiempo llenar todo esto con dinero. Hasta que el virus mismo gane. Solo el presupuesto puede bajar antes. Desafortunadamente, los líderes europeos nunca se dieron cuenta de que un grupo de profesionales fue enviado a ayudar a otro país, tal vez más útil que las trincheras en dólares. Es por eso que en Italia, las banderas de la Unión Europea fueron derribadas. Por eso los serbios están agradecidos con los rusos.

Italia: Reflexiones sobre la pandemia y la validez del distanciaminto social

L'immagine può contenere: una o più personepor Adriano Ascoli

Muchos creen que la cuarentena, el distanciamiento social y otras medidas de contención son el resultado de un engaño, como si el problema de una epidemia que está trastornando al mundo no fuera real. Sería una excusa, según otros, destinada a suprimir todos los derechos, los más imaginificos y conspiranoicos lo han considerado una conspiración para dañar a Italia y un invento sería el terrible número de muertes (tal vez el doble de lo declarado, con una mortalidad absoluta en algunas provincias más de cuatro veces el promedio estacional). Todo esto sería según ellos como cualquiera de las muchas “fake news”.

Intento explicar mi punto de vista y por qué todo esto no es una farsa o algo instrumental en absoluto.

Nessuna descrizione della foto disponibile.Por supuesto, la acusación contra los responsables de la masacre debe ser firme (principalmente por no haber cerrado la zona del entonces brodo de coltura de Europa en Lombardía, una de las zonas más industrializadas del país). Al horror de los ancianos que murieron en la RSA y al contagio culpable de miles de pacientes y trabajadores del sistema de salud, hay que añadir las otras víctimas -que ciertamente no son pocas- de un sistema de salud que se derrumbó y que, por lo tanto, no pudieron recibir una atención adecuada. Otra causa es la no aplicación de los protocolos de seguridad, la no búsqueda, chequeo y aislamiento de las personas infectadas y la no utilización de los dispositivos de protección, empezando por las máscaras que se suministran con casi dos meses de retraso. Un delito cometido, en particular en la región de Lombardía, en el altar de la máxima ganancia de los empresarios industrial y el entrelazamiento de los empresarios y administradores con la propiedad de instalaciones sanitarias privadas, algo que ha llevado a la propagación del virus en todo el país y más allá. Una terrible carga de dolor que todos estamos pagando sin saber cómo y cuándo terminará.

L'immagine può contenere: una o più personeLos científicos chinos que han estado advirtiendo sobre el peligro desde enero, y siguiendo a la OMS y a la comunidad científica mundial en su prevalencia, calculan un grado de contagio para este virus de aproximadamente uno a tres. Es un contagio rápido y, por lo tanto, alarmante (incluso si hay otros más altos como el sarampión, que es de uno a trece). Los expertos ahora dicen que un Coronavirus positivo infecta a un promedio de dos personas (2.5). Esto indica una tendencia numérica precisa, poniendo de uno a tres: 1, 3, 9, 27, 81, 243, 729, 2187, etc. Este crecimiento medio, confirmado por la tendencia tanto en China como en Italia, indica una progresión en sí misma que puede limitarse si interviene un espaciamiento, si se utilizan dispositivos de protección, si, en definitiva, se reducen drásticamente los contactos.

¿Funciona o no funciona el espaciamiento actual en Italia? Aunque es incompleto y parcial funciona, porque de lo contrario la progresión numérica, sobre todo en las regiones de contaminación reciente (donde no había habido anteriormente una mortalidad debida al virus en cuestión), ya sería visible con un aumento neto de enfermos y el consiguiente aumento del porcentaje de muertes, calculado en torno al 1,5% de letalidad (en China indicaba inicialmente un temible 3%). Parecen porcentajes bajos pero la influencia española en los años 1918-21 llevó una letalidad del 2% (2,04) sin embargo, golpeando a casi toda la población mundial, en tres años diezmó el planeta. También este virus podría infectar a miles de millones de personas en unos pocos meses. Este porcentaje, aparentemente pequeño, se traduciría entonces en una enorme cantidad de muertes, a las que habría que añadir millones de personas curadas, incluso en edad productiva, muchas de ellas con enfermedades pulmonares crónicas como la fibrosis pulmonar: un desastre para cualquier sistema sanitario y productivo que ha hecho correr a diferentes medidas, con retraso criminal, incluso a aquellos países que han jugado la propaganda de la “simple influencia” (la misma propaganda que llevan en Italia algunos grupos industriales del norte del país). De ahí la alarma generalizada. Es evidente que el capitalismo y, en particular, los regímenes neoliberales, que vemos en Lombardía, que vemos en Nueva York, empeoran las cosas al impedir un enfoque de contención, dada la ausencia de una vacuna y la prevalencia de intereses económicos estrechos e inmediatos, cuán miopes e inhumanos. Pero si, por ejemplo, viviéramos en condiciones similares a las de hace unos pocos siglos, el crecimiento numérico sería similar y en ausencia de medidas de aislamiento la humanidad se vería fuertemente afectada. Es decir que en ausencia de un tratamiento temprano adecuado o de una vacuna, en cualquier formación socioeconómica, la única respuesta adecuada a una epidemia de este tipo sería el distanciamiento, que es lo que hacían los antiguos. Otro ejemplo se refiere a algunos países como Viet Nam o Venezuela, donde las técnicas de aislamiento y contención inmediata han logrado resultados que han obstaculizado la propagación de la epidemia en su fase inicial, como lo ha reconocido la OMS (despertando la ira de la administracion de EE.UU.).L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi e testo Ni siquiera Hong Kong y las dos Coreas permitieron que la epidemia se extendiera.

Es decir, también se puede observar cómo en algunos países, de forma espontánea, este tipo de epidemia se ha propagado por el momento en zonas económicamente desarrolladas, donde hay un intenso intercambio económico y social y en los barrios de vida nocturna; por el contrario, este desarrollo del contagio no parece favorecerse en los barrios populares, donde el estilo de vida predominante está más retraído y reducida es la propia actividad económica. Por ejemplo, el contagio se ha extendido a Montevideo en la zona de Carrasco y Pocitos, zonas bastante exclusivas típicamente frecuentadas y habitadas por la burguesía local, mientras que en los barrios populares hasta ahora no ha habido casos. Noticias similares llegan de Buenos Aires, donde la propagación se registra actualmente en el Barrio Norte, pero no en las zonas más populares de la ciudad, así como de Bolivia, donde la región contaminada es también la más moderna de la zona de Santa Cruz. Por último, en Ecuador las consecuencias más desastrosas, también por la inacción del gobierno de Traidor Moreno, han sido en Guayaquil una de las ciudades más ricas y turísticas del país. Todo esto parece confirmar que cuando hay una forma de distanciamiento objetivo, la propagación de la epidemia se reduce decididamente.

Por supuesto, hoy en día existen respiradores y cilindros de oxígeno, el enorme potencial del servicio de salud en los países más avanzados y algunas terapias experimentales, pero ningún país podría tener millones de respiradores y decenas de millones de médicos y enfermeras para tratar el alto porcentaje de la población que se infectaría en poco tiempo. Luego volvemos a las técnicas de aislamiento/distanciamiento sea cual sea el tipo de sociedad, a menos que lo dejemos ir a ese virus como inicialmente asumió el Primer Ministro británico (que entonces lo pasó mal en cuidados intensivos), o el Presidente yanqui Trump (con los EE.UU. ya en una situación desastrosa, luchando con fosas comunes donde disponer miserablemente de decenas y pronto cientos de miles de cuerpos, en su mayoría indigentes y marginados). 

También es cierto que la experiencia se desarrolla rápidamente y que, aunque no exista una vacuna, se están probando diariamente varias nuevas terapias de drogas, además de la prevención en el cumplimiento de la distancia y algunas normas de higiene (manos, cara y vías respiratorias). Un antiguo medicamento antipalúdico -la cloroquina- asociado a los antivirales, si se toma en una etapa temprana (o en dosis de heparina), podría reducir en gran medida las complicaciones pulmonares, con lo que se reducirían significativamente tanto las hospitalizaciones como las muertes. Es probable que en unos pocos meses estos tratamientos se estandaricen siguiendo un protocolo y que la situación mejore, quizás antes del proximo octubre. Pero las cifras, como decíamos, van demasiado deprisa y sin esperar, por lo que habrá que mantener la distancia si no queremos encontrarnos ante un genocidio y cualquier apertura tendrá que ser argumentada por las cifras (que por lo tanto se vuelven importantes, deben ser creíbles y debemos descifrarlas muy cuidadosamente, porque las decisiones políticas dependerán de ellas y no tenemos dejar que nos tomen el pelo) y por la capacidad de los servicios territoriales, en nuestro país muy reducida por las políticas insensatas de recortes y privatizaciones.L'immagine può contenere: 2 persone

Mientras tanto, en la Universidad Politécnica de Pavia, han desarrollado un tipo de prueba de anticuerpos que ahora afirman que es fiable; hasta ahora, las pruebas disponibles no se consideraban como tales. Se discute la posibilidad de comenzar pronto con el objetivo de hacer pruebas a la población italiana por categorías: podrían procesar quinientos mil pruebas al día. El mapeo indicaría las categorías de mayor riesgo porque no tienen anticuerpos e indicaría cuántas personas ya han tenido contacto con este virus. En otras palabras, no es como si no estuvieran haciendo nada a nivel de salud e investigación como alguien está solapando.

Me detengo aquí porque, en conclusión, soy consciente de lo que dicen generalmente los conocedores, ciertamente no más. Probablemente, si esto es así, dentro de unos meses muchas precauciones serán menos necesarias y podremos mirar los colores después de este paréntesis en blanco y negro y disfrutar la idea que se pueda salir de esta pesadilla, pero la situación no se aflojará muy pronto; reabrirán algunas actividades con medidas de seguridad, que hay que verificar en su eficacia real, lo que no puede sino afectar el ritmo y la forma de trabajar. Sobre todo, cualquier aflojamiento significativo, para no generar tremendas oleadas en los números, debe comenzar en una condición de crecimiento cero de los contagios y con una red territorial de personal sanitario encargado de la vigilancia, son necesarios para este un reclutamiento urgente de personal sanitario y social.

L'immagine può contenere: una o più persone e testoLa propia crisis económica impondrá muchos cambios y se plantea la cuestión de la necesidad de cubrir las necesidades de la población, los trabajadores, los trabajadores precarios, los desempleados y los jubilados (más que los apetitos de los grandes empresarios no pocas veces con sede fiscal en el extranjero, tal vez en Holanda), porque de lo contrario será imposible cumplir con las reglas del distanciamiento. También hay que afrontar muchos aspectos psicológicos y sociales relativos al malestar de las personas solas y aisladas, ya que ya no es cuestión de unos pocos días y podría haber actividades de bienestar social dirigidas y basadas en el hogar, siguiendo el ejemplo de lo que ocurrió en la República Popular China, donde la población tenía obligaciones muy estrictas pero también un apoyo y una asistencia constantes. Sabemos que estas medidas no serán adoptadas de manera consecuente por un gobierno de compromiso como el actual en Italia, y menos aún en la nociva hipótesis de un gobierno de “amplio entendimiento”, entre todas las actuales fuerzas parlamentarias, que probablemente vería prevalecer en todo el país una nueva y no menos criminal línea lombarda, con consecuencias desastrosas. Otra cosa sería un Gobierno de Emergencia Popular capaz de poner en práctica todas las medidas de protección y emergencia, sanitarias y económicas, poniendo en primer lugar la política y el interés común, sin tener que someterse, por ejemplo, al chantaje criminal de los industriales.

Aquí, sin embargo, mi intención era tratar la cuestión de si el método de distanciamiento es válido o no, y si podríamos prescindir de él, dada la actual emergencia, o no en una sociedad diferente, en el mundo nuevo que queremos.

Italia: riflessioni sulla pandemia e validità del distanziamento sociale

L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi e testodi Adriano Ascoli

Molti ritengono la quarantena, il distanziamento e altre misure di contenimento essere il frutto di un inganno, come se il problema di un’epidemia che sta sconvolgendo il mondo non fosse reale. Sarebbe una scusa, secondo altri, finalizzata a sopprimere ogni diritto, i più fantasiosi e ‘cospiranoici’ lo hanno ritenuto un complotto volto a danneggiare l’Italia e una invenzione sarebbe il terribile numero di decessi (forse doppio di quanto dichiarato, con mortalità assoluta in alcune province oltre quattro volte la media stagionale). Tutto ciò sarebbe secondo costoro alla stregua di una qualsiasi delle tante “fake news”.

Provo a spiegare il mio punto di vista e il perché non si tratta affatto di una farsa o una cosa strumentale.

Nessuna descrizione della foto disponibile.Naturalmente ferma deve essere la denuncia verso i responsabili della procurata strage (principalmente proprio per non aver chiuso la zona dell’allora più grande focolaio d’Europa in Lombardia, una delle zone più industrializzate del paese). Oltre all’orrore degli anziani deceduti nelle RSA e al colposo contagio di migliaia di pazienti e di lavoratori del sistema sanitario, bisogna aggiungerci le altre vittime – che di certo non sono poche – di un sistema sanitario finito al collasso e che non hanno potuto quindi ricevere le cure adeguate. Altra causa la mancata applicazione dei protocolli di sicurezza, la mancata ricerca, tracciamento e isolamento dei contagiati e il mancato utilizzo dei dispositivi di protezione dpi, a partire dalle mascherine fornite con quasi due mesi di ritardo. Un crimine commesso, in particolare nella regione Lombardia, sull’altare del massimo profitto padronale ed industriale e degli intrecci tra imprenditori ed amministratori con la proprietà delle strutture sanitarie private, qualcosa che ha comportato la diffusione del virus in tutto il Paese e non solo. Un terribile carico di dolore che stiamo tutti pagando senza sapere come e quando potrà finire.

Gli scienziati cinesi che già da Gennaio avvisavano del pericolo, e a seguire l’OMS e la comunità scientifica mondiale nella sua prevalenza, calcolano un grado di contagiosità per questo virus circa di uno a tre. È una contagiosità rapida e per questo allarmante (anche se ce ne sono di più alte come ad esempio il morbillo che è di circa uno a tredici). Gli esperti dicono adesso che un positivo da Coronavirus contagia mediamente due persone (2.5). Questo indica un preciso andamento numerico, ponendo uno a tre: 1, 3, 9, 27, 81, 243, 729, 2187, ecc. Questa crescita media, confermata dall’andamento sia in Cina e poi in Italia, indica una progressione in sé che può essere limitata se interviene un distanziamento, se si utilizzano dispositivi di protezione, se insomma i contatti sono drasticamente ridotti.

L'immagine può contenere: una o più personeL’attuale distanziamento in Italia funziona o non funziona? Nonostante sia incompleto e parziale funziona, perché altrimenti la progressione numerica, specialmente nelle regioni di recente contaminazione (dove non si era registrata prima una mortalità dovuta al virus in questione), già sarebbe visibile con un aumento netto di malati ed il conseguente aumento percentuale di decessi, calcolato intorno a 1,5% di letalità (in Cina indicavano inizialmente un pauroso 3%). Paiono percentuali basse ma “la Spagnola” negli anni 1918-21 fece registrare una letalità del 2% (2,04) tuttavia, colpendo quasi tutta la popolazione mondiale, in tre anni decimò il pianeta. Anche questo virus in pochi mesi potrebbe contagiare miliardi di persone. Questa percentuale, apparentemente piccola, si tradurrebbe allora in una enorme quantità di morti, ai quali sommare milioni di guariti, anche in età produttiva, molti con patologie polmonari croniche come la fibrosi polmonare: un disastro per qualunque sistema sanitario e produttivo che ha fatto correre ai ripari, con criminale ritardo, pure quei paesi che hanno giocato la propaganda della “banale influenza” (la stessa propaganda veicolata in Italia da alcuni gruppi industriali del nord del paese). Di qui l’allarme generalizzato. Chiaramente il capitalismo ed in particolare i regimi neoliberisti, vediamo in Lombardia, vediamo a New York, peggiorano le cose impedendo un approccio di contenimento, vista l’assenza di un vaccino ed il prevalere di gretti ed immediati, quanto miopi e disumani, interessi economici. Ma se ad esempio vivessimo in condizioni simili a qualche secolo fa, la crescita numerica risulterebbe simile ed in assenza di misure di isolamento l’umanità ne sarebbe pesantemente colpita. Questo per dire che in assenza di adeguate cure precoci o di un vaccino, in qualunque formazione economico sociale, l’unica adeguata risposta di fronte ad una epidemia di questo tipo sarebbe il distanziamento, che è ciò che infatti facevano gli antichi. Un altro esempio riguarda alcuni paesi come il Vietnam o il Venezuela, dove le tecniche di isolamento e contenimento immediato hanno ottenuto risultati ostacolando sul nascere la diffusione dell’epidemia, come riconosciuto dall’OMS (suscitando l’ira dell’amministrazione nordamericana). Anche Hong Kong e le due Coree non hanno permesso la diffusione dell’epidemia.

In altri termini è anche possibile osservare come in alcuni paesi, spontaneamente, questo tipo di epidemia si sia diffusa per ora nelle aree sviluppate economicamente, dove sono presenti intensi scambi economici e sociali e nei quartieri della movida; viceversa questo sviluppo del contagio non pare sia favorito nei quartieri popolari, là dove lo stile di vita prevalente è più ritirato e ridotta è la stessa attività economica. Ad esempio il contagio si è diffuso a Montevideo nella zona Carrasco ed in Pocitos, zone piuttosto esclusive tipicamente frequentate e abitate dalla locale borghesia, mentre nei barrios popolari finora non si sono registrati casi. Simili notizie giungono da Buenos Aires dove la diffusione al momento viene segnalata nel barrio Norte ma non nelle zone più popolari, così anche in Bolivia dove la regione contaminata è anche quella più moderna, nella zona di Santa Cruz. Infine in Ecuador le conseguenze più disastrose, anche a causa della inazione del governo del traidor Moreno, sono state a Guayaquil in una delle città più ricche e turistiche del paese. Tutto questo parrebbe confermare che dove è presente una forma di distanziamento oggettivo la diffusione dell’epidemia è decisamente ridotta.

Naturalmente oggi esistono i respiratori e bombole di ossigeno, le enormi potenzialità del servizio sanitario nei paesi più avanzati e alcune terapie in sperimentazione, ma nessun paese potrebbe disporre di milioni di respiratori e decine di milioni di medici e infermieri per curare l’alta percentuale della popolazione che verrebbe contagiata in poco tempo. Si ritorna allora a tecniche di isolamento/distanziamento qualunque sia il tipo di società, a meno di lasciar correre come ipotizzava inizialmente il primo ministro inglese (che poi se l’è vista brutta in terapia intensiva), o il presidente yankee Trump (con gli USA già adesso in una situazione disastrosa, alle prese con fosse comuni dove smaltire miseramente decine e presto centinaia di migliaia di corpi, per lo più indigenti ed emarginati).

L'immagine può contenere: una o più persone e testoVero anche che l’esperienza corre veloce e anche se non c’è un vaccino diverse nuove terapie farmacologiche sono in sperimentazione ogni giorno, sommandosi alla prevenzione nel rispetto del distanziamento e di alcune norme igieniche (mani, volto e vie respiratorie). Un vecchio farmaco antimalarico – clorochina – associato ad antivirali, se preso in fase iniziale (o dosi di eparina), potrebbe diminuire di molto le complicazioni polmonari, con ciò riducendo significativamente sia i ricoveri sia i decessi. È probabile che in alcuni mesi queste cure saranno standardizzate seguendo un protocollo e la situazione potrebbe dunque migliorare, forse dopo l’estate. Ma i numeri come dicevamo corrono troppo rapidi, dunque un distanziamento dovrà proseguire se non vogliamo trovarci a gestire un genocidio e ogni apertura dovrà essere argomentata dai numeri (che dunque diventano importanti, devono essere credibili e dobbiamo decifrarli con molta attenzione, perché da essi dipenderanno decisioni politiche) e dalle capacità dei servizi territoriali, nel nostro paese assai ridotti dalle dissennate politiche di tagli e privatizzazioni.

Nel frattempo al politecnico di Pavia hanno messo a punto un tipo di test degli anticorpi che ora dicono essere affidabile; finora i test disponibili non erano considerati tali. Si discute della possibilità di iniziare a breve con l’obiettivo di testare a tappeto e per categorie la popolazione italiana: potrebbero processare cinquecentomila test al giorno. La mappatura indicherebbe le categorie più a rischio perché prive di anticorpi e indicherebbe quante persone hanno già avuto un contatto con questo virus. In altri termini, non è che a livello sanitario e di ricerca non stiano facendo niente come qualcuno mormora.

L'immagine può contenere: 2 personeMi fermo qui perché in conclusione sono a conoscenza di quel che dicono generalmente gli addetti ai lavori, di certo non di più. Probabilmente, se le cose stanno così, in alcuni mesi molte precauzioni potrebbero essere meno necessarie e potremo rivedere i colori dopo questa parentesi in bianco e nero, ma la situazione non si allenterà molto di qui a breve; riapriranno alcune attività con misure di sicurezza, da verificare nella loro effettiva efficacia che non potrà non incidere sui ritmi e le modalità di lavoro. Soprattutto ogni allentamento significativo, per non generare impennate nei numeri, dovrebbe iniziare in una condizione di crescita zero dei contagi e con una rete territoriale di personale sanitario addetto al monitoraggio, servono per questo urgenti assunzioni di personale socio sanitario. La crisi economica stessa imporrà molti cambiamenti e c’è la questione della necessità di coprire i bisogni della popolazione, dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati e dei pensionati (più che gli appetiti dei grandi imprenditori non di rado con sede fiscale all’estero, magari in Olanda), perché altrimenti sarà impossibile il rispetto delle norme di distanziamento.

Anche molti aspetti psicologici e sociali riguardo al disagio delle persone sole ed isolate devono essere affrontati, non trattandosi più di pochi giorni e potrebbero intervenire attività di tipo socio assistenziale mirate e domiciliari, sull’esempio di quanto avvenuto nella Repubblica Popolare Cinese, dove la popolazione ha avuto obblighi rigidissimi ma anche costante supporto e assistenza. Sappiamo che queste misure non le potrà prendere in modo coerente un governo di compromesso come l’attuale in Italia, ancora meno nell’ipotesi nefasta di un governo di larghe intese che probabilmente vedrebbe prevalere una nuova e non meno criminale linea lombarda in tutto il Paese, con conseguenze disastrose. Altro sarebbe un governo di emergenza popolare capace di attuare ogni misura di tutela e di emergenza, sanitaria ed economica, ponendo al primo posto la politica e l’interesse comune, senza dover sottostare ad esempio ai ricatti criminali degli industriali.

Qui però era mia intenzione trattare della questione se o meno sia valido il metodo del distanziamento, e se ne potremmo fare a meno, stante la attuale emergenza, oppure no in una società diversa, nel mondo che vogliamo.

Videoconferencia: Cava de’ Tirreni-Santiago de Cuba

por Emilio Lambiase 

6abr2020.- En primer lugar, quiero actualizar los datos del coronavirus a Italia: alrededor de 120 mil infectados; unos 20 mil recuperados y unos 15 mil muertes.

Entre estos, hay que me hace pensar: 80 médicos muertos y 10 mil trabajadores de la salud infectados. ¡Ningún político!

En comparación, en China murieron 14 médicos.

La respuesta a todo esto es que los últimos 20 años, Italia, con cualquier gobierno, ha desmantelado la salud pública dándola a privados.

Seguí la llegada de los médicos cubanos a través del canal del Caribe.

Por un momento queria ser médico por el alto valor humano que asumió para toda la Humanidad.

Percibí al ejército de médicos cubano como un ejército de Liberación y, al aplaudirlo, mi emoción llegó al llanto.

Orgulloso de los médicos cubanos.

Quien me ezplica como hace una isla embargada, boloqueada por 60 años para tener una de las mejores medicinas del mundo, uno de los mejores sistema de salud y exportar médicos que andan por el mundo salvandos vidas?

Cuba formó 14 brigadas internacionalistas en siete dias: un heco che tiene en la historia humana solo un precedentes, ¡quien descansó el septimo dia!

El Che dijo: Creemos que la cultura y la atención médica son servicios en los que nunca gastaremos lo suficiente, y cuanto más dinero podamos asignarles, mejor será para todos. Y continuaremos invirtiendo todo lo posible en esta dirección.

Hoy, se ha creado un frente de solidaridad mundial en salud a través de Cuba, China y Rusia, por un lado, y los Estados Unidos de Trump, que confisca barcos y alimentos destinados a países como Cuba y Venezuela, por el otro.

En mi opinión, en este momento Cuba va más allá de las fronteras geográficas de una Isla y se ha convertido en un Continente de Solidaridad y de Paz, al servicio de la Humanidad.

Italia también se detuvo con las industrias, a excepción de las prioritarias que sirven para apoyar la supervivencia de la población.

Sin embargo, me pregunto, ¿por qué se han dejado abiertas las industrias de armas?

Una palabra sobre el último movimiento de Trump contra la humanidad al enviar la flota para bloquear el Caribe.

Declaro que ni Trump, Merkel y Boris no pusieron en cuarentena de inmediato a la población para no bloquear las ganancias de las empresas.

Una verdadera contradicción del capitalismo que permitió que el virus saltara de las personas a la economía.

En medio de una pandemia con la mitad de la población mundial en cuarentena, Trump, después de recibir ayuda de Rusia, bloquea los aviones a Cuba y hoy libró una guerra inventada al narcotráfico contra Venezuela, con el objetivo de apoderarse de los recursos energéticos.

Digamos que ningún virus es revolucionario y ningún virus ha derribado el capitalismo.

Las clases oprimidas deben organizarse contra la burguesía imperial.

Hoy China bloqueó la pandemia y Estados Unidos no.

Quien soy yo:

Nací pobre y en mi hogar fue la vanguardia del hambre.

Mi familia con 22 hermanos, soy el único que estudió.

Mi padre me dejó la única riqueza en su poder: la pobreza.

Todo esto me forjó como Comunista.

Sobreviví toda mi vida profesional como comunista sin doblegarme al engaño liberal.

Afortunadamente para mí, un dia, conocí a Armando Hart Dávalos y me convertí en Martiano.

Luego, con la contribución de todos los cubanos que he conocido, nadie excluido, y aquí es difícil hacer una lista, incluidos los niños, me convertí en Fidelista.

Hoy debo agradecer especialmente a Vicente González Díaz quien ha fortalecido mi amor por Cuba y con su ejemplo me hizo Santiaguero.

Cuba esta escribiendo una de las paginas mas hermosas de la Revolución cubana para el bien de la Humanidad.

¡Hasta la Victoria Siempre!

Ai popoli del mondo e agli amici della Rivoluzione Bolivariana

COMUNICATO

Ai popoli del mondo e agli amici della Rivoluzione Bolivariana

Gli Stati Uniti danno vita ad una nuova fase di violenza e colpo di stato contro il Venezuela. Nello scenario dei più recenti attacchi degli Stati Uniti contro il Venezuela, oggi il governo di Donald Trump ha accusato il Presidente Nicolás Maduro come parte di una presunta struttura narco-terrorista e ha stabilito un prezzo per il suo arresto o assassinio, insieme ad altri leader del processo rivoluzionario venezuelano.

Senza alcun elemento o prova, Washington accusa il Venezuela di avere responsabilità nel narcotraffico, essendo in realtà vittime di questa piaga, poiché il loro stretto alleato e nostro vicino, la Repubblica della Colombia, è il principale produttore di droga al mondo, in particolare di cocaina, un fatto certificato dalle stesse Nazioni Unite e dalle stesse autorità statunitensi.

Ma contestualizziamo questa decisione:

1. Sotto la guida del presidente Maduro, il Venezuela sta conducendo un’efficace lotta contro il Coronavirus, riuscendo finora a contenere la propagazione del virus. Il nostro paese è stato il primo nella regione a decretare la quarantena e, grazie alla cooperazione con Cina, Russia e Cuba, abbiamo tutte le competenze mediche per fronteggiare questa pandemia. Tali decisioni hanno avuto il sostegno della maggioranza del popolo venezuelano, compresi ampi settori dell’opposizione.

2. Sono stati compiuti progressi nell’importante processo di dialogo con i settori democratici dell’opposizione, molti dei quali nel contesto della pandemia si sono espressi a favore della collaborazione con il governo e della richiesta di sospensione delle misure unilaterali coercitive (erroneamente definite sanzioni) che colpiscono la nostra economia ed il nostro popolo.

3. Da diverse parti del globo, ci sono sempre più voci che si uniscono contro il blocco subito dal Venezuela, tra cui segnaliamo le recenti dichiarazioni dell’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri, Josep Borrel; il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres e Michelle Bachelet, Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite.

4. Lo scorso 23 marzo, la polizia stradale in Colombia ha sequestrato un arsenale di armi da guerra che, grazie all’efficiente lavoro dei nostri servizi di intelligence, sapevamo avere per obiettivo finale quello di entrare in Venezuela per realizzare azioni terroristiche contro il Presidente Maduro e altre autorità. L’intera rete di questa cospirazione, che ha il sostegno degli Stati Uniti e della Colombia, è stata denunciata ieri con dettagli dal nostro Ministro della Comunicazione, Jorge Rodriguez.

A seguito della esigua adesione alle mobilitazioni dell’opposizione convocate dal sig. Juan Guaidó nel 2020, da Washington hanno deciso di optare per le vie violente per realizzare il loro tanto agognato “cambio di regime” in Venezuela.

È in questo contesto, in cui il Governo Bolivariano è rafforzato e in cui gli Stati Uniti sono in crisi per la pandemia che sta devastando la loro nazione, che si prende questa decisione pericolosa, irrazionale e criminale, annunciata oggi dall’amministrazione Trump.

Puntano chiaramente sulla violenza e sul terrorismo, come risulta evidente dalle dichiarazioni rilasciate oggi da un traditore, ex militare venezuelano, il generale Cliver Alcalá Cordones, che dalla Colombia ha confessato che le armi sequestrate erano effettivamente progettate per attentati in Venezuela, secondo un piano appoggiato dal sig. Juan Guaidó e dal governo degli Stati Uniti, attraverso funzionari e mercenari di appaltatori militari. Tra le altre cose, Alcalá sottolinea che l’acquisto di armi è stato istruito da Guaidó come dimostrato da un contratto in suo possesso.

È importante evidenziare che da diversi anni, in particolare dal 4 agosto 2018, quando c’è stato un tentativo di magnicidio a Caracas contro il Presidente Maduro mediante l’utilizzo di droni armati di esplosivo, sono stati frequentemente denunciati gruppi terroristici che operano dalla Colombia. Le informazioni, anche relative all’ubicazione dei centri di addestramento dei terroristi, sono state inviate alle rispettive autorità competenti, ma il governo di Iván Duque non si è mai pronunciato in merito. Pertanto, abbiamo proceduto a denunciare le circostanze di complicità del governo colombiano con i terroristi al Segretario Generale delle Nazioni Unite.

Viviamo quindi una fase molto pericolosa, soprattutto tenendo conto delle imminenti elezioni presidenziali negli Stati Uniti, contesto favorevole – come abbiamo visto storicamente – per la produzione di azioni che aiutino a garantire la rielezione del presidente di turno in carica.
Chiediamo pertanto la vostra solidarietà al popolo venezuelano ed esortiamo a rimanere vigili di fronte a questa nuova fase di aggressione.

#NosotrosVenceremos!
#Vinceremo!*
#LasSancionesSonUnCrimen
#LeSanzioniSonoUnCrimine
#MaduroValentíaYDignidad
#MaduroCoraggioEDignità

CARACAS, 26 marzo 2020

Piattaforma del popolo venezuelano contro il blocco

Italia, PC: “Prima la salute dei lavoratori, NON il profitto!”

Risultato immagini per sciopero 25 marzo 2020 gomma plasticadi Monica Perugini*

Se la chiusura non coinvolgerà tutte le attività produttive non essenziali, la salute dei lavoratori sarà posta costantemente a rischio, giacché è pressoché impossibile controllare che le misure preventive all’attacco virale, siano poste in essere nelle fabbriche interessate.

È vergognoso che i lavoratori debbano vedersi derubati di ferie e permessi per stare a casa e porre al riparo la salute di se stessi e delle loro famiglie e a maggior ragione che debbano perdere quote di salario, anche se lo sciopero è rimasto l’unica arma, tuttavia posta in essere in modo esageratamente tardivo dai sindacati confederali come sempre “bruciati” sul tempo da manifestazioni spontanee e di base.

Allo stesso protestiamo ed alziamo la nostra voce contro un governo che spudoratamente, attraverso il suo presidente, dichiara di NON POTER SAPERE quali possano essere le attività essenziali! Ci chiediamo, allora che ci stia a fare!

Mantova, dove la protesta della tessile Corneliani era già scattata all’inizio dell’emergenza, vede oggi scoppiare la rivolta contro il decreto blocca-fabbriche, vede scioperi in tutta la provincia e da Mantova la protesta dilaga: il 25 marzo ci sarà finalmente lo stop regionale. L’allarme di Filctem, Femca e Uiltec al prefetto è che ditte locali non essenziali ora provano a riaprire, sfruttando l’interpretazione e le incertezze del decreto eterno. Proteste e blocchi nelle aziende metalmeccaniche del Mantovano sono ormai numerose.

Da comunisti siamo al fianco di questi lavoratori che non possono e non devono sentirsi soli in questa difficile lotta per la salute e la dignità. 

* Partito Comunista – Lombardia

Italia: el Covid-19 “da los números”

por Adriano Ascoli

[aquí en italiano]

Los números están todos equivocados. Especialmente ahora parecen estar orientados por Confindustria, los patrones ansiosos de no perder días de ganancias, y los noticieros ya anuncian un declive irreal en el crecimiento de las infecciones y muertes causadas por esta gravísima epidemia. Pero la anomalía de la región Lombardía continúa con su temible número de víctimas en sólo 20 días [Italia se constituye administrativamente por 20 regiones, y la Lombardía, la región de Mílan, es aquella donde se concentra la mayoria absoluta de todos los contagios y muertes oficiales con el nuevo coronavirus, NdT] mientras que los efectos de la contención deberían ser efectivos en la regi­ón Toscana, por ejemplo.

La curva del contagio es ahora baja en la región Véneto, lo que indica una situación bajo control, mientras que en Lombardía ni siquiera la miran, pero tal vez es vertical. Los examenés para detectar el virus SARS-CoV-2, de hecho, son escasos, por lo que el índice de letalidad es cuatro veces mayor que en el Véneto. Por lo tanto, cabe considerar que se disparó un aumento significativo de la mortalidad general, en particular en las provincias de Bérgamo y Brescia, como lo atestiguan los obituarios y la emergencia de los cementerios.

Con toda probabilidad en Lombardía hay más de 120 mil positivos y no 25 mil como se dice, también porque las muertes no pueden ser del 12% allí, como se puede ver en el número de muertes en relación con los positivos comprobados.

La región Véneto, que ha hecho muchos exámenes, tiene un índice de letalidad del 3% en línea con la tendencia china, por lo tanto más fiable. Además, algunos de ellos son emboscados en sus casas, como el alcalde de Bérgamo Giorgio Gori nos hace entender, y no mueren en el hospital, de lo contrario superarían el 15%, un porcentaje poco realista y algunos valientes ya están asumiendola idea de una repentina mutación del virus en toda Lombardía. Por lo tanto, es evidente que en Lombardía alguien está falsificando seriamente los datos o, en cualquier caso, que no mueren a causa del polvo fino o la niebla tóxica, según la hipótesis de algún profesor citado en la televisión, sino que sería un cálculo falso tanto en las pruebas positivas como en el número de muertes. Todo esto necesita ser aclarado.

Si esto escenario de la región Lombardía fuese confirmado, sería un delito muy grave, por ser la causa de la propagación de la epidémia en el mayor brote que ha alimentado la infección en toda Italia y probablemente en el mundo.

En la emergencia la gente se asombra, no pueden celebrar el funeral, se ven obligados a quedarse en casa y muchos se quejan de tantas muertes en casa (personas que murieron en su cama sin asistencia). Estas muertes no parecen estar incluidas en las estadísticas porque no se han hecho los exámenes necesarios. ¿Quién los escucha? El alcalde tal vez, que de hecho habló de ellos.

La ayuda solidaria de la República Popular China, la Federación Rusa, Cuba, Vietnam y otros países es importante, pero las autoridades italianas tienen que aprender de la experiencia de estos países, sin subordinarse a los intereses de la empresa Amazon en esta región o de los fabricantes de armas de Brescia, por ejemplo, para salir bien parados frente a esta emergencia.

[Trad. al castellano para ALBAinformazione por Ciro Brescia] 

Italia: il COVID-19 da i numeri!

Risultato immagini per COVID numeridi Adriano Ascoli

I numeri sono tutti sballati. Specialmente ora paiono orientati da Confindustria, ansiosa di non perdere giornate di profitto, e i telegiornali già annunciano un irreale calo nella crescita dei contagi e nei decessi causati da questa gravissima epidemia. Ma continua la anomalia lombarda con il suo pauroso numero di vittime in appena 20 giorni, mentre gli effetti del contenimento dovrebbero essere efficaci ad esempio in Toscana.

La curva di contagio è ora bassa in Veneto, il che indica una situazione sotto controllo, mentre in Lombardia nemmeno la guardano, ma è forse verticale. Tamponi, infatti, ne fanno pochi, per questo l’indice di letalità risulta il quadruplo rispetto al Veneto. A conferma di ciò a quanto pare va considerato un significativo aumento della mortalità generale, in particolare nelle province di Bergamo e Brescia, testimoniato dai necrologi e dalla emergenza nei cimiteri.

Con ogni probabilità in Lombardia sono più di 120mila i positivi e non 25mila come dicono, anche perché i decessi non possono essere il 12% lì, come si evince dal numero di decessi in relazione ai positivi testati con tampone.

Il Veneto che ha realizzato moltissimi tamponi registra un indice di letalità del 3% allineato con l’andamento cinese, dunque più attendibile. Inoltre una parte li imboscano nelle case, ci fa capire il sindaco bergamasco Giorgio Gori, e non muoiono in ospedale, altrimenti supererebbero il 15%, una percentuale improponibile e qualche ardito sta già ipotizzando una repentina mutazione del virus tutta lombarda. Dunque si evince che in Lombardia qualcuno falsa pesantemente i dati o comunque che non muoiono per le polveri sottili o lo smog, come ipotizzato in TV da qualche quotato professore, piuttosto si tratterebbe di un calcolo falsato sia sui test positivi sia sul numero dei decessi. Va fatta chiarezza.

Se ciò fosse confermato si tratterebbe di un crimine gravissimo, causa di diffusione della epidemia nel più grande focolaio che ha alimentato l’infezione in tutta Italia e probabilmente nel mondo.

Nell’emergenza la gente è attonita, non può celebrare il funerale, è obbligata a restare in casa e molti lamentano tanti decessi domiciliari (persone morte in casa senza assistenza). Questi decessi sembrano non rientrare nelle statistiche perché non è stata fatto loro la prova del tampone. Chi li ascolta? Il sindaco forse, che infatti ne ha parlato.

Sono importanti gli aiuti solidali della Repubblica Popolare Cinese, della Federazione Russa, di Cuba, del Vietnam e di altri paesi, ma finché le autorità italiane non saranno capaci di apprendere dall’esperienza di questi paesi, senza badare ad esempio agli interessi di Amazon o dei fabbricanti di armi di Brescia, non ne verremo fuori bene.

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