Cuba e Cina: una lezione di umanità

di Anika Persiani

Domani sbarcheranno a Malpensa 52 infermieri e medici cubani, accompagnati da coordinatori e traduttori.

Mentre tutti i nostri paesi “amici” ci hanno chiuso la porta in faccia, ci hanno derisi, ci hanno trattati come “sporchi e maledetti”, ci hanno lasciati affogare in questa orribile pandemia che con una presa di coscienza ed un aiuto europeo dal primo giorno si sarebbe potuta fermare, domani arriveranno “i cubani”.

 

Donne e uomini che, per umanità, stanno lasciando le loro famiglie, i loro cari, i loro amici, nell’incertezza di non rivederli mai più.

Resteranno in Italia, in Lombardia, con il rischio di ammalarsi a 8 mila chilometri da casa loro, di morire ed anche di non farcela a salvare tutti.
Persone che staranno a contatto con i nostri malati, che piangeranno con noi i nostri morti, che daranno un contributo per salvaguardare la nostra comunità, che ci aiuteranno a gestire questa catastrofe; esseri umani che si impegneranno, senza conoscere il nostro paese, la nostra lingua, le nostre abitudini. E non per un lauto stipendio, ma per far fede al loro giuramento di Ippocrate e dare una mano ai nostri medici ed infermieri che hanno in faccia i segni della fatica, della distruzione morale, che hanno la disperazione anche nelle ossa giacché devono pure combattere con la strafottenza dei loro concittadini che stanno cercando di salvare.


I cubani sono abituati a farlo, per poco più di 50 dollari al mese; così come i nostri operatori sanitari, i nostri volontari, lo fanno per altrettante “briciole occidentali”.
Verranno qua perché i cubani sono stati in prima linea nelle più grandi catastrofi della storia.

Perché i cubani hanno curato i malati di Ebola, evitando che quel virus arrivasse anche qua, in Europa, dove sapevamo solo spaventarci e guardare l’Africa con profondo senso di schifo. E dove loro rischiavano la loro vita, ancora una volta, per tutelare l’umanità intera.

Perché i cubani si portano in casa i malati, i peggiori malati, quelli che per il resto del mondo potrebbero pure morire in mezzo ad una tempesta di sabbia o nei cassonetti della spazzatura.
Perché i cubani aiutano chiunque abbia bisogno di aiuto e se ne strafottono di macchiarsi il camice, di sporcarsi le mani con i lebbrosi o di avere le condizioni adeguate.

I cubani si arrangiano. Da sessant’anni si arrangiano. Con quello che hanno, cercando di accomodare il tutto.

Negli ospedali dell’isola ti devi portare le lenzuola da casa, a volte mancano gli strumenti diagnostici, a volte mancano materiali essenziali. Ma i medici, là, trovano sempre il modo di salvarti la vita, come hanno fatto con me. Come fanno con chiunque. E gratis, senza chiederti neanche il nome, la nazionalità o la residenza.
Quando arrivi in un ospedale cubano, sei cubano. Quando hai bisogno di un medico, c’è: in mezzo di strada, in un ambulatorio, in una clinica, in un ospedale, in un bar, in un ristorante, in una piazza. Quando hai bisogno di assistenza, c’è. Che tu sia un milionario, un clochard, un anticastrista, uno spaccone, un batman o un puffo blu, c’è sempre qualcuno pronto a salvarti la vita, senza lamentarsi, senza spaventarsi, senza farti male, ma direttamente, parlando in modo duro. Magari pure con quella poca cortesia che non fa distinzioni, ma che ti tira fuori dal problema, perdio.

Io sono viva grazie ad un medico cubano di nome Lazaro. Che, quando mi ha vista arrivare all’ambulatorio della via Monserrate, mi ha guardata negli occhi, mi ha fatto girare il collo e destra e poi a sinistra, mi ha preso le pulsazioni, i parametri vitali, mi ha fatta parlare venti minuti (ed io che lo guardavo perplessa, chiedendomi il perché volesse sapere i dettagli delle mie giornate) e poi mi ha detto: “Oye chama, tu tienes un cancer de tiroides muy peligroso, hay que sacarlo rapido. Manana hacemos la ecografia y te mando al Almejeira y te van a operar” (“Ehi, ragazza, hai un tumore alla tiroide molto pericoloso, va tolto subito. Domani ti faremo l’ecografia e ti mando all’ospedale Almejeira e ti operano”). Stravolta, gli ho risposto: “E mi devo fidare? E se succede qualcosa? E se non è vero? Come fa a diagnosticarmi una cosa così se non ha in mano niente?”.
E lui: “Fai come vuoi. Se ti operiamo qua, andrà tutto bene e vivrai bene. E quello che hai lo so, perché sono 23 anni che faccio diagnosi con le mie mani”.

Quella sera volevo svenire. E lo volevo insultare, pure. Perché i cubani sono così, sicuri, strasicuri e sono diretti. I medici, soprattutto. Perché dal secondo anno di università vanno in corsia a curare la gente, perché sanno cosa è la medicina delle catastrofi, perché vivono costantemente in una catastrofe.

I medici cubani e gli infermieri cubani sono speciali. Sono umani, non ti fanno le moine di circostanza, sono persone che stanno fra la gente, che girano con le magliette scolorite dai tanti lavaggi fatto con il sapone delle botteghe dello stato, con le scarpe di quando facevano il liceo, con i sacchetti di plastica bianchi e con il cestino del pranzo che si portano dietro. I medici e gli infermieri cubani restano giorno e notte negli ospedali, nelle sale operatorie, senza sapere l’orario. Perché, dicono, sono medici e infermieri.

Ed io, quando posso, mi precipito all’Avana e mi porto tutte le mie cartelle cliniche per capire le mie condizioni e per farmi seguire. GRATIS. Perché ormai sono una di loro.

La mia dentista è cubana, Lucy. Ed io vado all’Avana da Lucy perché, mentre qua mi volevano togliere i denti e fare gli impianti per migliaia di euro, lei – mi segue da dieci anni – non mi ha fatto perdere neanche un premolare.

Tutto cambierà dopo questa esperienza con loro. Cubani orgogliosi che la maggior parte della gente immagina come ballerini e musicisti che intrattengono le nostre serate latine.

Cubani che seguono gli insegnamenti di un medico argentino che si chiamava Ernesto e che ben presto è diventato semplicemente il Che.

Cubani che hanno conosciuto questo virus perché, il 9 marzo, 4 turisti italiani provenienti da quella regione dove andranno a lavorare, la Lombardia, sono sbarcati all’Avana ed hanno portato su quell’isola di palme e spiagge meravigliose, anche il Covid19.

Ho le lacrime agli occhi da giorni, da quando ho visto l’Assessore Gallera e il governatore della Lombardia presentarsi in conferenza stampa prima con i medici cinesi, arrivati qua con i cargo di materiali sanitari, e che continuano a portare solidarietà e strumenti per gestire l’emergenza, e poi annunciare l’arrivo di questa brigata di caraibici. E penso: “Ma io lo farei?”.

Mi rispondo sì, lo farei, anche se mi sento impotente quando leggo le puttanate scritte sui social da complottisti o fanatici delle teorie del cazzo. Affermazioni che, sinceramente, farebbero passare – a chiunque – la voglia di combattere anche per loro.

Non conosco la Cina, ma Cuba la conosco bene. Cuba è parte della mia storia, ed io sono parte di Cuba, come una cubana di adozione. Ho trovato una grande famiglia, a Cuba: due mamme, Marta e Ladys che mi curano come se io fossi veramente la loro figlia. Ho trovato una sorella, Jesahel, ho trovato un’amica del cuore, Dania Tamayo. Ed io sono diventata la mamma italiana di ragazzi che mi hanno dato grandi soddisfazioni e che, neanche un giorno, si sono dimenticati di me.

Ho trovato grandi amici, persone che mi sono quotidianamente accanto, nonostante la distanza, persone che conosco meglio dei miei parenti e che, puntualmente, si preoccupano per me.

Mi sono incazzata tante volte, nella mia vita all’Avana. Sono stata irriverente, insopportabile, irascibile – quando non trovavo quello che cercavo nei negozietti arrangiati della provincia. Ho bestemmiato per parecchi giorni quando mancavano i trasporti, quando mancava l’acqua, quando pretendevo di capire cose inspiegabili, quando mancava la luce o il pane ed io non me ne facevo una ragione, nonostante stessi su un’isola che vive un embargo economico da sessant’anni.

Ma ormai sono cubana. E mi sento orgogliosa, oggi, di esserlo.

Per orgoglio mi sento anche di ricordare che comunque, i medici cinesi e cubani non sono ONLUS che operano all’estero.

Sono operatori dei loro governi; perché il governo cubano ed il governo cinese – descritti da tanti come dittature – mandano i loro dipendenti a salvare il mondo. A salvare ognuno di noi. A salvare

le nostre vite e ad insegnarci che, insieme, tutto è possibile.

E IO SPERO CHE TUTTO SIA POSSIBILE. Spero che i nostri operatori sanitari possano avere almeno la speranza di non essere soli in questa guerra. Perché sono stati lasciati soli. Purtroppo anche da tanti di noi: egoisti ed individualisti.

Cubanità

di Atilio A. Boron

Cos’è Cuba? Qual è il mistero dell’isola ribelle? Proverò a descriverlo in poche parole, così come lo ha fatto il grande Eduardo Galeano, nonostante non abbia il suo stesso talento.

Cuba è musica e ancora musica. Musica ovunque: per l’inizio di una cerimonia, per la sua fine, in una sua pausa. Con musicisti vecchi o giovani, persino bambini. In un teatro, per strada, dietro le porte chiuse di una casa o di un istituto. Musica popolare, musica classica, Mozart e Beethoven mescolati con Ernesto Lecuona e Buena Vista Social Club. È Chucho Valdés e Daniel Barenboim. È Omara Portuondo, Polo Montañéz e Benny Moré insieme a Pavarotti, Placido Domingo o John Lennon e i Beatles. È Alicia Alonso che balla con Nureyev. È la “Colmenita” e i “Van Van”.

Cuba è il “son”, è salsa, è Compay Segundo, la Nueva Trova. È Silvio, è reggaeton, è cumbia, è jazz, è guaguancó, è rumba, è bolero. Tutto, assolutamente tutto, a Cuba diventa musica, è fatto con la musica, è celebrato con la musica, è commemorato con la musica. Con pianoforti a coda, sax, violini, chitarre, oboi e flauti traversi fino al güiro, al chequeré, al bongó e alle tumbadoras. In ogni momento: al mattino, di pomeriggio, alla sera. Cuba è musica ed è coppie che ballano per strada, sul malecón, nei giardini dello stupendo Hotel Nacional, nelle case, ovunque e in qualsiasi momento. La sua gente ha la musica nel sangue e non si stanca di mostrarlo. E la Rivoluzione si è fatta carico di valorizzare questo magnifico gene delle cubane e dei cubani, istituendo lungo tutta l’isola un’infinità di scuole e conservatori, dove, gratuitamente, il popolo può imparare a cantare e suonare professionalmente.

Ma Cuba è anche letteratura, poesia, romanzi, storie, riviste, libri, incontri sociali, tavole rotonde. Cuba è scienza e coscienza, è umanesimo e pensiero critico. È Carpentier, Guillen, Lezama Lima, Vitier e anche Cortázar, Walsh e Gabo; e Retamar che recentemente ci ha lasciato per riunirsi con questi ultimi. È i suoi due eccezionali ed essenziali contributi alla cultura e all’identità latino-caraibica: Casa de las Américas e ICAIC. È anche la sua affollatissima fiera del libro, non a caso allestita nel primo territorio libero dall’analfabetismo delle Americhe. Ed è L’Avana, uno dei principali centri culturali del mondo, non solo dell’America Latina e dei Caraibi. La sua offerta in termini di teatro e spettacoli di ogni genere è incredibile, paragonabile a quella delle più grandi città del continente come Buenos Aires, Città del Messico o San Paolo.

Cuba è un’eroica resistenza a un embargo criminale senza perdere il fine senso dell’umorismo, la capacità di ridere di se stessi e di prendere in giro la grossolanità dei propri carnefici decerebrati. E anche solidarietà militante, pratica, concreta. Il paese più solidale al mondo, senza dubbio. Condivide ciò che ha e anche ciò che non ha, senza aspettarsi nulla in cambio. Mentre l’impero e i suoi vassalli saccheggiano il resto dei paesi e inviano truppe, spie, torturatori e sicari all’estero, Cuba invia medici, maestri, insegnanti di musica e danza e istruttori di sport. La differenza morale è schiacciante.

Cuba è Martí, Mella, Guiteras, il Che, Camilo, Vilma; è Frank País, Armando Hart, Abel e Haydée Santamaría. E ovviamente Fidel, che è ovunque anche se non esiste una sola piazza, via, viale, stadio, ospedale, edificio pubblico, ponte, porto o strada che porti il suo nome, qualcosa che il Comandante ha espressamente proibito e a cui ci si attiene rigorosamente. Non c’è bisogno di nominarlo perché il suo spirito e il suo retaggio permeano l’intera isola. È morto trasformandosi in milioni di cubane e cubani. Oggi tutti sono Fidel.

Cuba è L’Avana e Santiago, Guanabacoa e Trinidad, è Cienfuegos e Holguín, è Birán e Sancti Spiritus, è la Moncada e la Sierra Maestra, Girón e il secondo fronte, è Santa Clara e il Granma. È, per quanto possa sembrare incredibile, i sette fucili impugnati da Fidel con cui disse ad un attonito Raul “vinceremo la guerra”, pochi giorni dopo il caotico sbarco del Granma e con la maggior parte dei partecipanti alla spedizione dispersi sulle montagne cercando di non farsi ammazzare dall’aviazione di Batista. La massima volontà rivoluzionaria si combinò in Fidel, con un formidabile realismo nel leggere correttamente la situazione politico-militare.

Cuba è buona tavola con “moros y cristianos”, fagioli e tostones, carne di maiale a fette, agnello arrosto, aragoste e pesci ripieni di gamberi. Anche i tamales in casseruola e manioca con aglio mojo, cotiche di maiale e limone. Ma anche, zuppe che ti riportano in vita, deliziosi gelati, dessert che più dolci non si può e un elisir chiamato caffè. Cuba è mojito, piña colada e per finire il banchetto, gli infiniti rum e sigari incomparabili, unici al mondo.

Cuba è anche le sue innumerevoli cale, le sue centinaia di chilometri di spiagge di sabbia bianca e acque turchesi. È il mare che si infrange contro quella vasta e magnifica diga dell’Avana, con le sue onde che si innalzano verso il cielo e disegnano per un momento stupende figure di un bianco immacolato che ipnotizza chi passeggia.

Cuba è gli splendidi edifici dell’Avana Vecchia, che un governo osteggiato e ostacolato per decenni è determinato a restaurare e a ripristinare il loro splendore e la bellezza originale tramite uno storico della città, un brillante umanista rinascimentale di nome Eusebio Leal che la “santería” cubana ha fatto rinascere all’Avana con la missione di ricostruirla. E lo sta facendo. Nonostante l’embargo.

È il paese in cui non si vedono i bambini di strada, che mendicano a piedi nudi e vestiti di stracci, che cercano nella spazzatura per trovare qualcosa da mangiare. I suoi figli, tutti i suoi figli, sono a scuola, ben vestiti e con le scarpe. Un paese in cui non ci sono uomini e donne, né intere famiglie, che dormono per strada come in tante città della nostra America e persino negli Stati Uniti. Dove il cibo è garantito, così come la salute, per tutti. Cuba è istruzione universale, gratuita e di qualità dall’asilo alla laurea specialistica. Cuba è la sicurezza del cittadino, è il transitare attraverso le sue città senza le paure che turbano i cittadini di così tanti paesi nel mondo.

Questi risultati sarebbero stati impossibili senza la lungimiranza e il coraggio di Fidel, la sua leadership rivoluzionaria e l’ammirevole ingegnosità del popolo cubano, uno dei cui verbi idiosincratici è “risolvere”.

Risolvono tutto, qualunque cosa; altrimenti l’embargo li avrebbe messi in ginocchio. Sono in grado di far funzionare bene una Ford, una Buick o una Chevrolet degli anni cinquanta, una vera impresa della meccanica che provoca l’ammirazione (e talvolta l’invidia) dei turisti americani. O trasforma una berlina decrepita di quei marchi in una fiammante decapottabile, eliminando il tetto originale e facendo le modifiche del caso. Automobili scintillanti e splendenti che causano l’invidia di Hollywood, che pagherebbe una fortuna per portarle nei suoi studios. Ma sono ormai patrimonio cubano e lì resteranno.

Succede solo con le macchine americane? No! Si fa lo stesso, in un’operazione di restauro, francamente miracolosa, con una Lada sovietica del 1985 in grado di andare dall’Avana a Santiago senza alcun inconveniente nonostante i suoi limitati confort.

Cuba ha una sola connessione fisica ad Internet: il cavo sottomarino ALBA-1 in fibra ottica che è arrivato dal Venezuela nel gennaio 2011 grazie all’aiuto di Chávez per rompere l’isolamento informatico dell’isola.

Nonostante l’insufficienza di questo cavo che deve sostenere l’elevato e crescente numero di utenti Internet di Cuba, i Cubani “risolvono” le enormi difficoltà con l’accesso satellitare a Internet creato con grande ingegnosità, che consente loro di accedere attraverso programmi “made in Cuba” (che non ho visto in nessun altro paese) a quasi tutto il web. So che Bill Gates e le società della Silicon Valley non sanno cos’altro offrire per attirare gli informatici cubani.

C’è un problema? “Vai e risolvi” è il segno distintivo del cubano. Dovremmo sostenere il governo MPLA in Angola per impedire alla CIA e ai razzisti sudafricani di devastare quel paese? Bene, c’è l’ingegnosità cubana che realizza un altro miracolo: il trasporto, in innumerevoli viaggi, con un vecchio quadrimotore ad elica, il Bristol Britannia, di personale militare e attrezzature cubane in gran numero, che riuscì a far percorrere, preparando i parametri di viaggio di quell’aeroplano con precisione scientifica (bidoni di carburante supplementare, riducendo al minimo il carico non militare, regolando velocità, altitudine, etc.) i 10.952 km che separano l’Avana da Luanda, luogo in cui l’aereo atterrava, senza quasi nemmeno un litro di carburante. Fidel si occupò personalmente della logistica dell’operazione, supervisionando tutto, dal possibile tonnellaggio di carico alla velocità di crociera, all’altitudine necessarie per garantire il completamento del volo. Né a Washington né a Mosca potevano credere che questo ponte aereo avrebbe funzionato con quei catafalchi. Ma ci riuscirono, i cubani “hanno risolto” la sfida e Cuba e il MPLA vinsero la guerra.

Ecco perché la società e la cultura cubane hanno resistito a sessant’anni di blocchi di ogni genere.

Nonostante tanta aggressività, che per dimensioni e durata non ha precedenti nella storia, Cuba realizza in ambiti delicati come l’alimentazione, la salute, l’istruzione e la sicurezza dei cittadini ciò che quasi nessuno altro ha realizzato e il barbaro della Casa Bianca afferma che il socialismo è un fallimento!

Immaginiamo per un momento cosa sarebbe Cuba se non avesse dovuto subire il blocco imposto dagli Stati Uniti, con tutto il seguito di attacchi, sabotaggi, aggressioni e ingerenze di ogni tipo. Un paradiso tropicale. L’isola è un terribile esempio che Washington ha combattuto e continuerà a combatterà incessantemente, facendo appello ai metodi peggiori e violando tutte le norme della legalità internazionale. Oscar Wilde aveva ragione quando diceva che “gli Stati Uniti sono l’unico paese che è passato dalla barbarie alla decadenza senza passare per la civiltà”.

Cuba è il Davide del nostro tempo, è chi ha posto fine all’apartheid in Sudafrica, è la nazione che ha curato centinaia di migliaia di pazienti in più di cento paesi e creato la famosa ELAM, la Scuola di medicina latinoamericana che prepara i medici a prendersi cura di chi un medico non lo ha visto mai nella vita. Cuba è essersi presi cura dei bambini di Chernobyl quando l’Europa e gli Stati Uniti, l’Ucraina e la stessa Unione Sovietica, voltarono le spalle. Senza chiedere nulla in cambio. È aver collaborato con tutte le lotte di liberazione nazionale condotte dal Terzo mondo, senza impadronirsi della ricchezza di nessun paese e portare a casa niente altro se non i resti dei cubani caduti in combattimento. I suoi detrattori, in testa Mario Vargas Llosa, accusano Cuba di essere “isolata dal mondo”. I dati contraddicono questa menzogna non solo per i milioni di visitatori che anno dopo anno sfidano i divieti e i ricatti di Washington e vanno a visitare l’isola godendosi le sue bellezze, la sua gente, i suoi sapori, la sua musica, la sua gioia, la sua cultura, la sua gastronomia, ma anche, come riscontro della straordinaria attrattiva internazionale della Rivoluzione cubana e della sua integrazione nel mondo, ci sono non meno di 114 ambasciate all’Avana contro le 86 che si trovano a Buenos Aires, le 66 di Santiago, le 60 di Bogotá e le 43 di Montevideo. Chi è più isolato? Cuba è la volontà ferrea di costruire il socialismo anche nelle peggiori condizioni possibili, per resistere all’ammainarsi della bandiera del più nobile dei desideri umani.

Il debito dei nostri paesi con Cuba è immenso per i suoi decenni di aiuto e per non aver permesso di lasciar spegnere il faro che ci ha guidato nella ricerca del socialismo. Proviamo ad immaginare cosa sarebbe successo in America Latina e nei Caraibi se l’isola ribelle si fosse arresa alle interessate lusinghe di coloro che, all’inizio degli anni Novanta, avevano consigliato a Fidel di dimenticare il socialismo, che il capitalismo aveva trionfato, che era arrivata la “fine della storia”. Il “ciclo politico” progressista e di sinistra iniziato nel 1999 con la presidenza di Chávez non sarebbe esistito e l’ALCA, come grande progetto annessionista dell’impero, sarebbe stato portato a compimento a Mar del Plata nel 2005. Se una cosa del genere non è accaduta, lo dobbiamo, prima di chiunque altro, a Cuba e a Fidel. E naturalmente lo dobbiamo anche al maresciallo sul campo del grande stratega cubano: Hugo Chávez Frías. E lo dobbiamo a Néstor Kirchner e a Lula da Silva che si imbarcarono in quella epica battaglia . Naturalmente, senza la virtuosa testardaggine del Comandante nel costruire il socialismo, né Chavez, né Lula, né Nestor, né Evo, Correa, né Tabaré, né Lugo, né Cristina, né Dilma, né Pepe, né Maduro, né Daniel, sarebbero esistiti.

Senza dubbio, sarebbero stati politici importanti, ma difficilmente sarebbero arrivati al governo dei rispettivi paesi, né avrebbero avuto il retroterra culturale e storico che gli ha garantito la testarda permanenza della Rivoluzione cubana e che ha permesso loro di svolgere il proprio ruolo in modo così dignitoso ed avere una parte tanto importante nella storia di questi ultimi vent’anni. Perché, uomini e donne sono si produttori di storia, ma solo in determinate circostanze. E queste circostanze furono create dalla più grande isola delle Antille, mantenutasi salda mentre si sbriciolava l’Unione Sovietica, scompariva il COMECON, si disintegrava il Patto di Varsavia, le “democrazie popolari” dell’Europa orientale tornavano in massa al loro passato reazionario e si prostravano ai piedi dell’imperatore che sta oltre l’Atlantico e gli scribi dell’impero celebravano l’avvento del “nuovo secolo americano”, che, come prevedeva Fidel, non è durato nemmeno un decennio. In una parola, Cuba è ciò che è perché per milioni di persone incarna nel qui e adesso della storia il bellissimo sogno di Don Chisciotte quando diceva che la sua missione era quella di “sognare il sogno impossibile, combattere il nemico invincibile, correre dove l’audace non osa andare, raggiungere la stella irraggiungibile. Questo è il mio destino”.

Per tutto questo, con Cuba sempre!

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Davide Mastracchio] 

Cubanidades

por Atilio A. Boron 

¿Qué es Cuba? ¿Cuál es el misterio de la isla rebelde? Trataré de decirlo en pocas palabras, como lo hacía el gran Eduardo Galeano aunque no tengo sus dones.

Cuba es música y más música. Música por doquier: al comienzo de una ceremonia, cuando se termina, en el intervalo. Con músicos viejos o jóvenes, o inclusive niños. En un teatro, en la calle o puertas adentro en una casa o una institución. Música popular, música clásica, Mozart y Bethoven mezclados con Ernesto Lecuona y el Buena Vista Social Club. Es Chucho Valdés y Daniel Barenboim. Es Omara Portuondo, Polo Montañéz y Benny Moré junto a Pavarotti, Plácido Domingo o John Lennon y Los Beatles. Es Alicia Alonso bailando con Nureyev; es la “Colmenita” y los “Van Van”.  Cuba es son, es salsa, es Compay Segundo, la Nueva Trova; es Silvio, es reguetón, es cumbia, es jazz, es guaguancó, es rumba, es bolero. Todo, absolutamente todo, en Cuba se vuelve música, se hace con música, se celebra con música, se conmemora con música. Con pianos de cola, saxos, violines, guitarras, oboes y flautas traversas hasta el güiro, el chequeré, el bongó y las tumbadoras. Y a toda hora: a la mañana, a la tarde, a la noche. Cuba es música y es parejas bailando en la calle, en el malecón, en los jardines del excelso Hotel Nacional, en las casas, donde y a la hora que sea. Su gente lleva la música en la sangre y no se cansa de demostrarlo. Y la Revolución se encargó de potenciar como nadie ese gen magnífico de cubanas y cubanos multiplicando a lo largo de la isla infinidad de escuelas y conservatorios en donde, de forma gratuita, el pueblo aprende a tocar los más variados instrumentos y a cantar profesionalmente.

Pero  Cuba también es literatura, poesía, novelas, cuentos, historias, revistas, libros, tertulias, mesas redondas. Cuba es ciencia y conciencia, es humanismo y pensamiento crítico. Es Carpentier, Guillén, Lezama Lima, Vitier y también Cortázar, Walsh y el Gabo; y Retamar que hace poco nos abandonó para reunirse con ellos. Es sus dos excepcionales e imprescindibles contribuciones a la cultura y la identidad latinocaribeñas: Casa de las Américas y el ICAIC. También su  multitudinaria Feria del Libro, no por casualidad escenificada en el primer territorio libre de analfabetismo en las Américas. Y es La Habana,  uno de los principales centros culturales del mundo, y no sólo de Latinoamérica y el Caribe. Su oferta en materia de teatro y espectáculos de todo tipo es increíble, comparable a la de las más grandes ciudades del continente como Buenos Aires, México o San Pablo.  

Cuba es resistencia heroica a un criminal bloqueo sin perder el finísimo y mordaz sentido del humor, la capacidad de reírse de sí mismos y de burlarse de la tosquedad de sus descerebrados verdugos. Y también solidaridad militante, práctica, concreta. El país más solidario del mundo, sin duda. Reparte lo que tiene y lo que no tiene también, sin esperar nada a cambio. Mientras el imperio y sus vasallos saquean al resto de los países y mandan al exterior tropas, espías, torturadores y sicarios Cuba envía médicos, alfabetizadores, profesores de música y danza y entrenadores deportivos. La diferencia moral es aplastante.

Cuba es Martí, Mella, Guiteras, el Che, Camilo, Vilma; es Frank País, Armando Hart,  Abel y Haydée Santamaría. Y por supuesto Fidel, que está en todas partes aunque no haya una sola plaza, calle, avenida, estadio, hospital, edificio público, puente, puerto o camino que lleve su nombre, cosa que el Comandante prohibió expresamente y se cumple a rajatabla. No hace falta nombrarlo porque su espíritu y su legado impregnan toda la isla. Murió y se convirtió en millones. Hoy todas y todos son Fidel.

Cuba es La Habana y Santiago; Guanabacoa y Trinidad; es Cienfuegos y Holguín; es Birán y Sancti Spiritus; es el Moncada y la Sierra Maestra; Girón y el Segundo Frente; es Santa Clara y el Granma. Es, por increíble que parezca, los siete fusiles con los que Fidel empuñándolos con firmeza le dijo a un atónito Raúl “ya ganamos la guerra”,  pocos días después del caótico desembarco del Granma y con la mayoría de los expedicionarios dispersos por el monte procurando no ser ametrallados desde el aire por la aviación de Batista. La voluntad revolucionaria en su máxima expresión se combinó, en Fidel, con un formidable realismo a la hora de realizar una correcta lectura de la coyuntura político-militar.

Cuba es una buena mesa con moros y cristianos, frijoles y tostones,  cerdo en lonjas, cordero asado, langostas y pescados rellenos de camarones. También tamales en cazuela y la yuca con mojo de ajo, chicharrón y limón. Además, sopas que te vuelven a la vida, helados riquísimos, postres a cual más dulce y un elixir llamado café. Cuba es mojitos, piñas coladas y para rematar el banquete y deleitarse hasta el infinito rones exquisitos y tabacos incomparables, únicos en el mundo.

Cuba es también sus innumerables cayos, sus cientos de kilómetros de playas de blancas arenas y aguas turquesas. Y el mar estrellándose contra ese extenso y magnífico malecón habanero, con sus olas elevándose a los cielos y dibujando por un instante figuras bellísimas y de un blanco inmaculado que hipnotizan al paseante.

Cuba es los hermosos edificios de la Habana Vieja, que un gobierno acosado y bloqueado por décadas se empeña en restaurar y devolverles su esplendor y belleza originales de la mano del historiador de la ciudad, un genial humanista del Renacimiento llamado Eusebio que los rezos de la santería cubana hicieron que renaciera en La Habana con la misión de reconstruirla. Y lo está haciendo. A pesar del bloqueo.  

Es el país donde no ves niños de la calle, mendigando descalzos y en harapos, revolviendo en la basura para encontrar algo que comer. Sus niños todos, absolutamente todos, están en la escuela y bien vestidos y calzados. Un país donde no hay hombres y mujeres, o familias enteras, durmiendo en las calles como en tantas ciudades de Nuestra América e inclusive de Estados Unidos. Donde la alimentación está garantizada, como la salud pública para todas y todos. Cuba es educación universal, gratuita y de calidad desde el jardín de infantes hasta el posgrado. Cuba es la seguridad ciudadana, el transitar por sus ciudades sin los temores que atribulan a los citadinos de tantísimos países en todo el mundo.

Estos logros hubieran sido imposibles sin la clarividencia y coraje de Fidel y el liderazgo revolucionario y la asombrosa ingeniosidad del pueblo cubano, uno de cuyos verbos idiosincráticos es “resolver”.  Resuelven todo, lo que sea; caso contrario el bloqueo los hubiera puesto de rodillas. Son capaces de hacer funcionar eficientemente un Ford, Buick o Chevrolet de los años cincuenta, una verdadera proeza mecánica que provoca la admiración (y la envidia a veces) de los turistas estadounidenses. O transformar un decrépito sedan de aquellas marcas en un resplandeciente convertible,  eliminando su techo original y haciendo los arreglos del caso. Carros lustrosos y relucientes que provocan la envidia de Hollywood, que pagaría fortunas por llevárselos a sus estudios. Pero son patrimonio de Cuba y no se irán. ¿Sólo con los automóviles estadounidenses? ¡No! Lo mismo hacen, en una operación ya de ribetes francamente  milagrosos, con un Lada soviético del año 1985 capaz de ir de La Habana hasta Santiago sin ningún inconveniente a pesar de sus precarias comodidades. Cuba tiene una sola conexión física por donde transitan los impulsos de la Internet: el cable submarino de fibra óptica que llegó desde Venezuela en enero de 2011 gracias a la ayuda de Chávez para romper el bloqueo informático al que estaba la isla. Pese a la insuficiencia que dicho cable tiene para enfrentar los requerimientos del elevado y creciente número de internautas de la isla cubanas y cubanos “resuelven” las enormes dificultades que erige el acceso vía satelital a la Internet con gran ingenio, lo que les permite acceder a través de programas “made in Cuba” (que no ví en ninguna otro país) a casi todo lo que se encuentra en la red. Me consta que Bill Gates y las empresas de Silicon Valley no saben que más hacer para atraer a los avispados informáticos cubanos.

¿Hay un problema? “Tu vé y resuelve” es la seña de identidad del cubano. ¿Hay que apoyar al gobierno del MPLA en Angola para impedir que la CIA y los racistas sudafricanos arrasaran con ese país? Bien, allí está la ingeniosidad cubana que logró otro milagro: transportar en innumerables viajes de un viejo cuatrimotor a hélice, el Bristol Britannia, a una gran cantidad de personal militar y pertrechos cubanos cubriendo, con una preparación muy especial de esa aeronave (precarios tanques suplementarios de combustible, reduciendo la carga no militar a un mínimo, regulando la velocidad y altura, etcétera)  los 10.952 kilómetros que separaban a La Habana de Luanda, lugar al cual esos aviones llegaban casi sin un litro de combustible en sus tanques. Fidel personalmente se involucró en la logística de la operación, supervisando todo, desde las toneladas de carga posibles hasta la velocidad y altura crucero necesarias para garantizar la feliz culminación del vuelo.  Ni Washington ni Moscú podían creer que ese puente aéreo funcionara con aquellos armatostes. Pero sucedió, los cubanos “resolvieron” el desafío y Cuba y el MPLA ganaron la guerra.

Por eso la sociedad y la cultura cubanas han resistido sesenta años de bloqueos de todo tipo. Pese a tamaña agresión, que por su escala y duración no tiene precedentes en la historia universal, Cuba logra en materias sensibles como alimentación, salud, educación y seguridad ciudadana lo que casi nadie ha logrado ¡y el bárbaro de la Casa  Blanca dice que el socialismo es un fracaso! Imaginemos por un momento lo que sería Cuba si no hubiese tenido que padecer el bloqueo impuesto por Estados Unidos, con toda su secuela de agresiones, sabotajes, atentados y hostigamientos de todo tipo. Un paraíso tropical. De ahí que la isla sea un pésimo ejemplo que Washington combatió y combatirá sin tregua, apelando a los peores métodos y violando todas las normas de la legalidad internacional. Tenía razón Oscar Wilde cuando sentenció que “Estados Unidos  es el único país que pasó de la barbarie a la decadencia sin pasar por la civilización”.

Cuba es el David de nuestro tiempo que puso fin al apartheid en Sudáfrica; el país que curó a centenares de miles de enfermos en más de cien países y que creó la célebre ELAM, la Escuela Latinoamericana de Medicina preparando médicos para atender a quienes jamás vieron uno en sus vidas. Cuba es haberse hecho cargo de los niños de Chernobil cuando Europa y Estados Unidos, y Ucrania y la propia Unión Soviética, le daban la espalda. Sin pedir nada a cambio.

Es haber colaborado con todas las luchas de liberación nacional libradas en el Tercer Mundo, sin apoderarse de las riquezas de ningún país y traer de regreso a casa otra cosa que no fueran los restos de los cubanos caídos en combate.  Sus detractores, con Mario Vargas Llosa en primera fila, acusan a Cuba de estar “aislada del mundo”. Los datos contradicen esa mentira no sólo por los millones de visitantes que año a año desafían las prohibiciones y chantajes de Washington y llegan a recorrer la isla y disfrutar de sus bellezas, de su gente, sus sabores, su música, su alegría, su cultura, su gastronomía. También porque como expresión de la extraordinaria gravitación internacional de la Revolución Cubana y de su muy activa integración en el mundo hay radicadas en La Habana nada menos que 114 embajadas contra 86 que están en Buenos Aires, 66 en Santiago, 60 en Bogotá, y 43 en Montevideo. ¿Quién está más aislado?

Cuba es la voluntad férrea de construir el socialismo aún bajo las peores condiciones posibles, de resistirse a arriar las banderas del más noble anhelo de la humanidad. La deuda de nuestros países con Cuba es inmensa por sus décadas  de ayuda y por no haber permitido que se extinguiera el faro que nos orientaba en la búsqueda del socialismo. Imaginemos lo que hubiera ocurrido en Latinoamérica y el Caribe si la isla rebelde se rendía ante el acoso de quienes, a comienzos de los noventas, le aconsejaban a Fidel que se olvidara del socialismo, que el capitalismo había triunfado, que se había llegado al fin de la historia. El “ciclo político” progresista y de izquierda iniciado en 1999 con la presidencia de Chávez no habría existido y el ALCA, como gran proyecto anexionista del imperio, se habría concretado en Mar del Plata en el 2005. Si tal cosa no ocurrió se la debemos, antes que a nadie, a Cuba y a Fidel. Por supuesto también al mariscal de campo del genial estratega cubano: Hugo Chávez Frías. Y a Néstor Kirchner y Lula da Silva que se embarcaron en esa homérica batalla. Claro está que sin el virtuoso empecinamiento del Comandante por construir el socialismo no habrían tampoco existido ni Chávez, ni Lula, ni Néstor, ni Evo, Correa, ni Tabaré, ni Lugo, ni Cristina, ni Dilma, ni el Pepe, ni Maduro, ni Daniel. Sin duda, habrían sido políticos importantes, difícilmente gobernantes de sus países, pero habrían carecido del trasfondo histórico que le otorgó la insolente permanencia de la Revolución Cubana y que les habilitó para jugar un papel tan digno y sobresaliente en estos últimos veinte años. Porque, los hombres y las mujeres son hacedores de la historia, sí, pero sólo bajo determinadas circunstancias. Y éstas las creó aquella revolución en la mayor de las Antillas al mantenerse a pie firme mientras se derrumbaba la Unión Soviética, desaparecía el COMECON, se desintegraba el Pacto de Varsovia, las “democracias populares” del Este europeo retornaban en tropel a su reaccionario pasado y se postraban a los pies del emperador allende el Atlántico y los escribas del imperio celebraban el advenimiento del “nuevo siglo americano”,  que –como lo anticipara Fidel- ni siquiera llegó a ser una década.

En una palabra, Cuba es lo que es porque para millones de personas en todo el mundo encarna en el aquí y ahora de la historia los bellos sueños del Quijote cuando decía que su misión era “soñar el sueño imposible, luchar contra el enemigo imposible, correr donde los valientes no se atrevieron, alcanzar la estrella inalcanzable. Ese es mi destino.” Por todo esto, ¡con Cuba siempre!

(VIDEO) Declaración final de la XVII Cumbre del ALBA-TCP

 Declaración de la XVII Cumbre de Jefes de Estado y de Gobierno del ALBA-TCPpor ALBA-TCP

Declaración de la XVII Cumbre de Jefes de Estado y de Gobierno del ALBA-TCP

1-Los Jefes de Estado y de Gobierno y los Jefes de Delegaciones de los países miembros e invitados de la Alianza Bolivariana para los pueblos de Nuestra América – Tratado de Comercio de los Pueblos (ALBA-TCP), nos reunimos en La Habana, el 14 de diciembre de 2019, para conmemorar el XV Aniversario de la Alianza, fundada por los Comandantes Fidel Castro Ruz y Hugo Rafael Chávez Frías, con el firme compromiso de profundizarla, como expresión de las aspiraciones de independencia regional y baluarte de la integración genuinamente latinoamericana y caribeña frente a las crecientes amenazas a la autodeterminación, la soberanía, la paz y la estabilidad regionales.

2-Reivindicamos el ideario de Bolívar, Martí, San Martín, Sucre, O´ Higgins, Petión, Morazán, Sandino, Maurice Bishop, Garvey, Túpac Katari, Bartolina Sisa, Chatoyer y otros próceres de la independencia latinoamericana y caribeña.

3-Enfatizamos que la unidad e integración regional es la única vía para enfrentar la dominación que ejercen las estructuras hegemónicas de poder mundial, y que han dejado a nuestros pueblos en una condición histórica de subordinación y vulnerabilidad política, económica y cultural.

4-Expresamos que el ALBA-TCP es el primer frente de integración genuinamente latinoamericano y caribeño, está sustentado en principios de solidaridad, justicia social, defensa de la independencia y soberanía, autodeterminación de los pueblos, cooperación y complementariedad económica, fruto de la profunda vocación integracionista de sus miembros y de su voluntad política de avanzar todos juntos hacia el desarrollo sostenible, para satisfacer las necesidades de nuestros países y pueblos.

5-Resaltamos los logros sociales del ALBA-TCP, que han estado dirigidos al ser humano, sin importar su raza, estrato social, credo o posición política alguna, lo cual ha permitido que sean millones los latinoamericanos y caribeños que han sido beneficiados con las políticas sociales impulsadas por la Alianza.

6-Resaltamos especialmente el Programa de alfabetización; la Misión Milagro; el Programa de atención a las personas con discapacidad; el Cardiológico Infantil Latinoamericano, la formación de médicos integrales en la Escuela Latinoamericana de Medicina-ELAM en Cuba y en Venezuela y PetroCaribe; así como también, las Casas del ALBA, los Juegos deportivos ALBA, Telesur y la Radio del sur.

7-Destacamos los avances alcanzados por el ALBA-TCP en el ámbito económico y financiero, especialmente al cumplirse 11 años del establecimiento del Banco del ALBA, período en el cual se han desarrollado diversos proyectos de infraestructura, de producción y de servicios, en los distintos países de la región.

8-Ratificamos nuestro compromiso con la construcción de un modelo alternativo de soberanía económica, expresado en una Nueva Arquitectura Financiera, para consolidar un sistema de intercambio y cooperación recíproca, solidaria, participativa y complementaria, que fortalezca nuestra libertad económica y comercial.

9-Reiteramos nuestra voluntad de continuar trabajando y cooperando en el enfrentamiento al cambio climático, fenómeno que es producto del sistema capitalista, con sus patrones irracionales de producción y consumo, que agreden a nuestra Madre Tierra y que incrementan la frecuencia e intensidad de fenómenos naturales que ocasionan lamentables pérdidas humanas y materiales.

10-Resaltamos la participación y presencia plena de los movimientos sociales, de solidaridad y sectores populares en nuestro proceso integracionista, para avanzar en la construcción de sociedades incluyentes, culturalmente diversas y ambientalmente responsables, que excluya la explotación del ser humano.

11-Condenamos la política agresiva e intervencionista del Gobierno de Estados Unidos, que con la complicidad de las oligarquías nacionales y de los medios corporativos de la información, unida a las consecuencias de la férrea aplicación de inhumanos modelos neoliberales, son las causas fundamentales de la peligrosa inestabilidad regional.

12-Reiteramos que la política actual del gobierno de los Estados Unidos hacia Nuestra América plantea desafíos que generan claras violaciones a los principios consagrados en la Carta de las Naciones Unidas y el Derecho Internacional, así como a los postulados de la Proclama de América Latina y el Caribe como Zona de Paz.

13-Repudiamos las amenazas de uso de la fuerza por el gobierno de Estados Unidos contra la República Bolivariana de Venezuela y el sostenimiento y ampliación de criminales medidas coercitivas unilaterales contra su pueblo, que continúan siendo la principal amenaza a la paz en América Latina y el Caribe. Respaldamos a la Revolución bolivariana, a la unidad cívico-militar de su pueblo y al Presidente Constitucional de la República Bolivariana de Venezuela.

14-Rechazamos la activación del Tratado Interamericano de Asistencia Recíproca (TIAR) contra la República Bolivariana de Venezuela, lo cual representa un peligro para la paz, que podría facilitar la fabricación de un pretexto y establecer las bases para una eventual intervención militar contra el pueblo bolivariano.

15-Condenamos el golpe de Estado contra el gobierno constitucional del compañero Evo Morales Ayma en Bolivia, el cual constituye una expresión clara de la estrategia imperialista de Estados Unidos en el hemisferio occidental y su intención permanente de vulnerar la libre determinación de nuestros pueblos en función de sus pretensiones hegemónicas. La complicidad de la oligarquía boliviana en la violenta interrupción de la institucionalidad democrática en el país y el apoyo complaciente de otras oligarquías de la región a esta flagrante violación del Estado de Derecho y de los derechos humanos, no admiten dudas.

16-Destacamos que con el propósito de recuperar los espacios conquistados por los pueblos con gobiernos progresistas, el gobierno de los Estados Unidos, en contubernio con las oligarquías de la región, revive métodos que parecían superados en la historia de América Latina y aplica nuevas fórmulas de la llamada guerra no convencional.

17-Denunciamos que en Bolivia se han multiplicado la intolerancia, el racismo, la represión brutal contra los movimientos sociales y los pueblos originarios, con la clara determinación de revertir los logros alcanzados por su pueblo durante la presidencia del compañero Evo Morales Ayma.

18-Denunciamos que las amenazas y los reiterados intentos desestabilizadores contra el gobierno legítimo de la hermana República de Nicaragua son una violación del Derecho Internacional. El Gobierno sandinista de Nicaragua y su Presidente, Daniel Ortega Saavedra, cuentan con nuestra solidaridad y apoyo.

19-Expresamos nuestra solidaridad con el pueblo de la hermana Mancomunidad de Dominica, y felicitamos al Primer Ministro Roosevelt Skerrit por su reelección el pasado 6 de diciembre con un amplio respaldo popular.

20-Rechazamos las acciones injerencistas contra el proceso político en Surinam y los intentos de desestabilizar dicho país. El Gobierno Constitucional de Surinam y su Presidente, Desiré Bouterse, cuentan con nuestra solidaridad y apoyo.

21-Repudiamos firmemente la aplicación de la Doctrina Monroe. Demandamos el respeto a la libre determinación de nuestros pueblos, a la soberanía, la integridad territorial y la no injerencia en los asuntos internos de cada Estado, la solución pacífica de controversias internacionales, el rechazo al uso o a la amenaza del uso de la fuerza en las relaciones internacionales, al tiempo que denunciamos el uso de métodos de guerra no convencional para derrocar gobiernos legítimos y la imposición de medidas coercitivas unilaterales contra países latinoamericanos y caribeños.

22-Manifestamos que el ascenso de los gobiernos neoliberales al poder político en la región ha generado un evidente retroceso de las políticas de beneficio social en varios países, incrementando los índices de pobreza, las profundas desigualdades sociales y la marginación de amplios sectores populares.

23-Declaramos que la creciente corrupción de gobiernos neoliberales, su ejercicio del poder para maximizar los beneficios de las corporaciones transnacionales y de exiguas élites privilegiadas; la violencia y la brutalidad policial, han provocado el estallido de multitudinarias manifestaciones en Nuestra América.

24-Denunciamos la falsedad estadounidense de atribuir a miembros de esta Alianza, la responsabilidad en la organización de las masivas protestas populares que se han extendido por la región, lo que persigue ocultar el fracaso de las gestiones de gobiernos neoliberales que se pliegan a los requerimientos impuestos por Washington.

25-Rechazamos la tergiversación vergonzosa de la realidad latinoamericana por Estados Unidos y las élites oligárquicas de la región que buscan ocultar la verdadera génesis de las manifestaciones populares.

26-Repudiamos los autoproclamados paladines de los derechos humanos y la democracia, que acuden cada vez más a la militarización y a la represión para sostener el modelo neoliberal en crisis. Las cifras de muertos, heridos y mutilados ilustran por sí mismas el uso desproporcionado de la fuerza por los cuerpos represivos. El apoyo de varios gobiernos a la brutal represión en diversos países y el silencio cómplice de otros, es inaceptable.

27-Condenamos las sistemáticas acciones del Gobierno de Estados Unidos para desacreditar y sabotear la cooperación internacional que presta Cuba en la esfera de la salud en decenas de países, la cual ha beneficiado a millones de personas, así como las groseras presiones ejercidas contra varios gobiernos para que interrumpan la acogida de la solidaria cooperación cubana, en detrimento del derecho a la vida y del acceso a servicios médicos de sus ciudadanos.

28-Destacamos la reciente adopción por la Asamblea General de las Naciones Unidas de la resolución titulada “Necesidad de poner fin al bloqueo económico, comercial y financiero impuesto por los Estados Unidos de América contra Cuba” por 187 votos a favor, que patentizó una vez más el aislamiento abrumador del gobierno estadounidense, en el contexto de una comunidad internacional comprometida con la verdad, la justicia y el respeto al Derecho Internacional. La lamentable decisión del gobierno de Brasil de votar en contra y del gobierno de Colombia de abstenerse, confirman el secuestro de sus políticas por sectores abiertamente plegados a los intereses de la Casa Blanca.

29-Expresamos nuestra solidaridad con los hermanos países caribeños, que padecieron el genocidio contra la población nativa, los horrores de la esclavitud, la trata transatlántica y el saqueo colonial y neocolonial, enfrentan hoy los retos resultantes del cambio climático, los desastres naturales y el injusto sistema financiero que pone en peligro sus pequeñas economías. Ratificamos el derecho de los países del Caribe a recibir un tratamiento justo, especial y diferenciado. El Caribe encontrará siempre en el ALBA-TCP una plataforma de articulación, cooperación y complementariedad para la defensa de sus justos reclamos y reparaciones.

30-Manifestamos nuestro anhelo de unidad e integración que confirma la importancia de preservar la Comunidad de Estados Latinoamericanos y Caribeños (CELAC), mecanismo genuino para promover los intereses comunes de nuestras naciones mediante la concertación política con respeto a la diversidad. En ese sentido, nos comprometemos a apoyar a México en su ejercicio de la Presidencia Pro Témpore de la Comunidad.

31-Saludamos la adhesión de Antigua y Barbuda como miembro pleno del Banco del ALBA, el 04 de noviembre de 2019.

32-Los desafíos que enfrentamos reafirman la necesidad de cerrar filas frente a las amenazas, injerencias y agresiones externas, con plena confianza en la victoria. Unidos enfrentaremos el intervencionismo y el golpismo. Nos ampara la convicción profunda de que la construcción del futuro mejor que deseamos y por el que trabajamos para Nuestra América, está y estará cada vez más en las manos fuertes y firmes de los pueblos libres.

33-Garanticemos la realización de los derechos a la vida, a la paz, a la libre determinación y al desarrollo a los que nuestros pueblos son acreedores. ¡Unámonos! De la unidad depende la victoria de las causas justas que reivindicamos.

Buscamos la solidaridad no como un fin sino como
un medio encaminado a lograr que Nuestra
América cumpla su misión universal.

José Martí, Nuestra América

La Habana, 14 de diciembre de 2019

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Intervista a Ernesto Wong Maestre: un cubano a Caracas

di Marinella Correggia

Caracas.- Un professore cubano a Caracas sulle relazioni internazionali del Venezuela e sulla contingenza, fra ultimatum falliti, black out criminali, visite internazionali

Non è successo nulla, alla fine, lo scorso 23 febbraio, data dell’ultimatum imposto per la consegna degli «aiuti umanitari». E non è stato benefico per l’opposizione golpista nemmeno l’attacco cibernetico elettromagnetico che ha messo fuori uso la centrale idroelettrica di Guri, nello Stato Bolivar, provocando un black-out nazionale durato oltre tre giorni in quasi tutto il paese. Anzi, il New York Times proprio in questi giorni, probabilmente in funzione anti-Trump, «ricostruisce» quello che le tivù venezuelane avevano già verificato sul campo, alla frontiera con la Colombia: i famosissimi camion «umanitari» sono stati incendiati dall’opposizione.

L’arrivo di Michelle Bachelet, Commissaria Onu per i diritti umani, dovrebbe completare il quadro. Prima di lei, l’OHCHR fece un pessimo rapporto sul Venezuela, nel 2017, post-guarimbas, incontrando solo l’opposizione a Panamà. Un cambiamento, dunque, questa visita.

Il professore cubano Ernesto Wong (insegna diritto internazionale pubblico) vive in Venezuela da molti anni ed è fondatore dell’associazione Trisol (Tricontinental de las relaciones internacionales y de la solidaridad). Parla della «ricerca della pace da parte del Venezuela e del popolo chavista che ha vinto 22 elezioni», ma «se gli Usa proveranno ad attaccare militarmente, il Venezuela e i suoi alleati internazionali daranno una risposta solida».

In Occidente si è detto a lungo che il Venezuela è isolato…
Quanti sono i paesi del mondo? La comunità internazionale conta 193 paesi, e solo poco più di venti si sono schierati con gli Usa e il loro autoproclamato Juan Guaidó. Gli altri o hanno manifestato appoggio al presidente Nicolas Maduro o hanno evitato di schierarsi. È importante che non si alleino agli Usa nel progetto di aggredire il paese.

E l’Unione europea?
Ha manifestato livelli di ingerenza, ma a un livello ben diverso da Trump. E non sono tutti i paesi europei: non c’è stata una posizione comune, come invece fecero su Cuba per molti anni. Con il Venezuela no, perché hanno molti interessi qui, e hanno anche contrasti con gli Stati uniti, così non li assecondano. Ma le popolazioni sono coscienti di quello che accade, sempre più esprimono il rifiuto di questa ingerenza.

A proposito di alleanze internazionali: l’Alba (Alleanza bolivariana per la nostra America), promossa nel 2004 da Hugo Chávez e da Fidel Castro, va avanti, malgrado l’abbandono dell’Ecuador?
Sì, l’Alba-Tcp (Trattato di commercio fra i popoli) continua, ci sono diversi progetti. Ad esempio Cuba offre servizi medici agli altri paesi. Bolivia, un paese importante in questa Alleanza, ha il maggiore indice di crescita in America latina, e più che alleato è un fratello del Venezuela, anche per la comune storia di liberazione. Il Nicaragua ha una partecipazione diretta con l’Alba, soprattutto con i prodotti agricoli. E ci sono molte relazioni fra i popoli. Nella Scuola latinoamericana di medicina si sono diplomati oltre 200 medici boliviani, del Nicaragua, e dei paesi dei Caraibi che fanno parte dell’Alba o di Petrocaribe: un altro progetto nato dall’Alba che permette ai paesi dell’area di ricevere petrolio a condizioni molto favorevoli, un altro progetto internazionale che Trump voleva far cadere, secondo le sue dichiarazioni del 2018. Poi ovviamente Cuba è un caso speciale nell’Alba. In Venezuela ci sono oltre 40.000 tecnici cubani, 20.000 nel settore della salute, con i servizi medici, e 20.000 in diverse aree dell’educazione e della formazione. Tutti hanno detto che in caso di aggressione rimarranno a partecipare alla difesa del paese. Si stanno facendo passi avanti importanti nel campo dell’agricoltura e anche dell’esercito.

E gli altri partner o alleati?
Sono potenti: la Cina ha grandi investimenti con buoni livelli di interscambio a termini favorevoli, bassi interessi e periodi di grazia. Sta investendo molto. La Russia è coinvolta anche nell’area della difesa militare. Nel campo della medicina è importante anche l’India.

Cuba esporta farmaci al Venezuela? Si invoca sempre la scarsità di farmaci qui, come pretesto per l’aiuto cosiddetto umanitario…
La carenza di medicine a basso prezzo ha a che vedere con il fatto che il governo vede bloccare parte del suo denaro e degli acquisti, quindi può importare di meno. I governi alleati degli Usa partecipano a questo blocco che riguarda i prodotti essenziali ma anche la finanza. Nelle ultime settimane gli Usa hanno trafugato al Venezuela oltre 30.000 milioni di dollari congelati nelle banche Usa, e ora c’è una causa in corso. Cuba in cambio di petrolio manda farmaci a tutti i consultori medici in quantità considerevoli, è un servizio gratuito per tutta la popolazione, su ricetta. Cuba ha offerto anche un campo petrolifero nella parte del Golfo del Messico, la impresa petrolifera pubblica Pdvsa vi partecipa. E raffina petrolio nella raffineria di Cienfuegos, concepita proprio per il petrolio venezuelano, che poi va anche nei paesi dei Caraibi.

Ma la scarsità?
Il problema economico in Venezuela è la guerra dei prezzi e la speculazione. Commercianti e intermediari puntano sulla speculazione, basandosi sul dollaro. Si può ben vedere che in Venezuela i prodotti ci sono, ma a prezzi molto alti, per questo il presidente ha varato diversi progetti. Per esempio la cassa di alimenti sovvenzionati del Clap (Comitati locali per l’approvvigionamento e la produzione), consegnati direttamente nelle case i sei milioni di famiglie. Se la borghesia continuerà a speculare e a fare la guerra economica, il mercato pubblico socialista non potrà che ampliarsi per reazione. Sono anche state avviate catene di negozi Clap, per persone dal reddito medio, con prodotti un po’ meno economici rispetto alla cassa di alimenti essenziali.

E l’aiuto umanitario offerto da Trump?
È una facciata per denigrare il Venezuela. È il 6% di quanto il governo venezuelano distribuisce in un giorno! Alimenti a prezzo molto basso, molto sovvenzionati, offerti anche ai cinque milioni di colombiani, al milione di ecuadoriani, 500.000 boliviani, da tutti i paesi andini. I colombiani, per esempio, hanno ricevuto oltre 230.000 appartamenti della Mision Vivienda, che costruisce e assegna case.

Che cosa significa Alleanza civico-militare di cui tanto si parla?
Il prsidente Chávez ha trasformato la Forza armata bolivariana in una forza del popolo, iniziando prima a integrare i militari nei progetti sociali; in seguito ha fuso le diverse componenti in una sola forza armata nazionale bolivariana, con un solo comando strategico operativo, che dirige tutte le componenti, e poi ha incluso la componente civile, la Milizia nazionale bolivariana di cui fanno parte 2 milioni di persone civili che ricevono addestramento, per la difesa contro l’invasore. L’esercito è monolitico, ha una base sociale popolare. In questi decenni sono entrati nelle Forze armate nei barrios, in Brasile le favelas, qui li chiamano barrios, ed è stata data loro una vita degna. Via via sono stati allontanati gli ufficiali formati nella famigerata Scuola delle Americhe e sono rimasti gli ufficiali patrioti.

E la dipendenza economica dall’estero?
La strategia del presidente Maduro e del governo è creare, come si sta facendo, la base per lo sviluppo integrale della nazione. Non dipendere dal petrolio o da un solo prodotto, ma investire nelle industrie, nell’agricoltura, i quindici motori in diversi settori dell’economia. Il denaro del petrolio per lo sviluppo. Questo richiede alcuni anni: il presidente dice che l’economia si stabilizzerà entro il 2021. Contribuirà anche la nuova moneta, il Petro, supportato non solo dal petrolio ma da molto oro, diamanti, coltan, minerali strategici.

Ma il Petro come si usa?
Quando nacque il Petro, all’inizio furono acquistati 5 miliardi di dollari. La Cina di questi 2 miliardi. Con questa somma, si possono fare interscambi con altri paesi, che vogliano essere pagati in Petro per ciò che possono acquistare in Venezuela.

È un’alternativa al dollaro?
Sì, ma occorre tempo perché si consolidi e l’offerta del Venezuela si ampli con l’industrializzazione.

El ICAP con la Revolución Bolivariana de Venezuela

Risultati immagini per ICAP Cubapor ICAP

El Instituto Cubano de Amistad con los Pueblos expresa su apoyo solidario a la Revolución Bolivariana de Venezuela, víctima hoy de un ilegal y antidemocrático intento de golpe de estado encabezado por el gobierno de Estados Unidos, junto a fuerzas traidoras y entreguistas de la reacción venezolana y sus lacayos.

Exhortamos al Movimiento Mundial de Solidaridad con Cuba a fortalecer nuestro accionar en respaldo pleno al pueblo venezolano y al Presidente Nicolás Maduro Moros, denunciando a su vez el intento de golpe de estado imperialista contra la República Bolivariana de Venezuela en reclamo de la defensa permanente de América Latina y el Caribe como Zona de Paz.

Nuestros hermanos de la tierra de Bolívar, hoy se yerguen dignamente frente a las irrespetuosas acciones de grupúsculos que pretenden fabricar un líder ilegítimo, títere de los intereses imperiales.

Llamamos a la movilización internacional en defensa de la soberanía, independencia y respeto a la Venezuela chavista que eligió al Presidente Maduro a través del voto democrático y mayoritario de su pueblo.

Instamos a todas las fuerzas progresistas y democráticas del mundo a levantar una muralla de solidaridad que frene la agresión imperialista y que permita el desarrollo del trabajo pacífico y creador del pueblo venezolano en la construcción de un futuro de paz y prosperidad para su pueblo.

En medio de la batalla hemisférica y mundial en defensa del pueblo hermano de la República Bolivariana de Venezuela y del gobierno constitucional del Presidente Nicolás Maduro, ratificamos los pronunciamientos del compañero Miguel Díaz-Canel Bermúdez, Presidente de los Consejos de Estado y de Ministros de Cuba, cuando expresó:

«Condenamos y rechazamos enérgicamente el intento de imponer, a través de un golpe de estado, un gobierno servil a los Estados Unidos en la República Bolivariana de Venezuela. Ratificamos la invariable solidaridad con el Gobierno del presidente constitucional Nicolás Maduro».

Hoy se decide en Venezuela la dignidad y la soberanía de nuestra América Latina y el Caribe, de los países del Sur y del planeta. Todos Somos Venezuela.

¡VIVA EL PRESIDENTE NICOLAS MADURO!
¡VIVA LA REVOLUCION BOLIVARIANA DE VENEZUELA!
¡HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!

La Habana, 5 de febrero de 2019.
“Año 61 de la Revolución”

Declaración del Capítulo Cubano de ALBA Movimientos: Jornada Internacional Antimperialista

Risultati immagini per comunas VenezuelaJORNADA ANTIMPERIALISTA – Declaración del Capítulo Cubano de ALBA Movimientos

25 al 30 de noviembre de 2018

Las organizaciones de masas, políticas y sociales que integramos el Capítulo Cubano de ALBA Movimientos, en respuesta a la convocatoria librada por las plataformas de movimientos sociales y populares: Jornada Continental por la Democracia y contra el Neoliberalismo, ALBA Movimientos y la Confluencia argentina Fuera G20-FMI, con vistas a la Jornada Internacional Antimperialista, que tiene como escenario principal de encuentro a la ciudad de Buenos Aires, donde se desarrollará la Cumbre del G20, declaramos que nuestra lucha, firme e inequívoca, es:

Contra el bloqueo económico, comercial y financiero impuesto por las sucesivas administraciones norteamericanas desde hace 58 años a nuestra patria. Denunciamos el carácter genocida de sus consecuencias en todas las esferas de la vida económica y social del país. Condenamos esa medida ilegal y arbitraria que Estados Unidos mantiene y refuerza, pese al aislamiento creciente de su empecinada postura ante la comunidad internacional y los pueblos del mundo, cuya solidaridad con Cuba no podrá ser bloqueada.

En defensa de nuestra Revolución Cubana y de su continuidad, del derecho inalterable a la independencia nacional y al ejercicio de la autodeterminación respecto al sistema político, económico, social y cultural que soberanamente hemos escogido. La presente y las jóvenes generaciones de cubanas y cubanos somos continuadoras del legado de Fidel y avanzamos unidas a los protagonistas del proceso revolucionario histórico que hace casi 60 años nos permitió conquistar la justicia y la dignidad.

En respaldo a la naturaleza democrática y participativa del pueblo en la construcción de nuestro socialismo próspero y sostenible, atributos que se confirman en la participación masiva de la sociedad en el proceso de consulta del proyecto de Reforma Constitucional en la que nos encontramos enfrascados para juntos actualizar el diseño de nuestro futuro. Estamos comprometidos a seguir trabajando por la necesaria profundización de la participación del pueblo en la construcción de los destinos de la nación.

En apoyo a la decisión de Cuba de no continuar participando en el Programa Mas Médicos en Brasil, en soberana respuesta a las provocaciones, amenazas y al cuestionamiento por el presidente electo de ese país a la calidad de los profesionales cubanos de la salud quienes, #MasQueMedicos, son símbolos de nuestro humanismo, solidaridad e internacionalismo.

En identificación con un paradigma civilizatorio anticapitalista que preserve la vida en armonía con la naturaleza. Contra las trasnacionales que significan el avance de la dominación del capital depredador sobre territorios y pueblos. En favor de modelos de desarrollo que prioricen las necesidades básicas de los seres humanos, garanticen el reclamo universal a techo, tierra y trabajo, a educación gratuita y de calidad, a la soberanía alimentaria, que coloquen en el horizonte sociedades libres de opresiones. Nos pronunciamos contra la mercantilización de nuestra propia existencia individual y colectiva, y contra la privatización de los bienes comunes.
En rechazo a todas las formas de discriminación, a las prácticas xenófobas contra los migrantes y otros grupos humanos, y a todas las manifestaciones de violencia de género, como las que sufren millones de personas, privadas de sus más elementales derechos en nuestro continente y el mundo.
En condena a las diversas expresiones de dominación colonial a las que continúan sometidos países y pueblos, entre las cuales resultan emblemáticas las causas de los pueblos de Puerto Rico, Palestina y el Sahara Occidental; a las agresiones imperiales en cualquier rincón del planeta, a la proliferación de amenazas con el uso de la fuerza, a la escalada de militarización, a la burla al multilateralismo y las violaciones del Derecho Internacional, a los afanes hegemónicos de dominación global de Estados Unidos y sus aliados.

En apoyo al avance del curso emancipador e integracionista de Nuestra América, objeto de una ofensiva contrarrevolucionaria de las oligarquías y el imperialismo que nos ha propinado algunos reveses pero no ha podido ni podrá derrotarnos. Somos y seguiremos siendo solidarios con todos los pueblos que luchan, que resisten la embestida neoliberal y los intentos de restauración conservadora del capitalismo, en cuya primera trinchera se ubica la Revolución Bolivariana de Venezuela.

En denuncia a la manipulación mediática, las artimañas reaccionarias puestas en práctica para judicializar a líderes políticos progresistas, y para criminalizar las protestas y a dirigentes sociales, encaminadas todas ellas a hacer retroceder las resistencias y acumulados de lucha por la democracia y la soberanía de nuestros pueblos, como ocurre hoy con particular saña en Brasil y Argentina.

Con nuestra lucha histórica y presente, desde Cuba, ratificamos la convicción de que la solidaridad y la cooperación entre pueblos hermanos son los principales instrumentos para edificar juntos un orden económico y social independiente y justo frente al pretendido hegemonismo del capitalismo, portador de desigualdad, subordinación, explotación y pobreza.

Reiteramos el compromiso de continuar contribuyendo a construir unidad, en la cual radica nuestra esencial fortaleza.

Por la democracia, contra el neoliberalismo y el imperialismo: ¡Ni un paso atrás, seguimos en lucha!

Central de Trabajadores de Cuba

Federación de Mujeres Cubanas

Asociación Nacional de Agricultores Pequeños

Unión de Jóvenes Comunistas

Federación Estudiantil Universitaria

Red En Defensa de la Humanidad – Capítulo Cuba

Centro Memorial Martin Luther King Jr.

Organización Continental Latinoamericana y Caribeña de Estudiantes

Organización de Solidaridad de los Pueblos de África, Asia y América Latina

La Habana, 30 de noviembre de 2018.

Cuba, Venezuela e Bolivia uniti di fronte all’ONU

L'immagine può contenere: 3 persone, testoda Rete di Solidarietà “CaracasChiAma”

Ieri alla Assemblea dell’ONU i presidenti di Venezuela, Cuba e Bolivia hanno parlato contro la politica dei blocchi economici, delle invasioni, delle ingerenze, portate avanti dagli Stati Uniti d’America.

Il presidente cubano Díaz-Canel: “I principali problemi che affliggono il mondo sono il risultato del capitalismo, in particolare dell’imperialismo e del neoliberismo. L’egoismo e l’esclusione che accompagnano questo sistema, sociale e culturale favoriscono l’accumulo di ricchezza nelle mani di pochi a scapito della maggioranza e causano sfruttamento e miseria. L’attuale Amministrazione statunitense, in un nuovo sfoggio di politica imperiale, attacca il Venezuela con speciale ferocia. Ribadiamo il nostro assoluto sostegno alla Rivoluzione Bolivariana e al legittimo governo del presidente Maduro”.

Il presidente Maduro: “Porto la verità di un popolo combattivo, eroico, rivoluzionario. La voce di un paese che ha rifiutato di arrendersi all’ingiustizia. Ieri agli schiavisti coloniali, oggi agli schiavisti neocoloniali. Le porte del paese sono aperte, per una indagine indipendente e internazionale con un emissario dell’ONU che indaghi sul fallito attentato con droni del 4 agosto subita dal popolo e dalle sue autorità. Attentato preparato da autori che risiedono negli Stati Uniti e che hanno avuto l’approvazione delle autorità colombiane. Esorto i paesi della America Latina e dei Caraibi a non accettare la dottrina Monroe statunitense che tanti danni ha fatto nel 20° secolo”.

Il presidente socialista boliviano Evo Morales: “Respingo l’intenzione spudorata degli Stati Uniti di intervenire militarmente in Venezuela. I problemi interni dei venezuelani devono essere risolti dai venezuelani, senza alcun intervento esterno di alcun tipo o governo. Esorto il governo degli Stati Uniti a ritirare le misure unilaterali e illegali, che rappresentano una delle cause dell’attuale situazione economica della Repubblica Bolivariana del Venezuela. Respingo il blocco economico illegale di Cuba da parte degli Stati Uniti. Il governo nordamericano ha l’obbligo di riparare finanziariamente il danno causato da queste misure al popolo cubano, di rispettare le risoluzioni dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e di togliere immediatamente il blocco contro l’isola”.

Habana 28-31jan2019: IV Conferência Internacional pelo Equilíbrio do Mundo

Segundo Aviso

CONVOCATORIA

IV Conferência Internacional PELO EQUILÍBRIO DO MUNDO

A partir do dia 28 até 31 de Janeiro de 2019

Palácio das Convenções, Havana, Cuba

O Projeto de Solidariedade Internacional José Martí, patrocinado pela UNESCO, foicriado em 2003 ao ser aprovadopela Conferência Geral dessa organização internacional, a qual conta com o apoio da Organização dos Estados Ibero-americanos para a Educação, a Ciênciaea Cultura (OEI) assim como outras instituições internacionais de diverso caráter que se tem incluído ao presente Projeto, o qual é regido por um órgão de direcção colegiado, constituído por más de trinta intelectuais reconhecidos e relevantes de diversos países que fazem parte de seu Concelho Mundial.

O presente Projeto é coordenado pelo Escritório do Programa Martiano de Cuba e na época presente é avaliado como a única iniciativa supranacional existente no intuito de beneficiaro estudo, o conhecimento e a divulgação da vida e a obra de uma figura cimeira no âmbito das ideias.

Desde seu começo, o Projeto José Martí propiciou um grande movimento internacional encaminhado a espalhar o legado doApóstoloeHerói Nacional cubano, o qual se observa na sua capacidade de convocatóriaena quantidade de actividadesque ligadas a elesão feitas nas diversas regiões e países, abrangidoa concessão doPrêmio Internacional José Martí da UNESCO.

Os programas de trabalho doProjetosão feitos por períodos de três anos, devendo concluir com a celebração de um foro mundial de pensamento plural como este que cá estamos a convocar.

Nesta ocasião, será a IV Conferência Internacional PELO EQUILIBRIO DO MUNDO, que se celebraráno Palácio das Convenções de Havana, a partir do dia 28 até o dia 31 de Janeiro de 2019.

No evento que lhe antecedeu, a II Conferência Internacional COM TODOS E PARA O BEM DE TODOS (Janeiro de 2016) participaram mais de mil delegados de 53 países de todos os continentes. As exposições, intervenções e reflexões deste foro foram recolhidas num libro digital o qual foi distribuídonas universidades e bibliotecas de diversaspartes do mundo, o qual far-se-á também com a que estamos a convocar para Janeiro de 2019.

Aqueles participantes que se inscrevamnesteencontro mundial de pensamento plural receberão Diplomas acreditadores com os correspondentes créditos acadêmicos.

A IV Conferência Internacional PELO EQUILIBRIO DO MUNDOé,além disso, uma extensão dos debates doCongresso Mundial de Humanidades efetuadoem agosto de 2017 na cidade de Lieja, Bélgica, a qual foi auspiciada pela UNESCO assim como pelo Concelho Internacional para a Filosofia e as Ciências Humanas.

Também serão debatidos outros temas neste foro mundial nomeadamente:

  • A importância do dialogo intercultural.
  • As artes: perspectivas da diversidade.
  • O papel e os desafios dos novos movimentos sociais.
  • A luta pela Paz.
  • A solidariedade como bastião da convivência.
  • A necessidade de deter a destruição incessante de ecossistemas vitais para a existência da nossa espécie.
  • O problema da carência de agua potável e a situação da despovoação nasregiões rurais.
  • Os riscos e as esperanças que oferece o desenvolvimento tecnológico e científico, sobretudo as novas tecnologias da informação.
  • O acesso à educação e a cultura para o exercício dos direitos humanos básicos nas circunstâncias do século XXI.
  • A luta contra todas as formas de discriminação – de género, raça, credo, idade e condição social – que legitima ma desigualdade e criminalizam a luta pela justiça social.
  • A saúde como direito inaleinável de todos os seres humanos.
  • O papel das organizações femininas na transformação social. O direito da mulher na sociedade.
  • O papel da juventude, os estudantes e das suasorganizações; suainserçãonos processos de mudanças.
  • O movimento sindical e seu papel nas lutas por um mundo melhor sob as novas condiçõescriadas pela crise global.
  • A necessidade de imaginar e construir economias novas, com base nas relações harmoniosas dos seres humanos entre siecom seu entorno natural, que tenham como propósito um desenvolvimento sustentável.
  • Da teoria à prática: incorporação de realidades para projectos de equidade social.
  • Integração e solidariedade na América Latina eo Caribe. Possibilidadese perigos.
  • As organizações religiosas, o ecumenismo, seu contributo para a paz epara o mundo terrenal que anseiamos seres humanos de boa vontade.
  • As populações indígenas easminorias étnicas: a necessidade de políticas de inclusão e respeito, perante a exclusão e a marginação.
  • O consumo de estupefacientes e o narcotráfico: causas, consequências e enfrentamento a esse flagelo generalizado.
  • O estímulo da democracia participativa como médio para aconstrução de sociedades novas.
  • A necessidade de encararo terrorismo em todas suas formas.
  • A justiça como valor universal de paz.
  • O marco ético de referência para aação social perante a crise, a partir dos melhores contributos do pensamento latino-americano, desde Simón Bolívar e José Martí, até os mais relevantes pensadores do século XX e dos nossos dias.

 

Cada um destes campos e linhas temáticas, como se pode observar, pode e devem ser objeto de múltiplas iniciativas pontoais e variantes para serem tratadas pelos interessados. Todas elas serão benvindas.

O programa científico da Conferencia abrangerá –além das comissões de trabalho por temáticas, nas quais serão debatidas as exposições que sejam apresentadas, participações especiais, painéis sobre temas de interesse internacional; um simpósio sobre bioética e desenvolvimento; um foro juvenil de amplio espectro assim como outras modalidades de reflexão.

Fazemos um apelo a todos os intelectuais progressistasno mundo, aos educadores, artistas, escritores ejornalistas; a todos os lutadores sociais, aos dirigentes sindicais, de partidos políticos, de organizações juvenis, femininas, camponesas, indígenas, eprofissionais, assim como às organizações não governamentais impulsionadas pelos princípios de justiça e equidade; às universidades e outras instituições educacionais, científicas, religiosas e culturais; aos governos integrados por pessoas de boa vontade, para divulgar e fazer parte deste encontro que é convocado à luz dopensamento de José Martí e que tem a vontade de contribuir a os esforços para  sensibilizar a opinião pública internacional no intuito de criar uma consciência mundial contra os males que sofre hoje a humanidadee que põe em risco a própria existência da nossa espécie.

Quotas de Inscrição:

Delegados 120.00 CUC
Estudantes 70.00 CUC

(apresentar ocarnê acreditador)

Acompanhantes 50.00 CUC

O pessoal pode pagar pela vía online por intermédio do site web oficial do evento: http://www.porelequilibriodelmundocuba.com oudiretamente ao chegar ao Palácio das Convenções, na altura da acreditação.

 

No intuito daelaboração e inclusão no Programa, os participantes na modalidade de expositores devem realizar ainscrição de seu trabalhono Comité Organizador antes do dia 30 de novembro de 2018, como título da exposição, osdados do autor eum resumoo qual não exceda das 100 palavrasem letra Arial 12, especificando qual o médio audiovisual requere para a sua exposição. Não é garantido que os resumos apresentados no Comité Organizador ulterior a esta dataapareçamimpressosno Programa do evento.

 

Para conhecerinformações adicionaiseestabelecer contatos como Comité Organizador do evento, a pessoas interessadas podem estabelecercomunicaçãodiretapelo correios electrónicos: hpardo@cubarte.cult.cuejmarti@cubarte.cult.cue também pelos telefax (537) 833 9818 y/o (537) 836 4756; e pelostelefones (537) 838 2233 / 838 2297 / 838 2298. Oudiretamentena sede do Comité Organizador emCalleCalzada No. 803, entre 2 y 4, Vedado, La Habana, Cuba. Código Postal 10400.

 

Também pode consultar, o site web deste foro: http://www.porelequilibriodelmundocuba.comAo mesmo tempoficaria a disposição dos interessadosa Lic. Mireya Mesa Tamargo, Organizadora Profissional de Congressos, Apartado Postal 16046, La Habana, Cuba. Telefones (537) 208 6176 / 202 6011 al 19, ext. 1512, E-mail mireya@palco.cu

 

Também, para informações adicionaisepormenores sobre aspectos da logística da estadia, reservas de hoteiseoutrasopções turísticas, podeestabelecer contato com o Sr. Nelson Ramos Mesa, Especialista da Agencia de Viagens CUBATUR, pelostelefonesfixos: (537) 835 5095 y (537) 8364037 e pelo telefone móvil: (535) 242 0899, assim como pelo correio: nelson.ramos@central.cbt.tur.cu

 

Do mesmo modo, você poderá estabelecer contato com o departamento de Vendas Internacionais do Palácio das Convenções de Havana, sede do evento. Vendas Internacionais lheofereceapossibilidade de efetuar opagamentoonline de um pacote integral o qual abrange: quota de inscrição, alojamentono Hotel Palco (contíguoà sede), os deslocamentos aeroportuários e outros transferes incluídos dentro do programa oficial. Em apenas uma transação, você   poderá financiar todos estes serviços. Também poderá contar como atendimento personalizado dos especialistas de Vendas Internacionaisequalquer outra informação do Evento e de Cuba como destino da sua viagem. Contato: MsC. Elier Alonso Montano, E-mail: promoevento@palco.cu, Telefone: (537) 2026011. Extensão: (1105), Direto: (537) 2084398; Web: http://www.eventospalco.com/es/eventos/EQUILIBRIODELMUNDO2019

É TRADUÇÃO FIEL DO ORIGINAL

Equipo de Servicios de Traductores e Intérpretes


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Second Announcement

CALL

4th International Conference FOR WORLD BALANCE

January 28-31, 2019

Palace of Conventions, Havana, Cuba

The José Martí Project of International Solidarity sponsored by UNESCO was created in 2003 when approved by the General Conference of that international organization, and has the support of the Organization of Iberian American States for Education, Science and Culture (OEI, the Spanish acronym) and other international institutions of different nature that have joined this Project, governed by a qualified leading organ of more than thirty renowned and outstanding intellectuals from different countries who make up its World Council.

 

The Project is coordinated by the Office of Cuba’s Martí Program, and is currently regarded as the sole supranational initiative in today’s world to promote the study, knowledge and dissemination of information on the life and work of a paramount figure in the field of ideas.

 

Since its start, the José Martí Project has propitiated a large international movement aimed at expanding the legacy of the Apostle and National Hero of Cuba. This has already become evident in the convoking capacity and in the number of activities connected with Martí that take place in the most dissimilar world regions and countries, including the awarding of the José Martí International Prize of UNESCO.

 

The Project’s work programs are drawn up for three-year periods, which are conceived to culminate with the celebration of a world forum of plural ideas such as the one we are hereby convoking.

 

On this occasion it will be the 4th International Conference FOR WORLD BALANCE, to take place at the Palace of Conventions of Havana on January 28-31, 2019.

 

The event that preceded it, the Second International Conference WITH ALL AND FOR THE GOOD OF ALL (January 2016) was attended by more than one thousand delegates from 53 countries of all continents. The papers, oral presentations and reflections of this forum were gathered in a digital book that has been distributed to universities and libraries in different places of the world. The same will be done with this conference we are convoking for January 2019.

 

Those who register in this world meeting of plural thought will receive diplomas accrediting their participation, with the corresponding academic credits.

 

The 4th International Conference FOR WORLD BALANCE is, in addition, an extension of the debates of the World Congress of Humanities held in August, 2017 in the city of Liege, Belgium, which was sponsored by UNESCO and the International Council for Philosophy and Human Sciences.

 

The following themes will be debated in this world forum, among others:

 

  • The importance of the intercultural dialogue.
  • The arts: perspectives of diversity
  • The role and challenges of the new social movements.
  • The struggle for peace.
  • Solidarity as bulwark of coexistence.
  • The need to stop the unceasing destruction of vital ecosystems for the existence of our species.
  • The scarcity of drinking water and the rural population drift.
  • Risks and hopes offered by the technological and scientific development, particularly the information and communications technology (ICT)
  • The access to education and culture for the exercise of basic human rights under the circumstances of the 21st
  • The struggle against all forms of discrimination – of gender, race, creed, age and social condition – that validate inequality and criminalize the struggle for social justice.
  • Health as the inalienable right of all human beings.
  • The role of feminine organizations in the transformation of society. The right of women in society
  • The role of the youth, students and their organizations. Their insertion in the process of changes
  • The trade union movement and its role in the struggles for a better world under the new situation created by the global crisis
  • The need to imagine and construct new economies based on harmonious relations among the human beings and their environment, aimed at a sustainable development.
  • From theory to practice: incorporation of realities for social equity projects
  • Integration and solidarity in Latin America and the Caribbean. Possibilities and dangers
  • Religious organizations. Ecumenism, its contribution to peace and to the earthly world longed for by human beings of good will
  • Indigenous populations and the ethnic minorities: the need of policies of inclusion and respect in the face of exclusion and marginalization
  • Drug consumption and drug traffic. Causes, consequences and opposition to that widespread scourge
  • Promotion of participative democracy as means for the construction of new societies
  • Need to oppose terrorism in all its forms.
  • Justice as universal value of peace.
  • The ethical framework of reference for social action in the face of the crisis, based on the best contributions of Latin American thought, from Simón Bolívar and José Martí to the most relevant thinkers of the 20th century and our days.

 

Each one of these fields and themes can and must be the object of multiple initiatives and variants by the participants. All of them shall be welcome.

 

The Conference’s scientific program will include– in addition to the work commissions according to themes, where the presented papers will be discussed – special participations, panels on issues of international interest, a symposium on bioethics and development, a wide spectrum youth forum and other modalities of reflection.

 

We call upon all progressive intellectuals in the world, upon educators, artists, writers and journalists; upon all social fighters, union leaders, leaders of political parties, of juvenile, feminine, peasant, indigenous and professional organizations,  parliamentarians, and upon non-governmental organizations moved by principles of justice and equity; universities and other educational, scientific, religious and cultural institutions, and upon governments formed by persons of good will, to disseminate information on and participate in this meeting convoked in the light of José Martí’s ideas, which intends to contribute to the efforts to sensitize the international public opinion to create a world conscience against the evils endured by humankind today and which endanger the very existence of our species.

 

 

Registration fees:

 

Delegates 120.00 CUC
Students 70.00 CUC

(present supporting document)

Escorts 50.00 CUC

 

 

Payment may be made online through the official website of the event:

http://www.porelequilibriodelmundocuba.com or directly upon arrival, when registering at the Palace of Conventions.

For the purpose of preparing the documents and including them in the Program, the participants who will present papers must register them with the Organizing Committee before November 30, 2018. The registration information must include the paper’s title, author’s data and abstract with a maximum of 100 words in Arial 12 type, indicating what audiovisual device will be required for the presentation. It cannot be assured that the abstracts received by the Organizing Committee after November 30, 2018 will be printed in the Program of the event.

To receive additional information and establish contact with the Organizing Committee of the event, those interested may get in touch directly through the following email addresses: hpardo@cubarte.cult.cu and jmarti@cubarte.cult.cu. Also through telex numbers (537) 833 9818 and/or (537) 836 4756; and through telephone numbers (537) 838 2233 / 838 2297 / 838 2298. Or directly at the headquarters of the Organizing Committee, at Calle Calzada No. 803, entre 2 y 4, Vedado, Havana, Cuba. Postal Code 10400.

You may also consult the Forum website: http://www.porelequilibriodelmundocuba.com  Professional Congress Organizer Mireya Mesa Tamargo is also at the disposal of the interested persons at the following mail address: P.O. Box 16046, Havana, Cuba. Telephones (537) 208 6176 / 202 6011 through 19, ext. 1512, and e-mail mireya@palco.cu

For additional information and details on aspects of the logistics of your stay, hotel reservation and other tourist options, you may contact Mr. Nelson Ramos Mesa, Specialist of CUBATUR Travel Agency, through telephones (537) 835 5095 and (537) 836 4037 and cell phone (535) 242 0899, as well as through the following email address: nelson.ramos@central.cbt.tur.cu

Likewise, you may contact the International Sales Division of Palacio de Convenciones, the event’s venue, in Havana, which offers the possibility to pay online a comprehensive package covering registration fee, lodging in Hotel Palco, next to the venue, airport transfers and others included in the official program. In this way you will be able to cover the expenses for all these services with only one transaction. The specialists from the International Sales Division will also grant you personal assistance and any other information on the event as well as on Cuba as destination. Contact: Msc. Elier Alonso Montano, e-mail: promoevento@palco.cu, Telephone: (537) 2026011, extension 1105. Personal telephone: (537) 2084398; Web: http://www.eventospalco.com/es/eventos/EQUILIBRIODELMUNDO2019

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Deuxième Avis

CONVOCATION

QUATRIÈME CONFÉRENCE INTERNATIONALE POUR L’ÉQUILIBRE DU MONDE

 28-31 janvier 2019

Palais des Congrès, La Havane (Cuba)

Le projet José Martí de solidarité internationale est parrainé par l’Unesco – sur approbation de sa Conférence générale en 2003 – et compte aussi sur l’appui de l’Organisation des Etats ibéro-américains pour l’éducation, la science et la culture (OEI) et d’autres institutions internationales de diverse nature, son organe de direction collectif, le Conseil mondial, étant par ailleurs formé de plus d’une trentaine d’intellectuels prestigieux de différents pays.

Coordonné par l’Office du Programme martinien (Cuba), ce projet est la seule initiative internationale visant à favoriser l’étude, la connaissance et la divulgation de la vie et de l’œuvre d’une figure capitale dans le domaine des idées.

Dès sa création, le Projet José Martí a favorisé un grand mouvement international destiné à faire connaître l’héritage de l’Apôtre et Héros national de Cuba, comme le prouvent sa capacité de convocation et la grande quantité d’activités qui, dans son cadre, se déroulent dans les régions et pays du monde les plus divers, dont la délivrance du Prix international José Martí de l’Unesco.

Les programmes de travail triennaux du Projet sont couronnés par l’organisation d’une conférence internationale.

La Quatrième Conférence internationale POUR L’ÉQUILIBRE DU MONDE se tiendra du 28 au 31 janvier 2019 au palais des Congrès de La Havane.

La troisième, AVEC TOUS ET POUR LE BIEN DE TOUS, tenue en janvier 2016, a réuni plus de mille délégués de cinquante-trois pays de tous les continents, ses communications, interventions et réflexions ayant été recueillies dans un livre électronique qui a été distribué dans des universités et des  bibliothèques, comme il est prévu de faire également pour celle que nous convoquons pour janvier 2019.

Les participants à cette rencontre mondiale à pensée plurielle recevront des diplômes d’accréditation des crédits universitaires correspondants.

La Quatrième Conférence internationale POUR L’ÉQUILIBRE DU MONDE poursuivra les débats engagés lors du Congrès mondial des sciences humaines tenu en août 2017 à Liège (Belgique) sous les auspices de l’Unesco et du Conseil international pour la philosophie et les sciences humaines.

Elle débattra, entre autres, des thèmes suivants :

  • Importance du dialogue interculturel.
  • Les arts : perspectives de la diversité.
  • Rôle et enjeux des nouveaux mouvements sociaux.
  • Lutte pour la paix.
  • La solidarité comme bastion de la coexistence.
  • Nécessité d’empêcher la destruction constante d’écosystèmes vitaux pour l’existence de l’espèce humaine.
  • Problème de la rareté d’eau potable et dépeuplement des régions rurales.
  • Les risques et les espoirs qu’offre le développement technologique et scientifique, notamment dans les nouvelles technologies de l’information.
  • Accès à l’éducation et à la culture pour la jouissance des droits de l’homme fondamentaux au XXIe siècle.
  • Lutte contre toutes les formes de discrimination – pour des motifs de sexe, de race, de croyances, d’âge et de condition sociale – qui légitiment l’inégalité et criminalisent la lutte pour la justice sociale.
  • La santé comme droit inaliénable de tous les êtres humains.
  • Rôle des organisations féminines dans la transformation sociale. Le droit de la femme dans la société.
  • Rôle des jeunes et des étudiants et de leurs organisations ; leur insertions dans les processus de changements.
  • Le mouvement syndical et son rôle dans les luttes pour un monde meilleur dans les nouvelles conditions engendrées par la crise mondiale.
  • Nécessité d’imaginer et de mettre en place des économies nouvelles, fondées sur des rapports harmonieux entre les êtres humaines et de ceux-ci avec leur environnement naturel, en vue du développement durable.
  • De la théorie à la pratique : incorporation de réalités à des projets d’équité sociale.
  • Intégration et solidarité en Amérique latine et dans les Caraïbes. Potentialités et risques.
  • Les organisations religieuses, l’œcuménisme, leur apport à la paix et au monde d’ici-bas auquel aspirent les êtres humains de bonne volonté.
  • Les populations indigènes et les minorités ethniques : nécessité de politiques d’inclusion et de respect face à l’exclusion et à la marginalisation.
  • Consommation de stupéfiants et trafic de drogues : causes, conséquences, et combat contre ce mal généralisé.
  • La promotion de la démocratie participative comme moyen de construction de sociétés nouvelles.
  • Nécessité de combattre le terrorisme sous toutes ses formes.
  • La justice comme valeur de paix universelle.
  • Le cadre de référence éthique pour l’action sociale face à la crise, à partir des meilleures contributions de la pensée latino-américaine, depuis Simón Bolívar et José Martí jusqu’aux penseurs les plus importants des XXe et XXIe siècles.

Chacun de ces domaines et lignes thématiques peut et doit faire l’objet de multiples initiatives ponctuelles et variantes selon l’intérêt des intéressés, toutes étant les bienvenues.

Le programme scientifique de la Conférence inclura – en plus des commissions de travail thématiques où seront débattues les différentes communications – des interventions spéciales, des tables rondes sur des questions d’intérêt international, un symposium «  Bioéthique et développement », un forum de jeunes largement ouvert et d’autres modalités de réflexion.

Nous appelons tous les intellectuels progressistes du monde, les éducateurs, les artistes, les écrivains et les journalistes ; les militants sociaux, les dirigeants de syndicats, de partis politiques, d’organisations de jeunes, de femmes, de paysans, d’indigènes et de professionnels, les parlementaires, les organisations non gouvernementales inspirées des principes de justice et d’équité ;les universités et autres institutions éducationnelles, scientifiques, religieuses et culturelles ; les gouvernements formés de personnes de bonne volonté, à divulguer cette convocation et à participer à ce rendez-vous placé sous la lumière de la pensée de José Martí et visant à contribuer aux efforts en cours pour sensibiliser l’opinion publique internationale et créer  une conscience mondiale contre les maux que souffre aujourd’hui l’humanité et qui mettent en péril l’existence même de notre espèce.

Droits d’inscription :

Délégué 120 CUC
Étudiant 70 CUC (sur présentation de la carte)
Accompagnateur 50 CUC

L’inscription et l’acquittement des droits se font soit en ligne sur le site officiel web de la Conférence : http://www.porelequilibriodelmundocuba.com soit directement au palais des Congrès.

Afin de pouvoir préparer le programme définitif, les intervenants sont priés de faire connaître au Comité organisateur, avant le 30 novembre 2018, le titre de leur communication, leurs propres coordonnées personnelles et un résumé de cent mots au plus (Arial 12), avec, éventuellement, la précision du dispositif audiovisuel requis. Les résumés parvenant après cette date-butoir ne sont pas assurés d’apparaître dans le programme final de la Conférence.

Pour tous renseignements supplémentaires et contact avec le Comité organisateur, s’adresser à : hpardo@cubarte.cult.cu et jmarti@cubarte.cult.cu, aux télécopieurs : (537) 833-98-18 et (537) 836-47-56 ; et aux téléphones : (537) 838-22-33 / 838-22-97 / 838-22-98. Ou directement à son siège : Calle Calzada No. 803, entre 2 y 4, Vedado, La Habana, Cuba. Código Postal 10400.

Ou à Mireya Mesa Tamargo, organisatrice professionnelle de congrès : Apartado Postal 16046, La Habana, Cuba. Téléphone : (537) 208-61-76 / 202-60-11 / 19, poste 1512 ; courrier électronique : mireya@palco.cu

Site web de la Conférence: http://www.porelequilibriodelmundocuba.com.

Pour toutes informations sur les réservations d’hôtels et autres options touristiques, s’adresser à : Nelson Ramos Mesa, spécialiste de l’agence de voyages CUBATUR, aux téléphones fixes : (537) 835-50-95 et (537) 836-40-37, et portable : (535) 242-08-99, ou à l’adresse électronique : nelson.ramos@central.cbt.tur.cu.

Le département de Ventes internationales du palais des Congrès, siège de la Conférence, propose le paiement en ligne d’une offre intégrale : droits d’inscription, hébergement à l’hôtel Palco (mitoyen du Palais), transfert aéroport-hôtel et autres inclus dans le programme officiel. Pour tous renseignements supplémentaires sur la Conférence et sur Cuba comme destination touristique, s’adresser à : Elier Alonso Montano, courriel : promoevento@palco.cu, téléphone : (537) 202-60-11, poste 1105 ; direct : (537) 208-43-98 ; site web :

http://www.eventospalco.com/es/eventos/EQUILIBRIODELMUNDO2019

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Zweites Rundschreiben

 

AUFRUF

 

ZUR 4. INTERNATIONALEN KONFERENZ

FÜR DAS GLEICHGEWICHT DER WELT

 

Vom 28. bis 31. Januar 2019

Kongresspalast, Havanna, Kuba

 

Das internationale Solidaritätsprojekt José Martí, unter der Schirmherrschaft der UNESCO, wurde im Jahr 2003 nach der Genehmigung durch die Generalkonferenz dieser Organisation gegründet, und wird von der Organisation der Iberoamerikanischen Staaten für Erziehung, Wissenschaft und Kultur (OEI) und von anderen internationalen Einrichtungen verschiedener Art, die sich diesem Projekt angeschlossen haben, unterstützt. Es wird von einem Kollegium geleitet, das sich aus rund dreißig anerkannten und herausragenden Intellektuellen verschiedener Länder zusammensetzt, die den Weltrat bilden.

 

Dieses Projekt wird durch das Büro für das Martí-Programm Kubas koordiniert. Es wird gegenwärtig als die einzige vorhandene übernationale Initiative betrachtet, um die Erforschung, das Wissen und die Verbreitung des Lebens sowie des Werkes einer der bedeutendsten Persönlichkeiten unter den großen Denkern zu fördern.

 

Von Anfang an hat das Projekt José Martí eine große internationale Bewegung mit dem Ziel angebahnt, den Nachlass des kubanischen Apostels und Nationalhelden zu verbreiten, was sich in der Wirkung des Aufrufs und den damit verbundenen zahlreichen Aktivitäten zeigt, die in den unterschiedlichsten Regionen und Ländern stattfinden, einbegriffen die Verleihung des internationalen Preises José Martí durch die UNESCO.

 

Die Arbeitsprogramme des Projekts werden für einen Zeitraum von drei Jahren ausgearbeitet und sollen in der Durchführung eines Weltforums des pluralistischen Denkens gipfeln, wie dieses, das hier einberufen wird.

 

Es handelt sich dieses Mal um die 4. Internationale Konferenz FÜR DAS GLEICHWICHT DER WELT, die im Kongresspalast von Havanna vom 28. bis 31. Januar 2019 stattfinden wird.

 

Über tausend Delegierte aus 53 Ländern aus allen Kontinenten nahmen an dem vorhergehenden Event, der II. Internationalen Konferenz MIT ALLEN UND FÜR DEN WOHLSTAND ALLER (Januar 2016), teil.  Die Referate, Vorträge und Reflektionen dieses Forums sind in einem digitalen Buch zusammengefasst, das an Universitäten und Bibliotheken in verschiedenen Teilen der Weltverteilt wurde. Dasselbe ist für diese Konferenz vorgesehen, die für Januar 2019 einberufen wird.

 

Die Teilnehmer, die sich in diese Internationale Konferenz des pluralistischen Denkens einschreiben, werden Akkreditierungsurkunden mit entsprechenden akademischen Teilnahmebelegen erhalten.

 

Die 4. Internationale Konferenz FÜR DAS GLEICHGEWICHT DER WELT ist außerdem eine Erweiterung der Debatten des Weltkongresses der Humanwissenschaften, der im August 2017 in der Stadt Lieja in Belgien unter der Schirmherrschaft der UNESCO und des Internationalen Rates für Philosophie und Humanwissenschaften stattgefunden hat.

 

Unter anderen Themen werden in diesem Weltforum folgende Angelegenheiten debattiert werden:

  • Die Bedeutung des interkulturellen Dialoges.
  • Die Kunst: Die Perspektiven der Vielfalt.
  • Die Rolle und die Herausforderungen der neuen sozialen Bewegungen.
  • Der Kampf für den Frieden.
  • Die Solidarität als Bastion des Zusammenlebens.
  • Die Notwendigkeit, die ununterbrochene Zerstörung von lebenswichtigen Ökosystemen für die Existenz unserer Spezies zu beenden.
  • Das Problem der Trinkwasserknappheit und die Situation der Entvölkerung der ländlichen Gebiete.
  • Die Risiken und Erwartungen, die die technologische und wissenschaftliche Entwicklung mit sich bringt, insbesondere die neuen Informationstechnologien.
  • Der Zugang zur Erziehung und zur Kultur für die Ausübung der grundlegenden Menschenrechte unter den Umständen des 21. Jahrhunderts.
  • Der Kampf gegen alle Arten von Diskriminierung –Geschlecht, Rasse, Glaube, Alter und soziale Stellung– die die Ungleichheit legitimieren und den Kampf für die soziale Gerechtigkeit kriminalisieren.
  • Die Gesundheit als unveräußerliches Recht eines jeden Menschen.
  • Die Rolle der Frauenorganisationen bei der sozialen Umwandlung. Das Recht der Frau in der Gesellschaft.
  • Die Rolle der Jugend, der Studenten und ihrer Organisationen. Ihre Eingliederung in die Veränderungsprozesse.
  • Die Gewerkschaftsbewegung und ihre Rolle im Kampf für eine bessere Welt unter den neuen Bedingungen, die durch die globale Krise geschaffenen wurden.
  • Die Notwendigkeit, neue Wirtschaften auf der Grundlage harmonischer Beziehungen der Menschen miteinander und mit ihrer natürlichen Umwelt herauszufinden und zu schaffen, die eine nachhaltige Entwicklung zum Ziel haben.
  • Von der Theorie zur Praxis:Die Aufnahme von Realitäten in Projekte der sozialen Gerechtigkeit
  • Integration und Solidarität in Lateinamerika und in der Karibik. MöglichkeitenundGefahren.
  • Die religiösen Organisationen, der Ökumenismus, sein Beitrag zum Frieden und zur irdischen Welt, wonach sich die Menschen guten Willens sehnen.
  • Die indigene Bevölkerungen und die ethnischen Minderheiten: Die Notwendigkeit von Politiken der Einbeziehung und des Respekts gegen Ausgrenzung und Marginalisierung.
  • Der Konsum von Rauschgiften und der Rauschgifthandel: Ursachen, Folgen und Bekämpfung dieser generellen Geißel.
  • Die Förderung der partizipativen Demokratie als Mittel zum Aufbau neuer Gesellschaften.
  • Die Notwendigkeit, den Terrorismus in allen seinen Formen zu bekämpfen.
  • Die Gerechtigkeit als universeller Wert des Friedens.
  • Der ethische Bezugsrahmen für die soziale Aktion angesichts der Krise auf der Grundlage der besten Beiträge des lateinamerikanischen Denkens von SimónBolívar und José Martí bis zu den relevanten Denkern des 20. Jahrhunderts und unserer Tage.

 

Jeder von diesen Bereichen und Thematiken, wie man sieht, kann und soll Gegenstand vielfältiger punktueller Initiativen und Varianten sein, die von den Interessenten erörtert werden. Alle sind sie willkommen.

 

Das wissenschaftliche Programm der Konferenz umfasst –außer den Arbeitskommissionen nach Thematiken, wo die angemeldeten Referate debattiert werden– spezielle Vorträge, Diskussionsrunden bezüglich Fragen von internationalem Interesse, ein Symposium über Bioethik und Entwicklung, ein Jugendforum mit einem breiten Spektrum und andere Formen der Reflektion.

 

Wir rufen alle fortschrittlichen Intellektuellen der Welt auf, die Erzieher, Künstler, Schriftsteller und Journalisten, alle sozialen Kämpfer, die Führungskräfte der Gewerkschaften, der politischen Parteien, der Jugend-, Frauen-, Bauern-, indigenen und Berufsorganisationen sowie von nichtstaatlichen Organisationen, die sich nach Prinzipien der Gerechtigkeit und Gleichheit richten; die Universitäten und weitere Einrichtungen im Bereich Bildungswesen, Wissenschaft, Religion und Kultur; ebenso Menschen guten Willens in den Regierungen, um zur Verbreitung dieser Konferenz beizutragen und zur Teilnahme an diesem Treffen aufzurufen, das in Anbetracht des Gedankengutes von José Martí einberufen wird. Diese Konferenz beabsichtigt, einen Beitrag zu den Bemühungen um die Sensibilisierung der internationalen öffentlichen Meinung zu leisten, um ein Weltbewusstsein gegen die Übel zu schaffen, die die Menschheit heute quälen und die eigene Existenz unserer Spezies in Gefahr bringen.

 

Einschreibgebühren:

 

Delegierte 120.00 CUC
Studenten 70.00 CUC

(Vorlage des Studentenausweises)

Begleitperson 50.00 CUC

Sie können online über die offizielle Webseite des Events http://www.porelequilibriodelmundocuba.com oder direkt im Kongresspalast bei der Akkreditierung bezahlen.

 

Um das Programm auszuarbeiten und sie darin einzubeziehen, müssen die Teilnehmer, die als Referenten auftreten, ihre Vorträge bis zum 30. November 2018 an das Organisationskomitee mit dem Titel des Referats, den Angaben zum Autor und eine Zusammenfassung von höchstens 100 Wörtern in der Schriftart Arial 12 einsenden und die audiovisuellen Mittel spezifizieren, die sie für die Darstellung benötigen. Es wird nicht gewährleistet, dass die Zusammenfassungen, die im Organisationskomitee nach diesem Datum eingehen, im Programm des Events abgedruckt werden können.

 

Die Interessenten können sich per E-Mail: hpardo@cubarte.cult.cu und jmarti@cubarte.cult.cu, per Telefax (537) 833 9818 bzw. (537) 836 4756 und per Telefon (537) 838 2233 / 838 2297 / 838 2298direkt in Verbindung setzen, um zusätzliche Informationen zu erhalten und Kontakt mit dem Organisationskomitee des Events aufnehmen oder direkt am Sitz des Organisationskomitees in Calle Calzada No. 803, entre 2 y 4, Vedado, 10400 Havanna, Kuba.

 

Die Interessenten können auch die Webseite dieses Forums konsultieren: http://www.porelequilibriodelmundocuba.com oder sich an Frau Lic. Lireya Tamargo, Verantwortliche für die Organisation des Kongresses, Postfach 16046, Havanna, Kuba, unter den Telefonnummern (537) 208 6176 / 202 6011-19, Durchwahl 1512 oder per E-Mail mireya@palco.cu wenden.

 

Für zusätzliche Informationen und Details über den Aufenthalt, die Hotelreservierungen und andere touristische Optionen können Sie mit Herrn Nelson Ramos Mesa, Spezialist der Reiseagentur CUBATUR, unter den Telefonnummern (537) 835 5095 und (537) 8364037 und per Handy: (535) 242 0899sowie per E-Mail nelson.ramos@central.cbt.tur.cu Kontakt  aufnehmen.

 

Ebenfalls können Sie mit der internationalen Verkaufsabteilung des Kongresspalasts von Havanna, dem Austragungsort des Events, Kontakt aufnehmen. Die internationale Verkaufsabteilung bietet Ihnen die Möglichkeit, ein komplettes Paket Online zu bezahlen, das die Einschreibgebühr, die Unterkunft im Hotel Palco (angrenzend an den Austragungsort), die Flughafentransfers und andere Transfers umfasst, die im offiziellen Programm enthalten sind. Mit einer einzigen Transaktion können Sie alle Dienstleistungen bezahlen. Sie können sich auch durch persönliche Betreuung der Spezialisten der internationalen Verkaufsabteilung unterstützen lassen und weitere Informationen über den Event und Kuba als Bestimmungsort Ihrer Reise erhalten: Ansprechpartner: MSc. Elier Alonso Montano, E-Mail: promoevento@palco.cu; Telefon: (537) 2026011. Durchwahl: (1105), Telefonnummer: (537) 2084398; Webseite: http://www.eventospalco.com/es/eventos/EQUILIBRIODELMUNDO2019

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Второе уведомление

СОЗЫВ

IV Международная конференция «ЗА РАВНОВЕСИЕ МИРА»

28 – 31 января 2019 года

Дворец съездов, Гавана, Куба

Проект «Всемирная солидарность» памяти Хосе Марти,осуществляемый под эгидой ЮНЕСКО, создан в 2003 году после того, как был утвержден решением Генеральной конференции ЮНЕСКО. Проект пользуется поддержкой Организации Ибероамериканских государств по вопросам образования, науки и культуры (ОИГ)и других международных организаций различного профиля, присоединившихся к этому проекту, который возглавляет Всемирный совет, коллегиальный орган управления, в состав которого входитболее тридцати видных представителей интеллигенции разных стран.

Офис кубинской Программы «Хосе Марти» координирует работу по Проекту, который на данный момент является единственной инициативой наднационального характера, нацеленной на распространение знаний о жизни и творчестве этого великого мыслителя.

С момента своего создания Проект «Хосе Марти» способствовал организации крупномасштабного международного движения по распространению трудов и идей национального героя и Апостола Кубы, о чем свидетельствует рост организационного потенциала проекта и числа официальных мероприятий, проходящих в его рамках в самых разных регионах и странах, а также учреждение Международной премии ЮНЕСКО им. Хосе Марти.

Рабочие программы проекта разрабатываются на 3-х годичные периоды, каждый из которых должен завершаться международным форумом, посвященным плюралистическому мышлению. Именно на такую встречу мы приглашаем вас сегодня.

IV Международная конференция «ЗА РАВНОВЕСИЕ МИРА»пройдет во Дворце съездов в Гаване с 28-31 января 2019 года.

На предыдущем мероприятии – II Международной конференции «СО ВСЕМИ И НА БЛАГО ВСЕХ» (январь 2016 г.) – приняло участие более тысячи делегатов из 53 стран всех континентов мира. Доклады, выступления и размышления, озвученные в ходе форума, вошли в электронный сборник, переданный в университеты и библиотеки разных уголков мира. Такой же сборник будет составлен по окончании IV Международной конференции в 2019 году.

Участники этой международной встречи, посвященной плюралистическому мышлению, получат удостоверяющие дипломы с указанием соответствующих академических кредитов.

Кроме того, на IV Международной конференции «ЗА РАВНОВЕСИЕ МИРА», продолжится обсуждение тем Всемирной конференции по гуманитарным наукам, прошедшей под эгидой ЮНЕСКО и Международного совета по философии и гуманитарным наукам в августе 2017 года в городе Льеже, Бельгия.

Ниже перечисляются другие темы, которые будут обсуждаться на этом форуме:

  • Значение межкультурного диалога.
  • Искусство: перспективымногообразия.
  • Роль и задачи новых социальных движений.
  • Борьба за мир.
  • Солидарность, как оплот сосуществования.
  • Необходимость предотвращения непрерывного уничтожения экосистем, от которых зависит выживание человечества.
  • Проблема дефицита питьевой воды и депопуляция сельской местности.
  • Плюсы и минусы научно-технологического развития, в частности, новых информационных технологий.
  • Право на равный доступ к образованию и культуре в условиях XXI века.
  • Предотвращение распространения всехформ дискриминации– по половому признаку, по цвету кожи, по вероисповеданию, возрасту и социальному положению – легитимирующих неравенство и криминализирующих борьбу за социальную справедливость.
  • Здоровье, как неотъемлемое право каждого человека.
  • Роль женских общественных организаций в социальном преобразовании. Права женщины в обществе.
  • Роль молодежи, студентов и молодежных организаций; их участие в процессах преобразований.
  • Профсоюзное движение и его роль в борьбе за лучший мир в новых условиях, созданных глобальным кризисом.
  • Формирование новых экономических подходов, основанных на гармоничных отношениях между людьми и их естественной средой, направленных на устойчивое развитие.
  • От теории к практике: реалии в проектах социального равенства.
  • Интеграция и солидарность в Латинской Америке и Карибском регионе. Возможности и риски.
  • Религиозные организации, экуменизм и его вклад в дело мира и земной жизни, о которой мечтают люди доброй воли.
  • Коренные народы и этнические меньшинства: необходимость развития инклюзивного общества и уважения прав человека в противодействие маргинализации и социальной изоляции.
  • Употребление и незаконный оборот наркотических средств: причины, последствия и борьба с этим распространенным бедствием.
  • Формирование демократии, основанной на принципе всеобщего участия, как средства для строительства нового общества.
  • Необходимость противодействия терроризму во всех его формах.
  • Справедливость, как универсальная ценность мира.
  • Этические предпосылки социального противостояния кризису в трудах латиноамериканских деятелей от Симона Боливара до Хосе Марти и виднейших мыслителей XX века и современности.

 

Каждая из вышеперечисленных тем может и должна стать предметом различных конкретных инициатив и предложений. Их обсуждение участниками будет только приветствоваться.

Научная программа Конференции, помимо рабочих тематических комиссий, на которых будут обсуждаться представленные доклады, включает специальные выступления, «круглые столы» по темам, представляющих международный интерес, симпозиумы по биоэтике и развитию, а также молодежные форумы широкого профиля и другие встречи-размышления.

Мы призываем всех прогрессивных представителей интеллигенции мира, педагогов, деятелей искусств, писателей и журналистов, всех социальных борцов, руководителей профсоюзов, политических партий, молодежных, женских, крестьянских, профессиональных организаций и организаций коренных народов, а также неправительственные организации, которыми движут принципы справедливости и равноправия, университеты и другие образовательные, научные, религиозные и культурные учреждения, правительства, управляемые людьми доброй воли, распространить известие о конференции и принять участие во этой встречев свете идей Хосе Марти, цель которой – повлиять на международное общественное мнение с тем, чтобы повысить всеобщее осознание современных проблем, стоящих перед человечеством и угрожающим самому существованию рода человеческого.

Регистрационный взнос

Участники 120,00 CUC
Студенты 70,00 CUC (по предъявлению студенческого удостоверения)
Сопровождающие лица 50,00 CUC

 

Оплата регистрационного взноса может производиться через официальный сайт встречи http://www.porelequilibriodelmundocuba.com или во время аккредитации по прибытии во Дворец съездов.

 

В целях своевременного включения докладов в программу, участники-докладчики должны зарегистрировать свою работу в Оргкомитете до 30 ноября 2018 года с указанием названия доклада, личных сведений об авторе, а также представить аннотацию, не превышающую 100 слов шрифтом Ариал 12, и указать нужное для презентации оборудование. Не гарантируется, что аннотации, представленные в оргкомитет по истечении вышеуказанного срокабудут фигурировать в отпечатанном виде в программе встречи.

 

Заинтересованные лица могут получить дополнительную информацию и обратиться в Организационный комитет, непосредственно по электронным адресам: hpardo@cubarte.cult.cu и jmarti@cubarte.cult.cu, по телефаксу  (537) 833 9818 и/или (537) 836 4756; по телефонам (537) 838 2233 / 838 2297 / 838 2298, а также по адресу Организационного комитета: Почтовый индекс 10400, Куба, Гавана, Ведадо, ул. Кальсада № 803, междуулицами 2-яи 4-я (calle Calzada No. 803, entre 2 y 4, Vedado, Ciudad de La Habana, Cuba. CódigoPostal 10400).

 

Вы также можете посетить сайт форума: http://www.porelequilibriodelmundocuba.com. Равным образом, вы можете связаться с профессиональным организатором конгрессов Мирейей Меса Тамарго по адресу: почтовый ящик 16046, Куба, Гавана, телефоны (537) 208-6176 / 202-6011 до 202-6019, доб. 1512, электронная почта mireya@palco.cu(ApartadoPostal 16046, LaHabana, Cuba. Teléfonos (537) 208 6176 / 202 6011 al 19, ext. 1512, E-mailmireya@palco.cu)

 

Для более полной информации, касающейся проживания, бронирования отелей и других туристических вариантов, вы можете связаться с господином Нельсоном Рамосом Меса, специалиста Бюро путешествий CUBATUR, по телефонам (537) 835 5095 y (537) 8364037, по мобильному телефону (535) 242 0899 и по электронной почте: nelson.ramos@central.cbt.tur.cu

 

Вы также можете связаться с отделом Международных продаж (VentasInternacionales) Дворца съездов Гаваны, где будет проходить Конференция. Этот отдел предоставляет возможность осуществить онлайн-оплату комплексного пакета услуг, в том числе, регистрационный взнос участника, проживание в отеле Palco (прилегающем к Дворцу съездов),трансферы из/в аэропорти другие услуги, предусмотренные официальной программой. Таким образом, за один раз вы сможете оплатить все эти услуги. Равным образом, вам предлагается персонифицированная помощь специалистов отдела Международных продаж (VentasInternacionales) и любая другая информация о Конференции и Кубе: Контакты: М-р н-к Элиер Алонсо Монтано, E-mail: promoevento@palco.cu, тел. (537) 2026011 доб. (1105), прямой номер (537) 2084398; Web: http://www.eventospalco.com/es/eventos/EQUILIBRIODELMUNDO2019

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هافانا، من 28 إلى 31 يناير/ كانون الثاني  عام 2019

ثاني اخطار

دعوة

المؤتمر الرابع الدولي من أجل توازن العالم

من 28 إلى 31 يناير/ كانون الثاني  عام 2019

قصر المؤتمرات، هافانا، كوبا.

إن المشروع هوسي مارتي للتضامن الدولي، تحت اشراف اليونيسكو، ووضع بعام 2003 بعد الموافقة عليه بالمؤتمر العام لتلك المنظمة الدولية.تحظي بتأييد منظمة الدول الإيبيرو أمريكية  للتربية، العلم و الثقافة و مؤسسات دولية أخرى متنوعة انضمت إلى هذا المشروع. يقوده هيئة  للادارة الجماعية تتشكل بأكثر من 30 مثقفين مشهورين و بارزين من مختلف البلدان و التي تشكل مجلسه العالمي.

ينسق هذا المشروع مكتب البرنامج حول مارتي بكوبا  و يعتبر حاليا كالمبادرة  الوحيدة  التي تتجاوز الحدود الوطنية و التي تشجع دراسةهذه الشخصية المرموقة  في مجال الأفكار ، معرفتها و اذاعة حياتها و أعمالها.

منذ البداية، قد دفع مشروع هوسي مارتي حركة دولية كبيرة موجهة إلى توسيع تراث  البطل الوطني الكوبي، و هذا يمكن تقديره من خلال القدرة على الدعوة، و عدد النشاطات المرتبطة به التي تتم  بمختلف المناطق و البلدان، بما فيها تقليد الجائزة العالمية  هوسي مارتي لليونيسكو.

توضع برامج عمل المشروع لمدد تستغرق ثلاثة سنوات و تتوج بعقد منتدى عالمي بتعددية التفكير مثل الذي ندعو إليه هنا.

بهذه المرة ، سيعقد المؤتمر الرابع  الدولي  من أجل توازن العالم ، بقصر المؤتمرات  في هافانا، من 28 إلى 31 يناير/ كانون الثاني 2019.

حضر المؤتمر الثاني الدولي “مع الجميع و من أجل خير الجميع”(انعقد بيناير/ كانون الثاني 2016)،أكثر من ألف مندوب من 53 بلد من كل القارات. تم تجميع المداخلات و التأملات و الأبحاث التي قدمت بهذا المنتدى بكتاب رقمي  تم توزيعه  بجامعات و مكاتب مختلف  أنحاء العالم، و سوف نعمل نفس الشيء بعد هذا المؤتمر الذي ندعو إليه ليناير عام 2019.

سوف  تعطى للمشاركين بهذا اللقاء العالمي  بتعددية التفكير شهادات اعتمادية  بالاعتمادات الأكاديمية المعنية.

إن هذا المؤتمر الرابع الدولي من أجل توازن العالم، إضافة إلى ذلك، هو امتداد للحوارات  التي جرت بالمؤتمر العالمي للآداب المنعقد بأغسطس/آب 2017 بمدينة لياها، البلجيك، تحت اشراف اليونيسكو و المجلس العالمي  للفلسفة و العلوم الانسانية.

بين قضايا أخرى سيتم الحوار بهذا المنتدى  العالمي حول مواضيع مثل:

أهمية الحوار بين الثقافات.

دور و تحديات الحركات الاجتماعية الجديدة.

النضال من أجل السلام.

التضامن كقلعة للتعايش.

ضرورة ايقاف التدمير المتواصل للنظم البيئية الحيوية لبقاء الانسان.

مشكلة نقص المياه القابلة للشرب، و الوضع المتمثل بتقليل السكان بالمناطق الريفية.

مخاطر و آمال التطور التكنولوجي و العلمي ، خصوصا مع التكنولوجيات الجديدة للإعلام.

الحصول على التربية و الثقافة لممارسة حقوق الانسان الأساسية  بظرف القرن الواحد و العشرين.

مكافحة جميع اشكال التمييز – بالجنس، العرق، العقيدة، العمر و الموقع الاجتماعي – التي تشجع  اللا مساواة و تعتبر النضال من أجل  العدالة الاجتماعية كجريمة.

دور المنظمات الاجتماعية  في التغير  الاجتماعي. حقوق المرأة بالمجتمع.

دور الشبيبة، الطلاب و منظماتهم؛مشاركتهم بعمليات  التغيير.

الحركة النقابية و دورها  في النضالات من أجل عالم أفضل على ضوء الظروف الجديدة التي تنتج عن الأزمة الشاملة.

الضرورة إلى تصور و بناء اقتصاديات جديدة على أساس علاقات منسجمة بين الناس و بينهم و البيئة ، بغرض تحقيق التنمية المستدامة.

التكامل و التضامن بأمريكا اللاتينية و الكاريبي. امكانيات و أخطار.

المنظمات الدينية، المسكونية، مساهمتها للسلام و للعالم الدنيوي الذي يتمناه الناس الذين لديهم حسن النية.

السكان الأصليون و الأقليات الإثنية: الضرورة إلى سياسات الانضمام و لاحترام أمام الاستقصاء و التهميش.

استهلاك المخدرات و تجارة المخدرات:الأسباب، النتائج و مواحهة هذه الآفة التي تعممت.

ترويج الديمقراطية التشاركية كوسيلة لبناء المجتمعات الجديدة.

ضرورة مواجهة الارهاب بكافة اشكاله.

العادلة كقيمة عالمية للسلام.

الاطار الاخلاقي المرجعي  للعمل الاجتماعي أمام الأزمة، انطلاقا من أفضل مساهمات التفكير الأمريكي لاتيني، من سيمون بوليبار  و هوسي مارتي حتى أبرز مفكري القرن العشرين و مفكري أيامنا.

نرحب بالتعرض لكل هذه المواضيع . يمكن و يجب القيام بذلك من خلال المبادرات  المتعددة من قبل المهتمين.

سوف يتضمن  البرنامج العلمي للمؤتمر – إلى جانب لجان العمل  المتخصصة بالقضايا، حيث سيتم الحوار حول الأبحاث التي تقدم – مداخلات خاصة، ورشات حول قضايا دولية؛ ندوة حول الأخلاق الحيوية و التنمية؛  منتدى شبابي موسع و أنماط أخرى للتأمل.

ندعو جميع المثقفين التقدميين في العالم، الأساتذة، الفنانين، الكتاب و الصحفيين؛ندعو المناضلين الاجتماعيين، المسؤولين النقابيين، زعماء الأحزاب السياسية ، المنظمات الشبابية ، النسائية، الفلاحية، السكان الأصليين، المهنيين،و المنظمات غير الحكومية  التي تتمسك بمبادىء العدالة و المساواة؛ ندعو الجامعات و مؤسسات أخرى  تربوية ، علمية، دينية و ثقافية ؛ ندعو الحكومات  المتكونة من أصحاب الارادة الحسنةندعوهم جميعهم إلى اذاعة  هذا منتدى الذي ندعو إليه على ضوء تفكير هوسي مارتي و المشاركة في هذه الندوة التي تسعى إلى بذل الجهود حتى يتحسس الرأي العام العالمي لإجاد الوعي العالمي  ضد الآفات التي  تؤثر على الانسانية  اليوم و التي تضع  بوضع خطير بقاء نوعنا البشري.

شراكة التسجيل:

المندوبون:120.00 سي يو سي

الطلاب:70.00 سي يوسي

المرافقون: 50.00 سي يو سي

من الممكن الدفع عن طريق الموقع الرسمي في الشبكة العنكبوتية  للندوة:

http://www.porelequilibriodelmundocuba.com

أو مباشرة  عند الوصول إلى قصر المؤتمرات، حينما يتم الاعتماد .

لا بد للمشاركين بأبحاث من تسجيل أعمالهم  بللجنة التنظيمية قبل يوم 30 نوفمبر عام 2018 من خلال ايصال عنوان البحث، المعلومات حول المؤلف و خلاصة فيها ليست أكثر من 100 كلمة  بحرف أريال 12 و يتم تحديد أي وسائل سماعية مرئية يتطلب للعرض. في حالة وصول الخلاصة بعد هذا التاريخ ، لا يضمن أن تظهر خلاصة  البحث منشورة  في برنامج الندوة.

للحصول على معلومات اضافية و للاتصال مع اللجنة التنظيمية يمكن الاتصال من خلال العناوين الالكترونية التالية:

hpardo@cubarte.cult.cu , jmarti@cubarte.cult.cu

أيضا يمكن الاتصال عن طريق الفاكسات: (537) 8339818

(537)8364756 و عن طريق الهواتف:

(537)8382233 ، (537)8382297 ،(537)8382298

أو من الممكن اجراء الاتصال مباشرة بمقام اللجنة التنظيمية بشارع كالثادا، رقم: 803 بين شارعين: 2 و 4 ، فيدادو، هافانا، كوبا. صندوق بريد:10400

و أيضا للحصول على معلومات اضافية و المزيد من التفاصيل حول مجالات اللوجيستيك المتعلقة بالاقامة ، الحجز في الفنادق و خيارات سياحية أخرى ، يمكن الاتصال بالسيد نيلسون راموس ميسا، أخصائي بوكالة الأسفار كوباتور. الهاتف:

(537)8355095 و (537)8364037 و الهاتف الخلوي:

(535)2420899 اما البريد الالكتروني:

nelson.ramos@central.cbt.tur.cu

كما أنكم تستطيعزن الاتصال بدائرة المبيعات الدولية بقصر المؤتمرات، مقام الندوة. هذه الدائرة تقدم لكم امكانية القيام بالدفع أون لاين  لباكيت متكامل يتضمن: شراكة التسجيل، الاقامة بفندق بالكو، و موقعه جنب القصر، الانتقال من و إلى المطار و تنقلات أخرى في اطار البرنامج الرسمي. يمكن الحصول من خلال ها عن معلومات أخرى عن كوبا أو عن الندوة. بهذا السبيل يرجى الاتصال ب: الماجيستير أليار ألونسو مونتانو، البريد الالكتروني:

promoevento@palco.cu

الهاتف: (537)2026011 (1105) المباشر: (537)2084398

الموقع الالكتروني:

http://eventospalco.com/es/eventos/EQUILIBRIODELMUNDO2019

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第二次通知

 

第四次“世界平衡“国际论坛

 

019128日至31

古巴,哈瓦那,国际会议中心

 

 

由联合国教科文组织发起的的JoséMartí国际团结项目于2003年成立,当时该项目由该国际组织大会批准,并得到了伊比利亚美洲国家教育,科学和文化等组织的支持。 (OEI)和其他具有不同特点的国际机构都加入本项目,该项目是一个由三十多名来自不同国家的知名人士组成的合议管理机构所管理,这些知识分子就组成了世界理事会。

 

 

该项目由古巴何塞马蒂计划办公室负责协调,目前被认为是唯一在促进研究,知识和传播领域及人类生命和工作方面具有超国家举措的一个项目。

 

 

自成立以来,何塞马蒂项目促成了一场场伟大的国际运动,旨在扩大古巴民族英雄和使徒的遗产,在不同的国家和地区已经明显体现出它的号召能力以及与此相关的一系列活动中,包括教科文组织颁发的何塞·马蒂国际奖。

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该项目的工作计划的制定期限为3年,正如我们所说的一样,最终将完成一个完美的世界思想论坛。

 

届时将于2019年1月28日至31日在哈瓦那会议中心举行第四次世界平衡国际会议。

 

在此之前的活动中,来自世界各地的53个国家的1000多名代表出席了第二届国际共享会议(2016年1月)。本次论坛的介绍,各种发言将收集在一本数字图书中,该图书已分发到世界各地的大学和图书馆,这次会议也是一样,所有介绍及发言将在2019年1月收集并发送到世界各地。

 

对于这次世界思想论坛的参加者将获得相应的学术奖章。

 

此外,第四次世界平衡国际会议还延续了2017年8月在比利时列日市举行的世界人文大会的辩论,该大会由教科文组织和国际理事会哲学和人文科学发起。

 

 

 

也将在这个全球论坛上讨论如下问题:

  • 文化间对话的重要性。
  • 艺术:多元化的视角。
  • 新社会运动的角色和挑战。
  • 争取和平的斗争。
  • 团结一致作为共存的堡垒。
  • 需要停止对我们物种存在的重要生态系统的不断破坏。
  • 农村饮用水短缺和人口稀少的问题。
  • 技术和科学发展带来的风险和希望,特别是新的信息技术。
  • 在21世纪的环境中获得教育和文化以行使人权。
  • 打击一切形式的歧视 : 性别,种族,信仰,年龄和社会地位 – 将不平等合法化并将社会正义斗争定为犯罪。
  • 健康是所有人不可剥夺的权利。
  • 妇女组织在社会转型中的作用。妇女在社会中的权利。
  • 青年,学生及其组织的作用;将其插入到变化的过程中。

 

  • 工会运动及其在全球危机造成的新情况下为争取更美好世界而奋斗的作用。
  • 需要根据人与人之间以及与自然环境的和谐关系来设想和建设新的经济体,其目标是可持续发展。
  • 从理论到实践:纳入社会公平项目的现实情况。
  • 拉丁美洲和加勒比地区的一体化和团结一致。可能性和存在的风险。
  • 宗教组织,普世精神,他们对和平和地球世界的贡献,人类长期以来的善意。
  • 土着居民和少数民族:在排斥和边缘化的情况下,需要采取包容和尊重的政策。
  • 麻醉品和麻醉品的消费:与这种普遍性祸害的原因,后果和对抗。
  • 促进参与式民主作为建立新社会的手段
  • 需要对付各种形式的恐怖主义。
  • 正义是和平的普遍价值。
  • 基于西蒙玻利瓦尔和何塞·马蒂的拉丁美洲思想对20世纪和今天最重要的思想家的最佳贡献,面对危机的社会行动的伦理参考框架。

 

可以看出,任何关于这些领域和专题中的每一个都可以而且应该成为有关各方要解决的多种具体和多样化举措的对象。他们都会受到欢迎。

 

大会的科学计划将包括 – 除专题工作委员会外,将讨论所提交的论文 – 特别活动,关于国际利益问题的小组;生物伦理与发展研讨会;广泛的青年论坛和其他形式的反思。

 

我们称世界上的所有进步知识分子,教育家,艺术家,作家和记者;向所有社会活动家,工会领导人,政党,青年,妇女,农民,土着和专业组织,以及以正义和公平原则为动力的非政府组织;大学和其他教育,科学,宗教和文化机构;向由善意人士组成的政府传播和参与这次会议,这是根据何塞·马蒂的思想相一致的,其目的在于促进国际舆论的认识,以创造全球共识,反对人类的邪恶,反对使我们物种的存在面临危险的各种举动。

 

注册费用:

 

代表 120.00 CUC
学生 70.00 CUC

需要出示证件)

陪同 50.00 CUC

 

所有人可以通过活动官方网站进行支付http://www.porelequilibriodelmundocuba.com或抵达后在会议中心–Palacio de las Convenciones现场支付。

 

为了更好的做好前期准备,希望参与演讲的参与者必须在2018年11月30日之前在组委会中登记他们的作品,文章标题,作者的资料,并以Arial 12字体的格式做一个不超过100个单词的摘要,指明确其所需要的视听媒体资料。组委会在此时间之后收到的材料不能保证能在活动之前完成印刷任务。

 

欲了解更多信息并与活动组委会建立联系,感兴趣的各方可以通过电子邮件建立直接沟通:hpardo@cubarte.cult.cu和jmarti@cubarte.cult.cu以及电传(+537)833 9818和/或(+537)836-4756;和电话(+537)838 2233/838 2297/838 2298.或直接于组委会总部联系,地址如下:Calle Calzada 803号,2至4号,古巴哈瓦那Vedado。邮政编码10400

 

您也可以查阅此论坛的网站:http://www.porelequilibriodelmundocuba.com同样,组委会专家Mireya Mesa Tamargo将面向所有感兴趣的人士人的疑问。电话(537)208 6176/202 6011至19,分机1512,电子邮件mireya@palco.cu

 

此外,有关住宿后勤,酒店预订和其他旅游选择方面的更多信息和细节,您可以直接联系我们指定的旅行社:天博国际旅游公司,于TANIA MATOS女士联系:(+537)2083708和移动电话:(+535)8312268,以及邮件:comercial@tianbointernational.com.

 

此外,您可以联系哈瓦那会议中心的国际销售部门,活动地点。国际销售提供在线支付全面套餐的可能性,包括:注册费,Hotel Palco(总部附近)住宿,机场接送和官方计划中包含的其他转账。在一次交易中,您可以为所有这些服务提供资金。您还可以依靠国际销售专家的个性化援助以及关于该活动和古巴作为旅行目的地的任何其他信息。联系人:Msc。 Elier Alonso Montano,电子邮件:promoevento@palco.cu,电话:(537)2026011.分机号码:(1105),直接电话:(537)2084398;网址:http://www.eventospalco.com/es/eventos/EQUILIBRIODELMUNDO2019

 

La Habana 28-31ene2019: IV Conferencia Internacional por el Equilibrio del Mundo

Segundo Aviso

CONVOCATORIA

IV Conferencia Internacional POR EL EQUILIBRIO DEL MUNDO

Del 28 al 31 de enero de 2019

Palacio de Convenciones, La Habana, Cuba

El Proyecto José Martí de Solidaridad Internacional, auspiciado por la UNESCO, fue creado en 2003 al ser aprobado por la Conferencia General de esa organización internacional, y que cuenta con el apoyo de la Organización de Estados Iberoamericanos para la Educación, la Ciencia y la Cultura (OEI) y otras instituciones internacionales de diferente carácter que se han sumado a este Proyecto, que lo rige un órgano de dirección colegiado, integrado por más de una treintena de reconocidos y destacados intelectuales de distintos países, que forman su Consejo Mundial.

Este Proyecto es coordinado por la Oficina del Programa Martiano de Cuba y se considera en estos momentos como la única iniciativa supranacional existente en la actualidad para favorecer el estudio, el conocimiento y la divulgación de la vida y obra de una figura cumbre en el terreno de las ideas.

Desde sus inicios, el Proyecto José Martí ha propiciado un gran movimiento internacional dirigido a expandir el legado del Apóstol y Héroe Nacional cubano, lo cual se aprecia ya en su capacidad de convocatoria y en el número de actividades que, vinculadas a este, tienen lugar en las más diferentes regiones y países, incluido el otorgamiento del Premio Internacional José Martí de la UNESCO.

Los programas de trabajo del Proyecto se elaboran por periodos de 3 años, que deben culminar en la celebración de un foro mundial de pensamiento plural como el que aquí convocamos.

En esta ocasión, será la IV Conferencia Internacional POR EL EQUILIBRIO DEL MUNDO, que se celebrará en el Palacio de Convenciones de La Habana, entre los días 28 al 31 de Enero de 2019.

Al evento que le antecedió, la II Conferencia Internacional CON TODOS Y PARA EL BIEN DE TODOS (Enero de 2016) asistieron más de mil delegados de 53 países de todos los continentes. Las ponencias, intervenciones y reflexiones de este foro se recogieron en un libro digital que se ha distribuido en universidades y bibliotecas de diferentes lugares del mundo, lo cual se hará igualmente con esta que estamos convocando para enero del 2019.

Los participantes que se inscriban en este encuentro mundial de pensamiento plural recibirán Diplomas acreditativos con los correspondientes créditos académicos.

La IV Conferencia Internacional POR EL EQUILIBRIO DEL MUNDO es, además, una extensión de los debates del Congreso Mundial de Humanidades efectuado en agosto del 2017 en la ciudad de Lieja, Bélgica, y que fue auspiciada por la UNESCO y por el Consejo Internacional para la Filosofía y las Ciencias Humanas.

Entre otros temas serán debatidos en este foro mundial asuntos como:

  • La importancia del diálogo intercultural.
  • Las artes: perspectivas de la diversidad.
  • El papel y los desafíos de los nuevos movimientos sociales.
  • La lucha por la Paz.
  • La solidaridad como baluarte de la convivencia.
  • La necesidad de detener la destrucción incesante de ecosistemas vitales para la existencia de nuestra especie.
  • El problema de la escasez de agua potable y la situación de la despoblación en las regiones rurales.
  • Los riesgos y las esperanzas que ofrece el desarrollo tecnológico y científico, en especial las nuevas tecnologías de la información.
  • El acceso a la educación y la cultura para el ejercicio de derechos humanos en las circunstancias del siglo XXI.
  • La lucha contra todas las formas de discriminación – de género, raza, credo, edad y condición social – que legitiman la desigualdad y criminalizan la lucha por la justicia social.
  • La salud como derecho inalienable de todos los seres humanos.
  • El rol de las organizaciones femeninas en la transformación social. El derecho de la mujer en la sociedad.
  • El papel de la juventud, los estudiantes y de sus organizaciones; su inserción en los procesos de cambios.
  • El movimiento sindical y su papel en las luchas por un mundo mejor bajo las nuevas condiciones creadas por la crisis global.
  • La necesidad de imaginar y construir economías nuevas, basadas en relaciones armoniosas de los seres humanos entre sí y con su entorno natural, que tengan como propósito un desarrollo sustentable.
  • De la teoría a la práctica: incorporación de realidades para proyectos de equidad social.
  • Integración y solidaridad en América Latina y el Caribe. Posibilidades y peligros.
  • Las organizaciones religiosas, el ecumenismo, su aporte a la paz y al mundo terrenal que anhelan los seres humanos de buena voluntad.
  • Las poblaciones indígenas y las minorías étnicas: la necesidad de políticas de inclusión y respeto, frente a la exclusión y la marginación.
  • El consumo de estupefacientes y el narcotráfico: causas, consecuencias y enfrentamiento a ese flagelo generalizado.
  • El fomento de la democracia participativa como medio para la construcción de sociedades nuevas
  • La necesidad de enfrentar al terrorismo en todas sus formas.
  • La justicia como valor universal de paz.
  • El marco ético de referencia para la acción social ante la crisis, a partir de los mejores aportes del pensamiento latinoamericano, desde Simón Bolívar y José Martí, hasta los más relevantes pensadores del siglo XX y de nuestros días.

 

Cada uno de estos campos y líneas temáticas, como se ve, puede y debe ser objeto de múltiples iniciativas puntuales y variantes para ser abordadas por los interesados. Todas ellas serán bienvenidas.

El programa científico de la Conferencia incluirá –además de las comisiones de trabajo por temáticas, donde se debatirán las ponencias que se presenten- intervenciones especiales, paneles sobre cuestiones de interés internacional; un simposio sobre bioética y desarrollo; un foro juvenil de amplio espectro y otras modalidades de reflexión.

Llamamos a todos los intelectuales progresistas en el mundo, a los educadores, artistas, escritores y periodistas; a todos los luchadores sociales, a los dirigentes sindicales, de partidos políticos, de organizaciones juveniles, femeninas, campesinas, indígenas, y profesionales, parlamentarios y a las organizaciones no gubernamentales movidas por principios de justicia y equidad; a las universidades y otras instituciones educacionales, científicas, religiosas y culturales; a los gobiernos integrados por personas de buena voluntad, a difundir y a tomar parte en esta cita que se convoca a la luz del pensamiento de José Martí y que pretende aportar a los esfuerzos por sensibilizar a la opinión pública internacional para crear una conciencia mundial contra los males que aquejan a la humanidad hoy y que ponen en riesgo la propia existencia de nuestra especie.

Cuotas de Inscripción:

Delegados 120.00 CUC
Estudiantes 70.00 CUC

(presentar el carné acreditativo)

Acompañantes 50.00 CUC

La persona puede pagar por vía online a través del sitio web oficial del evento: http://www.porelequilibriodelmundocuba.com o directamente a su llegada en el Palacio de las Convenciones, en el momento de la acreditación.

A los fines de la elaboración e inclusión en el Programa, los participantes en la modalidad de Ponentes deben realizar la inscripción de su trabajo en el Comité Organizador antes del 30 de noviembre del 2018, con el título de la ponencia, los datos del autor y un resumen de no más 100 palabras en letra Arial 12, especificando qué medio audiovisual requiere para su exposición. No se asegura que los resúmenes que se reciban en el Comité Organizador posterior a esta fecha aparezcan impresos en el Programa del evento.

Para conocer informaciones adicionales y establecer contactos con el Comité Organizador del evento, los interesados pueden establecer comunicación directa por los correos electrónicos: hpardo@cubarte.cult.cu y jmarti@cubarte.cult.cu y también por los telefax (537) 833 9818 y/o (537) 836 4756; y por los teléfonos (537) 838 2233 / 838 2297 / 838 2298. O directamente en la sede del Comité Organizador en Calle Calzada No. 803, entre 2 y 4, Vedado, La Habana, Cuba. Código Postal 10400.

Puede consultar, además, el sitio web de este foro: http://www.porelequilibriodelmundocuba.com  Igualmente estaría a disposición de los interesados la Lic. Mireya Mesa Tamargo, Organizadora Profesional de Congresos, Apartado Postal 16046, La Habana, Cuba. Teléfonos (537) 208 6176 / 202 6011 al 19, ext. 1512, E-mail mireya@palco.cu

También, para informaciones adicionales y detalles sobre aspectos de la logística de la estancia, reservas de hoteles y otras opciones turísticas, puede contactar al Sr. Nelson Ramos Mesa, Especialista de la Agencia de Viajes CUBATUR, por los teléfonos fijos: (537) 835 5095 y (537) 8364037 y por el móvil: (535) 242 0899, así como por el correo: nelson.ramos@central.cbt.tur.cu

La Agencia de viajes Amistur Cuba S.A, también puede ser contactada a estos fines mediante la Lic. Yania Marrero León, Especialista Comercial, por el E-mail: eventas@amistur.cu  y por los teléfonos (53 7)  833 2374 – 834 45 44 – 830 12 20 ext. 118 y la página Web: www.amistur.cu

Igualmente, usted podrá contactar con el departamento de Ventas Internacionales del Palacio de Convenciones de La Habana, sede del evento. Ventas Internacionales le ofrece la posibilidad de efectuar el pago online de un paquete integral que incluye: cuota de inscripción, alojamiento en el Hotel Palco (aledaño a la sede), los traslados aeroportuarios y otros transfers incluidos dentro del programa oficial. En solo una transacción, Usted podrá financiar todos estos servicios. También podrá contar con la asistencia personalizada de los especialistas de Ventas Internacionales y cualquier otra información del Evento y de Cuba como destino de su viaje. Contacto: Msc. Elier Alonso Montano, E-mail: promoevento@palco.cu, Teléfono: (537) 2026011. Extensión:(1105), Directo: (537) 2084398; Web: http://www.eventospalco.com/es/eventos/EQUILIBRIODELMUNDO2019

La Habana 28-31gen2019: IV Conferenza Internazionale per l’Equilibrio del Mondo

Secondo avviso

CONVOCAZIONE

IV Conferenza Internazionale PER L’EQUILIBRIO DEL MONDO

Dal 28 al 31 gennaio 2019

Palazzo dei Congressi, L’Avana, Cuba

Il Progetto José Martí di Solidarietà Internazionale, sponsorizzato dall’UNESCO, è stato creato nel 2003 dopo la sua adozione alla Conferenza Generale della suddetta organizzazione internazionale, lo stesso ha l’appoggio dell’Organizzazione degli Stati Ibero-americani per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (OEI) e altre istituzioni internazionali che hanno aderito al Progetto, disciplinato da un organo di direzione collegiale, composto da oltre trenta rinomati intellettuali provenienti da diversi paesi, i quali formano il suo Consiglio Mondiale.

Il presente Progetto è organizzato dall’Ufficio del Programma Martiano a Cuba e in questo momento è la sola iniziativa sovranazionale che favorisce lo studio, la conoscenza e la diffusione della vita e opera di una figura tanto importante nell’ambito delle idee.

Il Progetto José Martí, sin dall’inizio, ha favorito un vasto movimento internazionale orientato a fare conoscere l’eredità lasciataci dall’Apostolo ed Eroe Nazionale cubano, il che si osserva ormai nella sua capacità di convocazione e nelle attività che si tengono nelle varie regioni e paesi, compreso il Premio Internazionale José Martí conferito dall’UNESCO.

I programmi di lavoro del Progetto, della durata di 3 anni, culminano con un forum mondiale del pensiero plurale, come quello che convochiamo oggi.

La presente è la convocazione della IV Conferenza Internazionale PER L’EQUILIBRIO DEL MONDO, che si terrà nel Palazzo dei Congressi dell’Avana, dal 28 al 31 gennaio 2019.

L’incontro precedente, cioè, la II Conferenza Internazionale CON TUTTI E PER IL BENE DI TUTTI (gennaio 2016) ha riunito oltre mille delegati provenienti da 53 paesi di tutti i continenti. Le relazioni, dibattiti e riflessioni di questo forum sono raccolti in un libro digitale distribuito nelle università e biblioteche di diversi luoghi del mondo, e si farà lo stesso con i documenti emanati dalla conferenza del gennaio 2019.

I partecipanti a questo incontro mondiale del pensiero plurale riceveranno Diplomi di partecipazione con i relativi crediti accademici.

Inoltre, la IV Conferenza Internazionale PER L’EQUILIBRIO DEL MONDO è un allargamento dei dibattiti del Congresso Mondiale dell’Umanità tenutosi nell’agosto 2017 a Liège, Belgio, patrocinato dall’UNESCO e dal Consiglio Internazionale per la Filosofia e le Scienze Umane.

Tra i temi da dibattere in questo forum mondiale figurano:

  • L’importanza del dialogo interculturale.
  • Le arti: prospettive della diversità.
  • Il ruolo e le sfide dei nuovi movimenti sociali.
  • La lotta per la Pace.
  • La solidarietà come baluardo della convivenza.
  • La necessità di fermare la distruzione continuata di ecosistemi vitali per l’esistenza della nostra specie.
  • La questione della carenza idrica destinata al consumo umano e dello spopolamento delle regioni rurali.
  • I rischi e le speranze dello sviluppo tecnologico e scientifico, con particolare riguardo alle nuove tecnologie dell’informazione.
  • L’accesso all’educazione e alla cultura per l’esercizio dei diritti umani basilari nelle condizioni del XXI secolo.
  • La lotta contro ogni forma di discriminazione – genere, razza, religione, età e condizione sociale – che legittimano le disuguaglianze e criminalizzano la lotta per la giustizia sociale.
  • La salute come diritto inalienabile di tutti gli esseri umani.
  • Il ruolo delle organizzazioni femminili nella trasformazione sociale. Il diritto della donna nella società.
  • Il ruolo della gioventù, gli studenti e le loro organizzazioni; il loro inserimento nei processi di cambiamento.
    Il movimento sindacale e il suo ruolo nelle lotte per un mondo migliore nelle nuove condizioni cagionate dalla crisi globale.
  • La necessità d’ideare e costruire economie nuove fondate sulle relazioni armoniose tra gli esseri umani e il loro ambiente naturale, aventi come proposito quello dello sviluppo sostenibile.
  • Dalla teoria alla pratica: inclusione delle realtà per progetti di equità sociale.
  • Integrazione e solidarietà nell’America latina e nei Caraibi. Possibilità e rischi.
  • Le organizzazioni religiose, l’ecumenismo e il loro contributo alla pace e al mondo terrestre agognato dagli esseri umani di buona volontà.
  • Le popolazioni indigene e le minoranze etniche: la necessità di politiche d’inclusione e di rispetto di fronte all’esclusione e alla marginalità.
  • Il consumo di stupefacenti e il traffico di droghe: cause, conseguenze e lotta contro questo flagello generalizzato.
  • La spinta della democrazia di partecipazione come via di costruzione di nuove società.
  • La necessità di combattere ogni forma di terrorismo.
  • La giustizia come valore universale di pace.
  • Il quadro etico di riferimento per l’azione sociale di fronte alla crisi, alla luce dei migliori contributi del pensiero latinoamericano, da Simón Bolívar e José Martí fino ai più rinomati pensatori del XX secolo e dei nostri giorni.

Come si può costatare, ognuno dei suddetti campi e linee tematiche può e deve essere oggetto di svariate iniziative precise e varianti che dovranno essere affrontate dagli interessati. Quindi ben vengano tutte le iniziative.

Il programma scientifico della Conferenza includerà – oltre alle commissioni di lavoro attinenti alle singole tematiche, dove si dibatteranno le relazioni presentate – interventi speciali, dibattiti su questioni d’interesse internazionale; un simposio su bioetica e sviluppo; un forum giovanile ad ampia gamma e altre modalità di riflessione.

Invitiamo tutti gli intellettuali progressisti del mondo, educatori, artisti, scrittori e giornalisti;  tutti  i combattenti sociali, dirigenti sindacali, di partiti politici, di organizzazioni giovanili, femminili, contadine, indigene e professionisti, organizzazioni non governative spinte dai principi di giustizie e d’equità; università e altre istituzioni didattiche, scientifiche, religiose e culturali; governi composti da persone di buona volontà, a diffondere e partecipare a questo appuntamento alla luce del pensiero di José Martí, il cui scopo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale sulla creazione di una coscienza mondiale contro tutti i mali che tormentano oggi l’umanità e che mettono a rischio l’esistenza della nostra specie.

Quote d’iscrizione:

Delegati 120,00 CUC
Studenti 70,00 CUC

(dietro presentazione della carta accreditante)

Accompagnatori 50,00 CUC

 

Modalità di pagamento: online tramite la web ufficiale dell’incontro: http://www.porelequilibriodelmundocuba.com oppure direttamente, all’arrivo al Palazzo dei Congressi, in sede all’accreditamento.

I relatori sono pregati di effettuare l’iscrizione della relazione – allo scopo di includerla nel programma dell’incontro – presso il Comitato Organizzatore entro il 30 novembre 2018, indicando il titolo e le generalità dell’autore, inoltre dovrà inviare un riassunto della relazione di non oltre 100 parole, Arial 12, precisando il mezzo audiovisivo di cui avrà bisogno per fare la presentazione. Non diamo garanzia dell’inclusione nel Programma dell’incontro dei riassunti depositati presso il Comitato Organizzatore dopo la suddetta data.

Per maggiori informazioni e per contattare il Comitato Organizzatore dell’incontro, vi preghiamo di contattarci tramite l’indirizzo di posta elettronica: hpardo@cubarte.cult.cu y jmarti@cubarte.cult.cu ed i fax (537) 833 9818 e/o (537) 836 4756; i telefoni (537) 838 2233 / 838 2297 / 838 2298. Oppure direttamente alla sede del Comitato Organizzatore sito in Calle Calzada No. 803, entre 2 y 4, Vedado, La Habana, Cuba. C.P 10400.

Si può altresì consultare la web del forum: http://www.porelequilibriodelmundocuba.com. Sarà anche a disposizione degli interessati la Dott.ssa Mireya Mesa Tamargo, Organizzatrice Professionale di Congressi, C.P 16046, La Habana, Cuba. Telefono (537) 208 6176 / 202 6011 al 19, interno 1512, E-mail mireya@palco.cu

Per maggiori informazioni e precisazioni relative alla logistica del soggiorno, prenotazione negli alberghi e altre scelte turistiche, rivolgersi al Sig. Nelson Ramos Mesa, Specialista dell’Agenzia di Viaggi CUBATUR, telefono: (537) 835 5095 e (537) 8364037, cellulare: (535) 242 0899, posta elettronica: nelson.ramos@central.cbt.tur.cu

È possibile contattare anche il dipartimento Ventas Internacionales del Palazzo dei Congressi dell’Avana, sede dell’incontro. Ventas Internacionales consente di effettuare il pagamento online di un pacchetto complessivo che include: quota d’iscrizione, sistemazione all’Hotel Palco (sito accanto alla sede), transfer aeroportuali altri inclusi nel programma ufficiale. Solo con una transazione è possibile pagare tutti i servizi sopraindicati. Altresì è possibile contare  anche sull’assistenza personalizzata degli specialisti di Ventas Internacionales e avere qualsiasi altra informazione relativa all’Incontro o su Cuba come destinazione del suo viaggio. Referente: Msc. Elier Alonso Montano, E-mail: promoevento@palco.cu, Telefono: (537) 2026011. Interno: (1105), Linea telefonica diretta: (537) 2084398; Web: http://www.eventospalco.com/es/eventos/EQUILIBRIODELMUNDO2019

A fianco del Nicaragua Sandinista

cuba-italia-banderasMilano, 19 luglio 2018

A fianco del Nicaragua Sandinista e del suo Presidente, Comandante Daniel Ortega

L’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba sostiene con profonda convinzione il Governo Sandinista del Nicaragua, guidato dal suo Presidente, il Comandante Daniel Ortega Saavedra.
Dal 18 aprile è in atto nel paese centro-americano un tentativo di colpo di Stato messo in opera dalla destra reazionaria e dalla oligarchia nazionale, ispirato dagli Stati Uniti e sostenuto dalla gerarchia ecclesiale e dalla Confederazione padronale, oltre che da sedicenti organizzazioni non governative.

Ad essi si sono aggiunte malavita nicaraguense e organizzazioni criminali salvadoregne che tentano di approfittare della situazione per penetrare in Nicaragua e installarvi le loro centrali del narcotraffico. Proprio la Polizia Nazionale nicaraguense è infatti stata il principale baluardo nell’impedire di esportare anche in Nicaragua il narcotraffico e il traffico di esseri umani che, tristemente, riempie le cronache di El Salvador, Honduras, Guatemala e Messico ed è proprio per questo che la violenza delle maras si è concentrata sugli agenti.


Il Nicaragua è stato anche teatro di una guerra basata sulle menzogne, sul ribaltamento totale delle verità dei fatti, sostituite con propaganda becera, diffusa sui mezzi di comunicazione della destra e sui social media da loro controllati e assunta come verità dai media, anche quelli italiani, che si sono distinti per la vergognosa adesione alla campagna di menzogne. Il sostegno dei media statunitensi ed europei e il ruolo attivo della gerarchia vaticana locale è servito a dipingere gli aggressori come aggrediti, le vittime come i carnefici, le maras armate di tutto punto come “studenti pacifici” mentre alla reazione popolare sono stati attribuiti termini come “paramilitari” e “repressori”.


Alla disposizione a discutere del Governo la risposta della destra clerico-fascista è stata quella di lanciare ultimatum affinché il Governo abbandonasse il paese. La disponibilità del Governo a tenere la polizia consegnata nei commissariati, come gesto di disponibilità per evitare l’escalation di violenza, è stata per i golpisti l’occasione per spargere il terrore nel paese. Ma la pazienza della popolazione è terminata e, preso atto dell’indisponibilità a trasferire sul piano negoziale la protesta politica, il Governo ha scelto di passere alla controffensiva. Con la partecipazione della popolazione sono stati smantellati i posti di blocco e disarticolati i gruppi delinquenziali che, diretti dal MRS, hanno sparso l’orrore, riproducendo un livello di brutalità mai conosciuto nella storia centenaria del Nicaragua e invece tristemente consueto nel “triangolo del Nord” centroamericano.


L’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba fa appello a tutti i militanti della sinistra, ai democratici e agli antifascisti ad appoggiare gli sforzi del Governo Sandinista per riportare il Nicaragua dov’era situato fino al 18 aprile scorso, ovvero ai primi posti per sviluppo economico e giustizia sociale, per sicurezza pubblica e lotta alla povertà, con risultati straordinari che hanno disegnato il profilo rivoluzionario del Governo e reso il Nicaragua un modello da seguire. Il tentativo degli Stati Uniti di riprendersi con la forza il controllo dell’America Latina non deve passare e comunque non può avvenire nel silenzio di quanti credono nell’autodeterminazione dei popoli.

Segreteria Nazionale
dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba

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